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Pierpaolo - Nato a Brescia, vive in Lituania

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Pierpaolo - Nato a  Brescia, vive in Lituania

Nel podcast "Vocci d'Italia", Marta intervista Pierpaolo, un italiano che vive all'estero, per discutere le esperienze di chi lascia il proprio paese. Pierpaolo spiega che, nonostante i prodotti italiani siano disponibili all'estero, molti connazionali, incluso lui, portano con sé cibi tipici per un attaccamento emotivo e per il sapore unico. La nostalgia più forte riguarda le atmosfere italiane, come il caffè al bar consumato in piedi, che non si possono ricreare altrove. Dal punto di vista culturale, emergono differenze nei gesti quotidiani, come la stretta di mano, che in alcuni paesi è troppo energica per gli italiani. Pierpaolo sottolinea che, sebbene l'italiano sia una lingua amata e studiata, non è sufficiente per viaggiare, ma fa piacere incontrare persone che la apprezzano senza parlarla perfettamente. Il dialogo evidenzia come l'identità italiana si manifesti in abitudini, cibo e modi di comunicare, rendendo difficile un adattamento completo all'estero.

Transcription

772 Words, 4451 Characters

Italian
[Musica] Vocci d'Italia. La lingua italiana parlata dagli italiani. Podcast italiano per stranieri dell'Anils, con il supporto di Lusher e buon acceditori. Ben tornati a Vocci d'Italia, il podcast, che vi fa conoscere la lingua italiana parlata dagli italiani. E poi che l'italiani si sa sono un popolo di santi, di poeti e vinavigatori, il mio ospite di oggi e per Paolo, e scopriamo subito cosa centra con questa affermazione. [Musica] Ciao, per Paolo, come stai? Ciao, Marta, molto bene. Che piacere sentirti, io ho scolto sempre i tuoi podcast, mi fa piacere essere qua, grazie di avermi invitato. Grazie, grazie a te. Io anche io sono molto felice di averti ospite. Dunque tu vieni da breccia in lombardia, nella alta di anura padana, ma vivi all'estero. Quindi io vorrei sapere tu da italiano, come ti trovi a vivere fuori dal tuo paese? Io ho cambiato più città per cui ho vissuto in paesi diversi, quindi un po' lontano, però con un privilegio, cioè la possibilità di tornare in Italia per iodicamente. La mia domanda in realtà è un po' una provocazione, perché conosco degli italiani che quando si trovano fuori casa, fuori dal loro paese, si trovano un pochino spaisati. Tant'è vero che personalmente ho visto persone che venivano, per esempio, in Polonia, da dove vengo io, e si portavano in valigia, che ne so, la pasta, il caffè, forse temendo che sul luogo non riuscivano a trovare questi prodotti, e quindi non sarebbero sopravvissuti senza i prodotti di casa. Tu come invece la vissuta? Ascolta, non è una cosa razzionale, è un istinto. Lo faccio anch'io. Prima di partire per un viaggio dall'Italia, compro quelle cose che si trovano anche qui a supermercato, però io non riesco a resistere dalla tentazione di prendermi, magari anche il parmi già nove già, piuttosto che la pasta, tutte cose che si trovano a supermercato, però portarle da casa a un altro sapore. E poi effettivamente c'è una differenza, nel senso che si portano con se, non solo prodotti dell'Italia, ma i prodotti che ci sono cari, i grissini di una certa marca, piuttosto che i biscotti che sei abituato a mangiare, quindi la valigia quando si parte dall'Italia è sempre più grande di quando si torna a casa. Certamente, ma in generale cose che ti manca di più dell'Italia, cosa ti manca di casa quando sei fuori? Mancano, soprattutto, quell'atmosfera italiane che all'estero non si possono ricreare. Ti faccio un esempio. Il caffè, io mi trovo in dito anni, a Vilnius, anche qui è buono. Però manca, quel piacere per esempio in Italia, di entrare in un barbre, un caffè veloce, stando in piedi, magari sfogliare un attimino il giornale e scappare via per fare le sue cose. Ecco, mi mancano queste cose che non si possono purtroppo ricreare. Certamente. E invece, dal punto di vista linguistico, hai dei problemi, hai avuto dei problemi nella comunicazione con le persone di un'altra nazione? Sì ci riferiamo agli aspetti culturali, sì, ne sono tanti, nel senso che anche quando si parla in inglese, con una lingua universale, emergono certi modi di fare certe cose che noi in Italia sono virtuali a fare diversamente. Non faccio un esempio quando ci si stringe la mano. In Italia la mano la si stringe in maniera, è una maniera in un po' di risposta, ma abbastanza energi, ma non troppo qui dove sono io invece ti danno di quelle strette che sembra che ti fogliano a fare male. Tutte le volte io ci rimango male, nonostante che è so benissimo che sia così e ci sono in un certo senso abituato. Lo trovi come dire un po' forte come gesto, un po' troppo mercato possiamo dire. Sì, sì, mi chiedo perché lo facciano però, però effettivamente so che qui si usa così. E io non riesco ad adattarmi nel senso che non è che mi metto a fare anch'io così perché si usa. Questo è un esempio in realtà, sono tantissime le cose che si possono dire con le parole, ma che però non si riescono a rendere sempre nella lingua diversa, probabilmente perché c'è una differenza culturale. Certamente, comunque diciamo che dal punto di vista linguistico, penso che ti non abbia trovato molta difficoltà a comunicare, so che l'italiano è la quarta lingua più studiata nel mondo. L'italiano come lingua per viaggiare non è sufficiente perché non è una lingua che possiamo dire internazionale. Fa molto piacere trovare delle persone che magari non parlano bene la lingua italiana, ma la ama notantissimo. Una cosa che mi fa sempre sorridere è quando c'è qualcuno che si avvicina e risate.

Podcast Summary

Key Points:

  1. L'ospite Pierpaolo, italiano originario della Lombardia, vive all'estero ma torna periodicamente in Italia.
  2. Gli italiani tendono a portare prodotti tipici italiani in viaggio per un attaccamento emotivo, anche se li trovano all'estero.
  3. Ciò che manca di più è l'atmosfera italiana, come il rito del caffè al bar, difficilmente replicabile fuori.
  4. Le differenze culturali emergono anche in gesti quotidiani, come la stretta di mano, che può sembrare troppo energica in alcuni paesi.
  5. L'italiano è amato e studiato nel mondo, ma non è sufficiente per viaggiare; si apprezza chi lo ama anche senza parlarlo bene.

Summary:

Nel podcast "Vocci d'Italia", Marta intervista Pierpaolo, un italiano che vive all'estero, per discutere le esperienze di chi lascia il proprio paese. Pierpaolo spiega che, nonostante i prodotti italiani siano disponibili all'estero, molti connazionali, incluso lui, portano con sé cibi tipici per un attaccamento emotivo e per il sapore unico. La nostalgia più forte riguarda le atmosfere italiane, come il caffè al bar consumato in piedi, che non si possono ricreare altrove.

Dal punto di vista culturale, emergono differenze nei gesti quotidiani, come la stretta di mano, che in alcuni paesi è troppo energica per gli italiani. Pierpaolo sottolinea che, sebbene l'italiano sia una lingua amata e studiata, non è sufficiente per viaggiare, ma fa piacere incontrare persone che la apprezzano senza parlarla perfettamente. Il dialogo evidenzia come l'identità italiana si manifesti in abitudini, cibo e modi di comunicare, rendendo difficile un adattamento completo all'estero.

FAQs

Gli italiani tendono a portare prodotti come pasta, caffè, parmigiano e grissini di marche specifiche, anche se li trovano all'estero, perché hanno un sapore diverso e ricordano casa.

Manca l'atmosfera italiana, come il piacere di entrare in un bar per un caffè veloce in piedi sfogliando un giornale, che non si può ricreare fuori dall'Italia.

Ci sono differenze nei gesti, come la stretta di mano: all'estero può essere molto energica, mentre in Italia è più moderata, e non sempre ci si adatta facilmente.

No, l'italiano non è una lingua internazionale, quindi per viaggiare serve conoscere altre lingue come l'inglese per comunicare.

Non è razionale, ma è un istinto: portare prodotti di marche care dall'Italia dà un sapore speciale e crea un legame emotivo con casa.

Anche parlando in inglese, emergono differenze culturali nei modi di fare, come nella stretta di mano, che rendono la comunicazione a volte complessa.

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