Storia della Costituzione | Maria Grazia Pastorino
from La mia Costituzione è bella perché…
21m 49s
La costituzione italiana è un testo fondamentale che ha segnato la transizione dallo Statuto al Bertino, una costituzione monarchica e flessibile del 1848, alla Costituzione repubblicana del 1948. Quest'ultima, approvata dall'Assemblea Costituente dopo un referendum favorevole alla repubblica, stabilisce un sistema democratico con sovranità popolare, poteri separati e protezione dei diritti fondamentali. La sua struttura, composta da quattro parti e 139 articoli, riflette un compromesso tra correnti ideologiche come liberale, cattolica e comunista. Anche se lo Statuto al Bertino subì modifiche nel periodo liberale, il regime fascista ne comprometteva le fondamenta, riducendo il Parlamento e limitando le libertà. Dopo la fine del fascismo, il popolo scelse la repubblica in un referendum del 1946, e la nuova costituzione fu stilata da una Semblianza Costituente composta da un numero elevato di rappresentanti di diverse fedi politiche. La Costituzione italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, rappresenta un punto di equilibrio tra autonomia democratica, partecipazione e protezione dei diritti, mantenendosi sostanzialmente invariata per oltre mezzo secolo, dimostrando un'importante modernità e stabilità istituzionale.
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La mia costituzione è bella perché un podcast ha cura di marina territano
responsabile editoriale della redazione tramontana, area giuridico economica.
Buongiorno, oggi parliamo di costituzione e di storia costituzionale italiana
quella professorezza Maria Grazia Pastorino, docente di discipline giuridico
economiche e autrice tramontana.
Buongiorno a tutti e benvenuti. Sono contenta di poter condividere con
voi questa storia della costituzione italiana. Buongiorno, Maria Grazia, cominciamo
dal significato che cosa significa costituzione?
Il termine costituzione deriva dal sostantivo latino "constituzionis"
collegato al verbo "constituere" ossia "constituire" che significa anche stabilire.
Per il diritto, la costituzione infatti stabilisce una serie di principi
e regole che riconoscono, le libertà fondamentali, i diritti doveri dei cittadini,
le funzioni e la struttura degli organi più importanti e dello strato
e solitamente anche le modalità per modificare lo stesso testo costituzionale.
Bene, come si distingono tra loro le costituzioni?
Beh, occorre precisare in anzitutto che ogni stato ha la sua costituzione,
ma le costituzioni differiscono per i seguenti aspetti ossia le modalità di emanazione,
per cui possono essere ottriate o votate.
Le costituzioni ottriate sono tipiche dell'800 e venivano predisposte e concesse
da un sovrano ai suoi subiti.
La parola deriva infatti dal verbo francese otto a "ye" che significa concedere.
Diversamente le costituzioni moderne sono votate,
poiché il loro testo e predisposto evotato democraticamente dai rappresentanti dei cittadini.
Le modalità di modificazione, per cui le costituzioni si distinguono i rigide o flescibili.
E costituzioni flescibili possono essere modificate con le stesse procedure
tramite le quali si modifica una legge ordinaria,
mentre quelle rigide richiedono procedure in imodifica molto più complesse
rispetto a quelle previste per le legge ordinarie.
Il contenuto per cui le costituzioni si distinguono in brevi o lunghe.
Le costituzioni brevi contengono di solito soprattutto le regole generali,
relative agli organi e al funzionamento dello stato.
Mentre le costituzioni lunghe disciplinano amplamente anche la parte relativa ai diritti
e ai doveri dei cittadini.
Infine la forma che può essere scritta o non scritta anche se quasi tutte le costituzioni
compresa quella italiana sono scritte, perché si tratta del modo più semplice e immediato
per permettere alle persone di conoscerle.
Bene, sappiamo qual è stata la prima costituzione al mondo?
E gli estudiosi la prima costituzione, considerata non scritta, è stata quella inglese.
Infatti, nel Reignunito, non è mai stato emanato un unico atto scritto
che contenesse i principali diritti e doveri dei cittadini e le regole che disciplinano gli organi statali.
Anche se, dal 1215, sono stati emanati vari atti che hanno stabilito i principi fondamentali
del diritto costituzionale britannico.
Primo fra questi, la mania carta, un documento scritto concesso da regge o vanni senza terra
ai suoi sudditi, che stabiliva i diritti dei nobili, del clero e dei cittadini liberi,
limitando al contempo alcuni poteri del sovrano.
La prima vera e propria costituzione scritta fu invece quella degli Stati Uniti da Merta,
che conteneva in principio solo 7 articoli e che fu approvata nel 1787,
dai 13 stati excoloni della Gran Bretagna che avevano costituito la confederazione americana
alla fine della guerra per la loro indipendenza.
E dalla costituzione americana passiamo ora in Italia, che cos'è la costituzione italiana
e come è stutturata, la costituzione per il diritto italiano è la più importante fonte dell'ordinamento
e viene infatti definita anche la legge delle legge.
La costituzione italiana fu approvata da un organo denominato assemblé a costituente il 22 dicembre
del 1947 ed entrò in vigore, cioè fu concretamente applicata nell'intero territorio italiano
dal primo gennaio del 1948.
La nostra costituzione è strutturata in quattro parti, una parte introduttiva definita principi fondamentali,
la parte 1 intitolata diritti e doveri dei cittadini, la parte 2 intitolata ordinamento della repubblica
e l'ultima parte contiene le disposizioni transitorie e finali.
Le prime tre parti comprendono in tutto 139 articoli, mentre l'ultima parte contiene 18 disposizioni numerate con numeri romani.
Lo stato italiano ha avuto quindi una sola costituzione, a dire il vero no. La breve storia dell'ostato italiano, iniziata solo nel 1861 con la sua unificazione,
è contraddistinta dalla presenza di due testi costituzionali.
La prima lo statuto al Bertino, che è rimasto in vigore, seppure con significative modifiche,
dall'unificazione dell'Italia, sino all'avvento della repubblica, successivamente la costituzione della repubblica italiana,
che entrate in vigore nel 1948, è tuttora vigente, cioè attualmente in vigore.
Si tratta di due costituzioni profondamente diverse tra loro.
L'attuale costituzione infatti prevede una forma di governo repubblicana, evotata, lunga e rigida.
Mentre lo statuto al Bertino prevedeva una forma di governo monarchica, era otriato, breve e flessibile.
Quando fu emanato lo statuto al Bertino, dalla prima metà dell'Otocento ha seguito di una serie di moti popolari,
portatori di idei liberali e democratica, molti sovrani furono in dotti a concedere le prime costituzioni,
a quel tempo chiamate statuti.
Tra gli statuti ottocenteschi, il più importante è lo statuto al Bertino, così chiamato,
perché concesso dal re di Sardegna, Carlo Alberto, il quattro marzo 1848.
Lo statuto al Bertino è respirato alla costituzione francese del 1814
e fu originariamente redatto in lingua francese.
Questo statuto venne progressivamente applicato ai vari territori con questati dalle truppe del reno di Sardegna
e dai volontari Garibaldini.
E divenne la legge fondamentale del reno di Taglia, a partire dalla sua proclamazione,
ha venuta nel 1861.
Visto che si trattava di una costituzione flessibile, è stato possibile modificarne il testo con una certa facilità.
In occasione dei relevanti cambiamenti sociali e politici che hanno caratterizzato la storia italiana
dal 1861, sino alla fine della seconda guerra mondiale, periodo durante il quale lo statuto al Bertino è sempre rimasto invigore.
Professore sa pastorino, ci racconta come rastrutturato lo statuto al Bertino.
Lo statuto al Bertino era composto di 84 articoli e conteneva l'enunciazione dei poteri e del ruolo del re,
iniziatione di alcuni diritti e doveri dei cittadini, riportati però in soli nove articoli,
oltre alle modalità di formazione di funzionamento degli organi fondamentali dello stato.
I poteri fondamentali dello stato previsti dall'ostratuto al Bertino erano distinti e attribuiti al re,
unitamente a organi differenti, ossia il potere legislativo che consiste nelle manare le leggi
Gigi!
era esercitato colleggiualmente da Rè e da due assemblede nominate camere.
Una delle quali veniva elettà, detta camera dei deputati,
mentre i componenti dell'altra, il senato del regno venivano scelti e nominati
a vita dal Sovrano.
Il poterese cuttivo che consiste nel dare attuazione alle leggi era attribuito a Rè
che lo esercitava con i ministri da lui nominati e revocati.
Infine il potere giudiziario che consiste nel risolvere controversie
sorte in violazione delle leggi era anche sottribuito a Rè
che lo esercitava mediante giudici da lui stesso nominati e revocati.
Lo statuto fu per tanto applicato in chiave liberale
nel senso che il potere del Rè era attenuato dalla presenza del Parlamento
formato ad era presentanti di una parte dei suditi.
Per tanto la forma di governo prevista era una monarchia parlamentare.
Professorezza abbiamo detto che lo statuto al Bertino ha subito tante modifiche
ma che cosa è successo nel periodo liberale?
Innanzitutto corre precisare che il periodo liberale è compreso tra la proclamazione
del regno d'Italia nel 1861 e l'avvento del fascismo nel 1922.
In quegli anni lo statuto al Bertino subì alcune significative modifiche.
Vennero innanzitutto ampliati poteri della camera dei deputati
e furono attribuiti maggiore poteri al governo,
al quale veniva riconosciuta una più ampia autonomia nei confronti del Rè,
il diritto di nomina dei senatori precedentemente di competenza adessoverano.
Inoltre alcune libertà ricevettero maggiori e migliori garanziere,
tra cui quelle di culto ed estampa.
Dal 1919 il diritto di voto venne riconosciuto a favore di tutti i cidadini maschi,
al compimento del ventunesimo hanno rietà.
E arriviamo con lo statuto al Bertino al periodo fascista.
Ci racconta che cosa è successo?
Il sistema liberale cominciò a essere messo in discussione con la fine della prima guerra mondiale.
A seguito delle tensioni sociali causate sia dalle difficile condizioni economiche post-belliche,
sia dalla diffusa in soddisfazione per risultati politici ottenuti alla conclusione del conflitto.
In questo quadro storico si crearono le condizioni socio-politiche
che consentirono l'avvento al potere del fascismo.
I regime fascista iniziano il 1922.
A seguito della Marcia Suroma e alla nomina da parte del Rè vittorio Manuel III di Savoia,
di Benito Mussolini come capo del Governo.
Finta i primi anni Mussolini dimostro di voler modificare in modo sostanziale,
il modello estituzionale previsto dallo statuto al Bertino.
Accentuando i ruole i poteri del Governo e attribuendo una funzione di grande importanza
al Presidente del Consiglio, posto a capo del Governo stesso.
Inoltre vennero progressivamente ridotte le funzioni del Parlamento.
E nel 1939 fu abolita la camera dei deputati, sostituita da una nuova camera,
formata dai rappresentanti delle diverse categorie del lavoro,
e chiamata camera dei fasci e delle corporazioni.
Venne anche istituito un nuovo organismo, il Grand Consiglio del fascismo,
a cui furano affidate importanti funzioni in materia elettorale ad esempio la selezione dei candidati,
inoltre funzioni di Governo e di Consulenza legislativa.
E che cosa succede in quel periodo ai diritti dei cittadini?
Nel 20. fascista, alcuni diritti fondamentali dei cittadini, fra i quali le libertà di stampa
e di riunione, subirono profonde limitazioni.
Il periodo fascista, da prima colto da un certo consenso popolare,
divenne con il passare degli anni, oggetto di una sempre più marcata opposizione
che raggiunse il suo culmine, in seguito alla participazione dell'Italia alla Seconda Guerra Mondiale.
La grave situazione bellica e il progressivo venire meno del consenso popolare
indusserò lo stesso Grand Consiglio, nella riunione del 25 luglio 1943,
a invitare Mussolini a dimettersi.
E contemporaneamente, a solicità a re a una iniziativa diretta modificare la situazione politica.
Il re, il giorno successivo, revoccoli in carico a Mussolini,
e nominò il generale Badoglio, nuovo capo del Governo.
Nel suo brevissimo periodo di Governo, di soli 45 giorni,
Badoglio abolì alcuni organismi, tra cui il Grand Consiglio del fascismo
e di chiarolo sugli mento del Partito Facista.
Per finire, l'8 settembre del 1943,
irè concordò le condizioni per l'arno istizio.
E arriviamo così alla fine della Seconda Guerra Mondiale,
ma esattamente quando fu emanata l'attuale costituzione italiana.
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo essere fuggito da Roma,
era vittoria Manuel Eterzo, rinunciò ai suoi poteri a favore del figlio,
un merto secondo di Savoia, nominato luogo tenente generale del regno.
Nel giugno del 1944, un merto secondo,
e mano a un decreto luogo tenenziale,
nel quale si leggeva che, dopo la liberazione del territorio nazionale,
le forme istituzionali saranno scelte dal popolo italiano,
chiatalfine, e leggerà a soffrage universale, diretto e segreto,
un'assemblea constituente, per deliberare la nuova costituzione dello Stato.
Il decreto prevedeva un'importante novità,
anche le donne maggiorenni, dai 21 anni di detà in su,
avrebbero per la prima volta votato.
Fu così che viene introdotto in Italia il soffrage universale,
cioè il diritto di voto per tutti, sia per gli uomini, sia per le donne.
Oltre a eleggere l'assemblea che avrebbe scritto una nuova costituzione,
il popolo avrebbe inoltre deciso se mantenere o meno la forma di governo monarchica,
come voleva re, oppure se modificarle repubblica,
dall'attino res pubblica, cioè cosa pubblica o di tutti,
come voleva invece il comitato nazionale di liberazione.
Si trattava di scegliere, quindi tra uno Stato retto da un sovrano,
che governava fino alla morte e per diritto di nascita,
e uno Stato, il cui potere, fosse invece condiviso ed esercitato
dai rappresentanti del popolo, o sia una repubblica democratica.
E quindi come si espresse la volontà popolare?
Il 2 giugno 1946 si tenne un referendum,
cioè una consultazione popolare che si concluse con un esito favorevole per la repubblica,
cioè il 54,27% di votivali di espressi, contro il 45,73% a favore della monarchia.
In quell'occasione vennerò anche letti i 556 componenti della Semblea Costituente,
l'organo chebbe il compito di realizzare una nuova carta costituzionale
che prevedesse una forma di governo repubblicana.
La Semblea Costituente dopo avere letto e ricco di Nicola,
quale presidente provvisorio della neonata repubblica italiana,
inizio ai lavori per la compilazione del testo costituzionale.
Interessante e come era composta la Semblea Costituente?
La Semblea Costituente era composta da ben 535 uomini,
e solo 21 donne.
Queste donne questi uomini rappresentavano forze politiche
tra loro ideologicamente molto differenti,
ma accumulate dall'idea di dare vita un sistema politico e istituzionale
molto diverso da quello precedente.
Una repubblica democratica ho sionostato rappresentativo
in cui la sovranità, cioè il potere politico,
fosse esercitato dal popolo.
Al fine di rendere più aggevole la stesura del testo della costituzione,
tra i componenti della Semblea Costituente
fu formata la cosiddetta Commissione dei 75 composta da 70 uomini e 5 donne,
e rappresentava fidelmente i diversi partiti.
presenti nella semplia stessa o la funzione di compilare materialmente il
testo costituzionale. Al termine adesso a lavori la commissione sottoposa il
testo all'assebile costituente, la quale lo discuse e lo approvo il 22 dicembre
del 1947, con 453 voti a favore su 500 quindici. Per poi entrare in
rigore il primo gennaio del 1948. La nostra costituzione rappresenta quindi il
punto di incontro o più correttamente di compromesso istituzionale tra diverse
visioni sociali, quella comunista e socialista, quella liberale e quella
cattolica. Il risultato ottenuto è diportata storica e caratterizzato da un anotevole
modernità, se si considera che la nostra carta costituzionale per oltre mezzo
secolo nelle sue parti fondamentali non è stata oggetto di modifiche
sostanziali. Grazie Maria Grazia per questo escursus sono sicura che sarà molto
più chiaro adesso andare a spiegare nelle prossime puntate i 12 articoli
fondamentali della costituzione. Grazie davvero. Seguici su Rizzoli ducation.it
per ascoltare le prossime puntate di "la mia costituzione è bella perché un podcast
accura di Marina Territano, responsabile editoriale della redazione
tramontana, area juridico economica". Hai ascoltato un podcast? Rizzoli ducation!
Podcast Summary
Key Points:
La costituzione deriva dal latino "constituere" e significa stabilire principi fondamentali di diritto, libertà e struttura dello stato.
Le costituzioni si distinguono per modalità di emanazione (otteute o votate), forma (scritte o non scritte), flessibilità (rigide o flessibili) e contenuto (brevi o lunghe).
La prima costituzione scritta è stata quella degli Stati Uniti (1787), mentre l'Italia ha avuto due costituzioni: lo Statuto al Bertino (1848) e la Costituzione repubblicana (1948).
Lo Statuto al Bertino era un testo monarchico, flessibile, con poteri centralizzati al sovrano e un Parlamento parzialmente rappresentativo.
Durante il periodo liberale (1861-1922) si ampliarono i poteri del governo e del Parlamento, mentre il fascismo (1922-1943) ridusse il Parlamento e limitò le libertà dei cittadini.
Nel 1943 si concluse il regime fascista e si affidò al popolo la scelta tra monarchia e repubblica, che vide la vittoria della repubblica (54,27% dei voti).
La Costituzione italiana fu elaborata dalla Semblianza Costituente, composta da 535 uomini e 21 donne, con una Commissione dei 75 che guidò la stesura del testo.
Entrata in vigore il 1° gennaio 1948, la costituzione rappresenta un compromesso tra diverse correnti politiche e rimane sostanzialmente invariata da oltre mezzo secolo.
Summary:
La costituzione italiana è un testo fondamentale che ha segnato la transizione dallo Statuto al Bertino, una costituzione monarchica e flessibile del 1848, alla Costituzione repubblicana del 1948. Quest'ultima, approvata dall'Assemblea Costituente dopo un referendum favorevole alla repubblica, stabilisce un sistema democratico con sovranità popolare, poteri separati e protezione dei diritti fondamentali. La sua struttura, composta da quattro parti e 139 articoli, riflette un compromesso tra correnti ideologiche come liberale, cattolica e comunista.
Anche se lo Statuto al Bertino subì modifiche nel periodo liberale, il regime fascista ne comprometteva le fondamenta, riducendo il Parlamento e limitando le libertà. Dopo la fine del fascismo, il popolo scelse la repubblica in un referendum del 1946, e la nuova costituzione fu stilata da una Semblianza Costituente composta da un numero elevato di rappresentanti di diverse fedi politiche. La Costituzione italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, rappresenta un punto di equilibrio tra autonomia democratica, partecipazione e protezione dei diritti, mantenendosi sostanzialmente invariata per oltre mezzo secolo, dimostrando un'importante modernità e stabilità istituzionale.
FAQs
La costituzione deriva dal latino 'constituere' che significa stabilire. Nel diritto, stabilisce i principi, i diritti, i doveri dei cittadini e la struttura dello stato.
Le costituzioni si differiscono per modalità di emanazione (ottiate o votate), per modalità di modifica (rigide o flessibili), per contenuto (brevi o lunghe) e per forma (scritta o non scritta).
La prima costituzione scritta è stata quella degli Stati Uniti del 1787. La prima costituzione non scritta è stata quella inglese, con la Magna Carta del 1215.
La costituzione italiana è la principale fonte del diritto e è stata approvata dal 22 dicembre 1947, entrando in vigore il 1° gennaio 1948.
La costituzione è strutturata in quattro parti: principi fondamentali, diritti e doveri dei cittadini, ordinamento della repubblica e disposizioni transitorie e finali.
No, lo stato italiano ha avuto due costituzioni: lo Statuto Albertino (1848) e la costituzione repubblicana del 1948, che sono profondamente diverse tra loro.
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