Guida di sopravvivenza in un mondo senza senso - Il mio speech al Marketers World 2025
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L'autore, Dari Vinnelli, riflette sull'era attuale come una delle più straordinarie e drammatiche, dove la convergenza di crisi e innovazioni tecnologiche ci rende una generazione di confine. Introduce la "Dead Internet Theory", secondo cui l'IA produrrà la maggior parte dei contenuti online, rendendo difficile distinguere il vero dal falso. Questo fenomeno mina la fiducia nella realtà stessa, come dimostrato dall'aneddoto di un ragazzo che dubita della storica spedizione di Shackleton. L'abuso di dispositivi digitali provoca desensibilizzazione dopaminergica, riducendo la capacità di provare piacere autentico e l'empatia, poiché l'ossitocina viene sempre meno sperimentata. Le ricerche mostrano che lo scrolling riduce la materia grigia in aree cerebrali cruciali per l'empatia e le decisioni. L'autore sostiene che siamo diventati individui digitali che prendono pause nel mondo analogico. La soluzione è triplice: ritrovare l'anima attraverso la noia, che attiva il Default Mode Network e permette domande esistenziali; scegliere il proprio destino, chiedendosi sinceramente cosa ci piace, come fanno bambini e animali; e rendere sacra la quotidianità con rituali che riumanizzano. In un'epoca di pandemia psicologica di mancanza di significato, la consapevolezza e le scelte individuali determineranno il futuro.
Il mio nome è Dari Vinnelli nel 2013 ho lasciato un'ostile di vita convenzionale per dare vita marketers, un movimento che conta decine di migliaia e a rinprenditori digitari. E in questo podcast, dopo questo momento, è il nostro percorso. Ogni anno vengo su questo palco e cerco di portare delle riflessioni dei concetti che possono contaminarci nel resto dei durici musiche seguono. E questa volta mi sono sentito sopraffatto dalle cose di cui si poteva parlare. Stiamo vivendo in una delle epoche più straordinarie e drammatiche che siano mai esistita. Olla sentazione che siamo forse l'ultima generazione è ricordare cosa c'era prima e la prima a vedere ciò che ci sarà dopo. Come se fossimo una generazione di confine, millennia, genzi, avete anche voi questa sentazione? Ogni tanto, se mi rapprepo come se in questo periodo storico, se se lo convergenzo un infinita quantità di situazioni critiche nello stesso momento. E' un momento veramente particolare. E oggi ho pensato di partire da alcune riflessioni che ho fatto recentemente. Questa è un video che rimanda mia madre, qualche settimana fa? Orsi, il Yellow Sun Park, io sei, che occupano le strade, non fanno passare le auto e mi adre mi scrive da riguarda che chaos. E rico, mamma, ma hai, ovviamente, roba da boomer, roba da vecchi. Il problema è che poi qualche settimana dopo, ma ti abbonetti il nostro direttore commerciale, mi manda questo video. La cascate fu un focata di Josemiti Park. Bellissima, epica, finta, anche questa. Il problema è che io ci ho vengo qualche secondo a capire che era finta e non era magari il colore del tramonto. E queste slide sono inviechiate malissimo, non si ho no, perché quando lo fate ancora non ero uscito sora due. A distanza di qualche settimana questa cosa qui non vale più niente, ma non sarai, non sarai io parlare venne, ci sarai il bombalo bacchi, su questo parco a parlare di sora due. Tutto questo si li fa a una teoria, no? Un concetto. Qualcosa che sta venendo proprio ora? Si parla di Dead Internet Theory. Che cosa è la Dead Internet Theory? Secondo la Dead Internet Theory, lo tanta per cento dei contenuti che verranno pubblicati su internet i prossimi anni saranno fatti dai ai. Quindi quel post che ti vi è giusto su Linkering ai. Il tuo podcast preferito, lo script forse sarà fatto dai ai. E quel guru del Business of Dubai sulla sua Lamborghini che ti promette di diventare ricco in poche settimane? Quelli invece è molto faiutentico. Allora non sappiamo più cosa sia vero, no? Ci pensavo a questa cosa, qualche giorno fa perché parla con una mica di mio cucino. Di raccontamone le le store più belle di avventura che io abbia mai letto ascoltata, che è la storia di Ernest Shacketon e della sua nave Endurance. C'è qualcuno che ha letto il libro, uno dei miei libri preferiti, ve lo consiglio. Di racconto la storia, quindi Antardite, 1920, 28 uomini, la nave rimane bloccata nel ghiaccio per mesi. Tutti sopravvissuti, una storia di pura sopravvvvenza epica. Finisco di raccontare la storia, un certo punto la via con il mio cucino mi guarda e fa. Ema abbiamo ad ai ma sarà tutto fake. Luigi Enzi, ventenne. C'è libro, ci sono le foto. Capite, cioè non è che noi ci fidiamo più di internet. Iniziamo a non fidarci più, nemmeno della realtà stessa. L'ultima generazione ha davvero un contatto semplice e intimo con la autentica. Le cose stanno per cambiare. Guardate qua, il mercato dell'avoro un inferno. I giovani usano c'è GPT per scrivere il loro candidature. Le risorse umane usano l'interessi in zartificiale per leggele. Nessuno viene più assunto. Cioè? Il mercato dell'avoro sta diventando come Tinder, no? Ma siamo ore, al mesa scrollare e zero ora scopare. Sono che qua per la prima volta dell'umanità sono due intelligenti artificiali che si parano tra di loro e noi che aspettiamo fuori della stanza. Esperiamo che anche scopare, diventi così. Allora, dicevamo, spesso diciamo che il cambiamento è una curva esponenziale, no? Finalmente oggi ci troviamo all'inizio della curva. Quindi il cambiamento era esponenziale era 1, 2, 4, 8, 16. Oggi si troviamo nella seconda fase della curva, quindi il 32, 64, 128, 256, 512. Siamo strani intelligenti in questa sala. E ora sta arrivando tutto questo, le gette qua? Giovani che mandano messaggi di condoglianze ai propri amici con GGPT e non sono messaggi di condoglianze per chi lo vedo tutti i giorni. Amici che si scrivano e si fanno metterà posto i messaggi, anche per scrivere alla ragazza o ragazzo con cui ci stanno provando. Benio, lo devo ammettere ogni volta che voglio vincere una conversazione con te. Io mi faccio fare messaggio per sua zivo da GGPT e di che doccoli saranno le sue obiezioni, c'è tutto un GGPT personalizzato. E ancora, su reddit ho trovato questo. Mi ho marito, ha usato l'intelligenza artificiale per scrivere i suoi voti inuziali. Cosa dovrei fare? Non hai mai stato, non hai mai esistito un momento della storia in cui abbiamo dovuto farci delle domande del genere, no? Tiamo scritto da un algoritmo. Allora, non sappiamo più cosa sia nostro e cosa dell'algoritmo. E non riguarda solamente i contenuti, riguarda le idee, riguarda i sentimenti, riguarda le parole. E allora qui è la domanda che ci dovremo fare tutti in questa sala è cosa rimarrà di umano nella nostra nuova esistenza digitale. E a proposito di umanità lei è Anna Lemke. Anna è professorezza di circa trice la Stanford University studia la dipendenza da più di 20 anni. Infiamente studia il ruolo della dopamina, no? E Anna cosa scopre? Scopre ovviamente che ogni volta che noi scrogliamo, guardiamo, clicchiamo qualcosa che cosa viene? Un picco di dopamina. Dopo un picco di dopamina cosa c'è? Cosa c'è un voto? Proviamo il quasi dito voto. E noi abbiamo bisogno di un altro picco, noi lo torniamo a scorrare, guardare, ma il picco successivo è più basso di quello precedente. E ancora, e ancora, e ancora. Allora, Anna che cosa dice? Anna dice, stiamo letteralmente anestetizzando il nostro cervello. Stiamo andando in contro quella che si chiama desensibilizzazione dopaminergica. E' quello che avviene quando viviamo con il volume delle emozioni sempre più basso. E allora, più cerchiamo, più acere, stantagno, meno siamo capaci di provare piacere autentico. E questa con i suoi essi che, ma, Anna estesia effettiva. E' quello che proviamo quando siamo in capaci di intusa e smarci per le cose che ci stanno fianco, le persone che amiamo, le cose che sono importanti. Quando non riusciamo più a guardare un tramonto tranquilli e demozionarci per quel tramonto, io faccio fare un piccolo esperimento. Prendete la mano della persona che vi stà la vostra destra e la vostra sinistra. Anche se non la conoscete, anche se può essere strano. E con certi riusciò la sensazione di tatt'o, no? Che provate. Provate a fare un passo in più. Si vorrà un po' di coordinamento. A provate a guardare negli occhi sorridere a entrambi le persone, alla vostra destra e la vostra sinistra. Ben, ora faremo tutto il tuo così, mano nella mano. Skerzo, potete lasciare la mano. Quella sensazione che avete sentito, che può essere bellissima, oppure può anche mettervi a disaggio, è risultato della produzione di un ormone, che è l'ormone dello sitocina. L'ormone è la base delle corne o se ne umane. E ciò che ci connite col prossimo, l'ormone è anche dell'amore. E' questa notimentando sempre meno le occasione che abbiamo nella nostra vita per provare quello sitocina. Sta cambiando il mondo in cui viviamo. Siamo l'ultima generazione ad aver provato questi quantitativi di o sitocina. Vi faccio un'altra domanda, qualcuna è stato a scuola. Allora, a scuola che cosa c'era? A scuola c'era l'intervallo, no? E cosa si faceva all'intervallo? Le tworking? Si parlava, si chiaccherava, si faceva una amicizia. È stato uno delle parti più belle della nostra vita. Sopriti che cosa succede oggi quando c'era l'intervallo? Mi avete mai parlato con un insegnante? I ragazzi tirano fuori il telefono e si mettono al passo con le notifiche. E non è giudizio, è un dato di fatto. Sta cambiando il modo in cui socializziamo a livello neurologico. Le ricerche mostrano che l'uso massiccio dei media digitali riduce la materia grigia. Sate de dove la riduce? Nella corteccia preferentale e nella corteccia cincolata anteriore. A cosa servono queste due zone? Servono a creare in patia? A gestire le emozioni e a prendere decisioni importanti. Stiamo literalmente riducendo quelle parti di nostro cervello che ci rindromani. E quello che allora Ana lemcha dimostrato è che quando noi scrogliamo, guardiamo, clicchiamo, noi stiamo semplicemente guardando dei contenuti stiamo scolpendo i nostri cervelli. Perché vi faccio tutto questo discorso? perché all'interno di questa stanza
di intero di questa sala, si sono persone che come me probabilmente lavorano con il digitale, se io no. E ecco probabilmente si stiva, secondo Beclinco, che noi, non ma digitali, freelensari, imprenitori, eccetera, passiamo tra le 7 le 8 ore al giorno al computer e al cellulare. Se la sera ci aggiungiamo Netflix diventano 10 ore al giorno. Sono 152 giorni al anno. E qua manca pur il sonno. Allora potremmo dire probabilmente che il processo di conversione è venuto. Non siamo più individui analogici che entrano in un mondo digitale. Siamo individui digitali che prendono una pausa ed entrano nel mondo analogico. Come se la vita reale fosse diventato una pausa trova una notifica l'altra. Allora, quando le ragazzi no, l'ha conto spesso che volevo far laccare. E quindi è in stato frequentare questi form. Il passaggio traacere complottista è molto breve. Ne ho avuto il mio periodo complottista in cui studiamo queste teorie. Ecco oggi c'è una parte di me, quella parte della scosta di me, che ogni volta che ci pensa a una parola che voi tutti conoscete, quando scolami contenuti sui soci, guardami rill, i posti, caroselli, come si chiama quella scermata che scoliamo. Feed. E feed in inglese cosa vuol dire? Volire? Nutrimento. Nutrirsi. Allora, la domanda che vi faccio è "Siamo noi che ci nutreamo il feed o il feed che si nutre di noi dei nostri comportamenti delle nostre azioni". La tevitata nel mezzo ci occupiamo di marketing, quindi noi in primi il suo cerchiamo di estrafolare dati, tal feed. Prado, abbiamo ricordarci di queste cose. Dù abbiamo essere consapevoli, siamo la prima generazione, probabilmente che sa di essere l'ultima generazione di qualcosa, senza sapere di cosa. In questa sala, ci sono imprenetori professionisti che creano nel mercato di domani. E ciò che verrà dopo il punto interrogativo dipenderà in prima misura da quello che faremo noi, dalla nostra consapevolezza, dalle decisioni che prendiamo. Per questo ogni volta al marketing, proviamo ad aprire con delle riflessioni che vadano oltre la pura tecnica, no? Però non voglio neanche fare urgenza esistenziale fino a se stessa. Non siamo qua per provare. C'è qualcuno che è in ansia? Ok, non solo qua a fare vivere una mezz'ora di ansia, solo qua è ad dare degli strumenti. Tutti abbiamo il strumento stradinario, abbiamo una mente stradinaria. La mente che abbiamo stradinaria è perché è plastica, abbastano due, tre settimane per mettere in ordine alla nostra mente. E così iniziare a mettere in ordina la nostra vita. Ovviamente ci vuole un metodo. E anche me è capita come tutti gli imprenetori, come tutti i domani di avere dei periodi in cui mi sento desensibilizzato energeticamente, ho provo quella che si chiama Anestesia Effett, affettiva. E allora in quei periodi ho mio rituale per riumanizzarmi, che vorrei condividere con voi. Sono copilator e quindi ho provato a dargli un ben nome. Sono tre step. Primo step, ritrova la tua anima. Secondo step, scegli il tuo destino. Perzo step rendi sacra la tua quotidianità. Parti uno, ritrova la tua anima. Nel 1957, Targus fa più un scrive una cosa che mi fa venire i brividi. Il viene chiesto, qual è il problema del nostro secolo? E lui risponde il problema del nostro secolo è la perdita dell'anima. Il scrive 50 anni prima della nascita di Tiktok. Pensate. E lui non parlava di religione. Non parlava di spiritualità. Parlava di connissione con se stessi, con il nostro sepio autentico. Dicevamo che il cambiamento è una curva esponenziale. Più passa il tempo più e vi lo c'è. Ma c'è un'altra curva esponenziale, che è quella della nostra incapacità di trovare significato nella vita. Siamo sempre meno capaci di trovare significato. E allora il significato dove lo cerchiamo? Lo cerchiamo nei contenuti. Lo cerchiamo nel feed. Lo cerchiamo a bali. Lo cerchiamo in un lavoro significativo. Però spoiler non sei mai trovato lì. Ma c'è un luogo dove possiamo trovare significato. E' in un silenzio che abbiamo smesso di ascoltare, che è il silenzio della noia. Vi faccio una domanda da quante che non viennoiate. Sė realmente quella noia che ti postai 10 minuti sul divano, che non sai cosa fare, che fissi vuoto. Ci sono generazioni, probabilmente che verano al mondo e non conosceranno la noia. Ma la noia non è vuoto. E lo spazio dove nascono le domande scomode. E noi abbiamo costruito un'intera economia per smettere di farcile. Siono. A proposito di Noia, lui Arthur Brooks, ricercatore professore L'arvar Business School, scrive di felicità, scrive di Noia sul diatlantica che una delle mie t'estate preferite. E Arthur Brooks spesso racconta come la noia sia un dei distrumenti più importanti per la nostra crescita personale. E se potesse forse fare un podcast con Cargusta Viong, perché ora con le ai inizeremo sicuramente a portare in vita i morti e a fargli fare i podcast ad il loro ne sono sicuro, probabilmente verve fuori che la noia è lo strumento più importante che abbiamo per entrare in contatto con la nostra anima, quella che abbiamo perso. Il grande problema però è che abbiamo disimparato, no, ad annoi arci, odiamo annoi arci, ha taggiuto che preferiamo l'elettroshock a stare da suolini nel nostro silenzio, nel domande scomode che nascono. E non è una metà fora, è risultato di un'esperimento. nel 2014, darva ad un fatto questo esperimento, ha preso un campione di persone e le hanno fatte sedire da soli all'interno di una stanza dove hanno solamente annoiarsi per 15 minuti. Ma i scienziati gli hanno messo una tentazione davanti, un pulsante rosso che una volta acclicato da valer l'elettroshock. Ora, potresti non farlo? Oppure se voi farlo, farlo. Spoiler, una buona percentuale di persone l'hanno fatto. Cioè siamo l'unica specie animale che preferisce, farsi del male, piuttosto che rimane rimanere da soli ad annoi arsi. Ora sono regionato, manda però, perché la noia è così importante? Perché sattiva il deformo network? Il deformo network è un'insieme di partita del nostro cervello che creano il senso del sé. L'io. Quando il deformo network sattiva spegniamo il piloto automatico. Quando il piloto automatico attivo, la vita si sfugge. Quando il deformo network sattiva siamo presenti, il tempo orallenta. Esistiamo. Allora quando è che sattiva il deformo network? Quando c'è noiamo? Quando la nostra mente vaga? Quando ci diamo spazio? Quando c'è noiamo? E il deformo network è la centrale operativa delle domande scomode? Chi sono? Cosa sto facendo della mia vita? Qual è il senso di tutto questo? E queste sono domande molto importanti. Domande che se rileghiamo in uno spazio della nostra mente, le suprimiamo? Alla fine sono quelle domande che ci fanno finire in terapia, che non ci consentono di vivere bene, perché ci mancano le fondamenta della nostra esistenza. Il punto che noi abbiamo trovato il modo perfetto per me farci le mai. Questo? Questo cazzo di retangolo luminoso, non? Ti svegli la mattina e controlli notifiche. Pausa in bagno e scrolli un po' di Instagram. Stai noniando le poste, TikTok. Prima di dormire YouTube. E quando siamo magari davanti a Osemaforo, stiamo aspettando che diventi verde per andare tra traversali estrici e pedonali, anche lì tiriamo fuori il telefono perché non sappiamo più resistere, no? Tadò che adesso, nel cuore città europea, mettono questi cartelli, no? Attenzione a traversamento smombi. Chi sono smombi? Siamo noi? Siamo i zombie al telefono? E siamo tutti colpevoli, non è che siamo qua a criticarci. Questa è il nostro quotidiano. Si chiama Doom, Scolling, Loop. Dicciò che avviene nel nostro cervello 150-2 volte al giorno. Arriva il momento di noi, il default monitor si attiva. Proviamo quel disagio esistenziale. La dompamina insorge il desiderio di scorrelaere arriva. Le facciamo. E si spiegni completamente nel nostro default monitor 150-2 volte al giorno. E questo è allora che cosa fa? Crea una pandemia globale, però non è il covid. È una pandemia psicologica. È una pandemia di mancanza di significato. C'è una cosa che mi fa ridere quando spesso vado in sputa estasiatico e penso a imona. Ci imona ci che meditano un'interavita per raggiungere il vuoto mentale.
Vi abbiamo invendato tic toc, ci bastero 5 minuti di scrolling e raggiungiamo il voto medale, si olo. Solo che c'è una grande differenza perché il monaco raggiunga il voto e trova l'illuminazione. Lui raggiungiamo il voto e troviamo una bella offerta temu, gira la ruota 20% off. Per acci anche una differenza più tragica che il monaco c'è il voto per trovare il pieno. Noi subiamo il voto per scappare dal pieno. E allora ricordiamoci questo che più evitiamo la noia più la vita diventa noiosa. Più cerchiamo stimoli meno stimoli abbiamo. Più fuggiamo dalle domande più queste ci insegono. E allora qual è la soluzione? Pai spazio, torna da noi arti, prenditi del tempo. Parti due, scegli il poestino. Allora abbiamo capito che la noia è importante. Abbiamo fatto pace con la noia, abbiamo scoperto che è nescilencio che troviamo l'anima e che surgono le domande scomode. Ora sempre nescilencio potrebbe nascere una domanda molto importante. La domanda che se sei capace di seguire ti consente di trovare il poestino. E questa domanda è maledettamente semplice. Cosa mi piace per davvero? Provate a rispondere nella vostra testa a questa domanda in meno di 10 secondi. Cosa ti piace per davvero? Se stai facendo fatica trovare la risposta a questa domanda significa che c'è un problema? Stai ragionando, no? Cosa dovrei rispondere? Cosa mi potrebbe piacere? Cosa mi dovrebbe piacere? Lui e Igor si batti, filosofo, italiano, più oricinei e russe e Igor ha studiato i miei piace per tanti anni, ha scritto anche un bellissimo livro al riguardo. E Igor ha scoperto una cosa. Ha scoperto che i bambini sanno sempre cosa mi piace? Ti piace i broccoli? No, gelato sì. Ti piace i cifretello? Oggi no. C'è anche un altro essere divente che sa sempre cosa li piace? Cosa non li piace? C'ero comunica perfettamente? Qual è? Facciamo giocare degli animali. Il gatto. Zero compromisi, zero esitazione, zero cazzate, gatto sa sempre, cosa ti piace? Cosa gli piace e cosa non gli piace? In noi adulti invece, noi abbiamo disimparato. Ci mettiamo un quarto d'ora a capire così ordinare a ristorante. Ci mettiamo anni a capire cosa vogliamo fare della nostra vita. Ci mettiamo decenni all'interci conto che abbiamo scelto la vita sbagliata, che stiamo vivendo una vita diverse da quella che avremo imaginato. Ci mettiamo una vita cambiare. Offreso ne orici siamo neanche. E perché è questo? Perché ci l'hanno insegnato? Ci l'hanno insegnato? Da piccoli ci l'hanno insegnato che dire "non mi piace e male educato". Ci l'hanno insegnato anche che bisogna sempre finire ciò che c'è nel piatto. Ci l'hanno insegnato che dobbiamo fare i? Bravi. E allora noi cosa abbiamo iniziato a fare? Abbiamo iniziato a mentire. Abbiamo iniziato a mentire prima agli altri. Sì sì mi piace, mi piace. E poi hanno i stessi. Finari di venticarci cosa ci piace per davvero? Siamo stati programmati, condizionati, progettati e se avete studiato e coppire i tingui salare con le di tre. Allora che cosa succede? Sucede che vorremo una vita carica di significato? Ma non siamo nemmeno in grado? Vi rispondere ad una domanda cosa significa "cosa mi piace". E il problema è che ci sono due mi piace. Cioè un mi piace che ha autentico. Il mi piace autentico viene da dentro, viene dal corpo, viene dall'istinto, dall'anima. E poi invece c'è il mi piace algoritmico, no? Quello che l'algoritmo le hai ha imparato farci piacere. Quella camicia che ti piace perché la vista 47 volte è reddargati in su Instagram. Quell'via gioabali che ti piace perché tutti vanno abali perché non dovrebbe piacere a te? E anche io sono colpirvole. O quella vita che ti piace? Perché non è la tua? E quella che ti fa vedere un influencer ogni giorno su Instagram. Allora non sai più se quella cosa ti piace? Perché ti piace? O ti piace? Perché te l'hanno fatta piacere? De loit millennial survey. Ci dice "I 70% dei millennial vorrebbero avere un lavoro significativo con scopo". E anche de loit stessi numeri, ma questa volta per agenzie. Agenzie vuole la porpos, no? Una missione, uno scopo. Però spoi dire, non basta lavorare nella startup con i tavoli rossi, no? O avere il campo da ping pong in azienda, fare l'aperitivo delle 17 con i colleghi per trovare il proprio porpos. Per trovare il proprio porpos? O quale sapere rispondere a questa domanda? Devi sapere cosa ti piace? E per sapere cosa ti piace prima devi rivelarti al condizionamento. Al marketing sport abbiamo questo moto. Rebels make history. I ribelli fanno la storia. Perché i ribelli fanno la storia? I ribelli fanno la storia perché i ribelli hanno dei progetti. Vessete il colso della storia? Io ho la sensazione ogni tanto che la storia è se è stato su seguire si di anni in cui non accareva assolutamente nulla? Puoi seguiti da pochi mesi in cui una manciata di persone grazie alle propria sioni, i propri pensieri, le proprie parole sono stato indranno di fare a venire anni di cambiamenti in poche settimane. E queste persone chierano, queste persone erano ribelli. Possono essere buoni? Oppure possono essere cattivi? Possiamo amardi? Oppure possiamo diarli? Possiamo astimarvi? Oppure possiamo non essere d'accordo con loro. Però se c'è una cosa che non possiamo negare che mentre tutti giudicano loro fanno la storia. Possiamo non essere d'accordo con loro ma c'essuno persone che provano a cambiare il corso degli venti mentre tutti giudicano e osservano. Allora vivere coerenti al mi piace più autentico, rende la nostra vita un romanzo epico. Anche se abbiamo dei problemi o come dice i corsi balli, soprattutto se abbiamo dei problemi. Perché quando fai ciò che di piace, i problemi diventano progetti, problema da proballo significa "getteravanti" e la stessa radice di progetto. Allora chi ha problemi, ha progetti, chi non ha problemi vive comodo, ma non ha un destino, dice i corsi balli. Altrutema che cita i costi balli è lavoro. In Italia la parola lavoro è un problema, perché quando noi parliamo di lavoro c'è una sola parola, lavoro. Che dall'attino significa labor, che significa fatica, pena, in alcuni casi è utilizzato ad evitura come schiavi tu, in inglesi invece hanno due parole. Job work. E non sono neanche synonymi. Job è quello che fai per pagare l'affitto, è lavoro servile, la fatica necessaria per sopravvivere. Work è quello che fa rischi gratis. Quello che ti da energie invece che toglierte la. Work è l'attività creativa, è il business perfecto. Allora la domanda che ci debbiamo fare qua oggi è "mari, ci obbiamo, workiamo, la maggior parte di noi jobba". E ci obbiamo perché la scuola ci ha insegnato a jobare, perché la scuola è una macchina eficiente. Ci forma per riuscire a riempire quella domanda di occupazione lavorative, ma la scuola non ci insegna a costruire un market transport, a organizzare il calemana festival, non ti segna a costruire una scuola di yoga online, con la tua finanzata mentre vi agio in giro per il mondo. Non ti segna a costruire un prodotto che amia a venderlo sul mercato, non ti segna a fare grandi cose per clienti che stimi. La scuola ci insegna prima, a fare il dovere, poi a fare il piacere. Prima fai compiti, poi giochi, non puoi giocare mentre fai compiti. La scuola ci insegna che è sbagliato dire, non lo so, zero è il peggior voto che puoi prendere, quindi piuttosto che lasciare in bianco la domanda, inventi qualcosa, in pari a mentire e soprattutto ci insegna a rispondere in fretta senza fare domande, perché le domande di fani professori. Allora abbiamo imparato ad obbedire, hanno un farci domande, a mettere il mi piace al tuoi davanti al nostro mi piace. Allora, è ovvio che non ci dobbiamo stupire e serviamo a tre entani, ci sbagliamo e non sappiamo qual è il significato della nostra vita. Non è colpa tua, ma parte del sistema. Oggi puoi prendere la decisione di contibere a giobare o pure trasformare la tua vita in work, aggiungere dell'arte nella tua cariera. Una frase che rico sembra che il business traduamo come il gioco stà il bambino, no? Cioè il business
nella sua natura più bella può essere espressione creativa, può essere entusiasmo, può essere anche divertimento ma solamente se scegliamo un business che può essere di supporto al nostro destino. Allora abbiamo ritrovato l'anima nella noia, abbiamo scelto il nostro destino seguendoli il piaccio autentico, e ora cosa accade? Ora viene il terzo step che è il più difficile di tutti, rendi sacro il tuo quotidiano. Come si fa? Fermati? Fermati perché la vita non è mai stato un viaggio, non c'è mai stata una destinazione, c'hanno insegnato che c'è una destinazione, perché sistema restrefficente per rendere le persone motivate, ci devono essere dei livelli elementari, media, scuole superiori, università, laoria, master, il primo lavoro, i risultati trimestrali, i risultati annuali, le bidà, se se capace il primo milione forse la exit, e allora continui a correre come un cresceto ipnotizzato, sta arrivando, sta arrivando, perci svegliamo 40 anni, siamo in barnaut e sauriti e abbiamo lo stesso vuoto esistenziale di chi nel aventi, di quando levamo venti, e allora che cosa facciamo? Scappiamo? Ci accivà a bari, ci accivà a fuerto ventura, cioè chi si compra una barcavela e va a permare, però scappiamo perché speriamo che lasciandoci tutte le spalle di troveremo noi stessi, che troveremo uno scopo, un significato, ma il grande problema è che anche se viaggi, e viaggi tanto, e viaggi per settimane o mesi, l'avrai sentito dopo il qualche settimana, le endorfine si abbassano e tornano quelle domande esistenziali. Tu cosa stai facendo della tua vita? Come la voi vivere? Alla Wots dice una frase molto bella, l'universo non ha un business plan, non c'è un punto d'arrivo, e lui dice un'altra aggiungere una terza parola a quelle rigor si baldi, cioè job, work, per lui dice "You don't work, zepiano, you play zepiano", allora la vita forse dovrebbe essere più un gioco, o una melodia, perché come dice Alan Wots, quando noi suoniamo lo strumento, non lo suoniamo per arrivare all'ultima nota. Quando noi ascoltiamo una canzone, la bagliamo, non bagliamo per arrivare alla fine della stanza fermarci, dire, è finita. Nui vorremmo che quella cosa possa continuare, perché se ci pensiamo bene, fin da ragazzine vi ha pensato caspita forse, la vita sarà bellissima, la vita sarà una symfonia, e ogni giorno potrò apprezzare ogni singola nota. E invece abbiamo trasformato la vita in un pelle greenage verso l'ultima nota. Abbiamo fretta e corriamo, e la vita ci sfugge, e all'ultimo marketer sward dicevamo una cosa, non è che corriamo perché ci manca qualcosa. Corriamo perché desideriamo troppo, interci fa vedere vite infinite, identità e limitate, lavori infiniti tra cui scegliere. E allora questa scelta così incredibile, ci ho prima molto più di quanto cilibri. La soluzione non è trovare un significato, la soluzione è dare significato, da dentro a fuori, non da fuori ad dentro. Come do significato questo momento, a questa giornata, a questa vita? La soluzione sta tutta in una domanda, o meglio, una grande capacità, che è quella di "sa per decidere", "sa per decidere", che significa tagliare via, quando tu decidi, uccidi tutte le altre versione di testesso. E finalmente sei sereno, ma per decidere ci vuole coraggio, per essere sereni, o corrivi durre il perimetro della nostra vita e della nostra identità. Divo di cidere cosa voglia vivere? E chi voglio essere? Divo ridurre in un mondo che vuole farmi aggiungere. Ci ricottono ad Ed Top. Io e Deni, negli ultimi anni, abbiamo vissuto una vita da nomade digitali, una vita che tanti magari sono di vivere. S'aspatitanti, a neggiro per mondo, non avevamo una casa, abbiamo vissuto esperienze incredibili. E tu nascendito lo rifarei tutto perché mi ha insinerto ad essere la persona che sono. Però, un certo punto della nostra esistenza, continuando a viaggiare quelli domande non spettivano di esserci, sentivamo quel prodotto esistenziale. E un certo punto abbiamo detto, forse dobbiamo fermarci, forse dobbiamo ridurre il perimetro della nostra esistenza, forse dobbiamo scegliere chi vogliamo essere e cosa vogliamo diventare. Forse dobbiamo ridurre per potere credere in qualcosa, credere in qualcosa. E lo abbiamo detto, compreamo casa, una roba che fino a qualche anno fa mia, avrebbe misso la pelle docca. Allora, iniziamo a continuare a viaggiare per il mondo, chiedendoci dove vivere. E ci ritrovamo, eravamo li di per comprare un terreno a Bali e andare a vivere a Bali. Un certo punto sognavamo la Australia, abbiamo pensato anche gli stati uniti. E invece abbiamo comprato casa, dove ad arco di Trento, un paesino di 15.000 anime. Di 15.000 anime dove finalmente poteramo concentrarci sulle cose di cui vado a un bisogno, ossia scegliere la nostra quotidianità, trasformare la routine in rituale, rendere sacra la normalità. Che per me significa rispondere a una domanda semplicissima, solo che ci occorre una vita per riuscire a trovare la risposta. Se dovessi vivere per sempre la stessa giornata, come vorrei crefosse? Come vorrei crefosse? Allora, ho iniziato a cercare di rispondere a questa domanda, ho iniziato a costruire il mio quotidiano, no? Non sono mai stato sportivo nella vita. Ad arco ho iniziato a andare a correre e la scorsa settimana prene, il mercno di sordo, corso la mia prima gala di corsa 33 anni. Io tenia avvenitato a fare uno sport d'acqua a sime. Capita malere in la mattina di iniziare a lavorare alle nove dopo che se ha stati sul lago rigarda a fare Winfoil, pieni di Endor Fin, è bellissimo. Oggi giorno cerchiamo di fare piccole cose che rendono speciali le giornate, un giro in bici, una camminata, un picnic. Siamo fatti dei nuovi amici che è saluto che tratto suvenuti a trovareci qual è il marketing of world. E da devoltre mi capita di parlare con le imprenditori colleghi di Milano amici e vi dicono "Dario, bellissimo, bellissimo! Vorrei fare anche io quella vita li, semplice, fare sport, stare all'area per ta, avere degli obbi, non vivere una grande città, però. non ci avrei mai a fare questa scelta, cioè, di avere coraggio, di avere coraggio per mollare tutto e andare a vivere non posso dove non conosci nessuno, non ai amici, non sai cosa trovi, non sai chi diventerai". Sapete, prima detto una cosa che importante. Per riuscire a decidere, per riuscire a scegliere o corre e coraggio, ma il coraggio è facile da trovare se sai cosa ti piace. E a me piace questo. Ogni giorno è semplice, ma ogni giorno è speciale. Allora non ho bisogno di vivere in una grande città, non ho bisogno di un arologio di lusso, sono felice così. E io penso che il segreto, per rimanere i sereni davanti di una società che ci fa a desiderare l'infinitamente possibile, o corre scegliere, o corre ridurre, o corre celebrare, ogni giorno, se non l'entusismo passa, se non ci disinnamoriamo, se non ritorniamo a desiderare, desiderare, e come dice una varra vicante? O. Il suo Occia G.P. di Barcelona è il stato per lui. Il desiderio non è altro che un contratto che facciamo con noi stessi per procrastinare la felicità. Sì, no. Saro felice quando avro quel lavoro. Saro felice quando potrà viaggiare. Saro felice quando. No! Sì felice oggi. Sì felice adesso. C'è una bellissima storia di una storia tavista, di un saggio che raggiunge l'illuminazione. E' prima di raggiungere l'illuminazione, questo saggio fa una cosa ogni giorno. Spacca la legna e porta l'acqua. O. Discreme, ecco, quando l'ho raccontato a deniso, di semplicato il cervello è continuante di "ma dove la porta l'acqua?" Non è importante. Ok, non fatevi questa domanda. Il saggio raggiungere l'illuminazione. E sapete che cosa succede quando raggiungere l'illuminazione? Che cosa fa il saggio? C'è qualcuno che lo sa? Fine! Allora la felicità come l'illuminazione non sta nelle spansione infinita delle possibilità. Sta ne dire "questo è abbastanza". Questo è casa. Questa è la mia normalità. E' ora la rendo sacra. E' ora avrei tradure tutte le cose che abbiamo detto in un esperimento. Sarà un po' che ripio cringere, però lo facciamo. Allora molto semplice. Se aziende i piedi, tutti quanti, ora vi spiegarò l'esercizio e lo faremo e poi capire il senso il significato. Dobbiamo metterci a 45 gradi davanti alla persona che abbiamo davanti. C'è la serie che abbiamo davanti. E dovremmo praticamente fare un'accorsa supposto. Senza muoverle gambe. Quindi spinging velocissimo. Ok? Adesso ho detto della musica bella carica. Riciamo della musica carica e cominciamo. Potete pure metterla.
più veloce, più veloce, più veloce, più veloce, è il visivo, è il visivo. Ok, stop, stop. Ascordati in un secondo, mentre io bevo seditere vostre sintazioni corbore. Abbiamo corso dove siamo arrivati da nella parte. E questo è spesso, non è altro ciò che facciamo ogni singolo giorno, no? Coriamo, coriamo, coriamo, ma di fatti non arriviamo da nella parte. Vero a vare a fare un altro esperimento invece con voi. Vetevamo di la musica di la Santa Erigia, chiudete gli occhi, potete sedervi? Portiamo la mano destra sulle avanza e la mano di si distra sul puore e sul plesso solare. Pidi bene radicate a terra, colonadritta. Portiamo la tensione al respiro, espiriamo 4 secondi e espiriamo 4 secondi. E espiriamo ancora e espiriamo. Provate a portare la tensione su vostre biedi, sulle ascenzazioni di contatto che avete con il pavimento di questa sana o la sensazione di contatto con la sedia. Non dovete fare assolutamente nulla sono essere presenti. Provate ad accenare un sorviso anche interiore, sorridrevo i stessi. Provare a ricreare la sensazione di grazitudine nel vostro corpo per essere qui per aver scento di fare qualcosa per voi. Facciamo un altro esperimento e espiriamo 4 secondi e espiriamo 4 secondi. Ok, possiamo briller gli occhi. Prima quello che mi ha provato è stato il fare, corro, corro, corro per non arrivare da nessuna parte. Questo invece è essere, l'essere dove ci ha portato. Ci ha portato qua nel qui ed ora ad essere presenti, di lattare il tempo, percepire. Allora il problema della nostra epoca è che siamo talmente concentrati sul fare che non rimane più tempo per essere. E a tal propostito vorrei lasciare un consiglio pratico. Qua che hanno fa, in realtà 30 anni fa, avvietato a viaggiare con i miei genitori nel sud estasiatico di costembre che ha avuto la fortuna di vivere tante vite in una, di fare tante esperienze. E ricordo durante un'uono di quei viaggi che abbiamo dormito sul paio ento di un monastero buddista. E quelle è stato il primo momento della mia vita in cui ho visto dei monaci meditare. Parliamo di decine di monaci che cantavano questi mantra alle 4 del mattino e meditavano il sedenzo per uore. E adesso tu è un momento che per me è stato molto particolare e fascinante. E i roggiovane? No, ancora non sappivo così la meditazione, però era qualcosa che in qualche modo mi aveva colpito. Allora ricordo che in cui viaggi in cui non avevo distrazioni, non avevo un telefono, avevo un lettore cidromm, non so se vi ricordate quelli per ascoltare la musica e basta. E ricordo queste camminate della foresta con i miei genitori che duravano ore o viaggi spostamenti in autobus che erano infiniti. I miei genitori sono sempre stati due backpaker, quindi ne vanno in viaggio come facciva la gente del posto. E se state i momenti in cui ho iniziato ad affascinare la meditazione e provare ad essere consapevole, anche se non capivo che cosa significa. E ricordo anche che in quel periodo è stato un momento della mia vita in cui ho iniziato a sentire una voce, una voce dentro di me, che mi tenere la compagnia, che mi dava delle idee, che mi raccontava in che modo avrei potuto vivere, cosa avrei potuto fare? Qualche hanno dopo, o se a qualche anno fa, ho le tulli probellissoni, se ma z'è creativact di Rick Rubin. Rick Rubin è stato uno dei più grandi produttori discografici della storia, prodotto per suoni come gli due Eminem, Adele, in metallica, gli ha prodotti tutti lui. E lui racconta una cosa molto bella all'interno di questo libro, dice la maggior parte degli artisti con cui ho lavorato, gli fa ma mondiale, afferma di avere una voce nella mente che gli detta le canzoni, non sono loro a scrivere le loro canzoni. Anno al che vedete con una entità, una voce che li racconta cosa dovrebbero fare, anche nella scrittura si parla spesso una scrittura automatica, si sono veri i propri scrittori che dicono "C'è qualcosa che scrive libro attraverso di me". Qualcun'iché parano di forza creativa divina? Ora io non so se è forza creativa divina, probabilmente la ta è il nostro deformo onnetwork esattiva. Siamo presenti, le nostre antenne sono attiva, allora riusciamo a captare. E lo troviamo gli stimoli gli spunti, le idee per riuscire a creare qualcosa. Io non so se quella voce è prodotto dal deformo onnetwork, ma quella voce per me è sempre stata sacra, è sempre stata una voce che mi ha aiutato dei momenti difficili, mi ha aiutato a trovare la strada, mi ha aiutato a trovare le parole quando devo raccontare o scrivere qualcosa. Tutti noi abbiamo provato almeno una volta a parlare con noi stessi, no? Abbiamo, ci ha capitato nella vita di sentire quella voce, soprattutto quando le vamo ragazzini. Chì più chi meno, solo che poi è un certo punto ci siamo dimenticati come ascoltarla, come entrare in contatto con noi stessi. Quando i Edeni, qualche anno, fabbiamo visto tutto in Valdifiamme, ho trovato un luogo che mi piaceremo molto, era questa roccia in un bosco di cavalese in Valdifiamme. E ho iniziato a le carne in questo luogo, diversa volta durante la settimana ricordo che parli che ci aveva l'auto, lasciavo il computer e il telefono in l'auto, andavo con un takwino, una pena e le libre delle leggere a rilassarmi in questo posto. In quella lo ho usciato questo bellissimo libro di un antropologo francese che parla proprio di come, certe popolazioni ciamaniche avessero dei luoghi di potere. Allora, ridendo, scarzando con Daniel, iniziato a chiamare questo luogo, il mio luogo di potere. Se dove siamo parlare di intermi dei scientifici i luoghi di potere non sono altro che i luoghi, dove chiano degli effetti, attivi sulla nostra psiche, che ci cambiano, che ci fanno produrre degli ormoni, piuttosto che le addre, che cambiano, non sono stato mentale. E per me il luogo di potere è diventato uno spazio dove coltivare in il piace, dove andarmi a andando aioare, uno spazio dove tornare a sentire quella voce, ed è stato un primo strumento. Il secondo strumento è molto importante stato questo libro che mi ha regalato di nis qualche no fa, "The artist way" di Giulia Camero. C'è qualcuno che l'ha letto? Ok, lo ho considerato in qualche video. E Giulia Camero è una scrittrice, scena e giatrice, artista, il suo lavoro è aiutare i grandi creativi a sbloccarsi. Renniamoci conto che per registi, artisti, cantanti, il uscira sbloccare la propria creatività è di estreme importanza, perché loro business dipende da questa cosa. E tutti con loro che hanno provato il metodo di Giulia Camero attermano che è estremamente potente, giurano sulla sua efficacia e il metodo semplicissimo. Si chiama il metodo delle morning pages, le pagine del mattino. E' del super semplice, ogni giorno scrivi tre pagine a mano, non al computer, sul tudiari, sul tuttacquino. Non importa cosa scrivi. Scrivi tutto quello che ti passa per la testa, senza filtri, senza giudizio, senza rileggere. Ma che è il tuttacquino del marketing world? E ci proverei. Scriverai un'aroba tipo. Ciao! Sono al marketing world? Non so con chi sto parlando. Non so neanche perché lo sta facendo. Assi me la detto d'arico ieri. Non so cosa dire. Sche di bobbi. E questo Giulia Camero lo chiama "pattume mentale". Le prime volte così. Solitamente per i primi 10 minuti buttiamo fuori "pattume mentale". Arrivarò a che non ha senso, non sappiamo cosa scrivere, ci sentiamo a disaggio. Dopo 10 minuti però, di scrittura la nostra voce emerge. Quella voce che abbiamo nascosto sotto, in finite notifiche, obblighi, priorità, urgenze lavorative, ma sotto la spassatura c'è oro. Perché quella voce è la voce che sacqua l'epo di stino. Quella voce è la voce che sacqua l'epo di stino. Dgete sapere che in realtà io non ho scoperto il metodo di mod in page grazie Giulia Camero. Lo già raccontato in un vecchio, una vecchie di zeno in marketing of the world, ho scoperto le mod in pages grazie mio padre. Perché quando andavamo nel sud e stasiatico, mio padre mi obbligava ogni anno a scrivere tre pagine di diario di board ogni singolo giorno.
ed era una cosa che odiamo? Parla da sola. L'iteramente obbligato. Ho ancora tutti questi tacquini e sono pieni di sbavature delle mie lacri mentre piangevo perché mio padre mi obbligava. E per me era una vera le prate tortura. E mio padre lo sapete. Ma ciò che non sa, è che dopo i primi 10 minuti, mi piaceva. Era un momento per me stesso. Scrivi o progetti. Mi venivano in mente idee. I tei geniali, guardate qua. Questo è uno dei tacquini di quell'anni. Comprare terreno in asia e fare una tentazione di tech. Inparare il lancio del coltello. La vita? Inparare con un mio commercio politico. Inparare il cinese. Farmi un documento. Scrive un libro. Ho manifestato tantissimo. 20 anni ciò mi insupere al scri, e ho uscito l'altro giorno. E poi alla fine troviamo questo. Scoprire cos'è un blog. Era il 2002. Allora torna a casa da quel viaggio. Scopro cos'è un blog. A prom blog. I grazie al blogging crea una community. Si chiama Weare Marketers. E' diventata il mio destino poi. Allora vi lascio tre combi di per casa. Trova il tuo luogo di potere e vai ad annoiarti. Scrivi ogni giorno per riscoprire il tuo destino. E c'è il dicio che vuoi e rendi sacro il tuo quotidiano. Queste sono tre cose che sono fondamentali. Sono le fondamenta di una vita serena. Ora chiedo dicendo di una cosa. Non siamo una generazione che avrà tempo di annoiarsi. Il mondo sta andando sempre più veloce. Allora possiamo essere la prima generazione. Chi lascio è proprio destino nelle mani di un algoritmo. Il proprio mi piace. Nelle mani di una intelligenza artificiale. Oppure possiamo essere la prima generazione che impala ad anzare nel caos, tenendo l'anima al centro. Su la copertina del mio libro mi è so questo simbolo che per me significa molto. Il tau cosa ci insegna. Il tau ci insegna che nel momento di massimo buio può nascere la luce. Che nel momento di massimo rumore può nascere il silenzio. E che allora se lo vogliamo nel momento di massima tecnologia può nascere il momento di massima humanità. Però se vogliamo caccata dobbiamo scegliere. Dobbiamo scegliere di annoiarci, invece di riempire il nostro cervello di cose o di desideri. Dobbiamo scegliere il nostro mi piace, invece di quello che ci suggerisce l'algoritmo. Ma soprattutto dobbiamo scegliere di rendere sacro questo giorno, invece di aspettare quello perfetto.
Podcast Summary
Key Points:
Viviamo in un'epoca di cambiamenti esponenziali, con l'intelligenza artificiale che genera contenuti e mette in dubbio la realtà stessa.
La "Dead Internet Theory" suggerisce che la maggior parte dei contenuti online sarà creata dall'IA, minando la fiducia nella verità.
L'uso eccessivo dei media digitali desensibilizza il cervello a causa della dopamina, riducendo la capacità di provare piacere autentico.
La connessione umana, basata sull'ossitocina, viene sostituita dall'interazione digitale, riducendo empatia e materia grigia.
La noia è uno strumento cruciale per ritrovare significato e connessione con sé stessi, ma viene evitata a favore di stimoli digitali.
Il "Default Mode Network" si attiva durante la noia e permette domande esistenziali, ma viene soppresso dallo scrolling compulsivo.
La soluzione proposta è triplice
Summary:
L'autore, Dari Vinnelli, riflette sull'era attuale come una delle più straordinarie e drammatiche, dove la convergenza di crisi e innovazioni tecnologiche ci rende una generazione di confine. Introduce la "Dead Internet Theory", secondo cui l'IA produrrà la maggior parte dei contenuti online, rendendo difficile distinguere il vero dal falso. Questo fenomeno mina la fiducia nella realtà stessa, come dimostrato dall'aneddoto di un ragazzo che dubita della storica spedizione di Shackleton.
L'abuso di dispositivi digitali provoca desensibilizzazione dopaminergica, riducendo la capacità di provare piacere autentico e l'empatia, poiché l'ossitocina viene sempre meno sperimentata. Le ricerche mostrano che lo scrolling riduce la materia grigia in aree cerebrali cruciali per l'empatia e le decisioni. L'autore sostiene che siamo diventati individui digitali che prendono pause nel mondo analogico.
La soluzione è triplice: ritrovare l'anima attraverso la noia, che attiva il Default Mode Network e permette domande esistenziali; scegliere il proprio destino, chiedendosi sinceramente cosa ci piace, come fanno bambini e animali; e rendere sacra la quotidianità con rituali che riumanizzano. In un'epoca di pandemia psicologica di mancanza di significato, la consapevolezza e le scelte individuali determineranno il futuro.
FAQs
Secondo la Dead Internet Theory, la maggior parte dei contenuti pubblicati su internet nei prossimi anni sarà generata dall'intelligenza artificiale, rendendo difficile distinguere il vero dal falso.
L'uso massiccio dei media digitali riduce la materia grigia nella corteccia prefrontale e nella corteccia cingolata anteriore, aree fondamentali per l'empatia, la gestione delle emozioni e le decisioni importanti.
È un processo in cui, a causa della continua ricerca di stimoli digitali, i picchi di dopamina diventano sempre più bassi, portando a una ridotta capacità di provare piacere autentico e a una sorta di anestesia emotiva.
La noia attiva il default mode network, che crea il senso del sé e permette di porsi domande profonde come 'Chi sono?' o 'Qual è il senso della vita?', fondamentali per la crescita personale.
Si può ritrovare l'anima attraverso il silenzio e la noia, scegliere il proprio destino chiedendosi cosa piace davvero, e rendere sacra la quotidianità con rituali che riumanizzano.
Il monaco raggiunge il vuoto per trovare il pieno e l'illuminazione, mentre con lo scrolling si subisce il vuoto per scappare dalle emozioni, finendo spesso distratti da offerte commerciali.
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