**Punti chiave**
1. Criseide, figlia di Crise, viene reclamata da suo padre al campo greco.
2. Agamennone rifiuta di restituire Criseide, scatenando la collera di Apollo.
3. Achille si scontra con Agamennone per la questione di Criseide e Briseide.
4. Nestore tenta di placare la disputa tra Achille e Agamennone senza successo.
5. Achille chiede a sua madre Teti di intercedere presso Zeus per favorire i Troiani.
**Sommario**
La disputa principale ruota attorno a Criseide, reclamata da suo padre Crise al campo greco, ma rifiutata da Agamennone. Questo scatena la collera di Apollo, che porta pestilenza tra i Greci. Achille si oppone a Agamennone e minaccia di non combattere più. Dopo un confronto acceso, Achille si ritira e chiede a sua madre Teti di intercedere presso Zeus per favorire i Troiani. Ulisse risolve la pestilenza riportando Criseide a Crise e compiendo riti per placare Apollo. Teti intercede con Zeus, che accetta di intervenire a favore dei Troiani. La situazione si infiamma, portando a un conflitto tra Achille e Agamennone per i destini di Criseide e Briseide, con Nestore che cerca invano di placare gli animi.
Transcription
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Dopo la puntata zero, che ovviamente è trovata in descrizione nella playlist in cui abbiamo raccontato tutto quello che viene prima dell'ILIA, cioè perché scopri alla guerra di Troia che cosa succede nei primi nove anni della guerra di Troia, perché vi ricordo che l'ILIA avviene in realtà racconta solamente gli ultimi giorni del decimo anno della guerra, bene dopo quella puntata zero è ora di entrare nel vivo dell'azione e lo faremo con un primo libro che oggi in un romanzo moderno sarebbe forse introduttivo, sei direbbe per introdurre qualche personaggi, iniziare a far crescero un po' la tensione e che invece, o meno, o chi per lui sapete che la questione è molto dibattuta, ma io dirò mero semplicemente per curiosità e che invece o meno utilizza per gettarci subito nel vivo dell'azione, introducendo i personaggi principali, iniziando a farli litigare e discutere come se degli antichieroi greci si comportassero come una telenovae la greca e presentandoci anche degli idee con dei problemi familiari decisamente molto se non troppo umani. Insomma, un primo libro che forse tutti ricordiamo abbastanza per averlo su una tua scuola, ma che può essere ancora pieno zepo di avvenimenti. Quindi, dato che da raccontare di cosa ce le sono, un grandissimo ringrazzamento molto particolare c'erco di farlo ogni puntata, ma inizio a farlo qua a Simone che mi ha mandato del materiale per aiutarmi a integrare quello che io andavo a ricostruire, andando a leggere direttamente il poema e d'organizio veramente tantissimo per il resto mettete di comodi, iscrivetevi al canale se non siete già accriccate sulla campanela per essere aggiornati ogni volta che c'è un nuovo video, sigla e poi, come tanti, prima di me hanno fatto negli ultimi millenni, andremo a raccontare. Come diciamo dell'introduzione, la nostra storia si apre all'inizio del decimo anno di Ascedio. Sono passati tanti anni, i greci sono stanchi, al cui iniziano forza chiedersi anche che se in sua abbia tutta questa guerra che non sembra riuscire ad avere una fine e di greci hanno negli ultimi anni tentato di indebolire la posizione di Troia, non riuscendo a conquistare la città andando a colpire le città vicino che l'appogiano, conquistando alcune di queste, razziandole e, ovviamente, portando con sé anche delle prede. La storia si apre però, con un personaggio, un uomo, probabilmente non molto giovane, che avanza attraverso il campo greico, campo, ovviamente si trova, rivalmare, non molto lontano e dalle navi con cui i greci sono arrivati. Non è un uomo qualunque, non è un uomo da nulla e un sacerdotto, un sacerdotto è gli appoglio che proviene da una delle città vicine a Troia, una delle città che sono state razziate e il suo nome è "crize", e sta avanzando attraverso il campo greico perché vuole cercare di recuperare sua figlia, che si chiama "crizeide". Ora, se "crizeide" figlie di "crize" vi sembra un nome troppo comune, in effetti secondo alcune tradizioni tardi, così "crizeide" sarebbe semplicemente un patronimico e il vero nome della ragazza sarebbe "astonome" o "astinome", ma dato che nell'Iliade viene sempre chiamata "crizeide" e tutti la conosciamo come "crizeide" continuiamo a usare questo nome e non ci sbagliamo. "crize" abbiamo detto un sacerdotto di appollo e non è venuta mani vuote, sta portando con sé degli oggetti che sono cari al Dio, uno scetro delle bende e dopo averché studienza alla riunione di tutti i capi dei greci, chiede di potere avere indietro sua figlia, augura ai greci di potere averla vittoria, augura loro di poter conquistare Troia, dice che con i doni che ha portato potranno forse farlo più facilmente grazie al favore del Dio e si dice pronto "all'asciagli li" a dagli protezione in cambio della restituzione di "crizeide". Ora, i capi, molti dei capi dei sovrani greci sono d'accordo, cosa una schiava in cambio della protezione di un Dio sarebbe una cosa meravigliosa, ma quella schiava non è stata data al momo qualunque, ma è stata data ad Agamènno, ne che tra tutti i sovrani greci e quello a capo della spedizione. Agamènno ne non ci sta, lo dice chiaramente "crizeide" e la sua preda. Allui, allui "crizeide" cara, allui "crizeide" piace e non ha nessura intenzione di restituirla. Anzi dice chiaramente che "crizeide" non lo lascerà neanche dopo finito alla guerra se la porterà indietro, se la porterà casa e rimarrà a presto di lui fino a quando non sarà anziana. Di fronte alla voce tonnante, Agamènno ne e anche alle sue minacce, "crizeide" decide di lasciare la semblea, torno a camminare attraverso il campo, si direi se verso il mare, e una volta qui lancio un invocazione al suo Dio, al Dio che serviva cioè a Pollo, gli ricordo di averlo sempre servito fidelmente, gli ricordo di avergli costruito un tempo e di averlo governato e gli chiese di intervenire a suo favore, e a Pollo lo fece. A Pollo prese il suo arco d'argento, sceze nel campo dei Greci, inizio a far saittare delle frecce. Le prime colpirono degli animali, che morirono a causa di una pestilenza dopo poco, le altre iniziarono a colpire dei soldati, che uno dopo l'altro si ammalavano e poi morirono in quella che sembrava semplicemente una pestilenza. Dopodone giorni che Grecia erano colpiti da questa malattia, però qualcuno si rese conto che c'era qualcosa che non andava, qualcuno si rese conto che questa malattia poteva solo derivare dall'operato di un dio, poteva solo derivare dall'operato di a Pollo, e questo qualcuno era a Kille, a Kille, che è veramente uno dei protagonisti di questa nostra storia, come dice, anche l'incipite, a Kille, il quale convocò una nuova ringione dei capi, si portò in questa ringione, si portò davanti ad Agamè, e chiese a tutti che cosa dovevano fare. Chiese sera al caso di tornare indietro, di capire che quella pestilenza voleva dire che non dovevano rimanere lì e tornare indietro verso la Grecia, o se era il caso di cercare qualcuno indovino che potesse interpretare che cosa stesse facendo Pollo per capire il perché di questo attacco, forse a Pollo voleva dei sacrifici, forse voleva altro, come fermare la sua collera? Beh, loro, un indovino che interpretare le parole di a Pollo lo poteva fare, ce la avevano, e si chiamava calcante un uomo che aveva ricevuto il dono della vista, aveva ricevuto il dono di potere interpretare i segni degli dei, e che nella nostra narrazione la puntata a zero abbiamo già incontrato anche senza dire il suo nome, perché calcante era quell'individuo o quell'indovino che quando i greci avevano provato a lasciare le coste della Grecia per diriger si verso Troia, ed era notati bloccati dalla mancanza di vento, aveva detto che l'unico modo per poter riprendere la rotta era sacrificare la figlia di Agamèndone, i figenia, cosa alla fine Agamèndone aveva fatto. Bene, calcante si era alzato, e aveva detto di sapere effettivamente quale fosse problema, ma di aver timore a parlare perché avrebbe dovuto attaccare uno dei sovrani di chiedere ad a chille di proteggerlo. A chille, ovviamente, accettò di edela sua protezione, e calcante disse chiaramente che a Pollo non voleva dei sacrifici, voleva che venisse rispettata da richiesta del suo sacerdote, e che, dal suo punto di vista, l'unico modo che Grecia avevano per poter porre fino a questa pestilenza era restituire crisei dal padre, fare dei sacrifici delle catombi gli animali, nine perre a Pollo, in questo modo raccoglera del Dio si sarebbe placata. La risposta di Agamèndone però fu ancora una volta molto infuriata, anche perché, con calcante, diciamolo, aveva un piccolo conto aperto. Agamèndone dice se ancora una volta che crisei degli era molto cara, che non aveva nessura intenzione di riportare le indietro, e che anzi l'aveva riportata a casa sua perché la aveva più cara ancora della moglie, e chiese se fosse normale che una parte del bottino dove se se gli strappata, deve essere strappata a lui, che dopo tutto era il capo di quella sperizione. A chille, ovviamente, si infuriò di tutto questo, e scese di fronte ad Agamèndone, parlando direttamente, dicendo che, dal suo punto di vista, tutto questo era assurdo, che era assurdo che Agamèndone continuasse a considerare il bottino più importante della spedizione stessa, disse che bisognava fare questo sacrificio e che, se proprio Agamèndone pensava che questo fosse un torto, una volta accatturata la città, avrebbe avuto come premio 3 o 4 volte la sua cuote, in modo da compensare questa sua rinuncia. Agamèndone però non ci stava, non ci stava assolutamente, e disse che dal suo punto di vista tutto questo non andava bene. Si chiese se non sarebbe stato più giusto, se lui doveva rinunciare la sua parte di bottino, che poi andasse a rifarsi da un altro degli eroi, prendendo loro una parte del bottino, forse da chille, forse da olisse, forse da qualcun altro per poter compensare questa sua perdita. Poi, diciamo lo chiaramente, in maniera forse un po' passiva aggressiva, disse che però non se ne doveva discutere in quel momento, perché bisognava, apore fino alla pestilenza, se veramente l'unico modo era restituire crisede che lo si facesse, la secaricasse sulla nave si preparassero i sacrifici e poi si sarebbe pensato a risolvere la questione. Ma chille, che aveva capito che c'era qualcosa che non andava, disse chiaramente che no, bisognava discutere ne subito, perché da suo punto di vista era vergognoso in una richiesta del genere, perché innanzitutto lui non era andato di, perché aveva di conti in sospeso controia, ma solo per supportare l'onore di menelago, e per di più era stato proprio lui a prendere tutti quei bottini, ed un'ostante levitore fossero suele, con qui erano stati fatti quegli schiavi, una parte molto più consistente dei bottini era finito da gamennone, dicendo gli sostanzialmente "tu non fa niente", ma adatto che sei il capo della spedizione prendi molto bottino, io lo conquisto me ne tengo una parte minore e in più devo anche rischiare di perdelo, e assolutamente non ci stava. Ora, in una situazione del genere, forte sarebbe stato necessare bastare un po' i toni, ma gamennone che, ovviamente, vedeva sfidata la sottorità a questo punto fu molto chiaro, eri volgendosi da chile, disse chiaramente che una volta consegnata a criseide, lui a questo punto avrebbe preso una parte di bottino proprio da chile, e quella parte di bottino era un'altra ragazza chiamata "briseide", con una storia abbastanza simile, era anche lei figlia di un saccelotto e di appollo originario di Troia, che era stata catturata durante una spedizione nella città, dove era stata preza, dove era stata data in sposa, presa come schiava, assegnata da chile, di cui per l'altra ragazza si era anche segretamente innamorata. A gamennone disse chiaramente, se devo consegnare criseide, allora prenderò la tua briseide. A chile a questo punto esplose. Prima torno ad attaccare gamennone, poi addirittura misemano alle armi, prendendo con la scualla mano, vicinandosi alla spada, pronto attirarla fuori per attaccare sovranno, attacchanno direttamente fisicamente, ma quel punto venne fermato. La sua chiuma, che era bionda, venne tirata, non ha presenza invisibile, che sola a chile riusciva a percepire e quando questi si volto si rese conto che questa presenza era la dea attena. A chile chiese da tena, perché era lì, perché non aveva fermato, se era lì per difendere a gamennone, ma a tena gli disse chiaramente che noi era lì per difendere in trambi, per difendere in trambi sovranigreci e gli promise che se avesse lasciato, che questa questione si risolvesse semplicemente parole, lui sarebbe stato premiato molte volte in futuro, a patto che non attacca sa gamennone in quel momento. A chile comprese, tolse la mano dalla spada e si rivolse per un ultima volta da gamennone alla sembrea. E disse che tutto quello per lui era una vergogna e era una vergogna che a gamennone potesse starse nell'itranquillo, dando gli sostanzialmente del codardo, senza combattere con igreci prendendosi comunque del bottino e che da quel momento lui non avrebbe più partecipato a tutto questo. Anzi, si sarebbe ritirato nelle sue tende e un giorno igreci lo avrebbero rimpianto. A gamennone gli disse che la guerra di Troia non la stavano, non avrebbero vinta solo grazie da chile, ma grazie all'impegno di tutti gli altri e a chile preso lo scettore in mano, uno scettore ovviamente di legno giuro che non gli avrebbe più aiutati fino a quando su quello scettore non fostero sbucati, nuovirà a mie foglie, cos'obviamente completamente impossibile, l'oggetto per terra e si ritirò. Fusono a questo punto che finalmente una terza voce si levò ed era quella di Nestore, il più anziano dei sovranigreci che erano giunti a Troia. Nestore era un uomo molto apprezzato perché eranziano, perché erano molto saggio, perché respeto, ma anche perché da giovane aveva compiuto delle grandi imprese era stato ad esempio un degli argonauti, quindi che si erano messi alla ricerca del vello d'oro. Era un uomo che quando parlava tutti ascoltavano e lo facevano sempre. Nestore cercò di agire con saggenza, inizio ad dire parole gentili nei confronti sia di l'uno che dell'altro e cercò in qualche modo di placare i due uomini spiegando ad Agamègnone il perché, a chi le fosse infuriato, ma ricorrando dall'altra parte anche ad Agamègnone, quali erano i ruoli e i compiti di Agamègnone che dopo tutto era sovraneo la colla che comandava sugli altri regreci. Cerco di pacificare il tutto, ma neanche lui ci riusci. Agamègnone confermò quelle che erano le sue richieste e a chi le in tutta risposta disse che andava bene, che brisaide sarebbe stata consegnata se quello voleva Agamègnone, ma che lui confermava che non avrebbe più combattuto e minacciava che chiunque si fosse avvicinato alle sue navi per toccare anche solo un altra picco la parte del bottino sarebbe stato ciso direttamente dalla sua lancia, dopo di che l'assemblia si sciolse a chi le se ne torno verso le sue navi e Agamègnone si è preoccupo di fare quello che doveva fare. Una delle prime cose che fece fu di scendere al mare, preparò una nave, l'affidò Adulisse che era un ottimo navigatore che si sarebbe mostro molto rapidamente, fece salire sulla nave Criseide, vicarico anche degli animali per fare dei sacrifici ad Apollo e chiese Adulisse di riportare Criseide da suo padre. Dopodiché lui stesso insieme ad altri uomini si lavò le mani, gesto ovviamente di pulizia anche rituale e inizio a fare dei sacrifici ad Apollo per iniziare a spegnere la collera del Dio. Agamègnone però non si è dimenticato della minacciafatta da kill, tutt'altro e una volta completati questi primi riti da ordine a due suoi uomini direcasi nella tenda di Akille e di andare a prendere Criseide. Quando i uomini raggiungono a kill sono ovviamente un po' in difficoltà, perché si rendono conto che la situazione non è delle più corrette, poi sono Akille e un uomo che fa paura, diciamolo chiaramente, ma Akille li accoglie gentilmente, dice loro che sa benissimo che non è col paloro, che non devono aver paura di digli il motivo per qui sono venuti, fino a lì e da ordine a Patro, al suo mico, di andare a prendere Criseide da quale ovviamente non è particolarmente contenta di questo cambio e consegnarla ai due uomini. Dopodiché però una volta che i uomini si sono allontarati, anche Akille lascia la tenda, scende verso il mare, scende verso quell'uogo dove può avere un contatto con la madre, con la madre tetica, una idea proveniente dal mare e una volta qui la chiava. Inizialamentarsi, inizia a dire di essere stato offeso e che dalla madre divenirlo da aiutare. Quando la madre arriva gli dice chiaramente che sa benissimo il perché di Akille che in questo diciamolo si dimostra essere veramente un po' ragazzino, di loro racconta di nuovo, gli dice appunto l'offesa caricevuto da Gamennone e chiese ai chiedateiti di intercedere presso Zeus perché lo aiuti, ma non perché Zeus in qualche modo intervenga per cominciare a Gamennone a tornare indietro e a cancellare l'offesa, ma perché Zeus intervenga nella guerra per aiutare i Troiani uccidere tanti Greci e costringere Grecia a tornare da lui a chiedeli di combattere di nuovo. Ora Akille giustifica tutto questo dicendo che lui aveva ricevuto e la promessa di purtroppo avere una vita breve, la vinnaccia da avere una vita breve, ma anche la promessa di avere molta gloria e invece a quanto pare quella gloria non stava arrivando, ma la richiesta era oggettivamente una richiesta una la mentela e una madre normale, lo avrebbe preso, gli avrebbe dato due schiaffi, avrebbe chiusori la questione e invece te ti accetta, te ti accetta, te ti vede in questa richiesta del figlio una cosa assolutamente normale e decide di andare da Zeus, sale sullo limpo, cerca di contattare Zeus ma viene a satere che Zeus in quel momento non c'è, si trova nel paese degli etiopi e come tanti altri datornerà solo dopo 12 giorni. In questi 12 giorni però Ulisse che iniziamo a scoprire come uno dei più pratici diciamo chiaramente tra i soverani greci, risolse i problemi della pestilenza perché con le sue navi raggiunse, crise, gli riportò la figlia, criseide e qui insieme al sacerdote compi tutta una serie di riti sacrificano degli animali in onore di appollo che permisero di calmare la collera del dio. I greci e gli abitanti della città dove aveva crise fecero questi sacrifici insieme poi mangiarono bevvero tutti insieme, ovviamente questo è un rito antichisio mangiare per insieme anche un modo per reunirsi e seppellire lascia di guerra e alla fine intonarono dei cantini onore di appollo che ne fu colpito e che mattino dopo mandò dei venti favorevole che riportarono rapidamente un istal campo e soprattutto fece disipare la pestilenza che colpiva i greci. Tra andare a tornare però intanto questi famosi 12 giorni erano passati e così teiti ricordando la promessa fatta al figlio torno sullo limpo a parlare con Zeus, il raccontò quello che era successo, il raccontò quelle che erano state le richieste di Achille e gli chiesi di intervenire cosa che Zeus inizialmente sembro restivo a fare dicendo chiaramente che sua moglie era era schierata da sua te gioco di parole dalla parte dei greci e si sarebbe infuriata se lui fosse intervenuto direttamente al fianco dei troiani teiti però continuo a chiedere innovo questa sua richiesta e alla fine Zeus concepcciamente un cennio del capo accettò di prendersi cuore della questione. Era però gli aveva visti, aveva visti, aveva visto teiti venire a parlare con Zeus e dato che sapeva quello che era successo nel campo greco non ci mise molto a fare due più due e a capire che c'era qualcosa che non stava andando bene, tanto che si ricco da Zeus e gli chiesi quali fossero di suoi piali sulla guerra cosa che Zeus le disse che non erano a far suo caverbbe agito di sua iniziativa senza dover condividere la cosa con la moglie. Era ovviamente si infurio e Zeus si infurio a sua volta di questa mancanza di fiducia da parte della moglie che diciamolo chiaramente un po' di ragione da verboca fiducia di Zeus ce l'aveva e quando tutti gli dei si runironi in un banchetto fu subito chiaro che tra il padre e la madre degli dei tra Zeus ed era il clima, era decisamente aceso, tanto che il figlio e festorle di Ophabbro cerco di recarsi dalla madre chiede indole di porre fino a questo scontro dicendo che i due non potevano rimanere separati a lungo che avrebbe voluto in qualche modo intercedere per la madre ma chiadeva timore perché già una volta al padre lo aveva preso per un piede e lanciato fuori cosa che ovviamente gli aveva creato tutta una serie di danni nonostante fosse un dio e questo goffo tentativo di effesto in qualche modo feccesso ridere era il cui umore torno a migliorare. Quella sera, come racconta o mero a chiusura di questo primo libro, quando Zeus torno nella camera a riposare dopo che tutti gli dei se ne furono andati trovo nel letto anche era. I due dei si erano riappacificati ma i piani di Zeus erano comunque diverse rispetto a cui gli diera e gli scopriremo ovviamente nei prossimi libri. Io mi fermo qua, spero di aver raccontato dignamente questa prima puntata ovviamente ci rivediamo marte di prossimo per il secondo libro, la mia intenzione è a parte qualche interruzione che può capitare per qualche video particolare e di raccontare un libro a settimana quindi ci saranno puntato un po' più corte puntate un po' più lunghe ma ovviamente il senso anche di mandare avanti tutta la narrazione in modo da raccontare tutt'eria. Devedremo se riusciremo a mantenervo. Prima di chiudere un grandissimo ringraziamento come sempre ad abbonati Patron è chi fanno nazioni sul conto peipal perché anche grazie adoro sostegno questo canale le scendere avanti riusciono a produrre nuovo materiale a disposizione di tutti. In particolare oggi vorrei ringraziare armando la flotta che peraltro supporta questo canale veramente da tantissimo tempo grazie mille. Per il resto non mi posso dare mia sola mia solita chiusura perché l'ilide lo sapete tutti è una storia inventata e la fantasia di omero o ancora una volta chi per lui ci ha regalato una storia veramente molto particolare che andremo a scoprire settimana dopo settimana. Noi ci vediamo presto con noi pidole di storia ci vediamo marte di prossimo per il secondo libro dell'Iliade. A presto ciao ciao
Podcast Summary
Key Points:
Summary:
FAQs
La serie racconta l'ILIA, uno dei poemi epici più famosi della storia, esplorando personaggi e avvenimenti.
Il sacerdote Crise, che si rivolge ai greci per recuperare sua figlia Criseide.
La pestilenza è causata dalla collera del dio Apollo per non aver restituito Criseide al padre Crise.
Akille chiede a Teti di intercedere presso Zeus perché intervenga nella guerra per aiutare i Troiani.
Ulisse riporta Criseide al padre Crise, compiendo riti sacrificando animali in onore di Apollo per placare la collera del dio.
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