The Rest is Policing - Episode 2: Are we the 'internal terrorists?'
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Il podcast descrive la Resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, partendo dall'azione dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) nelle città, come l'attacco di Giovanni Pesce a Torino, per dimostrare che la lotta contro i nazifascisti era attiva anche nei centri urbani occupati. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'Italia viene invasa dai tedeschi, che instaurano la Repubblica Sociale Italiana a Salò con Mussolini, mentre il paese sprofonda nella guerra civile. I partigiani, provenienti da diverse ideologie (comunisti, azionisti, socialisti, cattolici), si organizzano in formazioni come le Brigate Garibaldi, combattendo una guerra di guerriglia con il sostegno fondamentale della popolazione. Nonostante le rappresaglie nemiche e le divergenze strategiche (tra "attendisti" e fautori dell'azione immediata), il Comitato di Liberazione Nazionale mantiene l'unità. La Resistenza, combinando lotta armata e consenso popolare, libera le città del Nord prima dell'arrivo degli Alleati, portando alla sconfitta del fascismo, all'esecuzione di Mussolini e alla nascita di una Repubblica fondata sui valori democratici della Costituzione.
Greco, matematica, inglese, filosofia, italiano fisica, senza, greco, matematica, inglese. Maturadio, podcast di storia, per lesame di maturità. La seconda guerra mondiale in Italia. La resistenza e la fine del fascismo. Oggi parliamo della resistenza italiana e iniziamo questo podcast con una scena. Raccontata dallo storico Paolo Spriano nel suo libro "Storia del Partito Comunista Italiano". Siamo alla fine della seconda guerra mondiale, un tale di cognume pesce si ritrova a lavorare con un ragazzo di 19 anni. È questo il nucleo della prima brigata gap di Torino. E i primi di gennaio del 1944 i due affrontano sotto i portici di corso vittoria manuele due ufficiali nazisti. Pesce esplode 12 colpi e uccide i due mentre escono da un caffè. Da un caffè di fronte escono due ufficiali nazisti. Pesce gira l'angolo, si getta per terra, cambia il caricatore della pistola, riesce a freddare anche gli altri due e fuggi esparando. Il ragazzo di 19 anni lo aspetta in fondo a via gioverti non ha una macchina con il motoriaceso a una bicicletta. Si mettoni in salvo con quella. Ora sembra la scena d'un film d'azione americano, ma Giovanni pesce non è un killer. È un combattente seriamente addestrato fa parte dei gap, cioè dei gruppi di azione patriottica. Entrare nei gap organizzati e diretti del partito comunista non è facile. Proprio perché fanno parte dei loro compiti questo genere di assalti a bruciapelo. I gapisti sono dunque partigiani molto particolari. Mentre gli altri partigiani anche di diverso orientamento politico sono nascosti tale montagne o tra le colline dove di fatto in nazisti e fascisti non controllano il territorio. I gap compiono le loro azioni politiche e militari nelle grandi città presidiate dai loro nemici. Roma, Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze. I gap esistono perché è fondamentale che tutti capiscono una cosa. C'è una guerra contro i nazi fascisti. Gli abitanti degli città occupate devono sapere che c'è qualcuno che sta cercando di scacciare i tedeschi e di sconfiggere i fascisti. Il popolo deve avere fiducia, chi ci riesce deve unirsi alla lotta armata dei partigiani, chi non ci riesce deve aiutarli. Portando loro i fornimenti, le provviste i messaggi. È importante insomma, è importantissimo anche solo che la gente per strada stia dalla loro parte. Devono sapere che c'è qualcuno che potrebbe ammazzarli da un momento all'altro, che saranno costreti a impegnare le divisioni dell'orsercito nel combattere anche contro i partigiani. Perché l'occupazione delle città italiane non è una cosa facile, come forse pensano. Non sappiamo con certezza se l'episodio con protagonista Giovanni pesce sia realmente accaduto così come lo racconta spriano. Ma basta anche che la gente immagini che si è andata così per credere che l'Italia possa liberarsi dai fascisti e dai nazisti. Se davvero ci sono dei combattenti che osano sfidare gli ufficiali nazisti o fascisti, repubblicini, armati, nel pieno centro di Roma o di Turino, allora gli operai nelle fabbri che possono dirsi tra di loro sottovose che da qualche parte sulle montagne c'è un gigantesco esercito partigiano che sta per arrivare a liberare tutti dall'invasore nazista. E anche se questo esercito gigantesco poi non arriva a se, il popolo avrebbe comunque meno paura di fascisti e tedeschi. Ma fermiamoci per un momento che ci fanno i nazisti in Italia, cioè perché l'anno occupata, ma non erano alle atti con Mussolini, non la stavano combattendo insieme questa guerra ma chi sono questi partigiani che cosa stanno facendo? Dunque riprendiamo il filo della storia dal 1943, quando la guerra è in corso già da quattro anni, è un po' di cose stanno cambiando. La Germania nazista sta iniziando a rendersi conto che forse questa guerra non la vincera, i tedeschi stavano cercando di espandersia a dest verso la Russia, ma tra la fine del 1942 e l'inizio del 1943, l'esercito sovietico li ha definitivamente bloccati nella battaglia di Stalingrado. Assud l'esercito inglese gli affermati in Egitto a El Alamein, in Italia l'esercito americano è arrivato in Sicilia e il governo fascista comincia a temere il peggio. Un grande show per o nelle fabbriche del Nord nel 1943 interrompe la produzione, soprattutto di mostra che una buona affecta della popolazione proprio non ne può più della guerra del fascismo. gli ufficiali fascisti ormai non fanno più tanta paura, per il regime fascista è l'inizio del vero disastro, ed è proprio il gran consiglio del fascismo che il 25 luglio del 1943 vota una mozione di sfiducia contro benito Mussolini, il duce. Adesso anche la maggioranza dei fascisti è contro di lui il nuovo governo viene affidata ad un ufficiale dell'esercito che ha fatto carriera sotto il fascismo, il mareciallo Pietro Badoglio, mentre il re vittoria in Manuel Eterzo fa immediatamente arrestare Mussolini. Il nuovo governo di Badoglio ha raggiunto un accordo con gli alleatici, cioè con gli inglesi e con gli americani. Non aveva molte altre scelte, perché l'esercito Stati Unitenze era già presente in forze nel suo d'Italia, e così l'otto settembre del 1943 viene firmato un armistizio, cioè una tregua o una pace separata tra l'Italia e gli angoli americani. E anche il Pellano, Mauritio Giofonte e Agliare. Proplama che il capo del Governo, parla su excelenta il mareciallo Pietro Badoglio. Il Governo Italiano reconociuta la impossibilità di continuare la imparilletta contro la soverchiante potenza a Barsaria. Nel intenpo di rispargliare unteriore e che grave si aggiungre alla nazione, ha questo un armistizio a generale a Isianover, comandante un capo delle torche alleate angoli americani. La richiesta è stata cota. O se tremente, ogni acto di hostilità, contro le torche angoli americani, devi testare la parte delle torche italiane in ogni luogo. Non si è però reagiranno a eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza. La minaccia di esseri schiacciati dall'esercito allearo è scundurata, ma non si è tenuto abbastanza a conto della possibile reazione della Germania. Inaziste infatti, non la prendono bene. L'esercito tedesco che subodorava il tradimento da pari e chimisi e che aveva già numerose truppe stanziata nella penisola arriva da nord e invade senza indugio l'Italia. L'esercito italiano resiste solo in alcuni situazioni secionali, cioè i Falonia, Corfua, Roma, ma rimasto senza ordini, perché badoglio e il rescappano nel sud liberato dagli alleati, ecco questo esercito viene ambientato. 800.000 militari italiani vengono catturati e trasferiti come internati in Germania. Intanto, i paracadutisti tedeschi sono andati a prendere il Mussolini in carcere e lo hanno liberato. Non hanno portato dalle parti dell'ago di Garda, a Salò, dove viene fondato un nuovo stato fascista. La repubblica sociale italiana, anche nota come RSI o repubblica di Salò. Mussolini sperava di poter ottenere come capitale Milano, addirittura Roma, ma i tedeschi lo tenono al sicuro, lontano dalla guerra, mentre ha da ministrare le città italiane e preferiscono pensarci direttamente loro. La repubblica di Salò nasce sotto la protezione del controllo dei tedeschi. Mussolini prova a raccogliere forse per il suo nuovo stato, per ottenere il consenso degli operai, prova a proporre la nacionalizzazione delle fabbri, che cioè propone di toglierle ai proprietari e farle controllare allo stato. Ma gli operai non gli credono, dal tronde prima di prendere il potere i fascisti assaltavano le sedi dei sindacati, agridivano i contadini nelle campagne a colpe di bastone. Dopo aver preso il potere, hanno messo albando il partito comunista e hanno ucciso sotto gli occhi di tutti il deputato socialista, già como Matteotti. La pello di Mussolini non viene dunque ascoltato. Nessuno si fida più di Mussolini. Il re lo ha fatto arrestare. I tedeschi lo hanno messo in disparti ad amministrare un minuscolo stato che in realtà controllano loro stessi. La maggior parte del popolo non crede più alle sue dichiarazioni, semplicemente estufa della guerra. Molti giovani, chiamati ad arrolarsi, nel esercito della repubblica sociale italiana, cercheranno piuttosto di raggiungere le bande partigiani a loro vicine, dove si riuniranno a militanti e vecchi antifascisti di lungo corso, tuttavia. C'è ancora una parte di popolazione italiana che nel fascismo continua a credere e che quindi aderisce alla repubblica sociale italiana. La funzione della repubblica sociale italiana diventa nei fatti quella di supportare i nazisti nella lotta contra i partigiani, che intanto si stanno organizzando per cacciarli dall'Italia e per farla finita, una volta per tutte, con il fascismo e questa guerra di sastrosa. Chi non vuole chinare la testa con noi prenda la strada dei monti. Avevamo ventagni ed oltre il conteno. Oltre il conteno che in mano ne è mica, vedevanno altra riva la vita, tutto il bene del mondo oltre il conteno. Le azioni dei partigiani, come quella di Giovanni Pesce, quella che abbiamo raccontato all'inizio, scatenano rappresaglie nazifasciste. Ogni volta che partigiani colpiscono, i nazisti si infuriano e arrestano gente o uccidono. Gli uomini della repubblica sociale italiana collaborano con loro nelle rappresaglie, li guidano sul territorio, li aiutano ad andare a prendere quelli che hanno scioperato per farli deportare, li affiancano nelle stragi dei civili per essere uccisi e sufficiente la cosa non dimostrata di aver ospitato dei partigiani o di non averli denunciati avendoli visti passare. La repubblica sociale italiana non dura molto, non dura nemmeno due anni, Mussolini la fondata nel 1943, ma sarebbe meglio dire che in nazisti l'anno lasciata fondare a Mussolini nel 1943. Con l'avanzata degli alleati dal sud della guerra per bande dei partigiani al nord che non lascia tre gua ai nazi fascisti, per la repubblica ti salò l'esperanza tramontano già nei primi misi del 1945. Mentre i partigiani liberano una città dopo l'altra, Mussolini cerca di scappare insvizzera, ma viene catturato ad un posto di blocco dall'esercito di liberazione, ad dongo, dalle parti dell'ago di comodo, di fronte all'evidenza della mancata reza e dopo un breve processo, decidono di fucilarlo. Poi lo portano milano e mostrano a tutti il suo cadavere, a piazzale e l'oretto. Nello stesso luogo in cui i fascisti avevano fatto semplio dei corpi di 15 partigiani 8 mesi prima. Anche per questa ragione la folla milanese si vendica sul cadavere del duce e dei suoi gerarchi, scatenando l'ira accumulata in 20 anni di ferroce dittatura e in 20 mesi di occupazione e di guerra civile che hanno visto decine di migliaia di partigiani uccisi, di politici e brei e lavoratori deportati, di civili massacrati, di villaggi dati alle fiamne. Silenziosa sugli aghi di pino, suspinosi ricci di castagna, una squadra nel cuyo mattino, discendeva lo scura montagna. La speranza era nostra compagna a saltarca con salvi nemici, conquistandoci l'armi in battaglia, a scalziela c'è rieppure e felici. Avevamo venpani, ed altre il ponte. Ora, proviamo a capire come abbiano fatto i partigiani a sconfiggere in azisti nel nord Italia, liberando le grandi città prima ancora che gli alleati arrivassero. Sembrava qualcosa di impossibile in un rapporto altalina ante e non facile con gli alleati, senza avere un esercito organizzato, senza era i navi, carriarmati e con armi trovate di fretta clandestinamente. Leggiamo un breve brano tratto dal romanzo morte di un uomo felice dello scrittore, Giorgio Fontana. Anzi, approposito, disse, e il caso che cominciamo a procurarci delle armi, qualcosa in più delle mie due rivoltele del coltello del pagani. Ma a questo ci penso io, l'Ernesto senti un bribido e guardò il ragazzo di fianco a lui che alzava la mano, ma io non so sparare, disse, nessuno qui sa sparare. Il roveda al sole spalle si impara copagno, poi ricordo l'oro che molti erano già partiti per le montagne. In valdossola nel verbano fra i laghi tendevano aguati ai gruppi fascisti, distruggevano le polveriere e di depositi i darmi e a volte ingaggiavano scontrifisici con i tedeschi. Vivevano alla macchia e ogni tanto morivano. I partigiani non sono dei supereroi, e la loro guerra non si combatte soltanto colpi di mitra di pistole, fucili, bombamano. Se così fosse, non ci sarebbe speranza. I nazisti sono un esercito più forte, più organizzato, mentre i partigiani operano nella clandestinità. Nascosti tra le montagne armati come possono pronti a colpire quando il nemico capita sottotiro. La loro sembra insomma una lotta un po' estemporanea, casuale che senza gli aiuti degli alleati, ma non avrebbe potuto mettere in difficoltà in nazisti. Il punto è che ogni movimento di guerrilla vive e può vincere solo se ha un rapporto stretto con la comunità. E può proporre un'immagine di un futuro diverso. All'inizio del 1943 i partigiani sono in effetti poco più che delle bande di poche migliaia di persone. Qualcuno viene dall'esercito perché non vuole più obbidire agli ufficiali fascisti e ai tedeschi. Qualcun altro liberale, qualcun altro ancora e cattolico, non pochi sono i socialisti. Molti sono azionisti, cioè del partito d'azione, fondato l'anno prima dagli antifascisti del movimento giustizia e libertà. E poi ci sono i comunisti che sono allenati da vent'anni alla cospirazione, alla lotta nella clandestinità. Sono proprio i comunisti insieme agli azionisti ad inquadrare nelle loro formazioni la maggior parte dei combattenti. Circa la metà dei partigiani sono nelle formazioni garibaldi, comuniste e quasi un quarto nelle formazioni giustizie libertà, azioniste. Ma più passa il tempo e più i partigiani imparano ad organizzare le loro azioni in tutta Italia, fino alla vittoria del 25 aprile del 1945. Anita! Anita! Dicci un pa co s'avedi? Cosa vedo? Comunque li cose? Ecco, pedo un sacco di briganti neri che scappono via come con i gli, e pedo uno dei nostri che gli corre dietro senza focile. Anita! E' restere il mio tigre che ti ho mele dica! C'è solo un bastone in mano, vacca che forza, ne bastorate che gli dà, sembra un diavolo con 100 braccia se poteste solo vederlo tonne. Vincchia dai dai di gravati amazzoli e noi non possiamo niente! Bullate, donne, orlose! Avanti, fatemi, sassi, c'è un forte! Non mi dico il mio forte! Nelle ultime settimane sono ormai centinaia di migliaia affiancati da un numero difficilmente quantificabile di donne e uomini che li sostengono concretamente come possono. La maggioranza dei combattenti è composta da re-initenti alla leva, cioè da giovani maschi che rifiutano di arrolarsi nella repubblica di salò e si danna la macchia, scegliendo di salire in montagna sostanzialmente. Ma tra chi combate con le armi ci sono anche almeno 35.000 donne la cui scelta è ancora più forte perché non è indotta da un bando di leva fascista. L'organizzazione di riferimento per tutti i partigiani è il comitato di liberazione nazionale. Nel comitato di liberazione nazionale sono rappresentati sei diversi partiti. La democrazia cristiana, il partito comunista italiano, il partito socialista di unità proletaria, il partito d'azione, il partito democratico del lavoro, a combattere ci sono poi anche i monarchici e anche alcuni ufficiali del disciolto esercito. Sono quelli che sostengono il Governo di Badoglio, un Governo che ricorda molto quello del regno di Italia prima della presa del potere del fascismo. Ma i partiti del comitato di liberazione nazionale sono prevalentemente antimonarchici e anche per il comitato stesso come sempre non è facile mettersi d'accordo sul d'affarsi perché si tratta di un insieme di forze politiche, di destra e di sinistra, riunite in unica organizzazione. Alcuni adotterebbe una strategia poco agressiva, cioè prendere tempo per preparare l'arrivo delle forze alleate evitando così rappresaglie troppo violente da parte dei nazisti e risparmiando così qualche vita. I sostenitori di questa strategia vengono chiamati da molti in maniera disprigiativa, attendisti o attesisti. I partiti di sinistra propongono invece di agire subito, impiegando tutte le forze a disposizione, il nemico va cacciato adesso ad ogni costo. Perché ogni giorno che passa in nazi fascisti commettono delle terribili injustizie e dei crimini indiciibili, una cosa però è sicura. L'occupazione nazista deve essere fermata, i nazisti vanno cacciati dal paese, i fascisti devono essere sconfitti una volta per tutte. Ma è con questa premessa che il comitato di liberazione nazionale resterà unito nella lotta per la resistenza e dopo la vittoria formerà una semblea per fondare la nuova società immaginata durante la lotta partigiana, scrivendo appunto per l'Italia una nuova costituzione. Alla semblea costituente parlerà così palmiro togliate il segretario del partito comunista. Oggi si tratta di distruggere fino all'ultimo ogni residuo di ciò che è stato il regime della tiranne de fascista. Si tratta di assicurare che la tiranni de fascista non possa mai più rinascere. Si tratta di assicurare l'avvento d'una classe dirigente nuova, democratica, rinnovatrice, progressiva, d'una classe dirigente la quale per la propria natura stessa, ci da garantia effettiva in reale che mai più sarà il paese spinto per la strada che lo ha portato alla cata astrofe, alla distruzione. Quindi democrazia, progresso, rinnovamento. Si parla di creare una società libera democratica in cui tutti i cittadini sono uguali, partecipano la vita politica, hanno diritto all'istruzione e alle cure mediche, hanno diritto ad un lavoro e a una vita dignitosa. Questo si legge nella costituzione della ripubblica italiana, perché questo hanno in testa i partigiani. Anche togliati è uno di loro. Anzi è stato proprio lui il promotore di quella che viene chiamata la svolta di salerno. Nel 1944 gli antifascisti di Sinistra fanno un patto con i monarchici e i badogliani. L'unica priorità è sconfiggere il fascismo e porre fine alla guerra, si dicono. Dopo la vittoria faremo delle lezione democratic che con le quale leggeremo una sembra costituente e con un referendum vedremo se il popolo sciglierà la monarchia o la ripubblica. Ma per ora mettiamo da parte le differenze e lotiamo insieme questo più o meno il senso della svolta di togliati. Noi oggi dicetogliati siamo un paese occupato che con le unghie, con i denti, difende la sua libertà, la sua indipendenza. Esamineremo domani chi è il responsabile di questa situazione? Dira ancora togliati. Togliati appena tornato dall'unione sovietica ed è il leader riconosciuto dei comunisti insieme all'uigi lungo, che in grandestinità, comanda le brigate garibaldi. Tra i combattenti, togliati conosciuto con il nome di battaglia di "ercoli". Darci un nome di battaglia uno senza dei partigiani che prendono il loro soprannomi dai libri, dai fumetti, dalla musica, dal cinema, del loro tempo. E qua volte per confondere il nemico usano nomi di battaglia incredibilmente simili ai loro veri nomi. A volte usano quelli dei loro eroi, perché molti di loro la maggior parte sono ragazzi di 20 anni poco più che hanno scelto di subbedire per un giusta causa. Abbiamo visto cosa c'era a tenere i uniti partigiani, che cosa dava loro il coraggio di resistere, di combattere fino alla morte? Dobbiamo capire però se apportare i partigiani fino alla vittoria sia stata davvero soltanto la speranza per il mondo nuovo che immaginavano. Uno dei dirigenti più importanti della resistenza, il comunista Pietro Secchia, dirà una cosa molto importante. La fede, il coraggio e di valore da soli non bastero. Cioè non basta voler battere il nemico, occorre anche sa per lo battere. Come diranno in molti la lotta partigiana è una combinazione di lotta politiche di lotta armata. Cioè non basta procurarsi delle armi e avere il coraggio di usarle contro i fascisti nazisti. Serve anche ottenere il consenso della popolazione, perché anche se non tutti stanno combattendo, è fondamentale per i partigiani sentirsi incoraggiate nella loro lotta. Il consenso è fondamentale per eliminare la paura dei nazisti e anche a questo servono i commissari politici. Il loro compito quello di tenere insieme i combattenti e la popolazione, devono curare i rapporti con i contadini, con gli operai, persino con il basso clero, con i preti, i curati dei paesi, devono inoltre preoccuparsi del morale dei combattenti. Di fare in modo che a tutti arrivi ciibo, vestiti, posta, il commissario politico non solo da moda i combattenti di comunicare con le loro famiglie, ma si preoccupa anche delle condizioni di queste famiglie, si preoccupa di vittura di procurare i combattenti dei libri da leggere, perché anche questo fa parte della formazione di un partigiano. Il commissario politico comunica ai gruppi di combattenti il piano delle prossime azioni da svolgere e infine contro la che non ci siano spie tra le formazioni partigiane. Ciò che da un sostegno fondamentale ai partigiani dunque è quella che viene chiamata resistenza civile, cioè tutta la parte non armata di lotta al fascismo, fatta di supporto, ma anche solo di simpatia per i partigiani guerra. Sono quelle centinaie di donne di uomini che sostengono la resistenza a livello concreto, senza prendere le armi però, cioè con volantinaggio con la diffusione dei giornali di lotta delle formazioni partigiane, la comunicazione, la messa a disposizione di luoghi per nascondersi. E poi con gli shopperi, c'è stato uno nel marzo del 1943, prima dell'occupazione naziste della guerra civile, e c'è ne sarà un altro nel marzo del 1944 nelle fabbriche dell'Orditalia. Partici panodircine di migliaia di lavoratori, se la produzione si interrompe, si ascesta un duro colpo economico all'occupante nazista e al fascismo ripublicano. Il saccheggio delle risorse è uno degli obiettivi principali dei tedeschi, e soprattutto uno sciopero è un gesto disfida che manda su tutte le fuori e le autorità della repubblica social italiana, arrivano licenzialmente immediati e per molti scioperanti anche la deportazione. I fascisti repubblicchini capiscono che la popolazione è sempre più dalla parte dei partigiani, che si preparano all'insurrezione generale insomma, all'assalto finale. Partita politicamente divisa, la resistenza italiana arriva alla prille del 1945 politicamente e militarmente unita. Il generale Raphaele Cadorna è il comandante del corpo volontari della libertà, il braccio armato del comitato di liberazione nazionale alta Italia, affiancato da due vicecomandanti, il comunista Luigi Longo e l'azionista ferruccio Paris, che era stato per molti mesi di fatto il leader della resistenza nel nord della Penisola. Paris ricorderà il graduale processo di formazione dell'esercito dei partigiani così, volem modare a questo esercito un carattere nuovo, chiaro, preciso e non ci lasciamo deviare dal nostro entendimento. Il nostro era un esercito del popolo, esercito per il popolo, nato dallo sforzo comune di tutti i partiti. Per quanto non va dimenticato parlando di queste formazioni che veneranno di militari che non facevano capo a nessun partito, la cui disciplina verso il comando generale si era man mano fatta ordinata. In questa situazione comprenderete che la prima fase del nostro lavoro di coordinamento non è stata facile. Nei rapporti stessi tra le varie formazioni c'è stato un periodo di incomprinzione, quelli diffidavano del gruppo garibaldino, questo guardava con sospetto gli altri. Ma l'identità del fine per soise presto tutti della necessità di stringersi più da vicino e verso la metà del 44 si fecerò passi decisivi verso l'unificazione del movimento partigiano. Insomma si arriva così alla fase decisiva della guerra. I partigiani riescono da soli liberale alcune zone del nord Italia, anche se non è facile mantenerni il controllo. Al sud nel frattempo gli alleati stanno avanzando, la prima grande città che riesce a liberarsi è Napoli, che nel settembre 1943 dopo un moto di protesta spontaneo di anarchici e scuunizi con una insurrezione popolare durata quattro giorni si libera dai tedeschi. Poi a giugno del 1944 gli alleati liberano Roma, finanze si libera da sola da costo, mentre a Bologna il 21 aprile una manovra attenaglia Sancisce, la collaborazione tra resistenza e alleati. Il modello insurrezionale simpone definitivamente in altri centri e miliani, a Modena, Rigi e Milia, Parma e Piacenza si fa come affinenze, anche Genoa Insorge. La sera del 23 aprile e del giorno successivo alla notizia della rivolta Genovese viene fissata per l'indomani l'insurrezione di Milano. Ascoltate la voce di Sandro Pertini, futuro presidente della ripubblica, che da l'ordine di insurrezione generale. I tabini, lavoratori, shoppero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvetta delle nostre terve, delle nostre case, delle nostre piscine. Comagine vai a Torino, ponete tedeschi di fronte al dilema, a rendersi o periodo. È il 25 aprile del 1945, e Sandro Pertini parla per conto del Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia, in Citalo Shopper Generale e Proclama appunto l'insurrezione nazionale. Il Comitato di Liberazione Nazionale assume il potere e condama a morte tutti i gerarchi fascisti. Negioni successivi vengono liberate tutte le città italiane più importanti. Alla fine saranno 125 i centri urbani ad essere liberati dai partigiani senza l'aiuto degli alleati. I fascisti che ci riescono si danno alla fuga, quelli che non ci riescono vengono cattorati e spesso uccisi, come capita Mussolini, che viene riconosciuto mentre cerca di fuggire, travestito da soldato tedesco e giustiziato. Abbiamo già raccontato della sua cattura, della fucilazione, della pubblica esposizione del suo cadavere, sul quale si scatena la furia vendica trisce della folla milanese. Sandro Perthini, che diventerà Presidente della Repubblica nel 1978, ricorda questo fatto come un fatto che lo turbò, che non lo riesce felice. Il nemico si combate da vivo non da morto sosterrà Perthini. Tutti i leader partigiani dai più moderati ai più radicali riven dichiaranno come giusta, invece, la scelta da aver giustiziato Mussolini. Se la avessero consegnato agli alleati, forse il duce sarebbe sopravvissuto. Come il suo generale più fidato, Rodolfo Graziani, che uscirà subito di prigione e diventerà addivittura Presidente Honorario del Movimento Sociale Italiano, il partito neo-fascista che nasce nel dopoguerra sulla scia della Repubblica Sociale. Gli anni che seguono sono i primi anni di uno stato che ha appena nato, la Repubblica Italiana, la costituzione entra in vigore il primo gennaio del 1948. Dopo essere stata discusa per due anni da una semblia di tutte le forze antifasciste, come era stato deciso nella svolta di salerno, la semblia costituente. A stabilire che l'Italia sarà una repubblica è stato il popolo che ha votato in un referendum il 2 giugno 1946, scegliendo tra monarchia e repubblica con uno scarto a favore della repubblica di 2 milioni di voti su circa 23 milioni di votanti. Tra loro per la prima volta, in un'elezione nazionale, in Italia votano anche le donne che fino ad allora erano state escluse dal voto. Sala della Lupa, palata di Monte Citorio, e quella dove sia riunito per la prima volta a Roma il Parlamento Italiano, sono le ore 18 del 10 giugno. 22 anni fa, in questa data i fascisti hanno ammattato Matteotti, 6 anni fa Mussolini ha dichiarato la guerra. Oggi il Presidente della Cassazione Giuseppe Pagano legge alla Presenza del Governo e delle alte caliche i risultati dell'Area Pherendum. C'erimonia breve, austera, due contavi di davanti al Presidente hanno registrato sulle calcolatrici le cifre, l'uno quede della monarchia, l'altro quede della repubblica, l'Italia e Repubblica. Roma di alta del popolo, grande comitio indeto dai patiti democratici per la prima festa della repubblica, una stragrande multitudine di popolo si è raccolta ad ascoltare il discorso di Romita. La repubblica dice "Il Ministro è ormai una realtà storica, manca ancora la sua registrazione juridica, ma questa ci rinungerà a sain presto". Subito dopo, la polla si avvia in corteo sempre più conto verso il viminale, al balcone del Ministero dell'interno si mostra una membre del Governo. Nella sembra costituente le donne sono 21, un numero senza dubbio importante, ma insomma minoritario, sono meno del 4% del totale. Anche se è solo un primo passo, il definitivo ingresso delle donne nella politica italiana è una conquista straordinaria. Ben rappresentata dalla storia di Ada Prospero, vedo va dell'antifascista Piero Gobetti, una dirigente del partito d'azione che dopo la liberazione viene inuminata addirittura vice-sindaco di Torino. 11 anni più tardi, Ada pubblicherà il suo diario partigiano che inizia con queste parole tra le più potenti per ricordare ancora oggi la resistenza italiana. Dedico questi ricordi ai miei amici vicini e lontani, di ventani e di un'ora sola. Perché proprio la micizia, legame di solidarietà fondato non su comunanza di sangue, ne di patria, ne di tradizione intellettuale, ma sul semplice era porto umano del sentirsi uno con uno tra molti. Mi paro il significato intimo, il segno della nostra battaglia, e forse lo è stato veramente. E soltanto se riusciremo a salvarla, a perfeccionarla, o a ricrearla, al di sopra, di tanti errori, di tanti smarrimenti, se riusciremo a capire che questa unità, questa micizia, non è stata e non deve essere solo un mezzo per aggiungere qualche altre cosa, ma è un valore insesta, perché inessa, forse, è il senso dell'uomo. Soltanto allora potremo ripensare al nostro passato e rivedere il volto dei nostri amici, vivi e morti, senza malinconia e senza disperazione. Nel dopoguera bisognerà ricostruire dunque uno spazio di dibattito comune, garantito dalla costituzione, e in nome del pluralismo tra le molte difficoltà della ricostruzione del tessuto morale, economico e sociale, ferito da ventani di dittatura e da cinque anni di guerra totale, che acconvolto tutti, anche la popolazione civile. 20 mesi di resistenza non possono cancellare di colpo, le redità dei decenni precedenti all'interno delle strutture dell'ostate, soprattutto nella mentalità dei cittadini. La presenza di elementi conservatori di una cultura fascista è ancora ben radicata in molte zone del paese. Sarà soprattutto la cultura politica incarnata dalla democrazia cristiana, la parte centrista e più moderata del comitato di liberazione nazionale, a raccogliere questa sfida. La D.C., la democrazia cristiana, vince le elezioni politiche nel 1948 e il suo leader, al cide dei gasperi, colloca l'Italia nella sfera d'influenza degli Stati Uniti, proiettandola verso la nuova Europa liberale democratica della guerra fredda. Maturadio è un progetto di podcast di dattici per la maturità, promosso dal ministero dell'istruzione con la collaborazione della Treccani e di Radio 3. Ideazione di Cristian Raimo, supervisione di Federica Barozzi per Radio 3. Questo podcast è stato scritto da Giordano Nardecchia. La voce che avete ascoltato è dimonica demuro, regia di Federica Barozzi. La sigla di Maturadio è di Teo Teardo. Tutti i podcast sono scaricabili sul sito radio3.rai.it, miur.gov.it e Treccani.it. [Musica]
Podcast Summary
Key Points:
Descrizione dell'azione partigiana di Giovanni Pesce a Torino come esempio emblematico della Resistenza urbana dei GAP.
Contesto storico
Composizione, strategie e sfide della Resistenza partigiana, inclusi i ruoli dei diversi comitati politici e l'importanza del consenso popolare.
La vittoria finale, la liberazione delle città e l'esecuzione di Mussolini, che portano alla fondazione di una nuova Italia democratica.
Summary:
Il podcast descrive la Resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, partendo dall'azione dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) nelle città, come l'attacco di Giovanni Pesce a Torino, per dimostrare che la lotta contro i nazifascisti era attiva anche nei centri urbani occupati. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'Italia viene invasa dai tedeschi, che instaurano la Repubblica Sociale Italiana a Salò con Mussolini, mentre il paese sprofonda nella guerra civile. I partigiani, provenienti da diverse ideologie (comunisti, azionisti, socialisti, cattolici), si organizzano in formazioni come le Brigate Garibaldi, combattendo una guerra di guerriglia con il sostegno fondamentale della popolazione.
Nonostante le rappresaglie nemiche e le divergenze strategiche (tra "attendisti" e fautori dell'azione immediata), il Comitato di Liberazione Nazionale mantiene l'unità. La Resistenza, combinando lotta armata e consenso popolare, libera le città del Nord prima dell'arrivo degli Alleati, portando alla sconfitta del fascismo, all'esecuzione di Mussolini e alla nascita di una Repubblica fondata sui valori democratici della Costituzione.
FAQs
I GAP (Gruppi di Azione Patriottica) erano formazioni partigiane comuniste che operavano nelle grandi città occupate dai nazifascisti. Il loro compito era compiere azioni militari e politiche dirette contro gli occupanti, per dimostrare che la resistenza era attiva anche nei centri urbani.
La Germania nazista invase l'Italia dopo l'8 settembre 1943, quando il governo Badoglio firmò l'armistizio con gli Alleati. I tedeschi, che già avevano truppe nella penisola, considerarono questo atto un tradimento e occuparono rapidamente il paese per prevenire un crollo del fronte.
La Repubblica Sociale Italiana, nota anche come RSI o Repubblica di Salò, fu lo stato fascista fondato da Mussolini nel 1943 sotto il controllo tedesco, dopo la sua liberazione dalla prigionia. Nacque nel nord Italia occupato dai nazisti e collaborò con loro nella lotta contro i partigiani.
Le principali formazioni partigiane erano le Brigate Garibaldi (comuniste) e le formazioni Giustizia e Libertà (azioniste). Erano coordinate dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), che riuniva sei partiti antifascisti, sebbene con strategie a volte divergenti sulla conduzione della lotta.
Il sostegno popolare fu fondamentale per la Resistenza, poiché i partigiani operavano nella clandestinità e dipendevano dalla popolazione per rifornimenti, informazioni e nascondigli. Ottenere il consenso della gente aiutava a infondere coraggio e a minare il controllo nazifascista.
Mussolini, catturato dai partigiani mentre tentava di fuggire in Svizzera nell'aprile 1945, fu processato sommariamente e fucilato. Il suo corpo fu esposto a Piazzale Loreto a Milano, dove i fascisti avevano precedentemente compiuto un eccidio di partigiani.
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