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OLIMPIADI e marketing parassitario

9m 24s

OLIMPIADI e marketing parassitario

Il podcast discute il complesso ecosistema degli sponsor delle Olimpiadi, evidenziando come i partner ufficiali come Coca-Cola e Samsung investano centinaia di milioni per diritti esclusivi, incluso l'uso dei simboli olimpici. Le Olimpiadi applicano una rigorosa politica di "Clean Venue", che vieta la pubblicità tradizionale negli stadi e regola strettamente la visibilità dei marchi sugli atleti e sui social media durante l'evento. Viene approfondito il fenomeno dell'ambush marketing, pratica in cui brand non sponsor cercano di associarsi illecitamente all'evento, come nel caso del brand italiano Armont and Blaine, sanzionato per aver utilizzato i cinque cerchi senza autorizzazione. Questa pratica è criticata perché inganna i consumatori e danneggia gli sponsor che hanno investito legalmente. Il conduttore conclude riflettendo positivamente su queste restrizioni, necessarie per proteggere il valore e l'integrità dei Giochi, nonostante limitino le attività promozionali di molti marchi legittimi.

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1421 Words, 8685 Characters

Italian
Questo podcast fa parte di Vois Podcast Creators Company Ok, se maforo 3 2 1 go Ciao bacio, ciao ragazzi, ciao a tutti Ciao a tutti i pronti è 2006, sta gione, a 6 Io sono Gravi di Massacchi Io sono Marco Melandri Ci vediamo tutti i lunedì qui a chi accreditano box per commentare Il Fologolo 1 e MotoCP Insieme, ciao Vi aspettiamo, ciao Chi accreditano box Ogni lunedì su tutte le piattaforme podcast e su YouTube Produzzo da Voice Stay out Immaginate, voi pagate milioni e milioni di euro Fatti una campagna pubblicitaria Rindendo a tleti, sponso, revie dicendo E poi arriva un altro brand che non ha pagato assolutamente niente e fa la stessa identica cosa Beh, direi poco simpatico no? Ma è tutto illegale? Buon appetito! Brandi, ogni mattina un disillato di fatti curiosi dal magico mondo che ci circonda Tecnologia pubblicità e storie nazcose adatto a grandi e piccoli Atenzione e pa causa di penenza Ti mette le ali Per me, numero 1 Ben tornati su Brandi, oggi e venerdì ed è anche l'ultimo venerdì degli olympia di Alcuni saranno giochiendo, lo so? Ma me, appreso, la tristezza All'elympia di finiscono domenica, quindi costiamoci questo ultimo episodio legato, all'evento sportivo ma che dico sportivo all'evento in generale più bello di sempre Sto arrivando, la sento la più classica delle depressioni da fine giochi Ma non te speriamo perché i filiteri olympia di ne cominciano delle altre le pareo Olympia di che non vorremmo mica perdercino Ovviamente i giochi olympici stanno in piedi anche grazie a disponsor Anche a milano cortina di sponsor principali sono statico vocola e Samsung Per quanto riguarda i telefoni coreani, lo avete sicuramente notato, no? Ogna tleta al suo ztaflip7, il telefono che si piega e ad ogni medaglia gli atleti non so se sono obbligati ma comunque sono caldamente consigliati a farci un selfie con un telefono che li passa l'organizzazione non tanto per la foto per il ricordo, ma perché credo nel contrato di sponsorizzazione c'è questo, ogni tleta deve fare un selfie sul podio Questo per mostrare quanto è bello e facile da usare il nuovo top di gamma di Samsung Discorso diversi invece per cocolacola, cocolacola e gli olympia di che sono una sponsorizzazione una synergia che vavanti da quasi un secolo, forse la più longeva sponsorizzazione della storia fiadora Ovviamente il sponsor si dividono in molte fasce, abbiamo parlato dei partner globali e cui accordi sono fatti direttamente colcivo il comitato olympico internazionale che sono Ali Baba, Aliens, Omega, Panasonic, Samsung, Toyota, Visa e anche Airbnb che ha vinto la medagliadoro per il migliorspot ve lo lasci in descrizione Queste brand pagano dai 100 e 200 milioni di dollari per essere sponsor ufficiari dei giochi e questo si porta dietro delle exclusività, per esempio nessun altro produttori di bibite può associarsi ai giochi se non cocolacola, ma voi mi direte ma maximum no, io visto che tutti bevano la powerade come possibile è perché la powerade è di proprietà della Coca-Cola e lei ha scelto di sponsorizzare questo energy drink Poi ci sono i partner così diti domestici che sono solo italiani, che sono Annie, E' nel ferrovito all'ostato post-italiane, avevi questi giochi a casa e poi ci sono quelli non brand dell'ostato, una brand e basta che sono i armani e se lunga e team, poi ci sono i fornitori come il gran apadano, il prosseccodoc, tecnogime che il comillano e questi spendano all'incirca 20 milioni di dollari per essere sponsor domestici per avere che ne so il diritto esclusivo di usare i cinque cerchi e il logo di milano cortina 2026 nelle propria pubblicità, per esempio in tesa sampaulo a speso 25 milioni di euro per essere il sponsor bancari ufficiale e quindi nessun'altra banca può apparire in contesti legati i giochi. Poi loro hanno anche il diritto di produrre del merchandising ufficiale. Un dentaggio fondamentale è che le olimpiedi sono uno dei pochi venti al mondo con la politica del Clean Venius, ovvero all'interno degli stadi o delle pisti di cortina non vedrete mai dei cartelloni pubblicitari. L'unico logo ha messo quello della cronometristica ufficiale quindi il logo di Omega che da gli orologi e poi gli altri loghi che sono ammessi sono piccoli loghi tecnici sui materiali degli atleti e questa è una regola piuttosto offerria. Durante il periodo olimpico gli atleti non possono ringraziare i loro sponsor personali sui social o apparire in loro pubblicità se questi non sono sponsor ufficiali dei giochi. Ma cosa succede in questi contesti? Si come le olimpiedi sono un evento che catalizza l'attenzione di milioni e milioni di persone, beh, queste sono una bella occasione per associarsi in modo così distraforo o no nella comunicazione olimpica e d'utilizzare lo sport e soprattutto gli olimpiedi per farci pubblicità ed è quello che viene definito marketing parasitario o ambush marketing. Ma in cosa consiste? Recentemente ha fatto parichio di scutere un indagine dell'anti-trust nei confronti di Armont and Blaine, il famoso brand italiano del basotto ma che cosa successe? La zine è stata accusata di aver creato un collegamento illecito con i giochi sin essere sponsor ufficiale. Le tatti che usate sono proprio il manuale perfetto dell'ambush marketing digitale. Cioè non utilizzate in modo massiccio, lascia che mi l'hanno cortina 26, ma questo non credo sia troppo grave, ma soprattutto hanno inserito il sibo dei cinque cerchi in alcuni messaggi pubblicitari. E hanno addirittura lanciato una collezione di abilamento che richiamava direttamente le siete dei giochi sfruttando l'eco mediatico dell'evento, utilizzando poi dei creator per diffondre dei contenuti che suggerivano una associazione con l'atmosfera olimpica e con i cinque cerchi. L'intervento è stato pesante perché non arrivata solo una lettera di difida ma una vera e proprio espiezione della guarda e di finanza nelle sedi della società. Ma perché questa cosa è molto grave e soprattutto perché è un danno per noi consumatori? Non ve lo spiego io, ma ci lo spiega un vero esperto, ma similiano dona avvocato e presidente della societzione consumatori. Ma similiano perché è un gravedanno. Ciao Max, il marketing parasitario, come dice la parola stessa, è quello che realizza il brand scorrettamente cercando di creare un collegamento con un evento sportivo di grande rilevanza come potrebbero essere le orimpiedi oppure con un personaggio, un influencer, una celebrity. Naturalmente non c'è nessun contratto di sponsorizzazione ma il brand parasita sia propria indebitamente della reputazione, dei valori, dell'investimenti comunicativi, altrui, facendo che darei consumatori che condividen qualche modo gli stessi standard qualitativi o etici del soggetto che in qualche modo ha agganciato. In questo modo si inganna il consumatore che acquista magari un prodotto, un servizio confidando in questa falsa associazione e la sua fiducia viene tradita da questo comportamento, che ovviamente rappresenta anche dei profili di concorrenza sleale e le pratiche parasitarie evidentemente danneggiano anche lo sponsor reale quello che ha pagato per essere parte di una manifestazione, per essere inserito in un contesto di comunicazione e quindi come sono solito concludere e voi lo sapete. Grazie mille del commento massimiliano alla prossima, beh il brand ha deciso di collaborare, togliendo i vari post e le varie publicità, ma ha rivedicato ficalmente la sua voglia di creatività. Non lo sapete come la penso io alla fine, ce la fatta, non ha pagato per essere uno sponsor, ha fatto la sua comunicazione a gratis e poi ha accavalcatta ronta della polemica diventando molto più visibile di altri sponsor che hanno loro si pagato e per loro, oltre il danno, anche la beffa. Io credo che li impiedessino uno dei pochi eventi in cui la publicità è un po limitata, come è limitato il potere dei brand. Io stesso non ho potuto fare molti attività con i brand con cui ho collaborato su storia di brand, molti brand che sono anche brand legati a risporti invernali, perché proprio questi marchi non potevano perché non erano sponsor ufficiali dei giochi. E allora io dico benvengano queste restrizioni, anche se alla fine sono forse più etiche e non ottenvano veramente dei reali risultati. Voi cosa ne pensate? Fatemi sapere nei commenti, fatemi sapere come avete vissuto anche questi giochi si vissono piaciuti e se siete contenti di tornare alla normale programmazione. Una braccion saluto dal vostro Max Corona. Io sono Marco Cortese. Io sono Mara Moschini. Insieme vi porteremo nel vivo di uno dei più gravi disaster climatici. Mai avvenuti nel nostro paese. Questo è Fango, il nuovo podcast Voice. Ascolta allora su tutte le piattaforme di podcast.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Gli sponsor ufficiali delle Olimpiadi, come Coca-Cola e Samsung, pagano cifre elevate (fino a 200 milioni di dollari) per diritti esclusivi e visibilità.
  2. Le Olimpiadi adottano una politica di "Clean Venue", limitando fortemente la pubblicità negli stadi e regolando la visibilità dei marchi sugli atleti.
  3. L'ambush marketing (o marketing parassitario) è una pratica in cui brand non sponsor cercano di associarsi illecitamente all'evento, danneggiando sia gli sponsor ufficiali che i consumatori.
  4. Il caso di Armont and Blaine illustra le conseguenze legali dell'ambush marketing, avendo sfruttato simboli olimpici senza autorizzazione.
  5. Nonostante le restrizioni, alcuni vedono queste regole come necessarie per proteggere gli investimenti degli sponsor e l'integrità dell'evento.

Summary:

Il podcast discute il complesso ecosistema degli sponsor delle Olimpiadi, evidenziando come i partner ufficiali come Coca-Cola e Samsung investano centinaia di milioni per diritti esclusivi, incluso l'uso dei simboli olimpici. Le Olimpiadi applicano una rigorosa politica di "Clean Venue", che vieta la pubblicità tradizionale negli stadi e regola strettamente la visibilità dei marchi sugli atleti e sui social media durante l'evento. Viene approfondito il fenomeno dell'ambush marketing, pratica in cui brand non sponsor cercano di associarsi illecitamente all'evento, come nel caso del brand italiano Armont and Blaine, sanzionato per aver utilizzato i cinque cerchi senza autorizzazione.

Questa pratica è criticata perché inganna i consumatori e danneggia gli sponsor che hanno investito legalmente. Il conduttore conclude riflettendo positivamente su queste restrizioni, necessarie per proteggere il valore e l'integrità dei Giochi, nonostante limitino le attività promozionali di molti marchi legittimi.

FAQs

I partner globali che stipulano accordi direttamente con il Comitato Olimpico Internazionale includono Ali Baba, Allianz, Omega, Panasonic, Samsung, Toyota, Visa e Airbnb. Questi brand pagano tra i 100 e i 200 milioni di dollari per essere sponsor ufficiali.

Il marketing parasitario consiste nel creare un collegamento illecito con un evento sportivo senza essere sponsor ufficiali. I brand sfruttano indebitamente la reputazione e l'investimento comunicativo dell'evento, ingannando i consumatori e danneggiando gli sponsor reali.

Le Olimpiadi seguono la politica del Clean Venue, che vieta cartelloni pubblicitari all'interno degli stadi e delle piste. Sono ammessi solo il logo del cronometrista ufficiale e piccoli loghi tecnici sui materiali degli atleti.

Gli sponsor domestici italiani, come Eni, Ferrovie dello Stato e Poste Italiane, spendono circa 20 milioni di dollari per ottenere il diritto esclusivo di utilizzare i cinque cerchi e il logo di Milano-Cortina 2026 nelle proprie pubblicità e merchandising.

Gli atleti sono caldamente consigliati a fare selfie sul podio con il Galaxy Z Flip7 di Samsung per rispettare il contratto di sponsorizzazione. Questo serve a mostrare quanto il telefono sia bello e facile da usare.

Armont and Blaine è stato accusato di marketing parasitario per aver creato un collegamento illecito con i Giochi senza essere sponsor ufficiale. Hanno inserito il simbolo dei cinque cerchi in messaggi pubblicitari e lanciato una collezione a tema olimpico, ricevendo un'intervento delle autorità.

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