La trascrizione del podcast "Gigawatt" delinea la complessa transizione energetica globale verso l'era dell'elettricità. Partendo dalla tesi di Batslavs Mill sull'energia come moneta universale, si ripercorrono le ere energetiche (fuoco, agricoltura, fossili) per arrivare all'attuale fase, caratterizzata da una crescente elettrificazione dei consumi. Sebbene gli investimenti in rinnovabili siano record e i costi di solare e batterie siano crollati, i combustibili fossili coprono ancora l'82% del fabbisogno energetico globale. La crescita delle rinnovabili, per ora, soddisfa principalmente l'aumento della domanda, trainata da data center, mobilità elettrica e climatizzazione, specialmente nei paesi emergenti. La Cina è il motore principale di questa transizione, controllando gran parte della filiera delle tecnologie verdi e della raffinazione dei minerali critici. La decarbonizzazione incontra ostacoli nei settori industriali "hard-to-abate" e richiede un mix energetico diversificato. L'Europa, per essere competitiva, punta sullo sviluppo tecnologico, incluso il ritorno al nucleare (con reattori modulari più sicuri e di nuova generazione), cercando di bilanciare sicurezza energetica, riduzione delle emissioni e indipendenza strategica.
Sapete quale l'unica moneta universale? L'energia, così dice Batslavs Mill, uno dei cento migliori pensatori globari secondo la revista Foreign Policy. È l'energia ad avere plasmato e sviluppato la civiltà umana per mili aiedi anni, dei primordi fino all'economie moderne basate sui combustibili fossili. Mill, che è un intellettuale cico naturalizzato canadese, sostiene che l'umanità ha attraversato finora tre "erre energetiche". La prima ha avuto inizio con il domino del fuoco. Il calore generato dalla combustione della legna ha dato a luomo il privilegio di cuocere il cibo e di sopravvivere anche i nuovi freddi. La seconda si ha viata con la rivoluzione agricola, che ha permesso di convertire tramite fotosintesi l'energia solare in biomasse a commestibile. L'uomo così ha iniziato a produrre cibo in modo molto più efficiente e organizzato rispetto alla caccia e la raccolta. La terza era è stata quella dell'industrializzazione e ha coinciso con la scesa dei combustibili fossili. Prima il carbone poi il petrolio e il gas naturale. Fontichi tuttora rappresenta un 86% della fornitura globale di energia. Oggi però ci stiamo ad entrando in una nuova era. Lera delle electricità è arrivata, si affermerà sempre di più i tassi di crescita della domanda dell'etrica saranno molto superiore a quelli di crescita dell'energia, ma questo non vorrà dire la fine immediata dell'utilizzo di altre fonti energetiche. Alessandro Blasi è consigliere speciali della Genzi Internazionale per l'energia La Iea. Un'organizzazione intergovernativa fondata nel 1974, dopo la prima crisi petrolifera, seguita la guerra del Chippur, tra Egitto, Siria e Israele. Non significa che il che buon è non ci sarà più, non mi è ex energetico, spaglierà da domani, rimarà per un go tempo, perché le applicazioni sono molteplici, in primis, per produrre energia elettrica, la cui domanda è prevista in forte a un momento e anche per altre applicazioni, per esempio nel settore dell'acciaio e di altre applicazioni industria. Allo stesso tempo bisogna cercare di capire gli utilizzi, per esempio, del petrolio. Petrollo ha sicuramente, nell'immaginario di tutti, una associazione con quello che riguarda il trasporto, le macchine, i camion e così via. E questo è un settore che piano piano può vedere l'affermarsi della mobilità elettrica come un sostitutivo, anche se sarà un processo lungo. Ma di petrolio ne usiamo tanto anche, per esempio, nel petrol chimico, per produrre oggetti, quello che abbiamo intorno a noi probabilmente al 90% a origini petrol chimica. Per oltre due secoli i combustibili fossili hanno alimentato il motore del mondo, energia, mobilizzazione crescita economica. In parte continuano a farlo ancora oggi, soprattutto nei paesi emergenti, ma questa crescita è vincolata a un modello energetico che è diventato sempre più insostenibile da un punto di vista ambientale. Bruciando i combustibili fossili, infatti, si mettono nell'atmosfera grandi quantità di gassera, molecole che assorbono il calore irradiato dalla terra contribuendo al surescaldamento del pianeta. Gli ultimi 10 anni sono stati più caldi mai registrati, e l'aumento delle temperature rispetto ai livelli preindustriali si sta avvicinando pericolosamente alla media di un grado e mezzo. Una soglia che secondo la più autorevole letteratura scientifica è bene non al preparare, poiché traccia un confine climatico sconosciuto, può portare a secità all'uvioni e ondate di calore sempre più estreme. Anche se c'è chi continua a non tenerne conto. Per essere chiari, alla terra non li è niente del riscaldamento, ci importa noi come essere umani perché poi, certo punto non potremo più vivereci. Questa certezza deve essere affrontata. Lui è Hugo Salerno, Presidente di Rina, gruppo multinazionali di consultenze ingenieristica, ispezione e certificazione, che si occupa tra le altre cose di servizie soluzioni digitali in campo energetico ambientale. E dunque anche di come affrontare in maniera innovativa la transizione energetica. Usiamo delle tecnologie che ci consentano di produrre energia con basso impatto ambientale, prima di tutto c'è il nucleare perché il nucleare è il tipo di produzione col più basso impatto ambientale in assoluto. Ma le rinnovabili sono altri tanto importanti e quindi dobbiamo spingere moltissimo su le rinnovabili. Noi come europei dobbiamo cercare di dare l'esempio e dare l'esempio non è soltanto la questione di bontà e anche una questione di sviluppo. Se noi vogliamo crescere in tecnologie che alla fine dovranno per forza essere utilizzate anche dagli Stati Uniti, ma moltissimo dall'Asia, dall'India, dalla China, etc., che sono dei grossi e mettitori, beh se noi ci impegniamo su questo sì che avremo un impatto relativamente basso sulla rituzione di CO2, ma potremo recuperare quel gap tecnologico che abbiamo perso a favore della China. E io penso che l'Europa debba giocarsi il suo ruolo non tanto nella produzione di massa quanto nello sviluppo delle tecnologie. Nel quattro episodi di questa serie vi porteremo dentro le complessità della transizione energetica nel modo più semplice possibile. Racconteremo appunto in che modo le lettrificazioni sta trasformando il sistema energetico aritmo di Gigavat. La crescita delle rinnovabili è gli scenari di decarbonizzazione del settore marittimo. Su quali tecnologie dovremmo puntare per accelerare questa decarbonizzazione, senza però rendere l'Europa meno competitiva. Dalla catture lo stoccaggio della CO2 fino a ritorno di interesse verso l'energia nucleare, che è di nuovo al centro del dibattito dopo i timori legati alla sua sicurezza. In un mondo segnato da profonde in certezze, in cui l'energia torna imporsi come strumento di influenza geopolitica, la sicurezza di ogni paese non può prescindere da una lettura lucida e strategica della transizione energetica. Questo è Gigavat, un podcast in quattro episodi prodotto da piano P con il sostegno di Rina, e io sono simonefante. Ma ci sono saputo che il domani dell'electricista è grande e è molto grande. Quindi, come il risultato di questo, ci sono saputo che dopo il tempo di colpa, è stato involuto il revolucione di 18 anni, è stato involuto di olio, ma con noi è il tempo di attraverso il tempo dell'electricista. Il domanda dell'2024, quando il turco Fatibi Roll, direttore della Genzia Internazionale dell'Energia, dichiarò per la prima volta che il sistema energetico globale si stava muovendo spedito verso l'era dell'Electricità, un vettore energetico molto efficiente e riproducibile da diverse fonti pulite. Inumeri del resto lo dimostrano, la domanda globale dell'Electricità cresce ogni anno a una media vicina al 3%. Il processo di electrificazione può contribuire a ridurre le emissioni di gas sera sostanzialmente in due modi. Il primo è efficienza, perché le tecnologie che sfruttano le lettricità sono molto più efficiente rispetto a altre tecnologie più tradizionali. L'esempio classico è il confronto tra un motore elettrico e un motore a convustione interna tradizionali. Il motore letre coi e efficienza, che superano 90% il motore convenzionale termico a efficienza del 20% e 25% perché gran parte dell'energia utilizzata viene dispersa sotto forma di calore. Vera le sandroblasi che tra i consiglieri più ascoltati da Birol e lettrificare i consumi energetici significa avere anche disposizione un'ampia gamma di tecnologie in grado di produrre le lettricità a basse emissioni. Le lettricità può essere prodotta attraverso le fonti tradizionali, petroglio molto poco che ha sedio, ma tanto che a carbonegasso vengono utilizzati nel mondo per produrre le lettricità, ma anche una serie di altre tecnologie tradizionali come l'idoelectrico di cui ci scordiamo spesso, ma che ha una funzione molto importante in molti paesi, altre rinnovabili di nuova generazione, solare, vento, anche il geothermico sta crescendo e la tecnologia nuclea. Secondo Irena, la genzia internazionale dell'energia rinnovabili, gli investimenti nella transizione energetica hanno raggiunto cifreda record, 2.400 miliardi di dollari nel solo 2024, il doppio di quanto è stato stanziato per le fonti fossili. L'impianti fotovoltaici e ideolici sono diventati sempre più economici e deficienti di quelli per gas e carbone, e anche il costo dei sistemi di accumulo di energia a batterie negli ultimi 15 anni, è diminuito del 93%. Nel 2025 per la prima volta in Europa, vento e sole hanno generato più elettricità dei fossili, e pure tutto questo non corrisponde a una riduzione delle emissioni climalteranti. Nel 1995, l'energia era generale.
per lo 86% lo energia totale, non l'energia elettrica ovviamente, per lo 86% da fonti fossili. Nel 2025 questa percentuale escesa a 82%. Allora abbiamo una riduzione del 4% in 20 anni. Cosa ci deve far pensare questo? Che noi nostiamo affrontando la transizione in maniera efficace? Lui è di nuovo il Presidente di Rina, Hugo Salerno. Ovviamente alla crescita delle rinnovabili è qualcosa che noi dobbiamo ospicare perché importantissima. Però questa crescita per il momento non ci sta portando dei risultati straordinari, perché mentre sull'impatto dell'energia elettrica ovviamente le rinnovabili sono oggi una quota alta intorno al 50% e certi casi anche di più l'energia elettrica rappresenta soltanto un 25% per cento dell'energia totale a secondo delle aree in cui ragioniamo. Per cui noi sappiamo che dovremo andare avanti con i combustibili fossili ancora per moltissimi anni. In mondo ha così fame di elettricità, che l'installazione record di gigawatt da fonti rinnovabili, per ora riesce a coprire solo la crescita della domanda globale. Le rinnovabili in somma non stanno ancora rimpiazzando i combustibili fossili e in prospettiva l'utilizzo sempre più massiccio dell'intelligenza artificiale, metterà a dura prova le reti di trasmissione elettrica. Secondo le MIT Technology Review nel 2024 i data center hanno assorbito il 4,4% del consumo totale di energia degli stazioni. E si prevede che entro 2008 arriveranno al 12% 3 volte tanto. Per da un'idea, un data center di media dimensione consume l'etricità tanto quanto 100.000 la case. Un secondo settore ovviamente la mobilità elettrica. Anche qui siamo in fortissima crescita, fino a pochi anni fa era praticamente inesistente. A oggi parliamo del 25% delle vendite di macchine che sono elettiche, che è sul totale. Quindi è ancora una parte minoritaria, ma sta crescendo tanto. E poi ultimo non in ordine di importanza perché in realtà è il settore che guida maggiormente la crescita elettrica del mondo sono i condizionatori. Da un punto di vista se vogliamo cidentale, questo è un benefit, un comfort acquisito. Ma se si vai in India, 20 su 100 hanno il condizionatore. Se si vai in Indonesia, 25 case su 100 hanno condizionatore. Se si vai in Indonesia, ci sono 5 su 100. E in un mondo che cresce economicamente, cresce come popolazione e che purtroppo si scalta sempre di più. Come sia la possibilità economica si compra un condizionatore? È un circolo vizioso. Più il pianeta diventa caldo e più ci sarà bisogno di sistemi di climatizzazione che richiederanno quantità sempre maggiori di kilowatt. Soppratutto in zone come la Africa subsariana in cui ancora oggi devono centinaie di milioni di persone senza elettricità. La domanda di energia nei prossimi anni, la crescita dell'ora domanda di energia, sarà guidata sostanzialmente dai paesi emergenti. Siamo anche a un momento se vogliamo di inflesso per quello che guarda il panorama energetico internazionale. Dal momento che se prendiamo gli ultimi 25 anni di tutta la crescita della domanda energetica che abbiamo avuto al mondo, un paese da solo è stato responsabile per più del 50%. La China. Mogli la China sta cambiando. I suoi tassi economici di sviluppo sono più bassi rispetto al passato, ha un economia che si sta muovendo verso settori che sono meno intensivi da un punto di vista energetico. E i testimoni della crescita energetica passa sostanzialmente ad altri paesi come India, come la regione del sudeste asiatico, anche come la Africa dove c'è un potenziale no. Da anni la China è in assoluto il primo emettitore mondiale di CO2, ma le responsabilità climatiche che le vengono attribuite sono spesso poco contextualizzate. Se con uno studio del centro di ricerca della Commissione Europea, ai primi posti per emissioni procapite nel mondo ci sono arabia saudita a Australia, Canada e Stati Uniti. La China è solo al 26° posto. Questo certo non assolve pechino dalla sua forte dipendenza dai carbone, ma considerando gli investimenti, le rinnovabili installate e la raffinazione delle materie prime critiche, la China è comunque il principale motore della transizione energetica globale. Oggi il solare è la prima fonte al mondo per nuova capacità. Se prendiamo in un anno in tutto il mondo quanta nuova capacità di produzione elettrica viene aggiunta su 160 il solare da solo. 40 è petroio, gascarbone e altre rinnovabili, tutte messe insieme. Perché questo? Perché ovviamente sono stati fati progresso i nomi dal punto di vista delle fiscenze dei paneli solari, ma soprattutto perché il costo dei paneli è diminuito più del 90%. Stessa cosa si può dire per le batterie. Batterie che hanno due funzioni principali, una è quella per la mobilità elettrica e l'altra è quella per lo stocaggio di energia elettrica. E poi applicazioni saranno sempre di più per quello che guarda robò un manoidi e così via. Anche in questo caso, i costi se sono ridotti nell'ultimo decennio di più del 90%. E in entrambi casi c'è un responsabile che si chiama "Cina". Nel 2024 pechino ha installato 329 gigawat di fotovoltaico, l'Europa solo 82. E secondo alcune stime proiettate sul 2030, sarà cinese il 40% della capacità installata di energia rinnovabile mondiale. Questa supremazia deriva da precise scelte industriali e dal controllo sulla figlia era delle materie prime. Tutte le tecnologie grine, compresi paneli solari, turbineoliche, batterie per i veicoli elettrici e stoccaggio di energia sono costituiti da minerali critici e terrerare, che non si definiscono così perché mancano in natura, ma perché è complesso trovarli, estrarli, eraffinarli, accosti competitivi. Secondo il global critical minerals outlook del 2025, il 75% della capacità di raffinazione di litio, rame, cobalto, grafite e tanti altri minerali è controllato dalla cina, tanto per cambiare. La cina ha fatto una grandissima strada e poi a delle condizioni, diciamo interne come paese, che le consentono di gestire delle lavorazioni così impactanti in maniera diversa da quanto le potremo gestire noi. Quindi lì sicuramente siamo in difficoltà. Lui è ancora il Presidente Salerno. Però anche qui io non dispero mai sulle capacità dell'industria, cioè non è detto che queste terrerare e questi minerali critici che oggi dobbiamo usare che stiamo usando, non possano essere in parte sostituitita qualche altra cosa, da che cosa non è lo più palli di idea. Ma l'industria ci sorprende sempre quando ha bisogno di ottenere dei risultati. La concentrazione della capacità di raffinazione in pochi paesi ovviamente aumenta il rischio di shock delle forniture. E non si può fare granche con minerali non lavorati, con mirror earth magnets, usati in particolare nel settore automobilistico. Nel mondo un paese da solo al 91% della capacità di raffinazione dei rear earth magnet e si chiama cina. Se la cina decide domani mattina per qualunque motivo che non esporta più questi rear earth magnet tutto supliceine di settore estremamente importanti, automobilistico ma c'è anche parte nel settore defense, c'è anche nel settore energetico, sostanzialmente si bloc. Anche se ci stiamo muovendo verso il nuovo sistema energetico le risorse naturali restano fondamentali. Come il petroio o il carbone anche minerali vengono stratti con impacti ambientali significativi. Per creare queste nuove tecnologie si usano minerale, si usano risorse assolutamente, a queste non vengono bruciate. Non c'è una combustione per cui una molecola di petrollo vi è utilizzata una volta, mentre una molecola di minerale credico rimane. Non vengono bruciate, quindi la differenza in termini di impatto, in termini di volumi è enorme. La parte che per me rimane è importante da sottolineare è come da un punto di vista di sicurezza l'accesso alle risorse sia un elemento che non sparisce, muovendo se non lo ho settore. Ne assume una dimensione diversa, ma non sparisce. Questa nuova era delle electricità offre un'enorme opportunità. La possibilità di diversificare il mix energetico ed esplorare tecnologie finora marginali o sperimentali. Ma questa trasformazione per quanto promettente a anche dei limiti strutturali. Alcuni settori industriali come acciaio, cemento, vetro e chimica, definiti Hartwell Bade, cioè difficili da abbattere dal punto di vista delle emissioni, chiedono temperature elevatissime, o processi produttivi copri.
che sono estremamente difficili da elitrificare con le tecnologie attuali. Per questo, nel tentativo di raggiungere la neutralità climatica introdù 2050, l'Unione Europea sta investendo diversi miliardi di euro in tecnologia low carbon, ovvero a basse in tensità di carbonia. E tra queste, come dicevamo all'inizio, si è ripreso a discutere di energia nucleare. Una fonte che per il Presidente di Rina, Hugo Salerno, può diventare prioritaria per la transizione energetica. Naturalmente in questo caso si parla di fissione nucleare, non certo diffusione, per la quale si dovrà invece aspettare ancora lungo. Per quanto riguarda la fissione, noi abbiamo una tecnologia attuale che viene chiamata terza generazione, che è quella raffredata d'acqua, che è una tecnologia assolutamente sicura. Possiamo sviluppare questa tecnologia in modo anche più pratico attraverso i reattori modulari piccoli, che hanno il vantaggio di potere essere prodotti in fabbrica e potere essere distribuiti. Quindi non parliamo più di centrali mega da un giga vattemezo, due giga vatt, ma parliamo di centrali magari da 300 mega vatt, che quindi possono essere distribuite, costano sicuramente di meno, dal punto di vista della sicurezza, non pongono il minimo problema. E ci permettono di creare anche una generazione di energia diffusa, che è sicuramente molto più resiliente rispetto a un'energia concentrata in poche fonti potentissime. Il nucleare poi ha già in studio una quarta generazione, che sarà quella di reattori veloci ed è quella che potrà consumare poi anche i combustibili esausti dei discorie, ma che hanno ancora una grandissima quantità di energia dentro e che con questa tecnologia a neutroni veloci possono essere li utilizzati. Di nucleare parleremo ancora in questa serie, intanto nel prossimo episodio cercheremo di capire quanto e come si sta lavorando per la decarbonizzazione di un settore sempre più importante, quello del trasporto marittimo, nel quali conflitti e le tensioni internazionali rischiano di cambiare alcune rotte fondamentali dell'economia energetica globale. Gigavatt, un podcast di piano P, scritto e condotto da Simon Effant, con il sostegno di Rina, produzione adattamento di Carlo Annesi.
Podcast Summary
Key Points:
L'energia è la moneta universale che ha plasmato la civiltà umana attraverso tre ere: fuoco/legna, agricoltura/biomasse e industrializzazione/combustibili fossili.
Siamo entrati nella quarta era, quella dell'elettricità, guidata da elettrificazione, rinnovabili e nucleare, ma i combustibili fossili (ancora all'82% del mix) rimarranno cruciali per decenni.
La transizione energetica è complessa
La Cina domina la transizione (produzione di pannelli solari, batterie, raffinazione minerali critici), mentre l'Europa punta su sviluppo tecnologico e nucleare (reattori modulari di III/IV generazione) per competitività e sicurezza.
Summary:
La trascrizione del podcast "Gigawatt" delinea la complessa transizione energetica globale verso l'era dell'elettricità. Partendo dalla tesi di Batslavs Mill sull'energia come moneta universale, si ripercorrono le ere energetiche (fuoco, agricoltura, fossili) per arrivare all'attuale fase, caratterizzata da una crescente elettrificazione dei consumi. Sebbene gli investimenti in rinnovabili siano record e i costi di solare e batterie siano crollati, i combustibili fossili coprono ancora l'82% del fabbisogno energetico globale.
La crescita delle rinnovabili, per ora, soddisfa principalmente l'aumento della domanda, trainata da data center, mobilità elettrica e climatizzazione, specialmente nei paesi emergenti. La Cina è il motore principale di questa transizione, controllando gran parte della filiera delle tecnologie verdi e della raffinazione dei minerali critici. La decarbonizzazione incontra ostacoli nei settori industriali "hard-to-abate" e richiede un mix energetico diversificato.
L'Europa, per essere competitiva, punta sullo sviluppo tecnologico, incluso il ritorno al nucleare (con reattori modulari più sicuri e di nuova generazione), cercando di bilanciare sicurezza energetica, riduzione delle emissioni e indipendenza strategica.
FAQs
La prima era inizia con il dominio del fuoco, la seconda con la rivoluzione agricola e la terza con l'industrializzazione basata sui combustibili fossili. Oggi stiamo entrando nella nuova era dell'elettricità.
Perché le rinnovabili coprono principalmente la crescita della domanda, non sostituiscono i fossili esistenti. Inoltre, l'elettricità rappresenta solo circa il 25% del consumo energetico totale globale.
I principali settori sono i data center (con consumo in forte aumento), la mobilità elettrica e soprattutto i condizionatori, il cui uso cresce con il riscaldamento globale e lo sviluppo economico.
La Cina è il principale motore, essendo il maggior investitore in rinnovabili e controllando gran parte della raffinazione dei minerali critici necessari per tecnologie verdi come pannelli solari e batterie.
Settori come acciaio, cemento e chimica richiedono temperature elevatissime o processi complessi, attualmente difficili da elettrificare con le tecnologie disponibili.
Possono essere prodotti in fabbrica, distribuiti più facilmente, costano meno e garantiscono maggiore sicurezza e resilienza rispetto alle grandi centrali, creando una generazione di energia diffusa.
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