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243. Riparare e chiedere scusa: non è lo stesso

16m 24s

243. Riparare e chiedere scusa: non è lo stesso

L'episodio approfondisce la distinzione cruciale tra il semplice chiedere scusa e l'atto di riparare nella relazione genitoriale e non solo. Chiedere scusa è spesso una formula che cerca il perdono per chiudere un episodio, mentre riparare è un processo attivo di dialogo che trasforma l'impatto di un errore. Riparare implica tre passi: riconoscere il comportamento sbagliato, assumersene la responsabilità e comunicare come si intende agire diversamente in futuro. Questo approccio, sebbene inizialmente scomodo, è uno strumento potentissimo che non solo rafforza la connessione e la fiducia, ma permette anche di correggere narrazioni negative e proteggere l'autostima dei figli. Attraverso esempi concreti, si mostra come la riparazione sposti il focus dalla richiesta di perdono per sé all'offerta di riconoscimento e cura per l'altro, insegnando un modello di vulnerabilità, responsabilità e crescita condivisa nelle relazioni.

Transcription

2472 Words, 15023 Characters

Italian
Benvenute e benvenuti a un nuovo episodio di educare con calma. Oggi parliamo di qualcosa che riguarda il nostro modo di stare in relazione con i nostri figli e di cui parlo tantissimo sulla tela, in tante lezioni del percorso, in tanti episodi del podcast, contenuti del blog, addirittura ne parliamo anche in molti contenuti dell'infanzia ed è la differenza tra chiedere scusa e riparare, che in realtà non riguarda soltanto la relazione con i nostri figli, ma riguarda anche le relazioni con il nostro partner, la nostra partner, la nostra famiglia d'origine e proprio un cambio di mentalità, quello che vi chiedo di fare, perché credo che davvero possa migliorare la relazione. Oggi ne parlerò con alcune mie riflessioni e anche con alcune parole di una delle lezioni del percorso per educare a lungo termine e poi lo farò portando via anche le riflessioni di Elisa Pella, che come molti di voi sanno è una delle nostre persone di riferimento, un po' su tutti i temi della genitorialità. Elisa e parent coach, sa parte del team la tela esteso, è presente negli uno a uno e periodicamente offre sulla tela i suoi workshop live, su argomenti importanti che vogliamo condividere con voi. Se conoscete il mio lavoro e il lavoro di Elisa saprete che la nostra visione è molto allineata e per questo penso che lasciarvi anche il suo punto di vista possa essere un bell'arricchimento in più. Il punto da cui mi piacerebbe partire oggi è questo, una delle cose più difficili, ma anche più trasformative, che impariamo nella genitorialità è riparare ed è, secondo me, uno degli strumenti più potenti che abbiamo nostra disposizione, perché è una competenza che una volta che riusciamo a mettere da parte quello che comunemente, amichevolmente chiamiamo "orgoglio", diventa facilissima da mettere in pratica ed è uno strumento che può cambiare davvero la nostra relazione con i nostri figli, perché è uno strumento che fa tante cose alla volta. Uno dice a nostro figlio, questo comportamento è sbagliato. Due, permette a noi di imparare a prenderci la nostra responsabilità ed è molto più facile che quindi lo imparino anche i nostri figli a prendersi la loro responsabilità, perché lo sapete si insegna molto più facilmente immediatamente con il nostro modello, e tre ci permette di far vedere i nostri figli che anche gli adulti sbagliano, perché noi parlo per la nostra, per la mia generazione, siamo cresciuti con modelli di adulti impeccabili, modelli di adulti che non ammettevano i propri errori e quindi spesso non ci hanno permesso di imparare a essere accoglienti anche con i nostri. Oltre al fatto che hanno normalizzato comportamenti sbagliatissimi, comportamenti come esculacciate, strattoni, spinte, humiliazioni, minacce che sono veri e propri abusi. Su questo non mi di lungo anche se so che ha appena ho detto la parola abuso collegato a strattone, esculacciata magari dentro di voi si è creato un forte disagio, ma per questo vi rimando all'episodio in cui ne ho parlato e in cui spiego molto più approfonditamente quello che è intendo dire con questo. Oggi voglio proprio concentrarmi su questa bellissima competenza, questa bellissima abilità che è un intervento che tutti abbiamo a nostra disposizione, un intervento veloce, letteralmente ci vogliono 15 secondi per dire questa frase e che voi ci crediate o no questi 15 secondi in cui scegliamo di riparare possono impattare la nostra relazione con i nostri figli, ma anche con noi stessi a lungo termine. Per avviare questo lavoro perché sicuramente è una competenza che dobbiamo acquisire perché nella nostra infancia non abbiamo avuto modelli che ci hanno insegnato a chiedere scusa. Quindi per iniziare questo lavoro credo che sia molto importante imparare a riconoscere la differenza tra chiedere scusa e riparare perché non sono sinonimi. C'è una differenza apparentemente sottile, ma invece quando la ve di questa differenza ti rendi conto che è abbissale. Nel modo in cui la vedo io chiedere scusa è una frase o una parola spesso vuote tra l'altro di significato, mentre invece riparare è un dialogo e una comunicazione. O per usare un altra metà fora, chiedere scusa è un po' come se fosse un cartello stradale e lì lo vediamo ad avanti a noi. Riparare è come fare un passo nella direzione che abbiamo scelto ed è proprio in quella scelta lo dico spessissimo che c'è una grandissima libertà, scegliere la nostra azione, scegliere la nostra reazione e una delle più grandi libertà che abbiamo. Ed è per questo che imparare a riparare è come una chiave che ha pru una gabbia e prima vi è l'encavo alcuni benefici del riparare, ma ne sono dimenticata un'importante perché riparare, imparare a riparare ci permette anche di mostrare i nostri figli un modo diverso, più costruttivo di stare nel conflitto, senza chiusura, senza vergogna mettendo lego da parte e prendendoci le nostre responsabilità. Vi leggo un pezzettino della lezione del percorso che si intitola se sbagli ripara, la trovate nella categoria mindset, se avete l'abbonamento che è la categoria base del percorso per educare a lungo termine, quella che contiene gli strumenti essenziali della nostra cassettina degli attrezi. Questa categoria è quella che consiglio sempre di fare all'inizio del percorso per educare a lungo termine o anche di tornarci quando ci sentiamo bloccati, quando sentiamo di stare facendo fatica e che quella fatica ci fa sentire impotenti. Vera leggo. Riparare è uno dei miei strumenti preferiti perché per riparare bisogna sbagliare e se c'è una cosa che fa cilissima nella genitorialità, almeno quella che abbiamo scelto, è proprio sbagliare, riparare consiste di tre passi importanti, uno per donarci, accettarci e ti ricordo che se ti senti in colpa è positivo, significa che sai di voler cambiare, due visualizzare come potremmo fare diversamente la prossima volta e anche comunicarlo all'altra persona, tre prenderci la responsabilità delle nostre parole e azioni e chiedere scusa. Non necessariamente in questo ordine. Tanti genitori mi domandano se vada bene chiedere scusa i propri figli, la risposta breve è sì, la risposta lunga invece la trovate nella lezione del percorso. Ma in riassunto è, siamo cresciuti con l'idea che se ci facciamo vedere vulnerabili perdiamo la autorità, ma questo tipo di educazione è ormai passata, oggi sappiamo che la autorità e l'obbedienza non sono l'obiettivo dell'agenitorialità, l'obbiettivo dell'agenitorialità e la fiducia, il rispetto, l'empatia, la connessione e poi nella lezione do un mini copione di come iniziare a riparare, per esempio possiamo dire, è ripensavo quello che successo l'altro giorno quando e poi dice quello che successo, ti ho urlato, ti ho dato una sculacciata, ti ho umigliato quando hai ravecciato l'acqua, ti ho minacciato perché non volevi venirvi ad al parco giochi, eccetera, eccetera. Mi dispiace. Que il comportamento è sbagliato. Sto ancora imparando a gestire le mie emozioni e la prossima volta cercherò di blablabla. Questo è un copione semplicissimo che possiamo usare così come velo dato oppure abattare a voi a chi si è età come parlate. Ma quelle componenti che avete sentito all'interno del copione sono importanti perché c'è prima di tutto la missione dell'errore, dire quella frase, questo comportamento è sbagliato e fondamentale perché in questo modo, nostro figlio inizia a vedere che determinati i nostri comportamenti sono sbagliati e piano piano anche a contestarli. E poi dire che stiamo ancora imparando a gestire una situazione e dire quello che abbiamo intenzione di fare un futuro, da un messaggio importante, dice anche noi genitori non sappiamo come fare i genitori e lo stiamo imparando, non siamo impeccabili, stiamo studiando, stiamo imparando, sbaglieremo, ripareremo e la volta dopo faremo diversamente. Questo è un apprendimento meraviglioso e adesso come promesso vi leggo le riflessioni di Elisa Pella che in un suo carosello su Instagram, trotto dalla sua newsletter, spiega benissimo la differenza tra chiedere scusa e riparare. E parte da un concetto importante di cui parlo anche in altre lezioni, ovvero chiedere scusa non è prendersi la responsabilità del nostro comportamento, ma chiedere all'altra persona di fare un'azione ovvero quella di perdonarci. Elisa scrive che molti psicologi oggi considerano il riparare come una delle competenze più importanti che un genitore possa sviluppare perché quando commettiamo un errore che sia un esplosione di rabbia una frasesvalutante, un commento giudicante agressivo, non basta chiedere di essere perdonati. Scusarsi serve a chiudere un episodio a lasciarselo alle spalle e mette il focus su di noi, è un gesto importante e pure la sua portata può essere limitata. Riparare invece serve a trasformare l'impatto, a mostrare un alternativa e il desiderio di evolvere e mette il focus sulla relazione. E come lo facciamo attraverso la connessione, la presa di responsabilità e la costruzione di una nuova narrazione su ciò che è successo. Elisa ci fa anche due esempi. Un genitore di una donna ormai adulta guarda la figlia divenuta a sua volta madre mentre gioca con i suoi bambini e si accorge di non averle mai prestato quel tipo di attenzione o dedicato quel tempo. Se vuole scusarsi, questo genitore potradire, guardandoti, giocare, con i tuoi bambini mi accorgo di non aver mai fatto lo stesso con te. Mi dispiace, scusami. Quello che viene chiesto qui è di essere perdonati. Se lo stesso genitore vuole invece riparare, potradire, guardandoti, giocare con i tuoi bambini, mi accorgo che a volte da bambina, devi esserti sentita un po sola. Non ce lo hai mai fatto pesare, ma sicuramente ti è mancata un po' di attenzione di compagnia. Vorrei averlo saputo prima. Sei sempre stata una bambina allegra e propositiva, sarebbe stato divertente giocare con te. Qui il genitore da alla figlia non chiede nulla per sé. Se la figlia in qualche momento della sua vita ha pensato, nessuno vuole giocare con me, forse mi trovano poco interessante, il nuovo racconto va a correggere questa falsa credenza. Di questo esempio che ha fatto Elisa mi è piaciuto moltissimo il fatto che il genitore abbia parlato delle emozioni che probabilmente ha sentito la figlia. Perché chiaramente non possiamo sapere, non siamo nel corpo dei nostri figli, ma possiamo provare ad immedesimarci, possiamo provare a pensare a quali sono le loro emozioni e a comunicarle. E io ci aggiungerei anche un "midi spiace" perché credo che questa frase "midi spiace" aiuti davvero tanto a fare arrivare il messaggio che ci siamo risiconto che quel comportamento non era valido o che avremmo potuto fare diversamente, anche se magari allora non avevamo gli strumenti, è un prendersila responsabilità. Un altro esempio sempre di Elisa riguarda invece una situazione nella quale magari da genitori possiamo trovarci noi. Una mamma accusa il figlio di aver perso un libro e gli dice frasi giudicanti, non stai attento, che non si prende cura delle sue cose, poi però si ricorda che in realtà era stata lei, a prenderlo per mostrarla una mica. Se vuole scusarsi, può dire "amore, mi dispiace ti ho accusato ingiustamente, avevo preso io il libro scusami". Questo va bene, è un primo passo, ma se vuole riparare davvero potrebbe dire qualcosa come. Quello che ti ho detto non era vero, non è vero che non sei attento. Ti prendi cura delle sue cose, prepari la cartella ogni giorno, dai da mangiare al gatto sei gentile con gli altri. Anche se avessi perso quel libro, non ti meritavi di essere trattato così. Voglio imparare a non parlare a caso quando mi arrabbio. Questo copione l'ho trovato bellissimo perché in questo modo ci stiamo anche prendendo cura dell'autostima dei nostri figli. L'istiamo aiutando a costruire un'immagine di sé perché se noi avessimo lasciato tutto questo, non detto, dopo una frase del tipo, non stai attento, non ti prendi mai cura delle sue cose, quelle è l'immagine che creano di loro nella loro testa. Al contrario, quando noi ripariamo e diciamo non è vero quello che ho detto, quindi ci prendiamo la responsabilità del nostro comportamento. E poi offriamo a nostro figlio una versione meno estremizzata di quella che abbiamo detto prima, che magari ha un fondo di verità, magari a volte non si prende cura delle sue cose, ma a volte sì. E' importante che diciamo che a volte sì, perché in questo modo nostro figlio crea l'immagine di sé nella sua mente. E tra l'altro, quando noi creiamo queste immagini nella mente dei nostri figli, la creiamo anche nella nostra mente ed è molto più probabile che riusciamo in questo modo adare fiducia e ad ottenere collaborazione. Quindi ecco la grande differenza del riparare. Quando ripariamo, non chiediamo qualcosa per noi. Offriamo qualcosa all'altra persona, che può essere una nuova immagine di sé, una verità più honesta, un riconoscimento che può sciogliere una ferita, o che magari può non creare un trauma. Quindi oggi voglio lasciarti con una domanda. C'è qualcosa che vorresti riparare. Magari una frase detta conto un aggressivo, una reazione troppo forte, non importa che sia conto figlio, magari anche con il tuo partner, la tua partner. Se sì, inizia da lì e fallo oggi, sarà scomodo, sì, ma essere genitore, come dico anche in una delle lezione del percorso, è un po' come meditare. Dobbiamo imparare a stare seduti nella scomodità e adare importanza a ciò che conta, nella meditazione e il nostro respiro. Nella genitorialità sono le nostre relazioni, con noi stessi e con i nostri figli. È un po' quella che chiamo la panchina del disaggio. No, dobbiamo imparare a rimanere seduti su quella panchina del disaggio. E tra l'altro poi anche iniziare semplicemente dicendo mi dispiace per come ti ho parlato, non era giusto, magari ti ha fatto sentire così o cosa la prossima volta vorrei eccetera eccetera. E se nella situazione che vuoi riparare hai detto qualcosa che ha creato un'immagine sbagliata di tuo figlio, di tuo marito, di tua moglie, quando ripari cambia anche quella narrazione. Per oggi è tutto. Spero di aver piantato qualche semino, ringrazio Elisa per il suo contributo. Vi ricordo che trovate Elisa anche nei workshop live su la tela e nel servizio 1-1, che secondo me è un servizio rivoluzionario. Se avete una difficoltà per la quale non trovate una soluzione o se vi sentite bloccati in una determinata situazione, questo è il servizio per voi, perché è molto accessibile economicamente e anche facilissimo da usare. Voi mandato un messaggio scritto, le professioniste sulla tela vi rispondono con un vocale e vi aiuta proprio a sbloccare una determinata fatica, un determinato disagio a fare quel passo che magari da solio, da solio, non riuscite a fare. Vido appuntamento al prossimo episodio di educare con calma e vi ricordo che se volete commentare lasciare una riflessione e fare una domanda potete farlo su la tela.com/podcast cercando il numero dell'episodio o scrivendo il titolo nella barra di ricerca. Non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona serata o buona notte. A seconda di dove siete nel mondo. Ciao!

Podcast Summary

Key Points:

  1. Differenza fondamentale tra chiedere scusa (atto spesso vuoto che chiede perdono) e riparare (dialogo costruttivo che trasforma la relazione).
  2. Riparare è una competenza chiave nella genitorialità che implica
  3. Il processo di riparazione rafforza la relazione, protegge l'autostima dei figli e insegna un modello sano di gestione dei conflitti e delle responsabilità.
  4. Esempi pratici illustrano come la riparazione offra una narrazione alternativa e correttiva, focalizzandosi sulle emozioni dell'altro e sulla crescita della relazione.

Summary:

L'episodio approfondisce la distinzione cruciale tra il semplice chiedere scusa e l'atto di riparare nella relazione genitoriale e non solo. Chiedere scusa è spesso una formula che cerca il perdono per chiudere un episodio, mentre riparare è un processo attivo di dialogo che trasforma l'impatto di un errore. Riparare implica tre passi: riconoscere il comportamento sbagliato, assumersene la responsabilità e comunicare come si intende agire diversamente in futuro.

Questo approccio, sebbene inizialmente scomodo, è uno strumento potentissimo che non solo rafforza la connessione e la fiducia, ma permette anche di correggere narrazioni negative e proteggere l'autostima dei figli. Attraverso esempi concreti, si mostra come la riparazione sposti il focus dalla richiesta di perdono per sé all'offerta di riconoscimento e cura per l'altro, insegnando un modello di vulnerabilità, responsabilità e crescita condivisa nelle relazioni.

FAQs

Chiedere scusa è spesso una frase vuota che chiede perdono, mentre riparare è un dialogo costruttivo che implica prendersi la responsabilità, riconoscere l'errore e offrire un'alternativa per trasformare l'impatto sulla relazione.

Riparare insegna ai figli a riconoscere comportamenti sbagliati, mostra che anche gli adulti sbagliano e imparano, e aiuta a costruire fiducia, rispetto e connessione nella relazione genitore-figlio.

I passi includono: riconoscere l'errore, dire che il comportamento è sbagliato, spiegare che si sta ancora imparando a gestire le emozioni, e comunicare come si intende agire diversamente in futuro.

Riparare aiuta a correggere immagini negative di sé che i figli potrebbero interiorizzare, offrendo una narrazione più equilibrata e onesta che sostiene la loro autostima e costruisce un'immagine positiva.

Il riparare è una competenza valida in tutte le relazioni, come con il partner o la famiglia d'origine, perché promuove responsabilità, connessione e crescita personale in qualsiasi contesto.

La 'panchina del disagio' rappresenta la capacità di stare nella scomodità degli errori e delle emozioni difficili, dando priorità alla cura delle relazioni con sé stessi e con i figli.

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