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339. Quanto renderanno i tuoi investimenti nei prossimi 10 anni?

37m 10s

339. Quanto renderanno i tuoi investimenti nei prossimi 10 anni?

Il testo analizza i report di metà 2026 dei cinque maggiori asset manager globali, che gestiscono circa 20.000 miliardi di dollari. I temi ricorrenti includono l’intelligenza artificiale come motore di crescita, la concentrazione estrema dei mercati (con le prime 10 aziende che rappresentano il 40% dell’S&P 500 e dei mercati emergenti), valutazioni azionarie storicamente elevate, un possibile rilancio dell’Europa grazie a investimenti strutturali, e un’inflazione persistente che mette in discussione il classico portafoglio 60/40. Le raccomandazioni divergono: BlackRock è sovrappesata su USA e AI, Amundi punta su Europa e obbligazioni, mentre JP Morgan e altri suggeriscono diversificazione verso asset reali. L’autore propone poi un approccio top-down più oggettivo, basato sulla teoria di Ilmanen, che scompone i rendimenti attesi in dividendi, crescita degli utili e variazioni delle valutazioni. Questo metodo, che ignora previsioni macro, offre stime più affidabili per azioni e obbligazioni, mentre asset speculativi come oro e criptovalute restano imprevedibili. In conclusione, avere aspettative realistiche sui rendimenti futuri è cruciale per pianificare risparmi, investimenti e pensionamento, evitando decisioni basate su previsioni di breve termine.

Transcription

5927 Words, 36328 Characters

Italian
In questo momento ho 5 schede aperte sul browser e sono gli autelucchi di metà 2006 di BlackRock. Amundi, JP Morgan, Charles Schwab e Capital Group. Insieme queste 5 società gestiscono qualcosa come 20.000 miliardi di dollari, una cifra che non nemmeno senza pronunciare. Dentro ci trovate grafici meravigliosi, mappe di mega forze, titoli vocativi come escarsità contro abbondanza, la nuova era dell'intelligenza artificiale, ultre il 60/40 e rove del genere. Gli oletti tutti cercando la risposta a una domanda. Non cosa farà la feda settembre? Non quale settore comprarà adesso? No, la domanda che conta davvero se investite per la pensione, per i figli, per la vostra libertà finanziaria. Quanto renderà investire per i prossimi 10 anni? Ecco, in quei report non è che c'è proprio un numero preciso. Vi raccontano più che altro gli scenari, i rischi, i temi e in generale la posizione della casa di investimento di turno. Ma tutto quello che raccontano è il background, che poi porta quelle stesse società, a formulare le loro capital market assumption, cioè le loro steam di rendimento a lungo termine, per le principali asset class. Ma la verità qui rivemo oggi è che, quel numero, lo possiamo anche stimare da soli senza analisi macro, senza proiezioni finanziarie, discounted cash flow e altre robe del genere. E la steam che tirate fuori, voi, a mano, su un foglietto e, forse, è più robusta di cinque report scritti da eserciti di analisti. Quindi il patto di oggi è questo. Alla fine dell'episodio saprete due cose. Primo, cosa dicono davvero i grandi autolo che del 2026 sintetizzati per temi senza farvi leggere 200 pagina alla volta? Lo che meremo previsione bottom up. Secondo, e questa è la cosa più importante, saprete che al colore da soli, quanto ero ragionevo l'aspetarsi dalle asset class nei vostri portafogli per i prossimi 10 anni. Questo lo che meremo, previsione. Top down. Spoiler, niente di tutto questo, puoi udare a battere il mercato. Ma avere un'idea realistica di cosa attendersi permette di settare aspettativa ragionevoli di pianificare le proprie finanze più accuratamente e indefinitiva di prendere decisioni migliori con i nostri soldi. Sigla. Una produzione corax, social media company. Bentornati, at bull, il tuo podcast. In questo podcast parliamo di finanza, investimenti e mercati per aiutare chiunque a investere al meglio e a costruire la vita che desidera. Se non la avete ancora fatto, vi ringrazio di quore se volrete mettere seguire il canale, su YouTube, Spotify o Apple Podcast, così non vi perdete neanche un episodio. È un gesto a costo 0, che per me significa tutto. E soprattutto iscrivetevi alla newsletter di debull che esce ogni domenica su www.debull.it/newsletter o link in descrizione per avere approfondimenti, attualità, letture consigliate e tanto altro ancora. Cominciamo. Dunque, l'uio è il periodo delle finale dei mondiali e degli europei negli animari, del caldo sempre più insoportabile soprattutto nell'ecità, della maturità e delle vacanza per chi non è costretto ad andarci nell'infernale agosto. Ma soprattutto, è il mese degli autolocchi di metà anno e come perderse lì. E' anche il periodo in cui un messaggio su quattro che ricevo ed il tipo. Ricordo, ho letto che questa banca dice che le azioni sono cari, meglio aspettare, oppure questo gestore dice che loro salirà. È il momento di comprare? Ogni volta la mia risposta è più o meno sempre la stessa. Tutto me è lo interessante, però se tu investi a 10, 20, 30 anni di quello che pensa un gestore per i prossimi 12 mesi e questi grancazi. Però appunto oggi facciamo il percorso dal basso verso l'alto, c'è quello dell'estime dei grandi asset manager, e quello dell'alto verso il basso usando i valori fondamentali, per arrivare al numero che ci interessa per aiutare a settare il mood in vista del prossimo decennio, non dei prossimi mesi. Detto questo, mettiamo fuoco la domanda perché è più profonda di quanto sempre. Chiedersi quanto renderà investire nei prossimi 10 anni, non è una supercazzola per passare il tempo al gate in attesa che vi facciano salire sull'erio per mi conosce, e il numero su cui poge a tutto il resto della nostra vita finanziaria. Quanto dobbiamo risparmiare investire ogni mese, a che età possiamo smettere di lavorare, quanto possiamo permetterci di prelevare da vecchi senza restare a secco? Prevedere con precisione lo sappiamo impossibile. Ma prendere decisioni in base ad aspettative largamente sbagliate su quel numero è un autostrada senza pedaggio verso il disastro, ed esistono come dicevo due strade per stimarlo. Quella botto map, cioè quella quella parte dalle aziende dai settori, dagli scenari, è una strada. La strada che dice quella top down, che invece parte dai numeri di mercato, chi oggi sono già lì sotto i nostri occhi. Facciamo le tutte due e scopriamo quale regge di più. Prima di vedere le, prevedere va bene, ma il modo più efficace per migliorare rendimenti. Lo sappiamo e risparmiare sui costi, ed è per questo che da tre anni investo anche con Skellable Capital, la banca che sta rivoluzionando gli investimenti in Europa, e che anche sponsor di questo episodio. Con Skellable puoi fare pieni di accumulo a 0 costi d'ordine e con il piano prime da 499 per 599, a 0 costi d'ordine, anche per l'acquisto di singoli e TF per importi, di almeno 250 euro. In più, sulla liquidità non investita, ricevio un interessano del 2,5% che viene accreditato ogni mese, senza vincoli. Puoi depositarli e prelevarli in qualsiasi momento, senza perdere i rendimenti maturati, fino a quel giorno. Condizione di distribuzione della liquidità su www.scellable.cavital. Allora, se si intetizzo per temi le analisi principali di questi report, venono fuori grosso modo 5 storie ricorrenti che probabilmente segneranno il destino dei mercati nei prossimi anni. Non soppiamo bene in che direzione, però certamente saranno molto rilevanti. Primo tema, l'intelligenza artificiale, come motore, che muove tutto. E va bene, non è che ci volevano stratamos. I 5 grandi hyperscaler, quindi Amazon Alphabet Meta, Microsoft e Oracle, stanno investendo qualcosa come 650 miliardi di dollar in data center solo quest'anno, e nel prossimo decenio la spese in infrastrutture AI potrebbe arrivare a 30 miliardi, cioè il pile di l'Estati Uniti. BlackRock la chiama "la scarcità contro la bondanza", cioè la scommessa è su tutto ciò che fa da coloro di bottiglia AI, quindi "chip, memoria, energia, reti elettri che non si tratta tanto quindi di scegliere il vincitore della partita su le AI, diciamo, come software, quanto possedere i coloro di bottiglia di tutto le cosistema. Non è un caso che la crescita netta del capital spending da parte dell'azienda se adovuto quasi esclusivamente al contributo degli investimenti nei AI, quindi hardware, software, reti elettri che nel grafico che state vedendo si vede chiaramente che le linee blue sovrastano tutto da 2025, mentre la spese in tutti gli altri ambiti che non è legata le AI addirittura una crescita negativa. Volato un lato bene perché queste enorme investimenti stimolano la crescita e si propagano nell'economia, però dall'altro male perché c'è chiaramente un unico grande tema dominante e se queste investimenti non avranno presto un ritorno, potrà esserci una ripercostione pesante, questo mi sembra chiaro. Secondo tema, quindi siamo tu di assudere un po' freddo, la concentrazione. Per quanto riguarda gli stati uniti lo sappiamo bene, le prime 10 aziende sono ormai il 40% dell'SNP 500, ma la sorpresa che questa concentrazione ormai c'è pure sui mercati emergenti, perché anche lì i primi 10 titoli valgono circa il 40% di tutto il mercato, e tre solititoli di semi-conduttori hanno prodotto il 70% del rendimento degli emergenti quest'anno. La diversificazione, almeno sulla carta, è diventato un'illusione ottica. Questo grafico, perché sta guardando il video, è davvero molto interessante perché mostre in un colpo d'occhio sia quanto sono concentrate le varie regioni, sia le immense differenze settoriali. Nell'Istati uniti, tolta e la ililli sono tutte aziende tech nelle prime 10. In Europa abbiamo solo a sml che sta giocando in direttamente la partita delle AI, mentre poi domina no banche, beni di consumo, energia, industria. Bene o male? Lo vedremo, dal punto di vista del portafoglio, i europei giapponerà presentano delle scommesse, bello, diciamo, e forse una qualche forma di protezione se le AI dovesse un certo punto collassare. Però dal punto di vista economico, dice quanto l'Europa sia indietro sulla partita più importante di questa era. Poi comunque trovate tutto nel PDF scaricabile nella descrizione dell'episodio, dove ci sono tutti i grafici e i commenti. Per so tema, le valutazioni elevate. Shwab ha un bel grafico che fa vedere come i mercati stiano trattando nella fascia alta dell'oreintervallo degli ultimi vent'anni. Vedete, gli Stati uniti scambiano ad un rapporto prezzo utile a tesi intorno a 21, praticamente nel 90% per centile, però anche gli altri mercati non ai che scherzano. Cioè, in termini assoluti, il mercato americano è quello più caro di tutti, ma in termini relativi, anche europei giappone, sono ben oltre il range che va dal 25x75x per centile. Quindi rispetto alla media storica sono molto più cari oggi. I mercati veramente economici, o comunque in linea con la media storica, sono piuttosto gli emergenti, la cina e paradossalmente la Corea del Sud, nonostante la crescita esorbitante del suo mercato negli ultimi due anni. Le magnifiche sei, quindi tutte le magnifiche scluse tesi, che è una magnifica per caso, hanno mediamente una volutazione molto elevata che vada 20 a 30 volte gli utili attesi e appolly in questo momento la più cara di tutte. Dall'altra parte, le grandi società che è casi atiche hanno delle volutazioni che tutto sommato sono piuttosto contenute. Se pensiamo che società come Samsung e SKA in X nel 2026 sono rispettivamente triplicate e radoppiate di valore e assurdo che abbiano ancora dei prezzi inferiori a 10 volutori. gli utili attesi. Ovviamente parliamo di valutazioni rispetto ai profitti attesi che sono molto elevati. Se poi questi profitti non dovessero realizzarsi, chiaro che le valutazioni risulterebbero decisamente più care. Questo non è un tema da poco perché, come vedremo, soprattutto quando parleremo della Steam atop down, le valutazioni di partenza sono un forte indicatore del rendimento futuro. Quando investi partendo d'apprezzi altri rispetti profitti sottostanti, meccanicamente il rendimento atteso si contrai. E questa cosa diventa ancora più problematica, appunto se gli utili attesi rispetto a cui si misurano le valutazioni e spremano delle aspettative che sono molto timistiche e, forse in alcuni casi, diremo, irrealistiche. Quarto tema, il possibile risveglio dell'Europa. Soppra tutto a mundi che, va bene, sono francese, quindi sono un po' di parte. Però dicevo, a mondi da una visione moderatamente positiva sull'Europa, principalmente per il ciclo di investimento in atto, quindi di fesa, reti elettri che automazione industriale. In questi non sono gli tonici, perché per esempio anche l'economist di recenta ha fatto un articolo che in pratica dice "L'economia europea è un casino". Ma liazione europee sono una fare, sono molto più distrattate di qualche dovrebbero, a partire dal fatto che circa 60% del fatturato delle società europee quotate, viene fatto fuori dall'Europa. Paradosalmente avrebbero beneficiato dell'umento dei costi di alcuni materie prime che passano daormuz per incrementare i loro profitti. Insomma il passaggio da un ciclo legato al consumo, come è stato fino a poche anni fa, a un ciclo legato ai investimenti strutturali, potrebbe far gioco alle azioni europee. Quinto tema che il più citato di tutti è "L'inflazione e la fine del classico porta foglio tipo 60/40 azioni obbligazioni". In tutti i report il tema dell'inflazione è molto marcato, pensate che nel report di amondi la parola "Inflation" compare 106 volte. E questo perché nelle principali regioni economiche del mondo, il caso base è di un'inflazione più alta di quella messa incontro sullo qualche mese fa. Grazie, presidete per la sua splendida, di attaccare l'Iran e far chiudere lo stretto di mare da cui passa un quinto del petrollo mondiale, proprio mentre c'è un boom di investimenti su le ai. Comunque se il caso base è già elevato di per secolo un'inflazione sopra il 3% in stati uniti europea e in unito, il rischio di cenare ben più aversi non è da trascurare, soprattutto se lo sciocche energetico dovesse perdurare a lungo. Con seguenza di questa premessa è che in un mondo con inflazione più alte a pc cosa, azione obbligazioni scegliano più spesso insieme e quindi bisogna allargare la cassetta degli attrezzi. Oro, matere prime, infrastrutture, mercati privati per qualcuno, sopra tema che qui abbiamo discorso un sacco di volte. Sopra come sappiamo le obbligazioni diversifichano bene nei regimi di crisi economiche di deflazione, mai incontesti inflattivi vanno tendenzialmente abbastanza male, tradizionalmente vanno invece bene cose come matere prime, io oro, almeno nel passato è stato così. La domanda giusta, questo punto è questa. Ok, tutto, ok i temi, ma quindi questi signori, chi ci dicono di fare? Cerchiamo di tradura tutto in mostre concreti facendo un mega riasunto. Blackrock resta sovrapesata su gli stati uniti e sull'infrastruttura delle AI, quindi energia, retici e tutte quelle robili, e sotto pesata sui titoli di stati americani, soprattutto a longa scadenza per timore che i rendimenti sulla parte lunga della curva possono continuare a salire. A mondi invece va quasi nella direzione posta, cioè in neutrale sulla merica, leggermente positiva su Europa e giappone, e positiva sui mercati emergenti sul loro, e ha una preferenza netta per i bond societari in Besmengrade e europei. JB Morgan invece predica una sorta di bilanciamento, cioè dice ruotare un po' fuori dai soliti 10 giganti, magari versi i titoli finanziari, allargarsi ad assetreali al mondo dell'infrastruttura private, sfruttare le obbligazioni di qualità che oggi comunque rendono il 5% circa sull'investment grade corporate e il 7% come a yield, cose così. Capita il gruppo e Shwab invece sono più focalizzate solo sull'azionario, e dicono, fuori dagli stati uniti, le valutazioni sono più atraenti e la crescita degli utili, soprattutto in asia, può sorprendere in positivo. Insomma, tutti i 5 intercettano macro temissimi, ma poi arrivano a prescrizione diverse. Detto questo, se invece vogliamo tradurre le descrizioni macro in rendimenti attesici e numeri pratici, bisogna andare alle capita l'assumption, o comunque ai rapporto con aggiornamenti periodici in cui queste stesse società dicono cosa si aspettano dalle varie set class nel lungo periodo. Alla luce di queste analisi macro, quindi ma quali sono le stime di queste società? Vediamo le… cosa notiamo? Sicuramente c'è una certa cuoreanza generale. Per azioni obbligazioni le stime si moveano all'interno di range abbastanza contenuti. Allo stesso tempo però c'è anche una certa dispersione, per esempio BlackRock e la più bullish su l'esempio 500 per cui veda dirittura un 8,5% di rendimento medioanno per i prossimi 10 anni. Shwab è capita l'invece appena 6,1%. C'è poi chi ritiene che i mercati excessati uniti abbiano un rendimento atteso maggiore di quello americano, come l'esempio JP Morgan, Amundi e Shwab, mentre le altre due la pensano diversamente. Sul fixed in camminvece i numeri sono più compatiti per un motivo che spiegaremo tra poco, però in generale il discorso è che è più semplice estimare i rendimenti attesi sui titoli governativi che non sulle azioni. Diversi invece il discorso sul debito dei mercati emergenti per cui si vada un 5,2% ad un 6,7% di rendimento atti su un range piuttosto ampio. Questa varianza nei forecast bottom up comunque è dovuta al fatto che in parte è opinion dependent, cioè la società di turno prende posizione rispetta determinati i fattori macroeconomici e formula dell'estime di conseguenza. D'altra parte poi ci anche se vogliamo un problema di conflitto di interessi, cioè le società di asset management vengono prodotti di investimento per campare, quindi senza volere essere maligni a tutti i costi, però bisogna tenere in considerazione che ciascuna società avrà qualche bias a seconda di dove si sta puntando come strategia commerciale. Invece facciamo finta di non avere alcun opinione sull'andamento dell'economia, sulla politica delle banche centrali, sulla geopolitica e su tutto il resto. Allora cosa possiamo fare? Possiamo fare il ricorso semplicemente alla teoria economica che permette di estrarre i rendimenti attesi dai prezzi di oggi. Noi diciamo sempre che prevedere quasi impossibile e questo è verissimo nel breve termine, ma prevedere i rendimenti di lungo termine e diciamo così meno impossibile. Per o meno per quelle asset class che pagano flussi di casa, infatti per azioni e soprattutto obbligazioni e possibili destimare il rendimento implicito di lungo termine, applicando una metodologia nota e consolidata che però funziona solo la condizione che ci siano dei flussi di casa da scontare. Invece per cose come oro, matere prime, bitcoin e altre asset puramente speculativi, stimare i rendimenti attesi e letteralmente un tiro di dadi. Vediamo allora l'altro metodo, quello top down, che se ne frega della situazione macro e considera solo i valori fondamentali e poi li confrontiamo tra loro e tiriamo le nostre conclusioni. Qui merita un posto speciale uno dei miei grandi eroi, anti il manen. Finlandese, PhD a Chicago con Eugene Fama, Ken French, lavora da sempre in Eichelar con Cliff Asnes e è considerato un guru una leggenda vivente sul tema dei rendimenti attesi. Il manen ha scritto nel 2011 un mattonazzo gigantesco che si chiama "expected returns" ed è probabilmente libro più denso e prezioso mai scritto su questo tema. Se volete però la versione di più digeribile attuale, vi consiglio questo qui scritto nel 2022 che sintitola "investing amide low expected returns" cioè investire a fraud di bassi rendimenti attesi. Nonostante la densità di concetti tecnici, l'idea centrale di il manen è di una semplicità disarmante. Il rendimento di un investimento su un lungo periodo non è una cosa misteriosa che scende dal cielo, è la somma di pochi pezzi che possiamo scomporre e soprattutto osservare. E come se il futuro in qualche modo si ha già scritto a grandi linee di numeri di oggi? A condizioni sa per le leggere. Il motivo per cui funziona, se ci pensate quasi banale, perché cos'è un'azione alla fine, è il dirito a incassare i soldi che quella azienda generrà nel tempo, nient'altro, e una pretesa su del contante futuro. E allora il rendimento che ne ricavate sul lungo periodo non può che venire da tre cose semplicissime, cioè quanto vi paga adesso quella azienda come dividendo in proporzione a quanto la pagate voi, quanto quel flusso di soldi crescerà in base a come cresceranno o diminuiranno i suoi profitti futuri, e infine quanto vare l'umore del mercato, che esitì i prezzi aumentano quando c'è tante u forie e propensione rischio, e diminuiscano quando c'è invece tanta paura e a versione a rischio. Bisogna però dire che le variazioni dell'umore del mercato, o per dirla più rigorosamente, le variazioni delle valutazioni nel tempo, cioè dei rapporti tra prezzi e utili, non sono una cosa facilmente prevedibile e nel lungo termine tendono ad alternarsi. Noi più allunghiamo l'orizzonte, più l'umore si attenua e resta nei fondamentali, cioè nel breve conta come si gonfiano i sgonfieni prezzi, nel lungo termine su 10 e 20 anni contano quasi solo utili e dividende i bike. O meglio nessuno sa se tra dieci anni il mercato sarà più caro più economico, quello diventa una scommessa, però appunto la cosa più honesta da fare quando si stimano i rendimenti attesi e mettere questa variazione dell'evalutazione a zero, c'è assumo che le valutazioni tra dieci anni saranno più o meno quelle di oggi. Non assumo che non cambiarono mai, ma facciamo finta che siano quelle di oggi pulendo la formula dal suo elemento più volatile. D'aresto quello che ci interessa è stimare l'ordine di grandezza non un valore preciso che peraltro sarebbe impossibile. Il rendimento atteso di lungo termine del mercato azionario sarà quindi dato principalmente da questo. Dividendelle iniziale, cioè dividendere il rapporto al prezzo, più crescita o dei crescita degli utili o propriamente del free cash flow, cioè della fonte da quella azienda tinge per pagare dividendie fare by back. E appunto la variazione delle valutazioni la mettiamo ma zero. La cosa bella di questa formula non è tanto la precisione con cui impassato estimati rendimenti alla letra, quanto la coerenza che ha dimostrato in termini di ordine di grandezza tra le steam e risultati effettivi. Questo per le azioni. Cosa faremo noi quindi? Prenderemo il dividendil dei principali mercati azionari, faremo una stima di crescita degli utili e avremo i rendimentori alle atteso. Per arrivare a quelli nominali poi ovviamente ci aggiungiamo l'inflazione. Per l'obligazione invece la questione è ancora più brutale perché il rendimento atteso di un'obligazione è di forteica il suo rendimento a scadenza di oggi. Lo " yield to maturity" è un numero che è già lì scritto, non è un bagnianche previsto, però ci arriviamo tra poco. Bene, torniamo alle azioni e lo rifacciamo il conto vero oggi l'oglio 2026. Prendiamo quattro mercati. Stati uniti, i paesi sviluppati e accessati uniti, paesi emergenti e lindice globale che più o meno tutti in qualche modo abbiamo importa a foglio. Primo step, il dividendil. Il dividendil è facile perché lo posso prendere direttamente la fa excita degli indici di MSI per esempio. Usano l'MSIusa invece dell'SNP 500 per i Stati uniti però cambia poco. Le azende americane sono quelle che pagano meno dividendi in proporzione al prezzo, o se vogliamo dire la cosa nell'altro modo, sono quelle che scambiano ai prezzi più alti rispetto ai dividendi. In questo momento siamo intorno all'1,1 per cento. I paesi sviluppati e accessati uniti, soprattutto l'Europa, pagano dividendi più alti, oggi siamo a 2,6 per cento circa di dividendil. I paesi emergenti navi a dimenso 1,9 per cento. Come effetto di questo, il dividendil del mercato global in cui chiaramente gli Stati uniti pesano tanto è 1,6 per cento. Ora così abbiamo il primo pezzo. Secondo step, la crescita. Ora, qui, in effetti, una piccola stima serve e dell'unico punto in cui bisogna fare qualche assunzione in più. Storicamente però gli utili per azione sono cresciuti al neto dell'inflazione in un range di 1-2 punti per centuale all'anno nei mercati sviluppati. Il timamente in effetti stima assistendo a crescita degli utili molto più levate, però è il realistico e poco prudente proiettare indefinitamente nel futuro. Concediamo però che la qualità dei profeti azendali sia effettivamente migliorata nel tempo in maniera strutturale, anche grazie al fatto che le aziende più grosse ormai in tutti i mercati sono meno capital heavy che è impassato, sono meglio gestite e sono complessivamente più profittevoli. Per esempio, EQAR che lo sapete è il mio faro più luminoso tra le tenebre dei mie dubbi finanziari. Nelle sue assumptions di quest'anno ha fatto queste stime. 2,7% di crescita per i stati uniti, 2,5% per i mercati sviluppati ex e stati uniti e 2,6% per gli emergenti. Sono effettivamente delle stime più alte della media storica, però è anche vero che questo trende di crescita degli utili azendali durò ormai veramente da decenni e sembra molto robusto e avuto tra l'altra una forte accelerazione soprattutto dopo il covid. Abbiamo quindi un rendimento reale atteso che vada poco più del 3,6% degli stati uniti al 4,5% dei mercati sviluppati ex e stati uniti ed emergenti. Per il mercato globale, quindi siamo leggermente sotto al 4%. Ora aggiungiamo l'inflazione. Per la fede di Cleveland, l'inflazione attesa 10 anni negli stati uniti e intorno al 2,5%. Per la BIC non ho trovatà aspettative oltre i 5 anni che comunque erano nello stesso ordine di grandezza, quindi facciamo 2,5% per tutti. Questo è il risultato finale. Verete, le stime non si riscostano molto la media delle assumptions delle principale case di asset management. La differenza però è che non abbiamo formulato delle ipotesi macro o delle interpretazioni specifici e legate a settori, politiche monetari o fattori giopolitici. Abbiamo semplicemente assunto che nel lungo termine, in media il principale responsabile del rendimento futuro sarà il dividende il di partenza. Ok, i tassi di creccia degli utili variano molto lentamente, mentre invece fin dagli anni 80, sua eccellenza Eugene Fama tra le tante cose aveva intuito che il rapporto tra prezze di videndi fosse predittivo del rendimento futuro di lungo termine. In maniera inverso, cioè prezzi altri rispete di videndi uguale rendimenti futuri inferiori, prezzi bassi rispete di videndi uguali rendimenti futuri superiori. Quindi non c'è bisogno di fare i ipotesi sul fatto che oggi preziano troppe elevati e che domani debbono per forza scendere, perché non è niente detto che sia così e potranno rimanere elevati per sempre. Però dato che partiamo da prezzi altri rispetto ai flussi di cassa distribuita gli azionisti, allora, meccanicamente, il rendimento implicito per gli anni venire sarà più basso di quello di cui abbiamo goduto negli ultimi 10-15 anni, anche senza che sia necessare una compressione del rapporto tra prezzo e utili. In questa prospettiva, in qualche modo le azioni venono considerate come fossero delle obbligazioni, cioè il rendimento di partenza spiega il grosso del rendimento atteso. Per le obbligazioni poi questo metodo diventa quasi scientifico. Il rendimento atteso da un porta foglio di comunicazione ad oresci un costante, come il vostro TF, è fondamentalmente il suo rendimento a scadenza di partenza più così detto roll down. Cos'è il roll down? Detamale, sei bondo non vengono portate a scadenza, ma continuamente rinnovati e la curva di rendimenti non si inverte, il fatto di essere sposta ad oresci un costante paghe in medio un piccolo rendimento extra. Comunque potremmo anche approximare dire che il mio porta foglio di TF in Westman grade, come ad esempio, un aggregate sui governativi europei, ha un rendimento implicito risponde al suo rendimento a scadenza medio. Prendiamo ne una caso, come questo TF di Vanguard. La scadenza media di questo fondo è circa nove anni e ha uno il tuo matriore di 3,12%. Il tuo orso, però siamo lì. Quindi una ragionevo la prossimazione del rendimento atteso su un orizzonte temporale di 8-10 anni e appunto di circa 3,12%. Non ne è una teoria strusa e appunto una conseguenza ritmetica. Il prezzo può ballare nel mezzo ma il punto di arrivo in qualche modo scritto nel punto di partenza. Qui però c'è un pezzettino di matematica che vale la pena capire perché è leggermente contro intuitivo. Molti pensano. Ma se i tassi salgono, tutti i miei bond perdono valore, quindi ci rimetto. Vero nel breve, meno vero nel lungo termine, perché, come ho detto, più spesso di qualunque altra cosa in questo podcast, quando i tassi salgono il prezzo del porta foglio di bond, oggi scende sì, ma da quel momento in poi le cedole vengono la investita tassi più alti e le due cose tendono a compensarsi e tornano ad un risonto che coincide con la scadenza media del titulo. Sul mondo obbligazione, quindi questo metodo del punto di partenza spiega circa 90% di quello che poi succede, per esempio, nei 10 anni successivi se parliamo di bonde di 10 anni. Guardate, questo grafico lo mostrato tante volte preso da GP Morgan fa proprio vedere molto bene questa correlazione che è quasi deterministica. Il rendimento di partenza, di un paeniere di bond è quasi una profezia che sia autoavvera per pura matematica finanziare. Sulle azioni, la precisione minore, perché ci sono molte più variabili e anche, diciamo, per un fatto che un po' a metà tra matematiche e filosofia, c'è un bond non può avere rendimento illimitato, schiamo a reddito fisso e la scadenza un bond viene rinborsato a 100, neanche viene rinborsato a 150 se il mercato gira. Un'azione invece, quando è a 0 o crescerei del 800 per cento in un anno. Quale azioni, quindi è più difficile restringere il range sul rendimento atteso, però questo è anche parte della loro magia. Tornevo però la domanda di partenza con le due risposte in mano. Da una parte 5 grandi autolo, magnifici bellissimi, pieni di temi, analisi macro, analisi di cenare così via. Dall'altra, due addizioni, fate con numeri che sono in qualche modo già scritte nei prezzi di oggi che ci danno un'idea del rendimento atteso che non dipende, però in realtà, dall'opinione di nessuno. Perché il secondo metodo in qualche modo è più robusto per quello che serve a noi come investitori di lungo termine? Beh, penso per tre motivi. Il primo è che il pezzo più grande del rendimento è un fatto, non è una previsione, c'è il dividende, il rendimento a scadenza di oggi, sono cose li, sono osservabili, non li devo indovinare. La stima botomap invece è una previsione dalla prima l'ultima riga. Seconda cosa, l'unico pezzo che stimo, che è la crescita, è una stima molto piccola e stabile, diciamo così, c'è anche se sbaglio la crescita degli utili di un punto intero che è tanta roba, però su 10 anni sposto il risultato di poco, perché il grosso è ancora allo il de di partenza e soprattutto, impatta poco sulle mie decisioni, come dirò, abbrevi. Terza cosa, non ho degli opinioni forti da validare, c'è non devo aver ragione sull'irann, sulla fed, sulle Iai, il metodo funziona, proprio perché non prova essere intelligente e umile per definizione. E' in finanza, l'umilità, di solito paga. Va date che non è una mia simpatia personale per questo metodo, se prendete la storia degli ultimi cent anni, vi chiedete, cosa ha spiegato meglio rendimento di 10 anni successivi, la risposta è sempre la stessa e piuttosto noiosa. Il punto di partenza spieca quasi tutto. Per le obbligazioni, come diciamo prima, il rendimento a scadenza iniziale spiega veramente tutto. Per le azioni, il livello delle valutazioni e dei dividendi di partenza spiega una fetta grossa. Non tutto, però, una fetta abbastanza grossa di quanto poi succede veramente negli anni successivi. In generale, comprare quanti mercati sono stati cari assistematicamente prodotto dei rendimenti decennali più bassi, comprare quando sono stati economici invece, esattamente l'opposto. La neonopinione è un pattern che si ripede da quando abbiamo iniziato a calcolare i rendimenti. E' la correrelazione tra i rendimenti partenza e i rendimenti realizzati è stata di circa 0,5, quindi questi metodi che si basano sull'uil di iniziale spiegano circa metà dei rendimenti che effettivamente poi si sono verificati. Non è una correrelazione abbastanza alta per permettere di fare market timing come diceva l'integno, ci può battere il mercato usando questo metodo. Però è una correrelazione abbastanza alta per essere significativa e determinare il percorso di lungo termine. La parte che invece sfuggia questo pattern che invece lespansiono la contrazione dei molti pli del rapporto prezzuti di quella roba che noi abbiamo messo a 0 nella formula è proprio quella che nessuno è mai riuscito a prevedere con costanza e che fa sì che la correrelazione non sia esattamente 1, quindi diciamo, è la parte che esce fuori dal modello. Fatti, per esempio, anche 10 anni fasi diceva che il mercato era caro perché le valutazioni erano molto elevati. Quindi tutti allora sconziavano di avere elevati a sposizionati perché scommettevano che le valutazioni si sarebbero contrate. Invece sappiamo bene [Musica] cose sono adate molto meglio di quelle previsione aveva inimagine. Però al motivo non è che il modello era sbagliato, il motivo è che c'è stata una combinazione di tasse a zero, incentivi fiscali, altri fattori non ripetibili che hanno gonfiato ulteriormente i prezzi, cioè quella parte che il modello non considera. Ora non ne ho detto che i prezzi quindi debbano per forza sgonfiarsi da cui in poi possono davanti e confiarse ancora. Magari per tanti motivi il mercato sia settato su molti più alti che in passato e quindi non si tornera mai un rapporto tra prezzi utili di qui, nicino, carastata la media storica. Fosse anche solo che oggi ci sono molti più investitori retail, gli ETF hanno dei moliti costi per investire tanti fattori. La conseguenza quasi aritmetica di questa cosa però e chi rendimenti futuri saranno più bassi? Nessun drama, però, sapearlo aiuta a fissare bene le aspettative. Sappiamo tutti che perolte un secolo L'SNP 500 ha preso il 10% all'anno. Dal 2009 oggi ha riso a direttura 16% all'anno una cosa senza senso. Per i prossimi 10 e 15 anni invece faremo bene ad avere delle aspettative un po' più modeste. Attenzione, non sto dicendo che dobbiamo buttare invece gli autlook delle grandi case di investimento. Le storie di BlackRock, di Ammon, di tutti le altre sono utilissime per capire i rischi per non farsi trovare impreparati, per decidere magari se inclinare un filo verso l'Europo gli mergeti però per rispondere alla domanda quanto renderà il mio porta foglio nel suo complesso, ecco diciamo che il foglietto con due addizioni resta la pala di cristallo migliore che abbiamo. Ma in pratica che ce ne facciamo di sto numero? Mettiamo di avere un porta foglio fatto al 70% di MCI, al countri World, 30% di Bloomberg, Euroaggregate Treasure, così non abbiamo prema del cambio. Il rendimento azionario atteso è circa 6,7% abbiamo visto in media con il metro che abbiamo usato. Il rendimento obbligazionario invece è circa 3%, usando l'ultima ciorità di oggi. Il rendimento atteso del porta foglio sarà quindi la media di questi due numeri 5,6%. Non è un numero ovviamente scritto nella pietra, potre essere più alto, potre essere più basso, però nel momento in cui formulemi i pieni finanziari devo fare dell'assunzioni su rendimento atteso e comportarmi di conseguenza. Quindi tre cose concrete. Primo, tarare le aspettative. Se abbiamo in testa che le azioni fanno il 10% all'anno perché così è stato negli ultimi decenni. Oggi in realtà stiamo partendo da valutazioni molto alte e quel 10% nasconde un pezzo grosso di espansione delle valutazioni che difficilmente si potrà ripetare allo stesso modo. Se siete per cento invece, giamo una assuzione di realismo. Chi pianifica il futuro su un 10% all'anno invece si sta prendendo un po' in giro? Seconda cosa, guardare lo yield, non l'umor del mercato, perché ci sarà sempre qualcuno che dice "I mercati saliranno, i mercati crolleranno", però l'unica domanda che ha senso è "Qual è il rendimento di partenza oggi che sto comprando?" Il dividend yield, il rendimento a scadenza, quello e il farola fin della fiera, tutto il resto è entertainment. Terza cosa, adattare il piano finanziario. Il rendimento azionario troppo basso rispetto a rischio che richiede, posso considerare di investire più in bonda che in azioni, in altri asset come oro, materie prime tutto il resto. Oppure il rendimento del porta foglio non mi permette di raggiungere gli obiettivi che avevo in testa, allora forse devo cercare di capire come aumentare il mio tasso di risparmi o mensile e investire di più per raggiungere lo stesso risultato che avevo in mente con un rendimento inferiore. Vedete, non si tratta mai di prevedere, si tratta di formulare delle assunzioni realistiche per prepararsi al meglio a quello che il futuro può riservarci. Morale, quello che arriviamo, non è un numero a cui credere sulla fiducia, ma è un ordine di grandezza che può coordinare meglio le nostrazioni basato su un metodo replicabile che ciascuno può reiterare tra un anno tra 5, 3, 10 con i dati che ci saranno di volta in volta perché i dati cambierono, ma la teoria è sotto, chiaramente no. Bene amici miei, fin alle episodi di oggi, se queste episodi vi piaciuto mettete like, seguite il canale, soprattutto iscrivetevi alla newsletter che c'è ogni domenica su www.debulbondit/newsletter, che è gratuita e poi lì tocchiamo anche tanta attualità. Per queste episodi invece è davvero tutto e noi ci rivediamo tra pochi giorni con un nuovo appuntamento assieme. Sempre qui, naturalmente, ponte bull, il tuo apoccas, di finanza personal.

Podcast Summary

Key Points:

  1. I report di metà anno 2026 di BlackRock, Amundi, JP Morgan, Charles Schwab e Capital Group identificano cinque temi chiave: intelligenza artificiale, concentrazione di mercato, valutazioni elevate, possibile risveglio dell’Europa e inflazione persistente.
  2. L’IA è vista come motore principale, con investimenti massicci in infrastrutture, ma con rischi legati a ritorni incerti.
  3. La concentrazione è estrema sia negli USA che nei mercati emergenti, riducendo l’efficacia della diversificazione.
  4. Le valutazioni azionarie sono storicamente elevate, specialmente negli USA, mentre obbligazioni e asset reali offrono rendimenti interessanti.
  5. Le stime di rendimento a lungo termine variano tra i gestori (es. 6,1-8,5% annuo per l’S&P 500), evidenziando conflitti di interesse e opinioni divergenti.
  6. Un metodo alternativo e più robusto è l’approccio top-down, basato su flussi di cassa e valutazioni attuali, che permette di stimare rendimenti attesi senza previsioni macro.

Summary:

000 miliardi di dollari. I temi ricorrenti includono l’intelligenza artificiale come motore di crescita, la concentrazione estrema dei mercati (con le prime 10 aziende che rappresentano il 40% dell’S&P 500 e dei mercati emergenti), valutazioni azionarie storicamente elevate, un possibile rilancio dell’Europa grazie a investimenti strutturali, e un’inflazione persistente che mette in discussione il classico portafoglio 60/40. Le raccomandazioni divergono: BlackRock è sovrappesata su USA e AI, Amundi punta su Europa e obbligazioni, mentre JP Morgan e altri suggeriscono diversificazione verso asset reali.

L’autore propone poi un approccio top-down più oggettivo, basato sulla teoria di Ilmanen, che scompone i rendimenti attesi in dividendi, crescita degli utili e variazioni delle valutazioni. Questo metodo, che ignora previsioni macro, offre stime più affidabili per azioni e obbligazioni, mentre asset speculativi come oro e criptovalute restano imprevedibili. In conclusione, avere aspettative realistiche sui rendimenti futuri è cruciale per pianificare risparmi, investimenti e pensionamento, evitando decisioni basate su previsioni di breve termine.

FAQs

BlackRock, Amundi, JP Morgan, Charles Schwab e Capital Group sono i cinque grandi asset manager discussi.

La domanda principale è: quanto renderà investire nei prossimi 10 anni per la pensione, i figli o la libertà finanziaria.

I cinque temi sono: intelligenza artificiale come motore, concentrazione dei mercati, valutazioni elevate, possibile risveglio dell'Europa, e inflazione con la fine del portafoglio 60/40.

Il metodo top down usa i valori fondamentali di oggi, come dividendi e crescita degli utili, e assume che le variazioni di valutazione si annullino nel lungo periodo.

BlackRock stima un rendimento medio annuo dell'8,5% per l'S&P 500 nei prossimi 10 anni, mentre Capital Group e Schwab stimano solo il 6,1%.

Le obbligazioni hanno flussi di cassa più prevedibili, come cedole e rimborsi, mentre le azioni dipendono da utili e valutazioni future più incerte.

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