The text introduces "frizione" as a concept to guide welfare initiatives in 2026, emphasizing the need to reintroduce friction in a society obsessed with fluidity. It critiques the trend towards frictionless interactions and the impact on human warmth and societal cohesion. The text challenges technocratic approaches in public administration, advocating for human-centered services that value individual stories and community connections. Lessons on fostering community include embracing diversity, instability, physical spaces, small-scale engagement, and addressing participation gaps. Suggestions for public administration include recognizing relational merit, demercantilizing care, adapting to contingencies, and engaging marginalized groups proactively. Embracing "frizione" is presented as a way to counter isolation and build human connections, ultimately restoring the essence of welfare as caring for the ties that bind us together.
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2109 Words, 13521 Characters
A questo appuntamento del cantiere del welfare, l'ultimo, di questo 2025, non voglio fare il solito bilancio di fine anno. Non vi parlerò di statisti, che obiettivi raggiunti, voglio fare qualcosa di diverso, voglio proporvi una d'usola, una parola che ho scelto come guida per il 2016 di questo podcast il cantiere del welfare, e che spero possa diventare anche un criterio di lavoro, di pensiero, di azione anche per voi. La parola è frizione. In realtà non è una parola mio, la prendo in prestito da Flaviano Zandonei e da una su gestione natta leggendo un densissimo contributo del sociologo tomaso vitale, intitolato "Wotwiggette wrong about community", cosa abbiamo sbagliato nell'interpretare la comunità potremo tradurre. Vitale ci sfida a guardare cosa stiamo sbagliando, appunto, nel nostro modo di intendere la comunità, offrendoci desione, che arrivano direttamente dall'osservazione di i gruppi civici italiani. Perché ho scelto proprio frizione? Perché viviamo in un'epoca che ha fatto della fluidità il suo idolo, credo che si aggiunto il momento di riscoprire il valore di ciocchi invece resiste. Mi ciocchi gratta di ciocchi non scorre via in un semplice click. In un mondo che vuole tutto liscio la frizione è l'ultima difesa dell'Uman, il mantra dell'età digitale del managno e il moderno è il mito dei frizioneless, il senza tritto. L'obiettivo di ogni piattaforma da Amazon Uber è eliminare il mio staccolo, ogni rallentamento, ogni minimo sforzo tra il soggetto di un desiderio e il suo soddisfacimento. C'hanno permesso quindi un mondo liscio, interfacendo intuitivo, servisse veloci, come un battito di ciglia, comunità digitali dove tutto score senza entoppi e senza conflitti. Ma in questa cursa verso la fluidità totale cosa ci stiamo perdendo? Abbiamo perso in fondo il calore. In fisica lo soppiamo bene, il calore nasce dallo sfregamento, senza tritto non c'è la cintilla. Se togliamo la frizione dei nostri territori, se eliminiamo lo staccolo dell'incontro umano non mediato da un algoritmo, togliamo quella cintilla vitale che tiene insieme gli esseri umani. Reventicare la frizione allora significa compiere un piccolo atto rivoluzionario, significa dire che il disordine fa fatica del confronto e lo staccolo del disaccordo non sono dei bug di sistema o errori da corregge e sono al contrario i segni vitali di una società che esiste ancora. Senza tritto restiamo penti gestiti, con l'attrito torniamo a essere cittadini che incidono e la democrazia come ci ricordo vitale non è un software ben oliato ma è un corpo che continua a sfregare contro un altro corpo. Come si si traduce questa suggestione nella realtà dei nostri seduiszi? Perché parlare di fissione? E diventate in fondo una questione di sopravvivenza per di welfare sociale pubblico? Nel ultimi due decenni almeno la pubblica amministrazione in generale ha subito il fascino magnetico di un paradigma tecnocratico, quello che viene chiamato in New Public Management, l'idea era apparentemente vincente, cestire lo stato come un'azienda. L'obiettivo è fiscenza totale, l'enominazione di ogni attrito relazionale tra istituzione e cittadini per massimizzare la velocità della risposta. Ma per ottenere questa fluidità la pubblica amministrazione ha dovuto perare una sorta di mutazione, cioè ha iniziato in realtà a trattare il servizio pubblico come un'accomoditi, cioè come una merce è sempre più standardizzata. Posa significa questo concretamente nel design dei nostri servizi, e significa passare dalla cura della persona la gestione dei flussi prestazionali. E come se la pubblica amministrazione in fondo smettasse di chiede si chi è questa persona, qual è la sua storia e di quale tessuto di legame è bisogno per non crollare, e inizi invece a chi edessi quanti unitari prestazioni standardizzate deve rogare per chiudere questa pratica in il minor tempo possibile. Questa è quella che possiamo definire la desertificazione di senso, cioè quando il Welfare diventa liscio, scorre sopri bisogni senza mai abitarli realmente, allora stiamo cofondendo la semplificazione con la banalizzazione, che se standardisiamo un bando ad esempio per l'assistenza di umicigliare e non qualtiere multiculturali complesso, come se fossimo in un contesto sociale omogeneostatico stiamo compiendo un atto di città administrativa. Il Welfare fizzione lasse elimina questa interazione umana non codificata, perché in fondo la considera un'inefficienza procedurale, un rallentamento inutile. Il risultato è il risultato di una pubblica amministrazione che non sfrega più contro i problemi reali, quindi perde la capacità di comprendeli. C'è un pericolo ancora più grande e lo stiamo avvedendo, se il valore aggiunto del Welfare pubblico non è più la costruzione delle gamie o la mediazione comunitaria, ma la velocità di erogazione allora lo stato già perso, perché è un colosso del profitto con algo etnogistici, spietati, capitali molto più corposi sarà sempre più efficiente della pubblica amministrazione e gistire il liscio. Quindi semplificare Welfare fino a rendere una transazione digitale, significa alla fine fare un regalo in menso i grandi gruppi assicurativi e giganti del profito di cura, ad esempio. Engaggiare in modello fizzione significa attifatto preparare il terreno allo smantellamento dei presidi territoriali, senza la frizione del vegano, il Welfare pubblico perde proprio la sua ragione di essere politica, diventa quindi un deboli concorrente della logistica privata destinato a finanziare con bauce pubblici i servizi di chi trasforma il bisogno impurro di vivendo. Contro questo modello tomasovitale contrappone un'immagine di una potenza straordinaria, ed è l'immagine della sedia. Immaginate mi incontri in piarsa un momento di partecipazione civica, una semplice assemblia di quartiere. Ma che riposte a sedere? Il cittadino chi incide non è quello che manda un'immagine di protesta, o che apre un ticce digitale lamentando il di servizi. E' quello che semplicemente correa casa prende la propria sedia di cucina la porta in piarsa, perché qualcun altro posso sedessi. Nitale scrive, la partecipazione non è un click, e lo sforzo fisico di chi va a casa prende una sedia, perché quella in piarsa è rotta. Ecco, questa sedia è un po' l'antitesi bel bando che ha vi mano, che spesso nella pubblica amministrazione e nei territori funziona ormai come meccanismo rodato. Representa quella che la sociologia chiama infrapolitica, cioè quel sottobosco di migliorazioni quotidiane, fatcosi, sporche, spesso come dire i néficienti secondo i perimetri dei buorocrati. Preparò suono l'unica cosa che tiene in piedi una comunità. Se la pubblica amministrazione guarda che porta la sedia solo come un volontario, che le fari sparmiare costi, sta infondo uccidendo il capitale sociale. Dobbiamo allora passare dall'essere dei giudici di gara, ai seri alleati della sedia, cioè significa accettare che la partecipazione sia la materia viva fatta di corti che si muovono che accettano la frizione del conflitto. Senza questo tritto, la partecipazione diventa cosmetica, un click su una piattaforma per decidere il colore con la patina, mentre le scelte vere sono prese da natra parte, una silenzio di infiche settici. L'itale ci consegna cinque lezioni che possono essere molto utili per abitare la frizione. La super diversità, cioè le comunità vere non sono dei tre besclusivi di persone uguali, sono luoghi d'ifizioni, tracuture, enti, linguistori, diverse, le super diversità non sono un problema da risolvere con la standardizzazione, ma la condizione stesse delle nostre città, si cerchiamo solo l'omogenità, stiamo costruendo dei ghetti non delle comunità. Il seconda lizione è l'instabilità come valore, e i gruppi cibi ci sono fragili per natura, ci sciogono, si trasformano, nascono po' un obiettivo, un buono e il giorno dopo. Questa non è debolezza, però la vita, con l'organizzazione che non cambia mai è infatti l'organizzazione che non sfrega più coloreta, la pubblica amministrazione allora deve imparare dalle arsi con gli stabili. Pezza lezione, l'infrastruttura materiale e la comunità bisogno di corpo, non bastano i gruppi Facebook, lecciato whatsapp, servono piazze, stanzze, sedi, cioè la tecnologia deve servire l'incontro fisico non sostituirlo, e l'uelfaro allora deve tornare ad essere un welfar dei metri quadri, degli spazio aperti, in acessibili. Quarta lezione è il potere dei piccoli numeri, spesso alle politiche pubbliche in segoni grandi numeri, di tale ci dice il contrario, l'impatto reale avviene spesso in piccoli gruppi densi di relazione, dove la franzione è massimo perché ci si conosce per nomeno, e nella niglia che nasce l'innovazione succede. Quinta lezione è il gap di partecipazione, ai dati dell'Europia un social survey che, tomaso vitale, analizza e sintetizza, ci dicono che in Italia è gap di partecipazione tra le innite strute e le face pragi di superi 20%, la fluidità digitale parla solo chiaggia i mezzi. Per chi vive in fragilità il welfar iniziò a un muro di gomma, se non accettiamo alla franzione della scolto lento e dell'incontro fisico, e continueremo a fare un welfar penipo avrì ma lo faremo solo con i ricchi. Come può allora la pubblica amministrazione e fare tesoro di queste lezione? Se abbandoniamo il sogno dei flixi onless quali piste possiamo tracciare per un welfar dei territori che sia davvero fizzionato e civico e partindo dall'enagio di vitale allora un travvedo quattro piste fondamentali. La prima è riconoscimento del merito, non solo della nografia, oggi la pubblica amministrazione riconosci il tezzo settore i gruppi civici, solo traverso registrico, bicifiscale, adempimenti formati, è un riconoscimento buro pratico, la prospettiva civica ci chiene invece un riconoscimento del merito relazano. La pubblica amministrazione deve imparare di più a vedere chi porta quella sedia, anche se non hai scritto un albo, deve riconoscere il valore di chi produce le gami, non solo di chi produce affatture, premiare chi sta nella frizione del territorio che abite i conflitti e che non si limita solo di rogare prestazioni punite e asettiche, seppur molto professionali, un'altra pista è la demercificazione dell'accura, vitale ci parla di associazione, gruppi civici come dispazzi, sottratti, elologica del mercato, in questa è una pista politica enorma, il compito della pubblica amministrazione allora non deve essere quello di creare un mercato del society, ma di proteggere questi spasti di comunanza, demercificare significa finanziare i luoghi dell'incontro gratuito, sostenere le reti di reciprocità, dove non c'è un waucer da scambiare, ma una relazione da coltivare, il wafer pubblico vince solo si protegge ciò che il mercato non può produrre, appunto, la fiducia. Una terza pista è abitare in certe sela contingenza, il wafer tecnocratico vuole prevedere tutto, ma la vita civica, come ci dice vitale, ha fatta di serem di pittà, di eventi imprevisti, la pubblica amministrazione allora deve abbandonare questa logica del giudice di gari, di bandi, di acreditamenti, processionato quindi dal controllo procedurale e diventare allora un abilitatore di contesti, cioè significa ad esempio scrivere bandi che lasci uno spazio di imprevisto, che permettano i progetti di cambiare strada se il territorio lo richiede, abitare la funzione significa accettare che il progetto perfetto sulla carta possa ed ebbe essere sporcato dalla realtà. Quarta pista, politiche d'ingagio contro il gap di partecipazione, se sappiamo che le fasce deboli partecipano i 20% in meno, e la pubblica amministrazione non può limitarsi ad aspettare che il cittadino ha faccio domanda un vain, deve passare dalla cessa o l'ingaggettivo, una pubblica amministrazione amica della frizione e isce dagli uffici, va dove la gente sfrega nei mercati davanti alle scuole, nei cientranziani, cioè significa tra le tante cose investire in figure di mediazione e di prossimità, che non hanno il compito di chiudere pratiche ma di aprire contatti, la frizione della scolta è il unico modo per non fare un welfare ad uso esclusivo di chiaggia le competenze per navigarlo. E come se fossimo arrivati ad un bevio finale, da una parte c'è il miraggio di una pubblica amministrazione senza tritto, digitale, silenziosa, ufficientine e data-besma che producia la fine solitudine ed esertificazione dei territori, da la tra parte c'è la scelta dell'affenzione. La frizione è una base organizzativa che permette a le persone di non sentessi sole, significa adottare quella postura che evitale definisce critici ma non rassegnati, critici verso un sistema che ci vorrebbe solute intisolati, non rassegnati aprete la berlezza dell'ostrazione. Da avere il coraggio di complicare i processi per renderli umani, significa capire ad esempio che una assistente sociale che perde mezzora a parlare di nulla con un anziano non sta perdendo tempo, sta producendo la risorsa più preziosa di una democrazia, il riconoscimento al ciproco, perché è solo dove c'è tritto, c'è contatto, è solo dove c'è contatto il calore umano può sprogenarsi, è solo così il welfare smette di essere fredda bolo ciprocrazia o cinico mercato, per tornare ad essere ciò che è sempre stato nel suo DNA più profondo, la cura dei legami che ci tengono insieme. Io sono Davide Veirani, questo è il cantiere del welfare, per il 2026 di Aguro di non cercare la strada Puliscia, cercate quella più popolata, portate la vostra sedia in piatta, fatti a tritto, e reate calore, buon anno a tutti, ci riusentiamo nel 2026.
Podcast Summary
Key Points:
Introduction to the concept of "frizione" as a guiding principle for welfare in 202
Critique of the trend towards total smoothness and frictionless interactions in society.
Importance of embracing friction for human connection and societal resilience.
Criticism of technocratic approaches in public administration and the need for human-centered services.
Lessons on fostering community through diversity, instability, physical infrastructure, small-scale engagement, and addressing participation gaps.
Summary:
The text introduces "frizione" as a concept to guide welfare initiatives in 2026, emphasizing the need to reintroduce friction in a society obsessed with fluidity. It critiques the trend towards frictionless interactions and the impact on human warmth and societal cohesion. The text challenges technocratic approaches in public administration, advocating for human-centered services that value individual stories and community connections.
Lessons on fostering community include embracing diversity, instability, physical spaces, small-scale engagement, and addressing participation gaps. Suggestions for public administration include recognizing relational merit, demercantilizing care, adapting to contingencies, and engaging marginalized groups proactively. Embracing "frizione" is presented as a way to counter isolation and build human connections, ultimately restoring the essence of welfare as caring for the ties that bind us together.
FAQs
La parola guida proposta è 'frizione'.
La frizione è vista come un elemento essenziale per mantenere i legami umani e contrastare la tendenza alla standardizzazione e alla velocità.
La standardizzazione nel settore pubblico può portare alla perdita di senso e alla desertificazione dei legami umani.
'Demercificare' significa proteggere i luoghi dell'incontro gratuito e favorire le reti di reciprocità, andando oltre la mera transazione economica.
Le lezioni principali includono la valorizzazione della super diversità, l'instabilità come valore, il potere dei piccoli numeri, l'importanza dell'infrastruttura materiale e la riduzione del gap di partecipazione.
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