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Il richiamo di Cthulhu - Completo - H. P. Lovecraft

97m 55s

Il richiamo di Cthulhu - Completo - H. P. Lovecraft

Il narratore, dopo la morte dello zio professore, esamina le sue carte e scopre un bassorilievo raffigurante un mostro alieno, insieme a un manoscritto che descrive l'incontro con un giovane scultore di nome Henry Wilcox. Wilcox aveva modellato la statua durante un sogno, in cui aveva visto una città di megaliti e udito una voce che ripeteva parole come "Cthulhu" e "R'lyeh". Il professore, incuriosito, aveva registrato i sogni di Wilcox, che poi si ammalò di una misteriosa febbre, delirando su una creatura gigantesca. Contemporaneamente, il professore aveva raccolto notizie da tutto il mondo: sogni simili, casi di follia, suicidi e turbolenze in varie culture, tutti concentrati nello stesso periodo del delirio di Wilcox. Il narratore, inizialmente scettico, cerca di verificare le testimonianze e trova conferme, ma decide di non rivelare la verità per paura delle conseguenze. La storia suggerisce l'esistenza di un'antica entità cosmica, Cthulhu, che influenza i sogni umani e minaccia di risvegliarsi, portando orrore e follia. Il testo mescola elementi di horror lovecraftiano con una pseudodocumentazione, creando un'atmosfera di mistero e terrore.

Transcription

12610 Words, 79397 Characters

Italian
[Kuulun muuut] Suuret päätökset voivat pienekauas. Siksi tarvitse rinnaleeni kumppanin, joka ymmärtää minne ollen menossa. Nordea Private Pankingissä omasioitus johtainitua selkeyttä päätöksiin, ja pieminut askeleen edelleen. Nordea Pistefi, Kotta Private Pankin. [Kuulun muuut] [Kuulun muuut] Mä lo skrittu, trovato fralle kartte dello skomparso Francis Wayland Tarston, di Boston. Di queste potenzie ho entitai mani, siippo imaginare una forma di sopravivensa, kome residua dionetarre mota, in cui la koscenza siimanefestava con aspetti eforme dalungotemppori trattesi, davanti alla vansante marea dell'uomo. Forme, di cui solo la poesia, ja la leggenda, hanno conservato memoria, battezandole kolnome di dei, mostri, edes rimitici, di ogni spece. [Algernon Blackwood] Capitolo 1, lorrore darggilla. Penso, che la cosa più misteriosa al mondo, sii allin kappacità delamente humana, di metterei relazione i suoi molti contenuti. Viviamo suuna placida isola di gnoranza, in mezzo anneri, maari di infinito, e non era previsto, che ce ne spingessimo troppo lontano. Lesenze, che finora hanno prosekuito nuna per la sua strada, non ce hanno arrekato troppo danno, maa la rikomposizione del quadro di insieme, ce apriraa un giorno visioni così terrificanti della realtà e del posto, che noi occupiamo inessa, che oin paziremo per la rivelazione, o fuggiiremo dalla luce mortale, nella pace, e nella sicurezza, di una nuova etauskura. Itheosofi hanno speculato sulla terrificante dorata del ciclo kosmiko, di cui il nostro mondo, e la razza, cui apparteniamo, non solo, che un triviale incidente. E'annu alluso alla sopravivensa di misteriosa entità del passato, interminitali, da gelarci il sangue nelle vene, se non fossero mascherati da una forma di blando ottimismo. Mano ne alle loro teorie, che devo la visione aggiacciante dell'etaproibite, quella singola ochiata rivelatrice, che mi farra brivi dire, quando ci penso, e'in pazire, quando ne sogno. Come tutti gli squarci, che siaprono sulla verità, e' sa scatori dalla rekonstruzione accidentale, di una serie di fatti separati. In questo caso, un vecchio articolo di giornale, e' gli appunti di uno studioso skomparso. Spero che nessun altro, provera arri komporre il quadro, e per quanto mi riguarda, se vivrò, non faron nulla, per fornire la nello mancante, di una così orribile katena. Credo che lo studioso skomparso, avrebbe fatto lo stesso, e' che se la morte, no lavesse colto all improviso, avrebbe distruttoi soi appunti. El mio primo approccio, con il caso, risale allinverno 1926-1927. Quando morì il mio prozzio, George Gamel Angel, professore merito di lingue semitiche alla Brown University di Providence, nel Rhode Island. Il professore Angel era noto come una autorità, infatto di iskrizioni antike. Edelä stato interpellato più volte, dai direttori di importanti musei. La sua skomparsa, alle tadi 92 anni, desto una certa sensazione, e' in città l'interesse fu intensificato, dalle strane circostanze della morte. El professore era stato colpito da un collasso, mentre tornava dal vapore di Newport. I testimoni sostenevano, che fosse caduto allinproviso, dopo che un negro, probabilmente omarinaio, lo aveva ortato uscendo da uno dei bui, strani cortili, che siaprono sul fianco scosceso della collina, e' che formano una scorciatoria, tra il quartiere del porto, e' la casa de lo skomparso, in William Street. I medici non avevano scoperto nessun disordine organico, e' dopo averne discusto tra loro, siarrano limitati a concludere, che probabilmente, la morte radovuta uno scura lesione cardiaca, sopravenutamentre ilvecchio per correva la ripi da salita. A' quelle poka, non vi diragione, per mettere indubio ilverdetto, ma ultimamente, mi sono fatto delle domande. Ansi, qualcosa di più, che domande. Come redd edese kutore del mio prozio, che'eramortto vedovo, senza figli, avevo il compito di saminar nelle kartte approfonditamente, e' a questo scopo, transporta ai suoi dokumenti ai bauli con i libri, nel mio appartamento di Boston. Gran parte del materiale, cheo curato, verrà pubblicato da lamerikan archeologika also-saiti, ma c'era uno skrinne, okemi incurio sii, e' che'e decisi di non mostrare ad altri. Era chiuso, e' non trovai la chiave, finke nonnebili idea di esaminarella nello personale, che'l professore portava sempre in taska. Finalmente, riushia da priire la skatola, e mi trovai di fronte a' un nuovo enigma, questa volta, senza possibilità di accesso. Quale potevaa essere, infatti, el significato dello strano bassorilevo darggilla, che trovai all interno, e' degli appunti, ritagli' e' note, che'l lo accompagnavano. Che'n e' iltimi anni mi ozzio fosse diventato un kredulone, e' ave sece juttu a' una volgare impostura. Decisi, che'e vrei cercato, il bizarro scultore, responsabile dell'inganno perpetrato ai' i danni del vecchio, e' de la sua pace mentale. Il bassorilevo era orretangolo spesso meno di 2 cm/- a' mezzo, piuttosto rozzo, e' con una superficie di 13' o 14 cm. Lafatura era palisemente moderna, ma ci'o che' raffigurava, noneramoderno per nulla. Infatti, se' bennele stravaganse del cubismo, edelfutorismo osianomolte, non capita spesso, che' riproducano quella sorta di misteriosa regolarità, che' troviamo negli-diogrammi prehistorici. Perché' di-diogrammi siirattava, anche se' la mia memoria, no riussi va' individuarne la specie, o' ada' vecinarli' a' qualche famiglia più' nota. E' pure, avevo' una certa famigliarità, con le carte, e' le collezioni dell'ozio. Suigerollifici' tro' nejava' una figura realizzata' compalese' intento-pittorico, anche se' lesekuzione' impressionista' impedivati' farsi' una chiara' idea' della suona' tura. Sembrava' una specie' di mostro' o' un simbolo' che' rappresentasse' un vostro' e' l'aspetto' eri' quello' che' solo' una fantasia malata' potrebbe' concepire. Non saroi' infedelle' allo' spirito' dell'icona' se' dico' che' la mia' imaginazione' a' volte' un po' bizzara' se' la' raffigurava' contemporaneamente' come' una piovra' un' drago' e' una caricatura' umana' Una testa' molle' tentacolata' sormontava' un' corpo' grottesco' scaglioso' conali' rudimentali' Ma' era' l'aspetto' complessivo' che' l'orendeva' orribile' alle' spalle' della figura' si' intra' vedeva' una' struttura' cyclopica' Le note' che' accompagnavano' l'oggetto' erano' a' parte' alcuni' ritagli' di giornale' ma' no' scritte' nella' più recente' grafia' del professorengel' e' n' una' viva' no' pretese' di letterarieta' Il documento' principale' sentito' lava' culto' di'ctulu' con' l'intestazione' vergata' in stampatello' per evitare' un' interpretazione' erronea' di' un' nome' tanto' bizzarro' Il mano' scritte' era' diviso' in due' sezioni' la' prima' delle' quali' s'intitolava' 1925' i' sogni' el'e' opere' oniri' che' di' H A Wilcox' set St. Thomas' Providence' rodai'land E' la' seconda' raconto' dell'ispetore' John R' Legras' 1921'bianville Street' New Orleans' LA' relativo' alla' riun'e' e' e' s' del' 1908' con' note' de' lo stesso' e' testimoniansa' del professore web' Le' altre pagine' mano' scritte' consiste'vano' in brevi' note' in parte' sogni' e' bizzarri' i' fa' ti' da' diverse' persone' in parte' citazioni' da' testi' e' riviste' teos' offiche' specialmente' dal' libro' di' W' Scott Elliott' etlanti, et laperduta, lemiin. Moria. E infine una serie di osservazioni, sulle più vecchie società segrete, e i culti misteriosi, con estratti da testi di mitologia e folclore, come il ramo d'oro di Frasera e le streghe nelle robo occidentale della Marrei. I ritagli di Giornale riguardavano strane forme di malattia mentale, ed episodi di isterismo di massa o foglia verificati si nella primavera del 1925. La prima parte del manoscritto di Miozio raccontava una storia molto strana. Olen Shannon Maldonado, c'è sintehti a artesanitua teita myven, jaui, lajacaopan perustaja. Valitisin Shopify'n cosca alusto e testa testani totesin sen ehdottomasti ihtexi helpocayttöisimmista alustoista. Minulo oli tärke a pochtia kehittymistame tulevaisuudessa. Kaikimiunti in tarvittava työcalut, cutenvaraston su unittelu, ovatkatevasti dashboardissa. Aloita il main in cokeilus Shopify piste comsi vustolla. A quanto pare il primo marzo 1925, un giovano ottomagro, scuro di pelle e dall'aria nevrotica, aveva fatto visit al professorengel, mostrando gli il fantastico bassorilevo darggilla. In quel momento il materiale era ancora fresco, quasi umido. Il nome del giovano ottom, come diceva il suo billietto da visita, era Erri Anthony Wilcox, che mio zio riconove per il figlio minore di un illustre casato. A quell'epoca, il signor Wilcox studiava scultura alla roda Elon's School of Design e viveva per conto proprio, nelle edificio conosciuto come Flare del Lis, vicino all'estituto. Il giovano ottomagro era precoce, ed otto di un grande talento, ma anche di una notevole centricità. Finta bambino aveva attirato l'attenzione con il racconto dei sui sogni strordinari e si definiva ipersensibile. Anche se la gente quadrata dell'antica città commerciale, si limitava a giudicarlo strano. Non si era mai troppo mescolato con i coetanei e poco a poco era scomparso dalla scena sociale. Ora era noto solo a un piccolo gruppo di esteti, sparsi in altre città. Per si non l'art club di Providence, geloso del proprio conservatorismo, lo aveva abbandonato assistesso. In occasione della visita, proseguiva il manoscritto del professore, lo scultore aveva chiesto bruscamente al suo ospite di aiutarlo a decefrare i geroglifici con le sue conoscenze archeologiche. Parlava con voce sogniante, affettata, come se volessi darsi una posa e alienarsi del tutto la simpatia altrui. Mi ozio aveva risposto con una certa durezza perché la tavoletta era fresca e faceva pensare a tutto meno che ha un reperto archeologico. La risposta del Giovane Wilcox, che aveva impressionato il professorengel, al punto da indurlo attra scriverla per intero, era del genere fantastico e poetico che ci si poteva aspettare da lui e che da loro anch'io ho imparato a riconoscere come una sua caratteristica. Ecco la. È certo nuova, io stesso lo fabbricata questa notte mentre sognavo di strane città, ma i sogni sono più vecchi dell'anticatiro, della sfinge misteriosa, o di Babylonia, ornata da Giardini. Poi il ragazzo aveva cominciato il suo strano racconto che aveva turbato il mio zio, comunicando gli un'interesse febrile. La sera prima c'era stata una leggera scossa di terremoto, la più notevole che si fosse registrata negli New England da diversi anni. La fantasia di Wilcox n'è restata colpita profondamente. A pen andato all'etto aveva avuto una visione di metropolici clobiche, fatti di blocchi giganteschi, e obelischi che sfidavano il cielo, vissi di di umori verdastri e pervasi da una tua sfera di horror indefinibile. Murai Colonne erano coperte di geroglifici e da un punto imprecisato nelle profondità era aggiunta una voce che non era una voce. Una sensazione caotica che sono la fantasia poteva mutare in suoni e che lo scultore aveva tentato di rendere con questi impronunciabili a cazzaglia di lettere. "Chtulu" "Ftagen" Proprie questa formula aveva sblocato i ricordi che ci davano e turbavano il professore. Mi odio aveva interrogato lo scultore con zelo scientifico. Poi aveva esaminato febbrilmente il basso rilevo che l'autore sballordito e infredolito perché aveva addosso solo il piigama, se era scoperto a modellare nel momento del risveglio. In seguito Wilcox era conto che il professorengel aveva imprecato contro la propria vecchiaia, perché solo questo gli aveva impedito di riconoscere a prima vista i gerollifici e il disegno del mostro. Da quel momento il visitatore aveva giudicato fuori luogo, gran parte delle sue domande. Per esempio, quelle in cui il professore cercava di apurare se Wilcox facesse parte di un culto o di una società segrita. E il giovane non era riuscito a capire le promesse di discrezione offerte in cambio di una sua eventuale ammissione in questo senso, vale a dire la partenenza a una setta mistica o neopagana. Quando il professorengel si convince che il suo ospite non sapevani enti di culti proibiti o di conoscenza nefaste, lo prego di riferirli tutti i sogni che avveste fatto in seguito. E questo, diei dei suoi frutti. Dopo il primo incontro il mano scritto registra una serie di visite quotidiane del giovanootto. Durante le quali, fu possibile ricostruire incredibili visioni notturni. L'elemento centrale era sempre lo stesso. Un tremendo panorama di megaliti ne riestarillanti, una voce sotterranea o intelligenza che fosse, da quale gridava frasi monotone e denigmatice. Assolutamente indescrivibili, se non in termini di chaos. I due suoni ripetuti più spesso erano quelli resi dai gruppi di lettere "ktulu" e "relie". Il 23 marzo continuava il mano scritto. Wilcox non si era presentato. Da domande fatte nella casa in cui abitava, era risultato che in seguito a una misteriosa forma di febbre, i suoi lo avevano riportato nella casa paterna di Waterman Street. Durante la notte, il giovane aveva urlato, svegliando parecchi artistiche abitavano nelle difficili. E, dal lora, le fasi di coscienza si erano alternati a quelle di delirio. Mi ozio aveva telefonato a Wilcox e aveva seguito il caso attentamente. Spesso, per sapere ne di più, chiamava lo studio del Dr. Tobby in Taylor Street, perché questi era il medico curante. La mente sovrecitata del giovane indugava su particolari straordinari e il dottore rabrivediva nel riferirli. Non solo rivedeva quello che aveva già sognato, ma parlava ora di una creatura gigantesca, alta chilometri, che camminava o torreggiava su tutto. E nessun caso Wilcox aveva descritto l'oggetto. Malefrasi smozicate, riferite dal Dr. Tobby, convincerò il professore che doveva trattarsi della stessa monstruosità che il giovane aveva cercato di riprodurre nella scultura d'argilla. Gli accenni alla creatura aveva aggiunto Tobby, invariabilmente preludevano a una sorta di letargo in cui il giovane si rifugiava. La sua temperatura non era salita di molto, ma questo era strano, perché le condizioni generali facevano pensare a un caso di febbre più che a disordini mentali. Il 2 aprile, verso le 3 del pomeriggio, ogni traccia della malattia di Wilcox, c'è su all'improvviso. Sedette in mezzo all'etto, sorpreso di troversi a casa, e del tutto egnaro di quello che aveva sperimentato in sogno o nella realtà, a partire dalla notte del 22 marzo. Di chiarato guarito, tornò nella sua abitazione in capo a tre giorni, ma al professore Angel non fu più di nessuna utilità, con il ritorno della salute, erano finiti sogni misteriosi, e mio zio aveva smesso di tenerni conto, dopo aver trascritto per circa una settimana comunissime visioni. Qui finiva la prima parte del mano scritto, ma i riferimenti contenuti nelle notte, mediederò da pensare. Anzi, solo l'innato scegdicismo che allora costituiva la base della mia filosofia, può spiegare la sfiducia che seguitavo a nutrire nei confronti dell'artista. Le notte in questione riguardavano sogni di varie persone verificati si nello stesso periodo del malessere di Wilcox. Mi ozio, a quanto pare, aveva rivolto un fiume di domande a tutti gli amici che poteva interrogare senza sembrare impartinente. Quello che gli interessava erano i sogni bizzari, e le date in cui si erano verificati. Le domande erano state accolte in vario modo, ma il professore aveva ricevuto più risposte di quelle che è un uomo senza l'aiuto di una secretaria potesse ordinare. La corrispondenza originale non era a Clusa al mano scritto, ma le notte dell'ozio ne fornivano un esoriente e illuminante compendio. Gli uomini da Fari e quelli socialmente più in vista, il cosiddetto sale del New England, aveva rivoluto un po' di scegli. avevano dato risultati quasi sempre negativi. Sebbene qua e là si fossero verificati casi di inquietudine notturna, nel periodo che andava dal 22 marzo al 2 aprile, lo stesso in cui il giovane Wilcox aveva delirato. "Li uomini di scienza, erano stati colpiti maggiormente. Quattro casi un po' baghi facevano pensare alla visione di paesacistra ordinari, e in uno si accennava alla paura di qualcosa di anormale. Le risposte più pertinenti erano venute senza altro da artisti e poeti, e se i rispettivi sogni fossero stati messi a confronto sarebbe scopiato il panico." Così come stavano le cose, e in assenza delle lettere originali, sospettavo che mio zio avesserei volto le domande e ordinato le risposte, in modo da corroborare un'idea che si era già fatto. Per questo continuo a pensare che Wilcox venuto a sapere in qualche modo delle vecchie informazioni del Professor Angel, avessi tentato di farli uno scherzo di cattivo gusto. Le risposte degli uomini d'arte raccontavano una storia alarmante. Dal 22 febbraio al 2 aprile, gran parte di loro aveva sogniato cose stranissime, e l'intensità delle visioni. Olen Shannon Maldonado, cäsintehti a artesanitua teita myüven jaui laiacopan perusta. Valitsi in Shopify, cosca alusto e a testa testani totesi in sen ehdottomasti ihtexi helpocayttöisimmista alustoista. Kaiki myntiin tarvittava työkalut, cutenvaraston su un nittelu, ovatkatevasti dashboardissa. Aloita il main in cokei l'u shopify piste komsi vustolla. Si era fatta decisamente più forte durante il periodo che corrispondeva al delirio di Wilcox. Più di un quarto di quelli che avevano qualcosa da raccontare parlavano di scenari e suoni caotici, non diversi da quelli descritti da Wilcox, e alcuni ammettevano di aver temuto la cosa gigantesca indefinibile che appariva alla fine del sogno. Un caso che le note riportavano con énfasi era particolarmente triste. Il sogniatore, un noto architetto con la passione della teosofia e dell'ocultismo, in pazilo stesso giorno in cui Wilcox si era ammalato, e morì alcuni mesi dopo, orlando che voleva essere salvato da un demone sfuggito all'inferno. Se mio zio avesse trascritto i nomi dei suoi corrispondenti, invece che riferirsi ad essi con dei numeri, avrei cercato di ottenere prove e conferme con un indagine personale. Così, riusciè a rintracerne solo una minima parte e costoro confermarono a pieno il contenuto delle note. Mi sono chiesto spesso. Se tutti coloro che il professorengel aveva interrogato, si fossero meravigliati a stubiti come la piccola percentuale da me individuata. Ma, è meglio che nessuno sappia qual sia la spiegazione di questi incubi. I ritagli di giornale, come ho detto, riguardavano casi di panico, folia e decentricità nel periodo in questione. Il professorengel deve essersi servito di un'agensia, perché il numero di ritagli era inmenso e la provedienza il mondo intero. C'era un suicidio notturno avvenuto all'ondra, dove un uomo che dormiva da solo si era buttato dalla finestra dopo un orribile urlo. C'era una lettera semifolle, indirizzata al direttore di un giornale sudamericano, in cui un fanatico predecceva rovina per il mondo, in base a ciò che aveva visto in sogno. Un dispaccio dalla California parlava di una colonia di Theosophy che aveva indossato in massa una tunica bianca per prepararsi alla solita "data gloriosa", che non viene mai. Intre alcuni reportaggi dall'India, riferivano una strada di ordinaria in quietudi nei frainativi verso la fine di marzo. Le orge vudusi erano moltiplicate ad aiti, in Africa si segnalavano minacciose insorgenze. Funcionari americani nelle filippine avevano costatato nello stesso periodo, maggior turbolenza in alcune tribù. E a New York, la notte fra il 22 e 23 marzo, un gruppo di poliziotti era stato assalito dalla "Le vantini isterici". Anche la parte occidentale di Rlanda era piena di fantastici e voci e di cerie, mentre alzano una di primavera di parigi del 1925, un pittore visionario di nome Arduabonne aveva esposto un blasfemo paesaggio nirico. Tanto numerosi erano i casi di requitezza negli ospedali psichiatrici che solo un miracolo può aver impedito agli ambienti medici di tracciare i debiti parallelismi e trarre le incredibili conclusioni. Una raccolta di fatti straordinari, tutto sommato. riesco appena a credere di averli valutati all'epoca con tanto freddorazionalismo. Ma allora ero convinto che il giovane Wilcox havesse voluto fare uno scherzo al professore, approfittando delle sue bizzarre conoscenze. Capitolo 2. Il racconto dell'ispetore e le grasse. Tali conoscenze formavano la seconda parte del mano scritto. Erano il motivo che aveva spinto il professore Angel a provare un così vivo interesse per il sogno dello scultore e per il basso li evo dargilla. Gia una volta, il vecchio studioso aveva visto la sagoma del mostro. E già una volta si era interrogato sui misteriosi gerollifici. Anche il nome, "ktulu", lo aveva già sentito in relazione a qualcosa di così straordinario e terribile che non c'era da meravigliarsi si aveva sommerso il giovane Wilcox, di domande e richieste di informazioni. La precedente esperienza risaliva al 1908, 17 anni prima, quando l'american archeologica al society aveva tenuto il suo convenio annuale a Seignius. Il professore Angel, come si conveniva a un uomo della sua autorità e posizione academica, era stato tra i principali rellatori e uno dei primi, a essere avvicinati dai numerosi spettatori, che approfittavano dell'occasione, per porre domande, e ottenere la soluzione di problemi personali con l'aiuto di esperti. Il più interessante di questi esterni, e colui che ben presto era diventato il centro d'attenzione del convenio, era un uomo di mezzeta dall'aspetto assolutamente ordinario, che era venuto da New Orleans per ottenere certe informazioni particolari e non disponibili in loco. Si chiamava John Raymond Legras, di professione, ispettore di polizia, portava con sé il motivo della sua venuta. Un antichissima statuetta di Pietra, di cui non riusciva a determinare l'origine. Non che l'ispettore avesse il minimo interesse per l'archeologia, anzi, e il suo desiderio di chiarimenti, deriva da motivi strettamente professionali. La statuetta, idolo o fetticcio che fosse, era stata rinvenuta alcuni mesi prima tra le paludie a sud di New Orleans, durante una retata che aveva interrutto una c'è Rimonia Budu, o quella che si ritenneva tale. Ma i riti praticati dei fedeli, erano così orribili che la polizia si erare sa conto di essersi invattuta in un culto completamente sconosciuto, e più tremendo delle peggiori pratiche africane. Sulle origini del fenomeno, a parte poche e vague allusioni e storti e fermati, non era stato possibile scoprire nulla. Di qui era nata per la polizia, la necessità di trovare una risposta che la aiutasse a collocare lo spaventoso simbolo, su un adeguato sfondostorico. Solo in questo modo, si poteva sperare di risalire agli origini del fenomeno. L'ispettore le grasse, non era preparato alla sensazione che la statuetta aveva provvocato fralli studiosi. Ma era bastato il vedere la, perché la semblia più ambasse in uno stato di anormale accitazione. E il poliziotto si trova se letteralmente circondato da chi voleva osservarla meglio. Era così bizzara, così abbissalmente antica, che suggeriva visioni arcaiche e portentose. Non era frutto di nessuna scuola di scultura conosciuta, ma rimaneva la terribile testimonianza dei secoli, dei millenni, trascorsi sulla superficie verdastra di pietra misteriosa. L'iscienziati si erano passati la statuetta di mano in mano. Alta tra i 15 e i 20 cm era realizzata con una tecnica squisita, e rappresentava un mostro dalla forma vagamente antropomorfa, ma con una testa di piuovra, il cui volto era costituito da una massa di tentacoli sensori. Il corpo era scaglioso e flaccido. Le zampe anteriori e posteriori culminavano in artigli sorprendenti. Dalla schiena spuntavano due ali lunghe e strette. La creatura, che sembrava imbevuta di una malvagita in naturale, era gonfia e corpulenta. E stava sinistramente acquattata su un blocco o piedi stallore tangolare, coperto di carattere indeci fraibili. Le strimità delle alito cava all'orlo posteriore del piedi stallo. La schiena occupava il centro, mentre gli artigli lunghi e curvi delle zampe anteriori si teniamano agrapati al burdo, sporgendo per un quarto dalla base. La testa ce fa l'opode, era piegata in avanti. In modo che le stesse tramità dei sensori facciali sfiora sero il retro delle zampe, quasi all'altezza delle ginocchia. L'aspetto complessivo era anormalmente vivo, e tanto più spaventoso in quanto non si sapeva nulla della sua origine. L'età della statueta era incalcolabile, ma certo enorme e tale da incutere un senso di timore reverenziale. Non c'era un solo indizio che permette se di accostarla a una qualsiasi forma d'arte degli alborri della civiltà o di altre epoche. Separata da tutto, e diversa da tutto, era lavorata in un materiale che a sua volta costituiva un mistero. Pietra verde, quasi nera, lucida e scivolusa, con venature d'oro, un enigma per la minera logia. I caratteri alla base erano igualmente misteriosi. Nessun membro del convenio riuscia a far sì la minima idea sulla famiglia linguistica degli diagrammi. Anche se fre presenti, vi erano alcune delle massime autorità mondiali. Proprie come la statua e il materiale di cui era fatta, i simboli appartenevano a un'epoca incredibilmente remota e che non aveva nulla che fare con la storia dell'umanità. Un era che faceva pensare ai secrabili forme di vita, a essere con cui il nostro mondo e le nostre idee non hanno nulla in comune. Eppure, mentre la maggior parte dei convenuti scoteva la testa e confessava la propria incapacità a risolvere i problemi dell'ispectore, si fece avanti un uomo che pensava di aver scorto qualcosa di stranamente familiare sia nella statuetta che ne gierogliifici. Si trattava del compianto William Channing Webb, professore di antropologia all'università di Princeton e desploratore di NUM POCAFAMA. Perustin Pioere il luvateita valmistavan ornoti in vuonna 2013. Mielesteni parasta Shopify sa on se, että voime harioittà liigetto eminta a Irman Tecnista osaamista, voime hallinoida yrityksen tausta iaristelmi ai affrontendi a sekà myrre vercossa, vaivatta. Jos Shopify olisi pioerello varuste, sull'isimielesteni itse polku pioere. Silla asiat hoidetaa, e mei da liigetto eminta me hoituo Shopify. Aloita il main-en-coqueilu, Shopify piste com si vustolla. 48 anni prima, il professor Webb aveva compiuto una spedizione in Groellandia e Islanda, in cerca di certe iscrizioni runiche, che non era riuscito a trovare. E mentre risaliva la costa della Groellandia occidentale, si era embattuto in una strana tribù, o meglio setta, di eschimesi degenerati, la cui religione consisteva in una specie di adorazione del diavolo. Sanguinario e disgustoso, il culto aveva impressionato il professore, anche perché si trattava di una fede che gli altri esqui mesi conoscevano poco, e che a loro volta, menzionavano con orrore. Era sorto di cewano in epoche incredibilmente antiche, prima che questo mondo fosse creato. A parte irriti mostruosi e i sacrifici umani, il culto si basava su alcuni rituali trasmessi di generazione e generazione, e che avevano come oggetto un demone supremo dell'antichità, o torna suc. Di queste cerimoni e professor Webb aveva ottenuto una minuziosa trascrizione fonetica, da un vecchio "ange-cock" o "maggosa-cerdote", adattando come meglio poteva le lettere dell'alphabet latino ai suoni che aveva uditto. La setta venerava a un feticcio, intorno a cui fedeli danzavano, e la cui importanza sembra ora tanto più rilevante. Le danze cominciavano di giorno, appena l'aurora tingeva le pareti di ghiaccio. Il professore riferì che il feticcio era un rozzo bassorilevo di Pietra, che comprendeva un'orribile immagine e una serie di segno misteriosi. Per Webb si trattava di una copia rudimentale dell'essere animalesco che l'ispectore aveva mostrato agli archeologi. Questa informazione era no state ricevute dagli altri membri con Anzia e con sorpresa. Ma per l'ispectore le grassi si erano dimostrate anche più interessanti. Aveva rivolto una lunga serie di domande al suo informatore. E dato che aveva con sé la trascrizione di una cantilena, recitata dai sacrileghi arrestati a New Orleans, si era rivolto a Webb, chiedendoli di ricordare con la maggiore sattezza possibile, le silla be sentite fra gli esquimesi. Era seguito un esauriente raffronto dei particolari. E quando il poliziotto è lo scienziato, si erano trovati d'accordo sulla cantilena centrale, comune a due sette così lontane nello spazio e nel tempo. Sul luttorio era calato un silenzio colmo di aspettativa. Ciò che gli stregoni esquimesi e i sacerdoti della Louisiana avevano cantato e rispettivi idoli, era qualcosa di simile a questo. La divisione fra le parole era ricavata dalle pause della voce, quando la cantilena veniva a salmodiata dal vivo. Pnglui Mangalvnaff, ctuluhlivgnagglvtagn. Le grasse aveva un punto di vantaggio sul professor Webb, perché alcuni dei suoi prigionieri gli avevano spiegato il significato della frase, che secondo i vecchi celebranti era più meno questo. Nella sua dimora ha Rellie, il morto ctuluh, attende sognando. Poi, in risposta alla curiosità dell'oditorio, l'espertoria aveva raccontato nei particolari, la sua esperienza con la setta delle paludi. A qui mio zio attribui va grande significato. Il racconto aveva alcune qualità dei sogni più arditi, quelli dei mitografi e dei teosofi. E pareva il frutto di un'immaginazione straordinaria Cosmica, che non ci si aspetterebbe di trovare fra dei pari e fuori legge. Il 1 novembre 1907, la polizia di New Orleans aveva ricevuto una serie di preoccupanti chiamate dalla regione delle paludi e degli acquitrini a sud della città. Discottere della zona, gente primitiva, ma di bom temperamento, che discendeva dagli uomini di la fit, erano in preda al terrore, a causa di un fenomeno che si era abattuto sulla comunità durante la notte. Si trattava di magia avuto, ma più terrificante di quella che avessero mai conosciuto. E alcune donne e bambini erano scomparsi, dopo che il sinistro tamburo aveva cominciato a rullare nei boschio scuri, dove nessuno si era mai avventurato. C'erano state grida e urla bestiali, canti da far gelare il sangue e fiamme misteriosa che danzavano nel buio. Il porta voce della comunità terrorizzato aveva detto che la gente non ce la faceva più. Così, un gruppo di venti poliziotti, sistemati su due camionette e un'automobile, si erano in ultrati nella regione durante il pomeriggio, con lo scuotter terrorizzato come guida. Alla fine della strada carrozzabile erano smontati e per chilometri avevano continuato nell'acqua e nel silenzio delle paludi, fra i terribili boschi di cipressi, dove non spuntava mai il giorno. Erano stacolati dalle radici sporgenti e dalle lele ane di muschio che pendevano sulle loro teste. Editanto intanto, un cumulo di Pietre Viscide o il frammento di umuricciolo veniva ad accrescere col suo richiamo d'abitazioni malzane, il senso di depressione, creato dagli alberi deformi e dalle isolette di funghi. Finalmente il villaggio degli scuotter era parso. Un miserabile cumulo di capanne, che gli abitanti ridotti all'istirismo avevano abbandonato immediatamente per stringersi intorno alle lanterne portatili dei poliziotti. Molto il lontananza si avvertiva il suono smorzato dei tamburi e quando il vento cambiava direzione, portava volte un urlo strozzato. Attraverso la vegetazione pallida che occhieggia a valdilati infinite gallerie nella foresta notturna, filtrava un bagliore rossastro. Rilluttanti, al pensiero di essere lasciati soli un'altra volta, gli scuotter avevano categoricamente rifiutato di avanzare di un solo centimetro verso la scena del culto pagano. Di conseguenza, gli spettore le grassi, i suoi 19 colleghi, erano scivolati, senza guida, nelle orri e gallerie della giungla, dove nessuno di essi si arra mai spinto prima. La regione in cui la polizia entrava in quel momento, godeva per tradizione, di cattiva fama. Nessun bianco la aveva attraversata per intero e in sostanza rimaneva sconosciuta. Circolavano le gende sull'agon ascousto e che nessun mortale aveva mai visto, in cui abitava un'informe, in menza creatura, simile a un polpo, con gli occhi luminosi. Gli scuotter mormoravano che a mezzanotte, da profonde caverne nella terra, uscirò i demoni colliali da pipistarello che l'adoravano. Dicevano che il mostro abitasse nell'ago da prima diberville, la sall e gli indiani. Prima delle bestie normali e degli ucelli del bosco. Era link hubo personificato e vederlo, significava morire, ma a volte suscitava negli uomini sogni bizzari. E questo, li tenevano anni. L'attuale c'è Rimonia Vudusi svolceva ai confini di questa zona maledetta, un fatto già sufficiente, per incutere le peggiori paure. Forse, gli squadre erano rimasti impressionati dal luogo del raduno, più ancora che dai rumori agghiaccianti e dalle sparezioni. Solo un po' è ta un folle, avrebbe potuto descrivere i suoni che le grasse e sui uomini udivano avvicinandosi. Dalla vegetazione filtrava sempre un bagliore rossastro e i tamburi e che già vanno vattati. Ci sono qualità vocali tipiche e degli uomini e altre delle bestie. È terribile odire le une, quando la fonte dovrebbe invece essere l'altra. Furia animalesca e gemiti dorgasmo salivano avvette accutissime. Urla e grida di piacere, la ceravano il bosco notturno e che, già in no come tuoni pestilenziali, usciti dall'inferno. E da quello che sembrava un coro di Rauki Cantori, si levava, l'orrenda cantilena rituale. Punglui, Magal, Nuff, Tulluralli, Vagnagl, Vagn. Poi, gli uomini che avevano raggiunto un punto in cui gli alberi erano più radi, si erano trovati davanti allo spettacolo vero e proprio. Quattro agenti si erano sentiti mancare. Uno era svenuto e due avevano cacciato un urlo di terrore che per fortuna era stato attutito dalla folle cacofonia dell'orgia. Le grassi aveva buttato dell'acqua di panude sulla faccia dell'uomo svenuto e tutti avevano cominciato a tremare, come e hypnotizzati dall'orglore. In un tratto relativamente più ampio della palude, sorgeva un isolotto erboso del diametro di un acro, senza alberi e passabilmente asciutto. Sull' isolotto danzava e si dimenava freneticamente un'orda indescrivibile di anormali che solo un sime o un angarola avrebbero potuto dipingere. Questi ibridi nudi urlavano, ranto l'avano. Si torcevano intorno a un grande fuoco circolare, al centro del quale svelato da occasionali aperture nella cortina di fiamme, sorgeva un monolito granitico, alto almeno 3 metri. Incima al monolito e bizzarla nella sua piccolezza, troneggiava la statuetta del mostro. Da un circolo di 10 forche distanziate ai intervalli regolari, pendevano attesta in giù, i corpi martoriati degli scotters comparsi. I celebranti danzavano e gridavano all'interno di questo cerchio, e la direzione generale del movimento era da sinistra a destra, in un'interminabile baccanale che andava svolgendosi fra il circolo dei cadaviri e quello del fuoco. Forse era stata solo immaginazione, o forse è l'ecco, ma uno dei poliziotti, un'impressionabile spagnolo, aveva creduto di udire una specie di afuna risposta alle frasi del rituale. La sua provenienza era un punto lontano e non illuminato in mezzo al bosco fitto di leggende e d'orrore. In seguito, incontrai personalmente il poliziotto, certo Joseph D. Galvez, e quando lo interrogai, mostro di avere un insospettata immaginazione. Si spinse fino al punto di alludere a un battito di grandi ali, alla vista di un paio docciluminosi, e alla fugevole apparizione di un'alta sagoma, oltre gli alberi più lontani. Ma probabilmente, aveva dato troppo ascolto alle superstizioni locali. In realtà, la pausa dei poliziotti era stata piuttosto breve. Il dovere veniva per primo, e sebbene la folla dei celebranti fosse composta dalmeno un centinaio di persone, gli agenti avevano le armi da fuoco, e non avevano esitato a invadere la scena della disgustosa cerimonia. Per cinque minuti, il caos e il fracazzo erano stati indescrivibili. Volavano pugni, pallottole, i celebranti scappavano. Alla fine però, le grasse era riuscito ad arrestare 47 persone, che aveva costretto avvestirsi rapidamente, e a mettersi in fila fra due cordoni di agenti. Cinque appartenenti alla setta erano morti, e due feriti erano stati messi subarelle di fortuna, trasportate dai loro compagni. La statuetta sul monolito, naturalmente, era stata presa dall'ispectore, e se quest'rata. Esaminati alla centrale dopo un viaggio di ritorno stancante e difficile, i prigionieri si erano rivelati uomini di specie molto bassa, quasi tutti sangue misto o devianti. Per la maggior parte si trattava di marinai, con una percentuale di negri e mulatti, che venivano dalle indie occidentali, dalla braga portoghese e dalle isole di capoverde. Era questo adare una coloritura di Voodoo, a un culto altrimenti heterogeneo. Prima che l'interrogatorio si fosse concluso, era stato chiaro che il credo di quella gente aveva a che fare con qualcosa di molto più antico e profondo del feticismo negro. Per ignoranti e degradati che fossero, i prigionieri si erano attenuti con notevole querenza, ai punti centrali della propria orrendafide. Adoravano, stando alle loro parole, i grandi antichi che erano vissuti molto prima della comparsa dell'uomo e che erano giunti su questo giovane mondo dal cielo. Ora i grandi antichi erano scomparsi nel profondo della terra e sotto i mari. Ma i loro cadavari avevano rivelato ai primi uomini, insogno, i segreti che bisognava conoscere. Dallora il culto non si era estinto. I prigionieri avevano a messo di farne parte, aggiungendo che esso era sempre esistito e avrebbe continuato a esistere nei deserti e nelle zone oscure del mondo, fino al giorno in cui il gran sacerdotectulu, sotto dalla sua casa nell'immensa città sommersa di Rilly, avrebbe riconquistato la terra al suo potere. E quel giorno, quando le stelle fosterò state pronte, e gli avrebbe chiamato e i suoi adoratori, lo avrebbero liberato. Nell'attesa niente altro bisognava dire, c'erano segreti che nemmeno la tortura sarebbe riuscita e storcere. Una cosa era certa. L'umanità non era la sola forma di vita dotata di coscienza su questa terra. Dal buio, sorgevano forme che visitavano i fedeli e che tuttavia non erano quelle dei grandi antichi perché nessun uomo li aveva mai visti. L'idolo di Pietra rappresentava il grande cittulo, ma non era possibile dire se gli altri gli sommigliassero. Nessuno era in grado di leggere l'antica scrittura, ma le informazioni passavano di bocca in bocca. Il rituale che celebranti cantavano non era segreto. Il vero segreto non veniva mai detto ad alta voce, solo sussorrato. La cantilena che i poliziotti avevano sentito significava questo. Nella sua casa, a relli e il mortoctulu, attende sognando. Solo due prigionieri erano stati giudicati sani dimenti e impiccati. Gli altri erano stati avviati a varie istituzioni. Tutti negavano di aver partecipato agli omicidi rituali e sostenevano che i veri uccisori fossero quelli dalle ali nere, convenuti sul luogo di cerrimonia dal loro antichissimo punto di radurone i boschi. Su questi fantastici alleati non era stato possibile ottenere informazioni cuarenti. E ciò che la polizia aveva potuto ricostruire si doveva in cramparte a un vecchissimo meticcio di nome castro, il quale sosteneva di aver visitato strani porti e di aver parlato con i capi immortali della setta, nelle montagne della cina. Il vecchio castro ricordava frammenti di una tradizione, a confronto della quale le speculazioni dei teosofi impallidivano. E nel cui ambito luomo e il suo mondo sembravano cose e fimere e appasse sulla scena solo di recente. Per interminabile era, altre creature avevano dominato la terra e edificando possenti città. I loro segni avevano detto i cinesi immortali al vecchio castro. Si potevano ancora vedere nei megaliti che sorgevano sulle isole del pacifico. Gli antichi erano morti milioni d'anni prima che nascesse luomo, ma c'erano arti che li avrebbero resuscitati quando le stelle fossero tornate nella giusta posizione lungo il ciclo dell'eternità. E si erano venuti dalle stelle, portando le proprie immagini con sé. I grandi antichi aveva proseguito castro, non erano composti di carne e sangue. Avevano sì una forma corporia, non lo provava la statuetta forgiata su altri mondi, ma non si trattava di una forma materiale. Quando le stelle assumevano la giusta posizione, esci potevano calarsi da un mondo all'altro del firmamento, ma quando la configurazione non era provizzia, esci non potevano vivere. Sebbene fossero scomparsi da era incalcolabili, non erano veramente morti. Giaccevano tutti in case di Pietra nella vasta città di Rellie e gli incantesimi del grande cittulu, li conservavano per il giorno della gloriosa resorrezione. delle la terra sarebbero state pronte di nuovo. Arrivato quel momento, ci sarebbe voluta una forza esterna per liberare i loro corpi, già che l'incantesimo che li conservava intatti impedivano loro di fare la prima mossa. Dovevano limitarsi a giacere nel buio, svegli, mentre passavano milioni danni. Pensavano e sapevano tutto ciò che accadeva nell'universo, perché la loro forma di comunicazione era la telepatia e anche ora parlavano nelle rispettive tombe. Quando, dopo infiniti era di caos e primi uomini avevano fatto la loro comparsa sulla scena, i grandi antichi avevano comunicato con i più sensibili influenzandone i sogni. Sono così, loro linguaggio poteva raggiungere elementi di carne e dei mammiferi. Poi aveva bisbiliato castro. Quei primi adepti avevano fondato il culto entorno ai piccoli idoli esibiti dagli antichi. Idoli che provenivano da oscure regioni dello spazio e da stelle nere. Il culto non sarebbe scomparso, finché gli astri non avessero occupato la giusta posizione. Dopodiché, il cryptos acerdoti avrebbero sottratto il grande ctulo alla tomba e degli avrebbero svegliato i suoi sudditi e ripreso il dominio della terra. Sarebbe stato facile riconoscere quel tempo, poiché per allora l'umanità si sarebbe comportata come i grandi antichi. Libera, essenza freni, al di là del bene e del male, con legge e morale gettate da parte. Avrebbe passato il suo tempo a bestemiare, uccidre e ad abbandonarsi al piacere. I grandi antichi, liberati, avrebbero insegnato all'uomo nuove bestimmi, nuove modi di uccidre e di provare i piacere. E tutta la terra sarebbe bruciata in un locausto di estasi e di licenza. In attesa di quel giorno, e mediante una serie di eriti appropriati, la setta doveva mantenere vivo il ricordo degli antichi metodi e profetizzare il loro ritorno. Nei tempi dei tempi, individui scelti avevano parlato insonnio con i grandi antichi nelle loro tombe. Poi, la grande città di relli si era inabissata con i suoi monoliti e i suoi sepolcri di Pietra. E le acque, denze del mistero primordiale, attraverso qui nemmeno il pensiero può filtrare, avevano impedito quella forma di comunicazione sopra naturale. Ma il ricordo non era scomparso. E i sacerdoti dicevano che la città sarebbe riemerza quando le stelle avessero ripreso la vecchia configurazione. Nel frattempo erano dilagati dal profondo gli spiriti in mondi della terra, corrutti e a volte dall'ombra. Carichi di notizie orribili raccoltenne le cavità dimenticate sotto il fondo del mare. Ma di questo il vecchio castro non lo sava parlare. E anzi si era interrotto all'improvviso, e nelle minacce, nella persuasione avevano potuto convincerlo a dire di più in quella direzione. Un'altra cosa di cui si era rifiutato di discutere erano le dimensioni dei grandi antichi. Mentre aveva messo che il centro del culto era probabilmente il deserto da rabbia, dove sogna la segreta Irem, città delle colonne. La religione europea delle streghie era completamente stranea al culto degli antichi, che a parte per i suoi membri poteva considerarsi sconosciuto. Nessun libro vi faceva riferimento, anche se i maestrici nesi avevano spiegato a castro che nel necronomico dell'arabopazzo Abdul al Azred vi erano certi d'oppi sensi che l'iniziato poteva interpretare come credeva. In particolare gli avevano ricordato il discusso distico che recita. Non è morto, ciò che in eterno può attendere e col passare degli eoni anche la morte può morire. Le grassi, profondamente impressionato, aveva cercato di dare una collocazione storica alla settra, ma in vanno. A quanto pareva castro aveva detto la verità, sostenendo che era un culto segreto. Le autorità della Thioleini Universiti non erano riuscite a farluce né sul gruppo, né sulla statuetta, e ora il poliziotto si era rivolto alle maggiori autorità del paese. Il professor Webb li aveva fornito qualche elemento, con la sua storia della spedizione ingroellandia. Le interesse su città ho fra gli escienziati, dal racconto di le grasse e dalla statuetta, e dimostrato dalla successiva corrispondenza fra alcuni di loro. Tuttavia, nelle pubblicazioni ufficiali della società archeologica vi sono minimi riferimenti, perché la cautela è la preoccupazione maggiore di chi deve fare i conti con la charlataneria e l'impostura. Per qualche tempo, le grassi aveva prestato la statuetta al professor Webb, ma alla morte di questi era tornata all'ispectore. Attualmente è in suo possesso, lo vista io stesso, non molto tempo fa. È una cosa veramente terribile. Molto simile, alla scultura, fa tta in sogno dal Giovane Wilcox. Non mi meraviglierei che mio zio fosse rimasto impressionato dalla storia dello scultore. Cosa doveva aver provato, conoscendo le informazioni di le grasse, nell'incontrare un giovanouto che non solo aveva sogniato la figura mostruosa e i gerollifici intagliati alla base, ma aveva anche udito, in sogno, almeno tre parole della formula recitata dall'istregonia e sui mesi e dai degenerati della Louisiana. Che il professor Angel si fosse embarcato in una ricerca personale, era comprensibile. Ma io continuavo a sospettare che il Giovane Wilcox, avesse sentito parlare del culto per conto suo e avesse inventato una serie di sogni per infittire il mistero a spese di mio zio. I resoconti dei sogni e i ritagli di giornale messi insieme dal professore, fornivano ovviamente forti prove a favore. Ma il mio razionalismo e la stravaganza dell'argomento, mi inducerò ad adottare tutte altre conclusioni, le uniche che mi sembra essere osensate. Dopo aver esaminato il mano scritto e aver confrontato le noti antropologico e soterie che con il racconto dell'ispectore le grasse, feci un viaggio a provvidenze per cercare lo scultore e dirgli il fatto suu' per aver frodato un uomo anziano e derudito come mio zio. Wilcox viveva da solo nel palazzo Flair de Lise in Thomas Stritt, una rende emitazione vittoriana dell'architettura Breton e del Dishassettismo Seculo, che in albera la sua facciata brocca tra le splendide case coloniali dell'antica collina, e proprio sotto l'ombra del più bel campanile e georgiano d'America. Lo scultore era lavoro, e dalle opere che affonlavano lo studio dovete ammettere che possedeva dell'autentico genio. Un giorno verranno verato credo fra i grandi decadenti, perché è riuscito a cristallizzare nell'argilla e in seguito nel marmo, gli incubi fantastici Cikertur Machen ha evocato in prosa, e Clarkaston Smith ha resovisibili nei suoi versi e disegni. Bruno, fragile e in un certo senso disordinato nell'aspetto, si volto con una qualche pigrizia al mio bussare. Senza alzarsi, chiese che cosa volessi, e quando gli ebbidetto chiero, mostro subito interesse. Mi odio, con le bizzarre domande sui sogni di cui non aveva mai chiarito lo scopo, aveva accesso la curiosità dell'artista. Mi guardai bene dall'illuminarlo, ma con qualche astuzia cercai di farlo parlare. In breve, mi convinci della sua assoluta sincerità, perché raccontava i sogni in modo da non lasciare adito a dubbi. Le visioni che aveva avuto, e il residuo che avevano lasciato nell'inconso, erano stati l'influsso principale sulla sua arte. Mi mostro una statuetta orripilante, il cui aspetto scaturiva dalle più nere fantasie, e che mi fece tremare. Wilcox aveva visto l'originale di quella renda creatura solo nel basso rilevo che aveva fatto in sogno, ma quando aveva scolpito la nuova versione, i contorni si erano formati da soli fra le sue mani. Si trattava senza altro della sagoma gigantesca di cui aveva delirato durante la malattia. Mi fucchiaro inoltre, che non sapeva nulla del culto segreto, a parte ciò che gli aveva detto mio zio. Ed era pochissimo. Mi sforzai di immaginare in che modo, avessi acquisito le sue fantastici canozioni, ma non approdai a nulla. Mi parlava dei sogni che aveva fatto con un lingua giostrano e poetico. Mi fece vedere con terribile chiarezza l'enorme città fangosa di pietra verde, e aggiunze in modo enigmatico, che la sua geometria era completamente sbagliata. Mi sembrava quasi di udire, impaziente, e terrorizzato allo stesso tempo, l'incessante richiede momentale che veniva dal sottosuolo. "Ctulu" "Ftagen" "Ctulu" "Ftagen" Erano parole che facevano parte del terribile rituale in cui si parlava del morto ctulu, e della sua attesa nella cripta di pietra a relie. E nonostante il mio scetticismo, provai un attimo di emozione. Continuai a pensare che Wilcox aveva esaputo del culto in modo casuale, e se ne fosse dimenticato, confondendolo con le sue letture e fantasticerie, al tre tanto strane. In seguito, e per via emotiva, quello che sapeva si era trasfuso nei sogni, come nel caso del bassorilevo, E nel suo lavoro, come testimoniava la stato a che avevo appena visto. In questo senso, l'inganno nei confronti di mio zio non era stato intenzionale. Il giovanootto apparteneva a un tipo che era allo stesso tempo affettato e screanzato. E nel complesso mi piaceva poco. Ma del suo genio ed della sua buona feide non si poteva dubitare. Lo lascemi che volmente, e gli augurai tutto il successo che la sua bravura prometteva. La storia del culto segreto mi affascinava ancora. E a volte immaginavo di diventare e famoso, mettendo nei luci e origini e ramificazioni. Andai a New Orleans, parlai con le grassi e altri agenti che avevano partecipato alla vecchia retata. Vidi l'immagine spaventosa e interrogai pregionieri ancora vivi. Purtroppo il vecchio castro era morto da anni. Ma quello che sentivo ora di prima mano, pure essendo nient'altro che una conferma circostanziata di ciò che mio zio aveva scritto, mi ha cito moltissimo. Era sulle tracce di una religione autentica, segreta e molto antica. La cui scoperta avrebbe fatto di me un antropologo famoso. Il mio atteggiamento era quello di un materialista convinto. Come vorrei essere ancora. E ignorai con un incredulità che aveva del perverso. La coincidenza fra gli appunti che riguardavano i sogni e i bizarri articoli di giornale raccolti dal professorengel. Una cosa che cominciavo a sospettare e che adesso temo. E che la morte di mio zio non fosse avvenuta per cause naturali. Era caduto sul fianco della collina, nel tratto che sale dal quartiere del porto brulicante di stranieri e farabotti. Dopo che un marilayo di colore, gli aveva dato uno spintone. Non potevo dimenticare che sangue misto e marinai costituivano buona parte del gruppo arrestato e luisiana. E non mi sarei meravigliato di apprendere che esistevano oscurri metodi d'assassinio, per esempio aghi avvenati, antichi e misteriosi, quanto la setta stessa. Le grasse sui uomini questo è vero, erano stati lasciati in pace. Ma in Norveggia un marinayo che aveva visto troppo. È morto. E se le ricerche di mio zio dopo essere entrato in possesso delle informazioni di Wilcox fossero arrivati alle oriche smagliate. Penso che il professorengel sia morto perché sapeva troppo o perché stava per scoprire qualcosa di vitale. Se anch'io farò la sua stessa fine, resta da vedere. Perché ormai? Anch'io, so. Capito all'o terzo. La folia che viene dal mare. Se il cielo vuole farmi una grazia, mi permetterà di dimenticare le conclusioni a cui sono arrivato dopoverdato un vecchio articolo scovato per caso. È pubblicato su un giornale che copriva uno scaffale qualunque. Se lavesse il cercato di proposito, non sarei riuscito a trovarlo. Perché era uscito sull'Australiano Sidney Bulletin, il 18 April 1925. Ed era sfuggito persino all'agensia di stampa che si era adata da fare per soddisfare le richieste di mio zio. Avevo quasi abbandonato. Le ricerche su quello che il professorengel aveva abattezato culto di cittulu. Ed era andato a far visita un amico che viveva a Peterson, nel New Jersey. Curatore del locale museo era un erudito e un famoso minerologist. Un giorno, examinando gli esemplari di scorta, riposti alla meno peggio sull'iscafale di un deposito, avevo notato la strana fotografia, riprodotta in uno dei giornali sistemati sotto le pietre. Era il citato Sidney Bulletin, perché il mio amico aveva conoscenze dappertutto. La fotografia era la riproduzione di un'orribile statuetta di pietra, praticamente identica, a quella che le grassa aveva scoperto nelle paludie. Liberato il foglio di giornale, lo esaminai attentamente, e con una certa delusione costata che l'articolo era piuttosto breve. C'è che suggeriva, comunque, era della massima importanza per le mie ricerche ormai insabbiate. E dopo averlo ritagliato, mi preparai allazione. Il testo era il seguente. Misterioso relitto all'argo. La vigilante arriva in porto con un relitto al traino, quello di noi ottneo zelandese. Abordo solo un superstite, e un morto. Si parla di uno scontro disperato. Morte nell'oceno. Il marinaio superstite rifiuta di raccontare i particolari della straordinaria esperienza. Uno strano idolo, trovato in suo possesso. L'inchiesta. La nave vigilant, di proprietà degli armatori Morrison Co, e proveniente da Valparaiso, e arrivata questa mattina al porto di Darlin, dove ha aggettato l'ancora. Al suo traino, un'imbarcazione di stazza notevole e pesantemente armata. Ma ridotte in condizioni tali, da non poterte nere il mare. Si tratta del battello avapore Allert di Dune d'Inna, nuova zelanda. Avvistato il 12 aprile a 34 gradi 21 primi latitudini sud, 152 gradi, 17 primi, l'ongitudine ovveste. Con abordo due soli uomini, uno vivo, e uno morto. La vigilante ha lasciato Valparaiso il 25 marzo, e il 2 aprile è stata spinta molto più sud della sua rotta, da un violento oregano e da un de gigantesche. Il 12 aprile ha avvistato il relitto. Apparentemente deserto, ha una piattente spezione arrivata la presenza di un supersi, da in stato di delirio, e di un uomo evidentemente morto, da più di una settimana. Il sopravvissuto stringeva un orribile idolo di Pietra di origine sconosciuta, alto circa 35 centimetri. Sulla qui natura, le autorità delle università di Sydney, della Royal Society e del Museo di Collegiate, si dichiarano per presse. Il supersite dice di averla trovata nella cabina dello Yott, su un piccolo altare e scolpito alla stessa maniera. Dopo essere tornato alla lucidità, luomo, un orvegese di normale intelligenza, annome Gustavio Hansen, ha raccontato una singolare vicenda di violenza e pirateria. Il luomo di uno ufficiale a Borde de Loshunner, a due alberi Emma di Oakland, io Hansen è salpato su questa unità il 20 febbraio, da Callao, con un equipaggio di 11 uomini. Stando alle sue dichiarazioni, la Emma è stata bloccata e spinta molto più a Sud, della rotta abituale, dalla grande tempesta del primo marzo. Il 22 dello stesso mese ha avvistato l'Allert, a 49 gradi 51 primi, latitudini Sud, 128 gradi, 44 primi, l'ongitudini Ovest. Le equipaggio dello Yott era composto da una strana e poco raccomandabile c'urma di Kanaka e Sanquemisto. Quando gli uomini della Allert gli hanno intimato di invertire la rotta, il comandante Collins della Emma si è rifiutato e l'altra embarcazione ha aperto ferrocemente il fuoco con una pesante batteria di cannoni che fanno parte della sua dotazione. Il superstite afferma che gli uomini della Emma si sono difesi strenomente e anche se lo shune rimbarcava acqua perché colpito ripetutamente, le equipaggio è riuscito ad affiancare la nave nemica e attraiferirsi a bordo di essa. Nella battaglia che seguita, gli uomini della Emma sono stati costretti a uccidere i loro avversari che si battevano con c'è caviolenza, nonostante una certa guffagine. Tre uomini della Emma, tra cui il comandante Collins e il primo ufficiale Green, sono rimasti uccisi. Gli altri 8, sotto la guida di Johansen, si sono in padroniti dell'Oiott e lo hanno fatto proseguire nella sua rotta originaria per scoprire il motivo dell'intimazione dei pirati. Cioè che la Emma torna se indietro immediatamente. A quanto pare il giorno seguente l'Oiott è approdato su un'isoletta non segnata sulle carte. Se i uomini sono morti subito dopo aver toccato la riva, ma Johansen non sembra disposto a fornire altri particolari e si limita a dire che sono precipitati in un crepaccio. In seguito, insieme all'altro superstite, il secondo ufficiale si è trasferito sullo Iott e ha cercato di governarlo. Magli sforzi dei due uomini sono falliti durante la tempesta del 2 aprile. Da quel giorno, e fino al salvataggio ad opera della vigilante, ha venuto il 12 aprile, Johansen ricorda molto poco. Fra l'altro non è in grado di precisare quando si ha deciduto il suo compagno William Bryden. Il cadavere di quest'ultimo non rivella la causa della morte e si può supporre che sia stata dovuta a sfinimento e tensione. Comunicazioni giunte Edadunedin affermano che la Alert era ben nota nel commercio fra le isole e che godeva di cattiva fama negli ambienti del porto. Nera proprietario uno strano gruppo di sangue misto. I qui frequenti raduni e viaggino turni nei boschi sucitavano una certa curiosità. A quanto sembra, lo Iott era partito in fretta e fuori ad opo il terremoto del primo marzo. Il nostro corrispondente da Oakland ci informa che la M era considerata un ottima nave e che equipe. il pagio codeva della massima stima. Ioansen viene descritto come un uomo sobrio e degno di fede. La capitane ria ha promesso un'inchiesta che si aprirà a domani. Il suo obiettivo è Indoor Ioansen a rivela dei punti oscuri del drama. Questo era tutto. Insieme alla fotografia dell'idolo diabolico. Ma quale cattena di pensieri si è ramessa in moto nella mia mente? L'articolo rappresentava una vera e propria fonte di rivelazioni sul culto di cittulo. Ed mostrava che i suoi interessi si estendevano al mare oltre chi alla terra firma. Perché libri e due equipaggio dello yacht aveva ordinato la emma di invertire la rotta? Per quale motivo quegli uomini portavano con sé l'idolo mostruoso? Era veramente unisola. Quella sucquia erano morti semmari nei. E che Ioansen non non aveva voglia di ricordare. Che cosa aveva rivelato l'inchiesta della capitaneeria? Cosa si sapeva, della setta Adunedin. Ma la domanda più fantastica era quale profondo e sorprendente legame esisteva fra quelle date di marzo e aprile. Anche il mio zio li aveva registrate nel suo dosie. E ora aggettavano una luce terribile su tutta la serie di avvenimenti. Il primo marzo, corrispondente al 28 febbraio, secondo la linea del cambiamento di data, si erano verificati il terremoto e la tempesta. Adunedin erano partiti in fretta e furi alla alert e il suo poco raccomandabile equipaggio. Come in risposta orrichiamo imperioso. Dall'altra parte del mondo, po' aeti artisti avevano cominciato a sogniare un'immensa città stillante. Mentre un giovane scultore avevamo dell'ato nel sonno la figura del terribile cittulo. Il 23 marzo, l'equipaggio della Emma era prodato a un isola che, stando alle carte, non avrebbe dovuto esserci. E su cui sei uomini avevano perso la vita. Nella stessa data, i sogni dei più sensibili, si erano fatti di un estrema vividezza e avevano assunto una coloritura sinistra per il terrore di una entità malvagia gigantesca, che covava tra i mendi propositi. Contemporaniamente, un architetto era impazzito, lo scultore era sprofondato in una specie di delirio. Quanto alla tempesta del 2 aprile, era avvenuta lo stesso giorno in cui i sogni della città mostrosa si erano di solti e Wilcox era uscito in denne dalla morsa della misteriosa febre. Che cosa pensare? Che cosa dire delle allusioni fatte da Castro ha proposito dei grandi antichi, natifralestelle e ora sprofondati negli abissi? Ma destinati a fondare un nuovo regno. Che dire del loro culto e della loro capacità di influenzare i sogni. Mi trovavo sull'orlo di horrori cosmici, che l'uomo non può assolutamente sopportare. Ma sera così, doveva trattarsi di horrori della mente e non l'altro. Perché il 2 aprile aveva messo fine all'incomprensibile minaccia che qualunque fosse la sua natura aveva cinto da sedio l'anima degli uomini. Quella sera, dopo un giorno di frettolosi messaggi e preparativi, salutai il mio ospite e presi un treno per San Francisco. Meno di un mese dopo, ero ad Unedin, dove tutavia si sapeva a ben poco dei misteriosi cultisti che si riunivano nelle vecchie taverne. Nel quartiere portuale c'erano troppi dell'inquenti comuni per farci caso. Si accennava soltanto a una spedizione, che i sangue misto avevano intrapreso verso l'interno, e durante la quale erano stati notati fuò chirozi e battiti di tamburi nella zona delle colline. A Dockland, apprezi che Ioanza era tornato con i capelli biondi completamente sbiancati, dopo un inutile interrogatorio svolto si assidne, e che in seguito aveva venduto il Cotte e Gin Westrit e era tornato con suo moglie Oslo, via mare. De la straordinaria esperienza di cui era stato protagonista, non aveva parlato con nessun amico, per cui non ne sapevano più delle autorità. Tutto ciò che poterano fare, fu darmi il suo indirizzo Oslo. El mio passo successivo fu di recarmi a Sydney, e di avere una serie di inutili colloqui, con marinai e membri della capitane ria di porto. Vidi la Alert, ora venduta e adibita a scopi commerciali, al molo circolare della Baya di Sydney. Ma era una barca come tante altre, e non mi rivelo niente di particolare. Quanto allidolo di Pietra trovato in mano Ioansen, era conservato nel Museo di Hyde Park, aveva la testa da Piovra che ben conoscevo, il corpo di drago, lealis cuomose, e stava covacciato come l'altro, su un piedi stallo ornato da misteriosi gerollifici. Lo esaminai al lungo, e con attenzione, scoprendo che era il frutto di una lavorazione squisita, per quanto sinistra, e che era per vaso dalla stessa aura di mistero, di terribili antichità e provenienza oltra terrena che caratterizzavano l'esemplare più piccolo trovato dalle grass. I geologi, mi disse il curatore, avevano tentato in vano di risolvere il mistero del materiale di cui era fatto, e giurravano che al mondo non c'era niente di simile. Poi ripensai con un brividu a ciò che il vecchio castro aveva detto alle grass, a proposito dei grandi antichi. Essi, erano venuti dalle stelle, e avevano portato le proprie immagini con sé. Scosto da una vera e propria rivoluzione mentale, un'esperienza che non mi era mai capitata, decisi finalmente di andare a far visita al secondo ufficiale Johansen, a Oslo. Partia la volta di Londra, e qui mi embarcai di nuovo per la capitale d'orvegese. Era un giorno da autunno, quando la mianave attracco a uno dei mole del legge Berg. L'indirizzo di Johansen, scopri, corrispondeva un quartiere della città vecchia di Ray Harold Hardrada, che aveva mantenuto il nome di Oslo, nei lunghi secoli in cui la città si era maschierata, con quello di Cristiana. Fecil tra gittu in taxi, e bussai col cuore in subuglio alla porta di un edificio antico, ma ben conservato, con la facciata intonaco. Mi apri una donna triste e innero, e fu installito da un profondo avvilimento quando mi disse nel suo inglese in certo, che Gustaf Johansen era morto. La donna, che era sua moglie, mi spiego che Gustaf non era sopravvissuto allungo al ritorno in patria, e che i fatti del 1925 lo avevano stroncato. Suomarito, non aveva voluto apriersi, nemmeno con la famiglia, ma aveva lasciato lungo mano scritto di argomento tecnico, secondo la sua definizione, in inglese. Questo, per evitare il pericolo che qualcuno lo legge se inavvertitamente. Durante una passeggiata nel viottolo che costeggiava il doc di Goat-Borg, un voluminoso fascio di carte, era caduto dalla finestra di un attico, e lo aveva colpito. Due marinai di colore avevano dovuto aiutarlo a rimettersi in piedi, ma prima che rivasse l'ambulanza, Gustaf, era morto. I medici non sapevano darsene spiegazione, si chievvano finito con l'attribuirla un attacco cardiaco e alla debole costituzione. Mi sentì afferrare da un terrorececo, che paralizzò tutti i miei organi, e che non mi abbandorerà. Finché anche io non riposerò in pace, per motivi, accidentali o altro. Per sua sala vedova che conoscevo l'argomento tecnico, trattato da suo marito nel mano scritto, riusci a farmelo affidare e lo portai con me. Cominciai la lettura immediatamente, sulla nave che mi portava all'ondra. Era uno scritto semplice confuso, l'ingenuo tentativo di un marinaio di stendere un diario di fatti che lo avevano impressionato e che tentava di ricostruire giorno per giorno, il suo ultimo viaggio di sastroso. Non posso trascriverlo parola per parola, perché risultarebbe oscuro e ridondante. Ma ne dirò quel che basta, per comprendere perché il rumore delle onde controllo scafo mi facesse impazzire, al punto che dovete turare migliore che con del cotone. Grazie a dio, Io Anze non sapeva tutta la verità, anche se vede personalmente la città e la creatura, ma io non dormirò mai più tranquillo, perché so quelli horrori si nascondono dietro il velo della vita, del tempo e dello spazio. E so quali creature sacrile che, blasfeme, si hanno calate d'antiché stelle nel profondo dei nostri mari, dove sognano indisturbate nel profondo. Indisturbate non solo, favorite da un culto d'incubo, pronto a sguinsagliarle sul mondo quando un altro terremoto solleberà la loro mostruosa città di pietra, verso l'aria pura e il sole. Il viaggio di Io Anze è raccominciato proprio come aveva dichiarato alla capitaneeria. La Emma aveva lasciato oklandil 20 febbraio in condizioni. favorevoli, ma aveva subito in pieno la tempesta provocata dal terremoto che aveva sollevato dal fondo marino gli horrori sogniati dagli uomini. Di nuovo sotto controllo, la nave stava facendo buoni progressi, quando il 22 marzo aveva avvi stato la alert. Dal testo traspariva tutto il dolore dell'ufficiale, per il bombardamento e la perdità della propria nave. Dei degenerati a bordo della alert, Ioansen parlava con un comprensibile horrore. C'era il loro qualcosa di abominovole che ne rendeva la distruzione un vero e proprio dovere. E durante l'inchiesta, il nordeggi si aveva mostrato in genuostupore per la malbagità con cui la sua nave era stata attaccata. Una volta in padroniti si dell'Oi 8 sotto il comando di Ioansen, gli uomini, spinti dalla curiosità, avevano avvistato una grande colonna di Pietra che sembrava conficcata nel mare. E a 47 gradi, nove primi, latitudine sud, 126 gradi, 43 primi, l'ongitudine ovvest, si erano imbattuti in quella che sembrava una sponda di fango e limo, su cui si ergevano palazzi ciclopici di Pietra, incrostati dalle alghe. Non potevano essere che la parte tangibile del massimo horrore del nostro mondo. La necropoli d'incubo di Rellie edificata interminabiliere prima che iniziasse la storia dell'entità enormi e mostruose, filtrate dalle stelle nere. E' lì che già c'ono il grande ctulu e le sue orde. Nascosti in immense tombe che gocciolano fango verdastro e che finalmente, poccicli incalcolabili, diffondono i loro pensieri, i loro terr ore nei sogni desensibili, eri volgono ai fedeli, il richiamo imperioso che condurrà la loro liberazione e restaurazione. Dittutto, c'oi o Anson non sospettavamente. Ma di ossa, se non avrebbe visto tutto, è molto presto. Immagino che dall'acqua fosse affiorata solo la cima di una montagna, quella su cui sorgeva la cittadella circondata da monoliti in cui era sepolto il grande ctulu. Quando penso all'estensione, di ciò che forse sta inaggato la giù, vorrei porre fine a tutto e uccidermi. Io Anson e sui uomini invece furono impressionati dalla cosmica mai stadi quella babilonia astillante e fabbricata tantichissimi demoni. Ma devo n' avere intuito senza bisogno di spiegazioni, che non appartenevane a questo, ne ad alcun mondo sano. Nella territa descrizione che Io Anson ci ha lasciato, traspaiono ogni riga, il timore e l'ammirazione per l'incredibile grandezza dei blocchi di Pietra, per l'altezza del capogiro, dell'immenso monolito ornato dei gerollifici e per l'incredibile somiglianza, fra le statu ecologsali, i basso rilevi e l'ido l'ho trovato nel tempietto della alert. Senza sa perenulla del futurismo, Io Anson si avvicinò notevolmente a quel tipo di prosa quando tentò di descrivere la città. Invece di definire questo o quelle di ficio, questa o quella struttura, e gli silimita dare impressioni generali di angoli enormi e superfici di Pietra. Superfici troppo grandi per appartenere a qualunque oggetto terrestre, e detestabili per le immagini e gerollifici orrendi da cui sono coperte. Insisto sugli angoli, perché in questo Io Anson dice qualcosa che ricorda certi affermazioni di Wilcox a proposito dei suoi incubi. Con dollo scultore, la geometria del luogo che vedeva insonno era, a normale, non è ucli idea, orrendamente affine, asferre dimensioni che non sono le nostre. Ora, un marinayo non particolarmente estruito aveva la stessa impressione, mentre osservava la tremenda realtà. Io Anson e i suoi uomini sbarcarono sulla riva fangosa che si stendeva davanti alla cropoli di incubo, e si arrampicarono sui blocchi titani cesi volosi che non costituivano certo una scala fatta per i mortali. Perfino il sole, il cielo appareva distorto dai miasmi che salavano da quella brinorme rifiuto del mare, e che avevano un effetto polarizzante sulla luce. Un senso di tensione e diminaccià normale, gravava su gli angoli di Pietra scolpita, che sfuggivano ogni classificazione, e in cui una seconda occhiata revelava una concavità dove prima la materia era sembrata con vessa. Qualcosa dissimili al terrore si arra già impossessato dei marinai, prima che apparisse nulla di più preciso che la Pietra, le alghe e il fango. Ognuno di loro sarebbe fuggito, se non avessete mutole in giury degli altri, e solo ombalin fuore continuavano la ricerca di qualche suvenir, da riportare a casa. Ma non ne trovarono. Poi, Rodríguez, il portugese, si arrampicò sulla base del monolito, e gridola sua scoperta. Gli altri lo seguirono, e guardarono con curiosità, l'immensa porta scolpita con l'ormai familiare motivo della piuvra draggo. Sembrava, dice Ioansen, "l'uscio di un immenzo granayo". La sensazione che fosse proprio una porta era dovuta allo stipite ornato alla soglia, persino ai cardini. Ma non era possibile decidere se si aprisse verso il basso come una bottola o diagonalmente, come la porta esterna di una cantina. Come avrebbe detto Wilcox, la geometria del posto era sbagliata. Non si potiva essere nemmeno sicuri che il mare e la terra fossero in orizzontale. E per questo la posizione relativa di tutte le cose sembrava grottescamente variabile. Braden aveva cercato di forzare la pietra in diversi punti, ma senza risultato. Poi Donovan, la aveva tastata delicatamente lungo il bordo, premendo centimetro per centimetro. Era salito per ore ore sulla grottesca effigie che stillava fango. Si sarebbe detto una salita, se la porta fosse stata effettivamente inverticale. Mentre gli uomini si chiedevano "quale portale in tutto l'universo, potesse essere così gigantesco". Poi, dolcemente, con lentezza, l'immenzopannello aveva cominciato a cedere verso la cima. E gli uomini avevano visto che ormai era fatta. Donovan era scivolato. O si era spinto, o calato, lungo la fessura aperta, raggiungendo i compagni. E tutti avevano osservato la straordinaria recessione del mostruoso portale scolpito. In quella fantasmagorica distorsione di piani sembravano rifratti da un prisma, la porta si moveva in modo anomalo, e seguendo un percorso sgimbo. Tutte le regole della materia e della prospettiva sembravano capvolte. La apertura era nera, di tene brava al pabile. Si trattava di una qualità positiva del buio, che oscurava le pareti interne, le quali avrebbero dovuto essere a mano a mano illuminate. Sembrava che la notte dove se traboccare all'esterno, dopo milioni di anni di prigionia. E il sole fu in effetti oscurato, dali oscure, e membranose. Il cielo rimpiccio lì e acquisto un aspetto malzano. Lo dore che usciva dalla cata-comba era intollerabile. E dopo un po' il Marina Joachins, famoso per il suo ditofino, sentì un orrendo e sciabordio nel profondo. Tutti teseroni orecchie, ed erano intenti ad ascoltare quando l'essere apparvi alla vista. Viscido e torreggante, compresse la sua verde, gelatinosa vastitane eluscio nero, per emergere nell'aria appestata di quella città di foglia. La grafia del povero Joansen era diventata quasi indecifrabile nel tentativo di rievocare l'episodio. Dei sei uomini che non tornarano più alla nave, e gli eritiene che due morirano di paura, in quell'istante maledetto. L'essere è indescrivibile. Non esiste lingua adatta, simili abissi di memore aghiacciante foglia, a tali mostruose contraddizioni di tutto ciò che sappiamo di materia, energia e ordine cosmico. Una montagna camminava, o meglio, barcollava. Dio, non c'è da stupirsi che in altre parti del mondo un architetto in pazisse e il povero Wilcox cadesse in preda al delirio. In quel attimo, e per telepatia, anche se avevano visto la creatura raffigurata dagli idoli, la verde e a picci cosa progenie delle stelle, che si arra risvegliata per riclamare ciò che li apparteneva. Le stelle erano di nuovo nella giusta posizione. E' quel che è una settantichissima, non era riuscita a fare di proposito. Un gruppo di nocenti marinai aveva fatto per caso. buoni. milioni di anni, il grande cittulo, era di nuovo libero e assetato di piacere. Tre uomini furano letteralmente spazzati dalle flaccide zampi, prima che gli altri avessero il tempo di scappare, che dio per metta loro di riposare in pace, ammesso che nell'universo ci sia posto per il riposo. Si chiamavano Donovan, Guerrera e Angstrom. Un uomo di nome Parker, si volò, mentre gli altri tre si precipitavano sui verdi megaliti senza fine, verso il punto in cui era ancora la nave. E Io Anze ne giura di essere precipitato lungo un pezzo di moratura ad Angolo, che non avrebbe dovuto esserci. Un Angolo che sembra bacuto, ma che si comportava come se fosse ottuso. Alla fine solo Io Anze ne Braden raggiunse rolin'barcazione e cercarono disperatamente di governarla, mentre il mostro grande come una montagna avanzava mollemente sulle pietre visside e desitava barcollante sul bordo dell'acqua. Nonostante tutti i marinai fossero corsi sull'isola. Il vapore non era sceso a zero e in pochi momenti di corsa frenetica tra il timone e le macchine, i due superstiti riuscirano a far partire la alert. L'embarcazione fendette le acqua e le tali, in mezzo alle orrende distorsioni di quella scena indiciabile. Mentre, sulla riva puttori da di un'isola che non apparteneva questo mondo, l'essere venuto dalle stelle, si agitava e orlava come un polifemo che male di cesse le navi in fuga di odisseo. Poi, più arreddito del ciclope, il grande ctulo scivolone l'acqua come una massa melmosa e si detti all'inseguimento con baste bracciate dal potere sopra naturale. Braden, guardo indietro e impazzì con una risata acutissima, continuo a ridere a intervalli fino alla morte, che lo colse una notte, mentre io Anzen vaga bondava in pre dal delirio. Ma il norvegese non aveva ancora ceduto, rendendosi conto che l'essere avrebbe potuto raggiungere la alert facilmente, almeno fino a che il vapore non fosse andato a pieno origine, e gli fece una scelta disperata. E azionate le macchine sulla vanti tratta, corsse come un fulmine sul ponte e invertir il timone. C'e furano violenti, spruzzi d'acqua e si crea un gorggo. Ma mentre i motori acquistavano potenza, il coraggio sono orvegese appunto all'imbarcazione sul gigantesque en seguitore, che sorgeva dalla spuma in pura del mare, come la polena d'un demonia cogaleone. La spaventosa testa di piovra, con i sensori che fremevano, era ormai vicinissima alla pruà. Ma io Anzen continuava ad avanzare senza paura. C'e fu, come lo scoppio di una gigantesca vescica, il risucchio di una tenere amola che si squarciasse. Il puzzo, di mille tombesco per chiate, è un suono che il narratore non ha potuto assolutamente trascrivere. Per un attimo, la nave fu insozzata da un acre, accecante pioggia verdastra. Poi, non rimase che il ribollire delle acqua e a pupa. Ma i frammenti scoppiati dell'innominabile creatura stellare, si stavano già ricombinando nella forma originaria, mentre la sua distanza dalla nave aumentava ogni secondo di più, perché i motori marchavano a pieno regime. Questo è tutto. In seguito Io Anzen si limitò solo a fantasticare sul lidolo che aveva trovato a bordo e a provvedere un po' di cibo per sé e per il maniaco che ogni tanto rideva. Dopolato di coraggio che lo aveva salvato, non tentò più di governare la nave, perché il terrore aveva compromesso per sempre qualcosa nella sua anima. Venne infine la tempesta del 2 aprile, e sulla sua coscienza, calo un velo. Li pareva di essere sull'orlo di un vortice e in mezzo alla distesa liquida dell'infinito. Di precipitare, in un'iversi da capoggiro sulla coda di una cometa, di balzi mostrosi, dagli abissi alla luna. Il tutto accompagnato dal coro di storto degli antichi dei che ridevano, dai loro cacchini e dai demoni befardi del tartaro, verdi e con le ali da pipistrello. Poi vennerò i soccorsi. La vigilante, l'inchiesta della capitane ria, le strade di Dio Nedin, e il lungo viaggio fino a casa nella vecchia casa presso Eggberg. Io Anzen non aveva potuto parlare con nessuno, lo avrebbero creduto pazzo, avrebbe scritto tutto ciò che sapeva prima di morire, ma sua moglie non doveva sospettare niente. La morte sarebbe stata una liberazione, a mezzo che riuscissi a cancellare i ricordi. Il tutto era il contenuto del documento che leessi, e ora lo sistemato in una scatola di latte, insieme al basso rilevo e alle carte del professorengel. Per completezza, un ero al tutto il presente resoconto. È la prova della mia sanità mentale. L'unico testo, in cui si hanno stati rianno dati i fili di un intriccio che spero nessun altro vorrà ricomporre. Ho contemplato l'orrore che l'universo normalmente ci nasconde, e persino il cielo di primavera e i filori de state saranno dorempoi un veleno. Non credo del resto che la mia vita sarà lunga. Anchio finirò come sono finiti mio zio e il povero Io Anzen. Sottroppo e il culto esiste ancora. Anche chtulhu esiste. Lo so. Nell' abisso di pietra che lo ha coperto finda quando il sole erra giovane. La città maledetta è sprofondata negli abissi un'altra volta. Perché la vigilante è passata per quel punto dopo la tempesta di aprile e non ha trovato nulla. Mai suoi ministri, sulla terra, orlano ancora. E danzano, e uccidono intorno a monoliti che sorgono i luoghi remoti, sormontati da idoli mostrosi. Chtulhu deve essere rimasto intrapolato nella città nera al momento in cui si è nabissata, perché se non fosse così il mondo urlerebbe ormai di terre ore dangoscia. Chi può sapere come andrà finire? Ciò che risorto può sfrofondare, ciò che sommerso può riemergere. Un cubo aspetta e sogna nel profondo. La corruzione si diffonde nelle vacillanti città degli uomini. Verrà un tempo, ma non devo e non posso pensarci. Prego, che se non dovessi sopravvivere a questo manoscritto, i miei redi antepongano la cautela all'audaccia e non permettano a nessun altro occhio di vederlo. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. Il narratore eredita i documenti dello zio scomparso, il professor George Gamel Angel, esperto di lingue semitiche, morto in circostanze misteriose dopo essere caduto da una collina.
  2. Tra le carte trova uno strano bassorilievo in argilla raffigurante un mostro tentacolato con ali e scaglie, accompagnato da appunti su un culto chiamato "Cthulhu".
  3. I documenti descrivono le visite di un giovane scultore, Henry Wilcox, che racconta sogni di città ciclopiche e voci sotterranee, e realizza la scultura durante un sogno.
  4. Wilcox si ammala con deliri, e nello stesso periodo (23 marzo - 2 aprile 1925) molte persone in tutto il mondo hanno incubi simili, con panico e follia collettiva.
  5. Il narratore inizialmente sospetta una bufala, ma le prove (ritagli di giornale, testimonianze) suggeriscono una connessione globale e inquietante con un'antica entità.

Summary:

Il narratore, dopo la morte dello zio professore, esamina le sue carte e scopre un bassorilievo raffigurante un mostro alieno, insieme a un manoscritto che descrive l'incontro con un giovane scultore di nome Henry Wilcox. Wilcox aveva modellato la statua durante un sogno, in cui aveva visto una città di megaliti e udito una voce che ripeteva parole come "Cthulhu" e "R'lyeh". Il professore, incuriosito, aveva registrato i sogni di Wilcox, che poi si ammalò di una misteriosa febbre, delirando su una creatura gigantesca.

Contemporaneamente, il professore aveva raccolto notizie da tutto il mondo: sogni simili, casi di follia, suicidi e turbolenze in varie culture, tutti concentrati nello stesso periodo del delirio di Wilcox. Il narratore, inizialmente scettico, cerca di verificare le testimonianze e trova conferme, ma decide di non rivelare la verità per paura delle conseguenze. La storia suggerisce l'esistenza di un'antica entità cosmica, Cthulhu, che influenza i sogni umani e minaccia di risvegliarsi, portando orrore e follia.

Il testo mescola elementi di horror lovecraftiano con una pseudodocumentazione, creando un'atmosfera di mistero e terrore.

FAQs

Il manoscritto descrive le visioni e i sogni del giovane scultore Henry Anthony Wilcox, che includono città ciclopiche e una creatura mostruosa chiamata Cthulhu, oltre a una serie di eventi misteriosi correlati.

Wilcox era un giovane scultore di Providence, noto per la sua eccentricità. Ha visitato il professor Angel portando un bassorilievo di argilla raffigurante un mostro, modellato dopo aver sognato strane città e una voce sotterranea.

Il bassorilievo raffigura una creatura tentacolata con ali rudimentali, simile a un incrocio tra una piovra, un drago e una caricatura umana, con uno sfondo di strutture ciclopiche.

Wilcox soffriva di febbre e delirio, con visioni di una creatura gigantesca alta chilometri, e cadeva in letargo dopo averne parlato. La sua temperatura era bassa, ma le condizioni generali suggerivano una febbre.

Le note mostrano che molte persone, specialmente artisti e poeti, hanno avuto sogni simili tra il 22 febbraio e il 2 aprile, con paesaggi caotici e la stessa creatura, intensificandosi durante il delirio di Wilcox.

I ritagli di giornale riportano suicidi, lettere fanatiche, isteria di massa, orge vudù e turbolenze in tribù in tutto il mondo, tutti verificatisi nel periodo dei sogni.

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