Nel pomeriggio del 1576, al Palazzo reale di White Hole, Elisabetta I, regina di Inghilterra, accoglie il ritorno del Conte di Oxford, il cui regalo di guanti profumati colpisce profondamente la sua sensibilità olfattiva. I guanti, ricchi di aroma di ambra grigia, rappresentano un'innovazione culturale e sociale, che cambia non solo il modo di percepire gli odori, ma anche il rapporto tra regina e potere. Elisabetta, una donna di grande intelligenza e consapevolezza politica, utilizza il profumo come spazio di libertà interiore, un luogo di intimità dove ritrova sé stessa e fugge dalla pressione del contesto patriarcale. Il suo profilo olfattivo – attratto dall'acqua di maggiorana e dai profumi floreali, detto detto – è legato alla sua identità e al suo mito di regina vergine. Tuttavia, la sua vita è anche segnata da un'immagine perfetta, mantenuta con trucchi tossici e abiti pesanti, che alla fine compromettono la sua salute e la sua mente. Il profumo, quindi, diventa un elemento chiave non solo di stile e gusto, ma di libertà sensoriale, di espressione personale e di autenticità emotiva. Questa puntata esplora come il profumo possa essere un'esperienza di rinnovamento interiore, il che rende Elisabetta I un simbolo di potere femminile e di libertà attraverso i sensi. Il podcast conclude sottolineando che il profumo, oltre a essere un oggetto sensoriale, è uno strumento di autenticità e di emancipazione, che può trasformare la vita anche in un contesto di potere e convenzioni.
Siamo all'Ondra, nella grande sala dei ricevimenti del Palazzo reale di White Hole. È uno degli ultimi giorni della
prive del 1576. Acorte, c'è grande citazione, sta per arrivare il bel Conte di Oxford e appena
tornato in Giltera dopo un anno nelle terre d'Italia. Si dice che si è scampato miracolosamente
a un attacco di pirati e tutti attendono di ascoltare la sua storia. Anche la Regina attende di
rivederlo, si sa, non è affatto in sensimile al suo fascino. Lei è l'isabetta prima di Giltera e
ancora non sa che sta per scoprire qualcosa che cambierà la sua vita e quella della sonazione.
È anche questa volta, c'è di mezzo un profumo. I profumi fanno solo finta di passare attraverso il
naso, ma realtà vanno dretto al cuore. Ci sono profumi che ci seducono, profumi che ci ossessionano,
profumi che ci conquistano e silenziosamente ci trasformano. Io sono Roberta degli Ana e questo è il
profumo del destino, un podcast che era contastore di persone a cui un odore o un profumo ha cambiato la
vita.
Nel 1576, è l'isabetta prima a 43 anni. È la Regina di Englanda e Irlanda da 18 anni e dell'ultima
discendente della dinastia dei Tudor. Il soregno è in piena espansione, a ruolo importante nelle
equilibri internazionali, mentre teatro, musica e arte sono in uno stato di grazia, anche per merito del
suo sostegno. Irlanda di Englanda sta vivendo il suo renascimento. La sua salita al trono però è
stata piuttosto complicata. L'isabetta è figlia del famigerato del ricottavo e della seconda moglie
Anna Bolena. È ricco vuole a tutti costi un eredemaschio per assicurare continuità alla sua dinastia,
ma Anna Bolena ha appartolisci l'isabetta e poco dopo il rela fa giustiziare per rispousarsi
nuovamente. Le rede lo avrà poi della terza moglie. Quanto alle moglie arriverassino a sei?
E l'isabetta è una bambini intelligente, seria molto più adulta della sua età. Viene educata
come gli eri di maschi dai migliori dotti dell'epoca, in parellatino il greco, il francese
l'italiano, inoltre su una spinette liuto, sacantale, comporre e scrive poesie. A la morte
di ricottavo sale al trono il figlio minore Edward, assoli cinque anni, mai cazionepole e il
soregno durerà solo dieci anni. Gli associarà alla sorella stramari attiudor che sposa a
fili posse condo di spagna. Saranno anni turpolenti, anni di intrigue, di rivolte interne, di
complotti. E l'isabetta impara a tenere un basso profilo e a portare molta pazienza, a sembrare
in noqua, a essere sempre circospetta, a non mostrare mai cosa pensa. Ma anche la sorella
vita breve, sia mala e muore poco dopo senzeredi. Nel 1558, l'isabetta prima sale al trono,
nel giubile o generale. Torniamo dunque a quel pomeriggio di aprile. E l'isabetta ad ora
riceverei regali e si li aspetta sempre. Ogni visita corte deve essere accompagnata da un dono,
tanto più dopo ritorno da un lungo viaggio all'estero, graziosamente permesso dalla Regina.
Edward Ver, dice a settisimo a Conte di Oxford, è un giovaneotto di pessimo carattere ma di
bell'aspetto. La Regina non ha mai nascosto un debole per lui, anche se più giovane di lei di quasi
20 anni. Tornato in Inghilterra, dopo un anno trascorso traminano e venizia, il Conte si
presenta corte per porgere il suo magio alla Regina. È vestito all'Italiana, e nel Inghilterra
poco raffinata qualcuno lo trova poco virile. Il Conte però non so necora. Si avvicina alla
Regina e con un inchino le porge idoni che le ha portato. Tutte cose alla moda, la Gio in Italia.
Sacchetti dolci, acqua e aromatiche, ed unci si infundo dei guanti in pelle profumati, decoratico
rosa di seda. Elisabetta prende i guanti e si riporta subito al naso. In verità non potrebbe
indossare nulla di provenienza esterna senza che sia stato controllato perché potrebbe essere avvelenato,
ma contravenendo alla regola la Regina all'indossa subito. Li guarda con piaciuta, li toglie e puissili
riporta al naso, hanno un profumo stupendo, e lei gli adora. Seppura abituata a quantità enormi
di regali preziosi, la Regina invisibilio. Ha un'olfatto raffinato e ama i profumi, e poi
ammani bellissime, dalle lunghe dite e dalla pelle candida. Ne va fiera, e ama giocerellare con guanti
e gioielli per farle notare. Sembra proprio che il Conte di Oxford abbia trovato il regalo perfetto.
Elisabetta prima è molto sensibile agli odori. Il suo profumo preferito è l'acqua di maggiorana,
ma ama molto anche l'acqua di rose e la polvere di rose in muschio. Invece è detesta l'odore di
stalla, l'odore delle rilegature dei libri, e non esità scacciare dalla sua presenza che porta
astivali nuovi che puzzano ancora di conciatura o chi ha l'alito pesante. Quando viene ancora
un'ata Regina, poi, si lamenta che l'olio con cui viene unta è stantio. Come nel resto
d'Europa, nell'inghilterra l'isabetiana ci si profuma molto più di quanto ci si lava. L'acqua è
vista come pericolosa, tante che si raccomanda di bere vino birra, ritenuti molto più sicuri,
perché non ci sono fognature, ne un sistema idere qua fidabile, e il tamigi sporca maleodorante
non stimola certo la voglia di davarsi. I bagni poi sono costosi e lunghi da preparare
e l'isabetta stessa ne fa solo qualcuno all'anno. I profumi come li conosciamo noi non esistono ancora.
Le materie prime, come Iris, Ambra Grigia, Rosa, Zibetto, Muschio, vengono ridotte in polvere e
usate sul corpo, oppure strofinate su vestiti e biancheria. Ridotte in palline vengono anche portate
ad dosso, dentro ai pomandepi, delle piccole gambi e tonde doro d'argento, che si portano apese al
collo o alla cintura. In alternativa ci sono le acque di lavanga, rosa e derbero matiche,
acque i profumate distillate in casa, estremamente delicate e di bravedurata. Si usano anche i
sacchetti dolci, dei sacchetti di tessuto cuciti dentro i vestiti, che contengono materie
primiodorose e spezie. In casa si usa a cospargere i pavimenti con fiori e piante romatiche e
bruciare senza per profumare gli ambienti. Il mestiere di profumiere infatti non consiste
nel creare profumi, ma nel profumare le case bruciando materie primiodorose. I clienti sono gli
aristocratici, e i profumieri sono spesso italiano francesi, stranieri che erude i uomini inglesi trovano
poco virini. Infatti è proprio questo quello che intende hot spur nelle ricco primo di Shakespeare,
quando dice che il messangelo del re è profumato come un milliner. Questa parola oggi significa modista,
ma deriva da milanese, per estensione fornitore di bene alla moda provenienti da Milano. Sempre
stando a Shakespeare sembra che muschio zibetto siano molto usati e percepiti come fra granze piacevole
e seducenti. In molto rumore per nulla, per esempio, secondo Dom Pedro si capisce che Benedic è
innamorato perché si profuma con l'uzibetto. Nelle allegre comari di Windsor, i cortegiatori della
signora Ford le mandano regali all'altere profumate di muschio. I realtà si tratta di due
matere prime molto impegnative al naso contemporaneo, e dubito che possono risultare i dolci o seducenti
specie se usate in purezza. Ma non dimentichiamo che la sensibilità olfattiva cambia con l'epoca i
luoghi, e per sopravvivere nella Londra del 16° secolo doveva necessariamente essere minore di quello
di herna. La moda dei guanti profumati imperverserà in Europa per tutto 17° secolo. Nata in spagna in
Italia nel secolo precedente si diffonde l'entamente in Europa. Prima in Francia, grazie a caterina
dei medici che sposa il rico secondo e si porta presso tutto il suo enturaggio, profumire personale
incluso, oltre a tutte le modi italiane, poi qualche decegno più tardi grazie al conto di Oxford i
guanti arrivano in Inghilterra. I guanti sono molto ricercati, si crede che mantengano la pelle delle
mani bianca e morbida, tante che qualcuno li usa anche per dormire, ma quelli impelle, a causa della
conciatura, hanno un odore piuttosto stratevole. Profumandoni, il problema è risolto, e il loro valore
è moltiplicato. Il prezzo infatti varie in base alla profumazione. I più preziesi in assoluto sono
quelli profumati all'ambra grigia, detti anche in stile spagnolo, un vero master tra la nobilità il
glero di Roma e tra i nobili di Venezia. Forse sono anche quelli che hanno fatto impazzire la
regina, tutta via presto ne avrà di tutte le fogge e con tutte le profumazioni. Gelsumino, ci
presso, c'è dro benzuino, muschio, cannella, storace, limone, saranno un ti con grasso di capra,
con allo di mandorla, lavati nel vino madera. I guanti profumati cambiano la vita della
regina l'isabetta, facendo lo scoprire e desiderare i nuovi meravigliosi profumi, ma cambia anche
in parte la storia del soregno, dando origine alla nascita del mio
del mercato dei profumi inglese.
Dora in poi elisabetta consumerà sempre più assenze profumate, che vanno importate dall'estero,
e si come esige che tutti i attornalei abbiano buon profumo aumenta anche il consumo della corte.
Le liti inglese dunque consuma sempre più aqueo aromatiche, sachetti profumati, oli, paste, polveri.
Ma la moda va oltre la sovrana, tra il 1620 il valore dell'importazione di profumi pronti
di ingredienti aromatici, cresce del 40%, e da una spinta l'economia.
Dana parte cresce la produzione locale di preziosi guanti in pelle profumati,
anche aiutata dai dazze sulle importazioni che vengono messi nel far tempo.
Dall'altra, nella prima metà del 17°C, in Ingel Terra si cominciano a produrre le acqua e profumate
su scala più vasta, fino a farne un prodotto disponibile per l'acquisto.
Ci vorrà un po' per ingranare e il profumire diventerà una profissione definita solo alla fine del 17°C.
Di fatto però, i guanti del Conte di Oxford zettano le basi nella profumaria inglese.
La regina sale altro nonubile.
È un problema, perché le liti inghilterre l'isabetiana si pensa che le donne siano ben intelligenti degli uomini,
che siano dominate da impulsi e da passioni e quindi in capace di governare.
Inoltre, l'inghilterra isolata militariamente tebole a bisogno delle alleanze che un matrimonio strategico può creare.
Sono tutti d'accordo e l'isabetta si deve sposare.
La sua mano per altro è ambitissima.
Si fanno avanti tra gli altri, fino i post-secondo di Spagna, Eric quattro di Cesimo di Svezia
e il duca d'anzò "futurore di Francia".
Ma l'isabetta usa abilmente i cortigiatori come nostro mento politico.
L'imette l'uno contro l'altro, mantenendo nel frattempo le trattative matrimoniali per mesi, per sino per anni,
sembrando li li per accettare per poi ritrarse all'improvviso, dichiarando di aver scelto la virginità.
Fingere infattazione per uno dei pretendenti, le serve non solo per tenere aperte le trattative,
ma anche per far crescere l'ansia corte, che lei usa per manipolare le fazioni rivali.
Di fatto, a ben chiaro che sposarsi significa perdere il suo potere.
Nel suo iscritti dice "A l'inclinazione della mia natura è questa".
Meglio mendicante nubile, che Regina è sposata.
E anche quando il suo favorito è probabilmente grande amore della sua vita, Robert Dudley, con Teddy Lester,
fa pressioni per sposarla, risponde "avrò una sola mante e nessun padrone".
La mante è l'inghilterra.
E l'isabetta prima è riuscita a trasformare la sua decisione di non sposarsi nel mito della Regina Vergine, sposata la nazione.
La sua presenza charismatica, le sue straordinarie doti di oratrice, unite alla potenza di questa metà fora morosa,
crea una comunicazione di grandissima efficacia, curata in ogni dettaglio.
Tutti i maggiori poeti, drammaturi, illiterati dell'epoca, la celebranno come l'incarnazione di roine mitiche e caste,
da Diana, da Strea, da Gloriana, a Minerva.
Persino le perleoni presenti, che la adorna non ricamenti in tutti i ritrati, simbologhono e ripadiscono la sua castità.
E l'isabetta prima risponde perfettamente i canoni di bellezza rinascimentali.
Alla pelle bianca, i capelli chiari, una fronte alta e sopra ciglia appena cennate.
Non è un dettaglio secondario, essere una Regina bellissima, la rende ancora più potente agli occhi dei contemporanei e alimenta il suo mito.
E l'isabetta è consapevole dell'importanza di un'immagine perfetta per mantenere il potere e cura moltissimo la sua immagine.
Negli anni, la capacità di rimanere sempre giovane bella, diventerà la prova della sonatura semi divina e sarà parte integrante della narrazione del suo mito.
In realtà, rimanere all'altezza della sua immagine diventa ogni anno più fatticoso.
Le sue Dame passano ore a truccare e vestire la Regina sempre più sontuosamente e con una quantità sempre in mangiore di gioielli per mascherare il fatto che sta in vecchiano.
Loro è anche il compito di preparare i cosmetici, un compito di grande fiducia, dato che i nemici ci potrebbero mescolare dei velemi.
Tutta via, i cosmetici dell'epoca sono già piuttosto tossici di loro.
Per avere delle belle labbra vermiglie, si usa il cinabro, cioè sul furo di mercurio.
Per ottenere pupille e enorme e vellutate, si mette negli occhi un altro veleno, la bella donna.
La bella è bianchissima e perfetta, cui aspirano tutte le donne dei rascimentali si ottene con diversi cosmetici, tutti piuttosto discutiti.
Il più famoso è pregiato e l'accerosa deliziana, detta anche bianco di venezza o spiriti di sattorno, che effettivamente da una bella di porcelana, peccato che sia base di acqua, facendo e bianca, ovvero bianco di pionvo, anche questo piuttosto tossico.
Per altro, mentre nasconde i segni del tempo, questa sostanza danneggia la pelle, lasciando la spenda e avizzita.
E bisogna applicarne una quantità sempre maggiore, in un pericoloso circolo vizioso.
I denti non si lavano con sostanze tossiche, ma contro producenti sì.
Si usa un misto di vino bianco e aceto bollito col miele, che assieme al debolo della Regina Pridolci, fanno sì che li abbia piuttosto robinati.
La vestizione è un rituale elaborato che richiede diverse ore.
Le dame della Regina all'accia nei suoi abiti composti di molti strati, prima le camice di vino pregiato,
poi corsetti sottogonne e sopra i pesanti abiti di belluto di raso,
ricoperti di pietre preziosa e ricamati con figli d'ora e d'argento.
Infine, i sottose gioielli.
Solo allora l'isabetta prima è pronta ad affrontare gli scuardi del pubblico di forte.
Tuttavia, hanno dopo anno, il trucco tossico sempre più pesante,
lascerà la Regina quasi calva, costretta a portare una parrucca,
e le darà perdita di memoria, depressione e altri numerosi problemi.
Mantere la parte, alla fine le costerà la vita.
Gli ultimi 15 anni di regno sono i più duri per l'isabetta prima.
Piampiano per del controllo delle forze politiche, religiose e d'economica del Paese.
Scompaiono consiglieri fidati e persone amate, e lei è sempre più devole.
Continua a fare discorso e brillanti, ma il solungo regno voglia il termine.
E il suo ultimo discorso al Parlamento, alla fine dell'ottobre del 1601, è entusia smante,
ma la sua fragilità ormai è evidente.
I suoi abiti cerimoniali sembrano troppo pesanti, e lei non sembra più lucida come un tempo.
Morirà poco più di un anno dopo, all'inizio del 1603.
La nazione accoglierà con entusiasmo e il nuovo arreggio a camossesto, su Cugino.
Ma nel giro di pochi anni, nascerà il mito della buona regine l'isabetta.
E l'isabetta prima è stata così importante da dare il nome ad un epoca.
Sotto di lei, l'inghilterra è diventata una potenza mondiale,
e la vita culturale e artistica del Paese ha conosciuto una stradinaria fioritura.
Nonostante sia stata una donna in una società patriarcale, arregnato per quasi mezzo secolo con abilità,
riuscendo a mantenere il controllo, grazie allo tento gioco di equilibri fuori dentro il suo regno.
Il profumo è stato per lei una passione, e in una vita addominata da un grande amore per l'arpe più livello,
ma anche in uno spazio di piacere libertà che desiderava, ma di cui non aveva mai abbastanza,
in una vita come la sua in cui, la cautela, la tensione e l'autocontrollo erano vitali.
Il profumo è stato una passione che ha cambiato la sua vita in miglio,
così come le arti, il teatro, la musica che ha tanto amato,
rassormando di pari passo anche il Paese, e da lì si apriano a domanda di bene di russo profumati
che avrebbe gettato le basi della profuma in inglese.
E allora mi chiedo, il profumo può essere uno spazio di libertà,
può aggiungere qualcosa anche in una vita in cui apparentemente ci tutto.
E può un profumo essere fonte di libertà, anche nella vita di una regina.
Per questa puntata speciale, ho girato a queste domande e abbando e ospiti straordinari.
Il primo è Antonio Alessandria, naso e profumiere indipendente,
fondatore del brand di profumeri artistico monimo, che raggiunto ex-sans,
uno dei maggiori eventi mondiali di profumeri artistica, tenuto sia milano all'inizio di marzo.
Si, in effetti io sono profondamente convinto che il profumo possa rappresentare uno spazio di libertà,
perché quando vaporizziamo una fragranza si aprono immediatamente dei moni,
che possono essere certamente sconosciuti anche alla stessa persona che l'immangina.
Il profumo è un attimo sospeso nel tempo che in qualche modo, di volta in volta,
ci regala degli orizzonti totalmente nuovi.
Quindi si, direi assolutamente di sabbette prima, riusciva a trovare degli spazi
totalmente differenti rispetto a quella che vive a quotidianamente nella sua vita,
e che magari poterà semplicemente rifugiarsi, fuggire da tutto il suo entoage,
chiudersi in una stanza, respirare per un attimo, e l'emmagino così,
chiudere gli occhi, respirare un'aria diversa, che la portava via dall'ondra,
dalla sua corte, e che creava un sospazio intimo.
Quindi lei riusciva probabilmente, questa è una mia indignazione,
a ritrovare una sua libertà nell'intimità.
Per me, il profumo è proprio questo, un attimo in cui ritrovi testesso,
puoi interagide con la vita.
parte più intima, con la parte più ancestrale della tua anima, e allo stesso tempo con una
sensazione molto molto intima, quindi direi che certamente l'isabette prima poteva ritrovare
se stessa. Il profumo nella mia misione può essere concepito in due modi differenti, quindi
indossare un profumo può essere una mistificazione della realtà oppure una amplificazione della realtà,
quindi dovremmo chiedere a questo punto l'isabette, come utilizzavito il tuo profumo, sono
certo che lei risponderà che l'utilizzava in due modi, o come misificazione, oppure come
amplificazione. Io credo comunque che ci sia una sorta di dress code nell'utilizzo dei profumi,
chiaramente quando usciamo al mattino così per andare in ufficio, oppure per andare a fare delle
commissioni, non inossiamo magari un profumo particolarmente intenso, particolarmente profondo, scuro,
ma ci piace a secondare un po' la giornata, è una giornata luminosa, qualcosa di agrumato,
di luminoso che ci possa aumentare la realtà oppure se è una giornata non volosa, quei stessi agrumi
potranno darci un raggio di sole che illuminerà in maniera diverse il dirigiorre del cielo. Per cui
il profumo ci veste, ma è allo stesso tempo come i vestiti dell'imperatore, non esistono ma li
possiamo immaginare, questa è la vera libertà che noi ricerchiamo quando ogni giorno indossiamo un
profumo, quindi riusciremo a passare in mezzo all'agente vestiti di mille spacettature profumate.
La seconda ospite è Maria Celeste Lombardo, profumiera di molose nel CPA, aziende italiane
e riferimento mondiale, specializzata nella creazione di fragranze e nella fornitura di
materie prime per fragranze era umintutto il mondo. Assolutamente sì, il profumo può essere
fonte di libertà, perché la vita viene vissuta attraverso i sensi di cui uno è appunto l'olfatto.
Già rispondere suggerisce legame tra sensazioni e passioni. Noi esperienziamo il mondo tramite
i sensi e tramite i sensi sperimentiamo la passione che era condizione sensiale per sentirsi vivi.
La stimolazione di sensi quindi ci porta a provare le emozioni che sono necessarie per
farci sentire vivi. L'olfatto apre le porte all'immaginazione alle passioni, regalando
ci quindi sempre qualcosa di nuovo. La Regine di Sabetta era una donna di potere, potente
in un momento cruciale per la futura storia dell'inghilterra, ma per i giorni era del proprio
ruolo del proprio destino. Il profumo diventa quindi in veicolo attraverso il quale lì
può manifestarsi liberamente, perché la libertà si esperienza con i sensi e senza questi
non esiste. Una persona che non a passione non è il libro, perché la passione è collegata
ai sensi. Segnata da una vita dura, mi piace immaginare che il profumo poteva essere per
lei un luogo privato in cui potersi sentire libera. Un spazio di libertà personale libera
di vivere i suoi sensi e i suoi passioni. Una sorta di liberazione dalla prigionia delle
opinioni e delle illusioni. Il profumo tramite i sensi ci libera nel rapporto con noi stessi
con gli altri, ci fa sentire accettati, riconosciuti e ci porta a vivere serenamente le nostre
emozioni, condizioni sensiali per essere liberi. Questo naturalmente vale per tutti, compreso
le regine. Io credo che senza profumo non possiamo pensare di essere veramente liberi.
Con questa puntata si chiude la seconda stagione del profumo del destino. Io mi prendo qualche
settimana di riposo, ma ci sentiamo presto.
Il profumo del destino è un podcast scritto e raccontato da Roberta Deiana. Sound Design
di Davide Sardom. Si ringrazia alla Oragai Tano e un maso fortunato per aver prestato la voce
per questo podcast.
Podcast Summary
Key Points:
Nel 1576, Elisabetta I, regina di Inghilterra, attende con curiosità il ritorno del Conte di Oxford, il cui arrivo è segnato da un regalo profumato di grande valore.
I guanti profumati, in particolare quelli con aroma di ambra grigia, diventano un'importante novità nella corte inglese e influenzano direttamente il gusto e la sensibilità olfattiva della regina.
Elisabetta I è profondamente sensibile agli odori, che la influenzano emotivamente e sono legati alla sua identità personale e al suo potere politico.
Il suo impegno nel mantenere un'immagine perfetta, grazie a trucchi tossici e vestiti sofisticati, riflette una tensione tra potere, bellezza e controllo dell'immagine.
Il profumo viene visto come uno spazio di libertà personale, che permette alla regina di ritrovare un'intimità e una dimensione interiore autentica.
Il profumo agisce come veicolo di espressione e libertà sensoriale, in un contesto di vita patriarcale dove il potere si esprime attraverso il controllo e la cautela.
L'adozione di profumi e l'espansione del mercato inglese dei profumi influenzano l'economia e la cultura della corte, aprendo la strada alla profumaria come professione.
La regina trasforma la sua scelta di non sposarsi in un mito di castità e di potenza, consolidando il suo immagine come simbolo di libertà femminile e autorità.
Summary:
Nel pomeriggio del 1576, al Palazzo reale di White Hole, Elisabetta I, regina di Inghilterra, accoglie il ritorno del Conte di Oxford, il cui regalo di guanti profumati colpisce profondamente la sua sensibilità olfattiva. I guanti, ricchi di aroma di ambra grigia, rappresentano un'innovazione culturale e sociale, che cambia non solo il modo di percepire gli odori, ma anche il rapporto tra regina e potere. Elisabetta, una donna di grande intelligenza e consapevolezza politica, utilizza il profumo come spazio di libertà interiore, un luogo di intimità dove ritrova sé stessa e fugge dalla pressione del contesto patriarcale.
Il suo profilo olfattivo – attratto dall'acqua di maggiorana e dai profumi floreali, detto detto – è legato alla sua identità e al suo mito di regina vergine. Tuttavia, la sua vita è anche segnata da un'immagine perfetta, mantenuta con trucchi tossici e abiti pesanti, che alla fine compromettono la sua salute e la sua mente. Il profumo, quindi, diventa un elemento chiave non solo di stile e gusto, ma di libertà sensoriale, di espressione personale e di autenticità emotiva.
Questa puntata esplora come il profumo possa essere un'esperienza di rinnovamento interiore, il che rende Elisabetta I un simbolo di potere femminile e di libertà attraverso i sensi. Il podcast conclude sottolineando che il profumo, oltre a essere un oggetto sensoriale, è uno strumento di autenticità e di emancipazione, che può trasformare la vita anche in un contesto di potere e convenzioni.
FAQs
Il profumo è stato una passione profonda che ha aiutato Elisabetta I a trovare uno spazio di libertà e intimità, permettendole di esplorare emozioni e sensazioni al di fuori del mondo politico e della corte.
Elisabetta I ha mantenuto la sua virginità per preservare il potere e il controllo politico, utilizzando questa scelta come mito della 'Regina Vergine' per rafforzare il suo immaginario e il suo potere sul paese.
Usavano polveri di profumi, acque aromatiche distillate, sacchetti di spezie e materie prime come muschio, rosa e ambra grigia, applicate su pelli, vestiti o portate in pomandepi.
Il profumo ha contribuito alla nascita del mercato dei profumi inglese e ha influenzato l'immagine culturale e sociale della regina, stimolando la produzione locale e l'importanza dell'olfatto nell'aristocrazia.
Prediligeva l'acqua di maggiorana, l'acqua di rose e la polvere di rose in muschio, ma aveva un'antipatia per odori di stalla o di libri rilegati.
I guanti profumati erano un regalo raffinato che la regina amava e che la faceva sentire speciale, usati per mostrare il proprio gusto e il proprio profumo, e considerati un simbolo di eleganza e status.
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