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Speciale Referendum “Giustizia”

45m 16s

Speciale Referendum “Giustizia”

La trascrizione presenta un'ampia introduzione a una puntata podcast dedicata al prossimo referendum sulla giustizia. Il conduttore sottolinea come il dibattito pubblico sia già polarizzato tra narrazioni estreme. Poiché la decisione è stata affidata ai cittadini, l'episodio si propone di fornire gli strumenti per una scelta consapevole, spiegando la riforma in dettaglio. La parte centrale è dedicata a una spiegazione chiara e accessibile del funzionamento del procedimento penale italiano, attraverso un esempio pratico. Si dimostra come il sistema attuale, con la separazione tra Pubblico Ministero e giudici e i molteplici gradi di giudizio e controlli incrociati (GIP, riesame, Corte d'Appello, Cassazione), sia costruito per minimizzare errori e garantire l'imparzialità, coinvolgendo decine di magistrati in diversi tribunali. Il conduttore conclude evidenziando che la riforma referendaria, promossa dal governo, mira a modificare proprio questo delicato equilibrio costituzionale, sostenendo la necessità di una netta separazione delle carriere tra accusa e giudicanti.

Transcription

6948 Words, 42204 Characters

Italian
Il clima attorno a referendum sulla giustizia che si terrà il 22 e il 23 marzo sta iniziando a su riscaldarsi. Venerdì una frase "decontestualizzata" del procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, ha un po' acceso le polveri, ieri il ministro della giustizia, Carlo Nordio, padre della riforma, aggettato altra benzina sul fuoco, accusando le correnti della magistratura di essere un sistema paramafioso e insomma sembra che la campagna elettorale per il voto si ormai ufficialmente aperta. Visto, quindi che ci aspetta un mese intero di passione, di polemiche, di propaganda, sarete esseremo, travolti da un'ondata di narrazioni forvianti, se non del tutto false, con la destra che presenterà, questa riforma, come la panacea, a tutti i mali della giustizia, e la sinistra che la presenterà, come la fine della democrazia e dello stato, di diritto be dire che arrivato il momento di metterci le protezioni per affrontare la tempesta. Quella di oggi sarà quindi una puntata speciale di Delify, che vorrei sfruttare quasi interamente per parlare a fondo della riforma della giustizia, capire in cosa consista, cosa cambierà, qual interessi colpirà e quali proteggerà, accosa serva davvero e a cosa invece non serve, per niente in modo tale che appunto abbiate voi stessi gli strumenti per orientarvi nel clima che col passare dei giorni, si farà sempre più caotico. Purtroppo serve una puntata intera, anzi una puntata interia, non sarebbe nemmeno sufficiente, quindi credo che questa sarà lunghissima, perché la materia, su cui saremo, chiamate e sprimerci, non è pane quotidiano per tutti noi, diciamo che capire come funziona l'elezione dei membri del consiglio superiore della magistratura o il funzionamento delle correnti o le nomine dei magistrati, eccetera, non sono proprio il tipico argomento di cui parliamo la sera tavola o in pizzeria con gli amici. Però la politica che ancora una volta non ha saputo trovare una mediazione e una soluzione comune nelle sedi opportune, ovvero in Parlamento ha deciso di scaricare sui cittadini la responsabilità e enorme di modificare il funzionamento di uno dei più importanti ed delicati organico stituzionali del nostro stato. E quindi se vogliamo farlo e farlo bene e con consapevolezza ci tocca a provare a conoscere la materia un po' più a fondo degli istologan che ci saranno propinati. In questo corso accelerato, quindi partiremo come sempre dalle basi, cercheremo di capire, per suoni capi come funzionano la giustizia e la magistratura, poi passeremo a vedere punto per punto i vari aspetti che la riforma andrà a cambiare, incluso la storia dei sorteggi e delle correnti vedremo le ragioni del si e quelle del no e chiuderemo con una breve valutazione generale e riflessione personale. Quindi all'acciate le cinture ed entriamo nel Magico e decitante mondo della riforma costituzionale della magistratura. Io sono Emilio Mola e questo è Daily Five, il podcast di GNC Media, per comprendere la dualità e conoscere il mondo che ci circonda una notizia la volta. E l'UND 16 e 15 braio e dicevamo con una cittazione personale partiamo dalle basi. Prima ci ho detto di capire su quali aspetti della giustizia interverrà la riforma e come limonificerà, dobbiamo un attimo capire come funziona la giustizia penale in Italia. E questo perché, beh, sia perché non si può capire bene una modifica se non abbiamo chiaro il punto di partenza oggetto della modifica, sia perché questa infarinatura può aiutarci a capire un punto essenziale della nostra democrazia, ovvero come la giustizia, che spesso ci sembra piena di storture e, concedetevi il termine di ingiustizie, è in realtà stata organizzata, pensata, strutturata, proprio per bilanciare e correggere da se, appunto, storture e ingiustizie. In un equilibrio ingenioso ma delicatissimo che se turbato anche da una modifica sbagliata potrebbe saltare interamente per area. Se noi ci affidiamo infatti solo alla narrazione, a volte superficiale dell'informazione, ma soprattutto della politica sembra che in Italia la giustizia funzioni così. Ci sono i PM che restano la gente e ci sono i giudici che asolvono o condannano in basare le proprie opignoni personali, fine per cui se in capi nel PM e nel giudice sbagliato, o che per qualche ragione ci l'accontè tu sei fottuto, e con non è proprio così, alzino ne è per niente così e adesso vediamo il perché. Intanto quando parliamo di giustizia e parliamo di magistratura, dobbiamo sapere che i magistrati dividono in due grandi funzioni, ma, giustratura, requidente, cioè i PM, i pubblici ministeri, che lavorano in procura e magistratura giudicante, cioè i giudici che lavorano in tribunale. I PM sono quelli che svolgono l'endagini e poi rappresentano l'accusa durante il processo, mettere i giudici sono quelli che prendono le decisione e mettono le sentenze. Per capire bene cosa fanno e quando lo fanno, inventiamoci adesso un processo. Facciamo che un commerciante, il Signor Mario, denuncia ai carabineri di aver subito la rapina ammanormata da parte di un tizio. Bene questa denuncia, finisce sul tavolo del pubblico ministero e da qui inizia tutto il procedimento penale. Il pubblico ministero, che è, e cosa fa, il pubblico ministero, è un particolare, come dicevamo, tipo di magistrato che in questa fase del procedimento penale si occupa di condurre e coordinare le endagini, cioè in questo preciso caso ha il compito di trovare il presunto autore della rapina. Raccolte quindi le prime vague informazioni e il nostro pm che è piuttosto intuitivo inizia a nutrire il forte sospetto che a compiere la rapina sia stato un certo personaggio ben noto in città per altri precedenti. Infatti questo tizio che si vede nelle videocamere e stando anche al racconto della vittima sembra avere la stessa altezza, la stessa corpouratura lo stesso accento di quello altro tizio. Quindi cosa fa per accertarsi che i suoi sospetti siano fondati per il pm decide di mettere sotto intercettazione telefonica e ambientale questo suo sospettato che noi chiameremo Signor Giovanni. Qui vuoi vi direi che il pm ordina allora alla polizia giudiziaria di cui dispone, cioè i carabinieri, poliziate finanziari, di intercettare il Signor Giovanni e no, perché qui già entra in gioco il primo meccanismo di equilibrio e controllo interno alla magistratura. Il pm non può infatti autonomamente decidere di intercettare qualcuno, deve chiedere già qui già durante l'indagini il permesso a un particolare giudice che si chiama punto giudice per l'indagini preliminari, meglio noto come Gip. E il Gip che viste le prime carte che gli ha portato il pm, digi al pm, si può intercettare il Signor Giovanni oppure no, non puoi farlo. Il pm però in questo nostro procedimento otiene l'occhei dal Gip e iniziano l'intercettazione. Dall'intercettazione il pm giunge alla conclusione che sì aveva ragione, il Signor Giovanni potrebbe essere l'autore della rapina al Signor Mario, non solo da una conversazione intercettata con un amico, si convince che il Signor Giovanni stare borghanizzando addirittura un'altra rapina, anzi ne stare borghanizzando diverse. Il pm si convince quindi che arrivato il momento di fermarlo il Signor Giovanni prima che ci scappi il morto con un provedimento di custodia cautelare in carcere. Nel nostro sistema giudiziario infatti un sospettato, anche se non ancora giudicato colpevole, può essere arrestato, diciamo così, in anticipo quando sussiste almeno uno di questi tre requisiti. Pericolo di Fuga, cioè c'è il rischio che il sospettato scappi all'estero, pericolo di inquinamento delle prove, cioè c'è il rischio che il sospettato faccia sparire le prove che lo inchiodano magari minacci la vittima della rapina, terzo pericolo di reiterazione del reato, cioè c'è il rischio che è come nel nostro caso il sospettato commetta di nuovo altre rapine. Quindi cosa fa il pm far restare il Signor Giovanni? Beh questo è quello che il pm vorrebbe fare, ma anche qui per farlo e indovinate cosa deve rivolgersi ancora una volta al giudice per le indagini preliminari, portarli le carte, portarli le prove e chiederli di mettere un'ordinanza di custodia a cautelare in carcere nei confronti del Signor Giovanni e anche qui sta al giudice, sta al GIP decidere se arrestare il Signor Giovanni oppure no e il GIP a firmare l'ordinanza, non il pm. Noi sentiamo sempre, soprattutto in tv sui giornali, dai politici che i pm arrestano le persone, con la gratteria arrestato un sacco di persone, no, i pm non restano nessuno, sono i giudici, i giudici per le indagini preliminari a ordinare gli arresti, i pm li chiedono soltanto. In questa nostra storia insomma, il GIP legge le carte del pm e si convince pur è lui che effettivamente il caso di mettere in custodia a cautelare il Signor Giovanni, il GIP firma l'ordinanza e il Signor Giovanni finisce in carcere o ai domiciliari dipende dalle situazioni. Chiaramente il Signor Giovanni finisce in custodia a cautelare non perché sia stato rite inuto col pevole di qualcosa, il processo deve ancora iniziare, ma diciamo che viene messo in custodia a cautelare per precauzione, c'è per evitare che commetta altre rapine e tra l'altro questa custodia a cautelare non può essere infinita ma ha una durata massima che varia in base alla gravità del reato e viene poi scaricata, in caso di condanna, mi spiego meglio, se una persona rimane in custodia a cautelare per due anni e poi viene condannata alla fine del processo a 8 anni di reclusione e i due anni passati in custodia a cautelare vengono scalati dal computo finale. Bene, siamo arrivati insomma all'arristo del Signor Giovanni, questo significa che il Signor Giovanni è anche il suo chiaramente abvocato sanno ora dell'indagine in corso, ma già qui l'abvocato del Signor Giovanni può fare qualcosa, può cioè impugnare l'ordinanza di custodia a cautelare davanti ad altri giudici, cioè davanti a quelli del tribunale, del riesame, detto anche tribunale della libertà. In pratica l'abvocato del Signor Giovanni può dire, secondo me questo arresto questa custodia a cautelare è emotivata e chiede ai giudici del riesame che sono tre magistrati di annullare l'ordinanza e far liberare il suo assistito. Se il riesame conferma l'arresto allora l'abvocato può addirittura ricorrere in castazione dove l'impugnazione per presunte gravi violazioni del giudice viene salinata d'altri cinque magistrati, insomma come vedete il processo non è ancora iniziato, anzino nemmeno stato chiesto e già la situazione del Signor Giovanni è stata vallata da un PM, un GIP, i tre giudici del riesame e forse anche cinque giudici della castazione, totale 10 magistrati e ripeto siamo solo all'inizio questo perché proprio per ridurre al minimo ogni errore della giustizia perché in effetti si un PM può pure sbagliare o essere un pazzo ma che asbagliare sia pure il GIP e poi i tre giudici del riesame e poi cinque giudici della castazione be come capite è già più improbabile. A questo punto l'indagini dopo l'arresto del Signor Giovanni comunque prosegono e quando finiscono le indagini il PM manda all'indagato in tutta questa fase il sospettato si chiama indagato un avviso di conclusione indagine cioè il PM dice all'indagato guarda io le mie indagini su di te le otterminate, sto per chiedere di processarti tu e il tuo avvocato avete 20 giorni di tempo per convincermi a non chiedere il processo. Finiti i 20 giorni si va quindi davanti a un altro giudice che si chiama "cup" o giudice per l'udienza preliminare che mi raccomande diverso dal GIP e davanti a questo giudice il PM a due scelte. Poi ho chiedere l'archiviazione del caso perché effettivamente in quei 20 giorni a scoltà dalla difesa si è il resto conto di aver preso una baglio perché magari la difesa ha portato delle prove che scaggionano del tutto il Signor Giovanni oppure il PM può chiedere il rinvio a giudizio dell'indagato che a questo punto diventa imputato e qui davanti al gup si svolge una specie di primo mini processo il PM spiega al GUP le ragioni per cui il Signor Giovanni secondo lui dovrebbe essere processato, attenzione non condannato ma solo processato e la difesa del Signor Giovanni cerca di spiegare sempre al GUP le ragioni per cui invece il caso de ba essere archiviato. Se il gup decide per l'archiviazione allora la storia finisce lì se il gup decide invece per il rinvio a giudizio beh allora finalmente si va a processo. Ecco vedete qui ripeto ancora deve iniziare il processo e guardate quanti passaggi ci sono stati a garanzia dell'indagato, quanti giudici diversi hanno vagliato la sua situazione, quante opportunità ha avuto la difesa per scaggionare l'assistito prima del processo. Ma andiamo avanti. Il gup ha sentito le parti, ha riflettuto e ha deciso che sì il Signor Giovanni deve essere processato cioè necessario che ci sia un tribunale in cui accusa e difesa si confrontino davanti a dei giudici imparziali e siano loro a valutare un'eventuale condanna o una eventuale assoluzione. Si va quindi intribunale qui difesa e PM si confrontano davanti ai giudici di primo grado che attenzione possono essere uno come nel caso dei reati meno gravi, si parla qui di composizione monocratica o possono essere addirittura 8 cioè due giudici ordinari e sei popolari per i casi molto gravi come stragi, homici di volontari, maffia eccetera, sono le famose corti d'assise. Nel caso del Signor Giovanni che è accusato di rapina a manormata i giudici sono tre un presidente e due all'atere. Qui ha cadena cosa che può sembrare a molti di noi anche a surda e surreale ma è sempre fatta a garantia dell'imputato e dell'imparzialità del processo. Avete presente tutte le prove e raccorte durante le indagini e con una volta arrivati a processo quelle prove non valgono più. Bisogna ripetere tutto da capo, bisogna riascoltare i testimoni, bisogna ridiscutere le perizie, tutto davanti ai nuovi giudici e tutto perché per la legge italiana una prove Italia solo se si forma durante il contradditorio tra cusa e difesa, proprio perché durante le indagini la difesa non ha avuto tutti i poteri che invece ha avuto il PM. A questo punto il processo inizia, avanti, PM difesa ascoltano testimoni, portano le prove e alla fine il PM fa la sua requisitoria. Cioè chiede la condanna del Signor Giovanni non so 8 anni di galera oppure chiede pensate un po' la soluzione del Signor Giovanni se si è convinto durante il debattimento che effettivamente le prove contro di lui, contro il Signor Giovanni non sono sufficienti o sono sbagliate. I giudici ascoltano le richieste del PM, ascoltano la difesa, si chiudono in camera di consiglio e poi mettono la sentenza, condanna o soluzione. Qui ora prima di andare avanti c'è un chiarimento importante da fare, probabilmente qualcuno di voi si sta racchietendo ma come. E la seconda volta che dice che il PM potrebbe chiedere l'archiviazione o la soluzione per il Signor Giovanni, ma cosa escemo questo PM? Il suo scopo non è quello di far condannare il Signor Giovanni e co no, lo scopo del PM non è diverso da quello dei giudici, entrambi PM e giudici hanno l'obiettivo di arrivare alla verità non alla condanna e un PM può rendersi conto che un indagato o un imputato è innocente in qualsiasi momento e poi anzi deve in quei casi chiedere l'archiviazione o la soluzione. Il PM a differenza di ciò che spesso si crede non è infatti l'avvocato della cusa, non è solo stesso piano della difesa, tante che un imputato al diritto di mentire e un avvocato al diritto di omettere prove che possano incastrare il proprio assistito, ma il PM no, se il PM omette prove che scagionano l'imputato, commette un reato. L'avvocato invece, questo anche vi potrà sonare paradostale, ma non è così, che il reato si chiama infedele patrocinio, si presenta prove che inguagliano il suo assistito. Quindi PM è avvocato fanno due mestieri completamente diversi, il dovere del PM è aggiungere alla verità, non far condannare qualcuno, il dovere dell'avvocato e invece farà solvere il suo assistito non arrivare alla verità. Che è rito questo che ci servirà dopo quando discuteremo meglio della riforma arriviamo finalmente alla sentenza, e il Signor Giovanni viene condannato a 8 anni di reclusione. Finito quindi, ma neanche per sogno, l'avvocato del Signor Giovanni fa infatti appello, cosa significa, significa che si passa al secondo grado, c'è significa che si rifa il processo, anche se non proprio da zero, si rifa in un altro tribunale, si rifa davanti ad altri giudici diversi da quelli di primo grado e si rifa con un altro magistrato che rappresenta la pubblica accusa, cioè non più il nostro caro, PM, a cui ci siamo affezionati che abbiamo visto in azione, fino a questo momento ma il procuratore generale presso la corte da pello. Durante questo progetimento, che si svolge ad avanti a 3 giudici, con più esperienza di quelli di primo grado, si rivedono, diciamo così, alcune parti del processo di primo grado. A quel punto si ripete tutta la tiriterra, il procuratore chiede la soluzione, ok, della condanna del Signor Giovanni e si arriva alla sentenza. Facciamo che anche i giudici di appello condannino il Signor Giovanni, processo finalmente finito, neanche per sogno, perché? Perché la difesa del Signor Giovanni può fare un ulteriore, appello, questa volta, a Roma davanti alla corte di cassazione. Qui il processo non si rifa da capo, non è più un processo di merito, ma è un processo di legittimità, cioè non si valutano le prove, ma si contestano eventuali errori con messi da magistrati di appello. Anche in questo caso si cambia come abbiamo già visto la città si cambiano i giudici che in cassazione sono cinque e si cambia il magistrato che rappresenta la cusa che ora è il procuratore generale, presso la corte di cassazione. Bene questa sentenza, quella della cassazione diventa definitiva e può essere una sentenza di condanna, di assoluzione o di rinviono ovamente appello per ripetere la pello, fine del processo. Ora, perché ho voluto farvi questo resto conto su come funziona un procedimento penale in Italia con tanto di esempio, veper almeno due ragioni. Primo, perché con questo esempio magari ci è più chiaro di cosa stiamo parlando e ci forse più chiaro chi sono e cosa fanno i PM e chi sono e cosa fanno i giudici. Secondo motivo serve per capire quanti e quali magistrati sono coinvolti in quanti e quali gradi di giudizio quando si giudica una persona, la posizione del nostro signor Giovanni è stata ad esempio vallata da un PM, un GIP, 3 giudici del riesame, cinque della cassazione, da un gup, da 3 giudici del tribunale, dai 3 giudici da pello, dal procuratore da pello, dal procuratore della cassazione e da cinque giudici della cassazione. In tutto quasi 25 magistrati diversi in quattro tribunali diversi, perché questo è importante ai fini della comprensione della reforma perché ciò che emerge spesso dalla narrazione giornalistica ma soprattutto politica e che la giustizia italiana è fatta male ed determinata dagli umori di questo quel magistrato, dalle idee politiche di questo quel magistrato, dalle amicizia per fino di questo quel magistrato e invece come abbiamo appena visto la macchina della giustizia italiana è stata costruita proprio in modo tale da attenuare e annullare già da sola ogni possibile stortura, interferenza, per fornire le più ampie garanzie possibili per fare in modo che il destino di una persona non sia nelle mani di un solo magistrato che potrebbe anche essere un pazzo ignorante, un partigiano, un incapaggio, un corrotto quello che volete ma sia nelle mani di tantissimi giudici diversi, di tantissimi tribunali diversi, di tante città diverse, di tanti gradi diversi che magari non hanno mai avuto a che fare gli uni con gli altri. Bene tutto questo è importante perché se fra poco più di un mese ci ritroveremo tutti a votare per un referendum e perché la maggioranza di centro-destra del governo meloni ha deciso di modificare questo delicatissimo equilibrio, di modificare la nostra costituzione raccontando che in Italia e magistrati non sono perfettamente imparziali perché sì svolgono funzioni diverse ma sono di fatto colleghi. Fanno parte della stessa carriera tanto che un certo punto un PM se vuole può diventare giudice un giudice PM si conoscono gli unico gli altri e quindi si influenzano magari anche politicamente per non pestarsi piedi a vigenda e questa riforma serve da un punto di vista del centro-destra a evitare questa specie di inquinamento dell'imparzialità in che modo andiamo a vederlo. Allora adesso possiamo entrare nel vivo della riforma in cosa consiste la riforma come abbiamo detto poco fa in Italia, i magistrati svolgono funzioni diverse, PM e giudici ma fanno parte della stessa carriera cosa significa significa che fanno gli stessi studi, quelle di giù rispredenza poi fanno lo stesso concorso per entrare in magistratura una volta vinto il concorso decidono se diventare PM o giudici e in fine rispondono allo stesso organo di auto-governo ovvero il CSM, CSM sta per consiglio, superiore della magistratura. Cosa vuol dire che rispondono a questo organo di auto-governo? Per capirlo dobbiamo ricordarci che le democrazie e gli stati di diritto possono funzionare solo se i tre principali poteri, ovvero quello legislativo, quello esegutivo e quello giudiziario restano separati. Se uno di questi poteri governasse l'altro, allora non sarebbe più una democrazia, se per intenderci il governo, avesse il potere di ordinare magistrati chi arrestare e condannare, allora ci troverremo davanti a una dittatura. Se come l'Italia è invece uno stato di diritto, la magistratura deve quindi rimanere indipendente dagli altri poteri e deve rispondere solo alla legge e solo alla costituzione. Bene, siccome la magistratura è un potere indipendente, cosa significa, significa che si deve governare e si deve gestire da sola, non può essere il governo o il Parlamento a governare i magistrati, a decidere quali magistrati devono essere promossi, quali trasferiti, quali puniti e così via deve farlo la magistratura stessa e per farlo i padri costituenti hanno quindi creato questo organo supremo dei magistrati e per i magistrati che si chiama appunto consiglio superiore della magistratura. Da chi è composto il CSM, il CSM è composto da 33 membri ovvero 3 membri di diritto che sono il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il primo Presidente della Cassazione e il Procuratore generale della Cassazione e da altri 30 membri eletti. 20 di questi sono magistrati, per la precisione 15 giudici e 5 pm, vengono eletti dai magistrati stessi per questo motivo, si parla anche di membri togati. I altri 10, invece, sono eletti dal Parlamento inseduta a comune e vengono scegliati tra avvocati con 15 anni di esperienza o professori ordinari di diritto. Questi 10 membri del CSM, eletti dal Parlamento si chiama membri laici. Bene, tutti insieme laici e togati, formano il CSM e si occupano appunto di decisioni che riguardano i magistrati, decidono le promozioni i trasferimenti, le punizioni e così via. Ora, cosa fa all'arri forma nordio per cui andremo a votare il 22, il 23 marzo, sciende totalmente la magistratura in due carriere diverse, in due corpi diversi, cioè non più due funzioni che fanno parte di uno stesso corpo di una stessa carriera che fanno lo stesso concorso che rispondono allo stesso CSM, ma due corpi diversi, con due concorze diversi, con due CSM diversi. La reforma insomma fa questo, se parla i giudici dai PM, non sarà più come oggi che si fa prima il concorso e poi si decide se essere giudici o PM, ma c'eserà il concorso per diventare i giudici e il concorso per diventare i PM e una volta diventati i PM o giudici, l'orsiresta per tutta la vita, tante che non si potrà più scegliere, con questa reforma a un certo punto della carriera, di cambiare il funzione passare da giudici a PM o da PM a giudice, non solo i PM avranno i loro CSM, CSM dei pubblici ministeri e i giudici avranno i loro CSM, cioè i CSM dei giudici. La composizione restera proporcionalmente la stessa ovvero in entrambi CSM, il presidente restera il presidente della repubblica e in entrambi due terzi dei componenti saranno magistrati e un terzo saranno scelti dalla politica, ma cambiaranno le modalità di scelta. Se infatti oggi membri del CSM vengono eletti, dopo la reforma saranno sorteggiati e attenzione però non allo stesso modo. I membri togate saranno sorteggiati fra tutti i magistrati, i membri laici, invece saranno sorteggiati da un ristretto elenco. Mi spiego meglio, prendiamo il futuro possibile CSM dei giudici, quello post-reforma. Come abbiamo detto due terzi dei membri di questo CSM saranno giudici, come saranno scelti, questi giudici, saranno scelti tirando assorte tra i circa 7.000 giudici che ci sono in Italia. I membri laici, invece, cioè quelli scelti dal Parlamento, come saranno sorteggiati, be saranno sorteggiati da un elenco ristretto precedentemente compilato dal Parlamento stesso. Infine, sempre la reforma nordio, prevede che i CSM non solo sia diviso in due, non solo sia sorteggiato nella sua composizione, ma prevede anche che sia privato del suo potere disciplinare, cioè non sarà più il CSM occuparsi dei provvedimenti disciplinari nei confronti dei magistrati, quelli che commettono violazioni, negligenze, amici, siano portone eccetera, ma sarà un altro organo ancora, la cosiddetta alta corte disciplinare che oggi non esiste e che sarà costituita da 15 membri, tre nominati dal Presidente della Repubblica, altri tre nominati dal Parlamento, sempre chiaramente con sorteggio, assorte da un elenco e restanti nove, sei giudici e tre PM saranno estrati assorte tra i magistrati. Ora, quello che abbiamo appena visto è il contenuto della reforma della giustizia che saremo chiamate ad approvare o bocciare con il nostro voto il 22-23 marzo. Se metteremo la crocetta sul "sì, entreranno invigore", queste nuove norme, se voteremo "no", non entreranno invigore, le nuove norme, mi raccomando non è previsto il cuorum essendo un referendum costituzionale, questo significa che si andiamo a votare in dieci, quei dieci faranno valere il referendum e si di quei dieci, poteranno "sì", "in sei" o "in sette", allora la reforma passerà. Ora, detto questo, quali sono le ragioni del "sì", quali sono le ragioni del "no"? Proviamo a vedere le principali eliminando ovviamente forzature, falsità e propaganda da intrambe le parti e nel farlo partiamo proprio dal titolo di questa reforma, il centro destra che avvarato il provvedimento la sempre presentata come "reforma della giustizia". Ecco, un primo appunto è questo, non è una reforma della giustizia e una reforma della magistratura. In queste settimane stiamo infatti sentendo e sentiremo sempre di più la propaganda del centro destra, dire che se vuoi una giustizia più veloce, vota "sì", se vuoi una giustizia più certa, vota "sì", sei se contro le scarcerazioni facili, vota "sì" eccetera eccetera. Ecco, come immagino possiate dei durre da voi, questa reforma non cambia di una virgola tutto ciò, non interviene sullo svolgimento del processo penale, sulla certezza della pena, sulla sua velocità, non riorganizza gli uffici, non li digitalizza, non ha a pre nuovi tribunali, non assume nuovi magistrati, non introduce i riti alternativi, non fa nulla che cambia anche solo di una virgola i tempi della giustizia o la certezza della pena, lo ha ammesso lo stesso nordio. Cambia solo l'organizzazione della magistratura, il concorso che magistrati fanno, il modo in cui vengono leittime membri del CSM e così via tutte cose che appunto non modificano l'efficienza della giustizia. Ecco perché non è una reforma della giustizia, ma è una reforma della magistratura, la prima servirebbe ai cittadini la seconda serve solo alla politica, cioè con tutti i problemi reali che i cittadini hanno con la giustizia e che potrebbero essere risolti oggi, con le leggi ordinarie, gli investimenti e finanziamenti mirati, il centro destra sta preferendo modificare la costituzione per quella che è una reza dei conti politica iniziata 30 anni fa da Berlusconi, piuttosto a che prendere provvedimento ordinari che rendano la giustizia appunto più veloce, sicura ed efficente per 60 milioni di cittadini. Secondo chiarimento, questa reforma, se parlando le carriere dei giudici da quelle dei PM impedirà che nel corso della loro carriera un PM possa diventare giudice e un giudice possa diventare PM, il cosiddetto cambio di funzioni. Bene, questo cambio di funzioni è già inesistente nella magistratura italiana, perché le precedenti riforme quella cartabbia, ad esempio, lo hanno di fatto reso impossibile. Oggi se un magistrato italiano volesse cambiare funzione, potrebbe farlo una sola volta nella vita e dovrebbe aggiunta cambiare regione di residenza, quindi sradicare la sua famiglia, i figli, la gassa, tutto e cambiare regione. Risultato nel 2025 suoltre nove mila magistrati solo 30 hanno cambiato funzione, appena lo 0,3%, cioè nessuno. Vi chiedereite, ma se questa riforma non cambia l'efficienza della giustizia e non blocca il cambio di funzioni che già non esiste più perché è stata fatta, accosa serve, qual è la ragione del governo e qui veniamo al cuore di tutte le polemiche. Secondo il centro destra, il fatto che PM giudici siano membri dello stesso corpo della stessa carriera, nemina l'imparsialità. In pratica, secondo il centro destra, i magistrati sono una lobby in cui PM giudici non si pestano i piedi avvicenda e prendono le decisioni e mettono le sentenze non in base alle prove o alla colpevolezza di un imputato, ma per tenere contento l'amico PM e viceversa, che se ci pensate è anche una visione abbastanza caricaturale, della magistratura c'è questi magistrati che rovinano la vita alle persone, le mandano magari in galera solo per non dare un dispiacere al PM, non solo se presi come sono amici e colleghi questi PM questi giudici, quando si edono nel CSM, questa e li potessi la teoria, del centro destra non prendono decisioni di merito o di demerito per promuovere o per sanzionare un magistrato, ma prendono decisioni in base alle amici e alle scambi di favore della serie, se tu mio collega del CSM voti contro la sanzione dell'amico mio giudice, io voterò contro la sanzione dell'amico tuo PM. Infine, sempre nell'ambito di questa logica, nello stesso CSM non si derebbero magistrati obiettivi e competenti, ma magistrati scelti dalle logiche politiche delle correnti. Nella magistratura italiana infatti esistono le cosiddette correnti, cioè dei gruppi in cui i vari magistrati si riconoscono e si scrivono per appartenenza, diciamo così politica, c'è la corrente più di sinistra che si chiama magistratura democratica, quella più progressista che movimento per la giustizia, quella più conservatrice che si chiama magistratura indipendente, quella più moderata che si chiama unità per la costituzione eccetera. Bene, secondo il centro destra queste correnti sono una specie di partiti interna alla magistratura che si spartiscono le poltrone all'interno del CSM, si spartiscono gli incarichi le promozioni e così via, ecco per il centro destra separando in due i CSM, togliendo loro la sezione e disciplinare e introducendo la nomina per sorteggio di fatto si sradicano le correnti e si pone fine a questo presunto sistema di potere interno. Ora cosa c'è di vero e cosa no? In questa narrazione, in questa soluzione, beh partiamo dalla storia dei magistrati che prenderebbero le loro decisioni e demetterebbero le loro sentenze in base alle amici ziconicolleggi. Se questo fosse vero, cioè se i giudici decidono in base all'amico PM noi dovremmo vivere in un sistema praticamente di polizia in cui tutti finiscono in galera perché, beh perché si come PM quando fanno l'indagini il più delle volte chiedono poi effettivamente la condanna degli imputati allora noi dovremmo avere una giustizia che condanna sistematicamente nel 90% 100% dei casi gli imputati perché appunto i giudici non possono dare il dispiacera con le gap PM con cui hanno preso il caffè, hanno fatto le same insieme 20 anni fa assolvendo l'imputato per cui lo condannano. E invece cosa ci dicono i dati? Beh i dati ci dicono che in Italia il 45% delle sentenze dati e rispess sono di assoluzione che esattamente il dato che ci aspetteremo in un sistema pulito, imparziale in cui a volte si è colpevoli e a volte si è innocenti in cui i giudici danno ragione al PM quando il PM a ragione gli danno d'orto quando il PM a torto quindi questa narrazione dei giudici ha piattiti sui PM amici che obbediscono ai PM perché sono colleghi di carriera e plattialmente smentita dai dati. Questione CSM e correnti allora intanto probabilmente qualcuno di voi stara pensando prima di arrivare chiaramente alle correnti che le effetti non è molto normale che i magistrati siano promossi bocciati, sanzionati da altri magistrati cioè dal CSM e ovvio che come si soltile dire cane non mangiacane e con non ecco sì e soprattutto non ci sono alternative se un potere deve essere autonomo e indipendente e chiaro che deve auto governarsi se il CSM non fosse costituito da magistrati e nominato da magistrati da chi dovrebbe essere costituito da politici o da magistrati e le itti da politici non sarebbe possibile perché a quel punto sarebbe la politica governare direttamente la magistratura e non avremo più la separazione dei poteri e quindi la demografia e un po' quello che se ci pensate a cadda ad esempio col Parlamento che incarne il potere legislativo, lì le sanzioni disciplinari nei confronti dei parlamentari che non rispettano il regolamento o il decoro sono decisi da organismi composti esclusivamente da parlamentari ovvero l'ufficio di presidenza e il colleggio dei questori e con lì nessuno ad daridire sul cane che non mangiacane o sul conflitto di interessi lì va tutto bene veniamo come dicevo però adesso alle correnti sì e vero nella magistratura ci sono delle correnti così dette di sinistra di centro e di destra però attenzione le idee di centro di sinistra di destra lo riguardano la gestione del paese o la desione a questo a quel partito sono i ide valori che riguardano sempre comunque la gestione, l'amministrazione, l'organizzazione della magistratura e della giustizia far parte ad esempio di una corrente della magistratura di sinistra non significa che vuoi che vinca il PD o i cinque stelle o che sei a favore dell'arresto di politici di destra e non dell'arresto di politici di sinistra e diozie di questo tipo significa semplicemente che sei a favore di una gestizia più attenta ai diritti dei cittadini più deboli più attenta ai cambiamenti sociali più ferre a verso i sistemi di potere corrotti eccetera se fa i parte di una corrente più di destra invece magari se per una lettura più tecnica e formale della legge meno interpretativa più severe proiettata la certezza della pena e così via queste sono le correnti della magistratura e un poco se fa i parte di un condominio di cinquanta abitazioni e ci sono i condomini diciamo così più di sinistra nella gestione del condominio che vorrebbero ad esempio un condominio più tolerante verso i bambini che giocano in cortile quelli che fanno festa fino a tardi o con un po' di verde e più e ci sono invece condomini più conservatori che vorrebbero che gli orari venissero rispettati in maniera inflesibile che i bambini facessero meno casino fino alle cinque di pomeriggio e che al posto delle siepi si aggiungessero magari dei parcheggi sono i dei diverse ma sempre attinenti alla gestione del condominio non di tutta la città ora chiarito questo non possiamo negare che effettivamente queste correnti col tempo siano diventate anche strumenti per la gestione interna dei posti in membri del cSM ad esempio dengono o geletti anche sulla base di accordi e spartizioni tra le stesse correnti ma primo non stiamo parlando di spartizioni legale di posti e di soldi in più non ci troviamo qui davanti al sindaco che si inventa un appalto o un incarico per darlo all'amico al familiare sulle spalle della collettività qui stiamo parlando di posti vacanti che vanno riempiti in ogni caso e si come ci sono sensibilità diverse all'interno della magistratura ci si mette d'accordo ci si organizza affinché tutte queste sensibilità siano rispettate e rappresentate nell'organo di auto-governo della magistratura stessa secondo il sorteggio non cancellerà le presunte logiche di potere interna la magistratura perché perché una volta che il cSM sarà formato i magistrati che ne faranno parte automaticamente avranno un potere in più che potranno usare maniera autonoma e indipendente oppure per favorire questo o quella amico non solo una volta sorteggiati i magistrati siccome non saranno almeno per ora lo bottomizzati continueranno ad avere le loro idee e le loro sensibilità e quindi se ci saranno venti magistrati e se di questi saranno più di sinistra sette saranno più di destra tre saranno più di centro ecco che la corrente si sarà formata all'istante parliamo insomma proprio di una manovra senza senso nelle premesse e nei risultati infine c'è la questione dell'influenza della politica è vero come sostengono alcuni che con questa riforma la magistratura sarà più debole e l'influenza della politica sarà più forte e beh non è che una questione di opinione purtroppo è un fatto qui abbiamo due poteri che sono quelli politici quelli dei potenti cioè il potere legislativo e il potere esegutivo quindi il governo è medio parlemento che stanno agredendo il terzo potere l'unico guardacasso che può controllare il loro abusi e lo stanno insieme smontando e indebolendo perché perché chiaramente se prendi un corpo unico e forte e lo dividi in due stai ottenendo due corpi più deboli se prendi un sm unico e forte e lo dividi in due stai ottenendo due csm più deboli se prendi poi uno di questi poteri del csm cioè quello di sciplinare e lo affidi a un terzo organismo ancora allora stai creando tre sotto organismi deboli se infine decidi che i magistrati del csm si sorteggiano a caso tra miliaigliati candidati mentre i membri laici del csm cioè quelli di nomina politica lì si estrae da un elenco già pronto e beto stai creando un csm in cui la componente dei magistrati è sparpagliata e casuale mentre la componente politica è compatta e accuratamente selezionata e vero che pure la componente politica del csm sarà estratta assorte ma ripeto sarà estratta assorte da un elenco già preparato con accortezza dalla politica e in cui chiaramente è la politica a decidere chi deve farne parte si dirà va be ma nel csm comunque la componente politica sarà minoritaria visto che ricoprirà solo un terzo di tutto il csm vero però attenzione qui subentra un meccanismo molto ignorato ma molto sottile e pericoloso mi spiego meglio facciamo ad esempio che il futuro csm giudicante sarà costituito da 20 magistrati ed a 10 l'IG ora i 20 magistrati si come sono presi a caso e hanno inevitabilmente idee diverse non saranno una componente unica e compatta ci saranno lo so faccio un esempio dieci magistrati più di sensibilità progressista e dieci più di destra mentre i membri laci risponderanno tutti allo stesso potere che quello del Parlamento che gli hanno minati risultato quella minoranza politica compatta di dieci laci ogni volta che i 20 magistrati saranno divisi avrà il potere di decidere scherandosi ora con una parte ora con l'altra in base alla volontà del Parlamento e il cosiddetto potere della minoranza compatta ed è un potere che inevitabilmente porterà la politica ad avere un peso superiore nella magistratura rispetto a quello che ha oggi. In conclusione, scusatemi per la lunghezza ma certe questioni richiedono più approfondimento di altre, questa è la riforma della giustizia e quelle che vi ho elencato sono le ragioni per sostenerla e le ragioni per bocciarla. Non mi nascondo e vi dico aperta mente che io poterò no alla riforma ma voi chiaramente fate quello che volete, non perché io creda che la giustizia in Italia vada bene così come ma perché la democratia va bene così come e la fine di una democratia inizia sempre, sempre dall'indepolimento della magistratura e si come questa norma ha il dichiarato intento di indebolire la forza della magistratura, di viderla, sparparpaliarla, de potenziarla, allora a me, personalmente non sta bene, si dirà "mano nevero, tranquillo, l'articolo 104 della costituzione dice che la magistratura è autonoma e independente" e questa parte della costituzione non viene toccata, sì ma anche la costituzione russa dice la stessa cosa, anche la costituzione iraniana dice la stessa cosa, anche quella della Corea del Nord stabilisce che la Suprema corte indipendente nella ministrazione della giustizia, in tutte le dittature, c'è quel articolo, i pocrite e voto che s'anciisce all'autonomia e l'indipendenza della magistratura e sono vote perché, perché sì la magistratura è indipendente, ma magistrati li decido io potere politico, li disciplino io, li promuvo e li boccio io, e così che il potere politico, quello istecutivo, quello legislativo, smonta nella sostanza l'indipendenza della magistratura che dice invece di conservare nella forma, lo fa entrando cipiano, piano dentro, dividendo nell'unità e la compattezza, minando nell'auto-governo, il resto poi leggiordinaria, dopo leggiordinaria, viene da sé, infine, come vi dicevo, poco fa questa riforma è chiaramente il frutto di un attacco del potere politico al potere giudiziario, abbiamo cioè due poteri, quello esecutivo e quello legislativo, quindi parlamento, è il governo che insieme attaccano e indeboliscono proprio quello unico potere che può controllare e fermare i loro abbusi e siccome la magistratura è il potere dei deboli perché i forti i potenti i ricchi non hanno bisogno della giustizia per compiere le loro ingiustizianzi per definizione, la giustizia è proprio ciò che impedisce loro di commettere le ingiustizie, noi dobbiamo scegliere se proteggere questi nostri protettori o aiutare il potere e non so voi, ma io davanti a questa scelta, nono, il benché minimo dubbio e con questo per oggi io mi fermo qui vi ringrazio per l'ascolto di questo speciale e vi do appuntamento con la programmazione di ogni giorno a domani alle 17 con Delify. Delify è un podcast prodotto da GNC Media, ascoltalo dall'UND al venerdì alle 17. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. Il clima politico si surriscalda in vista del referendum sulla giustizia del 22-23 marzo, con accuse reciproche e narrazioni polarizzate.
  2. La puntata del podcast mira a spiegare approfonditamente la riforma, poiché la politica ha delegato ai cittadini una decisione complessa su un organo costituzionale delicato.
  3. Viene dettagliatamente illustrato il funzionamento del procedimento penale italiano, mostrando i molteplici controlli e gradi di giudizio a garanzia dell'imputato.
  4. Si evidenzia che il sistema è strutturato per bilanciare e correggere eventuali errori o parzialità, coinvolgendo numerosi magistrati e organi giudicanti distinti.
  5. La riforma proposta dal governo di centrodestra intende modificare questo equilibrio costituzionale, sostenendo la necessità di separare ulteriormente le carriere dei magistrati.

Summary:

La trascrizione presenta un'ampia introduzione a una puntata podcast dedicata al prossimo referendum sulla giustizia. Il conduttore sottolinea come il dibattito pubblico sia già polarizzato tra narrazioni estreme. Poiché la decisione è stata affidata ai cittadini, l'episodio si propone di fornire gli strumenti per una scelta consapevole, spiegando la riforma in dettaglio.

La parte centrale è dedicata a una spiegazione chiara e accessibile del funzionamento del procedimento penale italiano, attraverso un esempio pratico. Si dimostra come il sistema attuale, con la separazione tra Pubblico Ministero e giudici e i molteplici gradi di giudizio e controlli incrociati (GIP, riesame, Corte d'Appello, Cassazione), sia costruito per minimizzare errori e garantire l'imparzialità, coinvolgendo decine di magistrati in diversi tribunali. Il conduttore conclude evidenziando che la riforma referendaria, promossa dal governo, mira a modificare proprio questo delicato equilibrio costituzionale, sostenendo la necessità di una netta separazione delle carriere tra accusa e giudicanti.

FAQs

È un referendum costituzionale promosso dal governo per modificare l'organizzazione della magistratura, con la destra che lo presenta come una riforma necessaria e la sinistra come una minaccia alla democrazia.

La magistratura si divide in due funzioni: la magistratura requirente (pubblici ministeri, che svolgono indagini e rappresentano l'accusa) e la magistratura giudicante (giudici, che emettono sentenze).

Solo i giudici, in particolare il GIP (giudice per le indagini preliminari), possono ordinare arresti o misure cautelari. I pubblici ministeri possono richiederli, ma non hanno il potere di disporli autonomamente.

Il PM ha il dovere di cercare la verità, non di ottenere condanne a tutti i costi. Può chiedere l'archiviazione o l'assoluzione se le prove indicano l'innocenza dell'imputato.

Il sistema prevede tre gradi di giudizio: primo grado, appello e Cassazione. Ogni grado coinvolge magistrati diversi, garantendo molteplici controlli sulla correttezza del processo.

Le correnti sono gruppi interni alla magistratura basati su orientamenti culturali o politici. Sono criticate perché potrebbero influenzare indagini e carriere, sebbene il sistema preveda già meccanismi per limitarne l'impatto.

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