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Se amiamo

16m 34s

Se amiamo

Questa riflessione sottolinea che il tempo di Pasqua, più lungo della Quaresima, ci invita a una conversione più profonda: non solo riconoscere i nostri errori, ma accettare di essere amati da Dio. La vera trasformazione cristiana non nasce dai nostri sforzi per essere buoni, ma dall’accogliere lo Spirito Santo, che è l’amore di Dio che abita in noi. Senza lo Spirito, la vita cristiana diventa faticosa e piena di sensi di colpa, come un’auto senza carburante. Gesù stesso insegna che l’osservanza dei comandamenti viene dall’amore per lui: se lo amiamo, il suo stile di vita diventa naturale per noi. Per amare Gesù, è essenziale conoscerlo attraverso la preghiera e la Parola, e imitare la sua dolcezza e il suo rispetto verso gli altri, anche quando questo comporta sofferenza. Chi si impegna in questo cammino, rinunciando a cercare l’approvazione del mondo, riceve lo Spirito e sperimenta una profonda libertà interiore e pace, sentendosi amato dal Padre. L’invito è a usare le nostre energie per amare di più Gesù, permettendo al suo Spirito di entrare in noi e guidarci verso una vita più autentica e libera.

Transcription

2247 Words, 12925 Characters

Italian
[Musica] Di domenica e in domenica in questo tempo di Pasqua, cominciamo a capire perché ci vuole così tanto tempo per arrivare alla pente coste. Il tempo di Pasqua dura 50 giorni, molto più del tempo di quaresima, perché bastano 40 giorni per capire che siamo peccatori, ne servono 50 per renderci conto che siamo di mora dello spirito, che siamo abitati da Dio. Questa è la conversione più difficile. Non tanto capire che abbiamo fatto degli errori e provare a modificare la nostra vita, ma accettare il fatto di essere amati e portare le conseguenze di questo. Le persone che si converto non sono quelle che un giorno si mettono in testa, non a demigliorare la loro vita, si mettono in ginocchio, chiedono a diolaggiuto, ma sono sempre loro al centro. Le persone che si converto non sono quelle che accoglgono lo spirito, cioè l'ingresso dell'amore nella loro vita, e accettano di vivere da amati, da persone amate. È tutto diverso capite da una persona concentrata a fare il buono, a fare il bene, a una persona che invece avendo ricevuto un dono, lo manifesta, lo testimonia. Questa è la differenza fra tentare di essere cristiani, come dire, convincere gli altri che siamo buoni e bravi, o esserlo in modo naturale e autentico, perché abbiamo fatto un'esperienza dell'amore di Dio, e quindi il suo amore esce dalle parole che diciamo, dai gesti che facciamo, senza troppa forzatura, senza troppa infasi. Infatti, nella prima lettura si raccontano di questi cristiani che avevano ascoltato il vangelo, in Samaria, e avevano ricevuto il battesimo, non avevano ricevuto lo spirito. Non era infatti ancora di sceso sopra nessuno di loro, ma erano solo battezati. E' con forse questo è quello che è un po' accaduto anche ai cristiani inocidente, e gli ultimi secoli. Facciamo battesimi uno dopo l'altro, a nastro, le nostre parroche sfornavano gruppi di battezanti ogni anno, ma scendeva poi lo spirito? Si, nel senso che noi crediamo che quando celebriamo il sacramento, Dio ci obbedisca e manda il suo spirito. Ma una cosa è la forma valida di un sacramento, e un'altra è la sua efficacia. Cioè un conto essere cristiani perché qualcuno ci ha buttato nell'acqua battesimale, un conto esserlo perché abbiamo ascoltato la parola di Gesù, abbiamo accolto il suo spirito in noi. Cioè siamo diventati noi protagonisti del dono che c'è stato fatto. E' un po' come la vita, no? Noi nasciamo biologicamente perché due persone hanno deciso di farci nascere in genere. Poi dobbiamo decidere noi se vivere e come vivere. Non è un dono che va in automatico la vita. Le esistenze possono essere piatte o piene di colore, di amore, di intensità. La stessa cosa vale per la vita cristiana. Quindi è un bel monito che ci viene lanciato oggi dalla liturgia. Ma noi lo spirito, lo stiamo ricevendo, lo stiamo accogliendo, cioè l'amore di Dio. Oppure veniamo in chiesa per altri motivi, per rassicurarci almeno una volta la settimana che siamo nelle lenco delle persone di cui Dio un giorno si ricorderà e cose del genere. Anche perché la vita cristiana senza lo spirito, guardate che è la più difficile delle esistenze possibile, perché tu già ti devi alzare la mattina, esistere, lavorare, fare tutte le cose che ogni essere umano deve fare. In più devi anche vivere come Gesù Cristo, quindi perdonare, fare del bene agli altri, porgere l'altra guancia. Voi capite che tu immagini ad avere una macchina senza la benzina. Ti siedi e tenti di farla muovere. È difficile. E noi cristiani tante volte siamo così, e poi ci rabbiamo pure con, ci sentiamo pure in colpa perché la macchina non si muove. Cioè non russciamo a vivere il vangelo, trattiamo male gli altri, ci rabbiamo, ci abbiamo sacco di problemi. E in più ci sentiamo in colpa, ma siamo semplicemente una macchina ferma, non alla benzina. Capite questa di anni o sì, è anche molto liberante. Perché ci fa capire che tutte le volte che ci siamo sentiti un po' lontani da Dio, da Gesù, dal vangelo, dal l'amore, è perché forse ci mancava lo spirito. Non perché eravamo cattivi sbagliati, o stavamo fallendo tutto. Ma perché ci siamo dimenticati, forse la cosa più importante, che è quella che Gesù ricorda un po' del vangelo. Vedendo i suoi disceppoli che dopo tre anni avevano capito poco e nulla, li guarda in faccia un po' prima di morire gli dice. Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Cioè, state ancora tentando di seguirmi con le vostre forze, e frampò, scoprirete che le vostre forze sono molto povere. Quando è che riuscirete a osservare i miei comandamenti? Quando mi amerete? Vedete noi tante volte cerchiamo di essere cristiani, di seguire Gesù, puntando più l'attenzione su quello che, di concreto dobbiamo fare, comportarci bene, non alzare la voce, tutta una serie di gesti, di atteggiamenti, no? Anche corretti. Anzi che fare leva sulla cosa più importante, che è amare lui. Se noi amiamo Gesù, dopo un po' il suo stile di vita diventa il nostro stile di vita. E come quando tu ammi un cantante, noi cominci ad ascoltare tutte le sue canzoni. Dopo un po' le sue canzoni ti esconda alla bocca naturalmente, perché lei è ascoltate così tanto, le hai amate, che sono entrate dentro di te. Se comincia a piacerti uno sport, anche soltanto andare in montagna, tu amando la montagna, vai in montagna. Avete mai visto uno amare il cioccolato e non mangiarlo? È impossibile, no? Se ami il cioccolato lo mangerai. Se ami Gesù vivrai la vita di Gesù, questo tenta di dire Gesù ai discepoli che erano ancora tutti consentati su loro stessi. Su quello che erano fare, non fare, e Gesù li guardate, mi amate, mi fa ti dopo la disorizione, cosa che fa? Vada ai discepoli con le ferite, e gli dice, "Pace a voi, volete ora puntare sulle essenziale, lasciarvi amare e amare me, perché da lì ripartirà la vostra vita cristiana". Ora verrebbe la domanda, ma come si fa ad amare Gesù? Anche perché, forse possiamo anche dirlo, noi lo amiamo, che ci facciamo se no qui amessa la domenica, no? Allo è vero, credo che dobbiamo partire dal fatto che tutti lo amiamo o cerchiamo di amarlo, però ogni tanto dovremo verificare se è davvero così, perché anche tra di noi no, siamo sempre conventi che ci stiamo volendo bene, però quante ferite ci procuriamo, dando per scontato che ci stiamo volendo bene. Quante lacrime, quant'etri stezze, quanto dolore nelle nostre relazioni di amore, nelle nostre famiglie, nelle nostre amici, tutti affin di bene, perché nessuno, quando parte per una relazione di amore, sa in quanti modi sarà incapace di amare l'altro. Eppure poi lo scopre se almeno guarda l'altro in faccia, e vede che l'altro non è così felice ogni tanto, anche se noi stiamo davanti a lui. Quindi l'amore ha bisogno ogni tanto di essere verificato, perché non diventi un'illusione, o una cosa che diamo per scontato. Per esempio, per amare Gesù, è che non basta venire a messa la domenica. Bisogna che almeno in settimana ogni tanto leggiamo la sua parola, cerchiamo di conoscerlo. Oltre passiamo le cose che abbiamo iniziato a pensare di lui. Quando due persone smettono di conoscerci, difficilmente stanno continuando a damarsi. La conoscenza che io delle persone, all'inizio di un percorso, non può durarmi per tutta la vita. E così è anche per Gesù. Non possiamo rimanere aggrapati a quelle tre o quattro idee che ci siamo fatti di lui. È importante che leggiamo la sua parola. Questo è un modo con cui possiamo amare Gesù, che puoi dire "pregarlo". Pergare qualcuno non vuol dire "supplicare qualcuno di fare le cose che noi gli diciamo". Ma stare davanti a lui e conoscerlo, e farci conoscere. Questo è la preghiera. Permettere alla relazione con il signore di essere un luogo di autenticità. Noi ti facciamo vedere che siamo e tu mostraci chi sei. Un altro modo di amare Gesù è molto bello, avventuroso, perché si tratta semplicemente di provare a dare fiducia, alle cose che lui ha vissuto e che possiamo vivere anche noi. Questo lo vediamo nella seconda lettura, dove San Pietro dice "Mostrate la vostra fede, però, con il culo. ecco rispetto, due caratteristiche chiave di Gesù. Questo è un altro modo di amare Gesù. Fare come ha fatto lui, che sia avvicinato agli altri condolcezza, corrispetto, è chiaro che è difficile. A volte la dolcezza se ne va e rimane soltanto la rabbia, la forza, la violenza, ma a mare Gesù significa preferire il suo stile di vita ai nostri atteggiamenti abituali. Infatti, San Pietro aggiunge subito dopo, se questa è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male. L'amore per Gesù, lo vediamo se siamo disposti a soffrire un po' a stare in circostanza della vita, magari in un po' di sagevoli, piuttosto che fare il male, piuttosto che fare quello che sappiamo non è il bene, non è la scelta che avrebbe fatto Gesù. Quindi capite, c'è questo modo molto semplice, se volete, di verificare se stiamo amando lui. Se passiamo del tempo con lui per conoscerlo, e se nelle nostre giornate ogni tanto il criterio con cui facciamo le cose, non è l'istinto o la convenienza, ma è quello che abbiamo ascoltato da lui. È la parola, la testimonianza che lui ci ha detto, è la cosa migliore da fare, è il meglio della nostra humanità. Lì siamo sicuri che lo stiamo amando. E la cosa bella ci promette Gesù, che se noi puntiamo su questo, cioè se noi invece che tentare di fare mille cose bene, in modo esatto, in modo buono e bello, ci limitiamo ad amare lui lo spirito di verità, lo chiamo così, viene i noi. E ci succede una cosa meravigliosa. Chi ama a me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò. Cioè se noi puntiamo tutto sulla mare Gesù, rinunciando magari a tante immagini belle che vorremo mettere davanti agli altri, quindi accettiamo di fare un cammino forse un po' più vero, po' più autentico, ad inoffenire la vita tra plausi di conoscimenti, avendo fatto contenti tutti, ma provando, se percivente, a seguire le orme di Gesù, costi qualche costi, ci succede una cosa meravigliosa, cioè il Padre ci amerà. Cioè noi vivremo sentendoci i suoi figli. Più tu amig Gesù e lo segui, più senti dentro di te una grande libertà, da quello che gli altri possono pensare, da quello che il mondo può attendere, da te, ti senti libero. Esattamente il contrario di come ci sentiamo tanti giorni, che sembra che siamo schiavi di tutti, passiamo leggernate da un padrone all'altro, da una prestazione all'altra, arrivando tra l'altro alla fine della giornata, esausti, non sollevati. Cioè se noi amiamo Gesù, cioè capiamo che il suo modo difficile di vivere la vita humana è la strada migliore, e ci piace la mia mo. Allora noi faremo delle vite meno belle rispetto a quello che ci siamo immaginate, ma più liberi, più liberi dentro. Perché? Perché a tutti gli idoli che incontriamo diremo, no, non mi interessa. No, non mi interessa. Io seguo Gesù. E anch'io lo amerò, dice Gesù, cioè sentirsi amati da lui che cosa vuol dire, a un'esperienza personale di questo. Ma sicuramente vuol dire che tu sei contento di fare quei passi, di investire sul vangelo. Questo vuol dire sentirsi amati da Gesù. Cioè sentire che la tua libertà, la tua dignità, ti fa dormentare in pace la sera. Stai scegliendo il modo che ti sembra più bello, no, di vivere la tua vita humana, perché Gesù l'ho mostrato, ti senti amato da Gesù perché sei in pace. Vai alletto la sera e li faresti esattamente le cose che hai fatto, senza recriminazioni. È una parola semplicissima, quella che questa domenica il signore ci consegna. E pure, forse, è proprio questo il segreto su cui questa settimana dovremmo provare a riflettere. E se il segreto di una vita più libera, più stabile, forse anche più felice, fosse tutto qui, nel provare a usare le nostre energie interiori, per amare un po' di più Gesù, permettendo al suo spirito di entrare in noi. Pensate un po' quello che hanno scoperto tanti santi, tanti misti, cino, nel corso della loro vita, che più tu passi del tempo con Gesù, ascoltando la sua parola, contemplando, lo pregambolo, più il suo spirito entra in te. Guardate questa cosa, noi la viviamo prima citavo le canzoni, no? Non sono i scritori, ai filosofi, noi più conosciamo un'artista, più il suo spirito entra in poi noi, perché diventiamo un pochettino familiari con lui, cominciamo a capire come si esprime, come canta, come scrive. Tutte queste cose ci succedono con delle persone che sono morte, che erano creature come noi. Figuriamoci, se ci appassioniamo di Gesù della sua parola del suo vangelo, lui che è vivo. Il suo spirito entra in noi, capite non soltanto come una trasmissione di conoscenze, di informazioni, ma come un'energia, una forza ad amore viva, che ci spinge, ci fa passare oltre la paura e ci permette di vivere come lui ha vissuto. Che il signore ci conceda almeno, davanti a questa parola, se non di essere subito disponibili, appuntare tutto su questo, ad accender almeno il desiderio, che la vita cristiana per noi possa essere sempre di più amare lui e sotto la guida dell'ospirito, provare a seguirlo.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Il tempo di Pasqua dura 50 giorni perché serve più tempo per accettare di essere amati da Dio che per riconoscere i propri peccati.
  2. La vera conversione non consiste nel migliorarsi da soli, ma nell’accogliere lo Spirito e vivere come persone amate.
  3. Essere cristiani non significa solo ricevere il battesimo, ma diventare protagonisti del dono di Dio, accogliendo lo Spirito.
  4. Senza lo Spirito, la vita cristiana è pesante e difficile, come una macchina senza benzina.
  5. Amare Gesù è la chiave
  6. Per amare Gesù bisogna conoscerlo attraverso la preghiera e la lettura della sua Parola, e imitare il suo stile di vita fatto di dolcezza e rispetto.
  7. Chi ama Gesù riceve lo Spirito e sperimenta libertà interiore e pace, sentendosi amato dal Padre.

Summary:

Questa riflessione sottolinea che il tempo di Pasqua, più lungo della Quaresima, ci invita a una conversione più profonda: non solo riconoscere i nostri errori, ma accettare di essere amati da Dio. La vera trasformazione cristiana non nasce dai nostri sforzi per essere buoni, ma dall’accogliere lo Spirito Santo, che è l’amore di Dio che abita in noi. Senza lo Spirito, la vita cristiana diventa faticosa e piena di sensi di colpa, come un’auto senza carburante.

Gesù stesso insegna che l’osservanza dei comandamenti viene dall’amore per lui: se lo amiamo, il suo stile di vita diventa naturale per noi. Per amare Gesù, è essenziale conoscerlo attraverso la preghiera e la Parola, e imitare la sua dolcezza e il suo rispetto verso gli altri, anche quando questo comporta sofferenza. Chi si impegna in questo cammino, rinunciando a cercare l’approvazione del mondo, riceve lo Spirito e sperimenta una profonda libertà interiore e pace, sentendosi amato dal Padre.

L’invito è a usare le nostre energie per amare di più Gesù, permettendo al suo Spirito di entrare in noi e guidarci verso una vita più autentica e libera.

FAQs

Perché bastano 40 giorni per capire che siamo peccatori, ma ne servono 50 per accettare di essere amati da Dio e abitati dallo Spirito.

Il primo si sforza di essere buono per apparire bravo, il secondo testimonia naturalmente l'amore di Dio ricevuto, senza forzature.

Significa accogliere l'amore di Dio in modo personale, diventando protagonisti del dono, non solo cristiani per abitudine o per rito.

Perché è come guidare una macchina senza benzina: provi a vivere il Vangelo con le tue forze, ma fallisci e ti senti in colpa.

Leggendo la sua parola, pregando con autenticità, e fidandoti del suo stile di vita, anche quando costa fatica.

Che il Padre lo amerà e Lui stesso amerà quella persona, donandole una libertà interiore che va oltre le aspettative del mondo.

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