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Marketing real: el sistema que compartí para crecer en visibilidad y ventas

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Marketing real: el sistema que compartí para crecer en visibilidad y ventas

La trascrizione analizza gli esiti della Prima Guerra Mondiale e i lavori della Conferenza di Pace di Parigi del 1919. L'economista Keynes definisce l'accordo una "pace cartaginese", paragonandolo alle durissime condizioni imposte da Roma a Cartagine, dove il vinto è umiliato. Il trattato attribuisce interamente alla Germania la colpa della guerra, imponendo riparazioni economiche spropositate (132 miliardi di marchi oro), severe limitazioni militari e perdite territoriali. Gli ideali del presidente americano Wilson, esposti nei suoi "Quattordici Punti" (autodeterminazione dei popoli, fine della diplomazia segreta), vengono in gran parte disattesi dagli interessi delle potenze vincitrici, soprattutto dalla Francia desiderosa di vendetta e sicurezza. Il nuovo assetto geopolitico vede la dissoluzione di quattro imperi (tedesco, austro-ungarico, ottomano, russo) e la nascita di nuove nazioni in Europa centrale e orientale. Tuttavia, il trattato genera profondi malcontenti: la Germania si sente umiliata, mentre l'Italia, nonostante le acquisizioni territoriali, protesta per non aver ottenuto Fiume e la Dalmazia, dando vita al mito della "vittoria mutilata". Il periodo è inoltre segnato dalla terribile pandemia di influenza "Spagnola", che miete milioni di vittime. La pace, lontana dall'ideale wilsoniano di dialogo, si rivela un'imposizione che semina i germi di future tensioni.

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4163 Words, 26977 Characters

Italian
Greco, matematica, inglese, filosofia, italiano fisica, chiam, segreto matematica, inglese. M-M-A-T-U-G. Radio. M-M-A-T-U-G. Radio. M-M-M-A-T-U-G. Non l'esse filosofiasi, non rastre. Radio. M-M-M-T-U-G. Maturario. Maturario. Podcast, di storia, per lesame di maturità. Le conseguenze della prima guerra mondiale. Una pace cartaginese. Così l'economista John Maynard Keynes, di cui parleremo anche a proposito della crisi economica del 29, definisce i risultati della conferenza di pace organizzata alla fine della prima guerra mondiale, in un suo celebre libro che sentitola le conseguenze economiche della pace. No, i cartaginese non hanno partecipato alla conferenza di pace, anche perché cartaginera stata distrutta dai romani nel secondo secolo avanti Cristo. Mackeens, parla di pace cartaginese, riferendosi proprio al periodo delle guerre puniche, le guerre tra Roma e cartagin. Dopo la prima e soprattutto dopo la seconda guerra punica, Roma, la città vincitrice, aveva imposto durissime condizioni di pace alla città sconfitta. Cartaginia doveva ad esempio rinunciare ad alcune regioni, era stata costretta apagare grandi quantità di denaro come in denità di guerra, poteva mantenere solo un piccolo esercito e una minuscola flotta. L'obiettivo dei romani era naturalmente ridimensionare la potenza di cartaginia nel marme di terraneo. La strategia però non aveva sortito grandi effetti, visto che cartaginia ogni volta tornava all'attacco più vendicativa di prima. Alla fine Roma arraso al suo alo cartagine e secondo una leggenda ha anche sparso il sale sulle macerie della città per ribadire che su quei luoghi nulla sarebbe più potuto risorgere. Insomma, una pace cartaginese è una pace in cui il vinto è costretto ad accettare delle durissime condizioni di pace in poste dal vincitore, una pace umiliante. Non sono che inspensa che questa umiliazione sia la stessa che viene riservata alla Germania alla conferenza di pace di Parigia e nel gennaio 1919. Le condizioni di pace, dettate dai vincitori, hanno l'obiettivo di stroncare l'economia tedesca e sono perché ins negative, anche per il bene dell'Europa e dell'economia in generale. Alla Germania vengono attribuite tutte le responsabilità dello scopio della prima guerra mondiale e le viene imposto un prezzo durissimo da pagare, tradibiti di guerra, materie prime, perdite territoriali. D'altra parte, se per alcuni questa è una pace davvero troppo pesante per la Germania, per altri invece queste stesse condizioni sono considerate troppo leggeri. Fia di Norfolk, il comandante francese in capo a tutti gli eserciati alleati sul fronte occidentale o sia agli eserciati di Francia e in il terra stati uniti, dirà, questa non è una pace, è un armistizio di vent'anni, ovvero tra vent'anni si ripresenterà di nuovo lo stesso problema. Non sappiamo se foch fosse un veggente o se la frase sia stata giustata successivamente dagli autori che gli altribuiscono. Fatto sta, che effettivamente dopo esattamente vent'anni scopierà un'altra guerra, la seconda guerra mondiale, con la Germania nazista ad aprire di nuovo i giochi. Ma dai trattati di pace frutto dei lavori iniziati a Versa in gennaio del 1919 molti non escono soddisfatti e non solo per il trattamento riservato alla Germania. Vittorio e Manuelle orlando il capo del Governo italiano, a un certo punto se ne andrà per protesta, mentre Wilson, il presidente degli Stati uniti, scoprirà quanto sia difficile districarsi tra le liti e gli interessi europei. Quella diversa ai è una pace che lascerà scontenti un po' tutti. Dal tronde sappiamo che la guerra è scopiata per la fermarsi del nazionalismo, per la presenza di profondi recentimenti in alcune nazioni, per la volontà di dominio e di espansione, su sempre più fette di mondo. Quella mentalità non è ancora cambiata, nonostante il massacro collettivo durato 4 lunghe anni. Oltre la guerra poi, in Russia, c'è stata anche la rivoluzione volcevica del 1917 e nel 1919 ancora in corso una guerra civile tra rivoluzionari e contro rivoluzionari. In tutta Europa si diffonde questa ria di rivoluzione che si mescola con la delusione dei reduce e con la disparazione per i 10 milioni di morti. Ma ricordiamoci chi aveva vinto e chi aveva perso. I grandi sconfitti sono gli imperi centrali, l'impero austroungari, quel l'impero tedesco. La russia si era ritirata nel 1917 quando rascopiata la rivoluzione. I vincitori sono la Francia, l'inghilterra, l'Italia, nonostante le perdite enormi 600.000 morti, ma soprattutto gli Stati Uniti. Guidate dal nuovo alleato, gli Stati Uniti del Presidente Woodrow Wilson, le forze dell'intesa si erano proposte come alternativa democratica, come paladine della libertà dei popoli, in contraposizione all'autoritarismo e alla volontà di supremazia degli imperi centrali tedesco e austriaco. La guerra sappiamo bene che non era nata con quel intento, ma ripetiamolo affondava le radici nel nazionalismo, nei recentimenti e nella volontà di dominio. "I salone c'è due parreri, che c'all'amway giudot, che c'all'amway. " Ora dopo quattro anni di conflitto, l'Europa è devastata dal punto di vista economico, sociale e politico e bisogna mettersi a un tavolo, trovare un accordo delle soluzioni e soprattutto ridisegnare la cartina geopolitica di tutto il continente. Ben quattro imperi sono scomparsi in quattro anni. L'impero a ustrangari così a disolto nell'ultimo anno di guerra, quando le diverse nazionalità che lo componevano hanno proclamato l'indipendenza. L'impero tedesco è scomparso, l'imperatore guglielmo secondo è fuggito e in Germania è stata proclamata la ripubblica. In Russia è crollato il reggimetza rista e c'è stata la rivoluzione volcevica, con la pace di Breslittowski, stipulata con Germania Austria, la Russia ha perso molte reglioni dell'Europa Orientale, regioni che ora rivendicano l'indipendenza. Infine, anche l'impero otto mano è crollato, perdendo gran parte dei suoi territori in medioriente e di lì a pochi anni sulle sue ceneri nascerà la ripubblica di Turquia. Ridisegnare cartine, di anogare con nuove nazioni, a contentare i vincitori punire i vinti. Non sono lavori che si preannunciano facili per chi partecipà la conferenza di pace, soprattutto dopo una guerra che ha provocado milioni di morti, morti che anche a guerra finita non diminuiscono. Proprie o nell'ultimo anno di guerra, infatti, nel 1918 e anche scopiata una pandemia influenzale, una delle peggiori della storia, la Spagnola, che viene chiamata così perché si pensava che fosse partita dalla Spagna. In realtà, i primi casi erano stati esipubblici in Spagna perché la Spagna non stava partecipando la guerra e quindi suoi giornali non venivano sottoposti a censura la differenza di quelli degli stati in guerra. Naturalmente anche la guerra contribuisce alla rapida diffusione della Spagnola. Sia perché i soldati vivevano ammassati in trincere, in pezzi me condizioni igieniche, sia perché finita la guerra, i soldati tornavano nei rispettivi paesi portandosi dietro il virus influenzale. Anche se non ci sono cifre esatte, la Spagnola alla fine contageralme non terzo della popolazione mondiale, mi étendo un numero impressionante di vittime tra i venti e i 50 milioni di persone in tutto il mondo. La conferenza di pace diverse ai avviai sui lavori il 18 gennaio 1919. Sono presenti tutte le nazioni vincitrici, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e l'Italia, che è rappresentata dal primo ministro vittorio Manuelle Orlando e dal ministro degli esteri Sidney Sonnino. Quello che sembra avere le idee più chiare di tutti è Woodrow Wilson, il presidente degli Stati Uniti. Se ricordate, per Wilson gli Stati Uniti erano entrati in guerra, oltre che per proteggere la navigazione nell'Atlantico, anche per combattere per la libertà dei popoli attaccati da Germania e Austria, e per ristabilire le quilibrio e la pace in Europa. Proprì o per questo, già nel 1918, Wilson aveva preparato un breve documento, programmatico conosciuto come il 14 punti di Wilson. Questi 14 punti di Wilson sono molto importanti perché in augurano un nuovo corso della politica mondiale. Nel primo punto si afferma che i trattati e trastati devono essere pubblici e non ci devono essere accordi e trattati segreti. La diplomazione europea era abbituata a stringere accordi segreti. Pensate ad esempio al patto di Londra del 1915, quello stipulato tra l'Italia e gli all'aiati dell'intesa per l'entrata inguera dell'Italia. in cui venivano stabilite le ricompense per un intervento dell'Italia. Ecco, era un patto segreto, nemmeno il Parlamento, ne era conoscenza. Solo che la situazione orei è cambiata. I Bolshevici, prendendo il potere in Russia, hanno anche diffuso i documenti con gli accordi in cui era coinvolto lozzare. Rendendo pubblico, il fatto che le potenze europee erano abituate a prendere accordi tra di loro senza che la popolazione nella pesse nulla. Wilson capisce che per proporre un modello democratico alternativo al socialismo, bisogna guadagnarsi la fiducia dell'opinione pubblica, e allora basta con gli accordi sotto bancho. Anche gli altri punti fanno da esperare, parlamono di una riduzione degli eserciti e degli armamenti, di libero mercato tra le nazioni, ma soprattutto di un riconoscimento delle nazionalità. È il punto più importante e anche quello più distante dalla mentalità imperialista. Insomma, per il programma di Wilson le potenze non possono semplicemente spartirsi le gioni e territori tra di loro, anche le popolazioni di quei territori devono avere voce in capitolo. Soppratutto, si deve riconoscere la libera scelta delle nazionalità. Una popolazione di una determinata nazionalità ha il diritto di scegliere di governarsi da sola o di vedersi riconosciuta comunque una qualche forma di sovranità. Insomma, ogni popolazione ha il diritto all'indipendenza e all'autonomia. Ricordiamocilo. Questo è il principio di auto determinazione dei popoli. Per esempio, nel 14 punti c'è scritto. Hai popoli dell'Austrea Ongeria, alla quale noi desideriamo a sicurare un posto tra le nazioni, deve essere accordata alla più ampia possibilità per il loro sviluppo autonomo, oppure in un altro punto c'è scritto. All'ereggioni turche dell'attuale impero ottomano dovre essere assicurata una sovranità non contestata, ma alle altre nazionalità che ora sono sotto il gioco turco, si dovranno garantire una soluta sicurezza desistenza e la piena possibilità di uno sviluppo autonomo e senza ostacoli. Perfetto, benissimo. A ogni popolo, una sua nazione. Tuttavia, alla conferenza ci sono nazioni vincetrici come l'Italia che scalpitano per allargari confini e altre che ancora conservano grandi imperi coloniali, come la Francia e la Gran Bretagna, e il colonialismo è proprio l'esatto contrario dell'indipendenza e dell'autonomia dei popoli. Insomma, il documento di Wilson ha il suo effetto propagandistico sul finire della guerra, soprattutto per contrastare il mito della rivoluzione socialista. Ma ora, alla conferenza, bisogna vedere come accoglieranno il principio di auto determinazione dei popoli e le grandi e piccole potenze coinvolte nelle trattative. E le potenze vincetrici non sembra nora molto interessate alle nuove idee e proposte da Wilson. Inoltre, alla conferenza, non sono nemmeno rappresentate le potenze che hanno perso e non è nemmeno rappresentata la Russia, perché già aveva firmato un trattato di pace con la Germania. Già dall'inizio, si incrina l'idea di una pace da trovare con il dialogo tra le nazioni, mentre sembra già scritto il destino delle potenze che hanno perso la guerra. Tra le questioni che fanno più discutere, c'è proprio il trattamento da riservare alla Germania. L'idea iniziale di Wilson era che non ci si accaniste sugli sconfitti, proprio per evitare di creare le basi per nuovi conflitti. Non a caso, tra le cause della prima guerra mondiale, abbiamo sempre ricordato le dure condizioni di pace in poste dalla Germania alla Francia, dopo la guerra del 1870, e il risentimento che n'erà scaturito in Francia. Vi ricordate? L'abbiamo chiamato "Revansismo", desiderio di rivencita di vendetta. "Permere tu suol e tu di seri, si da sattonecca già il garroducaro, una pelle un vera, di danna fordottina, ogni tonto per se, ne pur assami per mi maturano." È proprio la Francia che per prima non ha alcune intenzione di fare concessioni alla Germania. Anzi vole approfittarne, vole evitare che possa riaccadere quello che era successo nelle ultime due guerre con la Germania, la guerra Franco Prussiana e la prima guerra mondiale. Non vuole più avere un vicino ingombrante e minaccioso come la Germania, e poi vuole vendicare l'umiliazione subita nella guerra del 1870. Insomma, le idee di Wilson si scontrano presto con le aspirazioni delle potenze europee, Francia in testa. Il principale obiettivo ora è attribuire tutte le colpe della guerra alla Germania e punirla duramente. È con una delle questioni più controverse della conferenza di pace, quella delle colpe, quella che riguarda la clausola di colpevolezza della guerra. L'articolo 231 del trattato recita testualmente. Gli alleati e i governi associati affermano della Germania accetta, la responsabilità della Germania dei suoi alleati, di aver causato tutte le perdite i danni che gli alleati e governi associati e i loro cittadini hanno subito come conseguenza della guerra loro in posta dall'agressione della Germania dei suoi alleati. In altre parole è tutta colpa della Germania e tutto quello che verrà deciso nel trattato è la conseguenza di quella colpa. Noi naturalmente sappiamo che non era andata proprio così che la Germania aveva molta responsabilità, certo? Ma le responsabilità erano da spartire anche con le altre potenze. Negli anni precedenti alla guerra, le scalescian militarista aveva riguardato tutte le nazioni, non solo la Germania. In ogni caso, la Francia è particolarmente agressiva sulle punizioni da infligere alla Germania, non vuole sconti, non solo rivole indietro l'alsazie e la Lorena, le regioni che la Germania le aveva sottrata nella guerra franco-prousiana, ma vuole anche espostare ulteriormente i confini fino al fiumereno a scapito della nuova repubblica tedesca. In questo caso, oltre all'opposizione di Wilson, viene fuori anche il piano degli inglesi che vogliono sia una punizione per la Germania, ma preferiscono non lasciare troppa libertà alla Francia che altrimenti acquisirebbe troppo potere nel continente europeo. Insomma, i soliti battibecchi tra potenze. Alla fine la Francia è costretta rinunciare ad avanzare i suoi confini, ma l'area del fiumereno restera comunque a lungo occupata dalle truppe alleate. In cambio, la Francia, ottiene l'alsazie e la Lorena, e soprattutto alcune clausole che limitano il rischio di nuovi problemi con la Germania, una fortissima limitazione della potenza militare della Germania con un esercito ridotto a 100.000 soldati, la totale assenza di truppe tedesche nella valle del reno, ma soprattutto il pagamento delle indenità di guerra, ovvero del risarcimento da corrispondere agli alleati per i danni subiti. La cifra verrà stabilita successivamente, ma sarà una cifra spropositata, praticamente impossibile d'appagare. Ben 132 miliardi di Marchi d'Oro. Al momento delle firme il nuovo governo tedesco provari di scuderi alcuni punti a fare delle rimostrance, la risposta che riceve dagli alleate è un ultimatum, o firmate, o ricomincia la guerra. Non sembra proprio una pace nata dal dialogo come era stata annunciata da Wilson. In Germania il trattato sarà chiamato per l'appunto di Ktatt, una parola che da allora viene usata anche in italiano per indicare un ordine severo, un imposizione senza pello e possibilità di controllare. La Germania è costretta firmare, il 28 giugno 1919, curiosamente proprio nell'anniversario dell'ucisione di Francesco Ferdinando a Serajevo, avvenuta esattamente 5 anni prima. E così la Germania esce profondamente humiliata dai trattati di pace di Versaia con un economia e una società da ricostruire, ma anche con enormi debiti d'appagare. Ma in parte i principi di Wilson trovano anche realizzazione, ad esempio nel riconoscimento della soveranità concesso ad alcune nazionalità. L'impero Austro Ungarico, l'altro grande sconfitto, viene spezzettato in base alle nazionalità che lo popolano. Alcune regioni diventano nuovi stati, altre vengono a nese agli stati che stanno nascendo. Dalli ceneri dell'impero Austro Ungarico nascono la Yugoslavia in realtà fino al 1929 si chiamerà regno dei Serbi, dei Croati e degli Esloveni, ma evitiamo di complicare troppo le cose. E la Cecoslo Vacchia, una parte dell'impero austria, cuo viene annessa alla nuova polonia, lungheria diventa totalmente indipendente e anche la Austria orè una nazione a sé, una nazione controllata, con particolare attenzione, dalle potenze vincitrici, per evitare che si unisca alla Germania. Vista la Comune nazionalità tedesca. Altre nuove nazioni nascono anche dal trattato che era stato firmato da Germania e Russia, il trattato di Breztli e Tofsq del 1918. Nascono territori che appartenevano all'impero russo che si sono dichiarati indipendenti e che ora venono riconosciuti ufficialmente dalla conferenza, come la Finlandia, nelle republiche Baltiche e Stonia, le Tonia e l'Ituania. La cartina dell'Europa, dopo la pace di Versaia, assomiglia sempre di più a quella attuale e sempre meno a quella autocentesca. Cos''imparia pora, manco la parola, la stai dicava. La parliamo ora dell'Italia. La delegazione italiana alla conferenza di pace vive momenti di particolare tensione. Quello italiano è un caso particolare, visto che l'Italia è una delle potenze vincitrici. E poi è anche scomparso l'impero austrongarico, l'hosporico o nemico alcun fine. Il problema principale è il riconoscimento del patto di Londra del 1915, uno dei tanti accordi segreti di cui abbiamo parlato prima. Quell'Patto è stato sottoscritto dall'Italia con Francia in Gilterra e Russia, ma non è stato firmato dagli stadioniti visto che non erano ancora scesi in campo. Inoltre, il patto prevede una spartizione delle regioni dell'impero austrongarico, una spartizione che non sempre rispeta il principio di nationalità stabilito nel Congresso. Ad esempio, la Dalmazia promessa all'Italia è una regione con una maggioranza di Slavi e quindi l'Italia non se la può prendere se seguiamo Wilson. Infine, alcun fine con l'Italia è natala Yugoslavia, una nuova nazione che contende all'Italia le regioni dell'Adriatico con una popolazione a prevalenza Slava. Ma l'Italia non solo chiede rispetto del patto di Londra, overò di Annettersi il Trentino e la Venezia Giulia, Listeria e la Dalmazia. Ma vuole anche la città di Fiume, città sulla costa Adriatica, abitata principalmente dai italiani, ma non menzionata nel patto di Londra. Insomma, l'Italia vuole tutto, sia la Dalmazia promessa nel patto di Londra, anche se principalmente Slava, sia Fiume alla luce del nuovo principio di nationalità. Proprio sull'ottenimento di questi due territori dalmazia e Fiume, l'Italia va incontro a forti resistenze, orlando e sonnino il capo del governo e il ministro degli esteri, addirittura un certo punto abbandonano la conferenza come gesto di protesta, che però non sortisce gli effetti desiderati e sono quindi costretti a tornare a Versaai. Alla fine l'Italia ottiene tutto quello che era previsto dal patto di Londra, ma non ottiene la Dalmazia, la città di Fiume. I risultati non sono così pessimi, ma c'è chi protesta? E questa protesta, questa delusione, viene abilmente strumentalizzata dai nationalistici e ne approfittano per andare incontro ai sentimenti di parte dell'opinione pubblica, felice per la vittoria della guerra, ma arrabbiata per il trattamento ricevutora dagli alleati. Tra i leader che cavalcano il risentimento italiano, c'è naturalmente il vate, gabriale d'annuncio. In Italia si cominci a diffondere il mito della vittoria mutilata, espressione coniata proprio d'annuncio. Una vittoria ottenuta sul campo ma mutilata, ossia limitata, dalle pressioni stranere. Dopo tutti gli sforzi fatti per vincere la guerra grazie al comportamento heroico del proprio popolo, l'Italia non sta ottenendo tutto quello che l'esperttava. Insomma, di nuovo una posizione tipicamente nazionalista che mostra come la mentalità dopo gli horruri della guerra non si ha fatto cambiata. Anzi. L'epica impreza che cerco di restituire Fiume alla madre patria è qui rievocata sulla scorta di sommarie documentazioni, i memoria del vaticinatore della nuova Italia, gabriale d'annuncio. Susak di Lada Alponte. La natura ha gestato un canale tra la città italiana e il vilaggio prato. Mai politicanti non ne tengono conto. Siamo al 12 settembre 1919, nemmeno un anno è passato dall'ingresso del trupe interallate quando improvvisamente navie battaglioni italiani lasciano la città. Che cosa viene? A città che chieda a crambocle la nessione si risponde con discusioni e comprense. È tempo di agire. L'idea di un evento decisivo troverà i suprimi aderenti tra le stesse file di questi battaglioni comandati di partenza. Nella notte tra lundice e il 12 settembre, il piano prediscono nel silenzio nel tervore viene finalmente attuato. Qui data dal guetta soltanto, la vanguaria dell'Italia di Domani muove da romchi alla volta della città con te. N'ideale l'amvidata, un'ideale che trascente e significato contingente dell'impresa. Si guarda più in alto e più lontano. La volontà ha appondato nel terreno pertile, ma incolto del sentimento nazionale un vommere il quei acciaio è temprato da tre anni di quebre. A quel solco germoglieranno domani i destini della nuova idacca. L'armizzo con ogni cuore di fiamano va al pital vento il vestito di Randace, mai come questo momento in cui le sommaritendono al popolo una vanguiere di oltre simbolica. La sovoccia pronuncia il giuramento che riconferma l'italianità di fiume, il mondo storico del cuore da si concreta nella parole nell'azione e attinge come la sua visione artistica, una sfera liveca ed eroide. Dal muolzione, se me accorti migliaio di persone tra soldati rivelli volontari occupa la città di fiume e ne chiede l'annessione all'Italia. Il governo italiano è spiazzato una prova l'azione di dal muolso visto che rischia di incrinare i rapporti diplomatici. Ma alla fine l'occupazione dura più di un anno. Il governo provvisorio della città di fiume, guidato dallo stesso d'annuzio, arriva addirittura a promulgare una costituzione, la carta del carnaro. Fiume diventa una specie di stato a sé. Se la leggemo bene vediamo che la costituzione di fiume è piuttosto interessante. Per esempio, da una parte si spira a ideali democratici, visto che prevede una democrazia diretta con suffrage universale anche femminile. Dall'altra contiene molti elementi che saranno poi ripresi da regime fascista. È un tempo di transizione l'abbiamo capito. Crollano gli imperi, entrano in crisi le democrazie liberali e quello che di nuovo stanno scendono si capisce ancora bene tra venti di nazionalismo e venti di revoluzione socialista. In ogni caso, il governo italiano sta trattando parallellamente con il nuovo stato della Yugoslavia. E nel 1920 il vecchio Giovanni Giuletti tornato al governo, firma il trattato di rapallo, che risolve la questione di fiume. Con il trattato di rapallo, l'Italia sitiene la Venezia Giulia e L'istria e lascia la Dalmazia alla Yugoslavia. La città di fiume viene dichiarata stato libero indipendente. Sotto la pressione dell'esercito italiano, alla fine d'annuncio decide di lasciare la città insieme ai suoi soldati. Ma il mito dell'impresa di fiume rimarrà per molti anni nella società italiana, in particolar modo nella propaganda fascista, il mito di un'Italia che fa valere i suoi diritti anche con la forza. Ma non solo. L'impresa rafforzato nell'opinione pubblica, l'idea che il governo parlamentare italiano sia debole, piegliato alla volontà di altre potenze e non in grado di difendere i diritti dell'Italia. Il fascismo farà poi tesoro del modello politico e comunicativo di d'annuncio durante i mesi a fiume. Ad esempio, il culto del capo, l'uso di slogan semplice incisivi, l'organizzazione di manifestazioni e adunate, il coinvolgimento diretto della folla. Non solini non partecipa direttamente all'impresa di fiume, ma la sostiene e soprattutto impara molte cose da d'annuncio. Capisce anche che deve marginarlo perché è un concorrente politico troppo ingombrante. L'impresa di fiume ci fa capire che la politica sta cambiando e la classe dirigente liberale e il governo parlamentare sembrano sempre più deboli per governare l'Italia. Quello dell'Italia è solo uno degli esempi della precarietà degli equilibri diversai. La conferenza infatti si chiude con un ulteriore beffa per tutta la comunità internazionale. Tra i punti del programma di Wilson, scritto prima della fine della guerra, un altro viene discuso e approvato nella conferenza. La formazione della cosiddetta società delle nazioni, un organismo sovranazionale, simile all'attuale organizzazione delle nazioni unite e quella che abreviamo in ONU. A cosa serve la società delle nazioni? Per Wilson, per quelli che approvano la sua fondazione, la società delle nazioni ha il compito di risolvere i contrasti tra gli stati per via diplomatica e di proteggere le nazioni più deboli nei confronti delle nazioni più potenti. Insomma l'idea è quella di una gestione collegiale del mondo, una novità assoluta nella diplomazia. Il problema sono sempre i fatti che seguono alle dichiarazioni. Quello che accade è che la società delle nazioni non viene dotata di particolari strumenti per far rispettare le condizioni in poste da questo nuovo strumento di diplomatia. E questa debolezza non è l'unica fala della società delle nazioni, la più importante è un'altra. I stati uniti, o si è i principali promotori tramite Wilson della società delle nazioni, alla fine non ne faranno parte. Il Senato Statenitenza infatti non approva la desioni alla società delle nazioni. Insomma gli stati uniti che seranno fatti garanti e responsabili di un nuovo ordine mondiale alla fine prendono una strada opposta, quella dell'isolazionismo, evitare di essere troppo coinvolte nelle questioni internazionali, in particolar modo in quelle europee. Gli stati uniti lasciano così l'Europa se stessa. Un'Europa in cui sono state riconosciute nuove nazioni, ma in cui sono nati anche nuavi risentimenti, in particolar modo in Italia e in Germania, che non è caso saranno le nazioni in cui si affermeranno i nuovi regimi autoritari e totalitari, il fascismo e il nazismo. Maturadio è un progetto di podcast di dattici per la maturità, promosso dal ministero dell'istruzione, con la collaborazione della Treccani e di Radio 3, ideazione di Cristian Raimo, supervisione, di Federica Barozzi per Radio 3. Questo podcast è stato scritto da Michelangelo Pecoraro, la voce che avete scoltato è di Valentina Carnellutti, regia di Giulianoci. La sigla di Maturadio è di Theo Teardo. Tutti i podcast sono scaricabili sul sito radio3.rai.it, miur.gov.it e treccani.it.

Podcast Summary

Key Points:

  1. La Conferenza di Pace di Parigi (1919) impone alla Germania condizioni durissime, definite "pace cartaginese", umilianti e punitive, con pesanti riparazioni e limitazioni militari.
  2. I principi idealistici del Presidente americano Wilson (autodeterminazione dei popoli, fine della diplomazia segreta) si scontrano con gli interessi nazionali delle potenze vincitrici, in particolare la Francia, desiderosa di vendetta e sicurezza.
  3. Il Trattato di Versailles crea un nuovo assetto europeo con la nascita di nuove nazioni dalla dissoluzione degli imperi, ma lascia profondo malcontento, specialmente in Germania e Italia, dove nasce il mito della "vittoria mutilata".
  4. Il periodo post-bellico è segnato anche dalla devastante pandemia di influenza "Spagnola", che causa milioni di vittime in tutto il mondo.

Summary:

La trascrizione analizza gli esiti della Prima Guerra Mondiale e i lavori della Conferenza di Pace di Parigi del 1919. L'economista Keynes definisce l'accordo una "pace cartaginese", paragonandolo alle durissime condizioni imposte da Roma a Cartagine, dove il vinto è umiliato. Il trattato attribuisce interamente alla Germania la colpa della guerra, imponendo riparazioni economiche spropositate (132 miliardi di marchi oro), severe limitazioni militari e perdite territoriali.

Gli ideali del presidente americano Wilson, esposti nei suoi "Quattordici Punti" (autodeterminazione dei popoli, fine della diplomazia segreta), vengono in gran parte disattesi dagli interessi delle potenze vincitrici, soprattutto dalla Francia desiderosa di vendetta e sicurezza. Il nuovo assetto geopolitico vede la dissoluzione di quattro imperi (tedesco, austro-ungarico, ottomano, russo) e la nascita di nuove nazioni in Europa centrale e orientale. Tuttavia, il trattato genera profondi malcontenti: la Germania si sente umiliata, mentre l'Italia, nonostante le acquisizioni territoriali, protesta per non aver ottenuto Fiume e la Dalmazia, dando vita al mito della "vittoria mutilata".

Il periodo è inoltre segnato dalla terribile pandemia di influenza "Spagnola", che miete milioni di vittime. La pace, lontana dall'ideale wilsoniano di dialogo, si rivela un'imposizione che semina i germi di future tensioni.

FAQs

Una pace cartaginese è una pace in cui il vinto è costretto ad accettare condizioni durissime e umilianti imposte dal vincitore. Il termine si riferisce alle condizioni imposte da Roma a Cartagine dopo le guerre puniche.

La Germania fu dichiarata unica responsabile della guerra, dovette pagare ingenti riparazioni (132 miliardi di marchi d'oro), subì perdite territoriali e severe limitazioni militari. Questo creò un profondo risentimento nel paese.

Sono un programma presentato dal presidente americano Woodrow Wilson nel 1918 per un nuovo ordine mondiale post-bellico. I punti chiave includevano la fine della diplomazia segreta, la riduzione degli armamenti e il principio di autodeterminazione dei popoli.

È il principio secondo cui ogni popolazione ha il diritto di scegliere autonomamente la propria forma di governo e di sovranità. Fu promosso da Wilson, ma entrò in conflitto con gli interessi coloniali delle potenze europee.

L'Italia, pur essendo tra i vincitori, non ottenne tutti i territori promessi dal Patto di Londra del 1915, in particolare la Dalmazia e la città di Fiume. Questo suscitò delusione e risentimento, sfruttato dai nazionalisti come D'Annunzio.

Scomparvero quattro grandi imperi: l'Impero Tedesco, l'Impero Austro-Ungarico, l'Impero Ottomano e l'Impero Russo. Dai loro territori nacquero nuovi stati nazionali in Europa e Medio Oriente.

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