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4. Il Fiore Rosso

26m 14s

4. Il Fiore Rosso

Il branco di lupi è diviso: Shere Khan, la tigre, sobilla i lupi più giovani contro Mowgli, il cucciolo d'uomo cresciuto nella giungla, sostenendo che un uomo non abbia posto tra loro. Il vecchio capo, Akela, ormai debole e dopo aver mancato una preda, è vulnerabile. Bagheera, la pantera nera e mentore di Mowgli, rivela al ragazzo di essere nato anche lui tra gli uomini e lo avverte che il consiglio si rivolterà contro di lui. Gli consiglia di procurarsi il "fiore rosso", il fuoco, un'arma temuta da tutti gli animali. Mowgli obbedisce e ruba un cesto di carboni ardenti da un villaggio. Al Consiglio della Rupe, Shere Khan chiede la testa di Mowgli e molti lupi lo sostengono. Akela difende Mowgli, offrendo la propria vita in cambio della sua, ma invano. Mowgli, allora, sfodera il fuoco, domina l'assemblea terrorizzata, salva Akela dalla condanna a morte e umilia Shere Khan minacciandolo con il tizzone ardente. Dichiarando di non essere più loro fratello, ma promettendo di non tradirli mai agli uomini, Mowgli spegne il fuoco e si prepara a lasciare per sempre la giungla e il branco che l'ha rinnegato.

Transcription

3964 Words, 22691 Characters

Italian
il fiore rosso. Dovrete accontentarvi di saltare una decina di anni e provare a immaginare la vita meravigliosa che mogli condosse tra i lupi, perché, a raccontarla tutta, riempirebbe moltissimi libri. Cresceva con i cuccioli, anche se loro naturalmente erano diventati lupi adulti, molto prima che lui fosse un ragazzino. Babbo lupo, insegnò il suo mestiere e il significato delle cose nella jungla, finché ogni frussione l'erba, ogni alito di calda brezza no turna, ogni nota dei guffi sopra le loro teste, ogni grafio degli artigli di un tipi estrello a peso ad un albero, ed ogni tufo di ogni pesciolino che saltasse in uno stagno, avesse per lui tanto significato quanto può averne per un uomo da fare il lavoro del proprio ufficio. Quando non doveva imparare, se ne stava seduto a sonnecchiare al sole, poi mangiava e tornava a dormire. Quando si sentiva sporco o a caldato, si tufava nelle poze della jungla, e quando aveva voglia di miele, baluglia aveva insegnato che il miele e le noci erano buoni da mangiare, proprio come la carne cruda, si arrampicava a prenderlo come gli aveva mostrato bagghira. Straiato su un ramo, bagghira lo chiamava, gli anisù fratellino, e all'inizio mogli si aggrappava come un bradipo, ma poi si lanciava tra i rami con una agilità pari quasi a quella delle sciinne e grige. Aveva anche un posto alla rupe del consiglio, quando il branco si riuniva, dove aveva scoperto che se fissava intensamente un lupo qualsiasi, questo era costritto ad abbassare lo sguardo, e così lo faceva per divertimento. Altre volte toglieva le lunghe spine dalle zampie dei suoi amici, perché i lupi sono tormentati da spine l'appole che si aggroviliano nella pelliccia. Di note, scendeva lungo il pendio della collina, fino ai campi coltivati, e osservava incuriosito i contadini nelle loro capanne, ma diffidava dagli uomini, perché bagghira gli aveva mostrato una gabbia quadrata con un cancello che scendeva con uno scatto, ma scosta così bene nella jungla che aveva rischiato di finirci proprio dentro, e gli aveva spiegato che quella era una trappola. Il passato tempo preferito di Mogli era accompagnare bagghira nel cuore buio e caldo della forresta, trascorre redormendo la sonno lenta giornata e di note osservare bagghira in caccia. Bagghira uccideva a destra e a manca, se era affamato, e Mogli faceva lo stesso con un eccezione. Non appena fu abbastanza grande da capire, bagghira gli disse che non doveva toccare il bestiame perché era stato accolto nel branco al prezzo della vita di un toro. Tutta la jungla ti appartiene gli disse bagghira, e poi uccidere tutto ciò che riesce a cacciare con le due forze, ma in nome del toro che ti ha riscattato non devi mai uccidere nemmanzare capi di bestiame giovani o vecchi. Questa è la legge della jungla. Mogli ubbidiva fidelmente. Continua a crescere forte come può fare un ragazzo che non sa di stare imparando una lezione e che non altri pensieri al mondo apparte quello di procurarsi da mangiare. Un paio di volte mamma lupa gli disse che cercan non era una creatura di cui fidarsi e che un giorno l'altro avrebbe dovuto ucciderla, ma mentre un giovane lupo avrebbe ricordato quelle parole costantemente Mogli le dimentico perché era solo un ragazzo. Anche se si sarebbe definito un lupo se fosse stato in grado di esprimersi in una qualsiasi lingua umana, cercan incrociava continuamente il suo cammino nella jungla perché mam mano che Aquela invecchiava e si indeboliva, la Tigre Zopp aveva fatto amici zia con i lupi più giovani del branco che lo seguivano in cerca di avanti, cosa che Aquela non avrebbe permesso se avessi osato spingere la propria autorità fino al giusto limite. Allora, cercanli lusingava e si meravillava che dei giovani cacciatori tanto abili si lasciassero guidare da un lupo moribondo e un cucciolo d'uomo. Mi dico no, ripeteva che al consiglio non usate guardarlo negli occhi. I giovani lupi allora ringliavano ad irati e drezzavano il pelo. Baghira, che aveva occhi e orecchie dappertutto, era venuto a conoscenza di questo fatto e un paio di volte aveva provato a dire in tutti i modi ammogli che un giorno l'altro cercanlo avrebbe ucciso. Mogli rispondeva con una risata, ho il branco e ote e balù, per quanto sia pigro, darebbe una o due zampate per il mio bene, di che cosa dovrebbe er paura? Fu durante una giornata caldissima che Abbaghira venne un'idea nuova, inspirata da qualcosa che aveva sentito. Forse era stato i chi il porcospino ad iriero. Stai di fatto che una volta aggiunti nel folto della giungla, mentre Mogli teneva la testa posata sul suo manto nero illocente, Baghira domandò fratellino, quante volte ti ho detto che cercane tu o nemico. Tante quante noci di cocco ci sono so quella palma, rispose Mogli che ovviamente non sapeva contare. Allora, ho sonno Baghira, cercane tutta coda e ciacchiere, come mora il pavone. Non è questo il tempo di dormire. Lo sà balù, lo so io, lo sai il branco e lo sà persino quello sciocco del cervo, anche tabacchi te l'ha detto. Oh, oh, e sclamo Mogli. Tabacchi è venuto da me, non molto tempo fa, però fendermi, dicendo che era un cucciolo domonudo, incapace persino di scavare radici. Ma io l'ho preso per la coda e lo sbattuto due volte contro il tronco di una palma per insegnargli le buone maniere. Hai commesso una sciocchezza, perché sebbene tabacchi sia noto per seminare zizzania, ti avrebbe detto qualcosa che ti riguarda molto da vicino. Apri gli occhi fratellino, cercan, non nos ha ucciderti nella giungla, ma ricordati, a quella è molto vecchio, è presto verrà il giorno in cui non riuscirà più a cacciare il suo cervo, e allora non sarà più il capo. Molti dei lupi che ti hanno protetto quando sei stato portato alla prima volta al consiglio, sono ormai anziani, e i giovani lupi credono, come ha insegnato loro a cercan, che non ci sia posto per un cucciolo domo nel branco. Tra poco, sarai un uomo. Che cosa significa? Che un uomo non può correre con i suoi fratelli, ribate i Mogli. Sono nato nella giungla, ho rispettato la legge della giungla e non c'è il lupo del nostro branco al quale non abbia levato una spina dalla zampa. Sono miei fratelli e come. Baghira si stirò in tutta la sua lunghezza e so chiuse gli occhi. Fratellino, disse, tocca mi sotto il mento. Mogli, sullevola sua forte mano bruna e proprio sotto il mento soffice di Baghira dove i possenti muscolitesi erano coperti dal manto lucente, trovo una piccola ciazza senza pelo. Nessuno della giungla sa che io baghira porto il segno, il segno del collare. Eppure fratellino, io sono nato tra gli uomini, e fu tra gli uomini che mia madre morì, nelle gabbie della reggia di Odeypor. E per questo che pagai il prezzo per te al consiglio della rupe quando è risoltanto un cucciolo nudo. Sì, anche io sono nato tra gli uomini. Non avevo mai visto la giungla. Mi davano da mangiare attraverso le sbarre da una scodella di ferro, finché una notte sentì. Sentì che io ero baghira. La pantera e non un giocattolo degli uomini. Allora specie la serratura con una zampata e scappai. E proprio perché avevo imparato i modi degli uomini nella giungla diventai più terribile di cercan. Non è così? Sì, rispose mogli. Tutta la giungla teme baghira. Tutti tranne mogli. Tu sei un cucciolo domo di se la pantera nera dolcemente, e come io sono tornato nella giungla, tu alla fine dovrei tornare tra gli uomini. I uomini che sono tuoi fratelli se non verrai ucciso dal consiglio. Ma perché? Perché qualcuno dovrebbe volere la mia morte? Chiese mogli. Guardami, dice baghira. Mogli lo fissò intensamente negli occhi. Dopone anche mezzo minuto. La grande pantera fu costretta a volgere lo sguardo. Ecco perché, disse spostando una zampa sul fogliame. Nelmeno io riesco a guardarti negli occhi. Io che sono nato tra gli uomini e ti voglio bene fratellino. Gli altri ti odiano perché il loro sguardo non posso stenere il tuo. Perché sei esaggio? Perché hai tolto loro le spine dalle zampa? Perché sei un uomo? Non sapevo queste cose. Conventò un mogli accigliato, corrugando le fulte sopra ciglia nere. Cosa dice la legge della giungla? Prima a gisci e dopo parla. Sanno che sei un uomo per la tua stessa imprudenza. Ma dovrei essere esaggio. Vincormi a so che quando a che la mancherà la prossima preda e a ogni caccia agli costa sempre più fatica bloccare il servo, il branco si rivolterà contro di lui e contro di te. Terranno un consiglio della giungla sulla rupe. Poi? E poi? Ci sono? Baghira, balzo in piedi. Corriguo alle capanne degli uomini nella valle e prendi un po' del fiore rosso che cresce lì. Così, quando sarà il momento potresti avere un alleato persino più forte di me o di balu o di quei lupi del branco che ancora ti vogliono bene. Prendi il fiore rosso. Con fiore rosso baghira intendeva il fuoco, ma nessuna creatura della giungla lo chiama con il suo nome. Tutti gli animali ne hanno una paura mortale e inventano centinaia di modi diversi per descriverlo. Il fiore rosso di se mogli cresce fuori dalle loro capanne altramonto. Ne prenderò un po'. Così parla un cucciolo duomo e sclamo baghira con orgoglio. Ricordati che cresce in piccoli vasi, procura tenne uno in fretta e tieni lo con te in caso di bisogno. Bene, disse mogli. Vado, ma sei proprio sicuro un mio baghira, aggiunse gestando un braccio attorno al possente collo del felino e guardandolo dritto negli occhi. Sei sicuro che tutto questo si ha opera di cercan. Per la serratura spezzata che mi ha liberato, nessuno sicuro fratellino. Allora, per il toro che mi ha riscattato, cercan pagherà per tutto questo e forse anche di più, disse mogli, e balzo via. Questo è un uomo, è proprio un uomo, disse baghira trasi, tornando a sdraiarse. Ah, cercan. Mai caccia fu più nefasta della tua al ranocchio dieci anni fa. Mogli si era spinto molto lontano nella giungla, correndo veloce e il cuore gli batteva all'impazzata. Arrivo alla tana mentre la fuscchia della sera si stava alzando, ripreseffiato e guardò giù verso la balle. I fratelli di tana non c'erano, ma mamma lupa dal fondo della caverna sentendo il respiro affannato di mogli, capin immediatamente che qualcosa turbava il suo ranocchio. Che cosa c'è, figlio mio? Chiesa. Chi ha chiere da pipistrello su Schercan? rispose lui. Stannotte, andrò a caccia a tra i campiarati. Detto questo, si lanciò giù tra i cespuglie fino al torrente nel fondo val. Qui si fermò perché aveva sentito il grido del branco in caccia, il bramito di un samburro in seguito e il suo grugnito quando venne a cerchiato. Poi ci furono gli ulati perfi di taglienti dei giovani lupi. Aquela. Aquela. Lasciate che il lupo solitario mostra la sua forza. Fate largo al capo del branco. Salta, Aquela. Il lupo solitario doveva aver saltato e mancato la preda, perché mogli udilo scatto delle sue mandibole e poi un guaito, quando il samburro rovescio colpendolo con le sampi anteriori. Non aspettò oltre, si lanciò in avanti verso i campi coltivati dove vivono i contadini, mentre le grida si affievolivano alle sue spalle. "Baggiera, ha detto la verità, anzimo accucciandosi in una mangiatoia accanto alla finestra di una capanna. Domani, sarà lo stesso giorno, per a chi è la e per me." Avvicinò quindi il viso alla finestra e osservò le fiamme nel focolare. Vide la moglie del contadino alzarsi e alimentarlo al buio con blocchi neri. Quando arrivo il mattino freddo e nebioso, vide il figlio dell'uomo raccogliere un cesto di vimini rivestito all'interno di terra, riempirlo di blocchi di carbone ardente, infilarse lo sotto la coperta e uscire a governare le mucche nella stalla. "Tutto qui?" si disse mogli. "Sé riesce a farlo un cucciolo? Non c'è da ver paura?" Così girò l'angolo e incontro il bambino. Gli prese il cesto dalle mani e sparinne la nebbia mentre il ragazzo urlava per lo spavento. "Mi assomigliano molto!" disse mogli soffiando sul cesto come aveva visto fare alla donna. "Questa roba morirà se non le do da mangiare. Allora, gettorra metti a pezzi di corteccia secca tra quella roba russe. Ammetastrada super la collina incontroba gira con legocce di rugiada del mattino che gli brillavano come pietre di luna sulla pelliccia. "Achè l'ha mancatola preda?" annuncio la pantera. Lo avrebbero ucciso la notte scorsa ma avevano bisogno che ci fossi anche tu. Ti hanno cercato sulla collina. "Erò tra i campiarati?" "Sono pronto! Guarda!" mogli solle volbre a cere. "Ben, ho visto gli uomini infilare un ramo secco in quella roba e poi il fiore rosso sbocciava sulla punta. Non hai paura?" "No, no. Che cosa dovrete mere?" Ora ricordo se non è un sogno che prima di essere un lupo mi sdraiavo vicino al fiore rosso, ed era caldo e piacevole. Mogli rimase per tutta la giornata nella tana a occuparsi della cesta, provando ai mergervi rami secchi per vedere che cosa succedeva. Alla fine, trovo un ramo che lo soddisfaceva e la sera quando tabacchi venne gli disse abbastanza sgarbatamente che lo volevano alla rupe del consiglio, si mise a ridere finché tabacchi non scappovvia. Poi, mogli si recolcus il consiglio sempre ridendo. Aquela, il lupo solitario, era accovacciato di lato alla sua rupe per indicare che la guida del branco era vacante. E cercan, con il suo seguito di lupi mangiatori di avanzi, camminava su e giuborioso e con piaciuto. Baghira era accucciato accanto a mogli che teniva il cesto tra le gambe. Quando furono tutti i riuniti, Carcan prese la parola, cosa chi non avrebbe mai usato fare quando a che era nel pieno delle forze. Non ha alcun diritto di parlare su su roba gira. Dillo, è un figlio di cane, si spaventera. Mogli, balzo in piedi. Popolo libero, esclamò. E cercana a guidare il branco? Che ha a che fare una tigre con il comando del nostro branco? Si come il comando è ancora vacante. E poi che mi è stato chiesto di parlare? Cominciò a cercan. Da chi ribate i mogli. Siamo forse tutti i sciacalli che aduliamo questo macellayo di bestiame. Il comando del branco riguarda il branco soltanto. Si levarono grida di taci, cucciolo duomo e lasciatelo parlare, ha rispettato la nostra legge. Alla fine, gli anziani del branco tonarono. Fate parlare il lupo morto. Quando un capo branco ha mancato la preda, viene chiamato lupo morto finchiresta in vita, il che non dura mai allungo. Aquela, sollevo stanco il vecchio muso. Popolo libero e anche voi, sciacalli di cercana. Per molte stagioni vi ho guidato in caccia, e vi ho ricondotto alla tana senza che nessuno restasse intrapolato o azzopato. Ora ho mancato la preda. Sapete anche voi come è stato realizzato il complotto. Sapete, come mi avete condotto di fronte a un servo nel piano delle forze, per dimostrare la mia debolezza. Una massa molto astuta. Ora avete il diritto di uccidermi qui sulla rupe del consiglio. Per soio chiedo chi verrà a mettere fine alla vita del lupo solitario. Secondo la legge della giungla è mio diritto che veniate uno alla volta. Ci fu un lungo mormoreo perché nessuno usava lottare con anche la fine alla morte. Poi, cercano roggi. Beh, che cosa centriamono e con questo sciocco sdentato. E' condannato a morire. Invece, il cucciolo d'uomo che ha vissuto troppo allungo. Popolo libero, doveva essere la mia preda fin dal principio. Datemelo, sono stufo di questa foglia dell'uomo lupo, ha causato guai nella giungla per dieci stagioni. Datemil cucciolo d'uomo, altrimenti caccerò qui per sempre e a voi non darò neppure un osso. Lui è un uomo, un figlio d'uomo. E io lo odio con tutta la mia forze. A questo punto, più della metà del branco esclamò? Un uomo, un uomo che è cosa che fare un uomo con noi, che ritorni da dove è venuto. E attirare la collera dei contadini, rilancio a cercan. No, datelo a me. È un uomo e nessuno di noi può guardarlo dritto negli occhi. Aquela, sollevo di nuovo il muso e disse, ammangiato con noi. Adormeto con noi. Ha inseguito la preda per noi, non ha mai in franto la legge della giungla. Inoltre, io ho pagato un toro per lui quando fu accettato. Il valore di un toro è poca cosa, ma l'onure di baghira è qualcosa per cui vale la pena lottare, disse baghira, con la sua buce più gentile. Un toro pagato dieci anni fa ringlio il branco. Che cosa c'è ne importa di una carcassa vecchia di dieci anni? O di una promessa, replico baghira di grignando i denti. Non per niente vi chiamano il popolo libero. Nessun cucciolo duomo può correre con il popolo della giungla ringio a cercan. Datemelo, il nostro fratello in tutto, parte il sangue, prosegui a quella e volete ucciderlo qui. Eh, proprio vero, sono vissuto troppo a lungo. Alcuni di voi mangiano bestiame e di altri ho sentito dire che seguendo gli insegnamenti di cercan, di notte scendono al villaggio a rapire i bambini. So quindi che siete codardi? Ed è ai codardi che mi rivolgo. La mia morte è certa e la mia vita non vale niente altrimenti la offrirai per il cucciolo duomo. Ma in nome dell'onore del branco, una piccola questione che senza un capo forse avete scordato? Vi prometto che se lascerete andare il cucciolo duomo dai suoi, quando verrà il mio momento non userò i denti contro di voi. Morirò senza lottare. Questo risparmierà al branco almeno tre vite. Non posso fare di più, ma se volete posso risparmiarvi la vergogna di uccidere un fratello che non accolpe. Un fratello accoltono il branco ad un giusto prezzo e secondo la legge della giungla. "Lui è un uomo, un uomo, un uomo!" ringio il branco e la maggior parte dei lupi si radono in torno a cercane che si mise ad agitare la coda. Ora è tutto nelle tue mani di sebagghiera mogli. Noi, non possiamo fare altro che lottare. Mogli si alzò tenendo tra le mani il cesto, poi stiracchiò le braccia e sbagliò davanti al consiglio, ma fremeva di rabbia e di tristezza, perché i lupi secondo la loro natura non gli avevano mai detto quanto l'ho di assero. "Ascoltate!" grido. "Non c'è bisogno di abbiare tanto come cani. Mi avete ripetuto così spesso stasera che sono un uomo e senza dubbio io avrei voluto essere un lupo con voi fino alla fine della mia vita che credo alle vostre parole. Così non diciamo più miei fratelli. Ben sì, saglio, cani, come farebbero gli uomini. Non spetta voi decidere che cosa farete o non farete. Dipende da me. E per fare meglio luce sulla questione io, l'uomo, ho portato un po' del fiore rosso che a voi cani fa tanta paura." Gettò a terra il cesto, e dei pezzi di carbone ardente caddero su un cuffo di muschio secco che prese subito fuoco facendo indietreggiare l'intero consiglio di fronte alle alte fiamme. Mogli infilo il ramo secco nel fuoco finché il legno cominciò a crepitare e se lo fece roteare sopra la testa tra i lupi che indietregzavano per la paura. "Tossa è il padrone," mor moro baghira, salva a Keala dalla morte. Ti è sempre stato amico. A Keala, il vecchio lupo severo che non aveva mai chiesto pietà in vita sua, lanciò un occhiata implorante a mogli. Il ragazzo era in piedi, nudo, i lunghi capelli ne rigettati dietro le spalle, il luminato dalle fiamme che facevano danzare e guizzare le ombre. Molto bene, osservo un mogli mentre giravano lo sguardo lentamente intorno a sé. Vedo che siete cani? Mene andro da qui per raggiungere il mio popolo, se loro sono il mio popolo. La giungla mia preclusa è dimenticherò ai vostri discorsi alla vostra compagnia, ma sarò più generoso di voi. Si come sono stato vostro fratello in tutto tranne che nel sangue, prometto che quando sarò uomo tra gli uomini non vi tradirò con gli uomini come voi avete tradito a me. Calcio il fuoco con il piede e le cintille volarono tutto intorno. Non ci sarà alcuna guerra tra nessuno di noi del branco, ma c'è un debito da pagare prima che menevada. Si direzza verso cercane che se ne stava a fissare in stupi dito le fiamme e lo afferroppere il cuffo di pelli del mento. Baghira, lo seguì per precauzione. Alzati, quando un uomo te l'ordina, o ti darò fuoco alla pelliccia? Le orecchie di cercane erano piegate all'indietro, schiacciate sulla testa e la tigre chiuse gli occhi perché il ramo in fuocato l'era molto vicino. Questo ammazzabestiamo e aveva detto che mi avrebbe ucciso al consiglio perché non lo aveva fatto quando era un cucciolo. Eh ben noi uomini picchiamo i cani, così e così. Prova muovere un baffo lungri e ti fichero il fiore rosso gioppere la gola. Diede un culpo sulla testa di cercan con il ramo e la tigre si lamentò in mugolo in preda alpanico. Ha, gattaccio bruciaccchiato, vattene. Ma ricorda che la prossima volta che verrà alla rupe del consiglio come uomo, lo farò con la pelliccia di cercan sulla testa. Quanto a voi, a quella è libero di andare a vivere dove gli pare, non lo ucciderete perché io non voglio. E non credo che rimarrete qui seduti ancora per molto, con le lingue pensoloni, come se foste qualcun altro invece dei cani che siete che io cacciovia. Così via, ciao. Il fuoco ardeva con forza in cima al ramo e mogli lo brandiva qua e là in cerchio e i lupi corsero via guendo perché le scintille bruciaccchiavano loro il pelo. Alla fine restarono solo a che è la baguiera e forse una decina di lupi che si erano scherati dalla parte di mogli. Poi, qualcosa dentro di lui inizio a fare male a mogli. Un male così forte come non l'aveva mai sentito. Presefiato e signozo e le lacrime cominciarono a rigargli il viso. Che cos'è? Che cos'è? Chiesa. Non voglio lasciare la giungla e non sa che cosa mi sta succedendo. Sto morendo, baguiera. No, fratellino. Sono solo la crima come quelle degli uomini, rispose baguiera. Ora so che sei un uomo e non più un cucciolo duomo. Dore in avanti, la giungla ti sarà veramente perclusa. Lascia delle cadere mogli. Sono solo la crima. E così mogli si sadette e piance. Così tanto che sembrava che gli sarebbe scoppiato il cuore. E lui non aveva mai pianto prima in tutta la sua vita. Ora, disse. Andro degli uomini. Prima devo salutare mi a madre. Ragionse alla caverna dove lei viveva con babolupo e piance sulla sua pelliccia, mentre i quattro fratelli di Tana guaivano infelici. Non vi dimenticate di me, disse mogli. "Mai, finché potremmo seguire una traccia?" rispousero i lupi. Vieni ai piedi della collina quando sarai un uomo e parleremo con te. E noi verremo tra i campi coltivati per giocare con te di notte. Torna presto, disse babolupo. "Piccolore nocchio saggio, torna presto. Perché ton madre e di ossiamo vecchi?" "Torna presto," ripete in mamma lupa. "Piccolo figlio mio senza pelo. Perché devi sapere figlio dell'uomo? Che ti ho amato più di quanto abbia mai amato i miei stessi cuccioli?" "Tornerò di sicuro," promise mogli. "Quando lo farò, sarà per depositare la pelle di cercan sulla rupe del consiglio." Non dimenticatemi. Dite a tutti nella giungla che non si dimentichino di me. Stava spuntando l'alba, quando mogli si incamminò da solo giù per la collina, per incontrare quelle creature misteriose, chiamate uomini.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Mowgli cresce nella giungla come un lupo, imparandone le leggi e le abilità, ma è consapevole della sua diversità.
  2. Shere Khan, la tigre, sobilla il branco contro Mowgli, sostenendo che, in quanto uomo, non appartenga alla giungla.
  3. Bagheera rivela a Mowgli le sue origini umane e lo avverte del pericolo imminente, consigliandogli di procurarsi il "fiore rosso" (il fuoco).
  4. Durante il Consiglio della Rupe, il branco, influenzato da Shere Khan, si rivolta contro Mowgli e il vecchio capo Akela.
  5. Mowgli usa il fuoco per dominare il consiglio, salva Akela, umilia Shere Khan e decide di lasciare il branco per unirsi agli uomini.

Summary:

Il branco di lupi è diviso: Shere Khan, la tigre, sobilla i lupi più giovani contro Mowgli, il cucciolo d'uomo cresciuto nella giungla, sostenendo che un uomo non abbia posto tra loro. Il vecchio capo, Akela, ormai debole e dopo aver mancato una preda, è vulnerabile. Bagheera, la pantera nera e mentore di Mowgli, rivela al ragazzo di essere nato anche lui tra gli uomini e lo avverte che il consiglio si rivolterà contro di lui.

Gli consiglia di procurarsi il "fiore rosso", il fuoco, un'arma temuta da tutti gli animali. Mowgli obbedisce e ruba un cesto di carboni ardenti da un villaggio. Al Consiglio della Rupe, Shere Khan chiede la testa di Mowgli e molti lupi lo sostengono.

Akela difende Mowgli, offrendo la propria vita in cambio della sua, ma invano. Mowgli, allora, sfodera il fuoco, domina l'assemblea terrorizzata, salva Akela dalla condanna a morte e umilia Shere Khan minacciandolo con il tizzone ardente. Dichiarando di non essere più loro fratello, ma promettendo di non tradirli mai agli uomini, Mowgli spegne il fuoco e si prepara a lasciare per sempre la giungla e il branco che l'ha rinnegato.

FAQs

Mogli è un cucciolo d'uomo cresciuto tra i lupi, che ha imparato le leggi della giungla da Babbo Lupo e altri animali. Ha vissuto come un lupo, imparando a cacciare, a muoversi tra gli alberi e a interagire con le creature della foresta.

Il 'fiore rosso' è il fuoco, che tutte le creature della giungla temono e descrivono con nomi diversi. Mogli lo ottiene dagli uomini per usarlo come difesa durante il consiglio del branco.

Shere Khan è una tigre che odia Mogli perché è un uomo e cerca di convincere il branco a cacciarlo. Vuole uccidere Mogli per eliminare la presenza umana nella giungla e rafforzare il proprio potere.

Bagheera è una pantera nera che protegge e guida Mogli, insegnandogli le leggi della giungla e avvisandolo dei pericoli. È come un mentore e un fratello per lui, avendo anche un passato tra gli uomini.

Durante il consiglio, Shere Khan accusa Mogli di essere un uomo e chiede al branco di cacciarlo. Mogli difende se stesso e Akela, il vecchio capo lupo, usando il 'fiore rosso' (fuoco) per spaventare i lupi e affermare la sua indipendenza.

Bagheera spiega che Mogli, essendo un uomo, non potrà rimanere per sempre nella giungla perché il branco potrebbe voltarglisi contro. La sua natura umana lo porterà a cercare il suo vero popolo, gli uomini.

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