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La Rivoluzione Francese - Parte XIV

22m 7s

La Rivoluzione Francese - Parte XIV

La trascrizione analizza la fase finale della Rivoluzione francese, a partire dalla morte di Robespierre, che segna l’inizio della Restaurazione e del Terrore Bianco. I termidoriani, nuova classe dirigente, reprimono i giacobini con esecuzioni e deportazioni, mentre la Costituzione dell’Anno III (1795) limita il voto ai notabili e abolisce principi democratici. Il Direttorio, governo esecutivo, affronta gravi crisi economiche e rivolte, affidandosi all’esercito, che diventa uno strumento quasi perfetto grazie a riforme e al genio militare di Napoleone. Quest’ultimo conquista l’Italia e firma la pace di Campoformio (1797), per poi prendere il potere con il colpo di Stato del 18 Brumaio (1799), instaurando il Consolato e infine l’Impero nel 1804. La narrazione si conclude con una riflessione: nonostante il ritorno a un regime autoritario, la Rivoluzione ha lasciato un’eredità duratura. I valori di uguaglianza giuridica, laicità dello Stato, abolizione dei privilegi nobiliari e diffusione della piccola proprietà contadina vengono esportati in Europa dalle armate napoleoniche. La democrazia parlamentare, seppur soppressa, sopravvive come ideale e riemerge nei moti del 1830, 1848 e infine nel 1870, quando la Repubblica francese si afferma definitivamente.

Transcription

2050 Words, 13490 Characters

Italian
La rivoluzione francese, quattordicisima conversazione, la fine della rivoluzione. La morte di Robespier chiude il periodo eroico della rivoluzione francese, inizia la restaurazione. Da principio si va verso la normalizzazione della situazione politica in Francia, con il ritorno al potere della burguesia benestante ed affarista. Apparentemente nulla cambia. Tutti i poteri restano affidati alla semblia alla convenzione, anche i comitati restano all'oroposto. Ma essendo venuti meno i grandi personaggi che avevano dominato la scena politica negli anni precedenti ora tocca ai comprimari, i cosiddetti termi Doriani, occupare il proscenio, il rappresentanza di una destra che aspirava ad uscire dall'emergenza del terrore e mirava ad attuare una politica moderata orientata a liberalismo in economia. Al esordio i nuovi padroni del sistema non sembrano in realtà diversi dei precedenti. Inizia il periodo detto del terrore bianco, una gigantesca reza dei conti diretta contro chiunque fosse coinvolto con il precedente regime. Salgono al patibolo prima i grandi nomi, carriere l'autore delle nuoi ad di Nantes, fucchieti in villa, la cosator del tribunale rivoluzionario, Hermann, il presidente dello stesso tribunale, insieme ad altri dieci giudici. Cambon, luomo della finanza riesce a fuggire in extremis. Poi la repressione si rivolge ai personaggi minori, definiti genericamente terroristi e si estende a tutte le province, coinvolgendo anche gli aderenti ai vari club giacobini. Ultimo colpo ai terroristi, nel novembre 1794 fucchiotto, in tutta la Francia il club dei giacobini. Se si pensa quale palestra di pensiero e di idee erano stati i club giacobini per la rivoluzione, non si può non concludere che alla rivoluzione. Quella vera feconda erano state tarpate le ali. Per dare un segnale di discontinuità, col passato regime, si decide ad un certo momento di evitare per quanto possibile lo spettacolo quotidiano delle esecuzioni pubbliche. Si dette iniziò alla prassi di condannare gli imputati alla deportazione alla guiana francese. Prassi che verrà presto bollata col termine di guiliotina secca, perché si otteneva lo stesso risultato, cioè dell'imminazione fisica dei condannati, senza un pubblico spargimento di sangue. Chi volesse saperne di più, si rilega il bel libro di Roger Bell Benua, guiliotina secca punto, il titolo. Beh Benua era un piccolo dell'inquente francese che venne condannato nel 1920 alla deportazione nell'isola del di Avolu. La Cayenne. Nel suo libro, Nara, le sue vicende, dalle inumane condizioni di prigionia, ai molteplici tentativi di fuga, che ricordano molto da vicino quanto tutti abbiamo visto nel film Papione. Alcuni ritengono che questo film si è inspirato proprio alle memorie di Bell Benua. Bell Benua riuscirà infine a raggiungere di Stati Uniti, dove morì molti anni dopo da uomo libero. La Cayenne divenne quindi luogo di deportazione degli avversari politici nel corso della rivoluzione. Sarà poi trasformata in un' avere proprio a colonia penale con Napolione Terzo. Sarà chi usa definitivamente solo nel 1953, pensate solo nel 1953. Ma torniamo alla nostra storia. I termidoriani, cioè la classe dirigente che sia propria del potere, dopo la scomparsa di Rubespie, partimos davantaggiati dalla favorevole situazione militare, conseguente alla vittoria di Flores. Il belge era già stato occupato prima del termidoro, da gli a poco anche l'olanda viene occupata senza colpo ferire. L'inglesi si reembarcano. Anche la Spagna, la Toscana e d'altria alleati minori abbandonano la qualizione. Da ultima anche la prussia si ritira. La prima qualizione non esiste più, resiste solo la Austria. I termidoriani, con un atteggiamento assurdamente intransigente, nei confronti dell'impero, si lasciano sfuggire la migliore occasione di concludere una pace globale. Le maggiori difficoltà in quei frangenti venivano quindi dall'interno per la crisi devastante degli assegnati, per l'incremento dei costi delle derrate essenziali, conseguente la volizione del calmiere, per la rivolta delle sezioni, parigine che già rimpiangevano Rubespie. Riazzava la testa anche la destra monarchica rinsanguata da rientro di molti emigrati e da poggiata da bande paramilitari, costituita dalla Gennestore, i rampoli della piccola media burguesia, detti anche moscardini, impegnati infrequenti scontri con giacobini e montagnati. La debolezza di fondo dei termidoriani dipendeva dalla mancanza di una base politica che garantisse stabilità e progresso economico, onde gavano tra le repressioni dell'una o dell'altra fazione, a volte con l'aiuto dell'esercito. Merano in sostanza schiacciati tra una risorta reazione aristocratica e le masse giacobino saccolotte di parigi. Per uscire da questo piccolo cico, lo strumento che si pensò di adottare nel 1795 il 22 agosto fu una nuova costituzione che verrà detta costituzione dell'anno terzo. La leanza tra termidoriani ed estre che presse dette alla sua stesura si preoccuposa soprattutto di evitare ogni deriva verso la democrazia del '93 e di sparrare il passo ad ogni possibile dittatura. Di conseguenza la carta del '95 ripudiava molti dei principi che avevano ispirato le precedenti costituzioni. Nella dichiarazione dei diritti dell'uomo, anzi che affermare gli uomini nascono e rimangono liberi ed uguali del loro diritti, ci diceva semplicemente la guaglianza consiste in ciò che la legge uguale per tutti. Una definizione assaire riduttiva rispetto alla dichiarazione dell'89 così scomparivano dal testo il diritto all'insurrezione, sancito della costituzione dell'anno primo ed il dovere dell'ostato di assistenza agli incapienti. Per quanto non riguarda il diritto di voto, non era stata rie sumata la sostinzione tra cittadini attivi e passivi, ma si era introdotto un criterio censitario ad oppio turno ancora più limitante. Hai votanti di primo livello, veniva richiesto il pagamento di una qualsiasi imposta diretta. Ma per essere nominato elettore di secondo livello, bisognava dimostrare una rendita fondaria assai consistente. Erano questi elettori, sembra 30.000 al massimo in tutta la Francia che sceglievano i rappresentanti nelle asemblee. Spettava quindi ai notabili governare ed amministrare il paese. e che uguali Anza stavano a significare semplicemente che le porte di accesso alla burguesia dei notabili erano aperte a chiunque. Si dimostrassa e capace di ascendervi per merito, lavoro o fortuna. Traghanto di normalizzazione, ora è saurazione si è parlato e tale fu. Il potere legislativo veniva articolato in due assemblé, il consiglio dei 500 e il consiglio degli Anziani, costituito da 250 membri. I decreti deliberati dai 500 erano trasformati in legge degli Anziani. Qui spettava anche il comprito di designare l'esecutivo, detto Direttorio, formato da 5 Direttori. A capo del quale ritroviamo guarda caso, il principale protagonista del termidoro può barra. La convenzione si sciolse il 26 ottobre del 1795. Dopo essere stata riusnita per più di tre anni e da aver conosciuto i più clamorosi rivolgimenti di tutto il periodo della rivoluzione. Dal Governo della Girona la condanna morte dei reali al grande terrore all'esecutzione di Robespier. Ma grado la nuova costituzione però il Direttorio e le assemblé che subentranno adessa alla convenzione si trovarono di frontegli stessi problemi del precedente regime, cioè su valutazione degli assegnati, inflazione e carestia, scontri ripetuti trafazioni monarchi che già cubini. In più si erano riaccese la show annerì e la rivolta vandeana. Alimentate anche da un tentativo di sbarco in Bretagna di una truppa di emigrati aiutati dalla flota inglese. Mentre ai confini si veniva costituendo la seconda con le qualizione che si dimostrerà a sai più compatta ed a guerrita della prima. Per rispondere a tutte le minacce sia interne che esterne il Direttorio risponeva di un solo strumento valino, l'esercito. L'esercito rivoluzionario era stato forse il prodotto più formi dabile della repubblica già copina. Nato dalla leva in massa problemata nel momento di massima emergenza, cioè vandea e guerra ai confini, si era trasformata con tempo in un'armata di combatenti professionisti, dato che non c'era stata nessuna chiamata alle armi tra il 98. Le reclute erano state affiancate ai veterani che provvedevano a istruirle e a condurle sul campo. Sti pendi e vitto erano uniformati per tutti. L'unfficiali venivano designati dai loro stessi subordinati. Non vi gèva la tipica disciplina di caserma, quanto una gerarchia basata sul merito e sul coraggio. I soldati erano trattati come "womeni liberi" non come "uttoni". Se a questa aggiungente il sentimento della missione rivoluzionaria, profondamente radicato negli animi e le migliorie nell'armamento e nelle strategie introdotte da Carnot, avrete l'immagine di uno strumento di guerra quasi perfetto che il genio di Napoleo non renderea invencibile. E' proprio l'esercito sotto la guida di Osh ma sacra gli emigrati sbarcati a qui di Berona, siamo al 27 di 1795 e so foca alla show anteri. Ancora, guidata da buona parte, schiaccia un' insturrezione realista a Parigi. Siamo al 13 veine miayo dell'anno 4, cioè 5 ottobre 1795. Questo successo frutta a buona parte il comando dell'armata d'Italia, dove l'esercito francese passa di vittoria e invittoria, sbaraglia agli avversari, fino alla pace di campo formio del 1797, negoziata e firmata dallo stesso Napoleone. La Austria deve abbandonare l'Italia. L'esercito quindi si dimostra capace di conquistare stati e nazioni, pagare da sele proprio svese e con le sue conquiste mantenere anche il governo di Parigi. Perché meravigliarsi allora se alla fine il più intelligente, il più abile dei capi militari. Napoleone buona parte arrivo a concludere che l'esercito poteva fare assolutamente a meno di quel fianco governo civile. Questo è il senso degli eventi degli ciotto brumayo dell'anno tavo, cioè del dicembre 1799. Un colpo di stato spazia via gli istituti in essere, creando un nuovo organo costituzionale, il consolato in cui emerge rapidamente Napoleone come primo console. Per essere poi infine incorronato in peratore il 2 dicembre 1804. Questa è la fine della rivoluzione. La nostra narrazione si conclude qui ma crediamo nostro compito, nostro dovere rispondere ad una domanda che sorge spontanea. Allora dopo 10 anni di eventi convulsi ed anche tragici. Si era tornati al punto di partenza? La Francia era tornata ad essere governata da un'autocrate, tra l'altro molto più energie, coi accentratore del Povero Luigi 16. La rivoluzione era quindi fanlita tante sofferenze, tanti morti, tanti sacrifici non erano serviti a nulla. Beh, no, non è proprio così. Certo, pesa la scomparsa della democrazia parlamentare che sia pure in forme diverse aveva accompagnato tutto e percorso della rivoluzione. I valori fondanti della rivoluzione però sopravvivono e vengono diffusi in tutta Europa proprio dalle armate Napoleoniche. Parliamo della Bolizione dei privileggi di Nascita, cioè della l'obiltà, delle guaglianza di tutti di fronte alla legge e dal fisco, della apertura alla scesa sociale per impegno e merito del diritto dovere dell'istruzione di base per tutti. Ricordiamo che la nostra scuola, quella che noi abbiamo oggi, ha mantenuto l'impostazione data da Napoleone sulla base dei presupposti della rivoluzione. Parliamo anche della laicità dello stato e del rispetto per tutti i culti ed altro ancora. Vale la pena ricordare che la Francia era stato il primo paese in Europa ad abolire ogni discriminazione nei confronti degli ebrei e questo principio fu diffuso di conseguenza in tutta Europa. Da sottolineare, infine, gli aspetti economici della rivoluzione, che furono forse i più incisivi eduratori. Quella confisca della proprietà fond di area prima del clero, poi della monarchia e della nobiltà, si realizzò in questo periodo in Francia il più gigantesco trasferimento di ricchezza all'interno di uno stesso paese che la storia ricordi. Inizialmente questi beni cadero spesso nelle mani di accaparatori e speculatori, ma poi migliori criteri di l'utilizzazione aprirò le porte alla piccola nobiltra propria t'agraria. I contadini costretti a vendere le propria derrate contro pagamento in asseniti si accorsero che la carta moneta svalutata che detenevano [Musica] grande quantità, poteva essere utilemente impiegata nella questo dei lotti di terreno mesi all'asta, oltre tutto in valore facciale. Nace così la piccola proprietà con tadina, zoccolo duro della società francese, fino ai giorni nostri. Una classe sociale convinta sostenitrice dei valori fondanti della rivoluzione perché da questi scato arriva al suo benessere. Così, in Francia, la rivoluzione sociale si saldola, rivoluzione politica. Cosa che in Italia purtroppo non avvenne e le conseguenze le abbiamo tutti sottori occhi. Tornando agli aspetti più per strettamente politici, bisogna mettere che nel periodo napoleonico la democrazia parlamentare fu soppresa. Governava un'autocrazia. Bisogna però sottolineare che anche con napoleone non c'è posto per l'idea della sovranità per diritto di vino. Napoleone diveni imperatore, ha seguito di referendum per volontà del popolo. Non ci saranno più sudditi, ma cittadimi e questa si è una rivoluzione coperdicana. L'ideale democratico aveva comunque radici profonde. Non scomparve, rimase vivo sotto le ceneri per emergere nel 1830 nel 48 e infine nel 1870. Quando fallito il secondo impero, la repobblica francese si afferma definitivamente come la democrazia guida di tutta Europa.

Podcast Summary

Key Points:

  1. La morte di Robespierre segna la fine del periodo eroico della Rivoluzione francese e l’inizio della Restaurazione, con il ritorno al potere della borghesia benestante.
  2. Il Terrore Bianco porta a una repressione violenta contro i giacobini e i sostenitori del Terrore, con esecuzioni e deportazioni in Guyana francese.
  3. La Costituzione dell’Anno III (1795) introduce un sistema censitario e bicamerale, limitando il diritto di voto ai notabili e abolendo principi democratici come il diritto all’insurrezione.
  4. Il Direttorio, governo esecutivo di cinque membri, affronta crisi economiche, inflazione e rivolte interne, affidandosi sempre più all’esercito per mantenere l’ordine.
  5. Napoleone Bonaparte emerge come leader militare, guidando vittorie in Italia e firmando la pace di Campoformio (1797), per poi prendere il potere con il colpo di Stato del 18 Brumaio (1799).
  6. Nonostante la fine della democrazia parlamentare, la Rivoluzione lascia in eredità valori come l’uguaglianza giuridica, la laicità dello Stato, l’abolizione dei privilegi nobiliari e la piccola proprietà contadina, diffusi in tutta Europa dalle armate napoleoniche.

Summary:

La trascrizione analizza la fase finale della Rivoluzione francese, a partire dalla morte di Robespierre, che segna l’inizio della Restaurazione e del Terrore Bianco. I termidoriani, nuova classe dirigente, reprimono i giacobini con esecuzioni e deportazioni, mentre la Costituzione dell’Anno III (1795) limita il voto ai notabili e abolisce principi democratici. Il Direttorio, governo esecutivo, affronta gravi crisi economiche e rivolte, affidandosi all’esercito, che diventa uno strumento quasi perfetto grazie a riforme e al genio militare di Napoleone.

Quest’ultimo conquista l’Italia e firma la pace di Campoformio (1797), per poi prendere il potere con il colpo di Stato del 18 Brumaio (1799), instaurando il Consolato e infine l’Impero nel 1804. La narrazione si conclude con una riflessione: nonostante il ritorno a un regime autoritario, la Rivoluzione ha lasciato un’eredità duratura. I valori di uguaglianza giuridica, laicità dello Stato, abolizione dei privilegi nobiliari e diffusione della piccola proprietà contadina vengono esportati in Europa dalle armate napoleoniche.

La democrazia parlamentare, seppur soppressa, sopravvive come ideale e riemerge nei moti del 1830, 1848 e infine nel 1870, quando la Repubblica francese si afferma definitivamente.

FAQs

La morte di Robespierre segna la fine del periodo eroico della Rivoluzione Francese e l'inizio della restaurazione.

Il 'terrore bianco' fu un periodo di repressione contro chiunque fosse coinvolto con il precedente regime di Robespierre, con esecuzioni e chiusura del club dei Giacobini.

La 'ghigliottina secca' era la deportazione degli imputati in Guyana Francese, che portava alla morte senza pubblico spargimento di sangue.

La Costituzione dell'anno III introdusse un voto censitario a doppio turno, limitando il potere ai notabili, e abolì il diritto all'insurrezione e l'assistenza agli incapienti.

Il potere legislativo era diviso in due assemblee: il Consiglio dei 500, che proponeva leggi, e il Consiglio degli Anziani, che le approvava.

L'esercito fu lo strumento principale del Direttorio per reprimere minacce interne ed esterne, diventando una forza professionale e fedele ai suoi comandanti.

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