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Le 5 ferite dell'anima e le maschere dell'ego - episodio 19

11m 54s

Le 5 ferite dell'anima e le maschere dell'ego - episodio 19

Il video presenta la teoria di Lise Bourbeau sulle cinque ferite dell'anima (rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento e ingiustizia), sottolineando la loro forte connessione con le costellazioni familiari e la psicogenealogia. Viene sfatata l'idea che i genitori siano i diretti responsabili di queste ferite; al contrario, sono visti come strumenti scelti dall'anima per sperimentare e integrare tali sofferenze nel percorso di crescita spirituale. Per proteggerci dal dolore, l'ego ci spinge a indossare maschere specifiche per ogni ferita (come il fuggitivo o il dipendente), con le quali spesso ci identifichiamo, credendo che siano la nostra vera natura. La guarigione non implica l'eliminazione della ferita, ma un processo alchemico di disidentificazione dalla maschera e di integrazione consapevole del dolore sottostante. Attraverso strumenti come le costellazioni familiari, è possibile riconoscere la verità dietro le difese egoiche, trasformando la ferita in un'opportunità di crescita e avvicinandosi all'obiettivo ultimo dell'anima: sperimentare l'amore vero e l'unione con il divino.

Transcription

1327 Words, 8250 Characters

Italian
La tua cicatrice è legenda come dal tron del mago che te l'ha procurata, è ripottero. Ciao a tutti, ben trovati o benvenuti, io sono Valere Cursio e questo è l'ecco degli antenati. E oggi parliamo delle 5 ferite dell'anima, e cioè rifiuto, abbandono, humiliazione, tradimento e ingiuszizia. Si, effettivamente sembra un po off topic questo argomento, perché di solito, appunto, parliamo di cose che riguardano costellazioni familiari, psico-genegnologia e tutto ciò che ruote intorno ha gli antenati. Ma in realtà, scoprendo questa teoria di Lisburbo, questo lavoro, che durato tantissimi anni, leggendo i libri di Lisburbo, si ha effettivamente invece la sensazione che questo tema delle 5 ferite sia enormemente collegato, a ciò che facciamo di solito con le costellazioni familiari, la psico-genegnologia, etc. Una delle cose che, a prezzo di più di questo sguardo di Lisburbo, riguarda proprio i genitori e la famiglia di origine. Perché molto spesso sia un po' la tentazione di pensare che i genitori e la famiglia di origini, siano quelle persone orrende bruttecative che ci causano le ferite, che ci feriscono. Ecco, lo squarto di Lisburbo è effettivamente molto differente da questo modo di pensare un po' superficiali. Infatti, lei utilizza la parola "reaccendere" e vero che, per esempio, la ferita da rifiuto noi la viviamo, la sperimentiamo con il genitore del nostro stesso sesso, per esempio per noi donne con la nostra mamma, ma questo non vuol dire che lei ci ferisce. Anzi, lo squarto è proprio diverso, la dinamica è proprio diversa. Lei si mette a disposizione della nostra anima, affinché la nostra anima qui, su questo piano di coscienza, possa vivere sperimentare la ferita del rifiuto. E questo è estremamente rivoluzionario come modo di pensare. Ed è anche assolutamente in linea con ciò che viviamo quotidianamente con lo strumento delle costellazioni familiari e le teorie sistemiche. Al traspetto che apprezzo tantissimo è il ruolo del Lego che approfondiremo in una puntata a parte dedicata. Ma in tanto vi leggo due righe del libro "Di Lisburbo" che sentito la "Le ferite nuove chiavi di guarigione", un libro scritto una quindicina danni dopo il primissimo, famosissimo, le 5 ferite e come guarirle. Lis scrive "E impossibile che leggo senta le sofferenze dell'anima, lui vive solo per se stesso e la sua grande soddisfazione e avere ragione". Infatti per evitare di farci provare la sofferenza generata da una ferita, il metodo assolutamente preferito per leggo è invitarci a indossare una maschera. E questa maschera si indossa ogni volta che una di queste ferite viene sollecitatata, viene attivata. Ma facciamo un passe in dietro perché vengono chiamate ferite dell'anima? Beh perché l'anima soffre nell'essere allontanata dal suo disegno, dal suo viaggio, quando lasciamo che sia appunto Lego a prendere il sopravvento e a dirigere le nostre azioni, nostri pensieri, il nostro andare nel mondo. Infatti lo scopo delle nostre incarnazioni è sperimentare il vero amore, la cittazione di sé, per uscire ad arrivare al concetto di unione con il divino. E in questo viaggio Lego ci convince che ci saio tendo a soffrire di meno. Un po' come quando i bambini che si nascondono gli occhi hanno l'illusione di non essere vissini anche dall'esserno. E' un po' Lego si comporta un po' in questo modo con noi, con le ferite. Ci convince che no, tu non guardare difenditi da quella ferita e da quel dolore e andrà tutto bene. Spoiler, no? Non andrà tutto bene. Anzi andrà tutto bene quando si inizia da traversare e ai integrare la ferita. Quando si smette di essere identificati con la maschera. E per ogni ferita c'è una maschera. Per esempio, di fronte alla ferita del rifiuto noi attiviamo la difesa egoica dell'fuga. Quindi la maschera del rifiuto è il fuggitivo. E' di fronte alla ferita da abandono mettiamo in campo la maschera del dipendente. Di fronte all'umiliazione, quella del masochista. Di fronte al tradimento, il controllore. Di fronte all'ingestizia, il rigido. E' più e profonda alla ferita. Più sentiamo l'esigenza di starne lontani e più attiviamo questa maschera. E l'aspetto secondo me, più interessante è il concetto di identificazione con la maschera. Mi spiego meglio. Quando ne siamo fortemente feriti nel rifiuto e quindi adottiamo una maschera da fuggitivo, molto molto importante e molto attiva, molto presente, potremmo incorrere nel fronte indimento con noi stessi di identificare in quella maschera. Cioè possiamo dire la fattida di cafraze, ma io sono fatto così. Io fugo, ma in realtà non siamo fatti così. E' la maschera del fuggitivo. Sotto la maschera c'è ben altro. E quindi il lavoro che possiamo fare anche per esempio con l'utilizzo dell'ostrumento delle costellazioni familiare, ma anche di tantissimi altri strumenti è proprio il percorso inverso, di isi identificarsi con le proprie maschere. Quindi io non sono un fuggitivo. Io ho utilizzato questa maschera, ho utilizzato questa difesa per difendermi dal dolore del rifiuto. E de qui che io vedo tantissimo collegamento con le costellazioni familiari, perché in costellazione noi siamo proprio di fronte alla verità. Siamo di fronte, ha ciò che c'è sotto il nostro ego, sotto le nostre maschere, sotto le nostre difese. E quindi in costellazione noi possiamo stare di fronte per esempio a nostra madre e sentire per cepire, fare mergere, riconoscere finalmente tutta la verità da rifiuto. Possiamo sentire tutto il dolore del rifiuto che abbiamo sentito di fronte a nostra madre. E possiamo il tempo stesso appunto disidentificarci dalla fuga e disidentificare anche lei come nostro carnefice, quindi possiamo fare questo doppio lavoro. Possiamo vedere lei, non come il carnefice che ci ha ferito, ma come colleghi si emessa disposizione nostra per poter sperimentare quel tipo di ferita? E darci la possibilità di non solo sperimentarla, ma integrarla e magari andare oltre. E il concetto per esempio di processo al chemico è estremamente importante perché molti dicono "Eh ma come si fa guarire dalle ferite?" E per guarire spesso intendono come facciano una verla più e qui c'è un grande fronte indimento. Non è possibile non averla più. E lo che noi possiamo fare è fare in modo attraverso un' integrazione profonda, un lavoro su un estesti molto profondo, possiamo fare in modo di non attivare senza controllo la maschera. Possiamo smettere di considerarci dei fuggitivi invece di stare pienamente nel dolore della ferita da rifiuto. E parato salmente lo stare all'interno della ferita da rifiuto e l'integrazione di questa ferita e passare attraverso tutto ciò che comporta. Certo, è doloroso, ma è un po' come la pallude della tristezza nella storia infinita. È un percorso che porta un processo al chemico. Si passa da una morte al chemica, da una trasformazione profonda, per arrivare a qualcosa di estremamente più alto. Ricordiamo il brucco che deve morire, deve rinunciare essere brucco per poter diventare farfalla. E la conoscenza di queste 5 ferite, il lavoro su di sé, con queste 5 ferite, fa facilita questo processo al chemico. Mamma non che conosceremo queste ferite, riconosceremo magari noi alcuni tratti, difficilmente ne riconosceremo una sola, l'isborbo diceva che tutti noi ne abbiamo almeno 4, di cui un paio molto molto molto attive. Certo c'è chi si riconoscerà particolarmente nella maschera del controllore, chi particolarmente nella maschera del dipendente e così via. Però l'aspetto più importante è imparare a riconoscere ognuna di queste maschere di fronte delle solucitazioni esterne. Quindi magari io diciamo di carattere di personalità sono stata più solucitata magari appunto nella ferita di rifiotto quindi sono fondamentalmente una fuggitiva di personalità su un aspetto quindi superficiale e goico caratteriale, ma magari di fronte a un momento di humiliazione posso riconoscere in me la maschera del masochista che prende il sopravvento. Quindi detto questo, io spero di avervi incuriosito e vi aspetto nelle prossime puntate dove andremo a analizzare ferita dopo ferita, maschera dopo maschera e concluderemo con una puntata speciale sul leggo. E per oggi vi sanuto con le parole di John Grishan. I livei di Svaniscono, malicicatrice i restano profonde, nascoste, dolorose, resti ferito.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Le cinque ferite dell'anima (rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento e ingiustizia) sono profondamente collegate al lavoro sulle costellazioni familiari e alla psicogenealogia.
  2. Secondo Lise Bourbeau, i genitori non sono i "carnefici" che causano le ferite, ma si mettono a disposizione dell'anima per permetterle di sperimentarle e integrarle in questa vita.
  3. Per evitare il dolore delle ferite, l'ego ci induce a indossare delle maschere (es. fuggitivo per il rifiuto, dipendente per l'abbandono), con cui spesso ci identifichiamo erroneamente.
  4. Il percorso di guarigione non consiste nell'eliminare la ferita, ma nel disidentificarsi dalla maschera, integrare la ferita attraverso il dolore e sottoporsi a un processo alchemico di trasformazione interiore.
  5. Riconoscere queste maschere nelle sollecitazioni quotidiane è fondamentale per facilitare questo processo trasformativo, che porta a una maggiore autenticità e unione con il divino.

Summary:

Il video presenta la teoria di Lise Bourbeau sulle cinque ferite dell'anima (rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento e ingiustizia), sottolineando la loro forte connessione con le costellazioni familiari e la psicogenealogia. Viene sfatata l'idea che i genitori siano i diretti responsabili di queste ferite; al contrario, sono visti come strumenti scelti dall'anima per sperimentare e integrare tali sofferenze nel percorso di crescita spirituale. Per proteggerci dal dolore, l'ego ci spinge a indossare maschere specifiche per ogni ferita (come il fuggitivo o il dipendente), con le quali spesso ci identifichiamo, credendo che siano la nostra vera natura.

La guarigione non implica l'eliminazione della ferita, ma un processo alchemico di disidentificazione dalla maschera e di integrazione consapevole del dolore sottostante. Attraverso strumenti come le costellazioni familiari, è possibile riconoscere la verità dietro le difese egoiche, trasformando la ferita in un'opportunità di crescita e avvicinandosi all'obiettivo ultimo dell'anima: sperimentare l'amore vero e l'unione con il divino.

FAQs

Sono rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento e ingiustizia. Rappresentano esperienze dolorose che l'anima sceglie di sperimentare per la propria evoluzione.

Entrambi gli approcci aiutano a vedere oltre le maschere dell'ego e a riconoscere le dinamiche familiari non come cause di ferite, ma come opportunità per l'anima di sperimentare e crescere.

I genitori non sono visti come coloro che causano le ferite, ma si mettono a disposizione dell'anima per permetterle di sperimentare determinate ferite necessarie al suo percorso evolutivo.

Le maschere sono difese egoiche che attiviamo quando una ferita viene sollecitata. Ogni ferita ha una maschera specifica, come il fuggitivo per il rifiuto o il controllore per il tradimento.

Non si tratta di eliminare le ferite, ma di integrarle attraverso un lavoro profondo. Questo permette di non attivare più automaticamente le maschere e di disidentificarsi da esse.

È un percorso di trasformazione profonda, simile alla metamorfosi del bruco in farfalla, che avviene attraversando e integrando il dolore delle ferite per raggiungere un livello di consapevolezza superiore.

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