Il podcast analizza il fallimento del Metaverso, il grande progetto di realtà virtuale lanciato da Meta (ex Facebook) nel 2021. Nonostante investimenti enormi, superiori ai 70 miliardi di dollari, il progetto non ha incontrato il favore del pubblico. Le ragioni sono molteplici: un lancio in un momento post-pandemico in cui le persone desideravano riappropriarsi della socialità fisica, una tecnologia VR ancora ingombrante e in grado di causare nausea, e ambienti digitali come Horizon Worlds esteticamente deludenti e difficili da usare. La piattaforma ha registrato un calo di utenti attivi e persino i dipendenti Meta mostravano reticenza nell'utilizzarla. Questo fallimento ha portato a drastici tagli di budget. La società sta ora virando verso la realtà aumentata, collaborando con Ray-Ban per produrre smartglass (Meta AI Glass). Questa tecnologia, a differenza del Metaverso, sovrappone elementi digitali al mondo reale, rappresentando una prosecuzione più naturale dell'integrazione tra vita online e offline, con il potenziale di ridurre la dipendenza dallo smartphone senza isolare gli utenti in un mondo virtuale.
Questo podcast fa parte di. Vois, podcast creator's company. Alzila mano chi si ricorda del meta verso, il grande progetto di Mark Zuckerberg per costruire un mondo in realtà virtuale, in cui gli utenti avrebbero socializzato, lavorato e fatto shopping, trasferendo in questo ambiente digitale e immersivo una parte crescente della loro quotidianità. A poco più di quattro anni di distanza dalla presentazione in pompa mania del 28 ottobre 2021 durante il quale la società al tempo nota come Facebook venne ribattezzata a meta e dopo aver accumulato perdite superiori a 70 miliardi di dollari il meta verso sembra sul punto di chiude ribattenti o almeno di venire fortemente ridimensionato. Secondo le indiscrezioni di Bloomberg meta avrebbe tagliato fino al 30% del budget allocato alla divisione che si occupa del meta verso sviluppando la piattaforma social, horizon wars e divisori in realtà virtuale, questo. Adare l'idea di quanto questo momento fosse atteso è il fatto che le azioni di meta subito dopo le rivelazioni di Bloomberg del dicembre scorso sono salite anche del 4% il meta verso insomma si è rivellato un fallimento travolgendo l'esperanza di Zuckerberg di costruire un ecco sistema che avrebbe controllato anche sotto l'aspetto dell'hardware con i visori quest ed il sistema operativo ovvero horizon o s, colmando così le storiche carenze di meta nei confronti dei suoi principali rivali Apple e Google, chi mai avrebbe potuto prevedere una fine di questo tipo? Son Andrea Daniele Signorelli e questa Crash la chiave per il digitale. In realtà nonostante le immense risorse stanziate da meta e una martellante campagna remarketing allo seticismo nei confronti di questo mondo in realtà virtuale era immerso subito al punto da essere il protagonista della prima puntata in assoluto di Crash intitolata il meta verso non esiste, sulla CNN invece si legge. Il meta verso ero un concetto scivoloso fin dall'inizio proposta una popolazione che sta veniziando a emergere dall lockdown e non desiderava altro che avere la possibilità di ricominciare a socializzare offline nel mondo reale. Il tempismo in effetti è stato sospetto, meta deciso di lanciare all'improvviso in piena pandemia un progetto qui lavorava almeno dal 2014 quando acquistato per 2 miliardi di dollari la società di visori in realtà virtuale Oculus e di cui Zuckerberg aveva già esplicitamente parlato nel 2016. A voler pensare male potrebbe sembrare che il colosso di Menlo Park abbia approfittato del covid per offrire un'alternativa virtuale all'assenza di socialità di un mondo ancora per poco alle prese con il lockdown. Oltre ad aver sottovalutato la volontà di ritornare a una socialità in presenza meta probabilmente sopra valutato le potenzialità di una tecnologia come la realtà virtuale. Ancora oggi è a maggior ragione nel 2021 caratterizzata da visori ingombranti scomo di e che a molti generano senso di nausea si utilizzati a lungo. Oltre che da ambienti virtuali esteticamente poco gradevoli difficili da navigare e in cui socializzare è molto meno agevole di quanto si possa immaginare. Nonostante le fondate per plessità alla spinta di meta a futale da convincere tantissime altre realtà a puntare sulla realtà virtuale, da Microsoft invidia da Disney a Tinder fino ad arrivare agli assurdi progetti metaversali dell'unione europea dell'interpol e perfino del consortio prosciutto sandaniele. Tutti sono saliti sul carro del meta verso guidato da Mark Zuckerberg per poi scendere non appena è diventato chiaro che non sarebbe andato da nessuna parte. Se c'è un momento sparti acqua nella breve storia del meta verso questo risale probabilmente alla costo 2022. Quando meta annuncio il lancio di Horizon Wars in Europa inizialmente solo in Francia e in Spagna con un'ava tardizzaker bergattalmente brutto che il giornalista del New York Times Kevin Ruse scrisse. È sinceramente sconcertante che meta abbia investito in un anno 10 miliardi di dollari e la grafica della swap di punta sia peggiore di quella di un gioco dell'ui del 2008. La realtà stava insomma prevalendo sulla macchina del marketing di meta mentre gli utenti inizialmente in curiositi iniziamo ad abbandonare proprio Horizon Wars i grandi social network immersivo in realtà virtuale che avrebbe dovuto rappresentare il fiore all'occhiello del meta verso. Dei 280.000 del febbraio 2022, il numero di utenti attivi era già sceso a 200.000 nella prima metà del 2023. Numeri in micro scopici e addirittura in calo che hanno convinto meta a non comunicare più nessuna cifra a riguardo. Contestualmente iniziava a cercolare la notizia secondo la quale perfino i dipendenti di meta si stavano rifiutando di utilizzare gli strumenti realtà virtuale per il lavoro come Horizon War Crums ancora oggi in versione beta e questo nonostante le chiare direttive della società. Quando le stesse persone che stanno sviluppando un prodotto non voglio usarlo significa che le cose stanno davvero prendendo una brutta piega. Per molti versi d'altra parte il meta verso è il peggio dei due mondi, ricrea in un ambiente digitale che è tendenzialmente privo quelle frizioni che invece caratterizzano il mondo fisico senza però riuscire in alcun modo a replicarne la ricchezza. La realtà virtuale rimane una tecnologia adatta ad alcuni casi specifici, videogiochi o training di situazioni particolari dove siamo ben contenti di sacrificare la comodità e semplicità d'uso per fare esperienze straordinarie e soprattutto temporane, ma non è in alcun modo adatta a un uso costante e quotidiano. Aggiungiamo cile cessive promesse del marketing che facevano immaginare un mondo già aperto e liberamente splorabile la dove c'erano invece singole piattaforme se parate l'una dall'altra e con funzioni diverse oltre alla fretta di mettere sul mercato dei prodotti che soprattutto nel caso di Horizon Wars avrebbero probabilmente dovuto richiedere molta più pazienza e cura il fallimento eservito. Apesare più di ogni altra cosa fu però un errore di valutazione alla base dell'intero progetto di Metaverso. Negli ultimi decenni il mondo digitale e quello fisico, il mondo online e quello offline, hanno teso sempre di più a convergere da cui la celebre definizione di On Life cognata da Luciano Floridi. Il Metaverso puntava invece a sequestrarci dal mondo fisico per farci temporaneamente, ma integralmente trasloccare in uno digitale. La cosa paradossale è che proprio Zuckerberg più di chiunque altro sta da tempo spingendo in direzione online e aveva dunque tutte le carte in mano per comprendere i limiti del Metaverso. Meta ormai da anni punta infatti sulla realtà aumentata una tecnologia per molti versi opposta alla realtà virtuale. Se quest'ultima cisso trai al mondo fisico per immergerci in uno completamente digitale, la realtà aumentata sovrappone invece elementi digitali al mondo fisico attraverso quegli Smart Glass recentemente ribattezzati da Meta AI Glass per sfruttare l'ipe dell'intelligenza artificiale che il colosso di Menlo Park produce dalla 2021 in collaborazione con Rayban e che sono stati un inaspettato successo. Per non commettere lo stesso errore di Apple e quei Vision Pro basati su realtà aumentata sono molto più avanzati ma troppo costosi e ingombranti per una diffusione di massa e un utilizzo regolare metà scelto la strada opposta a commercializzato dei visori quanto più possibile simili a dei normali occhiali e inizialmente dotati soltanto di mikrofono, telecamera, assistente digitale e poco altro. Mano a mano che la miniaturizzazione della tecnologia lo consente e Meta sta però gradualmente integrando nei suoi Smart Glass la realtà aumentata che ha fatto la prima comparsa nei recenti Rayban display, lanciati nel settembre 2025 al prezzo di 800 dollari e fino oggi disponibili soli in alcune nazioni e supernotazione. Per il momento i Rayban display che hanno anche ricevuto qualche critica per le renuncia in termini di design possono soltanto mostrare attraverso le lenti un piccolo monitor che sostituisce parzialmente ciò che di solito visualizziamo sullo smartphone consentendoci di monitorare le notifiche o altro senza estrarre il telefono dalla tasca. Se le cose andranno come previsto nel giro di qualche anno potremmo però realmente vivere in un mondo aumentato. L'indicazione di Maps saranno proiettate davanti e nostri occhi e sovrapposte all'ambiente che ci circonda, una freccia digitale ci indicherà il posto in cui sederci quando ci rechiamo al cinema o allo stadio, delle d'ascalia informative verranno proiettate direttamente sui monumenti e chissà magari il nome di una persona con cui siamo in contatto su Instagram comparirà davante al suo viso quando l'incrociamo per strada. Quest'ultimo aspetto assieme al fatto che gli Smart Glass sono sempre armati di videocamera fanno comprendere le criticità di questi visori in materia di privacy. Allo stesso tempo è evidente come questa innovazione, a differenza del metaberso, rappresenti la naturale prosecuzione della traiettoria fin cui seguita dalla tecnologia, che tende ad avvicinare sempre di più dispositivi al corpo umano e affondere l'ambiente digitale a quello fisico, permettendoci così un domani di liberarci finalmente dall'obbligo di vivere con lo smartphone in mano e senza nemmeno doverci trasferire in un mondo virtuale e desteticamente orribile come il metaberso su cui aveva scommesso tutto Mark Zuckerberg. Son Andrea Daniele Signorelli e questo Crash, la chiave per il digitale, se ti è piaciuta questa puntate uoi supportare Crash puoi fare due cose semplicissime ma che fanno la differenza mettere 5 stelline e condividere questa puntata con i tuoi amici e le tuoi amiche a mercoli di prossimo.
Podcast Summary
Key Points:
Il Metaverso di Meta, lanciato con grandi aspettative nel 2021, si è rivelato un fallimento, portando a tagli di budget e a un forte ridimensionamento del progetto.
Le cause del fallimento includono
Meta sta ora puntando sulla Realtà Aumentata (es. smartglass con Ray-Ban), una tecnologia più integrata nel mondo fisico e vista come evoluzione naturale del digitale, a differenza dell'isolamento del Metaverso.
Summary:
Il podcast analizza il fallimento del Metaverso, il grande progetto di realtà virtuale lanciato da Meta (ex Facebook) nel 2021. Nonostante investimenti enormi, superiori ai 70 miliardi di dollari, il progetto non ha incontrato il favore del pubblico. Le ragioni sono molteplici: un lancio in un momento post-pandemico in cui le persone desideravano riappropriarsi della socialità fisica, una tecnologia VR ancora ingombrante e in grado di causare nausea, e ambienti digitali come Horizon Worlds esteticamente deludenti e difficili da usare.
La piattaforma ha registrato un calo di utenti attivi e persino i dipendenti Meta mostravano reticenza nell'utilizzarla. Questo fallimento ha portato a drastici tagli di budget. La società sta ora virando verso la realtà aumentata, collaborando con Ray-Ban per produrre smartglass (Meta AI Glass).
Questa tecnologia, a differenza del Metaverso, sovrappone elementi digitali al mondo reale, rappresentando una prosecuzione più naturale dell'integrazione tra vita online e offline, con il potenziale di ridurre la dipendenza dallo smartphone senza isolare gli utenti in un mondo virtuale.
FAQs
Il Metaverso era il grande progetto di Mark Zuckerberg per costruire un mondo in realtà virtuale dove socializzare, lavorare e fare shopping. Si è rivelato un fallimento, con perdite superiori a 70 miliardi di dollari e ora sembra sul punto di chiudere o essere fortemente ridimensionato.
Ha fallito per una combinazione di fattori: tempismo sbagliato (lanciato in piena pandemia quando le persone desideravano socialità reale), tecnologia immatura (visori ingombranti e che causano nausea), ambienti virtuali poco gradevoli e una sottovalutazione della volontà di tornare alla socialità in presenza.
Horizon Worlds, il social network immersivo di punta del Metaverso, ha visto un crollo degli utenti attivi (da 280.000 a 200.000) e ha ricevuto critiche feroci per una grafica considerata scadente. Anche i dipendenti Meta si rifiutavano di usarlo, segnando il suo declino.
Meta sta ora puntando sulla Realtà Aumentata, in particolare sugli smart glass in collaborazione con Ray-Ban. A differenza della realtà virtuale, questa tecnologia sovrappone elementi digitali al mondo fisico, rappresentando una prosecuzione più naturale dell'evoluzione tecnologica.
Sono occhiali intelligenti che integrano microfoni, telecamera e un assistente digitale. I modelli più recenti, come i Ray-Ban Display, includono un piccolo monitor nelle lenti per visualizzare notifiche, puntando in futuro a proiettare informazioni direttamente nel campo visivo dell'utente.
Il fatto che gli smart glass siano sempre dotati di videocamera solleva notevoli criticità in materia di privacy. La possibilità di registrare costantemente l'ambiente e di proiettare informazioni personali (come nomi di contatti) in pubblico è una delle principali preoccupazioni.
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