La trascrizione analizza il fenomeno contemporaneo della proliferazione dei podcast, sottolineando come il mercato sia ormai saturo con milioni di titoli, di cui solo una piccolissima percentuale ottiene ascolti significativi. Le conduttrici, Alice e Martina, osservano che molti podcast, specialmente quelli lanciati da influencer o creator, nascono spesso con l'intento primario di elevare il proprio personal branding e conferire un'aura di credibilità, piuttosto che da un'autentica esigenza espressiva. Questo approccio strumentale porta frequentemente all'abbandono del progetto dopo una media di soli sette episodi, una volta esaurito l'effetto novità. La discussione evidenzia che la vera sfida nel mondo dei podcast non è emergere inizialmente (cosa relativamente facile per chi ha già un pubblico), ma mantenere la rilevanza nel tempo, costruendo contenuti di valore che favoriscano l'ascolto continuativo. Il podcast rischia così di trasformarsi in un mero gadget estensivo della propria persona sui social, dove spesso le "pillole" promozionali sui social network diventano più importanti del contenuto audio stesso. La conclusione è che il successo duraturo dipende dall'intenzione autentica e dalla capacità di offrire un contenuto distintivo e strategico, andando oltre la moda del momento.
Voce 1
Considerate che in questo momento ci sono 5 milioni di podcast disponibili al mondo, 50.000 titoli solo in italiano e questo ci dà un po' la scala secondo me.
Di quanto tempo dovremmo passare ad ascoltare anche per sentirne una percentuale minuscola, ma secondo noi uno dei dati più interessanti da analizzare è che in media i podcast vengono interrotti da le persone chiaramente che li registrano e li pubblicano.
Dopo 7.
Voce 2
Episodi si, in pratica l'un percento di podcast fa il 99% degli ascolti, cioè vuol dire che praticamente la maggior parte dei podcast hanno tante puntate, non ascoltate comunque da tutti.
Voce 1
E questi praticamente da nessuno.
Voce 2
Una produzione show, rel Factory, Ciao, io sono Martina.
Voce 1
E io sono Alice.
Voce 2
Insieme abbiamo fondato mea e questo è.
Voce 1
Il nostro podcast mea talk.
Ciao a tutti e Benvenuti in una nuova puntata di meatholk.
Voce 2
Il titolo del podcast di oggi è perché tutti fanno podcast?
E per concludere.
Voce 1
Questa stagione del meatwalk abbiamo deciso per la prima volta di portare questa domanda che noi ci siamo fatte tante volte in privato.
E a cui ci siamo date tante risposte e risponderemo anche al perché chiaramente noi facciamo podcast, cioè perché da tanti anni facciamo il metalk.
Voce 2
Sicuramente l'avrete notato anche voi, ma ultimamente per ultimamente intendiamo negli ultimi anni e OK, considerando che noi abbiamo iniziato nel 2019.
Voce 1
Nel.
Voce 2
Settore podcast però negli ultimi due anni e forse negli ultimi mesi, nell'ultimo anno i podcast sono aumentati a dismisura, soprattutto.
Con noi parleremo ovviamente per quanto riguarda i podcast di Influencer o Content Creator o comunque personaggi pubblici che hanno iniziato effettivamente a produrre un podcast e secondo noi è importante.
Cioè più che importante direi che è interessante parlarne perché ultimamente più che un bisogno effettivo espressivo della persona di di raccontare qualcosa.
Sembra più diventato un fenomeno sociale, cioè che se non hai un podcast 6 1 sfigato e quindi non è più tanto importante di cosa si parla, qual è il l'obiettivo?
Il tema, ma farlo.
Voce 1
Se secondo me c'è un tema di elevazione del proprio personal branding, soprattutto se parliamo chiaramente di podcast in cui il conduttore o la conduttrice sono degli influencer o the content creator.
Perché, e ne abbiamo parlato tanto all'interno di questa stagione del mea talk, in questo momento la figura del creator è molto bersagliata e.
Svilita non mi non mi mangiate per questo termine.
Però è per contestualizzarlo e sembra che fare un podcast elevi la figura dell'influencer, cioè come se ponesse quella persona specifica 1, 1 scalino sopra a tutti gli altri, come se gli desse un'istituzionalità che facendo solo il lavoro dell'influencer o del Content Creator.
Non avrebbe, cioè gli dà proprio credibilità e quindi.
Voce 2
Sì, vabbè, perché qua secondo me torniamo al discorso che abbiamo fatto più volte ma che avrete sentito infinite volte, cioè che per il pubblico, per molta parte del pubblico, il lavoro da creator o influencer non è effettivamente un lavoro vero e pertanto, a forza di sentirsela ripetere, secondo me inconsciamente anche gli influencer e i contain creator hanno interiorizzato questa cosa, pertanto sentono di necessitare di un podcast per dare valore al loro vero lavoro.
Al loro vero lavoro, cioè al loro vero posizionamento, tanto che viene scritto immediatamente nelle bio proprio per effettivamente.
Oh, io sto facendo qualcosa, non è che faccio solo influencer come gli altri.
Eh no, attenzione, io ho anche un podcast, che è assurdo, perché alla fine se ci fate caso non me ne vogliano molti, non faremo nomi perché per carità, però se ci fate caso la maggior parte di tanti podcast di questo tipo avvalorano ancora di più la cosa del.
Che lavoro è?
Cioè?
Perché non ha talmente tanto un obiettivo, una strategia al podcast che secondo me svaluta ancora di più il lavoro principale da creator e influencer, che invece è.
Voce 1
Chiaramente secondo me il punto è che il podcast viene scelto per far vedere agli altri, che siano pubblico o siano, come dire, competitor o colleghi di lavoro.
Che si utilizza quel mezzo, cioè non è un mezzo che viene sfruttato per avere uno spazio più lungo dove approfondire dei temi che magari sui social difficilmente possono essere sviscerati così tanto.
Che poi è un po' il motivo per cui noi abbiamo aperto a maggio del 2019 il metalk, perché volevamo iniziare a parlare di comunicazione online, lo facevamo già in quel.
Insomma, nello stesso periodo abbiamo aperto anche Instagram.
Ma ci serviva, cioè proprio come esigenza espressiva, dal nostro punto di vista, uno spazio che ci desse il tempo e soprattutto che non richiedesse di rispondere a delle metriche di velocità o di frase che ecci all'inizio.
E quindi abbiamo cercato nel podcast uno spazio espressivo.
Sì, beh.
Voce 2
Per noi non c'era altra scelta, anche perché è l'unico altro social che ci avrebbe permesso di fare questo tra Youtube.
Ma Youtube si sarebbe portato dietro una serie di altre problematiche, e cioè banalmente il fatto che su Youtube bisogna esserci fisicamente, mentre noi ovviamente avevamo necessità di contenuti molto veloci, nel senso non per non perdere tempo ma comunque per farli produttivamente dovevano essere facili da produrre.
Quindi chiaramente un fare un file audio proprio banalmente perché di questo si tratta, almeno per quanto riguarda i podcast solo audio è molto più facile da produrre di un video, cioè il video complica in maniera drastica la situazione.
Guardate.
In questo caso, cioè qui ci sono davanti a noi, ci sono tante persone che stanno lavorando, c'è un set, ci sono le luci, noi abbiamo dovuto pensare ai vestiti, abbiamo dovuto pensare all'acconciatura che sono stupidaggini, ma sono tante e ovviamente complessivamente diventano tanto da pensare a una puntata che deve uscire almeno una volta a settimana.
Quindi chiaramente il file audio era molto più immediato e facile da produrre, veloce per questo che l'abbiamo mantenuto con una buona cadenza per tantissimo tempo.
Però oggi.
Non non è più questo il ragionamento che si fa, cioè non è che si pensa OK, io vorrei parlare di X, qual è la piattaforma che mi permette al meglio di parlare di questo argomento che mi sta a cuore?
No, le persone pensano, fanno tutti il podcast.
Devo fare il podcast senza pensare effettivamente sì, è +1.
Voglio quella cosa che voglio parlare di quella di di una determinata cosa su quella piattaforma.
Il punto è fare il podcast.
Non importa come diciamo, non importa su cosa è fare il podcast.
Il punto.
Voce 1
Considerate che in questo momento ci sono 5 milioni di podcast disponibili al mondo, 50.000 titoli solo in italiano.
E questo ci dà un po' la scala, secondo me, di quanto tempo dovremmo passare ad ascoltare, anche per sentirne una percentuale minuscola, ma secondo noi uno dei dati più interessanti da analizzare è che in media i podcast vengono interrotti da le persone chiaramente che li registrano e li pubblicano.
Dopo 7.
Voce 2
Episodi si, in pratica l'un percento di podcast fa il 99% degli ascolti, cioè vuol dire che praticamente la maggior parte dei podcast hanno tante puntate, non ascoltate comunque da tutti.
Voce 1
E questi praticamente da.
Voce 2
Nessuno, sì, sì, praticamente da nessuno.
Infatti quello che a noi ma in realtà torna un po' il discorso che secondo me è stato un fil rouge di tutto, di tutto il nostro.
Questa stagione, il fatto che esistono le bolle, cioè il fatto che noi ascoltiamo magari tanto di una cosa, ci fa pensare che tutti ascoltino quella cosa, magari perché nella nostra bolla ne sentiamo tanto parlare, ma poi di fatto effettivamente uscendo da quella bolla nessuno lo conosce.
Quante volte vi sarà capitato di avere magari il vostro podcast preferito, di ascoltarlo tanto, di vederlo magari spesso in classifica e pensare OK.
Tutti adesso lo conosceranno, cioè magari ne parlo con altri amici in famiglia.
Tutti sapranno di cosa sto parlando, come magari magari un programma televisivo.
E invece no, ti scontri con l'amara realtà che in realtà quel podcast non dico che lo ascolti solo tu, ma quasi.
Questo perché i numeri in realtà per il podcast sono ancora minuscoli.
Voce 1
Paradossalmente.
Voce 2
Sono alti per le persone che diciamo utilizzano la piattaforma, ma in generale per quanti siamo in Italia sono ancora nuovi vincoli.
Voce 1
Sì, e tutti questi dati che abbiamo riportato ci indicano non solo che la scena è satura, che questo secondo me è un come dire, uno spunto, che tutti coloro che sono su Spotify o bazzicano un pochino per i social notano.
Perché ogni tre per due su Tik tok c'è una clip di un podcast di cui magari tu non avevi mai sentito parlare, ma il vero tema Secondo me, per chi vuole iniziare un podcast o per chi ha appena iniziato un podcast è.
È che la visibilità non è distribuita, cioè non c'è il VIP o il VIP Podcast, intendo i 2 3 più ascoltati e poi una giusta distribuzione su tutti gli altri.
Ci sono quei 10 podcast super ascoltati, chi di più chi di meno.
Potremmo citarne un miliardo.
E poi ci sono una serie infinita di titoli che praticamente non vengono proprio ascoltati perché non superano quello.
Quello scaglione minimo è come se ci fosse uno scalino di distanza tra la fase iniziale e il top, cioè non c'è tutta la via di mezzo.
Voce 2
Sì, quindi questo significa che in realtà sentiamo sempre parlare degli stessi, ma ce ne sono molti di più.
Questo perché la sfida vera non è emergere.
Perché emergere è molto facile, molto più di quanto non si pensi, ma è rimanere rilevanti in generale e nella testa delle persone.
Perché non so se ci avete fatto caso che quando viene lanciato un nuovo podcast, magari da influencer o creator, vedrete che loro condividono, che sono magari nella primi nei primi 10 posti in classifica.
E voi penserete, Wow, ma quanto hai ascoltato questo podcast?
Adesso vi.
Voce 1
Spieghiamo, l'algoritmo di spunti funziona.
Voce 2
Proprio così, nel senso che per assurdo un podcast nuovo viene spinto molto di più.
E quindi inizialmente finire nei primi 10 più ascoltati non è così impossibile, soprattutto per un influencer o un content creator che ha già una fanbase molto grossa.
Cioè pensate a un magari una ragazza che ha un milione di follower.
OK, sicuramente non saranno esattamente un milione di persone fisiche, ma magari 200.003, 100.000 vive, che diciamo utilizzano i social tutti i giorni che credono in quella persona ci sono.
E quindi chiaramente un primo ascolto, anche solo per curiosità.
Per andare a vedere come con di che cosa parla questa persona lo danno tutti, ma poi effettivamente quanti?
Rimangono molti, ma non meno della metà, ma meno della metà della metà della metà.
Fatto sta che questo podcast in generale dico non ce n'è uno specifico, è una cosa che capita a tutti.
Se poi non c'è effettivamente un argomento rilevante, un tono di voce che caratterizzi il podcast sparisce.
Cioè fateci caso.
E poi succede quello che stava dicendo Alice, cioè che dopo una media di 7 episodi, quindi più o -1 stagione.
I podcast non continuano perché di fatto si esaurisce l'interesse.
Voce 1
Secondo me il podcast è proprio la definizione del contrario di sprint, cioè è una maratona lunga, lunghissima e invece in questo momento viene utilizzato proprio come sprint, cioè secondo me si ricerca solo il boost iniziale che è certificato che ci sarà se chiaramente si parte, come diceva Martina, da una fan base.
Ma non si pensa minimamente poi a come mantenere la retention alta non solo nel singolo episodio, perché anche quello poi forse entriamo troppo nel tecnico, ma è molto interessante.
Sapere che i podcast hanno il tasso di retention più alto della maggior parte dei contenuti che si pubblicano online.
Quindi se un tik tok di solito ha tre secondi di visualizzazione e poi si scrolla, il podcast ha molti minuti che potrebbero sembrare pochi, soprattutto per le puntate lunghe che facciamo noi, ma in realtà sono tantissimi.
Quindi.
Non non andrebbe valutata solo la retention della singola puntata, ma la retention all'interno delle varie stagioni o se è un podcast o way zone all'interno delle varie puntate che escono in un anno e solitamente dopo quel boom iniziale.
Fateci caso, il podcast spesso scompare dalle classifiche.
Voce 2
Sì, ma non se ne parla.
Voce 1
Più, cioè.
Voce 2
Secondo me non è soltanto un problema di classifica, è proprio che sparisce, cioè che viene tipo ingurgitato da da un buco nero, cioè non se ne sente più parlare, tanto che tu a volte ti dimentichi di cose che sono uscite.
Non so, a me a volte capita che randomicamente magari su tik tok mi capita un video di una cosa e penso toh.
Questa roba chi se la ricordava che ha esistito questa cosa e l'avevo completamente rimosso?
Quindi questo per dire che se magari avete intenzione di fare un podcast non vi dovete scoraggiare perché anzi cioè per assurdo è meglio che funzioni così perché il problema non è la concorrenza perché sennò giustamente uno dico direbbe ma cavoli ci stanno 50.000 titoli me l'hai appena detto, come faccio io a farmi notare tra 50.000 titoli di cui magari metà.
Meno della metà però, diciamo metà sono, diciamo promossi da gente che ha milioni di follower.
Come faccio io a farmi notare?
È proprio qui il punto che oggi la diciamo.
Il vero nemico non è la concorrenza, ma è l'irrilevanza.
Quindi non dire un cavolo, dire cose banali.
Dire magari cose intelligenti in un modo non checi.
Insomma ci sono tanti step perché poi magari bastasse il microfono, la sedia e la persona che chiacchiera, saremo tutti podcaster.
E invece ci deve essere qualcosa di più.
Perché se guardate la classifica, i primi 10 podcast sempre diciamo in cima, non quindi quello che è uscito ieri e che quindi diciamo è schizzato in alto nella classifica, hanno delle per essere lì, cioè i primi 10 podcast hanno una ragione tematica.
Capacità, bravura dei conduttori, magari proprio la struttura e il tono di voce delle puntate stesse.
Voce 1
Sembra quasi che ormai per esistere si debba fare un podcast, perché, come abbiamo detto proprio all'inizio della puntata, il podcast eleva però io quando abbiamo scritto questa puntata ragionavo sul fatto che il Podcast non è altro che, come dire 1, 1 story time o comunque un video.
Chiacchiericcio della vecchia Youtube solo confezionato in una struttura diversa.
Ecco, solitamente c'è il microfono, solitamente ci sono le due poltroncine, oppure il divano, oppure le sedie oppure il letto.
Dipende da qual è il format.
Il punto è che il podcast eleva perché alla dicitura podcast, cioè se questa stessa chiacchierata fosse fatta in un video Youtube intitolato Vlog di oggi, che è.
Non lo so, 11 luglio 2025 avrebbe 1 1 percepito del pubblico completamente diverso perché nel momento in cui tu dai l'etichetta podcast al contenuto che stai mettendo on line, ti trasformi automaticamente da Content Creator a conduttore e questo ti fa subito fare lo switch a livello di percepito.
Voce 2
Sì, però poi devi andare.
Voce 1
Certo, nel dentro.
Voce 2
Delle cose, un po' come pubblicare un libro e auto pubblicarselo.
Cioè il punto non è.
Voce 1
Il il libro.
Voce 2
È il contesto che ti permette di arrivare al libro, perché sicuramente il.
Voce 1
Contenuto del libro è.
Voce 2
Il contenuto del Libro però, in questo caso secondo me in uno step iniziale è anche il contesto, perché ovviamente sarete vi ricorderete sicuramente l'epoca più o -10 anni fa, 5 anni fa, in cui bisognava pubblicare un libro.
Perché prima gli influencer e i Content Creator, prima di ho bisogno di un podcast c'era ho bisogno di un libro come gadget estensivo della propria persona da vendere.
E il punto è che non è mai, cioè si poteva fare, cioè si è sempre potuto fare, anche auto pubblicare un libro.
Il punto era che qualche casa editrice quanto più nota possibile decidesse di investire in te e pubblicare il libro.
Il punto.
E anche lì poi c'era un'ulteriore step, e cioè non tanto il fatto che ci fossero tanti libri, perché i libri, grazie a Dio, se ne pubblicano ancora tanti, mai abbastanza, ma comunque tanti.
Non era la concorrenza al problema, ma il fatto che i libri per lo più fossero.
Carta con dell'inchiostro sopra e non ci fosse un contenuto che li rendesse validi e quindi sparivano.
Cioè se voi ci fate caso e andate nella sezione di libri scritti da celebrities o eccetera, troverete Totti, Hilary, qualcun altro basta.
Oppure il libro del Creator o dell'influencer uscito in quel momento.
Tutti gli altri fanno la fine dei podcast, non sopravvivono a più del periodo dell'uscita.
Voce 1
Il paradosso è che.
Il podcast nasce come format in cui è permesso approfondire, in cui è permesso avere 40 minuti, un'ora di tempo, a volte un'ora e mezza per intervistare molto bene una persona o come nel nostro caso, cercare di analizzare un fenomeno o.
Ormai ci sono tanti altri tipi di podcast anche che vertono solo sull'intrattenimento e ne abbiamo anche parlato con uno degli ospiti di questa stagione, ma.
Il corto circuito si crea nel momento in cui il fatto che quel contenuto stia andando bene o male non si definisce in base alla rilevanza di quel contenuto o al contenuto stesso.
Ma a quanto vanno bene gli spillolamenti sui social?
Cioè avete visto quando ci sono quei mini tik tok o mini rill che facciamo anche noi in.
Voce 2
Quello più tik tok.
Io forse non l'ho visto, cioè non mi sono mai apparsi per la.
Voce 1
Ril Tab, sono d'accordo?
In cui si spillola il come dire la puntata, cosa che appunto faremo anche noi.
Paradossalmente, secondo me la spinta a voler fare un podcast è più per vedere la pillola online che per effettivamente costruire la puntata che la persona su cui la persona dovrebbe atterrare dopo aver visto la pillola.
Cioè a me sembra che a volte la pillola sia più.
Che il contenuto stesso, poi di quello che.
Voce 2
Più appare più interessante e poi soprattutto sembra più costruito per la pillola, cioè se ci fate caso vi sarà capitato appunto la pillola del podcast XDY voi dite fighissima sembra il contenuto più interessante del mondo, poi andate a vedere il contenuto per intero.
E forse era più interessante.
La pillola è un po' come il problema tipo di tanti film che hanno i trailer più interessanti del film stesso.
Voce 1
Ma uno pensa faccio un podcast per uscire da dai social e invece poi il podcast diventa un'estensione dell'essere creator?
Solo che fa più figo dirlo e secondo me è quello il problema, perché se ci fossero 50.000 titoli ma con l'intenzione giusta, poi ovvio che qualcuno performerà meglio, qualcuno peggio, qualcuno sarà meno interessante, qualcuno più interessante sicuramente il nostro per alcuni è di una noia mortale perché magari non sono interessati a questo argomento.
Secondo me è l'intenzione il punto di questa della risposta a questa domanda, perché tutti fanno podcast?
La risposta secondo me è.
Quella che ci siamo dette fino ad adesso, quindi, per posizionarsi.
Ma è proprio lì l'errore, cioè sta lì l'inghippo?
Sì.
Voce 2
Perché comunque, per quanto dobbiamo, secondo me sempre ricordarci che anche il podcast rimane un gadget, e da qui?
Non si scappa, soprattutto per chi fa anche altro, perché ecco, se uno fa solo podcast, ma è raro, magari hai fatto radio, non so cioè se un giornalista non hai idea.
Però per lo più comunque i podcaster provengono magari da altre piattaforme social e si sono trasferiti lì con format più o meno simili a quello che già fanno sulle altre piattaforme.
Rimangono comunque dei contenuti.
Gadget per vendere qualcosa e non pensate soltanto al vendere spiccio del termine del tipo un prodotto o un servizio in collab con come si fa diciamo all'inizio del video no, questo video in collaborazione con ma anche per vendere se stessi, che alla fine è la cosa più importante, no?
Il punto quindi è che non è che non bisogna, cioè che questo sia sbagliato, è corretto sia che sia un gadget, sia che sia un modo per vendere meglio se stessi in una chiave in un'ottica diversa.
Ma non dobbiamo perderci di vista il punto più importante, cioè che bisogna avere qualcosa da dire, cioè non è ok vendere, ma devi vendere con, diciamo, come dire, una strategia tale che ti permette effettivamente anche di creare un contenuto di valore.
Altrimenti è inutile proprio iniziare, perché l'esito sarà dopo una prima stagione.
Difficile fare la seconda, perché l'irrilevanza sarà dilagante.
Voce 1
Il punto è che a un in una certa fase l'obiettivo per risultare irrilevanti era andare in televisione perché quello ti metteva una TIC secondo.
Voce 2
Me continua a rimanere, però la televisione è esclusiva, cioè nel senso pochissimi riescono ad arrivare.
Voce 1
Ci riescono ad arrivare e quindi il sogno si è, come dire, leggermente indirizzato verso il Podcast.
Ma perché?
Perché ci sono proprio delle questioni pratiche ora lasciate stare.
Che noi in questo momento abbiamo tutta questa struttura, ma noi per anni abbiamo registrato il mea talk da casa.
All'inizio Martina non l'ha detto, ma proprio le prime puntate sono registrate con il microfonino delle cuffiette dell'iphone.
Quindi mamma mia un audio terrificante.
Ma poi abbiamo un po' migliorato le nostre attrezzature, ma comunque eravamo a casa, quindi i costi di produzione erano praticamente nulli.
Anche a livello di scrittura.
Non necessariamente serve un lavoro autoriale, è una cosa che si può.
Come dire fare fatta in casa e poi anche essere registrata in casa.
Quindi se arrivare in TV è una cosa molto esclusiva, molto complicata e certo che ti mette il bollino autorizzato.
Per dire, sono più di un creator, sono più di un influencer, però è molto più difficile, questo è molto più accessibile e quindi chiaramente siamo arrivati a 50.000 titoli in Italia quindi?
Voce 2
Come si fa a fare un podcast che funzioni allora?
Sicuramente.
Però secondo me non allora non è necessario a prescindere, ma è indubbio che aiuti, ovvero partire da una community fidelizzata che ovviamente possa almeno inizialmente darti 1 1 sprint che aiuti nella classifica e che quindi, almeno in un primo momento vi permetta di essere rilevanti e di farvi notare poi sicuramente.
Prenderlo come un progetto che racconti qualcosa di nuovo rispetto a quello che già trattate magari su altre piattaforme, secondo me, cioè almeno in una variante diversa, cioè ovviamente non è che deve essere per forza necessariamente un argomento ex novo, ma comunque in una versione inedita.
Voce 1
Tanto -1 approfondimento di quello che viene accennato sui social, anche per costruire un driver per trasportare il pubblico e quando Martina diceva di partire da una Community Federalizzata.
Secondo me tu non correggimi se sbaglio, ma non penso intendessi che l'influencer deve fare il podcast a perché la Community, ma eventualmente anche costruire da 0 1 community che può crescere e nascere.
Nel pari passo del pot.
Voce 2
Beh, nel senso, secondo me comunque.
Voce 1
Starsi.
Voce 2
Beh comunque se 6 1 persona, cioè secondo me non possiamo non tenerlo a mente, bisogna essere onesti, è chiaro che avere già un pubblico, perché magari quel creator quell'influencer o quel personaggio, perché non necessariamente deve essere un creator, un influencer, magari è una persona, un personaggio pubblico che ha creato una propria community.
Tramite altri modi.
Insomma, oggi sono 1000 modi per avere 1000 Community, uno sportivo cioè esistono tanti modi, voglio dire, per essere conosciuti.
Quindi è ovvio che partire da un seguito di qualunque genere aiuta.
Grazie, però secondo me non è l'unica cosa, cioè la cosa principale rimane sempre e solo il contenuto che si fa.
Voce 1
Anche perché ci sono dei casi di successo, giganteschi veramente, ma che sono in classifica tutt'oggi quando stiamo registrando.
Partiti da persone che non avevano i social o che comunque se li avevano, li avevano personalmente, non avevano una community.
In questo momento essendoci così tanti titoli, ma paradossalmente così pochi contenuti sviluppati, io penso ci sia spazio.
Cioè c'è spazio, ma bisogna veramente avere qualcosa da dire che poi non deve essere.
La la rivoluzione dell'universo.
Ma deve essere un elemento, un contenuto valoriale che viene immesso nel gigantesco rumore di fondo che già c'è.
Voce 2
Ah, io direi che si può dire che un podcast ha funzionato.
Quando si crea una community che ti attende come un appuntamento, cioè l'appuntamento l'aspettare che quella cosa esca significa che sei riuscita.
Io questa cosa la faccio veramente di due o tre persone.
Massimo, cioè?
Ci sono ma ma il terzo a volte sì, a volte no?
Dipende ma due io li aspetto, cioè so che uno esce la domenica e uno esce il giovedì e io pronta lì in attesa della puntata e quando mi sbaglio perché magari la stagione è momentaneamente finita e c'è la pausa vado in crisi e non so che cosa ascoltare, ma questo vale per due.
Magari io ne ascolto 10 di podcast più o meno con una media, ma solo di due.
Sono veramente affezionata e hanno creato in me community e in entrambi questi due casi non avevano la Community prima.
Non sono.
Voce 1
Influencer non sono.
Voce 2
Creator, cioè li ho scoperti a caso dalla classifica o tramite top podcast o per argomento e da lì ho iniziato a seguire.
Non ho mai smesso, quindi bisogna cercare di creare un appuntamento, creare una community, altrimenti hai creato soltanto veramente dei file audio.
Questo l'ho detto ieri ad alido è rimasta.
Voce 1
Molto impressionata quindi infatti volevo cambiare il il titolo del Podcast che invece è rimasto quello.
Voce 2
Però volevo impressionare anche voi, cioè che quello è l'essenziale, creare un appuntamento.
Se non hai se la gente non ha bisogno di un appuntamento, allora hai creato un file, cioè potevi fare un audio whatsapp, era uguale un'altra.
Voce 1
Cosa che, secondo me, prima di andare alla conclusione è importante ricordarsi e ricordarci.
E che i podcast di maggior successo sono quelli dove il conduttore o la conduttrice o i conduttori, perché spesso sono più di uno, fanno quello come principale progetto.
Cioè non è il progetto side di una persona che fa tutt'altro e poi boh, fa uscire queste quattro puntate all'anno in cui chiacchiera del più e del meno.
Ma il podcast che non solo funziona al momento del lancio perché quel tema l'abbiamo già smarcato, ma che.
Perdura nel tempo, addirittura negli anni, è il podcast che nasce e vive come progetto a sé stante, che non è una estensione dei social solo per posizionarli un gradino più in alto, anche perché ormai questa funzione secondo me non li hanno nemmeno più, cioè a brevissimo.
Perché?
Voce 2
Siamo stufi delle chiacchiere.
Cioè, nel senso, anche il podcast di chiacchiera del tipo della tipa con tanti follower, per quanto anch'io sia fan di alcune di queste persone, li abbiamo iniziati a seguire.
Poi comunque l'interesse viene meno perché la chiacchiera è veramente irrilevante, raro, ma perché sennò farebbero semplicemente sotto me un'altro mestiere.
Anche perché, nel senso, secondo me la capacità di tantissimi creator e tantissimi influencer è proprio utilizzare dei mezzi di con cui hanno familiarità.
E su cui riescono a creare contenuti visivi.
Cioè un podcast è letteralmente la la persona seduta che parla di X argomenti, cioè è complicatissimo mantenere l'attenzione alta.
Quindi o tu effettivamente concentri il 90% delle tue energie su quella cosa e poi su altri progetti, altrimenti diciamo concentrare su tutto il resto.
E poi una volta a settimana sul podcast, secondo me non gli rende giustizia.
Cioè se ci fate caso appunto su 10 podcast in classifica, forse uno.
Non è podcast nativo tutti gli altri sì.
Poi vabbè, c'è nel mitico caso di Elisa.
Voce 1
Vabbè, un.
Voce 2
Problema che non possiamo non citare che anche se in su alcuni, cioè perché poi lei in realtà ha tanti podcast ormai però in alcuni casi semplicemente switch ha l'audio dei suoi video su Youtube, ma comunque va però lì perché è un tema che comunque interessa tantissimo e più attuale che mai perché lei ha una community enorme, però secondo me anche lei brava.
E funziona anche solo come audio.
E in quel caso il video non è essenziale.
Ecco, secondo me dovreste pensare anche a questo, cioè a quanto sia importante la parte video.
Perché non è essenziale in tutti, molti lo è.
E secondo me il podcast ha avuto tanto successo perché in una vita piena.
Poter ascoltare solo l'audio fa tantissimo la differenza.
Cioè io per esempio non guardo e lo dico contro il fatto che stiamo facendo un podcast video.
Io II podcast video non li vedo, c'è gente che io non ho mai visto in faccia, cioè magari anche il mio podcaster preferito, che ascolto ogni mattina, a cui voglio bene.
Lo incontrassi per strada, non saprei chi è, ci potremmo anche scambiare delle chiacchiere, forse lo riconosco dalla voce, se non manco quello sì, perché non mi interessa la parte video, a me interessa la parte audio, perché magari.
Pulisco per casa, cammino, vado in palestra, io ho bisogno di un sottofondo perché mi annoio, quindi ho bisogno della chiacchiera e quelli solo audio li ascolto benissimo, mentre quelli che funzionano meglio video tendo ovviamente a escluderli poi una roba molto soggettiva, però sicuramente in un primo momento è stato decisivo nello sviluppo dei podcast.
Quindi in una vita pienissima l'unica cosa che riusciamo tutti più o meno a fare è a fare qualcosa, magari di pratico e ad ascoltare, mentre vedere già diventa una roba più più complessa.
E se posso vedere allora scelgo un'altro tipo di contenuto, magari uno Youtube, cioè un video su Youtube.
Poi magari la persona fa, che ne so delle cose, un viaggio, una ricetta di cucina, cioè una roba un po' più interattiva.
Diciamo che mi intrattiene di più perché tipo io non posso stare seduta così a vedere un podcast mi annoio.
Voce 1
Cioè non ce la faccio?
Beh, sì, perché?
Voce 2
Sennò a quel punto sento il podcast video dove però il video NI è relativo e faccio scrolling su tik tok e a quel punto non ha senso, quindi secondo me è fondamentale che il podcast sia. 100% riconoscibile e forte da un punto di vista di audio, cioè senza video.
Funziona, se funziona top avete un grande contenuto, se non funziona ciaone sparirà.
Voce 1
Ma infatti la domanda e, vuoi fare un podcast per dire di aver fatto un podcast o vuoi costruire qualcosa che le persone vogliano effettivamente ascoltare?
Voce 2
Ma soprattutto, stai costruendo una community o solo creando un contenuto?
Voce 1
E con queste due domande arriviamo alla conclusione della puntata di oggi.
Fateci sapere nei commenti che cosa ne pensate, perché sono certa che questa domanda se la sono poste tutte le persone che hanno ascoltato almeno un podcast nella loro.
Voce 2
Vita non lo so, secondo me è +1 domanda che si dovrebbero, perché anche lì chissà poi se è accaduto.
Poste le persone che lo fanno, il podcast, secondo me le persone che lo guardano non se lo pongono.
Sai perché?
Beh.
Non lo so, secondo me per le persone oggi il podcast è come fare la TVO più o meno, cioè da quello status succeda da uno status e fa sembrare come se fosse impossibile.
Spoiler.
Potete fare anche un podcast voi stanotte se vi.
Voce 1
Gira raccontando i vostri.
Voce 2
Sogni?
Ma magari, ma magari.
Secondo me è molto meritocratico, come come strumento.
Se pensate di avere qualcosa da dire lo potete fare anche voi.
Non serve nessuna benedizione dal cielo o contatto o chissà quale magheggio strano, serve qualcosa da dire che è meno banale di quanto sembri.
Bene, con questa si conclude questa stagione del mea talk di cui insomma siamo molto orgogliosi e speriamo vi sia piaciuta, visto che è stata diversa.
Insomma, rispetto al solito, Eh sì.
Voce 1
Perché c'è stato un nuovo set per la prima volta dopo quanti anni sono che facciamo il podcast esattamente?
Dal 2019 al 2025, quindi sono sei anni per la prima volta siamo arrivate in video anche solo in macchina.
È una cosa a cui tenevamo tantissimo perché gli episodi singoli, nonostante ci piacciono tantissimo gli episodi con gli ospiti, questo è sempre stato il nostro core e la cosa che secondo me ci viene meglio adesso insultateci nei commenti, però non lo so.
Fateci sapere se anche per voi è così e abbiamo sperimentato un po' e speriamo che vi sia piaciuto.
Fatecelo sapere.
Voce 2
Ci vediamo alla.
Voce 1
Prossima Ciao mea.
Voce 2
Talk è un podcast coprodotto da mea e shourill Factory.
Voce 1
Scritto e interpretato da Alice Berardi e Martina ricca.
Voce 2
Executive producer, macchia Bonucci, riprese e montaggio realizzate presso shouril Studios da Barbara martire e Federico tacchini.
Voce 1
Un ringraziamento speciale a Elio Di Nardo.
Podcast Summary
Key Points:
Il panorama dei podcast è saturo, con milioni di titoli disponibili, ma solo l'1% genera il 99% degli ascolti.
Molti podcast, specialmente quelli avviati da influencer, nascono più come strumento di personal branding che per reale espressione creativa, spesso abbandonati dopo pochi episodi.
La sfida principale non è emergere, ma rimanere rilevanti, evitando l'irrilevanza dei contenuti e costruendo una retention duratura.
Il podcast è percepito come un format "elevato" che conferisce credibilità, ma rischia di ridursi a mero gadget promozionale se privo di una strategia e contenuti solidi.
Summary:
La trascrizione analizza il fenomeno contemporaneo della proliferazione dei podcast, sottolineando come il mercato sia ormai saturo con milioni di titoli, di cui solo una piccolissima percentuale ottiene ascolti significativi. Le conduttrici, Alice e Martina, osservano che molti podcast, specialmente quelli lanciati da influencer o creator, nascono spesso con l'intento primario di elevare il proprio personal branding e conferire un'aura di credibilità, piuttosto che da un'autentica esigenza espressiva. Questo approccio strumentale porta frequentemente all'abbandono del progetto dopo una media di soli sette episodi, una volta esaurito l'effetto novità.
La discussione evidenzia che la vera sfida nel mondo dei podcast non è emergere inizialmente (cosa relativamente facile per chi ha già un pubblico), ma mantenere la rilevanza nel tempo, costruendo contenuti di valore che favoriscano l'ascolto continuativo. Il podcast rischia così di trasformarsi in un mero gadget estensivo della propria persona sui social, dove spesso le "pillole" promozionali sui social network diventano più importanti del contenuto audio stesso. La conclusione è che il successo duraturo dipende dall'intenzione autentica e dalla capacità di offrire un contenuto distintivo e strategico, andando oltre la moda del momento.
FAQs
Attualmente ci sono circa 5 milioni di podcast disponibili a livello globale, di cui 50.000 solo in italiano, indicando una scena molto satura.
Circa l'1% dei podcast genera il 99% degli ascolti, mentre la maggior parte ha molte puntate ma un pubblico limitato o quasi nullo.
Spesso lo fanno per elevare il proprio personal branding, dando un'immagine più istituzionale e credibile rispetto al solo lavoro sui social, percepito come meno valido.
In media, i podcast vengono interrotti dopo circa 7 episodi, spesso perché si esaurisce l'interesse iniziale o manca una strategia a lungo termine.
La sfida principale non è emergere, ma rimanere rilevanti ed evitare l'irrilevanza, poiché molti podcast scompaiono dopo il boom iniziale di ascolti.
Il podcast solo audio è più immediato e veloce da produrre rispetto a un video, che richiede set, luci e preparativi estetici, complicando la produzione.
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