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Medicina, che fine fa chi resta fuori dal semestre filtro?

11m 3s

Medicina, che fine fa chi resta fuori dal semestre filtro?

La trascrizione tratta diversi temi di attualità. In primo luogo, descrive l'esito del semestre filtro per gli aspiranti medici: mentre 17.000 studenti hanno superato gli esami, circa 6.000 devono reindirizzarsi verso corsi alternativi come biotecnologie o professioni sanitarie, con procedure di immatricolazione in corso. In secondo luogo, analizza il calo dei lavoratori autonomi in Italia, diminuiti di 300.000 unità dal 2014. Il fenomeno colpisce soprattutto i giovani, portando a un invecchiamento della categoria e a una sua trasformazione verso attività più strutturate e specializzate. In terzo luogo, si parla di una proposta di legge per offrire percorsi in comunità terapeutiche invece del carcere a condannati con dipendenze accertate, sebbene la carenza di posti sia un limite concreto. Infine, attraverso la storia dell'imprenditore culturale Angelo, si illustrano le criticità del settore, caratterizzato da ritardi cronici nei finanziamenti pubblici che mettono a rischio la sostenibilità delle imprese e spingono alcuni a valutare opportunità all'estero.

Transcription

1417 Words, 8668 Characters

Italian
Che cosa succede quando hai studiato per mesi, ha idato tutto e poi scopri che non è bastato? Che fine fanno quelli che restano appena fuori, quelli che non ce l'hanno fatta magari per un soffio. Sono Angelica Milioristi del sole 24 ore, e queste start, le notizie utili ogni giorno. Oggi è 9,5 febbraio e ti racconto che cosa sta succedendo in questi giorni a migliaia di aspiranti medici. Perché da una parte ci sono circa 17.000 studenti che hanno superato gli esami chiave del famigerato semestre filtro, quindi biologia, chimica e fisica e che quindi ora possono un po' tirare il fiato. D'all'altra parte, però ci sono circa 6.000 ragazzi e ragazzi che hanno appena scoperto che medicina, beh, per ora non sarà la loro strada. Per loro, quindi entra in gioco il famoso piano B, dal tronde e già al momento dell'escrizione, avevano dovuto indicare proprio dei corsi a finice, una sorta di pare a cadute, proprio per non buttare via i crediti ottenuti del primo semestre e quindi non perdere un anno intero. E qui arriva il primo dato interessante, perché il corso più scelto, come pare a cadute, è biotecnologie. Mentre subito dopo vengono scienze biologiche e farmacia che insieme raccolgono un altro bel pezzo di questi ex aspirantica amici bianchi. C'è poi un gruppo molto consistente che ha scelto le professioni sanitarie con infermieristica e ostetriccia in testa e qualcuno invece che sia direttamente buttato su scienze zootecniche. Attenzione, però perché nulla è ancora del tutto definitivo. Infatti, fino alla sera del Sefebbraio, quindi sostanzialmente fino a domani, il ministero consente nuove scelte sulle sedi, dove restano dei posti liberi, quindi di fatto sono possibili altri scorrimenti. Le immatricolazioni partiranno dal 9 all'undici febbraio e dal 16 febbraio invece chi resterà fuori dalle opzioni indicate verrà assegnato d'ufficio a una sede composti disponibili, magari vicino casa. Ti racconto adesso una storia che sì, è una storia che parla di numeri, ma che in realtà dice molto di come sta cambiando il lavoro in Italia. Negli ultimi diani i lavoratori autonomi sono diminuiti nel nostro paese di quasi 300.000 unitai, in particolare, nel 2014 ci erano più di 5.300.000, mentre oggi sono poco più di 5.000. Il che, tradotto cosa significa che pesano ovviamente molto meno sul totale degli occupati, occupati che nel frattempo sono cresciuti parecchio. L'esperato interessante è che quello che sta sparendo è soprattutto l'autonomo più fragile e in fatti il colpo più forte di questo cambiamento lo hanno preso proprio i giovani. Dal tronde gli under 35 sono calati di quasi il 18% e quelli tra i 35 e 49 anni addirittura di oltre il 25%, mentre al contrario crescono gli autonomi al di sopra dei 50 anni, tanto che insomma oggi circa 1-2 a proprio più di 50 anni. Il problema quindi quale è non solo quanti sono gli autonomi, ma i realtà chi sono gli autonomi, perché evidentemente insomma il ricamio generazionale è sempre più difficile. Un altro aspetto interessante poi riguarda le differenze tra i settori, perché per esempio nel commercio il lavoro autonomo è crollato, mentre nei servizi, quindi pensiamo non so, ha informazione, comunicazione, consolenza oppure, in generale servizia le imprese, il lavoro autonomo tiene bottia addirittura in alcuni casi si rafforza. E poi va detto anche sul territorio, c'è una sorpresa perché il calo è stato molto più forte al nord e al centro, mentre nel mezzo giorno negli ultimi anni c'è stata persino una lieve crescita. C'è poi un altro dato molto interessante secondo me perché sta aumentando il numero di autonomi strutturati, cioè sostanzialmente quelli che hanno dei dipendenti o dei collaboratori che organizzano un'attività vera e propria. E crescere poi è anche livello di istruzione, quindi meno autonomi con la sola scuola media e molti più laureati insomma, meno lavoro in proprio improvvisato e più professionalizzazione. Il nodo però pensiamoci resta soltanto uno, cioè se i giovani non entrano questo modello di fatto rischia di invecchiare e perdere vitalità agli incentibisi, lo diciamo sempre qui a starta aiutano però insomma non bastano e se vogliamo che il lavoro, in questo caso il lavoro autonomo, resti una colonna dell'economia italiana, beh direi la cosa più ovvia del mondo deve tornare a essere una scelta possibile, una scelta sostenibile, non un salto nel vuoto, per le nuove generazioni, cosa che invece niferrebbe da dire accade ormai quotidianamente. Voglio parlarti adesso di carcere, ma anche di dipendence e soprattutto di una domanda di fondo, cioè secondo te ha senso mandare in cella, persone che hanno un problema di droga o di alcol, oppure ha più senso magari probare davvero a curarle. Ecco, ti faccio questa domanda perché nel frattempo in senato è partito il confronto su un disegno di legge che prova proprio a cambiare approccio. E' l'idea da cui parte è molto semplice, cioè evitare il carcere ai condannati tossico dipendenti o alcol dipendenti e puntare di più sulla detenzione domiciliare all'interno di comunità terapéutiche con programmi di recupero dei ri. In pratica se una persona ha una dipendenza certificata e deve scontare una pena fino a 8 anni, pochiedere di andare all'interno di una struttura agorizzata invece che in carcere, ovviamente, precisiamo l'insomma non può andare a casa propria, ma all'interno di una comunità seguendo un percorso terapéutico e dire inserimento. E' questa è una possibilità che si può usare soltanto una volta, quindi non all'info. Un'altra noida molto interessante, ma direi soprattutto molto delicata e poi che per queste persone si introduce una specie di pateggiamento anticipato, cioè imputato e procura concordano la pena e se il giudice dallo chei si passa direttamente alla misura alternativa sempre ovviamente in comunità. Questo, come possiamo immaginare, vale soltanto a certe condizioni e soltanto sotto soglie di pena precise, però il senso quale è evitare processi lunghi inutili quando l'obiettivo principale dovrebbe proprio essere il recupero. Il problema, però, come possiamo immaginare, riguarda poi i posti, perché le comunità terapelti che in Italia sono quasi tutte private, soprattutto già piene, i fondi previsti, coprirebbero il massimo 500 posti in più insomma, capisci bene che il rischio è che tutto questo resti una buona idea sulla carta, ma poi con pochissimo spazio per funzionare davvero. E adesso ti racconto la storia di Angelo, Angelo a 40 anni, beh, per qualcuno potrebbe non essere così giovane come i ragazzi di cui racconto le storie qui a start, però insomma. Lo sappiamo, in Italia a 40 anni si è ancora un ragazzino e lui stesso infatti ci scherza su e mi dice una cosa che mi colpisce subito. Si sente giovane, ma è contento di non essere più giovanissimo, perché il punto è che il mondo in cui lavora, quello cioè della cultura e del cinema, continuo a trattarlo come fosse ancora all'inizio, come se potessi aspettare in eterno, aspettare un finanziamento, aspettare un pagamento, aspettare in generale il suo turno. Fare l'imprenditore culturale in Italia mi dice significa avere come socio principale lo stato, un socio che però spesso non rispetta l'escatense, per esempio i finanziamenti arrivano in ritardo di mesi spesso a volte di anni e nel frattempo però che succede gli stipendi vanno pagati, i dipendenti non possono aspettare. Angelo racconta che lui stesso continua a pagare puntuali Silvia e Marta senza costringerle ad aprire la partita Iva mettendo in pausa quando serve il proprio di stipendio e quello dei soci. Ora non si lamenta, Angelo non almeno in maniera plateale, diciamo che si lamenta col sorriso però intanto si fanno domanda secondo me molto interessante. Quanti imprenditori come lui stanno vivendo la stessa cosa, la stessa situazione e quanti pur avendo costruito magari un network internazionale affatica negli anni stanno iniziando a pensare seriamente di andare via dall'Italia per capire se altrove fare impresa, impresa culturale sia meno faticoso. Ecco se vuoi rispondere a questa domanda di Angelo e se anche tu, come lui vorrà contermi come vive, un giovani in Italia o un giovani italiano all'estero, scrivimi su Instagram dove mi trovi come Angelo e Camigliorisi e start, beh, torna domani, ciao! Start, le notizie utili ogni giorno, è un podcast prodotto del sole 24 ore, accura di Angelo e Camigliorisi e Alessia Tripodi, con il coordinamento tutoriale di Daniel Bellasio. Lo puoi ascoltare dall'UNED al Penerdì la mattina sul sito del sole 24 ore, su 24 ore podcast.com e sulle principali piattaforme di streaming. Start è anche una newsletter quotidiana, per iscriverti, vai sul sito del sole 24 ore.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Circa 6.000 aspiranti medici non hanno superato il semestre filtro e attivano piani alternativi, con biotecnologie come scelta principale.
  2. Il numero di lavoratori autonomi in Italia è diminuito di circa 300.000 unità dal 2014, con un calo drastico tra i giovani e un invecchiamento generale della categoria.
  3. È in discussione al Senato una legge per destinare i tossicodipendenti condannati a comunità terapeutiche invece che al carcere, ma i posti disponibili sono limitati.
  4. Viene presentata la storia di Angelo, un imprenditore culturale che evidenzia le difficoltà croniche del settore, come i ritardi nei finanziamenti pubblici.

Summary:

La trascrizione tratta diversi temi di attualità. 000 devono reindirizzarsi verso corsi alternativi come biotecnologie o professioni sanitarie, con procedure di immatricolazione in corso. 000 unità dal 2014.

Il fenomeno colpisce soprattutto i giovani, portando a un invecchiamento della categoria e a una sua trasformazione verso attività più strutturate e specializzate. In terzo luogo, si parla di una proposta di legge per offrire percorsi in comunità terapeutiche invece del carcere a condannati con dipendenze accertate, sebbene la carenza di posti sia un limite concreto. Infine, attraverso la storia dell'imprenditore culturale Angelo, si illustrano le criticità del settore, caratterizzato da ritardi cronici nei finanziamenti pubblici che mettono a rischio la sostenibilità delle imprese e spingono alcuni a valutare opportunità all'estero.

FAQs

Possono attivare il piano B indicato al momento dell'iscrizione, trasferendosi in corsi affini come biotecnologie, scienze biologiche o farmacia per non perdere i crediti del primo semestre.

Le immatricolazioni vanno dal 9 all'11 febbraio. Dal 16 febbraio, chi resta fuori dalle opzioni indicate verrà assegnato d'ufficio a una sede disponibile.

Diminuiscono i lavoratori autonomi, soprattutto giovani under 35 (-18%) e 35-49enni (-25%). Aumentano invece gli autonomi over 50, con una crescita dei laureati e delle attività strutturate.

Il lavoro autonomo è crollato nel commercio, mentre tiene o si rafforza nei servizi come informazione, comunicazione e consulenza. Al Sud c'è stata una lieve crescita.

Propone di evitare il carcere per pene fino a 8 anni, sostituendolo con detenzione domiciliare in comunità terapeutiche per favorire il recupero, usufruibile una sola volta.

Le comunità terapeutiche private sono già quasi piene e i fondi coprirebbero al massimo 500 posti aggiuntivi, rischiando di rendere l'iniziativa poco efficace.

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