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Il referendum sulla giustizia, spiegato bene

17m 46s

Il referendum sulla giustizia, spiegato bene

Il testo presenta un'imminente referendum costituzionale confermativo in Italia, in programma il 22 e 23 marzo, che non richiede un quorum per essere valido. L'oggetto è una riforma che modifica specifiche norme riguardanti la magistratura, in particolare il suo organo di autogoverno, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). La riforma nasce nel contesto di una storica e accesa tensione tra il potere politico e quello giudiziario in Italia. Il referendum è descritto come tecnicamente complesso, ma politicamente cruciale, poiché costituisce l'ultimo grande progetto riformista della maggioranza di governo prima della fine della legislatura e l'ultima consultazione nazionale prima delle elezioni politiche del 2027. Per aiutare gli ascoltatori a comprendere la questione, il podcast "Wilson" annuncia una serie speciale di episodi quotidiani gratuiti dal 9 al 20 marzo, realizzati in collaborazione con il giornalista Valerio Valentini, per analizzare la riforma e seguire la campagna referendaria.

Transcription

2857 Words, 17787 Characters

Italian
Ma quando arriva la puntata sul referendum, ma quando c'è lo spieghi il referendum, ma dici di più del referendum, ma non parliamo del referendum, eccoci qua. E arrivata la puntata sul referendum molto richiesta, sarebbe arrivato ovviamente, ci siamo, perché non fosse invece costantemente sintonizzato sulle cose della politica italiana, si vota tra poco tra un mesetto per un referendum, il 22 e il 23 marzo, ed è un referendum importante per tante ragioni. Innanzitutto è un referendum costituzionale, quindi non ci sarà chiesto di esprimerci su una legge ordinaria su come cambiarla, ma su se e come cambiare la costituzione. Per questo è anche un referendum senza Cuorum, cioè non importa quante persone andranno a votare. Ovincelsi, ovincelno, qualcuno vincerà e qualcuno perderà. Inoltre è un referendum confermativo. Normalmente in Italia i referendum sono abrogativi, cioè ci chiedono se vogliamo cancellare una legge oppure cambiare gli effetti di una legge cancellandone una riga. Qui invece dobbiamo decidere se confermare, votando sì oppure respingere, votando no, una legge di riforma della costituzione. Questa riforma tocca due questioni molto precisi, ma molto significative, attorno alla magistratura italiana. Sentite sentiremo parlare di questo referendum, ma anche noi al posto, l'abbiamo chiamato per semplicità, referendumo sulla giustizia, ma in realtà questo è un referendum sulla magistratura specificamente sulle norme che regola a loro carriera, le loro responsabilità e i loro poteri. Ne parleremo bene e nel dettaglio. Ma questo referendum non è importante, soltanto per queste ragioni che comunque sono già molto importanti, e importante anche per il suo significato politico. Cosa voglio dire? Cambiare la costituzione è una delle cose più ambiziose e difficili che un governo è una maggioranza parlamentare e possano decidere di fare. Tanto che spesso chi ci prova, non ci riesce e si fa male. E quella di cui parliamo, quella che sarà oggetto di questo referendum, è anche l'ultima delle grandi riforme che il governo meloni e la maggioranza di centrodestra possono ancora sperare di fare, di ottenere prima che finisca la legislatura, perché i loro altri tentativi di riforme istituzionali, il premierato, l'autonomia differenziata, cose di cui probabilmente vi ricordate sono fallite. E dimasta questa? E sarà questo referendum su questa riforma, anche l'ultimo grande appuntamento elettorale in Italia prima delle prossime elezioni politiche che si terranno con ogni probabilità nel 2027. Il governo è l'opposizione quindi usciranno da questo referendum o con una grande vittoria o con una grande sconfitta e da lì partiranno le grandi manovre che ci porteranno fino all'elezioni politiche, non dico che sarà l'ultima curva. Piuttosto però il momento in cui si spengono i semapfori e parte la gara. Per tutte queste ragioni, molte, prima di tu farci nelle spiegazioni, vedrete, provereò a essere il più chiaro possibile. Voglio dirvi subito che in ogni caso non ci fermeremo qui, non ci fermeremo con questa puntata, spiegone sul referendum. E non solo perché sul posto troverete, come sempre, come già in queste settimane, in questi mesi, articoli a profondimenti sul referendum perché stiamo lavorando a una cosa che vi raccontero poi proprio per seguire insieme lo scruttino il 23 marzo e capire il risultato quale che sarà. Ma perché nelle ultime due settimane, prima del voto, Wilson, questo podcast, uscirà ogni giorno. Fermi, vi spieghò meglio. Wilson continuerà a uscire come sempre un ggvd alle 10 con le pisodi, come questo che sarei ascoltando. Ma dal 9 al 20 marzo, dall'UND al Venerdifestivi, esclusi troverete anche un mini episodio quotidiano, una striscia. Staremo insieme ogni giorno per 10 minuti non di più. Ogni giorno vi raccontiamo una cosa di questo referendum, rispondiamo a uno delle vostre domande, cerchiamo di capire insieme la campagna elettorale affrontiamo insomma insieme questo viaggio e uso il plurale perché non sarà da solo in questa striscia quotidiana. Ma ci sarà con me ogni giorno Valerio Valentini, che è giornalista cronista politico del post. Tanti di voi lo conosceranno già o perché leggono gli articoli di politica di Valerio sul post o perché sono iscritti alla sua newsletter settimanale che racconta la politica italiana e gratuita si chiamà Montecid, se vi interessa la trovate fra le newsletter del post. Non ci sono finiti in tutto questo per quelle due settimane. L'ascolto di Wilson dell'episodio quotidiano, quindi ma anche di quello settimanale che cadrà in quelle settimane sarà gratuito. Dal novi al 20 marzo sia l'episodio settimanale del Giovedì nel quale non parleremo di referendum della giustizia se non mi impicco col cavo del mouse, sia gli episodi quotidiani sul referendum, quelli sì, con Valerio Valentini, si potranno ascoltare sull'app del post e anche sulle piattaforme di podcast, anche senza avere un abbonamento al post, solo per quelle due settimane temporaneamente. In alziruto perché ci sembra una cosa utile, un servizio, visto che questo referendum è così importante, perché un po' la missione è l'incarico che voi abbonate al post, ci date una delle cose che ci chiedete di fare spesso proprio perché il nostro lavoro ha più impatto se più persone lo conoscono e lo seguono, poi dopo il referendum Wilson torna sia a uscire soltanto una volta ogni settimana sia essere un podcast soltanto per voi che siete abbonati al post. Saranno quindi quelle due settimane anche l'occasione per spargere la voce rispetto a questa possibilità di informarsi sul referendum di provare a capirlo anche in questo modo, ma ne parleremo poi in tanto si riprimi a sapere che Wilson oscirà ogni giorno dal 9 al 20 marzo, per parlare del referendum. In modalità gratis per tutti, adesso non dico con entusiasmo, ma con determinazione vedrete, ci servirà, tu fiamoci su questo referendum sulla giustizia, anzi sulla magistratura, proviamo a decifrarlo e come sempre. Capiamo l'insieme. Ciao, ventornati, bentornate, eccoci qua, le informazioni di servizio sullo referendum ve li ho già date, ve li ripeto per sicurezza molto sinteticamente, ma poi uno si dimentica non ha capito, si vota domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23, e l'unedi 23, dalle 7 alle 15, poi alle 15 di l'unedi 23 cominciarà lo scruttino. Si vota per un referendum confermativo costituzionale sulla magistratura, per votare bisogna presentarsi al seggio con la testa elettorale e un documento di identità valido, fin qui, era facile da capire. A questo giro purtroppo i fuori sede non potranno votare nella città in cui vivono. Male, la volta scorsa si, questa no, il governo dice che non si faceva in tempo, perché ovviamente abbiamo scoperto soltanto l'altro ieri di questo referendum, ma non ci avevano avvisati. Sovra tutto, poi, perché le costi in uno stato funziano no così, no? Si fanno se c'è tempo, si fanno una volta si, una volta no, a peraltro su una cosa poco importante come il diritto di voto, ma va ben, non posso raviarmi subito? Quindi non ci rabbiamo prima di cominciare. Parleremo tra un momento del quesito della riforma, di cosa vuole cambiare e di cosa cambierebbe, ma non possiamo partire da lì, se no, non capiamo niente. Le cose che accadono intorno a noi nella politica, poi più che mai, non succedono dal nulla, non emergono dal nulla, e nemmeno le reforme costi ruzionali emergono dal nulla. Non capiamo le cose, se non capiamo da dove arrivano le cose, soprattutto in un caso come questo, dove la questione è tecnica, è molto tecnica, e i sostenitori del sì e quelli del no stanno lanciandosi accuse a surde, perché più facile far quello che spiegare le questioni e chi sago sace a spettare nel prossimo mese. Occhio, noi, quindi in questa puntata, cercaremo di conoscere le questioni tecniche e di capirle, non sarà semplice, dobbiamo farlo senza pensare che un referendum sia soltanto una facenda tecnica che possiamo o dobbiamo fare i juristi senza averne le competenze, che possiamo arrivare noi a una conclusione univo che a su questa riforma su questo quesito, quando non ci arrivano gli esperti i costituzionalisti che ne parlano con competenze enormemente superiori alle nostre e peraltro tra loro non sono d'accordo. Se avete già o se cercate, una conclusione univo che a su questa riforma, così come se pensate che sia una panacea che risolverà i problemi della giustizia o una catastrophe che distruggerà la giustizia in Italia, questo episodio non vi serve. Sapete già come pensarla? Avete già delle idee molto chiare? Parliamoci chiaro la questione tecnica centramo fino a un certo punto. Centra la questione politica, forse di questo referendum che è un grosso argomento, legittimo, è anche un criterio legittimo per votare, parleremo anche di questo, ma questa sarà una puntata di Wilson un po' in Genoa, cioè vogliamo credere che esistano persone che vogliono capirla questa cosa e non vogliono soltanto decidere a chi credere a questo giro, oppure che sanno già come votare appunto per un ragionamento politico, ma vogliono capire questa riforma tecnicamente come funziona. Quindi parliamo della questione tecnica, prendiamo sul serio questa materia, per cosa si vota e soprattutto come siamo arrivati a questo referendum. Partiamo dalla cosa più banale e più importante. La giustizia non è un pezzo dello stato come un altro e non solo per le normità del suo ruolo e delle conseguenze del suo ruolo. La giustizia è uno dei tre poteri fondamentali dello stato. Sono legislativo, esecutivo, giudiziario, legislativo, fare le leggi il Parlamento, esecutivo far applicare le leggi a ministrare lo stato, il governo, giudiziario, l'esercizio della giustizia, la magistratura e tutte le cose che fa. La famosa teoria della separazione dei poteri, su cui si fonda ogni democrazia, è lavorata per primo dal Francese Monteschio, realizzata per primi dagli statunitensi, vuole che questi tre poteri debbano essere tra loro separati in una democrazia che voglie dirsi tale. Esercitati da persone e dai istituzioni diverse. Occhio, la giustizia applica leggi che decide il Parlamento, non fa di testa sua, e tutto il funzionamento della giustizia all'intero funzionamento si regge sulleggi che hanno stabilito parlamentari e governi, perché anche i governi hanno facoltà e poteri anche di iniziativa legislativa. Il governo sta in piedi solo sia alla fidufe del Parlamento. I parlamentari e i ministri possono essere messi sotto indagini, insomma, separati non vuol dire che non debbano occuparsi l'uno dell'altro, anzi è proprio il contrario. Vuol dire proprio che devono controllarsi avvicenda, che devono limitarsi avvicenda, bilanciarsi, non farsi sconti, nemmeno potersi schiacciare, e questo, in qualunque democrazia, produce naturalmente delle tensioni. Non solo non c'è niente di anomalo, ma anzi è previsto dal sistema, è necessario che accada tanto che il sistema prevede anche come si risolvano i conflitti tra i poteri dello stato. La differenza italiana, è che questa tensione da noi è stata per molti anni una specie di guerra culturale permanente, la politica che accuse ai magistrati di voler fare politica, di usare la legge e i loro poteri per sconfiggere i loro avversari politici. I magistrati che iniziano un gran numero di indagini sulla politica, indagini anche molto mediati che portate avanti in modo molto mediatico, con casi anche ecla tanti di prepotenze di accanimenti, con eccessive assolutzioni, la lista è molto lunga. In qualche caso anche, magistrati che a un certo punto si candidano in politica, anche qui la lista è molto lunga. I magistrati che accusano la politica di volerli controllare e dall'altra parte la politica che cerca è come di controllare magistrati, di limitare i loro poteri, soprattutto che non fornisce loro le risorse necessarie a fare quel lavoro contentismo e con efficienza. Un frastuono è una guerra permanente, in cui noi non sempre capiamo dove finisca la criticale gittima che certamente esiste e dove inizia la delegittimazione sistematica che certamente esiste anche quella. È importante sapere tutto questo proprio perché questa riforma non nasce nel vuoto, ma in particolare perché nasce dentro questa storia di conflitti ed dentro alcune vi scende più recenti riscandali e di sviluppi che vedremo tra poco. Qui serve un passaggio tecnico che però è necessario per capire tutto. La costituzione italiana, per proteggere proprio la separazione della magistratura dal resto dei poteri, il fatto che non possa essere influenzata condizionata dal Governo, dal Parlamento, ha creato un meccanismo che si chiama "auto-governo". Cioè l'idea è che l'intera professione dei magistrati non sia gestita governata dalla politica, ma dai magistrati stessi e quindi magistrati non devono dipendere dal Governo per le nomine i trasferimenti, le promozioni, le sanzioni disciplinari, in base all'ologica per cui se un magistrato dipende dal ministro e quel ministro è espressione della maggioranza politica di quel momento, potrebbe subire delle pressioni molto forti, a cui non può resistere, potrebbe lui stesso mettersi a disposizione della politica perché la politica deciderrebbe dei suoi in carichi dall'altra parte un parlamentare potrebbe voler colpire qualcuno per fare carriera ingraziandosi qualcun altro, capite che non funziona. Quindi abbiamo stabilito in Italia che la magistratura si governa da sola. Decide da se nomine trasferimenti, promozioni, sanzioni sui propri membri e lo fa attraverso un organo che ha un nome e quello che sentite chiamare "CSM, consiglio superiore della magistratura" è un organo che decide cose molto concrete sulle carriere dei magistrati, per se noi trasferimenti e si come decide queste cose, decide di fatto pezzi della carriera delle vite dei magistrati, decide anche chi ha il potere dentro la magistratura, con le conte di più, quali magistrati arrivano nei ruoli più importanti e quali no. Andiamo avanti. Come fatto oggi il CSM? Questo è un punto importante perché la riforma interviene proprio sul CSM. Io vi dico intanto come funziona oggi e quindi come funziona rebbe dove se vincere il no. Oggi il CSM è composto da 33 persone. 3 sono membri di diritto che sono il Presidente della Repubblica che è il capo del CSM, il primo Presidente della Corte di Cassazione è il procuratore generale della Cassazione. Poi ci sono 30 membri eletti, 20 sono i cosiddetti membri togatei, cioè sono magistrati e vengono eletti dagli stessi magistrati. 10 sono i cosiddetti membri laici, cioè sono non magistrati, sono persone scelte elette dal Parlamento riuniti un seduto a comune. Vedete che già qui c'è una sovrapposizione notra, poteri, questo equilibrio è proprio un compromesso. Autonomia della magistratura si, ma con una componente laica cosiddetta è la presenza del capo dello stato che dovrebbe evitare che questo auto-governo diventi una roba autoreferenziale chi usa corporativa. Vedete quindi appunto come questi equilibri tra i poteri si raggiungono proprio con delle ingerenze controllate, qui tutti urlano ingerenza, ingerenza e il sistema che prevede di tanto in tanto sovrapposizioni, contraposizioni, a volte anche scontri e invasione di campo. È un dibattito costante, è un dibattito normale e inevitabile che esista quello sul modo in cui la giustizia va digestita e administrata, su cosa fare in un modo e cosa fare in un altro, solo che nel tempo dentro questo dibattito e dentro questo meccanismo democratico interno alla magistratura, sul mestiere di magistrato, sulla qualità del servizio giustizia, sulle nomine i trasferimenti e le responsabilità, si sono formate e consolidate, le cosiddette correnti. Che non sono le correnti d'aria, ovviamente, ma sono correnti verso le quali esiste uno stilità, persino superiore a quella che c'è per le correnti d'aria. Lo so che vi ho lasciatico sì con questa domanda aperta su queste famigerate correnti, cosa sono e perché sono così famigerate, criticate e temute e avrei anche delle risposte a cosa sono le correnti e a moltissime altre domandre non abbiamo ancora nemmeno iniziato sul referendum, su cosa cambia, sul CSM, sul sorteggio, sulle carriere, separate, ma appunto, vi racconto tutto in questa puntata di Wilson, che però, essendo un podcast per le persone abbonate al post, può essere ascoltate integralmente soltanto sull'app del post se avete un abbonamento. La buona notizia è che l'app del post si scarica gratis, e io vi consiglio di averla in ogni caso. Ci trovate dentro le notizie, gli articoli, senza limiti, senza paywall, senza pop-up che rompono le scatole, senza che vi chiediamo ogni secondo di fare questo fare quello, con lo stile del poste, quindi cercando di essere chiari comprensibili di parlare la lingua che parlano le persone. 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Se volete pensarci farvi un'idea a capire come funziona il mio consiglio e andare all'indirizzo, abbonati punto il post, punto it, poi, se ti abboni, vai sul lap, fai login, vai sul Wilson e ascolti anche il resto della puntata. Grazie mille e presto, ciao!

Podcast Summary

Key Points:

  1. Il referendum del 22-23 marzo è costituzionale, confermativo e senza quorum, riguardante una riforma della magistratura.
  2. La riforma interviene sul Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l'organo di autogoverno, modificando la sua composizione e i meccanismi di selezione dei membri.
  3. Il referendum ha un alto significato politico, rappresentando l'ultima grande riforma tentata dall'attuale maggioranza prima della fine della legislatura e l'ultimo appuntamento elettorale prima delle politiche del 202
  4. Il podcast "Wilson" offrirà una copertura speciale quotidiana gratuita dal 9 al 20 marzo per approfondire il referendum.

Summary:

Il testo presenta un'imminente referendum costituzionale confermativo in Italia, in programma il 22 e 23 marzo, che non richiede un quorum per essere valido. L'oggetto è una riforma che modifica specifiche norme riguardanti la magistratura, in particolare il suo organo di autogoverno, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). La riforma nasce nel contesto di una storica e accesa tensione tra il potere politico e quello giudiziario in Italia.

Il referendum è descritto come tecnicamente complesso, ma politicamente cruciale, poiché costituisce l'ultimo grande progetto riformista della maggioranza di governo prima della fine della legislatura e l'ultima consultazione nazionale prima delle elezioni politiche del 2027. Per aiutare gli ascoltatori a comprendere la questione, il podcast "Wilson" annuncia una serie speciale di episodi quotidiani gratuiti dal 9 al 20 marzo, realizzati in collaborazione con il giornalista Valerio Valentini, per analizzare la riforma e seguire la campagna referendaria.

FAQs

Si vota domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15, con lo scrutinio che inizia alle 15 di lunedì.

È un referendum in cui si decide se confermare (votando sì) o respingere (votando no) una riforma della Costituzione, in questo caso riguardante la magistratura. Non è richiesto il quorum.

La riforma interviene sul Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), modificando il meccanismo di elezione dei membri per ridurre l'influenza delle correnti interne alla magistratura e aumentare la componente laica.

Perché è l'ultima grande riforma che il governo Meloni può attuare prima della fine della legislatura e rappresenta un appuntamento elettorale cruciale prima delle prossime elezioni politiche del 2027.

Sono gruppi organizzati all'interno della magistratura che influenzano elezioni, nomine e carriere, spesso criticate per rendere il sistema autoreferenziale e poco trasparente.

Il CSM è composto da 33 membri: 3 di diritto (Presidente della Repubblica, primo Presidente della Cassazione, procuratore generale della Cassazione), 20 magistrati eletti dai magistrati e 10 membri laici eletti dal Parlamento.

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