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𝓛𝓲𝓷𝓰𝓾𝓪 𝓝𝓸𝓼𝓽𝓻𝓪

13m 22s

𝓛𝓲𝓷𝓰𝓾𝓪 𝓝𝓸𝓼𝓽𝓻𝓪

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1684 Words, 9691 Characters

Siete compagnia di espi sitalian? Trovate altri storie su espi s.com.u/italian o scaricatela espi sradio app. La lingua più bella del mondo. E voi siete all'ascolto di sbsitalian? Questa è la nostra rubrica la lingua più bella del mondo. Io sono Francesca Rizzoli e oggi abbiamo con noi in studio un'ospite, un'uova ospite che ci racconterà un po' il suo viaggio con l'italiano, come ha cominciato, come la scoperto insomma. Diamo innanzitutto il benvenuto all'aura Laura Duncan di Melbourne ai microfoni di sbsitalian. Grazie, piacere di esserci. Ci incontriamo anche noi per la prima volta insieme alla punta, andremo a scoprire un po' come iniziata alla tua avventura con l'italiano. Diciamo, tu sei di Melbourne, è nata e cresciuta qui. No, io sono nata a Canberra. Mi sono trasferita qua a Melbourne di 18 anni fa. Invece, la tua avventura con la lingua italiana racconta a cimpò. Dove inizia? 12 anni fa ho preso un lavoro per il stato governo in cui davamo le borse ai gruppi multiculturati per aiutarli ad organizzare le loro attività, i loro avventi, culturali, eccetera. E quindi durante il mio primo giorno di questo lavoro ho ricevuto una chiamata di un uomo italiano, anziano. Abbiamo sviluppato questo buon rapporto fra di noi. Fa poche mesi, lui mi ha invitato ad un pranzo per il suo gruppo, in cui ci siamo conosciuti, io lui è anche la sua moglie, e subito, subito, ci siamo inamorati. - Sì, fantastico qualcosa. - Sì, sì, esatto. E quindi sono andata a questi pranzi ogni mesi e proprio. E poi alla fine qualche anno dopo ho deciso di imparare la loro lingua, perché mi sono sentita questo legame fortissimo nei loro confronti. Volevo sempre imparare una nuova lingua, una seconda lingua, quindi ho deciso di imparare la loro lingua, soprattutto perché mi sono sentita questo senso di dover impararlo, ho dato che avevano a quella epoca proprio tanta, cinque, più o meno anni, quindi c'era un fret in un certo senso di impararlo. Quindi tu volevi impararlo a partire da l'incontro con queste persone perché volevi proprio comunicare di più con loro due. - Certo, esatto. - Per costruire quindi un rapporto. - Sì, esatto. - E dato che sai partita? Ho preso delle lezioni sia uno ad uno privati che in gruppo, poi qualche mese dopo aver deciso di cominciare con l'italiano, è arrivata la pandemia, e quindi è stato facile continuare, perché potevo fare tutto online più o meno, compreso a scoltare ai podcast, guardare i video e YouTube. Infatti è stato un hobby bellissimo durante questo periodo, perché non potevamo fare altro, quindi è stato molto comodo continuare e mettermi alla prove, diciamo. - E senti, quanto è stato difficile? Quali sono state le due principali difficoltà? - Direi, ovviamente il congiuntivo è stato un concetto nuovo per me, più o meno perché non va usato moltissimo con la lingua inglese. - Questo sì, ovviamente i verbi con tutti diversi cambiamenti, questo è molto difficile, ma anche certe parole tipo "ci" e "ne", ad esempio, ancora oggi non mi trovo al mio sicuro con queste parole, nel tutte le sfumetture con cui sono vengono usate, quindi magari le usi meno. - Certo, esatto. - Ole sento queste parole, ma non sono sicura sempre, come vanno usate. Quindi sono al congiuntivo, che ricorre spesso, è uno di quei tempi verbali che fa penare un po' tutti, anche gli stessi italiani, lo sento moltissimo, quindi questo mi fa sentire un po' più ad mio agio, lo evitono anche gli italiani. - Per fare un pochino un passo indietro, diciamo che la tua voglia di imparare l'italiano è nata dalla voglia di approfondire un rapporto umano. Ecco, dopo che hai cominciato a imparare l'italiano, come è cambiato il tuo rapporto con queste persone? - Ah, interessante, perché purtroppo ho notato che loro lo trovavano difficile parlare con me in italiano. Non so perché forse aveva che fare con la loro età, cioè loro avevano tanti anni, quindi forse è molto difficile parlare con, soprattutto, una principiante a quel tempo, quindi alla fine ho dovuto trovare altre possibilità parlare in italiano, con altre persone non sono loro. Quindi faccio parte di un gruppo Facebook, si chiama The Good Come Network, che è legato ai quartieri di Melbourne, quindi ho messo un post in cui cercavo una madre lingua italiana con cui parlare. E quindi qualcuno ha trovato, visto questo post, e lei mi ha mandato una foto di un manifesto, un poster, fatto di un italiana anziana, perché lei le mancava l'opportunità anche lei di parlare in italiano, e quindi lei voleva organizzare un gruppo linguistico per parlare ogni settimana in italiano. - Che vello? - E quindi alla fine è stato io l'unica persona da darle una risposta, e ormai da tre anni che ci vediamo proprio ogni settimana per un'ora a mezza per parlare in italiano a casa lei, in delay, a casa sua, lei è una donna spettacolare, le considero una mica cara, carissima, è uno dei momenti più belli della mia settimana. - Oh wow! - Sì, sì, sì. Pensi che in qualche modo la conoscenza tra voi due è questo rapporto che si è sviluppato in questi anni, si è sviluppato in modo diverso, grazie all'italiano, o si sarebbe sviluppato nello stesso modo in inglese? - Buona domanda! Direi che questa voglia di parlare in italiano ci ha legato in un certo senso, c'è un spinto, vogliamo tutte due parlare in italiano, però andiamo ad accordo, a parte della lingua italiano, certo andiamo ad accordo, però direi che abbia molto chi fare con questa voglia di parlare in italiano. - E di comunicare. Se ci sono l'aura degli argomenti che sono più difficili da affrontare di altri in italiano, rispatto a dire se? - Sì, sì, per me almeno, quando devo parlare del mio lavoro, ad esempio, lo trovo sempre difficile una grande sfida a parlare del mio lavoro. E senti, appunto, quindi argomenti più personali riesci, perché è una sfera quella emotiva in cui magari ha lo stesso tempo, anche quello tipo di vocabolario diverso e forse perché si parla di esperenze personali, molti fanno fatica parlane in un'altra lingua, tu come la affronti? - La affronto bene, perché è proprio la ragione per cui uso la lingua, per esprimere i miei opinioni, le mie emozioni, quindi è un po' più facile, direi, un altro argomento, però è il cibo. Non devo parlarne molto, lo trovo una cosa ironica, perché lo so che gli italiani amano il cibo, anche a me, ad oro il cibo, però. - Fai, fai, non ha, faccio fatica? - E senti, infatti, come mantieni il tuo italiano, come lo eserciti? - In questi giorni con lei che lo mantengo, però ha scolto molto ai podcasti in italiano per mettermi in contatto con le matre lingue, ovviamente. Mentre questa mia amica lei ha vissuto a Melbourne proprio da, non so, 50 anni, quindi lei è molto brava con la lingua, però non è la stessa cosa. Poi, cerco di mettermi in contatto con gli italiani in Italia, oppure qua, ma è abbastanza difficile. - E senti, ogni volta che facciamo questi interview, se ci faccio sempre chiedere, se c'è qualche parola che ti piace come suona, se hai una parola preferita, che ti fa sorridere quando la pronuncia? - La mia parola preferita è sfruttare, sfruttare una situazione, ad esempio, mi piace questo concetto, anche la parola sfumettura, mi piace molto in modo in cui suona. - E senti, c'è qualcosa in questo rapporto che negli anni il sviluppato con questa tua amica, quella quali fai appunto queste conversazioni settimanali, c'è qualcosa che ti apre una porta verso l'identità italiana che non ti aspettavi e che magari il punto grazie alla lingua sta iscoprendo. Direi il senso di umore degli italiani, non c'è avevo pensato prima di cominciare che questo opportunità di imparare questa lingua mi portarà a capire un nuovo modo di vedere le cose in questo senso. Mi piace il senso di umore degli italiani moltissimo, mi fanno proprio ridere, a che fare con il suono della lingua secondo me? C'è un modo in cui le pro le sono sottolineato e enfatizzate che mi fa ridere. Oppure il modo in cui il genere di parlacie che non esistono affatto in inglese le bestemmi, fanno parte in un certo senso del senso di umore italiano e mi fanno ridere, se posso ammettere, quindi scoprire questo lato della lingua, mi fa piacere, devo dire. Chiaro sono quelle cose che forse non ti sarezzi, non ti sarezzi ogni aspetta. E senti, tante persone che studiano una seconda lingua, a volte scopre degli aspetti della prova personalità che mergono più in un lingua rispetto all'altra. E mi chiedo, c'è qualcosa che hai scoperto di te che magari in italiano emerge e che quando parli in inglese invece no? Direi una passione, quindi si, sento che quando parlo in italiano trasmetto una passione che forse non esiste, non c'è quando parlo in inglese, direi, quindi è anche mi piace quando riesco a fare ridere una persona in italiano, è una cosa molto, mi da molto soddisfazione, forse perché si torna sempre lì, se fai ridere qualcuno, vuol dire che ti sta capendo, è un esempio di essere in grado a usare uno lingua, perché quando cominciamo a rimparare una nuova lingua, ti senti una giovane, sei limitata per un bel po con la lingua, quindi secondo me l'abilità, il talento di fare ridere una persona in una seconda lingua, non è una cosa facile di fare, forse vuol dire che in un certo modo è raggiunto la maturità, sì, interessante, molto bello, Laura Duncan, grazie per essere stata con noi questa mattina sulle frequenterade di SVS Italia, ne noi ti auguriamo di avere un viaggio incredibile alla scoperta continua dell'italiano, insomma in bocca al lupo per questa tua avventura nella mia italiana, è stata una piacere grazie mille. 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