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Il gioco spontaneo e la salute mentale dei bambini

47m 37s

Il gioco spontaneo e la salute mentale dei bambini

Il podcast esplora il legame tra il declino del gioco spontaneo e la crescente crisi di salute mentale nei bambini e nelle bambine, evidenziando come la perdita di tempo libero e di attività non strutturate abbia un impatto diretto sullo sviluppo emotivo e cognitivo. Studi di Peter Gray, Stuart Brown e altri ricercatori dimostrano che il gioco spontaneo, in particolare in gruppi eterogenei di età, è fondamentale per lo sviluppo del cervello, la resilienza emotiva e la capacità di auto-regolazione. Il gioco in natura, l’accesso a spazi verdi e l’educazione al rischio controllato migliorano il benessere fisico e mentale, mentre una supervisione eccessiva o l’isolamento dei bambini dai loro pari età riducono significativamente queste opportunità. L’approccio ideale per gli adulti è quello di essere presenti e sicuri, ma non direttivi, fungendo da facilitatori e coprogettisti. È essenziale ridurre gli schermi, promuovere classi eterogenee e garantire spazi di libertà ludica, soprattutto nei primi anni di vita, quando la plasticità cerebrale è massima. Queste scelte non sono una nostalgia del passato, ma una risposta attuale alle esigenze biologiche dell’infanzia, necessarie per costruire una base armoniosa per il futuro apprendimento e il benessere psicologico.

Transcription

5983 Words, 38198 Characters

Italian
Ben trovate, ben trovate, eccoci per un nuovo episodio del podcast, sono Silvia Yacarino, la fondatrice di Percorsi Formativizzero 6, e oggi parliamo di gioco spontaneo e malessere di bambini e bambine, quindi quello che le ricerche ci evidenziano come crescente crisi della salute mentale dei bambini e del bambine, in età purtroppo sempre più percoce, e come tutto questo sia collegato alla caduta libera a me del tempo per il gioco spontaneo a disposizione di bambini e bambine, questo episodio è collegato a quello precedente sul tema della anticipo, della pressione accademica, degli apprendimenti accademici, in età anche lì sempre più percoce, e per tanto va un po' a completare l'episodio precedente per l'appunto, che cosa sostanzialmente merge dalle ricerche dagli studiche, c'è un legame tra il declino del gioco spontaneo, del gioco libero e misto per età, e per l'appunto la crescente crisi di salute mentale e bambini e dole scenti. Faremo riferimento in questo episodio, principalmente agli studi di Peter Gray, psicologo e professori di ricerca al Boston College, il quale peraltro ha svolto per noi, di per cosa si fa materializzare al sei, uno webina gratuito, ho avuto l'onore di incontrarlo ed eviso per quanto online, ma insomma, ci ho parlato, grande emozione, anche la parte mia, ai primi di novembre, abbiamo registrato Peter Gray uno webina gratuito per l'appunto che se non avete già visto, vi invito a recuperare, troverete il link al webina che pervede anche un attestato direttamente nelle notte al podcast, quindi volendo quel webina gratuito con Peter Gray può completare ulteriormente questo episodio di oggi del podcast e faremo riferimento anche dal prestudiosi come Paxe, un euro scienziato, pianiere dell'escenza euroaffettive e a Stuart Brown, che fondatore del National Institute for play, è che è un istituto alternazionale, sebbene, statunitense, che si occupa proprio di gioco e dell'importanza del gioco, chiaramente soprattutto del gioco spontaneo, iniziamo dai dati che sono decisamente sconfortanti all'armandia. Peter Gray nel 2011 ha pubblicato un studio nella rivista americana American Journal of play, uno studio che ha stato citato più di 1.100 volte dalla comunità scientifica studio nel quale Gray ha analizzato decenni di dati, provenienti da questionare standardizzati, sono ministrati e popolazioni infantili e adulte da 1950 al 2010, e quello che si è relevato da questi studi è che l'ottanta cinque per cento dei giovani negli anni 2000 aveva punteggi rianzi a più alti rispetto alla media degli anni 50. La depressione clinica tra gli studenti universitari era cresciuta di 8 volte, e veggio mi sento, ai me, i tassi di suicidi erano quadruplicati per rispetto a bambini, ragazzi, sotto i 15 anni, quadruplicati tra 1950 e il 2005, quindi sono, diciamo, che i dati sono veramente pesanti e sconfortanti. Nel 2003, scusate nel 2023, sempre Peter Gray, con voglia antropologi, David Lensy e lo psicologo dell'usiluppo David Bjorklund, ha pubblicato un articolo di polisi sul giornal of pediatrex, una delle riviste mediche piediatre che, più prestigiosi al mondo, articolo che pur essendo sore di due anni fa, è stato citato più di 130 volte, sintetizzale prove, rispetto a come una causa primaria della crisi di salutamentale Giovanile, è il declino che ormai va avanti ai me, da decenni, nelle opportunità di gioco spontaneo indipendente e nelle attività non supervisionate dagli adulti. Quindi questo articolo che è rinbalzato anche su diverse testate giornaliste che internazionali ha proprio evidenziato la gravità della situazione, era questo punto di vista rispetto proprio a quanto la caduta libera del tempo, di gioco spontaneo, sia collegata al declino della salutamentale. Un altro studio più recente del 2025 pubblicato su giama pediatrex mostra di la percentuale di bambini adorecenti in Asia, è aumentata dal 7,1% nel 2016 al 10,6% nel 2022, un incremento del 49%, la depressione è salita dal 3,2% al 4,6%. Un altro studio su giama Network Open condotto i california, su oltre 1,7 milioni di bambini ragazzi, ha rilevato che tra il 2017-2021 notiamo che di mezzo, ovviamente Cercovid, la depressione è aumentata del dioltre 55%, e l'Asia è aumentata dioltre il 31%, e insomma diciamo che i dati sono veramente molto pesanti. Tra l'altro il CDC, Stato Unitense, il Center for Disease Control and Prevention, è il stima che è il 17,4% dei bambini tra i 2,8 anni, 2 e 8 anni, sotto l'ineo, presenta sintomi di patologia mentale, comportamentali del rosirubco. Quindi la ricerca mostra quanto i problemi salutamentali nei bambini, in particolare, in età prescolare, hanno ormai purtroppo tassi simili a quegli osservati nei bambini più grandi. E ciò che preoccupa anche è che se queste difficoltà, queste fatiche, non sono prese in carico, queste difficoltà si possono ovviamente reverberare negli anni successivi della scuola. Quindi, tante volte, come adulti, come genitori si pensa che, ma si va bene, passerà, un bambino crescerà, si systemerà da solo, e alcune cose, invece, hanno necessità assolutamente di essere supportate. Che cosa sta causando questo declino trammatico della salute mentale in bambini ragazzi, in età sempre più precoci? Ecco che qui, per la punto di versi studi, vanno ad accancciare come risposta a questa purtroppo triste e statistica, la crollo verticale delle possibilità di gioco libero e spontaneo per i bambini e le bambine. E ancor più di quel gioco spontaneo da poter fare libertà con altri bambini in età differenti. Quindi, in gruppi heterogenei di bambini senza la supervisione diretta degli adulti. Pondamentalmente, perché mi sta scoltando probabile che molti di noi siano cresciuti in cortile, nei praticoni, amici, amiche, di varie età. Io stessa che sono cresciuta pure in città, sono da 72, neanche in città, solo si giocava in tutti i siano in cortile, età differenti. I giorni torni, intanto, puttavano lo occhio giù dalla finestra e via, chiaro, le situazioni sono cambiate, d'accordo, certamente. Però, ecco, proviamo a capire quanto effettivamente questo cambiamento, nell'urbanizzazione, nei ritmi di vita, nell'ostile di vita, nei compesso socio-culturale e economico che siamo attraversando quanto tutto questo, effettivamente, impatti sulla salute mentale dei bambini. Prima di andare avanti, sempre tornando a nostro Peter Gray, proviamo a capire cosa si intende per gioco, gioco spontaneo e cosa, come non intende, in questo caso, Peter Gray, che peraltro è tra i massimi esperti mondiali quando parliamo di gioco di gioco spontaneo. Peter Gray ci dice che il gioco, il gioco spontaneo, deriva dalla confluenza di quattro elementi principali, il fatto che il gioco deve essere auto, scelto e diretto dal bambino, quindi il bambino è una bambina giocca perché desidera farlo, non perché ho obbiliato a farlo. E guidato dalla motivazione in trinseca questo secondo elemento, quindi il gioco non è fatto per ottenere ricompensse esterne o l'odio, per raggiungere qualche obiettivo, qualche performa, spalche risultato, ma scaturisce dall'interesse del bambino, della bambina, da ciò che lo motiva internamente a per gustare, indagare, interrogare il mondo e la vita secondo le sue proprie linee di interesse. Stutturato da regole mentali ci dice Peter Gray il gioco e governato, da regole che esistono nella mente dei bambini, cioè dei giocatori, e non in poste dall'esterno. E tipicamente un gioco immaginativo, cioè dove c'è un qualche elemento di creatività, di fantasia, difenzione, di inventiva della bambina, non perforza solo gioco di ruolo ovviamente dove io facciamo [Musica] che io ero il dottore, il tueri, il bambino che viene dal dottore, ma anche proprio sia si tipo di dinamica ludica che ovviamente scaturendo dal mondo interiore del bambino prevediti per se un'immaginazione fosse anche costruire una torre di cubi. Quando un adulto dirige, invece il gioco decide le regole in pone l'attività, non è più un gioco nel senso evolutivo del termine, diventa un'attività strutturata che può anche avere ovviamente sui meriti, su valore, ci ho anche rep, però non è più il gioco spontaneo di cui stiamo parlando. Perché il gioco è così importante. Peter Gray è da tempo appunto nei suoi studi nel suo lavoro e anche il queso webinar che abbiamo registrato insieme a lui sotto linea alla prospettive evolutiva, cioè come il gioco si è necessario per mettere in campo competenze essenziali per la supervivenza, la riproduzione e la crescita è successo evolutivo della creatura in questione. Peraltro non giocano soltanto gli umani, ma come sappiamo anche altri mamiferi. Abbiamo tutti i mente gatti, cani per parlare, sovado i pet che abbiamo più vicine a noi, ma ovviamente non solo che giocano, quindi il gioco non è prerocativa soltanto della animale umano, ma anche di animali non umani. Nel gioco, bambine e bambine sostanzialmente hanno un'interesse a allenare competenze specifiche per la propria specie, per cui il gioco è quel dispositivo che la natura messa a disposizione di mamiferi dei giovani mamiferi per mettere in campo attraverso modalità, piacevole, divertenti che favoriscono il benessere, tutta una serie di competenza, abilità e capacità che possono, ovviamente, essere utili per la vita. Inoltre, Jack Panxep, un euro scienziato, pioniere delle nuocenze affettive, ha mostrato attraverso diversi decenni di ricerca che il gioco è proprio cableato strutturalmente nel cervello dei mamiferi e ha identificato quello che Panxep ha appunto accamato il sistema Play scritto e mai uscolo perché i sistemi di cui Panxep si occupato, non solo il sistema Play, ma adesso non parliamo di questo, in questo caso appunto è scritto e mai uscolo se si trova in letteratura dei referimenti a Panxep per distinguoro dal concetto generico di gioco, quindi Play in mai uscolo si intende proprio come circuito nel cervello, cableato nel cervello dei mamiferi come circuito neurale primario, che è situato nelle regioni succorticali del cervello e che quindi indica come effettivamente, se il nostro cervello ha un'area dedicata, un circuito dedicato al gioco, identemente, è qualcosa di molto molto importante. Panxep ha fatto diversi esperimenti, diverse ricerche anche sui rati, e ha identificato come il gioco, soprattutto il gioco turbulento, il gioco, cosiddetto di lotta di mischi, appunto gioco turbulento, attiva all'interno del cervello, in questo caso dei rati, tra i 300 e 1200 geni nella corteccia preferentale. Panxep ipotizzava che potrebbero essere addirittura 3.000 geni attivati dal gioco, cioè il gioco costruisce il cervello, attiva la corteccia preferentale e soprattutto lo è rilevato come questo, andrà a sencidere fortemente nella socialità tra gli individui della specie. Stuart Brown, che vi accenavo l'inizio dell'episodio, psichiatra e fondatore a punto del National Institute for Play, ha concluso dai suoi studi che la deprivazione di gioco, soprattutto quando severa pronungata, è principalmente, nel caso dell'UA, è appunto nei primi, 10 anni di vita, e collegata una maggiore propensione alla violenza antisociale e ha problematiche, anche psico-papatologiche, che possono essere pure gradi. Brown definisce la deprivazione di gioco come forma proprio di fame, emotiva e multisensoriale. E a svolto, nonerevoli collopi clinici, comigliaia di persone, documentando che coloro che hanno subito una deprivazione del gioco, da moderata a severa nei primi, 10 anni di vita, tendono a mostrare una forte disregolazione emotiva, una prevalenza aumentata di depressione, una tendenza rimanere bloccati in percezioni rigide e inflesibili, una difficoltà ne contro degli impulsi, una capacità di otto regolazione ridotto, una propensione alle dipendenze, una scarza gestione della aggressività, fragilità e superficialità nelle relazioni interpersonali. Al contrario, Brown è evidenziato come bambini che hanno avuto adeguato e sufficiente tempo di gioco nei primi 10 anni di vita, invece hanno una maggiore resilienza, un maggiore benessere, maggiore capacità di auto-regolazione e empatia. Quali sono quindi benefici concreti del gioco in particolare nell'06, l'età di cui ci occupiamo? Uno studio del 2024 ha documentato che gioco spontaneo migliora il pensiero critico di oltre il 40% aumenta le capacità di problem solving di oltre 30% e la creatività di oltre 40% sul piano sociale favorisce la coperazione, la comunicazione, la risoluzione dei conflitti, permette in oltre bambini di esprimere, sentimenti, gestire la stress e regolare le emozioni. Un esperimento poi particolarmente interessante, Condotto Hong Kong che si chiama Play In Grow è proprio un vero programma di educazione alla prima infancia dove viene infatizzata la connessione con la natura e appunto il gioco spontaneo. I risultati hanno mostrato tra l'altro favorendo molto anche contatto con la natura, un cambiamento nel microbiotentestinale dei bambini e quindi una maggior salute fisica, fisiologica, sistemi monetari o quant'altro, ma anche cambiamenti e comportamenti prossociali e una forteriduzione della rabbia per cui si visto come implementare gioco spontaneo, soprattutto in natura, anche in contesti altamente urbanizzati, come può essere un Kong fa la differenza nel benessere di bambini e bambini. Un altro evento importante che, per annunciavamo all'inizio, riguarda l'importanza della mescolanza di età, quindi la gioco in gruppi heterogenei, nella storia dell'umanità fino, traviigolette all'altro ieri da un punto di vista occolutivo, gli umani sono cresciuti effettivamente alla riperta, giocando i gruppi di bambini e non supervisionati dalla adulta, dagli adulti e in gruppi misterietà. Questo è sempre stato il modo in cui bambini sono cresciuti per i secoli, dei secoli, dei secoli. È una forzatura degli ultimissimi decenni invece quella di chiudere bambini al incontenitori, insomma, in scato le chiuse, come dice la Paul Attonelli che abbiamo avuto, ospite dei nostri corsi più volte, non si passa d'un scato all'altra, scato la casa, scato la auto, scato la scuola, scato la auto, scato la casa. Quindi ai me si sta sempre più alchusa e sempre più con gruppi homogenei per età. Per altro, i grandi fatica, anche per gli adulti, perché se pensiamo di segnare la scuola dell'infanzia con la classe homogenea di tre anni, sono difficili e rispetto a una classe heterogenea dove abbiamo 3, 4, 5 anni, ad esempio, ma anche al nido, ormai la prevalenza a parti bambini piccolissimi, le prime anode di tà, ma nel secondo e terzo anno di nido, la stragrande maggioranza di struttura educative, lavora comunque in etamiste, quindi il secondo e terzo anno di tà vengono per lo più, è la maggior parte dei casi, quindi ramischiati, mescolati, quindi i classi heterogenei. Il gioco misto per età è veramente molto importante e negli studi, questo è documentato ampiamente, per esempio, sempre il nostro Peter Gray, in uno studio del 2011, pubblicato su l'America in Journal of Play, ha documentato l'importanza, i vantaggi unici per piccoli per i grandi del gioco in età, in gruppi heterogenei. Per i bambini più piccoli, giocare con bambini più grandi, permette l'ora di operare in quella perigoscia, chiamato zona di sviluppo prossimale, cioè in pratica quello che accade che i più piccoli possono impegnarsi in attività, che sarebbero troppo complessi edificili da fare rasole o con i pari età, ma che invece appoggiate l'impalcatura, lo scaffolding che possono fornire naturalmente bambini più grandi, possono essere invece appunto attraversate e frontate. Per esempio, un bambino di due anni che gioca con un bambino, una bambina, pratello, sorella che sia piuttosto con un compagno a scuola di cinque anni, può partecipare a giochi molto più elaborati di quelli che sarebbe una probambino di due anni. Inoltre i bambini possono ricevere supporto emotivo e cura dai più grandi osservano comportamenti più sofisticati che sono dei veri propri modelli e possono sviluppare competenze, motore, cognitive, linguistiche più rapidamente e proprio grazie allo scaffolding fornito dai bambini più grandi. Non perché vogliamo spingere diciamo gli apprendimenti in età precoce, chiaramente, ma perché avviene in modo del tutto naturale come natura, previsto, appunto all'interno di gruppi etero-gene tra bambini. I benefici sono anche, ovviamente, ricci, proci, cioè i bambini più grandi tra aggono vantaggi molto grandi dalla giocare con i più piccoli infatti hanno l'opportunità di praticare doti di accurimento, anche doti di leadership, di imparare insegnando per cui mentre insegno un bambino più piccolo la terminata abilità, rinforzo in me, la capacità, l'abilità, l'aprendimento di quella abilità, perché sappiamo che quando insegniamo qualcosa, qualcun altro, tutto questo consolida il nostro stesso sapere. I bambini più grandi possono essere ispirati anche dalla creatività, dall'immaginazione dei bambini più piccoli e possono sviluppare capacità prospettiche, empattia e maggiore capacità di autoregolazione, di inibizione degli impulsi, diventano sostanzialmente più socialmente demotivamente competenti e la ricerca empirica conferma questi benefici, per esempio, uno studi della mese ha seguito uno stesso gruppo di bambini nel tempo dai due anni e nove mesi, fino a sei anni e un dieci mesi per un totale di oltre 2017 bambini e ricercatori hanno scoperto che i bambini in classi di etanista avevano maggiori guadagni nella crescita rispetto i bambini che giocavano in età in classi di età homogenea e la differenza era maggiore nelle classi con un range di 24 mesi di differenza di età tra i bambini, quindi la dove ci sia, almeno due anni di differenza di età tra i bambini che compongono quel gruppo i benefici per tutti i bambini sono maggiori. Un altro studio americano della Giorgio Maison University ha osservato 47 bambini per 18 mesi e ha relevato che i bambini in classi di etanista erano più propensi a impegnarsi modalità di gioco complessor, rispetto i bambini di età homogenea il gioco era più ricco, più laborato e più creativo e anche andando indietro nel tempo montessori e lo stesso di goschi che sono due giganti della pedagogia erano sostenitori del gioco e dell'apprendimento in gruppi di etanista per cui non è cosa solo recente l'idea che è la perorazione della causa della etanista per il gioco di bambine bambine. Questo significa sostanzialmente per noi adulti creare opportunità per il gioco misto per età e per tanto far sì che soprattutto nei contesti lucrativo scholastici perché ovviamente il famiglia accade in modo naturale, savo che i regiomelli che chiaramente hanno la stessa età ma sappiamo figli di età diversa e normale che chiaramente giocano anche insieme savo che poi le tà la differenza non sia enorme non chiaro che sappiamo quindi c'è ne con un due ne sarà più difficile ma sappiamo come spesso accate noi i bambini dei due anni con la sorella frattena di cinque sono facilmente giocarane insieme ma ecco nei contesti lucrativo scholastici diventa molto importante ragionare proprio sudare l'opportunità bambine bambine di attraversare le loro giornate, abitare contesti educativi in gruppi misti di età. Un altro elemento importante è quello della supervisione da parte degli adulti perché per i secoli del secoli come ricevamo gli umani sono cresciuti alla riaperta in gruppi misti non supervisionati degli adulti per ogni minima cosa e quello che invece oggi a me releviamo e che al contrario i bambini sono continuamente controllati, vigilati, supervisionati degli adulti poi ovviamente non siamo dicendo perché poi noi non abitiamo più in contesti spoco urbanizzati come un tempo quindi chiaro che soprattutto che vi vencita noi che possiamo pensare di lasciare i bambini asperanti io e via. La questione qual è di nel nostro caso quindi il 2025 e quasi ormai in 2016 di far sì che bambini e bambini abbiano comunque opportunità il gioco spontaneo non strutturato e non condotto e diretto dagli adulti e già questo è l'aspetto non da poco quando invece bambini sono sempre più ingabbiati dentro attività strutturate continuo e per cui non solo c'è la scuola dove spesso soprattutto già la scuola dell'infanzia ancora più per bambini più grandi dell'infanzia come dicevamo nel precedente episodio ci già una didattica molto strutturata in portato e molti casi ma anche fuori dalla scuola i bambini e le bambine passano le settimane tra una attività strutturata e l'altra dalla attività sportiva, quell'artistica, quella creativa, a quella di lingua, morale che hanno una agenda molto fitta con attività per lo più strutturate di rete dagli adulti e quindi il gioco libero, il gioco spontaneo si riduce, si assottiglia se non addirittura sparisce quasi del tutto. La ricerca ci dice molto chiaramente che è assolutamente importante che bambine bambine possano podere di una certa autonomia nel gioco quindi quello che la ricerca ci evidenzia e quanto si è importante che i bambini e le bambine possano avere opportunità di gioco nostraettamente superfissionato che vuol dire, che c'è ovviamente un adulto nei pressi che chiaramente guarda quello che succede che nessuno si faccia male, che non si necessaria a ambulanza, dopo di che lascia che i bambini giochino in piena libertà, in piena spontanetta. Quindi questo significa che l'adulto chiaramente insomma un tonne contesti attuali, certamente ci dovrà essere, certamente dovrà verificare come dire che vara tutto bene che non si stia ammazzando a resono, ma con grandi margine di libertà per i bambini di auto determinarsi nelle loro condotteludiche, soprattutto poi ci dice la ricerca, l'importanza del gioco alla reperta. Purtroppo oggi, soltanto il 33% dei bambini, gioca alla reperta senza una supervisione stringente, rispetto a 80% degli adulti di oggi compresi nell'età tra i c45 e 64 anni, che quando erano bambini hanno giocato per 80% di loro alla reperta in modo non supervisionato. Quindi quando eravamo bambini noi per lo più il gioco era questo, alla aperto in gruppi misti e non supervisionati nella quasi totalità dei casi. Giù invece ha assolutamente la strada e maggioranza di bambini non ha l'opportunità di giocare molto spontaneo, giocare alla reperta con una minima supervisione da parte degli adulti, ripeto non si tratta di lasciare al aspere indio e allo sbaragli bambini ovviamente. Ma abanamente può essere che mentre siamo al parquetto i bambini giocano noi stiamo da parte, guardiamo da lontano senza mettere vecco intervenendo se proprio è necessario. Quindi questo è in attuale quello che possiamo comunque mettere in campo come distanziamento che permette bambini di auto determinarsi nelle condotte di gioco. Abbiamo già cegnato a lavoro di Stuart Brown sulle conseguenze della deprivazione di gioco e approfondiamo ancora un po' questi elementi. Ci sono come vi accenavo prima migliaia di interviste cliniche che Brown ha condotto dalle quali emerge un quadro che era in te, cioè che è la deprivazione moderato severa, soprattutto come vi accennavo nei primi 10 anni di vita. E collegata una disregolazione motiva, una prevalenza aumentata di depressione, un controllo degli impulsi diminuito, maggiori predisposizionali di pendenze, gestione della aggressività diminuita e fragilità delle relazioni impersonali. Quello che emerge sostanzialmente da lavoro di Brown è che quando sono sotto stress, gli individui dei privati di gioco diventano guidati più facilmente dall'umore, quindi dall'oro stato emotivo, e mancano di quelle alternative experienziali derivate proprio dal gioco per alleviare i loro comportamenti emotivamente guidati. Esempi tragici, purtroppo, di deprivazione di gioco vengono anche dagli orfani romani degli anni '90, bambini che purtroppo sono stati isolati e privati di socializzazione di gioco e studi longitudinali hanno ostrato retardi nell'osiluppo e impattanti difficoltà per tutta la vita. Non era chiaramente nel caso degli orfani romani sono un tema di deprivazione di gioco ma anche un tema di deprivazione di forme, di interazione, umana, sane e sostenenti. La ricerca successiva ha documentato che comunque quei bambini che hanno avuto la opportunità di recuperare attraverso l'appunto, il gioco e alla vero favorite le possibilità di giocare hanno recuperato meglio rispetto a chi invece non ha voto queste opportunità. Secondo Brown, secondo i suoi studi, i bambini quindi dei privati di gioco possono mostrare più avrebbe termine mancanza di resilienza e di curiosità, difficoltà nella regolazione delle emozioni, comportamenti automatici e repetitivi, difficoltà a impegnarsi socialmente e reazioni esplosive alla frustrazione. C'è poi un rapporto gallese che è il Play Wales che è una organizzazione britannica dedicata al gioco infantile che l'encale conseguenze della deprivazione di gioco per i bambini più piccoli. Dal isolamento sociale, alla depressione, povera resilienza, autocontrollo ridotto, ziluppo ridotto dell'indipendenza, usena appropriato del potere, scarca assertività, un pensiero restretto, una poca capacità di pensiero critico di indagare la realtà, una mancanza di cui libre motivo, l'incapacità di usare i simboli per comunicare le sprimere se stessi, ritardo, nellosiluppo e livelliumentati di ansia, per cui sono osservazioni cliniche raccolte da recenni di lavoro con i bambini che hanno per l'appunto subito privazione di gioco. Insomma, diciamo che, come dire, l'impatto non è poca cosa, e ovviamente in un mondo con l'attuale, cidettale, dove il gioco spontaneo è sempre più sottile, sempre meno il tempo per cui bambini bambine possono giocare in modo spontaneo, noi adulti abbiamo necessità di fare ad vocassiccio e di perorare la causa del gioco spontaneo, del gioco autodiretto, delle possibilità per i bambini di auto determinarsi per il suo racconto dell'Udic, e quindi che fare. Innanzitutto, dare tempo, questa prima cosa, al gioco spontano quotidiano. L'America, la Academy of Pediatrics, la Cumanda che i bambini è da prescolare abbiano al meno 3 ore al giorno di attività motoria, ludica, questo ci allo dice anche l'organizzazione mundial della sanità, quindi 3 ore al giorno di movimento, poi per il bambini movimento è anche gioco, perché il movimento stesso per i bambini è una forma di gioco, di gioco senso motorio, e un gioco che non dovrebbe essere strutturato, quindi una porzione sostanziale idealmente almeno un paio d'ora al giorno dovrebbe essere gioco spontaneo, autodiretto, dove il bambino, da bambina, che decide cosa fare. Secondo step, creare opportunità per il gioco misto, pentà, se siamo in un contesto educativo scolastico, sicuramente avere classi heterogene e un vantaggio che offre a bambine e bambine quell'opportunità di cui abbiamo parlato in precedenza. Se abbiamo classi omogene come professionisti, proviamo a fare dei pensieri per rispetto a quanto invece non potremmo all'interno dei nostri servizi a scuole andare a restructurare il nostro approccio, propendendo verso le terogeneità dei gruppi di età dei bambini. Il terzo punto molto importante offrire opportunità di gioco alla reperta, ormai lo sappiamo in tutte le saha, se che è l'odore è fondamentale per starbene, per gli adulti, per i bambini, nei ricerchi scientifici si sprecano ramai, quindi non è che c'è davvero dei dubbi su questo perché i studi sono impissimi, quindi stanno i adulti, offrire quelle opportunità di gioco alla reperta, non certamente supervisionato, per esempio che faccio prima, siamo all'aperto e bambini hanno l'opportunità, chiaramente ci sarà un adulto che giustamente supervisiona come ovvio che sia, perché chiaramente la sicurezza è sempre un tema, però che non ci sia l'adulto a dirigere le condotte di gioco, quindi sono i bambini che diripono, poi se i bambini vogliono anche con il volgioradulto nel loro scuperte, va benissimo, ci mancare, deve partire un po' anche le bambini, oppure noi stiamo affiancando i bambini perché stiamo facendo delle ricerche nel fuori da un punto di scientifico, benissimo, in quel caso noi saremo scafolder e qui ne non saremo a interferire con il gioco dei bambini, ma se mai a despandarlo a ricchie, lo rilanciarlo e questo è ancora un altro aspetto per cui la questione che l'adulto non sia direttivo in modo restringente sugli interessi e sulle linee di ricerca dei bambini, quindi l'adulto dovrebbe essere, se mai per l'appunto uno scafolder grazie al quale i bambini del bambine possono ampliare e spandere la loro conoscenza di se stessi nel mondo grazie all'aiuto del adulto da come coprogettista dell'apprendimento e dell'esperienza che si va costruendo creando insieme, per cui non come direttore che decide cosa farano fare, quanto come con giocatore che accompagna con le sue competenze maggiori i bambini delle bambine nelle loro scoperte ricerche, accettare ancora aggiare anche che bambine assumano una minima quota di rischio nella gioco alla reperta, rampicarsi, corre veloce, giocare a gioco della lotta, quindi il gioco turbo lento, il gioco di lotta di mischia, sono elementi di gioco rischioso che i bambini cercano istintivamente perché fa anche un supporto antifobico per la costruzione della competenza emotiva di bambine bambine, infatti se visto che quando i bambini hanno l'opportunità di giocare a gioco di rischio, rischio controllato ovviamente nel senso che non sommazzeranno perché appunto hanno la possibilità di rampicarsi su un'altezza che non sia ovviamente esagerata, tutto sto che ricorrere veloce, tutto sto che di fare giochi turbulenti e quindi dove vanno in conto magari a piccole cadute, sbucciature, graffi, lividi, chiaramente non impattanti, gestibili ecco che bambine bambine riescono a maneggiare molto meglio il rischio e a riconoscere i pericoli per cui l'educazione al rischio è uno degli elementi importanti che dovrebbe connotare le nostre aggiornate con bambine bambine perché un bambino che non cade mai non impaha nemmeno a cadervi sicurezza e quindi se vogliamo che bambini sappiano maneggiare rischi pericoli ci devono aver a fare per cui con il rischio un pochino devono potersi relazionare altrimenti non si lupano quelle competenze di teca pacita che gli saranno necessari poi lungo tutto l'altro della vita. Un'altra mente importante è quello che già ce n'avo prima, osservare senza diriggiere quindi certamente essere importante che l'adulto sia presente perché ovviamente dobbiamo garantire la sicurezza, ci mancarebbe però è anche importante che non ci sia la regia stretta dell'adulto in tesa come direttore del gioco. Ok, quindi è importante essere facilitatori, anche con giocatori se bambini hanno piacere, tutto sto che partner nelle scoperte, nelle indagine come dicevamo prima però senza imporre a bambine bambine la propria idea, le propria modalità per cui è importante che bambini possa un'auto determinarsi pur con la garanzia di base sicura dell'adulto che possono esserci, ma non direttore, non burattinaio, ecco, diciamo. E' natura e spazia persi quotidiani, quindi quello che diventa importante è proprio che ci sia questa possibilità per i bambini di accedere a spazzi verdi, anche in città, uno studiore un giutudinale dell'Australia ha seguito quasi 5.000 bambini in età dai 4-5 anni fino ai 14-15 anni e ha rilevato che l'accesso a spazzi verdi era positivamente associato una migliore salutamentale, piacere dell'attività fisica e qualità della vita legata poi anche a una miggiore salutamentale nella dune scienza, per cui questo studio ha evidenziato quanto di spazzi verdi, anche qua nuove, acclaratissimo, ormani, quanto di spazzi verdi contribuiscano al benessere alla sottimentale degli umani, a tutta letta. Cosa evitare, per tanto, beh in tanto di sovra strutturare le aggende dei nostri bambini bambine come diciamo prima, quando i bambini escono da scuola, già alla squadra di infanziano delle settimane affonlatissime tra il lune di la piscina, al martedì, in inglese, il mercone di la musica, il jove di la piscina, il venerdì calcio, faccio perdire, insomma, quindi chiaramente il suo grado di stress. E l'assottimamento della possibilità di gioco spontaneo non vanno a favore del maggior benessere e maggior sottimentare di bambini. Altra cosa da evitare la supervisione costante e diretta stringente a bambini e bambini, quindi abbiamo detto la possibilità che bambini possano giocare tra loro con certamente un adulto che garantisce la sicurezza, però senza che ci sia una manovrare, diciamo, di rigere in modo stringente quelle che sono le attività non diche dei bambini. Un'altra cosa da evitare è quella di "per proteggere i bambini metterli sotto una campana di vetro" non aiuta bambini e bambini anzi, quindi rende più fragili e ansiosi e anche questo è un altro degli elementi che la ricerca evidenza, c'è quanto da una parte la caduta libera del gioco spontaneo, quindi la riduzione di questa opportunità e dall'altra, l'overparenting, c'è l'hyperprotezione, la genitorialtente insiva, questi due elementi uniti insieme sono veramente molto impattanti sullo sviluppo e benessere di bambini e bambini. Altro elemento fondamentale, quello di ridurre, ovviamente gli schermi, le linee guida, pediatri che ci dicono in tutti i modi che, nei primi due anni bambini non dovrebbero avere accesso ai contenuti digitali, successivamente tra i due cinque anni massimo, uno raggiorno meno e meglio di contenuti che peraltro poi dovrebbero essere adiguate all'età accompagnati da un adulto, però è chiaro che dato che sappiamo, l'esperienza ci dice che queste linee guida, una maggior parte di casa, non sono rispettate le problemi doppio, perché non a parte più tempo schermo meno salutamentale per il bambino, perché gli schermi danneggiano direttamente la costruzione dell'architectura cerebrale, un lato e dall'altro più schermi vuol dire meno gioco, meno gioco spontaneo, meno vita alla riperta, meno movimento, più segmentarietà e quindi di nuovo meno salute fisica e mentale per bambini e bambini. Outro elemento ultimo su cui sottolineo, da evitare la rigida segregazione per età dei bambini, quindi dovremmo potere offrirla bambini bambini con testi eterojeni, dove ci sia la possibilità che nostre bambine bambine incontrino bambini di età diverse, e quindi non soltanto i pari età. Sper andare a chiudere, riprendo il lavoro di Peter Gray con le vitellenzi e David Björklund, che nel loro articolo su Giornal of Periatrix, concludono con una raccomandazione explicita, e cioè di quanto imprimi si periatri e i medici di famiglia dovrebbero consigliare i genitori sull'importanza del gioco spontaneo, del gioco alla reperta, del movimento, della possibilità, quindi che bambine bambine possono costruire la loro salute mentale appoggiati al gioco spontaneo, al gioco alla reperta e al movimento, riducendo sensibilmente se non azzerando, soprattutto nei primi due anni di vita, il tempo schermo. Non si tratta qui chiaramente di nostalgia per un passato, perché si stava meglio quando si stava peggio. Non è questo ovviamente il tema, la questione, comprendere come l'evoluzione ha plasmato i bisogni di bambine e bambine, e come gli ambienti moderni non si hanno il linee con i bisogni biologici profondi negli umani. Per altro, l'impatto ci abbiamo anche noi adulti, non soltanto i bambini. Ovviamente nel periodo 06, quando la plasticità cerebrale massima e lo sviluppo del cervello è alla sua massima esplosione, le opportunità che bambine nel bambine incontrano sono particolarmente significative. E per tanto il fatto che i bambini possano incontrare in questo periodo di età nell'06 gioco spontano, gioco alla reperta, gioco per gruppi misti di età senza avere sempre la supervisione stretta negli adulti, è un aspetto importante che va a creare costruire le basi e le fondamenta per un'architettura cerebrale sana e un'osiluppo armonico lungo tutto l'arco della vita. Stanoi, ovviamente come adulti, poter garantire tutto questo, lavorare per poter garantire tutto questo, modificare eventualmente i contesti, la dove ci sia eccessiva, rigidità invece, vuoi nella separazione per fasci di età, vuoi perché il tempo la riaperte è troppo poco, vuoi perché gioco spontane, troppo poco, e quindi stanno i adulti lavorare a favore di bambine bambine per farsi che possano accedere a questa opportunità che sono necessità biologiche, vero i propri e che sono quelle modalità che la natura ha progettato per farsi che bambine bambine possano crescere al meglio. I bambini, per tanto, hanno bisogno che ci siano infialko allora adulti che riconoscono il valore di queste dimensioni e che, per tanto, possono sostenere la loro crescita armonica, allora venessere attraverso delle scelte e delle direzioni di lavoro, di progettualità educativa che sostengono la loro salute fisica e mentale. Spero che questo episodio vi abbia supportato anche in termini i dati di ricerca, nelle note alle episodi trovate diversa bibliografia e, se siete professionisti, spero che anche i dati scientifici di ricerca ripossano a supportare nel diango con le famiglie, all'interno dei vostri contesti educativoscolastici per supportare per l'appunto e sostenere le vostre scelte, la dove privilegiate gruppi terrogene di età gioco spontaneo e evita la riperta, perché sappiamo che a volte per le famiglie ci sono una serie di dubbi e di ansie legate sia al gioco misto per età sia alla riperta sia al gioco spontaneo, perché come dicevamo nel episodio precedente la forte spinta, la precocizzazione degli apprendimenti, preoccupa poi genitore, che pensano che proprio i bambini possano non costruire di guattamente quelle prerequisiti che erai puttano importanti per affrontare poi dalla scuola della prima reso e invece diventa veramente fondamentale che noi aiutiamo le famiglie a comprendere quantora dimensione del gioco spontano, del gioco alla riperta, del movimento e del gioco per età miste, crei veramente strutturi quella armonica e sanarchitettura cerebrale che si è prerequisito per i futuri apprendimenti accademici, per il benessere anche soprattutto dei loro bambini e bambine. Su questo poi c'è anche il mio episodio sulla piramite dello sviluppo che vi può ulteriormente sostenere. Io quindi vi saluto, vi lascio alle notte al podcast dove trova a te tutta la serie di aggiunpe e di approfondimenti e ci sentiamo per un prossimo episodio. A presto, ciao!

Podcast Summary

Key Points:

  1. Il declino del gioco spontaneo e libero nei bambini è strettamente collegato alla crescente crisi di salute mentale, evidenziata da studi scientifici come quelli di Peter Gray e Stuart Brown.
  2. Il gioco spontaneo, auto-diretto e in gruppi eterogenei, è fondamentale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale, attivando competenze essenziali per la crescita e la resilienza.
  3. La ricerca dimostra che la mancanza di gioco nei primi 10 anni di vita porta a disfunzioni emotive, difficoltà di auto-regolazione, aumentata aggressività e fragilità nelle relazioni.
  4. Giocare in gruppi di età diverse offre vantaggi significativi
  5. L’adozione di spazi verdi e un'educazione al rischio controllato favorisce il benessere fisico e mentale, promuovendo una crescita armoniosa e una maggiore resilienza.
  6. L’adulto deve essere presente e sicuro, ma non diretto
  7. La riduzione del tempo schermo e l’eliminazione di un eccesso di supervisione sono essenziali per proteggere lo sviluppo cerebrale e emotivo dei bambini.
  8. I contesti educativi devono promuovere classi eterogenee, spazi di gioco spontaneo e un’approccio basato sulla natura, rispettando i bisogni biologici fondamentali dell’infanzia.

Summary:

Il podcast esplora il legame tra il declino del gioco spontaneo e la crescente crisi di salute mentale nei bambini e nelle bambine, evidenziando come la perdita di tempo libero e di attività non strutturate abbia un impatto diretto sullo sviluppo emotivo e cognitivo. Studi di Peter Gray, Stuart Brown e altri ricercatori dimostrano che il gioco spontaneo, in particolare in gruppi eterogenei di età, è fondamentale per lo sviluppo del cervello, la resilienza emotiva e la capacità di auto-regolazione. Il gioco in natura, l’accesso a spazi verdi e l’educazione al rischio controllato migliorano il benessere fisico e mentale, mentre una supervisione eccessiva o l’isolamento dei bambini dai loro pari età riducono significativamente queste opportunità.

L’approccio ideale per gli adulti è quello di essere presenti e sicuri, ma non direttivi, fungendo da facilitatori e coprogettisti. È essenziale ridurre gli schermi, promuovere classi eterogenee e garantire spazi di libertà ludica, soprattutto nei primi anni di vita, quando la plasticità cerebrale è massima. Queste scelte non sono una nostalgia del passato, ma una risposta attuale alle esigenze biologiche dell’infanzia, necessarie per costruire una base armoniosa per il futuro apprendimento e il benessere psicologico.

FAQs

La ricerca mostra che la riduzione delle opportunità di gioco libero e spontaneo è correlata a un aumento della depressione, della frustrazione e della difficoltà nella regolazione delle emozioni nei bambini.

È un gioco auto-determinato, motivato internamente, governato da regole mentali del bambino e non imposto dagli adulti, che favorisce la creatività, l'immaginazione e lo sviluppo delle competenze.

I bambini più piccoli imparano attraverso l'osservazione e il supporto dei più grandi, che forniscano un 'scaffolding' per superare attività complesse, mentre i più grandi sviluppano leadership e empatia.

Il gioco spontaneo migliora il pensiero critico, la risoluzione dei problemi e la creatività, contribuendo in modo significativo allo sviluppo delle abilità cognitive e sociali.

Una supervisione leggera permette ai bambini di avere autonomia nel gioco, sviluppando auto-regolazione e empatia, mentre una supervisione stretta limita la libertà e il rischio di esplorazione.

Il gioco spontaneo, soprattutto in natura, migliora il microbioma, riduce la rabbia, promuove relazioni sociali positive e favorisce il benessere fisico e psicologico.

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