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Una zingara laureata

68m 15s

Una  zingara laureata

Valentina Seidic, una giovane rom laureata, condivide la sua complessa identità: nata in Italia da famiglia bosniaca, cresciuta tra la cultura rom e quella italiana, si sente spesso "non completamente a casa" in nessuno dei due mondi. Racconta di aver vissuto il campo rom non come abitazione fissa, ma come luogo di contatto familiare, mentre la sua famiglia ha subito sfratti e precarietà abitativa. La sua tesi di laurea esplora la storia dei campi rom a Roma, sottolineando che non sono una scelta culturale della comunità, ma una imposizione politica iniziata negli anni '80 e '90 con leggi regionali che hanno istituito aree per "nomadi", termine erroneo perché molte famiglie rom sono stanziali da generazioni. Valentina critica il modello abitativo dei campi, che ha creato segregazione e discriminazione, come dimostrato dall'episodio di Casal Bruciato nel 2019, dove una famiglia rom è stata aggredita dopo aver ottenuto una casa popolare. La discussione evidenzia il dilemma identitario delle nuove generazioni rom, che devono costruire una propria identità "a puzzle", mescolando le diverse influenze culturali, e la necessità di superare pregiudizi e politiche sbagliate per garantire diritti e integrazione.

Transcription

7638 Words, 44033 Characters

Italian
[Musica] [Musica] Vi orroma? E meno rum. Iniziamo il tibedo carica. Pronto. Allora, benvenuti a tutti a più romne meno rum. Oggi siamo con Valentina Seidic, una ragazza fantastica e tra l'altro è bellissima e proprio bella bella. Mi mi dico poi e guardare sui soldi alle, è proprio una bella ragazza. Ma essere bella è anche intengente. Infatti io posso dire, noi lo possiamo dire, è una zingara laureata. Olle! Ai Valentina, presentati. Allora, buongiorno a tutti, buongiorno in buongiorno in buongiorno, non lo so quando verrà insomma pubcast. Grazie a vana di essere qui, per chi vi va in un grande manana, anche se mi fa un sacco di un pimenti, ma comunque io sono di Roma, sono Valentina Seidic, si spaiano tutti a pruncia, quindi farò un brevissimo spelling, quindi salerno ampoli di Juventus, domodosso la immora com'o, sono talmente bisogno di repeterlo per mai ti contrarlo in l'upper. Certo, è diverto a trovare delle parole diverse, quindi se invece di dire salerno, di Roma, solo le oppure ampoli, non una stracittà. Ovevi cinque anni, sono di Roma, studio a Roma 3, faccio la specialistica in scienzi pelagogiche, mi sono laureata all'uio scienzi delle educazioni santerma 3, vivo da sola, ha una conclina, l'avoro, faccio la prima esiter e due repetizioni, ha due regazze con le singole di Down, e in generale cazze, sono fidanzata. Per proprio la presentazione, tipo Netflix, o tipo, lo sostitiricolio di quel programma. No, io ho un "donetlog", penso che sta da me una delle prime ad averlo, però, la parte di scherzi continua valentina, se tu mi derotto, io ricordava questo. Diciò, mi sono ischietta la specialistica a settembre, sta da una scelta abbastanza complicata perché era un'idecia di lavorare, studiare. Io sono, appunto, di udicini, davvero più precisamente della Bosnia. Tra l'altro non sono nada in Bosnia, ma sono nada in Italia, e tra l'altro non sono mai nada vedere i baskani e tu mi lo rimproveri sempre, non mi vanno a dirvi andare, di andare. Io ripetuto da me ti rie, andro, andro, andro. I le pandemia, i porto come pandemia, sarà uno dei primi viaggi che andro a fare. E poi su questa cosa sono anche molto penserosa perché cazzo, andro a vedere un po' di cosa c'è di me. Qua era il città della Bosnia? Allora, la senza. Poi c'è quello sugo Maps perché non so dove sia, e poi vedremo. Però comunque finne pandemia veramente, c'è armiamoci. Io la mia famiglia sia un'ideario. Non vi addeghi tu, poi dovrò fare nella vita, non vi indiesa un'altra. Mi vede l'altro fatto con te, perché voi stai sì, l'unica che mi la potrebbe insomma da tutti i miei amici. Io penso che sia importante per avere un buone equilibrio identitario e comunque conoscere e intrambe le parti della propria identità o delle più origini. E quella balcala in che secondo me è importante quanto quelle italiane e quanto quella rom. Sì assolutamente, concordo, concordo. Ci ripenso sempre a questa cosa, quindi realtà vuoi rendersi molto siire. Però si andrò a fare una programmere un viaggio prima, una prima fine se questa situazione è coi. Ok, ci stai vi dicendo? Quindi vi stavriciando che ho origine in balkaniche e ogni propria dalla busgna. Però sono una da Roma, in Italia, e mi l'in 1991, e sono una da in un campo tollerato, per quello di tordi valle. Da una famiglia Roma, da l'inzo ma per varie motivazioni, poi io ho avuto la fortuna, la vera prima volta, andrà scuola di proseguire quei sudi, di laurea armini, di scegliere, poi di proseguire affrontato con le sudi. E quindi resta su Italiana, ma mi sento molto anche di Roma, c'è proprio di Roma. E anche l'accento Roma, è un po' di Roma, ma poi io sono una viadura la vera di Roma, la metri sana, c'è proprio la cucina che ha faritt. Ma vorrei porti una domanda, poi se ti va a risponni, perché magari questa è un po' più. non hai mai mai? Io entrambe, abbiamo visto nei campi, io ho visto bocchi anni nei campi circa 4-4-5 anni nei campi, poi siamo usciti. E tu invece, c'è quanto tempo ci sei stata, o non so bene qual è il porre la domanda? I realtà io il campo lo sempre. c'è non c'è un mai vissuto, ma lo sempre. c'è non c'è un mai vissuto, stanno sicurinamente, quindi svegliarmi la mattina, mi hi verci, in qualche maniera. Ma andavo sempre perché comunque io con l'affidamento dove ho andato a ogni sabato, poi real estate io sono solo avvustona, perché io quando volevo andare al campo andavo al campo, quindi comunque mi hanno sempre costato quando sentivo il bisogno e il desiderio di vedere la mia famiglia. Quindi è come se lo ho visto sempre, nei ultimi anni un po' di meno per l'escombero e del campo di tordie silenci, il trasferimento al campo di gassero mano, e quindi è stato anche più complicato per me arrivarsi. Però io lo sempre di sudo, cioè io andavo al campo, il sabato, lo stavo tutto il giorno, dormivo magari, anche fino alla domenica, tornavo il medì, andavo il pomerito del martedì. E come ho stato per vivere in due modi che non so, se nel tempo sono riusciti se tu se riuscita ad unire questi due modi? Allora questa è una bellissima domanda che mi sono costa nei anni anche io e forse non mi sono dada ancora una risposta perché il forzo è una risposta proprio non c'è. E più chi ha insomma riflessione, cioè io penso che io non sono mai comoda in una sola poltrona, cioè non sono comoda nella poltrona italiana e nella poltrona romana, quindi nello comunità italiana e nella comunità rom. Però questo non lo riscontrazo, tanto invece io in diverse occasioni ho parlato con i miei guidani, no, zingari, romana. E mi hanno spesso, a punto di me, l'ho detto spesso che sentono questo no squilibrio però questo fatto di non sentirci mai bene da nessuna delle due parti, no? Devo mettere lo che anche io ne lo sento, per quanto io lo vedi che non sono orgoglioso, faccio, però a volte quando ho tre nembaliccani parlo lo slavo con la centro italiano non sono slava. In Italia quando sono mio connjoa me non sono in talinana, quando sono con i nostri rom, non parlo il romanesc tanto, anche, ok? Allora non sono rom. Poi metti il fatto che comunque sono molto emancipata come donna, tipo i miei genitori sono strago gli osi per l'Europa Felissimo, se la mia madre è tipona di quelle strafe e ministe incredibili, anche mio papà veramente tenerissimo, ma c'è un lato della famiglia che tipo non la prezza molto e quindi mi ritengono meno rom, meno slava. Ciao. mi trovo anche io questa sensazione che dove sto? No, sì, sì, invece penso proprio molto più internamenti, c'è nel senso ecco per le mie amiche sono valentina non è che sono, cioè, sono rommoso, per loro sono valentina e quindi questa è una cosa l'insatto bella perché non sarebbe una anche mi ai amici, no? Però è appunto quello che sento io che non sono mai convodata nessuno delle due parti, ne quando sono da una parte, ne quando sono dall'altra. Raffè, chi sa ma secondo me questa è un dilema, esistenziale che hanno tutte le nuove generazioni di nome sinti, e anche per esempio chi ha ancora dentro al campo, e chi vive ancora dentro al campo come per esempio i miei nivoti penso allora perché mi vengono in un interro perché sono i più vicine. Secondo me anche loro sentono questa questa cosa qui. Bello, non so cosa dire, sai perché veramente uno dei quei concetti che non c'è una risposta e che cambiano il tempo perché non è mai stabile, non è la vita in se, quindi il stare dalla parte all'altra potrebbe cambiare. Io quello che dico sempre è cercare di prendere un po' da tutte, usiamo la metafro della coltrona, di prendere un petto dalla coltrona da una dall'altra, e cercare di crearsi la propiedentità, il tuo piccolo uso questo termine, mondo tuo topico tuo, che se ne insieme è un puzzle. Si, per se dovremmo costruire un'altra vuolta di entronino, cioè la poltrona balscanica doveva quella balscanica io con l'italiana. E' ma io mi sento anche italiana, io interamente mi sento qui, se la coperta quando puggi a pezzi, che non sono i pezzi uguali, magari uno più grande, più piccolo color diverso blah blah blah, io mi sento di essere italiana balscanica e rom. Sento però la prospectiva degli altri e mi rinquadrano, o solo nel pezzo balscanico, solo quello rommo, o solo, oppure non sono questo, sono questo blah blah blah blah blah blah blah blah. Quindi io mi sento però insieme di queste cose, ed è difficile, perché è difficile, non è che uno prova questa stabilità così, non la claccelai, non. La devi costruire nel tempo e soprattutto a giusto punto devi anche fregarti di quello che ti dicono gli altri. Sì, sì assolutamente anche perché non è detto che si inserì transvergolette nel universo balscanico, ti dimentichi di quello italiano e della tua parte italiano di quella Roma. È un sacchetto quando vado nei balsiani. Cosa? E come se quei si stessero dutt'enzieme? E quando vado a fare balscanico, poi potreste stimare, magari che sono li, a me manca, manca l'Italia, ma non puoi capire quale. Ah, cinto, esattamente questa la sensazione. E quando sono l'Italia ti manco le balscaniche, quindi per dire. Sì, sì, è proprio, è colto esattamente nella sensazione, cioè quando intrimo il mondo poi ti manca quello che è assado, però poi quando vai da quello che è assado ci stai un po' e dice "A, però quanto mi manco nei balscani". Sì, poi magari credi che il sistema quel mondo ma fa parte di te e lo voi con te, però a volte è bisogno di prendersi, però è un attimo di pausa, di distanza, però poi ci vuoi tornare. Sì, sì, che vi scopriffettamente quello che vuoi dire. Non so perché mi nota l'immagine della fiesta. Sì, è la pubblicità. Merendina. Comunque! All'altro! Crescire un campo, se ti vado a raccontare un po' della fotesi, tra l'avvallettina se laureata, cioè quest'anno durante la pandemia e anche tutti ci sarà il laureata online. Io bisogno laureata l'uio online, quindi in piena pandemia perché era finito da già un misetto, circa se non mi spaio, però con il dipartimento a scelto naturalmente di prendere questa decisione di continuare, di farlo online, come anche la sessione precedente. Pinchito l'aprovo crescere in un campo perché il mio primo capito, l'inizio, proprio descrivendo, è la nascita del campo, cioè come sono nati campi, mi sono concentrava in maniera molto specifica nella città di Roma, quindi descrivendo certamente cose successo. Nel primi anni '90 con la adozionata punto di alcune regi regionali che tutte l'avano nel presuntoromagismo di Roma e Sinti. Pallaci un attimo di queste leggi. Sì, allora praticamente perché è importante per chi ci ascolta comprendere che il concetto del campo non è un bollere della minoranza esitnica Roma, ma che deriva da un'imposizione politica. Allora sì, assolutamente sì perché naturalmente la tesi è ma affronta a punto il primo capito di campi, quindi io descrivo in un sotto capitolo dalle baracche campi, quindi come nei anni '60, quello che non affronta a punto nell'acqua dottofilise, nella Borca e la Lessa andrina vivevano proprio gli italiani, quindi in delle baracche dove avevano spesso in ziamina una camera e dove in mezzo a queste persone c'erano anche i rom. Poi che cosa è successo che successivamente nel 1993 con il Sintago Rutelli, ci sono iniziata a costruire campi a Roma nella città di Roma. Io affronto in maniera particolare, c'è un capito proprio che sentitola costruttori del campo, perché, appunto, come dicevi te prima, i rom erano scelto di vivere nei campi, soprattutto quelli che sono presenti a Roma, ma è un modello abitativo che i rom hanno subito. Ok, senza essere interpellati, senza essere, senza aprire di aloe, di appunto comunicazione, di saber appunto cosa desideravano, cosa volevano, a cosa aspiravano e quindi sono stali presi e sono salimesi in questi mega campi, i campi nomati che poi nomati non sono, perché se fosse una noma di stavano tutto questo tempo dentro quelli, adesso vi è di famigli che abitano a un tono del campo da cui ci guandano i nomati che scopri. Esatto, no, ma poi è la quarta generazione, nada è crescita dentro i campi. E naturalmente dentro i campi ci sono quelli che sono venuti dalle guerre dei Balkani, nella maggior parte rigata. Come mette? Esatto, quindi scappati dalla guerra, non perché senticimente ha appunto venuto in Italia, perché capito ci sono da voi. C'è uno spiriti liberi, pomiena, Gipsi, quelle europea, c'era una guerra in corso. E' fatto, c'era una guerra in corso e quindi l'intento era quello di cercare condizioni di Vita migliori e una volta arrivati in Italia sono andati a finire in quelli che oggi sono i campi, quindi io affrontato questo capitolo in me la era particolare descrivendo un po' chi sono i costruttori del campo, quindi partendo da Ruttelli, da Le Mano, da Marino, da Tronca, fino ad arrivare alla Rangie, quindi dal 1993, dai anni '90 fino al 2020. tu è fino ad oggi. Poi faremo solo un podcast parlando solo di questa cosa perché è da approfondire molto molto meglio questo, quindi sì assolutamente sì. - Troviamo più pari. - Anche perché poi diciamovi "Vip". Anche perché diciamo che tutti questi protagonisti che hanno poi costruito questo modello, ok, è quello del campo, non hanno mai pensato veramente al benessere delle persone che ci sono. In realtà non stavano secondo me, anche ben pensando quello che poi sarebbe accaduto dopo. È stato come un circolo vicioso, cioè all'inizio si pensava appunto che fosse la scelta migliore e quindi poi con i passari legni, amire la stasiatica tutti sempre in lo stesso sbaglio. Ma domanda, è campi, non ascono nel 1970, c'è la legge che i situi, se il campo regolare, regolare. Allora, questa cosa deve andare a vedere perché non stai accadendo a vedere i ruoli. La legge, quella proprio che tutela in nomadismo di Rom, sinche camminanti, è la legge giornale del 1985, quindi nel 1985, è un favore di Rom, quella qua è se spese da chiaramente che l'elemento culturele non messa il nomadismo. Quindi la legge ha la fine salva guarde il patrimone culturale, l'identità di Rom. Grazie di rispettarci, vero? Quindi invece tra la fine degli anni '80, l'inizio degli anni '90 ci sono stati 10 regioni italiani che hanno dato delle legge per la progettione delle culture nomadi, attraverso la vostra opzione dei campi che gati. Mi può relegere quella cosa del rispetto culturale? La regione, aspetta di digo direttamente, è quella legge regionale dell'azio 1985, enorme in favore di Rom, quella qua è se spese da chiaramente che l'elemento culturele di Rom messa in chi è il nomadismo. Infatti, riesci dall'archicoluno. La regione è detta enorme per la salva guardia del patrimone culturale e l'identità di Rom, è previdare impedimenti ad ridito il nomadismo e alla sola stale interno del territorio. Successivamente, però, quella legge dell'85, cioè dopo la legge dell'85, è quella dell'86 che è ancora più significativa, perché nel'86 è il comodiroma, il istruisce anche a trezzare delle comune da nomadi. E cosa scrivano lì? E lì scrivono, cioè, il suo collo di questa legge che è proprio da quel momento che tutti i viani nomadi attuardi le costruhiglie dei anni hanno costruito, hanno proposto il campo come l'unica alternativa possibile per rame sinti. L'unica alternativa, perché, tra l'altro, è un momento particolare, perché a Roma, cioè, l'esempio, per esempio, era conto di mio padre, io quando c'è stata tutta la facenta di Cassadruciato. Io sono dalla mia baglia che si pava, ma Cassadruciato anni fa come era e lui mi disse che quando l'inizio, proprio quando lui, all'inizio arriva con la mia famiglia, con la mia mamma e due mie fra telli, ci spostavano con le rullott, lui ha altri due tre famiglie. Nella periferia di Roma si spostavano e quando lui andavano a Cassadruciato, lui prendemano assassate, quindi, cioè, tutto il vicinato si rivelava quando lui vedeva arrivare, quindi naturalmente quando uno si rivel, cioè, quando uno non ti vuole, tu che fai, rimane o tenevai? C'è le vai, perché sei tutto un po' nevai. Contro di te come successo che trattuto tu era in contatto con la famiglia di Cassadruciato? Esatto, era in contatto, era molto curiosa di sapere questa cosa, come era appunto negli anni, nei primi anni 90, più o meno? Ah, perché no sì. In anni 80, prima anni 90, come era Cassadruciato prima? E mio padre mi disse che, già al inizio di quei anni, Cassadruciato era una periferia così. Ma solo per spiegare per ieri che ci ascoltano, non sa o non si ricorda cosa è successo nel 2019 a Cassadruciato, che mi sembra che era maggio, era maggio. Sì, Cassadruciato, io la dà da questo contatto. Raccontai quella successo perché magari qualcuno lo sai, magari non so ricorda o non lo sa lo proprio? Esatto, praticamente Cassadruciato è solo una delitante, situazioni nelle quali, una famiglia rom, abitante del campo, la barbuta prende, mi sono viene data, è la casa bugolare, una lunghissima lista di attesa, quindi dopo diversi anni, dopo diverso tempo, e si ti asperisce all'interno di una abilazione, quindi affidata, in maniera il soluzionale, comunque, in maniera correta dal comune di Roma. La famiglia entra e si scadiene il putifereo, contanto di residioso del portone di testi pelate, gli amiamo. Ti va? Testi pelate, testi pelate. Vercuni testi pelate? Ti vamo un po' come i pomodori, cioè noi gli amiamo i pelati, non so voi. Però noi rom, le gli amiamo i pelati, quindi i pelati. E piace, piace, piace. Amici di casar forcile, amici, sicuramente di babe, maialino corrodeso corrodata, la vattava, ovviamente sono elilciro. E' stato? Dicevi? E quindi gli aspettavano in attesa, no, veramente di essere lincati e di essere terribilmente accusati, soltanto, appunto di essere Roma, per la culpa di essere Roma, e quindi si è scatenata la rivolta del fatto da punto. Roma prendono casa, gli italiani non prendono casa, e se gli italiani fanno rispetto a tutte le procedurie buro gradiche e appunto si mettono l'insa di attesa per la casa buvrare, sicuramente avranno anche la casa buvrare. Perché vi assicuro e prendere la casa buvrare, non è così semplice, non l'eperniente, io non mi ha famiglia, abbiamo aspettato più di 15 anni la casa buvolare, cioè io ho avuto una stabilità abitativa quando io ho compiuto 15 anni. E io 15 anni è entropinamente in una stabilità, in una, no, perché prima abitavo, dove? Io prima abitavo una casa prima che scopiesse al ruore i barcani, io tengo prigisate. Con questo cambia tutto, vi vide rifugiato, vi vide al zinger, nel campo, poi ti sbattono di qua e di là perché in un sapete ce la poizia viene chiude il campo, se ne va e ti mando da l'altra parte, però quel salca parte, e il niente, io vi ricordo che una volta con la mia famiglia c'hanno sbattuto, hanno chiuso il campo, rassettato, tutto il caos e ce ne ha l'assato così e ce ne eramo vicino alle ponte, torino, adesso mi è quello più come si chiama quel film e dove passano, comunque ce ne ha l'assato, e noi abbiamo dormito sotto un ponte, che ha l'interfamina dormito sotto un ponte, questi sono le massie un paio di giorni a fare la guardia di col pezzo che aveva un chiuso, se sono un patte, è ovviamente che succede, noi non abbiamo atternativa, non abbiamo niente, ne sono solutama atternativa, ritorniamo ado e abbiamo fatto le baracche dove c'erano il conteno e avevi a dicendo, e questa cosa si ripetrava a loop, a loop. Certo, ma questa cosa è il tuo nuovo esempio in tante l'inizio quando hai inizio ad apparlare e io, io nei baccani vi ho in casa, ecco io nel mio primo capitolo della Tersi affronta anche questo, cioè la mazzo è parte delle persone che vivono a tine campi, quando vi vedevano nell'ex vivo cos' d'Avia avevano le loro case, cioè non hanno mai abitato in un campo, e questa è fondamentale perché è uno dei tanti seriodivi, a punto di cerire sbagliate assuramente. spagliate e è proprio quella del fatto che hanno sempre abituato nel campo e chi è che ha sempre abituato nel campo le 9 generazioni, le 9 generazioni non è che lo hanno scelto. Noi è sulle note. Io non è che ho scelto di vivere di nascere dentro un campo, chi è che ha scelto di nascere dentro un campo? Nessuno, io pongo la domanda che ci ascolti, c'è uno vorrebbe vivere lontano dalla città che devi farti chilometri per arrivare la stazione dell'alcobus o di un treno, soprattutto vivi accanto alla discarica o vivi nella discarica perché questo succede, dove vengono posizionati campi, la maggior parte i campi sono tutto intorno, sono recintati, da volte trovi anche il filo spinato o vivi una baracca o un container o se sei fortunato una rulotta. Io domando, ma chi vuole vivere in condizioni del genere? Il fatto che chi l'ha costruito tra l'altro tra virgolette costruito, chi l'ha pensato, chi l'ha protettato, non è che ci vive dentro, sono sempre le altre che ci vivono, è qual'io sa questa cosa, tra il fatto che io progetto pensa ad una cosa, la metto in pratica, però poi non sono io, mi ha di ci vivo, io ho poi tornacca, era un quello, cioè riscaldamento, c'è stopo una vattia, cioè le divano, a mirilasso, vivano, accadando. Nella descrizione di della legge loro usano il rispetto culturale, rispetto culturale, ma di che cazzo stiamo parlando, ma chi cazzo di rispetto è? Cos'cusate ma, no, cioè, io mi fa morire, sempre mi raggiorno, rispetto culturale. Io rai qui con me, io rai qui con me, perché veramente vorrei sentire le loro justificazioni, perché quando parlo un giusto, uno si rende conto, cioè, se io gli sbattono la mette in faccia, ed è l'enco, se io non la mette, si trovo, non perché sono io, perché veramente tutti dovrebbero fare un l'enco, le generi, se solo si documenta a stero, quindi andare su internet, cercare, andare a vedere cosa è successo, cioè, la ruta degli fino alla raggi hanno fatto tutti la stessa identica cosa, non è cambiato assolutamente nulla. I capi ci sono, le persone che ci vivono dentro ci sono, e quindi, cioè, se è eccoliosa di sentire le loro justificazioni, perché scusi, proprio non c'è natura, bisogno, perché prima vi va a vedere i risultati, ma magari mi riesco a risponso. Fanno, per se deve poter farlo intervista alla toscuro dell'Italia, tipo alla signora Roma, quella che vende meloni, vorrei fare l'intervista, anche a babe, ma io l'inocorraggioso, quando avanta verdere ai belati, vorrei proprio farlo intervista, ma visto che ci otterano così tanto, io mi aspetto una base culturale, politica e sociale incredibile, perché, veramente, se mi devi odiare, io ti posso anche rispettare, ma ha vento una conoscenza uaufortissima, e lì dico tanto di Grappellor. Ma poi ti posso dire in questo, ma quanto sono brutti? Dai, c'è visivamente, ma se tu li ve le di, ma quanto sono brutti? Siamo confrombiati, ma perché? Sono sempre arrabbiati, sono queste virgiene, ma perché non sanno dare altro, perché sono pure energia negativa. Sono un po' di inganglia, ti ricordi quando abbiamo fatto di presidio, io li sono molto larvita, c'è facciamo scassare, asserare, assalviati, perché non sapesse, penso che sia sottonteso che entrambi siamo attiviste, vi è dicendo a nostro modo, c'è facciamo il presidio assalviati, da la tra parte abbiamo chi erano cazza forci, porcile, chi erano pipelati, no, no, no, erano i pelati, erano i pelati, ok, abbiamo i pelati, che tipo, quanti erano loro? Una vent'a. Non ti erano, anche, arrabbiati, si ri, brutti, si, tutti i crigi, cupi, poi guardi la parte nostra che era, c'era una mese l'entata del campo, la musica, tutti che ballavano, che non ridendo, non vedono la parte dei pelati, la ballati, i suoi, e poi ti dà a ballare del giao. No, proprio l'abbisso, cioè proprio l'abbisso, cioè che, allora, abbiamo sigliato, ma se li una persona arrivava, ok, e non conosceva la situazione, ma dove andava, da quei le arrabbiani o da quei felici? Andiamo a noi, c'era, era la festa, non era un presidio, perché era attivetto, tutti i criaci, lui abbiamo, perché ci vabbia? La casa portatile, si, si, s'ha stati proprio, proprio bello, il deliro, i anziani del campo, tutti a ballare, è un bello. C'era una inqualicione fantastiche, fantastiche, ovviamente, non ci stanno divertendo. Poi abbiamo sconfitti, cioè io posso dire, quelli di loro noi abbiamo sconfitti, come 20 pelati, i arrabbiati, le abbiamo sconfitti ridendo, ballando e cavando. Le abbiamo sconfitti, ma abbiamo vinto. Eh, abbiamo vinto. Eh, quanto siamo, quanto siamo fili? No, la maniera è necessita, ma quanto siamo fili? Eh, va beh, comunque, però sì, secondo me, tu andiamo poi fare un podcast parlando solo delle leggi e del percorso, che, a quanto, ma non hai cambiato niente negli anni, c'è, sembra che non riesco lo stesso modello, rifatto per ogni anno. Però, va beh, comunque, già profondire e già profondire questa cosa, quindi faremo un podcast insieme. Concordo. Allora, neom avanti per la nostra tesi sono un podcast dura nei termini. Meno mai gli agenti può mettere pausa. Mi lascio guidare da te. Sono le le due mani. Ok, andiamo a tuo primo capitolo da tesi che sono i campi. Ma direi che l'abbiamo parlato. Sì, ne abbiamo parlato. Andiamo al secondo. Si, andiamo al secondo, che alloio o la difficoltà quelle parole, il dingue, che non dovete capire, con la rizzazione. Oh, perfetto. Non lo devi ripetere, perché è tutto. Yeah! Disquetto per me. Allora, in questo capitolo, diciamo, io ho scelto di focalizzarmi molto appunto sulla scoledizzazione perché il mio ripartimento ha proprio quello di scienze della formazione, di indirizzo, scienze delle educazione. E quindi mi era venuto, naturalmente, in mente, il discorso della scoledizzazione dei bambini rommesiti. E posso fare una patuta? Assolutamente sì. Pateo che ho perché ci scolta avvisate familiari, che c'è un'educa tricezzingara, quindi potevo che bambini. Questo mi assoluto. Non mi rumbo tutti, mi rifero tutti. Scare, il scelso che dicevi. Allora, quindi diciamo il secondo capitolo, in particolare io mi con il centro sulla scoledizzazione partendo da un paragone, del di anni più o meno tanta, differenzando appunto il cacquaciano dato fondamentale e molto interessante perché le famiglie italiane che vivono appunto nei borghetti e nelle baracche di cui abbiamo parlato all'inizio nel primo capitolo cioccolo dei campi vivevano naturalmente in estrema uova verta e soprattutto avevano livello di l'affabilismo molto alto e infatti il stasso della fabbilismo nella borghata lesandrina era quasi il doppio rispetto al stasso medio di Roma, cioè il 4,95% di fronte al 2,45% per certo del comune. Quindi la licenza media la possiedono il 27% nel comune e il 10% nel l'aborghata. Ho inserito questi dati perché è importanti dire che non è che quelle persone erano Roma, quelle persone erano italiane. Ed è da sbiena alfabetismo così alti è proprio perché aprescindere dall'Itria, ma è soprattutto luogo in cui tu vivi. La burgada di San Drena è una burgada fatta un legno, si vive a tutti insieme, i genitori erano alfabeti, i fissi spesso erano alfabeti, andavano a scuole e non andavano raggiungere un pochissimo in 10% appunto raggiungereva la licenza media. E' un pochino che è di alstiplatiero, non sono di Roma, e quindi non conoscono anche questi quartieri che è nominato. E ancora oggi si può staborgata, oppure no. No, le burgrate ci sono, ma non dovrebbero metti ci sono i quartieri. Ok, non ci sono le baracche, quellerono, vero, e proprio baracche. Fatte le genno, di materiali, comunque che si trovava, non giro. Ok, per le strade, quindi non adorumette costruite, si viveva, poi tra l'altro molto, erano intenti. Quindi si aveva molto vicini, si umigliano quasi alle famiglie Roma, perché comunque vivevano in condizioni difficili, secondo me, che sociali, precari, proprio al di sotto di qualsiasi vita di una vita di nitosa, non è che vivevano bene queste persone. Questa versione non era un Roma. E naturalmente erano alfa baghi. Quindi per riassumere il capitolo da suonere. Quindi per riassumere, il capitolo da suonere. Quindi per riassumere, il capitolo da suonere, la squadra di dedocioni, io parto da questo dato qui, ho andato importanti perché ho punto, voglio far capire che non è tanto le tnia, perché non c'entranulla mettanto il fatto del posto in cui tu nasi e cresci. Ok, e del contesto voglio che ti è intorno a fare quello che sei e anche a farti prendere delle scegte come proseguire con gli studi. Però io, in questo capito, ho affrontato le classi la soddrome. Le classi la soddrome ne avrete sicuramente sentito parlare tui vanno. Sono delle classi speciali per soli romi sinti. Ok, io grazie a cielo, non lo ho fatto quelle classi perché anche io non le ho fatte. Io ho apposciuta come la piccola profuga dei balcani. Quindi ho fatto le scone nei balcani oppure a Turino. No, lo fa a Turino, lo fa a Turino. Ho fatto dalla materna, poi. E devo dire che i miei genitori mi portavano a scuola ogni giorno, ogni giorno, anche la materna, non mancavano mai con graffatica malo facevano. No, c'è a scuola nessuno sapeva perché miello nascondevano. E' una piccola cattura. Quindi ero la profuga dei balcani, io e mio fortello, non lo sapeva. E' una piccola profuga dei balcani. E' una interienza intuitiva in capaci di astrazione. E' una interienza intuitiva in una interienza intuitiva in una attivazione attivata. E' una interienza intuitiva in una attivazione attivata. perché primitamente infantile. E tra l'altro dice che questa intelligenza dovrebbe essere societibile di sviluppo ulteriore, ma questo subopuolteriore può essere sollecidato, cioè questo sviluppo è solo solo sottopuolteriore dal d'una educazione adatta che naturalmente non possono dar i genitori perché loro stessi sono così, quindi. cioè un pensiero, nettamente, mi proprio molto molto preciso e anche ben studiato su come ridugare questi bambini rom. Quindi voglio andare in una classe la ciodroma, voglio dire che hai l'ingresso separato, che non può mangiare con gli altri bambini, che non ti può esedere con gli altri bambini e soprattutto che soggiaici solo con chi tra bigolette è ua a te. Questa roba è proprio brutta, brutta, brutta, questa roba è di qualche anno, fanno, non è così lontano, rendetevi conto, non è così lontano è veramente inquietante, sembra, sembra direccile, magari questa persona mi odierà per chi ora paravono, però mi sembra direccire una delle discrezioni o delle relazioni di. va bene, un po' di mengere e altri studiosi che studiavano la rassa, la rassa zingra, ma c'è tipo l'ufficio di generaziale tedesco, non russiva a capire come i rom fossero Ariani e hanno patto ricerche relazioni, scrivendo che noi rom, i zingheri hanno. sono Ariani però la nostra rassa Arianna non è così pulita perché è contaminata da buve geni fondamentali, uno che è nomadismo, uno che è quello di rupare perché è ovvio, no? Tu hai il genere di rupare, hai il genere nomadismo e mi dispiace per gonare questa. sa signora perché veramente. no? Il realtà tu è ragione perché i suoi studi derivano direttamente dal loro, cioè praticamente la carpati, ma ma ma ma ma ma, ragazzi c'è, sì sì perché praticamente la carpati, cioè fino ad allora, i soli studi che erano stati mundotti su questo tema, erano quelli di Arnold e Dessiller, che in quell'avo erano considerati massimi esperti, ok, in materia di zingheri e Arnold nei suoi studi cita, robber, cita, robberittere a Varie Austin, ok quindi, cioè, direi tutto dagli perché la biografia di lui, cioè i suoi studi, direi, non direttamente da quei i suoi, e carpati, la mira è la carpati, leggeva sui i suoi studi che erano stati mundotti fino ad allora, che erano quelli di, di Arnold e Dessiller e quindi gli sei Arnold e Dessiller studiavano sui documenti, sui libri scritti dalla Ritter e dalla Yaa, ma come ti fasta, cioè, io, come ti fasta, leggele queste cose, ovviamente le siamo consapevoli queste robbe a Google, però, ma mia, come ti fasta, cioè? Tipo io adesso sono i miei, mi stai in casa, e sono tipo, i privi di, allora, se il mio figlio, appunto, che si fossero adesso, questo erano, io mi incazzerei come una belva. C'è sarei una di quelle madri che proprio si mette lì e chi inizia ad enunciare uno per uno e e fare passare le benedini in ferno queste persone. - Grazie a cielo, non ci sono. - E probabilmente mio figlio non lo manderebbe a scuola. Perché non è tutto che mio figlio frequenti. A questo punto, cioè alla scuola, deve essere un luogo in cui tu, prima di tutto, disanti a tu alto. Un luogo in cui, in un luogo sereno, in cui tu si possa sentire libero di esprimerti. Nella tua diversità, quindi deve essere un luogo libero, un luogo sereno, un luogo di passe. Invece, quello non era un luogo di passe, non era un luogo tra l'altro di guayanza e di rispetto. Come non lo sono le scuola degli adesso? - Non, non so, non so. - Non so, non so, che le lascio drombo, sono solo le lascio drombo, poi gli ingressi separati e laula solo per gli tingari. - Ti mangi, non abbiamo il nome, lascio drombo, però la dinamica si ripete. - Esatto, la dinamica si ripete, perché il bambino zingaro, fondamentalmente è il bambino che viene lasciato all'ultimo banco, che fa due competini così, giusto perché non ti non pagoglioni durante le lezioni, e accondui fare due all'alfa bedo e scrivi due rie, e va beppe, quello si cresce tanto non ci asperanza. - Mamma mia, ma io a volte mi chiedono, tutto quello che noi stiamo facendo adesso, il fatto di sportci così tanto, io a volte mi chiedo, "Cela faremo ad avere un cambiamento, "Cela faremo ad acquisire rispetto culturale, "etrico, di memoria, linguistico, vi è dicendo, "Cela faremo, cioè, non so, però è che ho. - Non so da me è risposta. - Non riesco da c'è una risposta, perché la stessa domanda che mi faccio anch'io. Spero di trovarla questa risposta, però io credo. cioè volevo dirci un'altra una frase molto bella che in questi giorni la lezione, il professore di pedagogente culturale, sociale della specialistica, continuati sempre, e io mi ci ritrovo ad antissima in tutta questa cosa qua, però non mi ricordo chi la dice, però a te la dico lo stesso perché bella. - E lo stiamo dice, troppo che la scuola deve essere un luogo, cioè non è uno spedale che cura, i sani e lascia inghietro i malati. Ok, e questa è una frase di me, colpino d'anchissimo, me la dittimana professore di pedagogente culturale e sociale, perché è proprio questo che la scuola non deve fare. - Sì, io deve lasciare inghietro nessuno. E io sono ancora più convinta che fino a quando esistono i campi, e fino a quando esistono tutti quei luoli, in cui non c'è non mi piace chiamarlo aiuto, però mi piace chiamarlo risoluzione. Ok, di tutte quelle dinamiche di sorte che si sono grane ai anni, e quindi partendo dal contesto abbitativo, da quello lavorativo, e dal benessere dei genitori, prima di tutto, e dal benessere familiare, non ci vuoi essere un benessere anche scuolastico, perché il bambino del campo gli chi arriva, e sporco, ok, e che il genitori non è che ti piace mandarla a scuola a sporco, ma perché lo vorrebbe anche. - Sì, è un cae. - E tu orio ne muoi mandare sui figli, i sporchi a scuola. Io mi ricordo quando abitiamo nel campo, mi ricordo che prima di portaccia alla materna, mamma e papassi fermavano il solito bar, che mai eravamo diventati a Michi Colbarista, con cui era gentile, e loro prendevano in caffè e ci prendevano l'abriosso, una di visa in due, perché, quella è poca, per arrivati, cioè insomma, mille difficoltà, e mamma a turno portava a me, il fratello nel bagno del bar, e ci puliva, ci puliva per portar il cipro. - E' immagine, no? - E' proprio così che bar. - Quando mi ricordo queste cose, ti scatta a quel noda la gola che non riesce a mandarlo tu. - Sì, sì, no? - E quindi mi ricordo, è normale che, non ai medicinitori ci dicevano, quando eravamo piccoli, non dite che siamo rommo, perché serò, magari io e mio fratello non l'avremmo continuato i studi, e non saremo le persone che siamo, per lui, i studi, avere il diritto di andare a scuola, è importantissimo. Poi, la scuola ti forma, faremi ci, se trovi di insegnanti, poi la cosa più peda è, quando provi delle persone, delle guide educative, che credono in te. Allora ti dici, "Eso, di ricoltà magari, ascrive in italiano male, magari sono più brava in altre cose, c'è lo scopri, e venduti la scuola, la scuola serve queste e un diritto fondamentale". E quindi ancora adesso non ci riesce a garantire questa cosa. Quindi mi fa la piare che è la tra parte dico, allora se voglio, se voglia avere diritto alla scuola, o se voglio che miei figli abbiano diritto la scuola, cosa devo fare? Devo crescer anche loro, dicendo i non dite che siete Roma. No, io, io mi oppurei a questa cosa, perché anche mio papà mi diceva sempre di non dire che a Roma, non dire, non dirlo, a dirittura, non mi ha insegnato anche il Romani, e sono il tanto mia mamma, mentre se ne deve i panni, un giorno si decide, se ne mi si eseduta, e mi insegno qualsicosina, però mio padre si è sempre molto risciutato di questa cosa, perché io da piccola non cavivo il motivo, diciamo, come mai? Cos'è il raffetta? Quando io chiedo questa cosa. Cioè diciamo, perché si incaura sempre, perché chiedo insegnami, mi dice, "l'ascia perdere, l'ascia perdere". Ma adesso l'ho capito. Cioè, il altanto ho capito proprio, fruglentando la scuola, perché poi tu lo sei mai io di me, ma, in nostri congniomi, ecco perché poi l'inizio, io lo riveduto così bene, perché almeno così, è chiaro, si sbagliano sempre a scriverlo, quindi mi sono sempre di perdere lo, bisogna sempre di perdere lo, bisogna sempre, ma dato mi vieni, ma perché antifa i cacci tuoi? No? Dele, ma perché non ti fa i cacci tuoi? Sori dando, sempre con il suo riso. E ogni tanto mi ha capito anche di rispondere così. Perché io non ho una tua palla, che possiamo essere sempre esteri carini. Cioè, non ho una tua palla, ma io ho colo, ripido a giotto punto. Non è che si può sempre essere carini e dolci, c'è ogni tanto, bisogna essere anche se stessi, a volte non chiamo il c'è carina. Però, c'è voglio dire, dopo che ripetete i 3.000 malsic, ma come, anche perché è molto più facile di quello che si venga, basta Nicoliccio, cioè, dico quello che leggo, c'è ragazzi, le gede. No? Fantastica, fantastica. Io spero che le persone che ci stanno ascoltando, veramente condividano ad altre persone, questo podcast, olvia dicendo, condividete cose veri, e c'è quasi tratta che noi mi raccontiamo. Noi ci stiamo raccontando aiutatici a condividere veramente la nostra prospettiva e la nostra verità, basta, basta, cioè, diventa. No, anche perché? Voglio dire, sempre gli altri che parlano di noi, ma basta. Ma basta. Voi questi studiosi che ci studiano? E poi, ad esempio, a giunque o no, c'è io, io vi fai su trincare la frase che usano. Spetto c'ulturar. Oh, di ora, ragazzi, ma prima cosa, l'espeito cultural, è la postituzione di ieri chiamani, dove sono, che sono la paura? Ma guarda che basta rispettare la costiduzione. E quella legge, non l'avrebbero, non è anche dovuto a fare. Infatti, io questo mi dico, basta rispettare la costiduzione. E così per la costiduzione rispettadela, no? Deggetela. Questo, questo, è il masantra legge, legge della costiduzione, leggete, i vananico, l'iccio valentina sei. Più fai sui vedi così? Te adoro. Agna l'ultimo capitolo della tua desi. Allora, sì. Ah, che poi è attuale, ragazzi! Allora, è molto attuale e infatti non ci sono gli dati molto precisi, se rispetto. - Le mergensa. - Le mergensa COVID. Le mergensa COVID 19 all'interno delle comunità romessie. Chi cosa ha voluto descrivere su cosa il riflettudo in questo capito? Lo diciamo che mi interessava molto capire le comunità in che modo hanno visto questa pandemia, in che modo voi si sono comportati tra virgurette. Il realtà, una delle prime cose che dico, nel primo capito, è curioso, come la prima volta, probabilmente, il campo, il realtà ha prodotto beneficio rispetto a questo. Nonostante le condizioni geniche, sanitarie, brigarie, fogna c'era aperto, tanta gente in un container, tante persone messi insieme in un luogo che non è un luogo. Il realtà non c'è stato nessun caso, certo, di. Dico, il coronavirus all'interno dei campi. Questo anche a Milano, come sappiamo durante la pandemia, è stato le bicentro del coronavirus. Non si registrado anche a Milano, nessun caso, di malattia all'interno dei campi, perché fondamentalmente la comunità ha prodotto se stessa, il campo la protetta. Il fatto di non stare a contatto con gli altri, ma di stare a contatto soltanto con i propri familiari, ha prodotto un beneficio. Quindi i romano hanno rispettato meglio di tutti il costamento sociale. Assolutamente sì, se prima ci vedevano a sterminare e comunque non ci sono riusciti, nia anche durante la pandemia, la pandemia, il coronavirus non è riuscito a sterminarci, perché veramente vedevano soccate il putiferio, perché sappiamo che all'interno dei campi, vogliamo dire molto difficile mantenere di stante di sicurezza, o sono delle condizioni veramente terribili. Sono delle condizioni, ma nonostante questo sono stagliattenti, sono molto stagliattenti di l'altro a chi a chi fare entra all'interno e non sono praticamente osside fuori da lì. Questo dobbiamo con un unicarlo al signor, non so come il chiamarlo. E' per il signor e insomma che piace. hanno creato pure tipo le bambine di. No ma lui è un figo, chiamiamo lo felice, c'è un bel vomo, ma beh, passiamo a prendere questa cosa. Ma è molto affascinante, che gli decano tutti. A certo ho capito perché voglio dire. Io sarò una di quelle bimbe di. Sarò io, era bimba. Punque dovremo comunicarlo, perché voglio dire insomma, dirci bravi, compriventi, no? No, sì, forse dovrebbero farci vedere le comprimenti adesso. Aplauso! E quindi dovrebbero essere il suo prossimo decreto, perché ho mai chiamo su tecrecio, dei crezie, dovrebbero essere più uniziare, ricinaccio la comunità rompa che quella che rispetta di più di stanzamento soggiate. Almeno, sì, cioè nel senso poi ci sono state delle occasioni, senza altro non dei episodi insomma molto indiscreti. Però da quello che. insomma ho potuto vedere almeno a Roma e a Milano, non ci sono stati casi certi, casi gravi. Però allora ma una mella ingetta per Milano per Roma. Esatto, sì. Almeno un grazie, un bravi. Ecco bravi, bravi. Bravi, ma poi guarda, è realtà. All'inizio, ok, che era marzo, il primi marzo. Quando girava questa cosa del Covid, ma proprio all'inizio, ma io non mi sono poi in costa, c'è un pensavo che fosse così, a che arrivasse così come capito un tuono fu ribondo, tremendo, non pensavo fosse così grave la sidozione. Quando io chiamato mia sorella e vive in un campo, mi ho proprio detto, "No, Valentina, stai a casa, resta a casa". Qui parliamo che poi diventato una sloga in un'aguasi, no, restate a casa. Mi ha sorella, la ha detto, "Aprova' all'inizio, non uscire, attenta, amchina, la zinda raveggente". Cioè, la zinda era avegente, no? Quindi voglio dire, ci sono arrivati molto prima, probabilmente di quanto ci siamo arrivati, ma mi lo di quanto ci sono arrivati, io. Questo è un progliere che stiamo tutti fenomeni, cioè non è che ci sono arrivati. Ovviamente, stiamo c'è il fatto di ricevere ringraziamenti e bravi, ovviamente eroni, possiamo scarciare, ragazzi. Sì, c'è, non è che ci vogliamo buire sentire superiori. No, no, perché la unità sempre si sta aspettando. Allora, Valentina, io direi di scuudere, questo è un po' asta, perché se non dura buve ore. Però io ci stiamo troppo un grande talento, però mi piace la parlare con te. E lo so, a tutti i piacere, parlare con me, volato te che ho devo dire. Comunque faremo altre puntate insieme, perché comunque voglio approfondire per mia curiosità e anche per avere una buona base di consenza anche per le altre persone sulla parte politica, quindi la psicoderitària e questa contradizione e questo loop che si ripete. E secondo me, per questo, dobbiamo solo fare un po', caso solo su questo. Quindi preparati, perché voglio che insieme approfondiamo questa parte. Ok, ci sono, quando vuoi? Niente, Valentina, grazie mille di essere stata ospite qua da Purum e MenoRum. Ci tengo a ripadire che non discrimino il rum e che, disembro, non ci sarebbe allo in compagnia. Niente, ciao a tutti e era un abbraccio. Ciao a tutti. Ciao, ciao, Ioana. Un bacio da lontano. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. Valentina Seidic, una giovane rom di origini bosniache nata in Italia, racconta la sua esperienza identitaria divisa tra culture diverse.
  2. Descrive la difficoltà di sentirsi a proprio agio sia nella comunità italiana che in quella rom, vivendo un senso di non appartenenza.
  3. La tesi di laurea di Valentina analizza la costruzione dei campi rom a Roma, evidenziando come siano stati imposti dalle politiche abitative a partire dagli anni '80 e '9
  4. Viene criticato il modello abitativo dei campi, definito una scelta subita e non voluta, che ha portato a discriminazioni e instabilità.
  5. Si parla dell'episodio di Casal Bruciato (2019), dove una famiglia rom ha subito attacchi dopo aver ottenuto una casa popolare, mostrando il razzismo diffuso.

Summary:

Valentina Seidic, una giovane rom laureata, condivide la sua complessa identità: nata in Italia da famiglia bosniaca, cresciuta tra la cultura rom e quella italiana, si sente spesso "non completamente a casa" in nessuno dei due mondi. Racconta di aver vissuto il campo rom non come abitazione fissa, ma come luogo di contatto familiare, mentre la sua famiglia ha subito sfratti e precarietà abitativa. La sua tesi di laurea esplora la storia dei campi rom a Roma, sottolineando che non sono una scelta culturale della comunità, ma una imposizione politica iniziata negli anni '80 e '90 con leggi regionali che hanno istituito aree per "nomadi", termine erroneo perché molte famiglie rom sono stanziali da generazioni.

Valentina critica il modello abitativo dei campi, che ha creato segregazione e discriminazione, come dimostrato dall'episodio di Casal Bruciato nel 2019, dove una famiglia rom è stata aggredita dopo aver ottenuto una casa popolare. La discussione evidenzia il dilemma identitario delle nuove generazioni rom, che devono costruire una propria identità "a puzzle", mescolando le diverse influenze culturali, e la necessità di superare pregiudizi e politiche sbagliate per garantire diritti e integrazione.

FAQs

Valentina ha origini balcaniche, più precisamente dalla Bosnia, ma è nata in Italia nel 1991 e vive a Roma. Proviene da una famiglia rom e ha vissuto in un campo tollerato a Tor di Valle.

Valentina si sente un insieme di identità: italiana, balcanica e rom. Dice che non è mai completamente a suo agio in una sola comunità e che la sua identità è come un puzzle da costruire.

La tesi analizza la nascita e la costruzione dei campi rom a Roma, partendo dagli anni '90, e descrive come i rom siano stati costretti a vivere in questi campi a causa di decisioni politiche, senza essere consultati.

La legge del 1985 della Regione Lazio mirava a salvaguardare il patrimonio culturale e l'identità dei rom, ma ha portato alla creazione di campi nomadi come unica alternativa abitativa, imposta senza il consenso delle comunità rom.

A Casal Bruciato, una famiglia rom ha ottenuto una casa popolare dopo anni di attesa, ma è stata accolta con ostilità e proteste da parte dei residenti italiani, che li hanno accusati ingiustamente di saltare la fila.

Valentina non ha mai vissuto in un campo, ma ci andava spesso per visitare la famiglia. Dopo lo sgombero del campo di Tor di Valle e il trasferimento a Gassero, è stato più difficile per lei recarsi lì.

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