Jesus: o cara que resolve o problema (comunicação) - Marcos 4.1-4
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Il discorso, che include la celebre proclamazione dell'Impero del 9 maggio 1936, celebra la conquista fascista dell'Etiopia come compimento di un destino imperiale italiano, paragonato all'antica Roma. Tuttavia, l'analisi rivela che questo impero era limitato e costoso, portando a sanzioni economiche dalla Società delle Nazioni, a cui il regime rispose con la campagna propagandistica dell'"oro alla patria". Internamente, Mussolini aveva consolidato un regime totalitario dopo la Marcia su Roma, eliminando ogni opposizione (politica, sindacale, intellettuale) e regimentando la società attraverso il partito unico. La sua stabilità si basava su fondamentali alleanze con la Monarchia, che tollerò il regime, e con la Chiesa Cattolica, con cui siglò i Patti Lateranensi nel 1929, risolvendo la Questione Romana. Politiche economiche autarchiche, come la "battaglia del grano" e la "quota 90", miravano all'autosufficienza. In politica estera, dopo iniziali relazioni con varie potenze, l'Italia fascista strinse un solido asse con la Germania nazista a metà degli anni '30, collaborando poi nella Guerra Civile Spagnola.
Greco, matematica, inglese, filosofia, italiano fisica, scensore, buon matematica, inglese. Woohoo! Ma tu! Radio! Ma tu! Mati radio! Ma? Non ne buon matematica. Non ne ve ce fie, ma non è destraverla. Ma? ma brillus AH Anani è il 9 maggio del 1936 Mussolini si affaccia da Palazzo Venezia dove ora assede il gran consiglio del fascismo e dice un grande evento si compie l'Italia affinalmente il suo impero ieri e bene di tutti i Italia i italiani e amici dell'Italia alzinate il mondo alzinate il mare assaltate il mareciarlo da donno tre grasa oggi cinfe maggio alleore sedici alla testa delle truffe vissorriose sono entrato in adici beba annuncio al sopoli sangiano e al mondo che la guerra è utilita e mette a mentene di sarsio che la junga è citratta della nostra sastrazione e la pazienza è la pazienza romana che si è prime in questo semplice irrevocabile e significativa, reposizione le diopia e italiana un grande evento di conci viene succielato in destino delle diopia oggi 9 maggio faccioti che si mando e lea fascista in Italia affinalmente il suo impero il re vittoria manuelle terzo gli ha conferito la gran croce dell'ordinemilitare di Savoglia mentre il popolo infesta a Roma in Piazza Venezia ascolta l'annuncio e scopre che l'Italia affinalmente il suo impero l'imperatore di questo nuovo impero è vittoria manuelle terzo incoronato da Mussolini in persona il sogno fascista si sta realizzando la gloria di un tempo quella dell'antica Roma sembra stiatornando solo che l'impero che Mussolini ha dato all'Italia non è proprio come l'impero romano l'impero romano si estendeva sotto tutto il Mediterraneo dalla penisola iberica fino a'oltre la Grecia compresa l'Africa del Nord l'impero di Mussolini invece comprende l'Italia e l'etopia una grande terra semi deserta in prossimità del corno da'Africa cioè poco prima della costa dell'Africa nord orientale e già solo per conquistare l'etopia c'è voluta una guerra a tutti gli effetti con l'impiego di interi reparti dell'esercito e dell'aviazione viene poi da chiedersi perché i fascisti sono andati a conquistare l'etopia innanzitutto gli abitanti dell'etopia c'è gli abissini non costitivano nessuna minaccia da reprimere e poi anche solo dal punto di vista economico l'Italia non ha guadagnato granché anzi la guerra è stata piuttosto un costo notevole e vero che l'Italia per prima cosa sia appropriata dei giacimenti di materia prime del territorio etiopico ma questo risultato non basta accoprire le enormi spese militari sostenute e anche sul piano delle relazioni internazionali l'iniziativa di andare a fare una guerra in Africa non è stata proprio rassicurante per gli altri paesi europei e infatti non piace per niente la società delle nazioni fondata dopo la prima guerra mondiale con lo scopo di salva guardare appunto la pace nel mondo attraverso le diplomazie e i governi di tutti i paesi di fronte all'invasione italiana dell'etopia la società delle nazioni decide di imporre all'Italia sanzioni economiche cioè limiti ai commerci in realtà non particolarmente impegnative visto che alcuni paesi non fanno nemmeno parte della società delle nazioni ad esempio i Stati Uniti o la Germania nazista con cui l'Italia può continuare a davvero scambi commerciali il problema è che per uno stato che vuole mostrare al mondo la propria forza presentandosi al suo popolo come un nuovo impero le sanzioni economiche sono considerate un vero e proprio oltragio sei mesi prima dei festeggiamenti per l'impero cioè il 18 dicembre del 1935 è stata indetta la giornata della fede cioè tutti gli italiani vengono invitati a donare il proprio oro alla patria a comprese le fedi inuziali a donare le fedi ci sono proprio tutti la regina donale fedi la sua e quella del re la moglie di Mussolini donale fedi inuziali su e del marito il restesso adonato lingotti d'oro partecipano anche il principi è un verto addirittura ben edetto crosce filoso e fa intellettuale antifascista dona la sua medaglietta di senatore e lo scrittore Luigi Pirandello dona la medaglia del premio Nobel ricevuto nel 1934 la campagna oro alla patria è pensata proprio come risposta alle sanzioni economiche quelle imposte dalla società delle nazioni insiguito all'invasione delle teopia al di là diciamo del danno causato realmente dalle sanzioni la propaganda fascista pensa bene di fomentare lo sdegno del popolo italiano lamentando la difficoltà economica in cui l'Italia è stata trascinata dagli altri paesi alla campagna oro alla patria gli italiani aderiscono in massa e il regima fascista alla conferma di godere di un consenso di fuso vengono raccolte decine di tonnellate d'oro affianco del fascismo non c'è soltanto il popolo come abbiamo detto ci sono anche gli alleati di sempre cioè il re gli industriali la chiesa persino intellettuali in risposta alle iniquen sanzioni che mirano a privare l'Italia delle materie prime indispensabili alla sua legittima espansione dell'artic orientale il popolo tutto complepicitario stancio oppre metallia la patria in giustamente voi cottata la più mi offerta acquista un altro valore simbolico anche da un rottame di ferro si può forgiare una bionetta e un aranno il terpreti dell'animo dell'oreroi madri vedove e sorelle di medaglie e doro hanno compiuto il nobile sacrificio di restiguire alla patria l'altissima ricompensa dai vescovi ai parroci tutto il clero italiano partici va a questo plebiscito di offerte confermando il suo foggio spirituale e prima fra l'espose d'Italia e l'anadisavoia mitamente al suo agusto consorte, vittoria manuelle terzo oprono l'alloro fede nuziale alla patria che davanti alla sedio economico opone la più implacabile delle resistente e la più ferma delle decisioni andare a conquistare una terra con una nuova guerra è importante anche per altre ragioni per Mussolini è arrivato il momento di mostrare al mondo e al popolo italiano che l'Italia è un paese forte con una guerra si può dar prova della propria potenza e Mussolini ora ha sistemato le cose in Italia per poter stare tranquillo e provare a mostrare la forza del regime fascista vediamo come ci è riuscito facciamo un salto all'indietro dopo la marcia su Roma del 1922 Mussolini ha saputo mantenere il potere e consolidarlo l'economia italiana non è mai stata tra le più forti al mondo ma il nuovo governo fascista ha adottato misure utili per ottenere una certa stabilità come presto vedremo il governo fascista mantiene un buon rapporto con gli industriali ma allo stesso tempo non rinuncia ad una serie di interventi statali diretti un'importante direttiva di Mussolini riguarda la politica monetaria o corre difendere la lira così dice lui fino all'ultimo respiro
1926. Per questo viene attuata una politica di deflazione, deflazione è un termine tecnico che vuol dire abbassare tutti i prezzi per aumentare il potere da questo della monità. Nel 1926, la sterlina inglese vale 150 lire e l'obiettivo fascista ridurre il rapporto a 90, cioè far sì che una sterlina valga 90 lire. Per riuscire a raggiungere quella temosolini chiama quota 90, il governo fascista abbassa gli stipendi dei dipendenti pubblici blocca per un breve periodo della costruzione di abitazioni di lusso per mantenere i baszi i prezzi, imponi l'uso di una miscella tra benzina e alcol per le automobili meno costosa di fatto della normale benzina, aggiunge un ora agli horari di lavoro per aumentare la produzione. La produzione per lo stato fascista deve dipendere il meno possibile dall'importazione dei prodotti. Per questo parliamo di Autarchia, il più un noto esempio di questa tendenza, l'autosufficienza, è la battaglia del grano che inizia nel 1925. Un processo di rinnovamento delle tecniche di coltivazione del grano per produrlo tutto in Italia senza doverlo importare da altri paesi. Da un cine giornale sulla battaglia del grano. La spontanea professione difete di una contadina conclusa nella colla plaudente, dopo di dio viene lui, dioci da il pane e gli celo lavoro e celo difende, compendi a con rara instintiva e eloquenza, il sentimento di tutto un po' a mano e mentre la trebbia intonna il suo galliardo corale, ad orsonuto. Il duce esperto trebbia adore metodico, volenteloso e tenace, inizia il suo lavoro nel podere numero 2,585, in quattro ore il duce ha trebbia così 35 pinta di grano. Lo stato interviene anche per far lavorare di più un'le imprese. Si fa ad esempio carico di grandi opere pubbliche come le famose bonifiche delle zone paludose, in diverse aree del paese, soprattutto nell'azio, intere aree vengono bonificate e rese utilizzabili. Il lì il regime fascista fonda anche in muove città. Poi sempre grazie a questi interventi dello stato nel 1933 viene istituito lìri o sia l'istituto per la ricostruzione industriale con lo scopo di accumulare risorse economiche con cui sostegnere le industrie in difficoltà. La politica di deflazione e la politica commerciale orientata verso l'autarchia raccolgono per buona parte consensi e participazione. Mussolini può dunque contare su diversi sostinitori per mantenere al potere il partito nazionale fascista. Nessuno si ha zardato a contrastarlo perché erano molti quelli che preferivano l'ordine e l'autoritarismo al pericolo rosso e alla libertà. Com Mussolini ogni cosa sembra stare al suo posto, i lavoratori e i sindacati, dopo tutti gli assalti violenti delle squadrace fasciste, si sono calmati. Tutte le forze politiche antifasciste sono state fatti fuori, i deputati e l'intellettuale antifascisti, socialisti o liberali sono stati eliminati o mandati in esiglio per non parlare dei comunisti. Il partito comunista d'Italia è stato dichiarato illegale e il loro segretario Antonio Gramsci è in carcere. Mussolini con l'Eleggi fascistissime che ha fatto approvare tra il 1925 e il 1928 ha istitucionalizzato il regime, cambiando radicalmente la vita politica e sociale del paese. Il fascismo ha cambiato anche le feste nazionali. Il primo maggio, la festa dei lavoratori, non si festeggia più. Si festeggia invece il 21 aprile, il natale di Roma e si festeggiano l'anniversario della fondazione dei fascini di combattimento e quello della marcia su Roma. La vita quotidiana organizzata dal partito unico, il partito nazionale fascista, che si occupa della assistenza ai poveri, organizza le colonie stive per i ragazzi, il dopo lavoro nei circoli fascisti, dove si può stare insieme, giocando a carte o albili ardino. I scriversi al partito nazionale fascista diventa anche un modo per partecipare alla vita del quartiere. Qualcuno scherza dicendo che la sigla PNF invece di partito nazionale fascista significa per necessità familiari, i sindacati e le associazioni di lavoratori vengono solti. Ora c'è un unico sindacato, quello fascista, che privilegia sempre gli interessi dell'industriali a scapito di quelli dei lavoratori. E infatti togliere di mezzo ai lavoratori, i contadini, è stato il modo più efficace per poter contare sulla pogeopolitico dell'industriali e degli imprenditori agrari. I proprietari delle fabbriche e delle terre sono tra i principali alleati del fascismo, ma non sono i soli. Un altro alleato fondamentale del fascismo è il re. Tra vittoria manuelle terzo e Mussolini c'è un rapporto tormentato, fin da quando c'è stata la marcia su Roma. In quell'occasione vittoria manuelle terzo avrebbe potuto porre fine, ha tutto con due o tre cannonate, come si diceva quasi come battuta. Tuttavia il re non aveva firmato lo stato da sedio e per paura che si scatenasse una guerra civile e per non mettersi contro le forze moderate che guardavano con simpatia al fascismo, ossia i liberali conservatori, gli industriali e la chiesa, aveva incaricato Mussolini di firmare un nuovo governo. Negli anni successivi al 1922, un po' Mussolini era stato bravo a tenere buone il re. Un po' il re aveva tollerato le pretezi di Mussolini, soprattutto nel timore di perdere la propria sovranità. Perché Mussolini, con molta stuzia, è riuscito a fare in modo che in Parlamento ci sia una maggioranza assoluta a sua favore. Gli anti fascisti che si opponevano al regime sono tutti spariti. Il re ha paura che prima poi lo stesso destino toccipure la monarchia. Per questo sostanzialmente lascia Mussolini agire liberamente. Da parte sua anche Mussolini si mostra cauto con il re. La popolazione è irregimentate sotto messa. Gli oppositori politici sono in carcere, in esiglio, in clandestinità. Con la chiesa sta avviando una politica diciamo di conciliazione, insomma la costruzione dell'ostato totalitario procede tappa dopo tappa. E figuriamoci se Mussolini è interesse a mettersi contro il re. La loro convivenza è pacifica e anzi. Al re fa anche piacere quando Mussolini lo incorona imperatore del nuovo impero. Certo, la stampa, le radio, i manifesti di propaganda riconoscono Mussolini come il grande capo del popolo italiano e il re, se ne resta in disparte senza creare problemi. India ufficiale però l'Italia è por sempre una monarchia. E questo equilibrio tra i due poteri è costantemente inbilico. Nel 1938, quando arriva in Italia in visita Adolf Hitler, viene accolto sia dal duce sia dal re e anzi l'espressione di Mussolini sembra persi un po' indispetita quando davanti al führer è costretto a fare un passo indietro rispetto al re d'Italia. Mussolini, di fatto, non farà mai fuori il re, nemmeno durante la guerra, anche perché non teme davvero che il relo contrasti. Evitoria, ma non è l'eterso, si trattasse della marcia sul Roma o del delitomateotti, della promulgazione delle leggeraziale o della scelta di entrare in guerra, in effetti non lo contrasterà ne lo fermerà mai. C'è un altro alleato ancora decisivo per il regime fascista ed è il Papa. Senza l'appoggio della chiesa il fascismo rischia di perdere l'influenza che ha su gran parte della popolazione. Alla chiesa Mussolini fa gioco perché esalta i valori della tradizione della famiglia della religione cattolica. Quando l'Italia fascista invade le teopia, la chiese con lui, perché approva la missione di evangelizzazione che l'Italia opererà su quel popolo di brutali, selvaggi senza dio. Il cardinale Il Defonso Schuster è entusiasta di vedere l'Italia che dirà, a prezzo di sangue apre le porte de teopia alla fede cattolica e alla civiltà romana, una civiltà che abolisce la schiavitude rischiare alle tenebre della barbarie, dona dio ai popoli così, dice Schuster.
Mureta, cae sestiava, tra le stiave, pretraikoi meni un sonja tante nave, e un tricolo resprento la pente, facetta neva, bella bissina, aspecte spera, cae giallora sa piscina, guanno staremo piscina te, noi te daremo la angelaise, nante re. La vege nostre eschiavi tutta ore, me lippere padevite depenziere, vendite remo noi camicenere, nero i cadute lippere al nante, facetta neva, bella bissina, mantenere buone rapporti, con la chiesa, a richesto musolini, delle scelte precise, non troppo difficili, in verità, perch la chiesa sempre stata disposta collaborare, non tanto attraverso le associazioni di fedeli, quanto piuttosto, nell'atteggiamento delle autorità e clichiastiche, cioè del papa e dei cardinali. Anche nel 1924, davanti al delitto Matteotti, il papa, più ondice isimo, non ha cambiato idea. L'importante è contenere il pericolo dell'avanzata dei socialisti e dei comunisti per ripararsi dalla loro dottrina, e, sicuratamente, Atea, non ha rappresentato un problema neanche far fuori un antifascista come Don Luigi Sturzo, il fondatore del Partito Popolare Italiano, che è il partito di riferimento politico dei cattolici. Il cardinale Gasparri ha mandato Sturzo in Isiglio, suo suggerimento di musolini naturalmente. Al posto di Sturzo, c'è Alcide dei Gaspere, anche lui antifascista e anche lui quindi con le ore contate. Il partito popolare torna in Parlamento dopo il lungo scioperante fascista seguito al delitto Matteotti, ma deve piegarsi totalmente al volere del partito fascista. De Gasparri non vuole, e infatti viene arrestato. L'Italia è piena di cattolici antifascisti. Ma sotto il regime fascista non si può essere allo stesso tempo cattolici e antifascisti. Non si può, perché lo ha deciso proprio la Santa Sede. Mussolini sembra l'uomo giusto al posto giusto. Con lui che sta costruendo uno stato italiano finalmente fondato sulla tradizione cattolica e non sulla democrazia liberale. Lo stato fascista darà il giusto valore alla famiglia tradizionale, blockando le nuove mode straniere che distraggono le donne più giovani. I balli scatenati, le gonne corte, le frequentazioni con i ragazzi prima del matrimonio, il lavoro, una donna che lavora. Ma figureiamoci. Con il fascismo la donna riprende il suo ruolo, diciamo pure così, naturale nella società. Stare in casa e occuparsi del marito e dei figli. La famiglia fascista è fondata su un istituto che solo la chiesa può garantire. Il matrimonio. Non è una teoria, ne una tendenza, lo stabilisce il concordato, firmato con i pati, la teranenzi dell'undice febbraio 1929. Con i pati, la teranenzi, la chiesa, ottiene da Mussolini, finalmente, il riconoscimento che pretende dopo il sostegno che gli ha dato. Vi ricordate come erano problematici rapporti tra lo stato italiano la chiesa, il liberale cavur, aveve elaborato la teoria della libera chiesa in libero stato. Poi c'era stata la briccia di porta a Pia, e Roma era stata annessa al ringno d'Italia e le relazioni stato e chiesa erano state regolate dalle leggi dell'eguarentige nel 1871. Guarentige significa garanziee. E quello del 1871 era stato un accordo stabilito unilateralmente dallo stato italiano che la Santa Sede non aveva mai accettato, nonostante stabilisse l'inviolabilità del Papa, la città del Vaticano come stato sovrano e una convenzione finanziaria in seguita la quale l'Italia versava un'indemnità di risarcimento per la perdita dei domini dello stato pontificio dal 1861. In poi. Queste Guarentige erano state percepite per molti decenni come un'offesa. Pia o nono le aveva definite un mostroso prodotto della giurisprudenza rivoluzionaria e nel 1874 aveva emanato un decreto il non-expedit che significa "non è opportuno" con cui chiedeva i cittadini cattolici di non partecipare alla vita politica italiana. Sol tanto, dopo 40 anni i cattolici torne una partecipare al dibattito politico. Quando, nel 1918, jolitti li include nella sua lista elettorale attraverso il patto Gentiloni. Nel 1929, il concordato con il vaticano viene considerato dal papa, pio, un dicesimo, il risanamento della ferita della breccia di porta pia e delle Guarentige, la fine della cosiddetta questione romana. Ma cosa dice il concordato del 1929? Stabilisce che la città del vaticano è indipendente, il matrimoni o religioso a validità anche civile. La religione cattolica verrà insegnata nelle scuole, come religione di stato. Dio, patria, famiglia, rimane uno slogan famosissimo del fascismo, anche dopo il suo crollo. Nessuna forza politica darà mai più alla santa sede una soddisfazione così grande. Mussolini, dopo la firma dei pati laterenzi, cioè del concordato, viene definito da pio, un dicesimo, l'uomo che forse la providenza ci ha fatto incontrare. Le relazioni con il re e il vaticano sono importanti per il fronte interno del regime. Vediamo però, anche che cosa succede in questi stessi anni sul fronte esterno, cioè, nel rapporto tra l'Italia fascista e gli altri paesi. Sappiamo bene che l'alleato più famoso dell'Italia fascista è la Germania nazista. Ma questa alleanza si stringe solo dopo che Adolf Hitler sale al potere nel 1933. I rapporti trannazismo e fascismo diventeranno solidi non prima del 1936, per tutto il periodo precedente, cioè, dal 1922, fino al inizio degli anni '30, Mussolini, dialoga, principalmente con gli inglesi. Anche con l'Unione sovietica, si allacciano scambi commerciali convenienti per entrambi, perché poi, nel 1936, i due paesi si ritroveranno a combattere l'uno di un'altra nella guerra civile spagnola. L'Italia e la Germania dalla parte del generale fransisco-franco. L'Unione sovietica, invece, dalla parte dei sostenitori della repubblica, vedremo, tra poco, come si arriverà questa terribile guerra, e come sarà affrontata da Mussolini. Per arrivarci, scopriamo prima, come, è considerata l'Italia dai paesi vicini, dopo che il fascismo ha conquistato il potere. Dunque, Winston Churchill, che diventerà presto il primo ministro inglese, per Mussolini mutre una insolita simpatia. Churchill, non è fascista, è un liberale di destra moderata e anzi, quando poi scoppiera la guerra, gli inglesi, combatteranno contro l'Italia e Germania. Ma negli anni 30, una figura come Mussolini, è ben vista da Churchill ed a tutti i politici della Gran Bretagna. Di fronte a la minaccia di la manzione comunista, i liberali di tutta Europa sono terrorizzati. E' di questo il motivo principale per cui in Italia l'autoritarismo di Mussolini fa comodo. E' luomo forte al comando, che ha dato un colpo decisivo alle lotte dei lavoratori. Melio che ci sia lui in Italia. No? Così, i sovietici, non si intrufolano nei paesi democratici occidentali a portare la loro dotrina, ed e, in fact, per lo stesso motivo, che almeno in un primo momento Mussolini Hitler non vengono contrastati in maniera decisiva e direttà dalla Francia e dalla Gran Bretagna. Lungeria, poi, o la Polonia, o la Yugoslavia, sono tutti paesi, in cui ci sono governi di destra reazionaria. Anche in Austria, Grecia, Romania, Bolgaria, le destre sono forti. In Germania sta prendendo piede del Partito nazista, che considera l'Italia un esempio da seguire. L'unico nemico dell'Italia fascista, dal punto di vista ideologico, e dunque, l'unione solidica, che però, a ora, preoccupazioni più urgenti, diciamo così, rispetto al destino dell'Italia, in fine, nella parte più occidentale di Europa, ci sono il portogallo e la Spagna. Il portogallo seguirà anche sulla strata di una svolta reazionaria con il regime di Salazar. In Spagna, nel 1936, scoppia una guerra civile che è il preludio alla Seconda Guerra Mundiali.
nel 1936 il fronte popolare una lista unitaria che riunisce socialisti, comunisti, repubblicane e anche una parte degli anarchici avventole le elezioni. Hanno formato un nuovo governo che ha favore di una spagna repubblicana e democratica. Tutta la destra conservatrice è spaventata e a sua favore si schiera una buona parte dell'esercito spagnolo. Il 17 luglio del 1936, diversi reparti dell'esercito, si rivoltano armi alla mano, hanno alla loro guida il generale Francisco Franco, sostenuto dai monarchici e dalla Falange, un movimento di estremadestra che molto simile ai fashidi combattimento italiani. L'esercito è forte e il governo spagnolo è costritto a consegnare le armi nelle mani del popolo, mentre adare una mano a Franco arrivano gli eserciti di due paesi europei a cui i falangisti piacciono molto, l'Italia fascista e la Germania nazista. È l'occasione per rendere salde e definitiva l'alleanza trannazismo e fascismo. La guerra civile spagnola diventa infatti una guerra tra fascisti e anti-fascisti, con combattenti che arrivano da tutto il mondo. Da una parte ci sono le brigade internazionali anti-fasciste, piene di sostenitori provenienti da Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e anche qualcuno degli anti-fascisti italiani e tedeschi finiti in esilio, se unisce loro. Interviene ufficialmente anche l'Unione sovietica, mandando rinforzimilitari. Dall'altra parte ci sono gli eserciti di Franco, della Germania nazista e dell'Italia fascista. Germania e Italia nel frattempo hanno firmato in questi anni un patto anti-comintern, cioè un patto contro il comunismo. Il Comintern è l'organizzazione internazionale di tutti i partiti comunisti e con loro si schiera anche il Giappone. Alla fine sono propri ai fascisti di Francisco Franco avvince della guerra civile spagnola, con la bene edizione successiva del nuovo papa Pio 12, secondo il quale la Spagna franchista è un balluardo inespugnabile della fede cattolica. L'anti comunismo mette sempre d'accordo tutti. Per l'Italia è certamente una buona notizia. La notizia cattiva è che tra all'invio di truppe in Spagna e la conquista dell'etiopia, il regime ha speso una gran quantità di soldi perché le guerre non si combattono gratis. La spedizione in Etiopia è stata un triomfo e ha suscitato nel popolo italiano un enorme entusiasmo. Della Spagna invece non importa niente a nessuno. Si è trattato solo di fare un favore a Francisco Franco e a Hitler. Hitler poi non ha smesso di muoversi in giro per l'Europa e l'Italia, idealmente lo segue. Mussolini non nega mai il suo appoggio a Hitler. Anche se cominciano ad esserci un po' di problemi economici per i quali nell'eventualità che scopi una nuova guerra, l'Italia potrebbe ritroversi senza mezzi per combatterla. Finché si tratta di uscire dalla società delle nazioni nel 1936, come ha già fatto la Germania, nessun problema. E' scie anche l'Italia. Finché si tratta di lasciare Hitler in vader e la Austria senza creare intralci, non c'è nessun allarme. E nel 1938 il Führer procede infatti indisturbato. Hitler però non si fermerà nel suo progetto di spansione in Europa e l'Italia quando verrà l'ora di onorare l'alleanza entrando in guerra farà fatica oltre a sostenere i pati militari. L'Italia fascista fa un ulteriore passo verso la Germania nazista, scrivendo quella che forse la pagina più tragica di questa alleanza. Nel 1938 promulga le leggi raziali. Hitler ha raggiunto il potere nel suo paese anche con la violentissima campagna contro gli ebrei. Considerati la causa di tutti i mali nella Germania ferita e distrutta dopo la guerra. Vole affermare la supremazia del popolo tedesco a Riano e per questo non vuole che la razza te desca si mischi con le altre razze considerate inferiori e minacciose. In Germania gli ebrei sono dunque per seguitati violentemente e messi al bando dalla vita politica e sociale del paese già dal 1933. In Italia gli ebrei sono integrati nella vita del paese. Alcuni di loro sono anche iscritte al Partito nazionale fascista, ma i pregiudizi anti-semiti e di anti-giudaismo cattolico esistono anche nella società italiana. E nel 1938 vengono canalizzati dall'alto in un sentimento di anti-semitismo razista che emerge ufficialmente con i primi provvedimenti per la difesa della razza italiana. Il problema di scottante actualità e che è il loraffiale anche in questo campo noi a dofferemo le solzioni necessarie. Con loro i fali fanno credere che noi abbiamo opedito ai istizioni o peggio a successioni sono dei foveri dei ficienti. A i fali non sappiamo se dirigere il nostro dipresso o nostra pietà. Il problema è la siale, se riesco piato all'improvvito. Come penso, no colori fali sono abituati ai frussi riferi perché sono abituati ai lunghi sondi poltroni e in relazione come un fisto del impero, poiché la storia ci insegna che i riferi di conquistone o colegarmi, ma si tengono col frestillo e per il frestillo occorre una chiara se vera costienza rattiare e stabilica non soltanto delle differenze ma delle superiorità nettissime. Il problema è braico, ma ne dunque che un aspetto di questo fenomeno. La nostra posizione è stata determinata da questi incontestabilitiati di fatto. Le braismo mondiale è stato durante sedici anni, ma il grado lo nostro politico un neneco irrecconcigliabile del frattito. Il 14 luglio sul giornale d'Italia esce il manifesto degli scienziati irazzisti in cui si afferma all'esistenza di una pura arazzariana e si ha ospica che si aggiunto il tempo in cui gli italiani si proclamino francamente irazzisti. In agosto inizi a uscire un periodico intitolato la difesa della arazza che accompagna la promulgazione delle leggi irazziali con una martellante campagna stampa, violenta e spudorata. Le leggi irazziali vengono emanate nel novembre 1938 e gli ebrei italiani, oltre 50.000, perdono i diritti civili. Non possono più andare a insegnare o a frequentare la scuola. Non possono più lavorare. Non possono più sposarsi con cattolici. Vengono per seguitati e fatti oggetto di furti, espoliazioni e confische di beni. La popolazione italiana in parte approva entusiasticamente va detto. In parte dissente silenciosamente, ma per la gran parte si mostra indifferente alla sorte di tanti concitadini diventati improvvisamente di serie B. Durante i sette mesi di guerra in etiopia, nel 1937, l'esercito italiano comandato da Rodolfo Graziani ha usato i gas asfissianti contro i combattenti tiopi e ne asterminati molti. Con gli abissini per altro ogni tanto nasce qualche nuova famiglia, metà italiana e metà etiope. Ma il regime fascista, poco prima della video delle leggi irazziali, inizia a disporre delle nuove regole che impongono la separazione tra italiani e tiopi per bloccare.
la piaga del meticiato. La svolta antisemita del reggime di Mussolini è maltolerata anche dal papa Pion di Cesimo, che interviene più volte pubblicamente contro l'antissemetismo e il racismo. Ma il mondo ecclesiastico si divide e la Santa Sede, anche se non condanno officialmente le leggi di Mussolini, cerca di attenuarne gli effetti, soprattutto per quanto riguarda i matrimoni misti tra ebrei e non ebrei vietati dalle nuove norme. Nonostante le leggeraziali, il consenso di Mussolini è ancora molto forte, tanto più che con il patto d'acciaio del maggio 1939, l'alleanza con la Germania nazista di Hitler è sempre più salda. In nazisti hanno l'esercito più forte di Europa e, de meglio, rimanere i loro leati i più fidati, anche perché ormai la somiglianza tra i due reggimi è sempre più evidente. Maturadio è un progetto di podcast di dattici per la maturità promosso dal ministero dell'istruzione con la collaborazione della Treccani e di Radio 3. Ideazione di Cristian Raimo, supervisione di Federica Barozzi per Radio 3. Questo podcast è stato scritto da David E. Giulli, la voce che avete ascoltato è di Monica Demuru, regia di Federica Barozzi. La sigla di maturadio è di Teo Teardo, tutti i podcast sono scaricabili sul sito radio3.rae.it, miur.gov.it e Treccani.it
Podcast Summary
Key Points:
Mussolini proclama l'Impero italiano il 9 maggio 1936 dopo la conquista dell'Etiopia, presentandola come un ritorno alla gloria di Roma.
Il regime fascista consolida il potere interno attraverso politiche economiche autarchiche (es. battaglia del grano), il controllo totale della società e l'eliminazione degli oppositori.
Il fascismo ottiene cruciali alleanze con la Monarchia (Vittorio Emanuele III) e la Chiesa Cattolica, culminate nei Patti Lateranensi del 192
La conquista dell'Etiopia è costosa e di scarso valore economico, provocando sanzioni internazionali e una campagna propagandistica (l'oro alla patria) per mobilitare il consenso popolare.
In politica estera, l'Italia stringe un'alleanza con la Germania nazista a metà degli anni '30, dopo un iniziale dialogo con altre potenze.
Summary:
Il discorso, che include la celebre proclamazione dell'Impero del 9 maggio 1936, celebra la conquista fascista dell'Etiopia come compimento di un destino imperiale italiano, paragonato all'antica Roma. Tuttavia, l'analisi rivela che questo impero era limitato e costoso, portando a sanzioni economiche dalla Società delle Nazioni, a cui il regime rispose con la campagna propagandistica dell'"oro alla patria". Internamente, Mussolini aveva consolidato un regime totalitario dopo la Marcia su Roma, eliminando ogni opposizione (politica, sindacale, intellettuale) e regimentando la società attraverso il partito unico.
La sua stabilità si basava su fondamentali alleanze con la Monarchia, che tollerò il regime, e con la Chiesa Cattolica, con cui siglò i Patti Lateranensi nel 1929, risolvendo la Questione Romana. Politiche economiche autarchiche, come la "battaglia del grano" e la "quota 90", miravano all'autosufficienza. In politica estera, dopo iniziali relazioni con varie potenze, l'Italia fascista strinse un solido asse con la Germania nazista a metà degli anni '30, collaborando poi nella Guerra Civile Spagnola.
FAQs
Mussolini annuncia la conquista dell'Etiopia e la nascita dell'Impero italiano dal balcone di Palazzo Venezia, proclamando Vittorio Emanuele III imperatore.
Per dimostrare la potenza militare italiana, ottenere materie prime e realizzare il sogno imperiale fascista, nonostante i costi elevati e le sanzioni internazionali.
Una campagna in cui gli italiani donavano oro alla patria, comprese le fedi nuziali, come risposta simbolica alle sanzioni economiche della Società delle Nazioni.
Il regime perseguì la deflazione (Quota 90), l'autarchia e la Battaglia del Grano per ridurre le importazioni e aumentare l'autosufficienza produttiva.
Attraverso le Leggi Fascistissime (1925-1928), sopprimendo oppositori, sindacati e partiti, e creando uno stato totalitario con il sostegno di re, industriali e Chiesa.
I Patti Lateranensi, che risolsero la Questione Romana, riconoscendo la Città del Vaticano e rendendo il cattolicesimo religione di stato in Italia.
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