State of Mind - Il Rimuginio - Ep. 1/5 - Introduzione: Cos'è il rimuginio
32m 22s
Il podcast introduce State of Mind, un giornale online di psicologia, e presenta il tema del rimuginio, ispirato da un libro tecnico pubblicato dagli autori. Il rimuginio è definito come uno stile di pensiero analitico, perseverante e ripetitivo focalizzato su contenuti mentali negativi riguardanti il futuro. Emerso nella ricerca internazionale negli anni '90, è studiato come processo transdiagnostico che contribuisce a vari disturbi psicologici, dall'ansia ai disturbi alimentari. La discussione esplora la distinzione cruciale tra una normale vulnerabilità psicologica e un disturbo clinico, identificando nel rimuginio l'elemento che trasforma la prima nel secondo. Attraverso un esempio clinico, si illustra come il rimuginio parta da un dubbio e generi una catena di pensieri negativi senza soluzione, mantenendo viva l'ansia e impedendo l'autoregolazione emotiva naturale. Sebbene sia un tentativo di controllo sul futuro, questa strategia risulta inefficace, costosa a livello emotivo e cognitivo, e può diventare un'abitudine consolidata che la persona percepisce come incontrollabile. Le conseguenze immediate includono un prolungamento e un'intensificazione della sofferenza emotiva.
Benvenuti a tutti, io sono Gabriele Caselli e questa è la prima trasmissione del podcast di State of Mind, il web journal italiano di psicologia che potete seguire e leggere su www.stateofmind.it. State of Mind è un giornale online, di psicologia, psicoterapia e neuroscienza nato nel 2011, con lo scopo di portare discussioni, innovazioni, nere in tile scienza psicologica nel web. Questo sia pespecialisti e tecnici del settore che per qualsiasi curioso è interessato ad dare uno sguardo psicologico sul video. O quello che è stato scoltato è il primo esperimento e per iniziare abbiamo scelto un tema che è molto caro, il remuginio. L'idea è nata da una nostra recente pubblicazione nel marzo 2017. Infatti è uscito un libro scritto dal sottoscritto, a semi a Giovanni Maria Ruggero, Sandra Sassaroli, edito da Graffello Cortina, ed Itore dal titolo proprio remuginio, teoria eterapia del pensiero ripetitivo. Questo testo racchiude vent'anni di ricerca sulla psicopatologia e la terapia cognitiva del remuginio. Ricerca portata avanti in Italia, principalmente dal gruppo di ricerca di studi cognitivi, a cui i tre autori, me compreso, sono affiliati, studi cognitivi a una scuola di specializzazione interapia cognitiva, ne riconosciuta dal mur, che da molti anni svolgeri cerca su questo tema. Era giunto il tempo di fare il punto della situazione, quindi abbiamo racchiuso tutto il nostro lavoro, gli sforzi dei passati anni in questo libro che però è un libro tecnico per specialisti. E ci siamo resi conto nelle varie presentazioni che abbiamo fatto in giro per litare in questi mesi che l'interesse per il remuginio è molto vasto. Ci sono giunte molte ricchieste di una versione più accessibile di vulgativa di questo testo. Così abbiamo colto la palla albalzo, unito due nostre interessi, quello per il remuginio e quello per questa esperienza di trasmissione via podcast e abbiamo pianificato questa serie di trasmissioni che raccontano che cos'è, quali sono le conseguenze come si gestisce la propensione a remuginare sui propri problemi. La nostra speranza è che questa trasmissione possa essere utile e interessante per coloro che vi dedicheranno del tempo e anche un'esperienza curiosa e divertente per me, per noi che siamo qui a chiacchierare di questo tema caro. Quindi bene direi che possiamo iniziare. La prima domanda e il primo tema è come mai abbiamo iniziato a studiare il remuginio. Perché il remuginio è stato così importante per noi? Direi che ci sono almeno due ragioni. Una ragione è storica e una ragione teorica. La ragione storica è che nell'ambito dell'elletteratura scientifici internazionale il remuginio ha suunto partire dall'inizio degli anni '90 sempre maggiore interesse. Uno dei più grandi studiosi, dei primi grandi studiosi di remuginio è Thomas Borkovac, un ricercatore americano che si occupava principalmente di insonnia e nel studio dei problemi di insonnia scopri che la maggior parte delle persone che hanno problemi di questo tipo sono afflite da una propensione a rimanere svegli e a riflettere sui propri problemi con difficoltà interrompre questa forma di ragionamento. Questa è stata la prima lente di ingrandimento sul tema del remuginio in inglese Warry e siamo all'inizio degli anni '90. Il mondo della psicopatologia e della psicoterapia è ancora, vedela, grande ascesa delle terapie cognitivo comportamentali come terapie basate sulle evidenze scientifica. Nonostante anche queste ultime cominciano a manifestare alcuni limiti. L'area dei disturbi danse generalizzati dell'insonnia era uno di questi limiti. Il remuginio, uno dei fattori, ancora poco considerati nello studio della psicopatologia che sembrava avere una forte propulsione nella sostenere questo genere di problemi. Inizio dall'insonnia, se estese poi ai vari disturbi danzi, e già a metà degli anni '90, Sandra Sassaroli in Italia, inizio ad approfondire l'interesse su questo processo, partendo da tutta'altra arrea psicopatologica, quella che l'era più cara, cioè quella dei disturbi alimentari. In quei tempi Sandra Sassaroli, giunta Milano, ragionava sulla difficoltà a motivare pazienti con disturbi del comportamento alimentare al trattamento. È evidente che la motivazione per loro fosse una sorta di problema cruciale, è che questa motivazione a cambiare fosse spesso interrotta da un costante impegno della mente, in pensieri, fangosciosi sul controllo e sulla alimentazione. Il remuginio emerge dalla attività clinica di Sandra Sassaroli dei suoi colleghi, il primo nucleo di clinici di studi cognitivi a Milano, in un'area psicopatologica differente. Da lì iniziano gli studi in Italia su rimuginio, portati avanti del gruppo di ricerca di studi cognitivi. Da lì emerge anche una idea che diventerà gradualmente sempre più dominante negli anni successivi, e quella per cui il remuginio fosse una sorta di processo transdiagnostico nucleare. E cioè che il suo impatto, in qualche modo, attraversasse in senso negativo, naturalmente una grande varietà di disturbi psicologici non solo limitata all'insigno, non solo limitata forse ai disturbi danzi, ma è stesa quanto meno anche di disturbi del comportamento alimentare e poi negli anni successivi si estenderà a molti altri disturbi psicopatologi. Questo dati lì ha tutta una serie di nuovi filoni di ricerca, profi qui, ma non è la seconda ragione e la ragione teorica che nasce da una domanda importante che è stato possiamo dire da sempre tuttora uno dei principali cruci di chi si occupa di ricerca in psicopatologia. Volea dire la necessità di distinguere che cosa discrimina una normale travergolette sofferenza psichica da un disturbo psicologico. La sofferenza psichica è descritta spesso da criteri che riguardano sofferenze motive di varie natura e problemi comportamentali di varie natura. Anze, restezza, depressione, rabbia, comportamenti problematici come il consumo di alcol, la procrastinazione. Però guardar bene tutti questi criteri sono criteri che descrivono aspetti che fanno parte della vita di tutti noi. Infondo la salute mentale non può essere caratterizzata da una vita prima di emozioni negative, le emozioni negative fanno parte dell'essere degli esseri umani. Questo è un crucio importante perché il rischio che si corre è quello di dare l'idea dell'uomo sano come di una macchina che non prova mai emozioni negative mentre oramai decine, decine di anni di ricerca ci mostrano che anche le emozioni più fastidieuse hanno un loro lato funzionale. La paura ci permette di essere cautici, permette di affrontare il pericolo con una risposta di attacco fuga, sono delle risposte fisiologiche, sostenute dalla evoluzione degli organismi e finalizzate sostanzialmente a proteggerle tutte a un senso. Non esistono per caso, quindi noi psicologi, noi ricercatori, abbiamo il dovere di poter discriminare che cos'è una naturale paura anzia da un disturbo danzia. Questa domanda è tuttora molto dibattuta. Allo stesso modo la stessa vulnerabilità psicologica è un elemento del tutto comprensibile, e cioè storicamente tutti noi abbiamo provato chi più chi meno esperienze dolorose nella nostra vita. Alcuni sicuramente più di altri, esperienze dolorose che sono legate eventi di vita alla nostra infancia, traumi, esperienze educative, difficili, complesse, che ci hanno esposto a certe sensibilità, essere un bambino estremamente messo sotto pressione dalle esigenze delle figure genitoriali può portare a diventare un adulto particolarmente sensibile al senso di costruzione. Viceversa essere sottoposti accriti che giudizi negativi ci può rendere sensibile all'opinione degli altri e alla provazione degli altri nei nostri confronti. Insomma, la nostra storia rende la nostra mente vulnerabile o sensibile a certi temi, a certi contenuti. però è. che vero che la sensibilità o la vulnerabilità psicologica da sola non bastano è un criterio sufficiente per descrivere una psicopatologia nel senso che ci sono persone che hanno una loro sensibilità maggiore di altri su certi temi la critica, il giudizio, l'abbandono, quant'altro, ma non sviluppano rispetto ad essi di disturbi psicologici. Quindi la domanda chiave diventa questa e sempre stata questa, è tuttora questa, quella è la differenza tra una vulnerabilità psicologica di disturbo psicologico che cosa trasforma una vulnerabilità, una sensibilità in un vero proprio di disturbo. Qual è l'elemento discriminante? E' con dall'inizio degli anni 90 grazie a Thomas Borcovec, una delle possibili risposte, forse anzi sicuramente non l'unica ma una con un ruolo l'elemente risiede proprio in questo processo cognitivo definito come rimuginio. Il rimuginio inizia essere quel processo mentale che fa sì che una sofferenza emotiva non mantenga un aspetto puramente transitorio. Che cosa è il rimuginio? Per il rimuginio si intende in senso un po' ampio, poi vedremo che esistono delle specifiche differenti, ma in senso ampio è uno stile di ragionamento analitico, perseverante e ripetitivo focalizzato su contenuti mentali negativi. In particolare il rimuginio studiato da Borcovec o Warri o rimuginio ansioso in Italia è caratterizzato da un'attenienza reagira da alcuni dubbi sul futuro, cercando di immaginare quali senari negativi potrebbero occorre. In qualche misura rimuginio è il tentativo di rispondere a una serie di domande e se capitasse qualcosa di brutto che cosa succederebbe, lo scopo di chi rimugine di chi si perde in queste riflessioni e cercare di prevedere il negativo e di prevenirlo. Quindi è uno sforzo comprensibile da questo punto di vista. Gli esseri umani cercano di immaginarsi, senari i potenti i negativi affronte di una condizione di incertezza per potervi porre in anticipo rimedio al fine di evitarli oppure al fine di essere preparati, avendo già elaborato precedentemente una soluzione fattibile in mente. Il problema di questo tipo di ragionamento è che potrebbe non concludersi mai. Facciamo un esempio. Io qui davanti, davanti a questo microfono, assieme a voi, posso avere una mente sensibile a giudizi negativi sulla mia prestazione. Questa mente sensibile potrebbe portare alcune intrusioni mentali, cosiddetti pensere automatici negativi, possono sonare come pensieri del tipo "S" non riuscirai a farti capire, non riuscirai a essere chiaro, questo è un classico dubb intrusivo. Fino quando siamo a livello dei dubb intrusivi, ci troviamo all'interno di un'esperienza umana abbastanza comune, il dubbio, un'esperienza che a comuna tutti noi, così come le emozioni negative. Il punto è quando questo dubbio mergenella mente, in che modo vi reagisco? Rimuginatore è una persona che di fronta questo dubbio e inizierebbe a riflettere su domande del tipo "Cosa penseranno di me?" potrei apparire un idiota, potrebbero accorgersene. Non riuscirò a spiacchicare parola, la bocca mis blockerà, mi inizi a rossudare, a balbettare, dovevo essere più preparato, dovrei registrare più volte questa trasmissione. Insomma iniziano a girare nella mente alcune riflessioni sulle cose negative che potrebbero capitare, in particolare legate al giudizio degli altri. Questa tipo di reazione che effetto a su Rimuginio e sul dubbio. Il primo effetto è quello di impedire e ostacolare il naturale scorre redellamente e il naturale dissiparsi dei dubbi. Il Rimuginio impedisce al dubbio di scorrevia. Ci sono molte ricerche che mostrano come emozioni negative di varie natura, se hanno di fatto transitoria e anche dubbi sono transitori che cosa succede ai dubbi sui quali non ci fermiamo a rimuginare? Tendono a scomparire e a scorrere come un impulsone euro chimico che arriva a giungere la nostra coscienza e poi si allontana. Il Rimuginio impedisce a questo dubbio di allontanarsi e come se nel flusso nel fiume della nostra coscienza scorre serò una serie di oggetti, i pensieri automatici negativi, alcuni dei quali piaceoli, altri in no, altri dannosi affilati e noi al passare del dubbio affilato ci fermassimo raccogliere lo impediendo gli di scorrere oltre e iniziassimo a ragionarci sopra con il risultato di tagliarci sempre di più e seguinare maggiormente. Nel nostro libro c'è un esempio di Rimuginio Ascioso che ora vi va a leggere allo scopo di descrivere con maggior dettaglio quali sono le caratteristiche di questo stile di pensiero. Questo è un strato del racconto di una paziente ovviamente vagamente cammuffato che chiameremo la cia. E l'ucia alla sera quando rientra a casa dal lavoro mentre guida in un lungo percorso in merse nel traffico, anzi che rilassarsi riposare a ascoltare un po' di musica si perde nei pensieri e nelle preoccupazioni legate al suo lavoro. E se la mia collega non ha controllato la lista era compito su, ma poi potrebbero esserci dei problemi. Deve fare solo due cose, ma è tanto sbadata che potrebbe essere senedimenticata. Novrei occuparmi nei anche di quelle per essere ne sicura, solo che non posso occuparmi di tutto. Finisce che mi ammallo se vado anti così. Però se si dimentica, come facciamo? Domani potrei chiederlelo o potrei anche mandarle un messaggio adesso quando arriva a casa, ma è. Per come fatta, finisce che mi dice di stare tranquilla solo per farmi t'acere. E poi si sente controllata da me. Questo perché non capisce l'importanza della cosa. Non capisce che lo faccio solo per evitare degli errori. Ora è lasciar perdere, però se le esene frega come al solito vengono degli errori, finisce che sono iolari responsabile. Con tutte le aspettative che hanno i capi, l'importanza di questo evento, tutto quello che hanno investito, le raccomandazioni, è sempre così. Alla fine dovrei decidermi solo svolgere il mio role e fare, fare alloro quello che diva. Però, insomma, in fondo, io sono il gestore e quindi metterle delle pressioni anche parte del mio ruolo. Allo che poi se quella si sente sotto pressione è capace che per ripicca mi metti bastorno intraleruote appositamente, già le stanti patica. E con la sua faccia tosta finisce che alla fine lei se la cava, io sono quello che ci prende sotto. Se decide di sbottarmi, finisce ancora peggio di come immagino. Però bisogna che faccia qualcosa. E' con questo esempio è possibile osservare immuginio all'opera e analizzare nel dettaglio le sue caratteristiche. Vedete come in prigiona, nasce da un singolo dubbio. Il dubbio di Lucia era la mia collega potrebbe non aver controllato la lista. Un dubbio va bene. A questo dubbio però si può rispondere in molti modi. Uno può decidere di ignorare, può anche decidere, va bene, le mando un messaggio punto. Invece, Lucia non è mai soddisfatta dalle risposte che da le potetiche soluzioni che la sua mente labora. E come se lei cercasse di risolvere questo dubbio orai macchina mentre torna a casa, con la sua mente. E quando trova un ipotetica soluzione, per esempio potrei mandarlo un sms per arrivare a casa. La sua mente produce un altro dubbio. Per come fatta lei, finisce che mi dice di stare tranquilla solo per farmi t'acere. Ogni rassicurazione esito del immuginio non è altro che l'antica ammera di un successivo dubbio che da la ha un ulteriore processo di immuginio. Queste in modo in cui le persone rimangono avvingate ad ubbinegativi sul futuro anche perché i dubbi negativi sul futuro non possono essere risolti perché non esistono. Quando, come dire, una risposta danzia era l'esito del vedere, il segnale di un ipotetico animale pericoloso al di là del cespuglio nella savana, allora avere una risposta di anzi e quindi di attivazione poterà salvare la vita. Ed era anche sensato imparare che se c'è un cespuglio c'il muove, è possibile che ci sia un predatore nascosto al suo interno potenzialmente.
può essere utile per la sopravvivenza e quindi al successivo c'è spuglio che si muove l'animale ha preso e imparare anzi a preparare una risposta di attacco di fuga. Però li è diverso, li è qualcosa che si vede, che c'è nel concreto che è davanti agli occhi, che si basa sui sensi. La coscienza porta con sé un grave fardello. Il fatto di portare l'essere umano a considerare ciò che merginellamente come pensiero, intrusivo automatico, alla stregua di qualcosa che viene visto con gli occhi. Però non è così. Se io vedo il cospuglio muoversi, è un dato. I pensiero che dentro il cospuglio ci possa essere, un predatore, senza aver visto, alcun segnale, della sua presenza, è un pensiero totalmente staccato dalla realtà che mi circonda. Ed essendo totalmente staccato dalla realtà che mi circonda, è nel rimoginio, principalmente orientato al futuro, cioè qualcosa che deve ancora cadere in un momento presente non sono in grado, non ho la possibilità di metterinato una de guata risposta di attacco o fuga, perché non posso fuggire dalla mia mente e quindi la tendenza a lavorarci sopra portandolo continuamente con sé, chi ne viva questa sensazione di ansia che non viene mai scaricata, come verrebbe scaricata dal cerbiatto che ha un certo punto, vedendo il predatore ottenendo la sua presenza, decite di scappare di allontanarsi dal cospuglio. Questo esempio che ha appena letto, descrive anche bene quali sono le caratteristiche principali del rimoginio, in questo senso parliamo del rimoginio ansioso, sapiamo che rimoginio a diverse facce, ma le vedremo nel dettagli in una prossima trasmission. Il rimoginio è ripetitivo, negativo, orientato al futuro, è astratto, prevalentemente verbale, è una forma di ragionamento molto impegnative e costoso per il sistema cognitivo dell'individuo e quindi ha dei costi ingenti, anche se comprensibilmente viene messo in atto come forma di protezione. Facciamo il punto. Rimuginare quindi significa rispondere a un dubbio negativo, ipotettico sul futuro, iniziando a ragionare sopra e a elaborare cose negative che potrebbero capitare in condizioni di incertezza e potenziali risposte volte a prevenirlo o a gestirlo nel caso si dovesse verificare. Tutto questo prima che la situazione si realizza concretamente, è di fatto una strategia mentale che le persone mettoni natto per governare e eliminare risolvere un dubbio sul proprio futuro. È comprensibile che le persone vogliono cercare di prevedere, prevenire gli scenari negativi, ma visto che lo getto è qualcosa che capiterà nel futuro, nel presente non sei in grado di fare nulla, concretamente per eliminare un dubbio. Se non aspettare. E quindi quello che spesso accade è che le persone che consumano energie risorse nel Rimuginio pagano un costo in termini emotivi. E questa strategia di gestione di controllo sul futuro può essere ormai tanto abitudinaria o consolidata che la persona potrebbe considerarla una parte di se stessa della propiedentità o comunque qualcosa ormai fuori dal proprio controllo non riesco a smettere di rimuginare. Anche su questo punto parleremo a fondo nelle prossime trasmissioni. Ma ora ci andiamo un attimo del dettaglio per capire quali sono concretamente le conseguenze di questa forma di rimuginio ansioso. Primo, un primo danno è sul benessere. Il Rimuginio ansioso tiene in primo piano dubbio negativi e tenendo in primo piano dubbio negativi, tiene acceso al fuoco delle emozioni stressanti, impedisce alla nostra mente di regolarsi naturalmente. Ogni emozione negative fa atta per avere una sua fase di crescita, di plateau e di autoregolazione. Noi siamo fatti per essere un certo punto di stratti dal mondo che ci circonda e in qualche misura autoregolare in nostro istate intervi. Nessun'emozione negative dura a lungo se noi non facciamo qualcosa che la tiene viva. Il Rimuginio è una di queste cose che la tengono viva. Ci tiene concentrati e chiusi su pensere negativi. Nel breve termine questo significa sofferenze motiva, una sofferenza che quindi è più lunga, più intensa, più frequente di quella che normalmente occorrebbe in quelle situazioni e di questa la linea discriminante tra un'ansia tra virgolette, non patologica per quanto negativa, cioè l'ansia che emerge, se abbiamo un dubbio se ci troviamo in una condizione di incertezza, da un'ansia di nuovo tra virgolette sporca, caratterizzata e fomentata, da una tendenza rimuginare su quel dubbio. Il danno nell'immediato, ma nel lungo termine rimanere costantemente in condizioni di stress senza la possibilità di esercitaro un efficace risposta di attacco fuga, produce delle sindromi legate allo stress cronico, dannose anche per la salute dell'individuo, tensione muscolare, insogna, ce fa le, dolore cronico, spostatezza e tutto ciò che noi normalmente descriviamo come sindomi quando ci sentiamo molto stressati per troppo tempo. Quindi rimuginio è un martello che distrugge il nostro benessere psicologico ma anche il nostro benessere fisico. Non solo, danne già anche la nostra prestazione, una prestazione interpersonale sicuramente perché, essendo così stressati, siamo anche irritabili, più in clinia di scuttere, ma anche una prestazione cognitiva al lavoro perché rimuginio è un'operazione complessa se noi continuiamo a rimuginare su ciò che di negativo può capitare e come se io cercasse di descrivere in modo chiare rimuginio a voi, continuando contemporaneamente parallelamente a rimuginare su come la mia prestazione potrebbe essere scadente. Sicuramente svolgere due compiti cognitivi contemporaneamente danneggia, lefficaccia dell'1 e dell'altro. Quindi che cosa succede che se noi più rimuginiamo, più consumiamo risorse mentali e quindi più siamo stanchi mentalmente, se siamo stanchi abbiamo prestazioni peggiori intermi di memoria, di concentrazione, di capacità di problem solven cognitivo, ma anche solo mentre rimuginiamo, che stiamo svolgendo altri compiti come se chiedesimo la nostra mente di fare due cose contemporaneamente. Quindi le nostre prestazioni di minuiscono, ma se le nostre prestazioni di minuiscono, che cosa emergeri spettar futuro il teriori dubbi negativi? Non riuscirò più a portare avanti il mio lavoro come un tempo ed ecco un nuovo dubbio ed ecco un nuovo oggetto per il rimuginio e quindi non solo è un danno per le nostre prestazioni, ma in quanto danno per le nostre prestazioni diventa anche l'alimentatore di futuri dubbi sulle conseguenze negative del rimuginio e delle nostre calo prestazionale che danno origine a nuovo stress. Si tratta così anche di un rischio importante che caratterizza il cosiddetto disturbo danse a generalizzata. La tendenza a rimuginare su rimuginio. La tendenza iniziare a rimuginare su il fatto che il rimuginio, o stare a pensare troppo le cose, rischia di distruggere la mia vita, di distruggere le mie relazioni, di danneggiare il mio futuro professionale. Ecco a questo punto il circuito del disturbo psicologico si è completamente chiuso. Le persone senza rendersene conto iniziano a cercare di rimuginare di più per risolvere i problemi che lo stesso rimuginio contribuisce a mantenere o a incrementare. Si è instaurato un disturbo danse. Fumentato anche dal fatto che a questo punto le persone percepiscono questa tendenza rimuginare come qualcosa di pericoloso e contemporaneamente di incontrollabile. Chiuse nei loro pensieri a questo punto qualcuno riesce in qualche modo a gestirla a cercare di eliminare di immuginio non appena si rende conto di essere troppo danneggiato da rimuginio, ma solitamente le modalità che utilizza a volte sono peggio di rimuginio stesso, alcune persone cercano di smettere di rimuginare attraverso l'uso di alcol, per esempio, di droghe, di farmaci. Oppure evitando le situazioni che potrebbero attivare dubbi, io ci sto lontano, così non mi verranno dubbi e non sarò portata a rimuginare e non sarò nelle condizioni di iniziare a rimuginare sul fatto che rimuginio potrebbe distruggermi l'esistenza. Ma ecco che l'uso di alcol, piuttosto che l'evitamento delle situazioni danneggiano e se stesse la vita. L'alcol creatuto una serie di problemi secondari, per esempio, è una abbastanza noti. L'evitamento è come dare rimuginio partita vinta, limitiamo la nostra stessa esistenza e quindi apremo le porte poi a una futura insoddisfazione per una presente tranquillità.
In soma non è un nemico simpatico, non è un nemico simpatico anche perché è un nemico mascherato come avete potuto vedere perché molte persone ritengono che attraverso la riflessione, la previsione e ragionamento anticipatorio si possa riuscire a evitare pericoli, si possa riuscire a essere pronti e preparati al peggio, ma così facendo non si rendono conto che quella breve rassicurazione che ottengono, nel momento in cui hanno immaginato un scenario negativo e hanno immaginato una potetica risposta in realtà è solo l'anticamera di dubbi più catastrofici e più gravi e che quindi questa propensione al rimuginio se non viene volontariamente sua spesa diventa qualcosa che continuo a procedere in gigantendo si auto alimentandosi con profondi danni per il benessere e per la prestazione dell'individuo. Non vorrei aver aperto una serie di scenari catastrofici con questa piccola introduzione, ma in come tutte le lunghe storie si parte dall'aspetto più tragico e negativo, ma con una profonda esperanza che verso la fine di questa storia incontreremo la luce in fondo al tunner. Per ora ci fermiamo qui, ma voglio lasciare una prima indicazione perché ha avuto la pazienza di ascoltarmi che è cominciato a osservare se e quanto vi perdete nella vostra mente piuttosto che guardare ciò che accadere intorno a voi. Notate e prendete magari appunti se vi trovate a rimuginare su qualcosa di negativo che potrebbe capitarvi e ricordate che se vi accorgetto di rimuginare allora questo escegno che è il momento di prendere una decisione. Posso fare qualcosa ora? Se sì, l'attuo. Se no, vale la pena rinviare con la decisione anche il rimuginio. Ci vediamo la prossima trasmissione e grazie a tutti voi. [Musica]
Podcast Summary
Key Points:
Il rimuginio è un processo cognitivo caratterizzato da pensieri ripetitivi, negativi e orientati al futuro, che mantiene e intensifica la sofferenza emotiva.
Viene studiato come fattore transdiagnostico centrale, collegato a vari disturbi psicologici come ansia, insonnia e disturbi alimentari.
Il rimuginio trasforma una vulnerabilità psicologica normale in un disturbo, impedendo la naturale risoluzione dei dubbi e delle emozioni negative.
Sebbene sia un tentativo comprensibile di prevedere e prevenire scenari negativi, è controproducente perché consuma risorse cognitive ed emotive senza portare a soluzioni concrete.
Summary:
Il podcast introduce State of Mind, un giornale online di psicologia, e presenta il tema del rimuginio, ispirato da un libro tecnico pubblicato dagli autori. Il rimuginio è definito come uno stile di pensiero analitico, perseverante e ripetitivo focalizzato su contenuti mentali negativi riguardanti il futuro. Emerso nella ricerca internazionale negli anni '90, è studiato come processo transdiagnostico che contribuisce a vari disturbi psicologici, dall'ansia ai disturbi alimentari.
La discussione esplora la distinzione cruciale tra una normale vulnerabilità psicologica e un disturbo clinico, identificando nel rimuginio l'elemento che trasforma la prima nel secondo. Attraverso un esempio clinico, si illustra come il rimuginio parta da un dubbio e generi una catena di pensieri negativi senza soluzione, mantenendo viva l'ansia e impedendo l'autoregolazione emotiva naturale. Sebbene sia un tentativo di controllo sul futuro, questa strategia risulta inefficace, costosa a livello emotivo e cognitivo, e può diventare un'abitudine consolidata che la persona percepisce come incontrollabile.
Le conseguenze immediate includono un prolungamento e un'intensificazione della sofferenza emotiva.
FAQs
Il rimuginio è uno stile di ragionamento analitico, perseverante e ripetitivo focalizzato su contenuti mentali negativi, spesso orientato al futuro. Rappresenta il tentativo di prevedere e prevenire scenari negativi in condizioni di incertezza.
Il rimuginio è considerato transdiagnostico perché il suo impatto negativo attraversa una grande varietà di disturbi psicologici, come ansia, insonnia e disturbi alimentari. Non è limitato a una singola patologia, ma contribuisce al mantenimento di diverse condizioni psicopatologiche.
Il rimuginio ansioso mantiene vivi i dubbi negativi, prolungando e intensificando le emozioni stressanti come l'ansia. Impedisce la naturale autoregolazione emotiva, portando a una sofferenza più lunga, frequente e intensa rispetto a situazioni normali.
In Italia, l'interesse per il rimuginio è iniziato a metà degli anni '90 grazie a Sandra Sassaroli, che lo ha studiato nell'ambito dei disturbi alimentari. Successivamente, il gruppo di ricerca di Studi Cognitivi a Milano ha approfondito il tema, riconoscendolo come processo chiave in diverse psicopatologie.
La vulnerabilità psicologica deriva da esperienze passate che rendono la mente sensibile a certi temi, ma non basta per definire un disturbo. La differenza sta nella presenza di processi come il rimuginio, che trasformano una sensibilità in un disturbo psicologico vero e proprio.
Il rimuginio inizia con un dubbio negativo sul futuro, a cui la mente risponde elaborando soluzioni ipotetiche. Ogni tentativo di rassicurazione genera però nuovi dubbi, creando un circolo vizioso di pensieri ripetitivi che impedisce al dubbio iniziale di dissolversi naturalmente.
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