La proposta di un unico negoziatore europeo per la crisi in Ucraina è un punto di convergenza tra attori politici, anche in Italia, ma rimane bloccata dalla mancanza di un impegno coerente tra i 27 Stati membri. Il PD sottolinea il supporto all’Ucraina e l’importanza di un negoziato diplomatico, mentre il governo italiano, soprattutto attraverso Conte, ritiene che l’invio di armi sia un elemento critico da gestire con attenzione. Tuttavia, i dati mostrano che l’Italia fornisce solo pochi aiuti militari, rappresentando meno del 1% del totale europeo. Il dibattito politico è caratterizzato da una forte polarizzazione linguistica, con categorie come "pacifista" e "filo-putiniano" che limitano la capacità di discutere le motivazioni reali. È evidente che la posizione di chi supporta la guerra o la pace si basa su preoccupazioni diverse: il rischio per la democrazia, la stabilità o il diritto di ogni Stato a difendere il proprio territorio. Per uscire da questa polarizzazione, è necessario superare le tichette e cercare di comprendere le motivazioni di ogni parte, evitando di giudicare in modo automatico. Il tentativo di un accordo tra PD e Cinque Stelle, proposto da Cofredo Bettini, prevede negoziati, aiuto militare difensivo e una posizione futura nell’Unione Europea, ma è stato criticato perché non risponde a una visione chiara e condivisa. Inoltre, il ruolo dell’Italia nei finanziamenti (17 miliardi) suggerisce che il sostegno sia principalmente economico e non militare. La mancanza di trasparenza sui contenuti degli aiuti e la mancanza di un mandato chiaro per il negoziatore europeo rendono difficile un’azione concreta e unitaria.
Progetto europeo, oggi, mentre continua a sostenere un popolo che subisce un'invasione
criminale, deve anche mandare avanti uno sporzo politico e diplomatico che per noi deve tradursi
anche in un'unico negoziatore.
Revolution, il mondo cambia ogni giorno, di Stefano Feltri, un po' de caste e un programma di Raira di Utremmo.
Il centro sinistra un' ancora deciso se e quando farà le primarie per scegliere il leader del famoso
programma non si verrà traccia ma in tanto si spacca su una questione di principio, il supporto
amivitare all'Ukraina in guerra. Eppure appena se provata a analizzare la questione nel concreto
risulta un po' difficile capire su cosa esattamente i partiti e loro leader stiano litigando. Non
è una coincidenza che sia la sagalitaria del PDE-Lishline che il presidente movimento cinque stelle
di usar peconti tengano tutto su un piano molto generale.
Schline, per esempio, la direzione del PD ha detto che abbiamo sempre sostenuto e contenderemo
sostenere il popolo Ukraina e siamo convinti che l'Europa debba rendere più chiare il proprio
impegno per una soluzione diplomatica e negoziale perché per costruire la pace non possiamo
aspettare che cada l'ultimo fucile e per questo bisogna nominare adesso un negoziatore europeo.
Sembano parole di buon senso che però non è ben chiaro a chi si è norrivolta, ciò non è
ben chiaro chi dovrebbe di sentire. L'Ukraina di Volo di Venezia è da tempo arrivata ad accettare
come possibile compromessor meno temporane o un congelamento delle posizioni sul terreno.
Quello che il governo di Kiev non può fare anche perché non ne ha le basi legali è riconoscere
formalmente la sovranità russo sulle aree occupati legalmente della Crimea e della Dombasma.
Tra Coria del Nord e Coria del Sud si è raggiunto un equilibrio anche lì temporaneo che produrà
da 70 anni. Quanto il negoziatore unico europeo è un'idea abbastanza condivisa in Italia,
la ha appoggiata anche Giorgio Meloni se ne discute a livello europeo da un anno, il
problema è che servirebbe una linea coerente sulla russia di tutti i 27 i Paesi, questa non c'è,
e senza ho mandato preciso il negoziatore non può entrare in azione. Il mandato poi andrebbe
discusso anche con l'Ukraini visto che i negoziati di alto livello che gli hanno esclusi, quelli
fra Donald Trump e una di Mir Putin non hanno prodotto con risultato. In questo scenario diventa difficile
capire esattamente quale sia la proposta alternativa radicalmente alternativa ricusa e peconte perché
il presidente dei cinque stelle vuole il negoziato e in cui più o meno sono tutti raccordo, però
sostiene anche che inviare armi agli Ukraini allontani la diplomazia come se questi due
piani con lo militare e quello politico del negoziato fossero completamente alternativi.
Poi che l'Italia però da sola non può negoziare con Putin? La parte di questo programma sul
quale la politica italiana può agire è in pratica quasi solo quello dell'invio di armi.
E qui ci sono due problemi, prima che l'informazione su quali materiali fornisca esattamente l'Italia
a chi è secretata. Nessuno dei politici attivi in questo dibatto per altro promette maggiore
trasparenza. Abbiamo solo qualche dato d'aleanalisi del Chiell Institute, un intent desco che
incroci a tutte le informazioni disponibili per stimare l'entità dell'invio di armi dai
paesi europei dagli stati uniti all'Ukraina. E qui arriviamo al secondo problema, cioè che l'invio
di armi italiana all'Ukraina per quanto noto è veramente molto piccolo. Secondi dati del Chiell
Institute sappiamo che dal 2022 ha oggi l'Italia fornito armi per un controvalore stimato di
soli 3 miliardi di euro. Quasi 1 miliardi, 938 milioni per un sistema di difesa anti-missi
dei sampli di tre sistemi, e poi obici per un valore di 76 milioni di euro due sistemi di lancio
missi di per 28 milioni di euro e il resto non è specificato, specificabile. In pratica le
forniture bilaterali italiane, cioè dall'Italia, l'Ukraina valgono appena 1,7% di quelle
totali. Anche se domani c'è sassero, beh, non è che per gli ukraini cambierebbe moltissimo.
I rene lo fare una filosofa dell'inguaggio, ricerca tricero in un risultato di Bumberg in Germania,
fa divulgazione filosofica sui social con il nome H.A.S.PRIZ. sulla guerra in Ukraine si è creata
una strana polarizzazione pacifisti e sostenitori dell'invio di armi, si accusano avvicendo di essere
filo putiniani o trombettieri con l'elmetto di una lobby di guerra fondai, come si può uscire
da queste semplificazioni. In generale possiamo dire che le semplificazioni di questo genere
servono a dividere e categorizzare sia l'altro, ma soprattutto noi stessi, dove siamo a cosa
apparteniamo più il discorso e polarizzato, più siamo sereni, perché le differenze sono
chiare e non ci sono zone grigie di dubbio, quindi bisogna innanzitutto riconoscere la necessità
sociale di queste pratiche linguistiche. Un primo passo per uscire dalla semplificazione è
cercare di riconoscere la preoccupazione dell'altro prima di liquidarla con le tichette
corrispondente. Per esempio, immaginiamo io sia favorevole alla fine della guerra. Prima di
attitettare, cerchiamo di capire le preoccupazioni e le motivazioni. Perché? Penso così, perché
è questa posizione? Magari, perché riconosco il diritto della Russia di invadre il territorio
Ukraine. Allora va bene, qua, mi sa che le tichette alla possiamo mettere di fronte a chi pensa
il contrario, c'è veramente poco da discutere. Le nostre preoccupazioni sono irrimediabilmente
opposte. Magari però, io voglio la fine della guerra anche a sfavore dell'Ukraine, perché
mi preoccupa il possibile costo di proseguirla. Mi chiedo se sia giusto rischiare di sacrificare
la nostra democrazia, le nostre risorse, la nostra stabilità. Vediamo, è un tema che
divide il paese per difendere un'altra. E potrei essere giunta alla conclusione che
pur non riconoscendo alla Russia il diritto di invadre un altro paese, in questa situazione,
dopo anni di conflitto, farcessare la guerra porterebbe a un bene maggiore. Ovviamente
questo si può discutere, ma è una posizione ben diversa dalla prima. No? Questo manca
nel dibattito fatto di ietichette. Le ietichette serrò una propria evitare di discutere il
problema, non arrivare rapidamento, una conclusione. Nemico o amico? Ecco qua.
Nei giorni scorsi il dirigente del P.D. Cofredo Bettini, considerato un po' il regista
della leanza tra P.D. 5 stelle nel campo largo, ha scritto una lettera al corriere della
sera per proporre una specie di sintesi tra le posizioni di questi due partiti. Sostenere
ogni sforzo negoziale fra Russia o Greina, continuare ad aiutare la parte libera dell'Ukraine,
anche cos'estemmi militari, ma solo defensivi per evitare che i civili vengono uccisi
durante le trattative, e poi anche stabilire una collocazione dell'Ukraine, nell'Unione
Europea, ma non nell'anato. Questa ultima punto è già superato dagli eventi perché per
entrare nell'anato ci vorrebbe un'animità dei membri che non c'è manco il sostenio
degli Stati Uniti, dunque l'Ukraine ha già rinunciato almeno temporaneamente a questo
obiettivo, mentre il processo di ingresso da Unione Europea è già avviato.
Conte a risposto a Bettini, dicendo che quella proposta non va bene, perché questo
le sue parole non puoi essere intera prete di una svolta, continuando a inviare a armi come
sempre. Questa posizione di Conte al compromesso suggerito
da Bettini è un po' più ambigua di quanto la nettezza di questa posizione la scintendere.
La vera svolta è soltanto fermare l'invio di ogni strumento militare e le batterie
e sampti che gli abbiamo dato cioè le facciamo ridare. Questa nettezza viene spesso percepita
come una generale opposizione di Conte le 5 stile a conto a rassostenere l'Ukraine,
perché il grosso delle risorse che l'Italia ha dato a Kiev non è per aiutimilitari,
ma è per aiuti finanziare il Governo per gestire rifugiati e le risorse stanziate approvate
sono di 17 miliardi da 2022. Oggi è ovvio di con i critici che sei dai soldi, il Governo
di Kiev per altre voci, poi il Governo avrà più soldi per metterli. Nella difesa nelle
armi, quindi insomma, tutti questi soldi sono potenzialmente classificabili come problematici
se il punto è che non si vuole consentire a Kiev di continuare a combattere.
Il grosso di aiuti all'Ukraine poi è a livello europeo. Sempre secondo il Chiel Instituto
e le istituzioni europee hanno fornito 95 miliardi di euro di aiuti complessivi non sono
militari, che si sommono ai cento forniti dagli stati membri, qui va detto 25 soltanto
dalla Germania. A posizione di Conte, dunque quella di un eventuale Governo in centrosinistra
con i 5 stelle si estenderebbe mettere il veto livello europeo ad altri paqueti di aiuti
all'Ukraine, se si prende la lettera di creazione di Conte varebbe da dire di sì perché non ci
sarebbe alcuna vera svolta se fosse solo l'Italia a fermarsi nel invio di armi.
Però ad agosto Conte diceva non votiamo sostegno a militare ma per quello che riguarda iuti
sanzioni economici, che si, cosa che restringerebbe di molto il perimetro della questione mentre
bloccare aiuti e l'Ukraine insede di Consiglio europeo e forse opporso anche nove sanzioni
alla russia metterebbe l'Italia nella posizione scomoda che era quella dell'ex premere
dell'ongeria Victor Orbán che peraltro va ricordato era uno che aveva preso l'iniziativa
senza mandato collegiale di trattare direttamente con Putin e questa proposta di 5 stelle non
è ben chiaro quali siano le posizioni in campo perché nessuno entra nei dettagli e tutti
si limitano agli zlogger. Conte che della svolta Shrine dice che si cura del punto di intesa,
magari prima di far saltare l'alleanza di centrosionista su una battaglia di principio di cui
nessuno capisce bene i contorni sarebbe utile chiarire quali aiuti si vogliono interrompere,
quali mantenere e perché queste scelte dovrebbero avvicinare un accordo accettabile per
gli ucredini e anche per gli elettori italiani.
Revolution è un podcast e un programma di Stefano Feltri a cura di Sonia Cursell. In redazione
benedettani Baliga, Brielle, Gena, Victoria, Pastore, Antonio Santaniello. Seguite ci
surai Play Sound e sulle altre piattaforme.
(upbeat music)
Podcast Summary
Key Points:
Il progetto europeo di nominare un unico negoziatore per la pace in Ucraina è un'idea condivisa in Italia, anche da Giorgio Meloni, ma manca una linea coerente tra i 27 paesi membri.
Il PD sottolinea il sostegno all'Ucraina e chiede un negoziatore europeo per una soluzione diplomatica, ma si presenta ambiguo su chi sia il soggetto rappresentativo.
L’Ucraina ha accettato compromessi temporanei, come il congelamento delle posizioni territoriali, ma non può riconoscere formalmente la sovranità russa su Crimea e Donbass.
L'invio di armi dall'Italia all’Ucraina è molto limitato, con forniture stimati a 3 miliardi di euro dal 2022, pari allo 0,7% del totale europeo.
Il dibattito politico è profondamente polarizzato, con semplificazioni che classificano le posizioni come "pacifista" o "filo-putiniano", limitando la discutibilità reale delle questioni.
Il rischio di un’azione di blocco dell’invio di armi da parte dell’Italia potrebbe essere visto come un passo avanti, ma non è sufficiente senza un mandato chiaro e condiviso.
Il governo di Kiev riceve sostegno principalmente finanziario (17 miliardi dal 2022), mentre l’aiuto militare è limitato e non è sufficiente a cambiare il corso della guerra.
Conte ha respinto la proposta di un compromesso del PD e dei Cinque Stelle, sottolineando che il blocco dell’aiuto militare non è una vera svolta senza un chiarimento delle scelte politiche.
Summary:
La proposta di un unico negoziatore europeo per la crisi in Ucraina è un punto di convergenza tra attori politici, anche in Italia, ma rimane bloccata dalla mancanza di un impegno coerente tra i 27 Stati membri. Il PD sottolinea il supporto all’Ucraina e l’importanza di un negoziato diplomatico, mentre il governo italiano, soprattutto attraverso Conte, ritiene che l’invio di armi sia un elemento critico da gestire con attenzione. Tuttavia, i dati mostrano che l’Italia fornisce solo pochi aiuti militari, rappresentando meno del 1% del totale europeo.
Il dibattito politico è caratterizzato da una forte polarizzazione linguistica, con categorie come "pacifista" e "filo-putiniano" che limitano la capacità di discutere le motivazioni reali. È evidente che la posizione di chi supporta la guerra o la pace si basa su preoccupazioni diverse: il rischio per la democrazia, la stabilità o il diritto di ogni Stato a difendere il proprio territorio. Per uscire da questa polarizzazione, è necessario superare le tichette e cercare di comprendere le motivazioni di ogni parte, evitando di giudicare in modo automatico.
Il tentativo di un accordo tra PD e Cinque Stelle, proposto da Cofredo Bettini, prevede negoziati, aiuto militare difensivo e una posizione futura nell’Unione Europea, ma è stato criticato perché non risponde a una visione chiara e condivisa. Inoltre, il ruolo dell’Italia nei finanziamenti (17 miliardi) suggerisce che il sostegno sia principalmente economico e non militare. La mancanza di trasparenza sui contenuti degli aiuti e la mancanza di un mandato chiaro per il negoziatore europeo rendono difficile un’azione concreta e unitaria.
FAQs
Il progetto prevede di nominare un negoziatore europeo unico per guidare negoziati diplomatici con la Russia, con l'obiettivo di raggiungere una soluzione pacifica. Tuttavia, manca una linea coerente tra i 27 paesi membri, impedendo l'efficacia del mandato.
L'Italia non può negoziare direttamente con la Russia. Il processo richiede un'azione coordinata tra tutti i paesi europei, e manca una convergenza di posizioni politiche e diplomatiche da parte dei 27 Stati membri.
Secondo il Chiell Institute, dall'anno 2022 l'Italia ha fornito armi per un valore stimato di 3 miliardi di euro, di cui quasi 1,9 miliardi per sistemi antiammissili e meno di 100 milioni per altri sistemi. Questo rappresenta solo il 1,7% degli aiuti totali.
Il dibattito è caratterizzato da semplificazioni estreme, con i sostenitori dell'invio di armi accusati di essere 'filo-putiniani' e i pacifisti di essere 'lobby di guerra'. Queste tichette limitano la capacità di discutere con serietà le motivazioni di ciascun lato.
Bettini propone di continuare i negoziati, aiutare l'Ucraina con aiuti difensivi (non militari), e stabilire una posizione dell'Ucraina nell'Unione Europea senza prevedere l'adesione all'ANATO, che è già stata abbandonata.
Conte ha rifiutato la proposta perché sostiene che fermare solo l'invio di armi non è una vera svolta, poiché l'Italia ha fornito principalmente aiuti finanziari e non armi. Il governo ha quindi un ruolo più ampio in politica estera.
Chat with AI
Loading...
Pro features
Go deeper with this episode
Unlock creator-grade tools that turn any transcript into show notes and subtitle files.