Il testo presenta il prossimo referendum sulla giustizia, in programma il 22-23 marzo, definendolo tecnico ma divenuto oggetto di aspro scontro politico. Si tratta di un referendum confermativo, senza quorum, che chiede di approvare una legge di revisione costituzionale. La riforma si articola in quattro punti cardine: la separazione definitiva delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri); la conseguente creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura; l'introduzione del sorteggio per la scelta dei membri di questi consigli, con l'obiettivo di limitare il potere delle correnti interne; e l'istituzione di un'Alta Corte Disciplinare esterna per i procedimenti contro i magistrati. I promotori del "Sì" sostengono che queste modifiche rafforzino l'imparzialità e l'indipendenza della magistratura. Gli oppositori del "No" contestano invece il rischio di isolare i PM, rendendoli più vulnerabili a influenze politiche, oltre a criticare l'aumento di costi e complessità burocratica. La narrazione sottolinea come il dibattito si sia polarizzato su linee partitiche, con il centro-destra a favore e il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle contrari, rischiando di far votare gli elettori più per appartenenza politica che per una reale comprensione dei contenuti tecnici.
Tra meno di tre settimane siamo chiamati a votare a referendum sulla giustizia. E si tratta di un tema molto tecnico per cui è facile andare in confusione. Ma facciamo brevemente chiarezza. Perché votare sì è perché votare no. Ciao, io sono Liza e questione usi. Il podcast di guardi che va oltri titoli e risponde alle domande del momento. Come ogni referendum giustamente anche questo sta facendo scalpore. Ma non tanto per la tematica che riguarda è piuttosto per il modo in cui è stato gestito da tutti gli esprenti politici. Cioè è dovuto arrivare Mattarella, dire, "Ue, un secondo, calmatevi abbassati i toni di questa campagna per il referendum perché state esagerando". E pure nordio che il nostro ministro della giustizia è l'ammesso che stanno tutti esagerando nei toni. Ma questo perché la propaganda per il sì o per il no è andata così tanto sul personale o comunque sul partitico che non si parla nianchi più dei contenuti. Infatti non si è capito un granché di che cosa si stanno andando a votare si tratta di un referendum i per tecnico che è diventato in realtà uno scontro partitico. E la conseguenza che l'idea che si fatta la gente dipende più dalla facione politica che supporta piuttosto che dalle effettive modifiche che verranno apportate se passerà il sì. Per cui facciamo un po' di carezza per dare un'idea di che cosa significa votare sì e cosa significa votare no. E perché siamo stati chiamati noi a votare per una questione così tecnica che io direi che sarebbe più ambito di gente del settore piuttosto che di comunicità di i che magari di burro crazio di sistemi giudiziari ne capiscono fino a pagina 2. Recapino delle informazioni generiche. Voteremo per il referendum sulla giustizia il 22 e il 23 marzo. Si tratta di un referendum che è stato definito per semplicità per la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Il referendum è di tipo confermativo cosa vuol dire che chiede a noi di approvare o non approvare una legge di natura costituzionale quindi chi andrebbe a modificare alcuni articoli della nostra costituzione. E' stavolta cosa molto importante non è bisogno di Cuorum e non è come lo scorso anno che se non andava a votare almeno il 50% degli editori il risultato non valeva stavolta pure segniamo in 3 conta. Ma quindi che modifica. Partendo da un presupposto importante. Ossia che la magistratura è e deve rimanere un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. E c'è anche un'altra premessa attennenzialmente chi supporta questa reforma e chi la critica sono tutti i mossi dalla stessa volontà in realtà o sia quella di garantire l'indipendenza della magistratura e di tutelare il sistema giudizialio. La reforma propone 4 grandi cambiamenti nel modo in cui funziona la magistratura in Italia. Il primo è la separazione delle carriere. Questo perché oggi un magistrato può iniziare come pubblico mistero e poi diventare i giudice o viceversa e approfondiremo comunque questi ruoli abrevissimo. Mentre con la reforma le carriere diventano separate e fin dal concorso di ingresso quindi chi scegli di fare il PM non potrà poi mai fare il giudice. Secondo grande cambiamento lo sdoppieamento del CSM perché attualmente esiste un unico consiglio superiore della magistratura. Mentre separando le due carriere la reforma ne crea due di consigli superiori 1, sarà per i giudici e 1 per i PM. Terzo cambiamento il sorteggio dei membri questo perché i membri dei due CSM non verrebbero più solo eletti ma verrebbero estrati assorte con l'obiettivo dichiarato di contrastare le dinamiche associative e il ruolo delle correnti all'interno della magistratura e anche qui approfondiremo a breve e infine ultimo cambiamento l'istituzione della alta corte disciplinare che sarebbe un nuovo tribunale speciale esterno che andrà a giudicare gli leciti dei magistrati e toglierà questo potere al CSM stesso. Come si modificerà tutto questo intervenendo revisionando sette articoli della costituzione. Il cuore della reforma comunque è proprio la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requidenti. Perche rire meglio queste figure i magistrati giudicanti sono ad esempio il giudice del tribunale i giudici della corte da pello, magistrati della cassazione sono quelli che hanno il compito di decidere figure impartiali che devono stare al disopra delle parti. Quindi sono quelli che ascoltano l'accusa, ascoltano la difesa, valutano le prove e infine emettono una sentenza. I magistrati requidenti invece sono ad esempio il procuratore della repubblica o i sostituti procuratori. Sono quelli che coordinano le indagini e nel caso costruisco ne sostengono l'accusa per conto della collettività quindi non sono giudici. Il loro compito è indagare e accusare. Quindi i ruoli sono diversi, però sono entrami magistrati, non c'è una gerarchia, adora vengono nominati per concorso, seguono lo stesso percorso e poi scelgono un diverso ambito di specialitazione. E possono fare un solo passaggio di carriera da PM a giudice o viceversa e per farlo devono pure cambiare regione. Secondo i sostituti del "S" entriamo già nel vivo da questione del referendum, quindi secondo chi è d'accordo con questa modifica, se il giudice e il PM appartengono a carriere diverse verano anche garantiti dei processi più giusti ai cittadini, perché il giudice sarà davvero neutrale e non percepira il PM come un suo collega di ufficio. Il fatto che il giudice appartiene allo sessorgine del PM, il fatto che stiano entrambi sotto posti al potere disciplinare dello stesso ordine, secondo chi sostini il sì, porterebbe a influenza in debite che si agravano poi se il giudice è anche stato un PM. E quindi qui nasce il rischio che le sue decisioni siano condizionate dall'ettesi dell'accusa anche dopo il cambio di carriera. Di base il ragionamento è questo. Se si è stato PM e il tuo lavoro era accusare la gente, fare il giudice in parziale può essere più difficile se poi tu cambi carriera. C'è da dire però che il numero di cambi di funzioni negli ultimi anni, quindi quante volte un magistrato è passato dalla funzione di PM, a quella di giudice o viceversa. E meno dello 0,5% rispetto al totale dell'organico insomma poco e niente, sono davvero pochissimi. Di contro chi votano, quindi chi è contro questa modifica, lo fa perché deme che il PM in questo modo guadagnerebbe più potere, più discrezionalità e verrebbe isolato dai giudici. Questo renderebbe poi molto più possibile che prima poi finisca sotto il controllo del governo e quindi che perde la sua indipendenza. Si tratta di un eventualità che è stata comunque più volte smentita ed è anche reza difficile dalla nostra stessa costituzione che nell'articolo 104 mantiene l'autonomia e l'indipendenza della magistratura. Ok, punto 1, chiarito. Continuiamo con lo spiegone con le ragioni del C ed el no. Ad ora entrambe le carriere tutte due, dispongono di un unico consiglio superiore della magistratura. Con la di forma non verrebbero i situiti due, due nuovi organi di autocovverno della magistratura, sarebbero il consiglio superiore della magistratura giudicante e il consiglio superiore della magistratura requidente, comunque spetterebbe sempre al presidente della repubblica la presidenza di entrambi i nuovi organi. Questo è ne spinoza quella della nomina dei membri ai due CSM. Come funziona ora? Ad ora i componenti del CSM sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari, e qui estre le tti sono i cosiddetti togati nel caso in cui ha veste sentito già questa terminologia. Per un terzo invece sono eletti dal Parlamento, inseruta comune, fra professori ordinari di università ai materie giuridiche e avvocati con almeno 15 anni di servizio. E qui invece è essere letti sarebbero i l'ici che costituiscono un terzo del CSM, quindi. Con la riforma tutti i membri del CSM si è i togati che i l'ici verrebbero estrati assorte, però sempre la distessi organiche ora sono elettori. Chi è per il si sostiene che questa casualità, piestrazione e utile per contrastare il fenomeno delle correnti, che cosa sono le correnti? Sono quei gruppi di magistrati che condividono magari lo stesso impianto politico, pensano all'interno dell'associazione nazionale magistratiche. E' una associazione non politica ma che all'interno come ogni associazione alle sue fazioni. E sono fazioni che si dice spesso che funzionino con scambi di favori che poi portano anche a dividersi interna mente le nomine dei magistrati sulla base della partenza politica. E' una cosa che comporta tutto questo, comporta che così si crea una sorta di oligarchia che finisce per controllare il CSM stesso. Ecco il sorteggio non cancella completamente le correnti, ovviamente, però riduce questo potere che hanno. Allo stesso tempo invece chi è per il no? Sostiene che questo metodo casuale al contrario delle rezioni? Svilisce i fondamenti democratici dell'ordine e non garantisce anche adeguata la presentazione, cioè ci sta dicendo fondamentalmente che l'unico modo per evitare la corruzione all'interno della magistratura è affidare il tutto al caso. Altro punto chiarito anche questo, ma c'è un'ultima questione. L'alta corte disciplinare. Appunto verrebbe istituito un nuovo tribunale. Questo perché le funzioni dei due CSM che vengono creati in seguito alla separazione delle carriere cambierrebbero perché i CSM perderrebbero competenza sui provvedimenti disciplinari e proprio questi invece verranno gestiti dall'alta corte disciplinare.
L'istituzione di questo nuovo organo, secondo che favorevole, quindi secondo che è per il "s" rafforcerà l'indipendenza del sistema giudiziario, garantirà maggiore in parzialità nel selezione ai magistrati che commettono errori gravi e così si supereranno le attuali commissioni tra chi amministra e chi giudica nel CSM. Tra le ragioni del "no" invece ci sono quelle legate soprattutto ai costi e anche all'eccessiva burocrazia perché creare due CSM, creare anche una alta corte di ciprinare, ovviamente è una spesa non indifferente e aumenterebbe anche la complessità del sistema senza nel concreto velocizzare i processi. Andiamo ora al dunque, come si voterà? Ci verrà sottoposto un quesito, il quesito è formulato così. Approvate il testo della legge di revisione degli articoli e qui seguono le lhenco di tutti gli articoli revisionati della costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazette Officiale del 30/2025 con il titolo "norme" in materia di ordinamento giurisdizionale e distituzione della corte di ciprinare. Ecco, dato questo quesito, votare sì significa confermare questa di forma costituzionale, quindi consentirne l'entrata invigore mentre votare no comporta il mantenimento di questo asetto costituzionale che abbiamo già ora. Per concludere, la riforma si inserisce in un dibattito ben specifico. Le persone per lo gianti ci pato all'inizio probabilmente voteranno più per una ragione politica che per effettivi tecnici Smi, anche perché davvero, davvero tecnico come referendum non è sicuramente di facile comprensione per chi non è del mestiere. Ed dato che la parte politica è diventata preponderante e utile anche capire come si sono divise le varie facioni politiche. Tra i partiti che si sono dichiarati per il Sì, quindi che confermano la riforma, c'è il centro destra c'è fra Telli d'Italia, c'è la lega, c'è forza Italia. Per il no, invece, ci sono il partito democratico, il movimento cinque stelle e alleanza verde sinistra. Italia viva invece assunto una posizione intermedia, perché si è favorevo la separazione delle carriere, però non a questa specifica riforma costituzionale e infatti si ha stenuta nel voto parlamentare. Ma già che stiamo parlando di questioni politiche, permittetemi anche una piccola polemica, sul fatto che, questa volta, non è stato concesso il voto ai fuori sede. Ma che? Ma perché? Perdonate, mi ma la questioni mi tocca particolarmente la vicino, essendo che anche io sono fuori sede da anni in città, in regioni diverse, in cui no, non posso spostare la residenza, ma io come altre, milgei a di persone sono nella mia stessa situazione. Al giorno doggi in Italia ci si può trovare al di fuori della propria città di residenza per mille motivi, che siano studiare all'università, che si accurarsi in un'ospedale specializzato, lavorare per qualche anno in una regione diversa da quella in cui sia la residenza, ma anche solamente compiere una trasferta di lavoro di più giorni, per esempio pensate al mondo dello sport, al mondo dello spettacolo, al settore dei trasporti. Ecco, tornare la propria residenza per ogni elezione, non è che ci siano tante, però ci sono. Comporta un costo elevato, si è in termini di soldi, ma anche in termini di tempo e di organizzazione, a volte risulta del tutto impossibile da alcune persone. E per me folle che io debba farmi un viaggio spendri sol di rità scramia per esercitare il mio diritto di voto. Sopra tutto, in un periodo di alto a stensionismo lettorale, vi ricordo che sono anni che i referendum non raggiungo nel Cuorum, tutto questo è estremamente controproducente. Detto ciò, parentesi chiusa. Ad ogni modo, questo era un sunto abbastanza risretto del referendum nel 22-23 marzo, era giusto per darvi un infarinatura generale, però in vista del voto, io vi invito ad informarvi anche su altri canali sentendo soprattutto altre voci di persone del mestiere, del settore, che magari vi aiuteranno a farvi un'idea ancora più chiara, di ciò che comporta votare sì e votare no. La puntata di oggi è finita, ma i contenuti di Wordi, no. Ci trovate ogni giorno con le ultime notizie la L'Italia dal mondo su instagram comewardipuntoit e sotto tutte le pagine afiliate come Wordi Music, Wordi Sport, Wordi Tech e Wordi Finance per contenuti sul mondo a 360 gradi.
Podcast Summary
Key Points:
Il referendum confermativo del 22-23 marzo chiede di approvare una riforma costituzionale che modifica l'ordinamento giudiziario, senza necessità di quorum.
La riforma propone quattro cambiamenti principali
I sostenitori del "Sì" ritengono che queste modifiche garantiscano maggiore imparzialità e indipendenza, contrastando le correnti interne. I sostenitori del "No" temono un indebolimento del PM, un aumento dei costi e della burocrazia, e una deriva democratica.
La campagna referendaria è stata caratterizzata da un forte scontro politico-partitico, rischiando di far passare in secondo piano i contenuti tecnici della riforma.
Summary:
Il testo presenta il prossimo referendum sulla giustizia, in programma il 22-23 marzo, definendolo tecnico ma divenuto oggetto di aspro scontro politico. Si tratta di un referendum confermativo, senza quorum, che chiede di approvare una legge di revisione costituzionale. La riforma si articola in quattro punti cardine: la separazione definitiva delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri); la conseguente creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura; l'introduzione del sorteggio per la scelta dei membri di questi consigli, con l'obiettivo di limitare il potere delle correnti interne; e l'istituzione di un'Alta Corte Disciplinare esterna per i procedimenti contro i magistrati.
I promotori del "Sì" sostengono che queste modifiche rafforzino l'imparzialità e l'indipendenza della magistratura. Gli oppositori del "No" contestano invece il rischio di isolare i PM, rendendoli più vulnerabili a influenze politiche, oltre a criticare l'aumento di costi e complessità burocratica. La narrazione sottolinea come il dibattito si sia polarizzato su linee partitiche, con il centro-destra a favore e il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle contrari, rischiando di far votare gli elettori più per appartenenza politica che per una reale comprensione dei contenuti tecnici.
FAQs
Si vota il 22 e 23 marzo. È un referendum confermativo che chiede di approvare o respingere una legge di revisione costituzionale.
Il referendum riguarda principalmente la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (giudici) e magistrati requirenti (pubblici ministeri), modificando sette articoli della Costituzione.
Si separerebbero le carriere, si creerebbero due Consigli Superiori della Magistratura distinti, si introdurrebbe il sorteggio per i membri dei CSM e si istituirebbe un'Alta Corte Disciplinare esterna.
I sostenitori ritengono che garantirebbe maggiore imparzialità dei giudici, ridurrebbe l'influenza delle correnti nella magistratura e rafforzerebbe l'indipendenza del sistema giudiziario.
Gli oppositori temono che il PM guadagni troppo potere isolandosi, che il sorteggio svuoti i principi democratici e che la riforma aumenti costi e burocrazia senza velocizzare i processi.
No, questo referendum confermativo non richiede un quorum di partecipazione. Il risultato è valido indipendentemente dal numero di votanti.
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