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Iniziamo comunque...

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Iniziamo comunque...

Il discorso esplora le ragioni per cui spesso si evita di iniziare nuove imprese, identificando la paura come ostacolo principale. L'inizio, definito come il momento in cui qualcosa comincia, implica un movimento verso l'ignoto e può generare timori come quello del fallimento, del giudizio altrui o della perdita della sicurezza attuale. Si tende a trovare scuse, specialmente quando un nuovo inizio richiede di abbandonare la propria comfort zone o di concludere situazioni note, come relazioni o lavori insoddisfacenti. Per superare queste paure, è utile riconoscere che il cambiamento è l'unica costante della vita e che gli errori sono parte naturale del percorso, offrendo lezioni preziose. È fondamentale agire in coerenza con i propri valori, conoscere se stessi e accettare che le critiche esterne non devono limitare le proprie scelte autentiche. Iniziare, nonostante le incertezze, è un atto di coraggio che permette di crescere e realizzare il proprio potenziale.

Transcription

4901 Words, 27029 Characters

Italian
[Musica] Ciao e benvenuti a sincronizazione di Patiti. Sono Gheerta e oggi di nuovo non ho un intervista per voi, ma vi voglio parlare del perché non iniziamo spesso delle cose dell'inizio in generale. E questo perché è un argomento diciamo che ultimamente mi sia presentato in diversi modi, in diversi loghi, in diversi forme, perché da una parte ogni nuovo intervista che faccio, ogni nuovo contatto che prendo anche per me è un inizio, anch'io, ogni volta incontro delle paure se contatto qualcuno, naturalmente la paura di essere rifiutata, di non essere altezza della persona e così via, ma anche perché ho parlato con una mia amica anche del fatto che abbiamo più sogni di un nuovo inizio e vero che anche a lei, per lei, è un argomento che è momento e molto forte e molto importante e poi inoltre che poi mi ha dato la spinta ultima diciamo e che ho ritrovato degli articoli che ho scritto 5 anni fa, prima di venire in Italia o tornare in Italia e lì proprio parlavo anche dell'inizio perché non iniziamo e così via, io pensavo che sì, devo parlare di inizio perché è un argomento che credo, sia un argomento che ha momento tocca a tante persone, anche visto che abbiamo fatto questa carantena che per tante era proprio un stop, ne ho fatto un rinizio e sì, ho visto che questo inizio forse era troppo corto che cambiamenti che si volevano o che si sperava che si presenta a sero non sono, non se sono presentati insomma, per ciò spero che vi piaccia, che parla un po' dell'inizio dell'inizio perché non iniziamo e vi auguro buona scuola. Ecco come qua, all'inizio di una puntata sull'inizio e per capire un attimino anche l'orice nella parola, sono andato su una parola al chioerno.it e gli ci dicono che l'inizio è attoramente lato, il luogo, il momento in cui qualcosa comincia e la prima manifestazione. Etimo logicamente viene dal latino inizio che vi riva da inire, che vuoi rientrare come inciare, e te composto di inire andare. Come scrivano, è un inizio di qualcosa che prima non c'era, per ciò è un inentrarsi nel futuro della storia avventura della realizzazione, per ciò è sempre qualcosa di nami con l'inizio e includere sempre il bisogno di un movimento, un movimento in avanti, un movimento, sì, nel futuro. E qui proprio credo che ci ha inizia il problema, perché noi spesso prima di fare delle cose nel futuro, iniziamo a pensare. E li poi troviamo mille scusi, mille racioni, per che non iniziamo qualcosa di nuovo. Sovratutto se questo vuol dire che finisce qualcosa altro. Per esempio se sei intrapolato in una relazione che non ti va più bene, in un lavoro che non dissuodis fa più, oppure c'è un corpo, una parte delle corpo che non ti piace, o anche semplicemente in taglio di capelli con cui non sono soddisfatto, non nella situazione di vita che vorresti vivere, ma comunque la vivi è spesso ai mille racioni perché non la cambi, o a di ci non ciò da forza al momento, o non ciò tempo, o non ciò voglia, o tutto ciò che vuoi, insomma, mille scusi. Poi li spesso anche se ci ripensiamo, ora prendiamo le sempie il corpo, diciamo che abbiamo la cellulite o la belerone, per gli uomini che c'hanno un piccolo pancino e lo vogliono eliminare perché non andiamo in palestra, perché gli tutti mi guardano, perché non nel mio ambiente, perché fatti coso, ma quando ci vado, creda mi ci sono passata, conosco tutte le scuse, sono la maestra delle scuse per non fare sport, per non andare in palestra, però la domanda può anche se tutta stos forzo che devo fare, per andare in palestra, vale, vale, i miei addominali, la mia cellulite, il mio, non lo so, e le mie braccia ciò noloni, valgono l'andare in palestra, poi li probabilmente diciamo amma, sto bene anche così in policiero lì temo che è nefrega tanto io non li vero, non sono solo gli altri, però se cambiamo la domanda che valguio tutto stos forzo di andare in palestra, forse li cambia, perché diresti sì io dovrei valerlo, perché alla fine se ci pensi se va in palestra e fatiche, poi dopo ti fanno male muscoli, dopo dici, ho dico che fatica ma perché ho sonata fallo, alla fine è una cosa che hai fatto per te, e il dolore muscolare alla fine e un dolore che viene da l'amore che hai di averso il tuo corpo, anche il rispetto che hai di averso il tuo corpo, perché se pensiamo, ora oggi ciò erano perché andiamo in palestra, doviamo andare in palestra perché abbiamo dei lavori dove non è più richiesto forza fisica, se io sto tutto il giorno davanti al computer che fa questa fisica mi serve, finché non casco dalla sedia ciò abbastanza forza fisica insomma, però una volta i nostri nonni che lavoravano nei campi, allora veniva richiesto un po' di forza fisica, li anche non ne sennocini, anche la macchina, solo per spostarci, avevano utilizzavano le gambe, utilizzavano erano, già di per sé più sportivi di noi, insomma non avevano tutto questo lusso, perché perciò alla fine è una cosa che fate per te, per stare bene te, per la tua salute e forse anche per la tua felicità, perché quando puoi vedere i risultati, che si scopisce la dome, o che la cellulita diminuisce è una cosa che ti da felicità a te, non deve la felicità nessun altro, perché quelle della piscina o al mare, se ti vedono con la cellulita o meno non li cambia niente, alla fine l'unica persona a cui cambia e che anche lo può cambiare se te, ora però ci sono altre cose, ad veramente sempre, sempre dice su nisso di sfatto con lavoro, c'è la reale, o è il reale pericolo se vuoi cambia al lavoro e non è ancora trovato lavoro, ma di licenzi che poi dopo, nel senso di manca lo stipendio per un periodo, per so, è una paura valida, una paura reale, diciamo, però aveva, c'è un'anche altre paure e la, proprio questa paura dell'inizio, però se pensiamo bene alla fine ogni giorno è un nuovo inizio, ogni giorno noi stanno all'etto quando suona la sveglia, quando ci svegliamo, decidiamo di alzarci, di iniziare una nuova cernata e lì però non abbiamo paura, io non credo che ogni mattina noi abbiamo paura di alzarci, fuori se ci sono quelle cernate particolari che si dice "Oh, di oggi, proprio non, no, no, però di solito ci alziamo senza farci troppo domande, anche perché sappiamo la conseguenza, perché sappiamo se oggi rimango all'etto, non vale al lavoro, può essere che poi dopo vengo licenziato se non ho una cestificazione racconevole o custa, altrimenti si potrebbe anche rimanere tutto il ciorno all'etto, ma per chi non abbiamo paura di queste scelte ciornalieri, per chi entra nella nostra comfort zone, perciò noi sappiamo, crediamo di sapere che cosa ci aspetta quella ciornata, per chi andiamo a fare ciò che facciamo sempre, perciò è già parte della nostra routine, di tutte queste cose che non ci pensiamo più, come andare macchina, andare più ciclietta per esempio, però anche lì in realtà è sempre un credere di sapere che cosa mi aspetta, perché tenre realtà non sai mai chi cosa ti aspetta ogni ciorno, non può essere sicura, però questo è un altro raccamento. E abbiamo però paura soprattutto per iniziare o per fare delle scelte grande, di fare qualcosa di proprio nuovo, nuovo, nuovo, nuovo, perché lì usciamo, ossiamo costretti di uscire dalla nostra comfort zone, e andiamo verso qualcosa che non conosciamo, perciò c'è la paura delignato, come si dice spesso, sei che cosa lasci, ma non sai che cosa trovi. Non sai se il nuovo sarà effettivamente meglio, diciamo, che hai lasciato. E spesso c'è anche la domanda se faccio questa cosa, nuova se cambio questo lavoro, se cambio baruchiere, se cambio quasi è sicurosa, quello nuovo sarà effettivamente nuovo, o sarà un ministro ne riscaldato, perché qualche volta, credo che sia successo a tutti, che sia cambiato qualcosa, nella vita si crediva che era un cambio che di allecerriva, di faceva, di cambiava tanto, era fine sembrava effettivamente un ministro ne riscaldato, una cosa c'ha vista, una cosa c'hanno conosciuta, perché poi spesso ci sono quei problemi che ci persieguitano, che si rappresentano in continuo nella nostra vita. Non lo so, sempre in una relazione che c'è sempre un certo tipo di uomo di donna, che poi, la quale e con il quale poi hai di nuovo i stessi problemi con quello vecchio, o anche al lavoro, è lasciato una certa situazione che non la soppartavi più, entre al nuovo lavoro e si ripresentano i stessi identici problemi con colleghi, con capi, con ciò che voi. E questo però sono problemi che io credo che si ripresentano, perché ancora non abbiamo capito come c'estirli, perché ancora ci chiamono, è un po' come per dire il procoli della vita, come i nostri cennitorici dicono da vambini adi di manciare i procoli, perché sono sani così cresci bene, così diventi forte, così anche la vita ci ripresenta ogni tanto questi procoli e dice ma in salipe che così cresci bene, così diventi forte, perché sono alla fine cosa che ci fanno prendere forza, che ci insegna qualcosa nella vita. E se andiamo verso l'ignoto, abbiamo paura dell'ignoto, una frase che mi aiutato tanto nella paura di questoignoto del futuro, è una frase di Philip Kotler che ha detto il cambiamento, non la stabilità, è l'unica costante, perché se ci pensi bene, in effetti la vita è un continuo movimento, è un continuo iniziare e noi quella che sono ora, non sono più ora, ho cambiato, ho detto qualcosa, ho fatto qualcosa, c'è una mossa e c'è un cambiamento dentro di me. E in effetti spesso quando iniziamo qualcosa di nuovo, spesso ci prendiamo nel senso guardiamo altri, come hanno fatto altri, a arrivare a quel punto dove vorrei arrivare io, però ci sono anche strade, che non sono mai state percorsi, in realtà ogni strada che iniziamo anche se seguiamo delle persone che ci ha l'hanno fatto, però comunque perqueriamo la nostra propria strada. E lì ha detto molto bello Pianse nella commencement speech di 2020, che non aveva una persona da seguire, non c'era un role model da seguire nel suo percorso, in ciò che voleva fare lei, e per ciò non avendo la possibilità, o non avendo già un tavolo al quale mettersi che ci ha dato costruito insomma un tavolo dove può avvenire il dialogo, si doveva fare il legno da sé e costruire il tavolo da sé. E anche lì, però devi accettare quella paura, devi dire alla paura dell'ignotto di ciò che vuoi fare, sì paura, io ti vero, sei qui, però io lo vado avanti comunque, e ogni nuovo inizio anche comporta la paura di fallire o anche di perdere qualcosa. La più grande perità naturalmente è la morte, però c'è per esempio Steve Jobs che è dell'opinione che la morte è la migliorinvenzione che esista perché vuoi arca con sé o portavia il vecchio e fa spazio per il nuovo. E ne fetti, se ci pensi bene, senza finire qualcosa, senza la fine di qualcosa, ed è difficile che ci sia lo spazio per fare iniziare qualcosa di nuovo nella tua vita per esempio. Se lavoro 40 ore al giorno e vuoi per o iniziare la tua attività, se non ti licensi, se non chiudi questa porta, se non fa i travergolete morire il tuo vecchio lavoro, non avrà mai il tempo di dedicarti alla tua attività, a fare la crescere, a fare la fiorire. Però questa paura di fallire è di perdere anche naturalmente, ci sono diversi livelli, se investi sulla po' arca, le mercate, e paura di perdere soldi, se invece fa i la medesima applicazione di lavoro, c'è pericolo di essere rifiutato, c'è il pericolo di se sei la parecchio disoccupato anche di perdere la propria auto-stima poi del tutto. O se vai in un nuovo lavoro, la paura di non riuscire a farlo, di non sapere se riesci a comunicare bene con colleghi, come essere al team tutto, o come anche per me, come ho detto nelle interviste, la paura di essere rifiutati, o di non essere alla tezza di non fare le romaneciuste, per quella persona o a quella persona, e sempre c'è sempre una paura di fallire di essere rifiutato di perdere in fondo. Però se pensiamo a ciò che ha detto una dei più grandi scrittrici di questo secolo, la Cache Rolling, che ha detto che il fallimento alla fine e il portare via, o toglierti lì nessenziale, perché per lei il fallimento in tutti i ambiti, perché lei è veramente fallito in tutti i ambiti della sua vita, in certo punto, e senza questo fallimento lei non si sarebbe mai permessa di fare ciò o di essere brava in ciò che effettivamente voleva fare, che è la scrittura. Perciò io chiamo i libri di Harry Potter, perché secondo me la gran scrittrice sono contenta che ha fatto questa scelta di iniziare a scrivere, ma senza tutti i fallimenti, senza essere stata proprio qua sin strada e povera. Non l'avrebbe mai fatto, perciò è una cosa anche importante di c'amo. E poi alla fine anche per superare un po' la paura del fallire se ci pensiamo anche all'ultima intervista che ha fatto conicola, che ci diceva che alla fine anche da fotografia è tutto un prova errore. E anche nella vita, spesso lo è in tutto. Te puoi anche provare 30.000 volte e fa sempre lo stesso errore o sempre un errore, però comunque devi riprovarci, piamiliorare, dovrebbe essere questo la spinta. E come anche lì, vi piamsi in questa commencement speech, ha detto che è la pataglia e ciò che ti fa più forte e dove è si riferzata. Embrace that struggle. So by having that struggle, or strengthen you. Perciò anche le errore, se te lo fai diventare a micro senza fatti compatteriore o puttare ciù, è una cosa importante, perché ti fa vedere come puoi in fatto migliorare. O come ha detto, or power in free che dice sempre non ci sono le errore, ma le errore sono qui per fatti vedere in che direzione andare, che cosa sarebbe la trusta direzione per te, perché non c'è un errore, ci sono solo strali diverse, e se te lo interpretti come errore è solo la vita che ti dice no di vi andare in una tarea direzione. Infatti poi come abbiamo parlato con Patricia, c'è sempre un piano B, e anche se noi lo entendiamo come un piano B, ma forse per la vita in realtà è la strada più custa. Il piano B dovrebbe essere il nostro piano A, perciò anche lì di riconsiderare, non è perché devo prendere il piano B, ci sono un fallito, ma o un piano B, è del giusto che ci sia, e probabilmente anche quella fiducia che la vita è sempre per noi, e che ci dice va beh, te la strada è giusta anche se te gradi che sia il piano A, e il piano B, e li accettarlo e poi andare questa strada. E serve insomma sempre un costante mettersi in gioco anche per poi fare il piano B. Per oggi se anche pensiamo che spesso è stato detto che il vincitore praticamente iniziali dove il perdente smette è giusto. Faccio un errore, mi rialzo, metta posto la corona e poi continuo, continuo a creare la mia vita, continuo a creare il mio futuro, continuo a creare, c'ho in cui credo io. Però se ho la forza, se ho la voglia di riprovarci, dipende anche sempre dalla nostra tenasa, se effettivamente lo voglio, se lo voglio quanto credo io. E anche lì c'era un intervista che ho ascoltato che ora per ovmi sfuce con chi, di una persona che aveva detto, io volevo diventare professionista a un e da molta avanzata in ping pong. E avevo anche trovato la squadra e tutto e l'alenatore era uno che aveva portato c'era una squadra all'impia di proprio era tutto perfetto per accuncere ciò che volevo promesso di accuncere, però poi è venuto un problema nella squadra e io non ho avuto la forza di continuare. Però avevendo fatto questa esperienza, avevo visto altre possibilità o altre cose che volevo fare. Allora mi sono permesso di fare altro, perché ho visto che quella altra strada non era poi così importante per me, che quella cosa nuova che ho visto per me era più importante e in quello poi sono riuscito. Perciò è un po' di accettare anche che cosa ci consiglia la vita in sua malifare. Ma poi li anche la differenziare che cosa ci propone la vita di fare e che cosa ci propongono gli altri, perché per me anche spesso una paura mia vita era sempre ciò che dicono gli altri, dove sono i critici che cosa diranno. E anche lì, naturalmente l'opinione pubblica è sempre stato, e sarà sempre un regalatore sociale molto importante insomma, perché anche l'opinione pubblica ci inhibisce un pochino, però può essere in senso buono, in senso che non va ad offo a rinstrada, a urlaere che tutti sono scemi, che tutti sono stupidi, che tutti insomma non lo faccio, perché sicuramente non voglia avere l'opinione pubblica che sono matta. Perciò in questo senso l'opinione pubblica può essere un regalatore sociale importante e anche necessario, anche sano, diciamo. Però quando poi ci limita nelle espressione di ciò che effettivamente crediamo di voler fare con tutto il nostro cuore, diventa anche un po' un problema. Perciò, farse lì un piccolo aiuto per superare questa inhibizione diciamo o anche questa paura, e di chiedereci se ciò che stiamo facendo, che vogliamo fare, se ci rappresenta, che cosa l'intensione di addoraccio, che questa azione che vogliamo fare è giustificabile per me, e giustificabile di fronte altri, se poi arrivano gritiche, li so soppartare, ciò che voglio fare insintogna con i miei valori e così via. E se tutto questo è sì, nel senso, sì, coincide con i miei valori, sì, mi rappresenta, sì, e in l'intensione di etro è chiara e ciò che voglio fare, allora perché non farlo. Però anche tutte queste domande, se mi rappresenta, se coincide con i miei valori, presupone che io conosco mi stessa, che io conosco la mia scaletta dei valori, che io conosco le mie intenzioni, che io so che cosa voglio fare, che cosa voglio raccuncere. E per ciò anche lì, di nuovo, il fatto che io devo conoscere mi stessa, che io devo partire la mi stessa, o come ha detto tanto bene, anche lì, Oprah Winfrey, che te devi conoscere che cosa accende la luce dentro di te, così che te con la tua luce, con la tua propria luce, poi illuminare il mondo. Ci ho bisogno di knowing che ci sono le cose che sono le cose in cui, in sua sua forma, può illuminare il mondo. Facciamo cose anche per gli altri, spesso succede, per esempio, faccio un dolce, per una mnica, faccio, scrivo un articolo per un giornale, per un blog, scrivo, faccio un intervista anche lì, per ciò facciamo cose che vogliamo dare a altri. Lì spesso anche se non conosciamo la propria luce, c'è il pericolo che poi ci adattiamo fino a quel punto di essere non più riconosibile, per ciò di essere iriconosibile, non essere più ottendicamente noi stessi, che anche ciò che scriviamo, di ciò che crediamo che voglia sentire l'altro, chi non rappresenta più me e per ciò non è più attentico, e per ciò ci perdiamo un po' e per questo è così importante conoscere noi stessi, e partire da noi stessi, alla fine tutta ciò che facciamo deve rappresentarci, dobbiamo essere noi d'accordo, dobbiamo essere noi che lo vogliamo partare nel mondo insomma. E poi anche una cosa importante che invece poi di "Prinny Brown", allora le aveva un problema, aveva un breakdown, un breakdown psiquico. E li, non può essere diventata famosa con il suo tetto, insomma, e li poi aguardate da Anton Ebi, poi andate a vedere chi era Presidente in quel periodo dei Stati Uniti e ha trovato una citazione di Theodore Roosevelt, si è diventato famoso con "Demen in the Arena", e lui ha detto li "non è il critico che conta", nell'individuo che indica come l'uomo forte in Champions, o come avrebbe potuto compiere meglio nazione. Lo non ha rispetto a l'uomo che realmente sta nella rena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue, che l'ota concorraggio, che spalia ripetutamente, perché non c'è tentativo senza errori, che l'ota effettivamente per accungsere l'obiettivo, che conosce il grande entusiasmo, la grande edizione, che si spende per una custa causa, che nella migliore delle bote si conosce la fine il triomfo delle grandi conquiste e che nella petroa delle bote si si fallisce almeno cadje sabendo di aver ossato abbastanza. , il momento che io ho raffonato è il mio laptop e questo è il che è scopo in me. Ho spinto il 12 anni di studi in vulnerability e il punto di tutto che ho visto di vulnerability. È non non è inizio, è inizio in sottile e inizio. Non può essere criticato qualcuno che non ha mai la palla. Prendiamo una partita di calcio. Può succedere di fare un'autogol, se prende la palla. Se non ha mai preso in tutto il cioco la palla, non puoi neanche fare un'autogol, non puoi fare praticamente nessun errore, perché non hai ciocauto. E anche lì il fatto è che dobbiamo accettare che se facciamo, facciamo i errori, se facciamo, possiamo perdere, se facciamo o iniziamo, possiamo cadere. Però fa parte del cioco e se poi c'è qualcuno che ci punta il dito, ci dice "hassa è cascato, ma questo è fatto male, c'è sempre da vedere, ma testa ad entra a l'arena, allottare". E se la risposta, no? Allora, perché ti dovrei dare a scoltare? Perché dai posti economici dalla dietro dove non arrivano neanche schizzi di sangue e molto facile parlare che cosa dovrebbe fare l'altro. Ma se non ti metti in cioco anche te perché dovrei ascoltarti io che mi sono messa in cioco. No? E anche lì lei dice poi, è importante di sì dire "Ok, i gritici lì in vito anche per loro prenoto dei posti nella rena perché infatti sono parte integrante di tutto l'ospetacolo e sono importanti". E li accetto che sono lì. Io accetto che i gritici ci sono e ci saranno sempre, tanto non li posso evitare, per so è meglio se direttamente lì in vito. Dico, va beh, siete invitati a vignire, ma io non voglio il vostro feedback, no? E lì poi anche importante invitare quelli che sono c'ai nostri fan, che ci haci sostengono, che ci haci sono sempre, no? Però anche lì lo conosco da la propria esperienza può essere che te grida che questa persona è per te, è la tua parte, ma poi vi fai vedere il tuo progetto, ciò che voi farete nel tuo futuro, per esempio, fare la tua propria attività e può essere che poi questa persona ti dice, no ma poi se va male e ti putta lo essendo ma tutti le sue paure, ma anche ti dice di non farlo perché a paura ti perdete nel processo, di aver paura che se te fai questa strada e cambitantissimo ti puoi perderte. Perciò anche lì alla fine è un segno da muore, è una cosa che loro ti dicono queste cose perché ti vogliono bene, o anche perché ti vogliono troppo bene. L'unica possibilità è che te li vi sapere che te lo puoi fare, insomma, te li vi sapere che loro dicono tutte queste cose perché, in sfatit, ti vogliono bene, ma anche perché loro non viderono la tua visione, loro non viderono la tua idea, loro non viderono ciò che vi dite, se te è una visione del tuo futuro, come sarà quando fai questo e poi, per esempio la tua mamma ti dice "No ma sei mata, ti fa metterti in proprio, tutte le tasse, tutto, ma te lo dici perché lei non vire ciò che vi dite, lei non sente ciò che sentite come sarà il futuro se fai questo, per ciò in un certo senso, sei, devi essere convinta a te, sei da solo ma accompagnato, puoi anche puoi dire alla tua mamma o al tuo compagno guarda per me è molto molto importante di fare questo, per a me cambia ebbe proprio la vita se posso fare questo. E io capisco che te, io vero, sento che te non puoi vedere ciò che vi l'ho io, ma io sono sicura chieresco e se non riesco, che io, di che comunque, di stare attenta che non casco, nel senso, di essere dalla mia parte, io voglio solo che te stai dalla mia parte, non devi essere d'accordissimo di con ciò che voglio fare, ma per me è importante sapere che ci sei, che stai era la mia parte, punto, non devi stare dalla parte della mia visione, ma era la mia, no? E per ciò alla fine di cui ci doviamo rendere conto, quando vogliamo iniziare qualcosa, che ogni nuovo inizio compuorta le rischi, delle difficoltà, un cambiamento, come erete il cambiamento dell'unica certezza, ma senza tutte le difficoltà e rischi e tutto ciò, senza che pensiamo se ci sarebbe una cosa nuovo, a nuovo inizio, senza dover mettere uno sforzo, forse anche massiccio, che valore avere poi la nuova conquista, o come canta il mio cantatore preferito tedesco che dice "non sarà facile" e se fosse facile, che valore avrebbe la tua vita? No, non è troppo difficile e nessuno, nessuno tra netteci crede, come sarebbe, se fosse sufficiente, che te sai, che c'è la po' e fare per la vera? Alla fine che cosa sarebbe, se passerrebbe che te lo sai? Perché alla fine te ci rivicredere, e se te ci gredi, e se te sai che ciò che vuoi fare in armonia, o in sintonia con ciò che sente il tuo cuore. Allora, fallo, vai avanti e fallo. E in questo senso voglio concludere, e dicendo che ora questo podcast prenderà una piccola pausa, perché va a dobbiamo fare, perché ci voglio lavorare un po' con più tempo, perché mi rendo conto che tra lavoro e podcast dell'interviste non ho ancora avuto tempo di fare le cose per podcast o altre cose, anche sempre che ha questo sito che vuole fare, che però non ci riesco, perché ci ho troppo poco tempo per farlo. E ora mi voglio natimo portare a quel punto che dico si ora rinizio, perché ora quel prodotto che voglio lasciare a voi coincide con ciò che effettivamente io voglio darvi. Questo è per ciò ci voglio lavorare ora, le prossime interviste, natamente li farò anche prossimamente, però avranno pubblicato e intorno a metà ottobre. Per ciò ci sarà ora una pausa di un mese mezzo, però come detto, per migliorare il prodotto che vi voglio lasciare. E voglio concludere con una metà fora. E voglio dirvi che invece di pensare a tutti ciò che può andare male, nel senso importante anche pensare a tre punti che cosa potrebbe andare male, perciò avere anche la soluzione che è la cosa fondamentale, per poi continuare sulla via, anche a avere le piani pi. Però se poi abbiamo scritto tutto, se sappiamo pro e contre, decidiamo di fare una cosa, per favore facciamo la. Per chi se facciamo il ciò che crediamo effettivamente, dove faria e di voler fare, noi partiamo il nostro di regalo nel mondo. E ora pensiamoci un po' alla natura. C'è una rosa bellissima nel duccerdino. Ma questa rosa, se fosse come noi, ho sarebbe stato come noi, quando ancora erano insieme. Oggi, secondo te ci sarebbe questa rosa, probabilmente no, perché avrei pensato. Ah, ma se ora inizia a crescere e poi dopo non ci sarà più la terra, o se poi dopo non più avvi abbastanza, o se poi dopo fa troppo caldo, il sole troppo forte. Ma magari crescerò il prossimo anno. Perché così facciamo noi. La rosa ha detto, "Eh, sono insieme. Ora in questo momento che mi serve. Acqua, una certa temperatura. Va bene. C'ho che qui ho bisogno c'è. Allora io inizia a crescere e poi man mano si vedrà. Perciò, abbiamo un po' questa fiducia come c'è la rosa o qualsiasi altra pianta che cresce, che è la vita, il mondo e per noi. Se noi iniziamo una cosa, poi man mano, le cose verano da noi. Sole ci darà aiuto. La terra sarà umida, l'acqua e la pioccia cadera, nel senso. Riterniamo un po' a avere fiducia nel mondo e noi stessi anche. E perciò, invitiamo per alla prossima sfida i nostri critici, ma anche le persone che sappiamo che ci saranno sempre accanto, saranno sempre da nostra parte. Construiamo i nostri tavoli e i nostri palchi. Accendiamo le nostre luci per formare una catena di lucia di amore e di spiurazione e di nuovi inizi. Un passione grande a ottobre. Stami vene, guerra. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. L'inizio è definito come il momento in cui qualcosa comincia, implicando un movimento verso il futuro e spesso suscita paure, come quella del fallimento o dell'ignoto.
  2. Le persone trovano numerose scuse per non iniziare cose nuove, specialmente quando ciò significa uscire dalla propria comfort zone o porre fine a situazioni familiari.
  3. La paura è affrontabile riconoscendo che il cambiamento è costante, che gli errori sono opportunità di crescita e che è essenziale agire in linea con i propri valori e la propria autenticità.

Summary:

Il discorso esplora le ragioni per cui spesso si evita di iniziare nuove imprese, identificando la paura come ostacolo principale. L'inizio, definito come il momento in cui qualcosa comincia, implica un movimento verso l'ignoto e può generare timori come quello del fallimento, del giudizio altrui o della perdita della sicurezza attuale. Si tende a trovare scuse, specialmente quando un nuovo inizio richiede di abbandonare la propria comfort zone o di concludere situazioni note, come relazioni o lavori insoddisfacenti.

Per superare queste paure, è utile riconoscere che il cambiamento è l'unica costante della vita e che gli errori sono parte naturale del percorso, offrendo lezioni preziose. È fondamentale agire in coerenza con i propri valori, conoscere se stessi e accettare che le critiche esterne non devono limitare le proprie scelte autentiche. Iniziare, nonostante le incertezze, è un atto di coraggio che permette di crescere e realizzare il proprio potenziale.

FAQs

La paura deriva principalmente dall'uscire dalla propria comfort zone e dall'affrontare l'ignoto. Iniziare qualcosa di nuovo significa lasciare il conosciuto per qualcosa di incerto, il che può generare ansia e scuse per rimandare.

Accettando che il fallimento è parte del percorso e può essere un insegnamento prezioso. Come sottolineato, molti successi nascono da errori passati che hanno indicato la strada giusta.

Conoscere i propri valori e desideri autentici aiuta a compiere scelte che ci rappresentano veramente. Questo evita di adattarsi eccessivamente agli altri, perdendo la propria autenticità e direzione.

Chiedendosi se l'azione che si vuole intraprendere è giustificabile per sé stessi e in linea con i propri valori. Se la risposta è sì, si può procedere nonostante le critiche esterne.

Il cambiamento è inevitabile e ogni giorno rappresenta un nuovo inizio. Accettare questa fluidità aiuta a vedere gli inizi non come eventi eccezionali, ma come parti naturali del percorso di crescita.

Spesso ci aggrappiamo a situazioni note per paura di perdere ciò che abbiamo, anche se insoddisfacente. Le scuse comuni includono mancanza di tempo, forza o risorse, che mascherano la paura dell'ignoto.

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