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GIRO D'ITALIA: Promossi o bocciati? Le Pagelle degli ultimi 20 anni (2005-2025)

36m 53s

GIRO D'ITALIA: Promossi o bocciati? Le Pagelle degli ultimi 20 anni (2005-2025)

Il podcast descrive la seconda rivoluzione industriale, tra il 1870 e il 1900, come un periodo di profondo cambiamento in Occidente. Innovazioni chiave includono l’uso dell’acciaio, l’elettricità, il motore a scoppio e i progressi della chimica, che portano alla produzione di nuovi beni come lampadine, automobili, telefoni e cibo in scatola. Questi sviluppi trasformano l’economia: i prezzi calano, ma la concorrenza spinge alla formazione di monopoli e all’abbandono del liberismo a favore del protezionismo, con dazi doganali per proteggere le industrie nazionali. In Italia, la crisi agraria causa un’emigrazione di massa verso le Americhe. Parallelamente, la medicina migliora, allungando la vita e provocando un boom demografico: la popolazione europea raddoppia a oltre 400 milioni. Le città crescono, dando vita alla società di massa, con nuovi metodi di lavoro come la catena di montaggio e il taylorismo. Socialmente, emergono classi variegate: operai (colletti blu) e piccola borghesia (colletti bianchi), con ideali diversi. La partecipazione politica si amplia grazie ai sindacati (es. CGIL) e ai partiti socialisti, mentre il nazionalismo e il socialismo influenzano il Novecento. Il podcast sottolinea come scienza, economia e politica siano interconnesse in questa trasformazione epocale.

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4511 Words, 29865 Characters

Italian
Greco, matematica, inglese, filosofia, italiano fisica, chiam, secreco matematica, inglese. Uhuh ma tu radio. Ma tu radio. Ma tu radio. Ma? Non le secre filosofiasi. Ma tu radio. Ma tu radio. Maturadio. Podcast di storia per lesame di maturità. La seconda rivoluzione industriale e la società di massa. Tra gli ultimi 30 anni dell'800 e gli inizi del 900, l'economia e la società occidentale cambiano profondamente. Molti degli oggetti e delle tecnologie che oggi usiamo ogni giorno nascono in questo periodo. La lampadina, ad esempio, in generale la corrente elettrica, il telefono, la bicicletta, l'automobile, la spirina. Ma non sono solo gli oggetti e le tecnologie a rinnovarsi cambia anche la conformazione delle città. Gli ospedali per fare un esempio o cominciano ad avere le caratteristiche che hanno oggi, cioè grosse strutture con diversi padlioni ognuno espressamente dedicato a un campo della medicina, fanno la loro comparsa sulla scena anche i grattacieli, principalmente negli stati uniti. Oggi parleremo proprio della profonda trasformazione che ha investito l'economia e la società occidentale, a cavallo tra i due secoli, tra i bici annovesimo e il ventesimo secolo. Questo periodo viene anche definito seconda rivoluzione industriale, è tra poco vedremo perché. Dunque è un periodo caratterizzato da veloce progresso scientifico e tecnologico che si riflette quasi immediatamente sull'economia e sulle tecniche di produzione, che migliorano. Un miglioramento che non investe solo il lato economico della società, ma la società stessa. Lo sviluppo industriale e i progressi nel campo della medicina fanno rapidamente aumentare la popolazione e fanno crescere le città. All'inizio del 900 in Europa siamo molti di più, siamo molto più a contatto, cambia quindi anche la società, ci sono più lavori diversi tra loro, si formano nuove classi sociali. Le masse tenete a mente questa parola perché sarà molto importante, appunto società di massa. Le masse dicevamo si affermano sulla scena della storia. Ora, con il loro voto, le persone possano condizionare la politica di un'internazione e di un'intero continente. Si affermano nuove idee politiche, come il socialismo o il nacionalismo, non che prima non ci fossero, ma ora contano sempre di più e condizioneranno pesantemente tutto il 900, fino al mondo che viviamo oggi. Naturalmente se parliamo di seconda rivoluzione industriale, vuol dire che c'è già stata una precedentemente. La prima rivoluzione industriale che aveva avuto luogo precisamente tra la fine del 700 e i primi decenni dell'800. La prima rivoluzione industriale aveva avuto come protagonisti i carbone e la macchina al vapore. Erano una telefabbiche, erano migliorate le tecniche agricole, erano migliorati i trasporti. Grazie alle prime ferrovie, ma la prima rivoluzione industriale aveva interessato principalmente solo una parte dell'Europa. La Gran Bretagna, la Francia, un po' la Germania, la seconda rivoluzione industriale invece tocca praticamente tutta l'Europa, anche gli Stati Uniti. Di solito gli storici chiamano seconda rivoluzione industriale il periodo che va dal 1870 al 1900, ma come sappiamo ormai in storia spesso le date sono convenzionali, indicative, qualcosa magari è successo prima del 1870, qualcosa è successo dopo il 1900. Ma è tutto strettamente collegato. Le scoperte scientifice sono sempre più frequenti, per esempio, e sono collegate anche alla crescita di alcune idee e pratiche politiche, in particolare quelle del socialismo e del nacionalismo. Come è possibile che una scoperta scientifica sia collegata alla fermarsi di ideologia e politiche? Ecco, ora lo vedremo, ricordatevi che è tutto strettamente collegato, quindi facciamo attenzione. Partiamo col dire che le scoperte scientifice dell'8cento, in particolare modo quelli della seconda metà dell'8cento, cominciano ad essere applicate sempre più spesso alla produzione industriale. Naturalmente i progressi industriali si riversano suvasta scala in tanti altri settori dell'economie della società. Come, ad esempio, la produzione del cibo, quali sono queste innovazioni che contradistinguono la seconda rivoluzione industriale? Innanzitutto vengono usati nuovi materiali. Ad esempio, l'acciaio, un materiale più robusto, più elastico del ferro, non che prima l'acciaio non fosse conosciuto, ma a partire da questo periodo la sua lavorazione costa molto di meno. E l'acciaio comincia ad essere impiegato in tanti settori, viene usato nelle ferruvie, nella produzione degli armamenti, nella costruzione degli edifici e dei punti, nella produzione delle stesse macchini industriali che servono a tutta l'industria. La lavorazione dell'acciaio, a sua volta, è risapossibile anche dal progresso della chimica e dell'industria chimica. Vela, avevamo detto che è tutto collegato, no? Anzi. Molti altri settori dell'industria savantaggiano del progresso della chimica. Producci i procedimenti chimici vengono usati nella lavorazione dei metalli, nella produzione di concimi per la agricoltura, nella produzione di explosivi, nella produzione della gomma. E' proprio in questo periodo vengono inventati la dinamite e gli pneumatici. Vengono realizzati i primi coloranti e i primi tessuti artificiali, per esempio la viscosa. Tutte cose a cui oggi siamo abituati che riempiono la nostra vita, ecc. La dinamite si spera. Ma anche la produzione del cibo, quella che ora viene chiamata industria alimentare, si avvantaggia delle scoperte della chimica. Durante la seconda rivoluzione industriale vengono inventati nuovi concimi e nuovi tecniche per conservare gli alimenti. Diventa più facile così trasportare e conservare i cibi, cominciare prodotto su vastascale il cibo in scatola, tre nine navi hanno i primi impianti di refrigerazione, le celli frigorifere, appunto, per il trasporto del cibo, anche a enormi distanze. Anche il settore energetico e dei trasporti accelera enormemente. In questi anni viene inventato il motore a scopchio, un antenato di quello che viene montato sulle nostre macchine. E vengono realizzate le prime automobili, che però cominciano ad essere prodotto in grandi quantità soltanto nel 900. Il motore a scopchio funziona con la benzina, un derivato del petrolio. Proproprio, l'invenzione del motore a scopchio, quindi provoca anche uno sviluppo dell'industria petrolyfera. Forse però l'energia che più contraddistingue la seconda rivoluzione industriale è quell'elettrica. Non staremo a spiegarvi come funziona naturalmente. Questo non è un podcast di fisica. Ci sono pure quelli, ma qui parliamo soprattutto di storia. In Europa cominciano a diffondersi centrali elettrica, cioè centrali per la produzione dell'elettricità. E grazie all'invenzione della lampadina cominci a diffondersi anche l'illuminazione elettrica. Non solo come per ogni altra innovazione di questi anni anche l'elettricità viene usata in altri settori. Ad esempio nel trasporto, il tram e nella produzione industriale. Ed è sempre grazie alle elettricità che vengono inventati il telefono e il cinema-tografo, quello che porterà nel 900 alla lascita del cinema. Questo proveresso scientifico, tecnologico e industriale ha degli effetti profondi sull'economia occidentale. L'industria migliora e cresce un po' in tutto l'ocidente. Migliora le sue tecniche come abbiamo visto e produce quindi più merci, più velocemente e con costi minori. Nede live a un primo effetto i prezzi calano, sabassano. Da una parte il consumatore principalmente abitante dell'eccittà è avvantaggiato da questo calo dei prezzi. Dall'altra ci sono degli effetti nascettati. In questo periodo cominci a essere abbandonato proprio il liberismo, quella visione economica molto invoga nell'ottocente anche oggi, a dire il vero, e di cui abbiamo già parlato a proposito delle idee di cavurre in un altro podcast. Per il liberismo ricordiamolo l'economia può regolarsi da se. E portare maggior benessere la popolazione. Solo se lo stato non interviene, lo stato deve lasciare l'imprese libere di far si concorrenza tra le. di loro sono così e mergono le imprese migliori quelle che portano ben essere alla società. Lo stato deve anche cercare di tassare il meno possibile le merci per facilitare il commercio internazionale, ma il liberismo entra in crisi proprio con i primi sconvolgimenti della rivoluzione industriale. La produzione diventa sempre più intensa, i prezzi si abbassano il mercato e sempre più internazionale grazie al miglioramento dei trasporti. E molte imprese in questa situazione fanno fatica confrontarsi con le imprese di paesi magari più industrializzati, più avanti nel progresso tecnologico. Se un determinato prodotto ad esempio, un bullone, un'impresa della nazione in cui vivo me lo vende a 10 mentre l'impresa di un'altra nazione me lo vende a 5, magari perché la mia tecnica migliori di produzione, l'impresa nazionale che lo vende a 10 è destinata a fallere. Insomma, in molti settori dell'industria solo le imprese più grosse, con più capitale, sono in grado di sopravvivere sul mercato. Per questo, molte imprese sono costrette ad associarsi tra di loro per avere a disposizione più capitali, più soldi, insomma, e per poter reggere la concorrenza con altre imprese grandi. C'è solo un problema che spesso un'impresa è così grande e forte da non avere rivali sul mercato. E questo, la porta da avere un monopolio ovvero ad essere praticamente l'unica impresa fornirom determinato servizio, dalla fornitura delle electricità, all'estrazione del petrolio, alla distribuzione del cibo, eccetera. Questo permette all'impresa tra le altre cose di imporre i prezzi. Tutto il contrario di quello che dice liberismo in pratica, visto che imporre i prezzi vuol dire che non c'è più concorrenza. Dal tronde anche oggi, se ci pensate un po' funziona così. In alcuni settori, come quello energetico e automobilistico o quello della telefonia, sono relativamente poche le imprese che se ne occupano e sono quasi tutti dei colossi industriali. Questa crisi del liberismo cambia anche l'atteggiamento degli stati rispetto all'economia, secondo le idee del liberismo, dicevamo, gli stati non dovrebbero intervenire nell'economia nell'industria. Ma ora che la lotta tra'imprese è ferose e le imprese di uno stato rischiano di fallire di far perdere il lavoro attante persone. La come può ignorare la questione chi governa quello stato? E decco che i governi dei vari stati spesso intervengono a finanziare, a sostenere sostanzialmente, con dei soldi statali le imprese del proprio stato. Come faccio ad aiutare, ad esempio, un'impresa che lavora metalli? Facile, le dico di produrmi una grande quantità di armi e magari metto anche delle tasse su tutti i metalli che provengono dall'estero, quest'ultima soluzione segna una grande svolta nella politica economica dell'800 per certi versi un ritorno al passato. Ed è l'esatto posto dell'iberismo. Questa politica economica viene chiamata protezionismo. Dunque, il protezionismo ha lo scopo di proteggere le imprese dell'ostato. Infatti, come dicevamo, comporta, per esempio, laumento delle tasse sui prodotti che vengono importati dall'estero, soprattutto quelli che hanno prezzi di partenza più bassi per rendere li meno convenienti. In Italia il protezionismo dovrebbe abbandaggiare le imprese italiane a scapito di quelle straniere, in Germania per dire quelle tedesche a scapito di quelle straniere. Il protezionismo è stato usato per affrontare la cosiddetta crisi agraria, che nei paesi più arretrati come l'Italia ha prodotto profondi sconvolgimenti sociali. La crisi agraria è un esempio perfetto dei problemi aspettati causati da un epoca di progresso e di sviluppo. L'Italia, come abbiamo detto nel podcast precedente, è uno stato giovane, poco industrializzato, la cui economia alla fine dell'800 dipende ancora in larga parte dalla agricultura. Ma nella maggior parte del paese si tratta di un agricoltura ancora molto poco moderna. Dipende principalmente dal lavoro manuale del contadino, che usa gli stessi strumenti da secoli, come la zappa, la ratro, insomma. La agricoltura italiana è molto meno produttiva della agricoltura degli stati uniti per dire. Questo si riflette sui prezzi ad esempio la farina, la farina stati unitenze costa molto meno di quelle italiana. E cosa succede con la seconda rivoluzione industriale che ha reso anche molto più facile, meno costoso il trasporto di generi alimentari? Eh, che le imprese agricole italiane non sono in grado di competere con le imprese stati unitenzi. Le imprese agricole italiane cominciano a fallire in un paese come l'Italia, il calo dei prezzi a effetti devastanti ed è tra le cause dell'immigrazione. Il paese è un paese di generi alimentari. Molti italiani non hanno prospettive di lavoro e di subsistenza e quindi abbandono nel paese principalmente migrando proprio verso le americhe, negli ultimi trentane dell'800 più di tre milioni di italiani lasciano l'Italia. Proprie per questo il governo è costretto ad intervenire, induce una serie di dazzi doganali, ovvero tasse su molte merci che provengono dall'estero, farina compresa naturalmente. Il prezzo della farina si alza in media ma le imprese agrico le italiane tirano un aboccata d'aria e non è solo l'Italia a mettersi a controllare i commerci e le tasse dei prodotti che arrivano dall'estero praticamente in tutta Europa si fa strada il protezionismo. L'epoca della seconda rivoluzione industriale non è solo caratterizzata dallo sviluppo dell'industria dei commerci ma anche dallo sviluppo della medicina. In questi anni vengono introdotte molte norme i geniche nelle cittàviane, scoperto che le malattie infettive sono causate da microorganismi, i germi vengono prodotti nuove medicine, vengono costruiti nuovi tipidiospedali. Lo sviluppo della medicina e i progressi della produzione alimentare producono un ulterior effetto, si allunga la vita media delle persone. Questo porta il cosiddetto boom demográfico ovvero un aumento accentuato della popolazione europea. Nonostante la forte miglazione verso le americhe che non riguarda solo l'Italia, alla fine dell'810 la popolazione europea pensate supera i 400 milioni di persone mentre a metà del secolo era solo di circa 250 milioni. Quasi era doppiata. La popolazione non solo aumenta, ma si sposta dalle campagne all'ecetta, la agricoltura in Europa perde sempre più importanza nelle produzioni nazionali, anche perché si possono comprare gli alimenti da altre parti del mondo. L'industria in forte crescita invece ha sempre più bisogno di operai e di mano do opera. La popolazione comincia quindi a spostarsi sempre di più verso l'ecetta e nasce così. La cosiddetta società di massa. Nell'ecetta la popolazione è più concentrada. Ci sono più persone per chilometro quadrato rispetto alle campagne, uomine donne vivono a stretto contatto, diventa facile incontrare decine di persone durante una qualsiasi giornata, passaggiando in giro un po' come oggi. E questo naturalmente già veniva nell'ecetta anche prima della rivoluzione industriale, ma ora riguarda un numero sempre maggiore di persone. Sempre più individui poi a un salario, uno stipendio dei soldi da spendere, e la disponibilità finanziaria insieme allo sviluppo industriale determina anche la crescita dei consumi nelle città simultiblicano in negozi, cartelloni pubblicitari, i prodotti che si possono vendere. Il mercato si allarga, il industria li va a presso. Ci chiedono più prodotti, cerchiamo di produrne di più. Così facciamo più soldi. E come facciamo a produrne di più? Ottimizziamo il lavoro, rendiamolo più produttivo. E decò che nasce un nuovo metodo di lavoro per l'industria. La catella di montaggio, una tecnica di produzione che consiste nella segnare ad ogni operario una specifica operazione da fare nella produzione di un oggetto. Un'operà è attacca a due pezzi, uno inserisci una vite, un'altro la vita, un'altro verniscia e così via. Nascono anche metodi per ottimizzare il lavoro in generale, ad esempio. Il Taylorismo è elaborato dall'ingegnere statunitense Frederick Taylor, che si scrive "t" a "y" "l" o "r". Taylor organizza il lavoro in maniera scientifica. Infatti possiamo definire il suo metodo anche scientific management, gestione scientifica. Questo organizzazione serve a fare in modo che tutti gli operai siano coordinati nello svolgere la propria operazione per fare in modo che non ci siano perdite di tempo. Il metodo è stato in un'altra parte. effettivamente aumenta la produttività, ma come potrete immaginare in un piace molto ai lavoratori, che si sentano sempre più messi sullo stesso piano di una macchina, anzi, di una delle tante macchine che servono unicamente al processo di produzione. La crescita delle città e della popolazione urbana porta anche a una nuova composizione sociale, piuttosto variegata, con redditi diversi ai idee politiche diverse. Ad esempio, c'è la classe operaia, lo strato più povero, più consistente della popolazione, ma anche la classe operaia al suo interno a delle differenze, perché ci sono lavoratori poco qualificati, poco esperti che guadagnano di meno, e ci sono quelli più qualificati che guadagnano un po' di più. Anche la classe burgese è estremamente variegata, aumentano i dipendenti pubblici, quelle che lavorano per lo stato, aumentano anche gli impiegati del settore privato, impiegati negli fici, commessi nei negozi, gli impiegati del settore privato saranno poi chiamati colletti bianchi, in contraposizione agli altri lavoratori del settore privato, gli operai, che avevano tutte blu, e quindi vengono chiamati anche colletti blu. La classe burgese urbana è composta principalmente da piccola burgesia con un reddito più alto della classe operaia, ma non così tanto. Tuttavia come cultura e valori, la classe operaia e la piccola burgesia sono molto distanti. La classe operaia abituata a collaborare a fare l'ottenseme per ottenere miglioramenti nella propria condizione economica, e quindi solidale, unita, internazionalista, vedremo tra poco che cosa significa. La piccola burgesia invece si riconosce più nella difesa della propria privata, nel merito individuale, nel patriotismo che spesso come vedremo tra poco, si trasforma in nazionalismo. Queste differenze si riflettono poi anche sull'ideali e sull'attività politica. Anche la partecipazione politica infatti cambia moltissimo con la società di massa. La crescita della classe operaia, ad esempio, porta all'aumento e all'affermazione dei sindacati, le associazioni di lavoratori. Il principio dei sindacati è molto semplice. E lavoratore da solo, a pochissimo, a potere di contrattazione. Se chiede un salario maggiore o una diminuzione delle ore di lavoro, l'imprenditore può benissimo licenziarlo e trovarne un altro disposto a lavorare le stesse condizioni. Il lavoratore si ritrova senza lavoro e l'imprenditore si trova un nuovo lavoratore. Ma se tutti i lavoratori ad esempio del settore tessile per dire, si associano e conducono insieme le trattative? In questa maniera, il lavoratore ha un maggiore potere di contrattazione. Possono ad esempio concordare, di inonandare a lavorare, finché non vengono accettate le condizioni da parte degli imprenditori, e in altre parole possono soperare. Verso la fine del 800, in tutte Europa crescono gli soperi e i sindacati. I sindacati, in breve tempo, si associano loro volte in confederazioni più grandi, di dimensioni nazionali, con milioni di scritti. Per esempio, in Italia nasce la CGL, la confederazione generale italiana del lavoro. La avete sentito a nominare, no? Esiste ancora oggi? E de oggi il più grande sindacato di Italia. Con i sindacati anche il lavoratorio ora aprescindere dalla presenza o meno dei loro rappresentanti in Parlamento, il partito socialista, hanno un solido punto di riferimento in grado di cambiare le condizioni di lavoro e di combattere lo sfruttamento. Oltre ai sindacati, la vita politica cambia anche per un altro aspetto, in questo periodo. La maggiore concentrazione di persone nelle città, il maggior grado di istruzione, la circolazione dei giornali, portano i cittadini a partecipare sempre più alla vita politica. Molti state europei passano al suo fraggio universale maschile, ovvero tutti, maschie ad ultimi aggiorelli, possono votare per i propri rappresentanti in Parlamento. Le donne saranno esclusi ancora lungo dal voto, ma in ogni caso, l'allargamento del bacino elettorale, cioè del numero di persone che possono votare, cambia il modo di fare politica, nascono i primi partiti di massa. Il partito di massa, che si affermerà definitivamente a 900 inoltrato, a dimensioni nazionali, e ha una rigida struttura organizzativa distribuita sotto il territorio. Nelle principali città, ma anche in quelle più piccole, vengono fondate secioni e sedi di partito che diventano un punto di riferimento costante per la popolazione, nonché un modo per fare propaganda politica in modo continuo. In questo nuovo contesto, i primi, a mettere in atto un modello di partito di massa, sono gli esponenti del socialismo, quell'ideologia che difende i diritti del lavoratori e trae origine dalle idee di Karl Marx, di cui parliamo in un podcast di filosofia. Verso alla fine dell'800, nascono i principali partiti socialisti europei. Il più importante è il partito social democratico tedesco che viene fondato nel 1875. Tutti i partiti socialisti europei, pur con le loro differenze, sono piuttosto d'accordo sui programmi. Per i socialisti l'economia deve essere gestita dalla collettività e non da pochi e ricchi imprenditori. I partiti socialisti devono occuparsi di coinvolgere lavoratori nella vita politica e guidarli nella lotta. I socialisti sono internazionalisti, ovvero non credono nel concetto di nazione. Un operario tedesco dicono è un compagno. Questa è una parola importante, tra di loro i socialisti si chiamano "compagnancoroci". Un operario tedesco è compagno di un operario francese e di un operario italiano. E infatti tutti i partiti socialisti sono associati in una grossa organizzazione internazionale, l'internazionale socialista che si occupa di coordinare la lotta politica e di fissare le priorità. La prima internazionale viene fondata nel 1864 per poi essere sciolta 10 anni dopo. La seconda internazionale viene fondata nel 1889. Quali sono le priorità dei socialisti? Per esempio, ottenere un limite massimo di 8 ore lavorative al giorno. Qui abbiamo perso tutto. Mino pomodori, patate, grano, l'interno raccolto. Perciò, bisogna che ci sacrificiamo un po' tutto. Perciò è molto semplice. Dobbiamo accontentarci di metà paga, prendere o lasciare. Quando i raccolte dobbiamo lanciare la mia parola. Ma essere giusti? Se io vorrassi soltanto al mio interesse dovrei lasciarvi tutti a casa. Sve solamente voi altri bracciano. E se non forse il branco di giorante che siete dovresti ringrattiarvi. Proprie in questi anni nasce la festa del primo maggio. La festa dei lavoratori, una giornata in ricordo, del cunio operai di Chicago, uccisi qualche anno prima, durante uno sciopro in cui chiedevano di avere una giornata lavorativa di 8 ore. Sempre in questi anni nasce una nuova interpretazione del socialismo del pensiero di Marx. All'inizio molto contrastata, che diventerà successivamente maggiorità in tutti i partiti socialisti europei. Ricordiamolo, l'obiettivo del socialismo è fondamentalmente la rivoluzione. Per arrivare alla rivoluzione, però bisogna passare per delle fasi intermedie, occuparsi in tanto del benessere immediato dei lavoratori, partecipando alla vita politica, presentandosi alle lezioni, lottando per l'ottinimento di riforme del lavoro. Poi dopo sarebbe arrivata la rivoluzione. Ma qualche socialista comincia a chiedersi, e se la rivoluzione non fosse necessaria, alla fine anche all'interno del capitalismo con la lotta politica, le condizioni dei lavoratori sono migliorate. Non solo gli stati capitalisti stanno cambiando, sono diventati più democratici. Proseguiamo su questa strada e arriveremo alla società che sognava la società socialista, in cui nessuno è sfruttato e l'economia è gestita direttamente dai lavoratori. Questa teoria chiamata poi revisionista, perché rivede profondamente le idee Marxiste, viene rigidata dalla maggior parte dei socialisti. In realtà, però questa trasformazione del socialismo, cioè da rivoluzionario a riformista, stava già avvenendo all'interno del movimento socialiste europeo, e molti estremisti già accusavano i principali partiti socialisti di aver abbandonato la via della rivoluzione per entrare invece nel gioco politico parlamentare, erano accusati di essere troppo moderati insomma di collaborare con i burguesi e con gli sfruttatori. Il movimento socialista non è l'unico in questi anni anni ad occuparsi dell'economia. le condizioni dei lavoratori. La chiesa cattolica ha una grande organizzazione di parrochie e associazioni, a quindi una grande presenza sul territorio. Il nuovo Papa Leone 13, da un notevole impulso all'impegno sociale e politico della chiesa cattolica. Il Papa nel 1891 scrive un'inciclica, cioè una lettera, un documento di particolare importanza, la rerum, novarum, che, tra dott'allatino suona, come approposito delle cose nuove, nell'inciclica, il Papa ribadisce la condanna del socialismo. Ai papi non è mai stato simpatico il socialismo, ma presenta anche delle cose nuove, appunto. Ad esempio, ricorda all'imprenditori, cioè i datori di lavoro, che bisogna corrispondere il giusto salario ai lavoratori. Bisogna pagarli correttamente, non bisogna sfruttarli. E poi invita i cattolici a impegnarsi sul piano sociale e nella creazione di società operaje cattoliche, che sono concepite come associazione di concordia tra le classi sociali aperte, quindi sia gli imprenditori, sia agli operai, ma nella realtà dei fatti diventano spesso dei veri e propri sindacati, composti quasi esclusivamente da lavoratore. Se cattolice socialisti sono tendenzialmente internazionalisti e a favore della concordia tra le nazioni, c'è una nuova ideologia di massa che rema nella direzione opposta, se afferma infatti in questi anni anche il nazionalismo, in realtà il nazionalismo esisteva già da prima della seconda rivoluzione industriale. Prendiamo ad esempio l'unità d'Italia, l'ideale nazionalistico e patriotico è quello che aveva portato molti italiani di identificarsi in una nazione allottare per ottenere la nascita dell'Italia come stata nazione, ma ora il nazionalismo cambia forma. L'obiettivo non è più quello di ottenere un unità nazionale, magari già raggiunta come Germania, l'obiettivo ora diventa preneggiare tra le nazioni, diventare la nazione più potente a scapito, naturalmente, delle altre nazioni. Il nazionalismo si pone subito in contrasto con il socialismo e a particolare successo all'interno della burguesia. I socialisti sono accusati di non fare il bene della nazione perché con loro lotte e loro rivendicazioni indeboliscono alla nazione la rendono meno forte. Per i nazionalisti la lotta non deve essere condotta all'interno della nazione tra burguesie proletari, tra connacionali insomma. Anzi, tutti devono collaborare per il successo e la potenza nazionale. La diffusione del nazionalismo va di pari passo con la diffusione del racismo. Vengono i laborati teorie che prevedono una differenza tra le razze, alcune ritenute su peori, altre inferiori. Per questo non solo bisogna stare attenti a inimice esterni o vero le altre nazioni, ma occorre anche fare attenzione inimice interna ad esempio gli ebrei, una razza ritenuta generalmente inferiore. Si cominci a dire che gli ebrei in accordo con altri ebrei di altri stati complottano per indebolire la nazione che gli ospita. Questi teorie sono ovviamente basate su astruzità. Notizie false, complottismo senza nessuna base di verità, ma vengono credute e alimentano in tutti gli stati europei l'antissemitismo, l'odio e il racismo nei confronti di Liebrei. Nell'ambito del nazionalismo nascono anche i nuovi movimenti che puntano a formare delle nazioni sub base raziale nasce per esempio il pangermanesimo, però la complicata da ricordare, cioè un movimento che punta a unire sotto un unico stato tutte le popolazioni tedesche, anche quelle rimaste fuori dall'unificazione della Germania del 1871, nasce il panzlavismo che vuole unire tutte le popolazioni slave. E sia pangermanesimo che panzlavismo sono profondamente intrise di antisemitismo, cioè di odio verso gli ebre. Proppio per questo nasce un ulteriore nazionalismo, quello ebraico, il nazionalismo ebraico e il cosiddetto "sionismo", un movimento che ha come obiettivo la creazione di uno stato ebraico in palestina nel medio oriente. Il più importante teorico del sionismo si chiama teodor Herzl, scritto H e R z L. Ricordiamoci che gli ebrei erano una popolazione che viveva in tutti gli stati del mondo, soprattutto in Europa, non avevano uno stato loro. Ci vorrà ancora un po' di tempo per la creazione di questo stato, che si chiama era poi stato di Israel e i nazionalismi produgono effetti che durano ancora oggi. Magenerano anche alcuni risultati immediati, spingono infatti per la prevaricazione del successo della propria nazione, a scapito delle altre e facilitano la provazione di tutti quei provvedimenti che non hanno come obiettivo la concordia tra i popoli. Un epoca di progresso scientifice tecnologico come quella della seconda rivoluzione industriale prepara così il terreno purtroppo alle due guerra indiali che stravolgerano il 900. Maturadio è un progetto di podcast di dattici per la maturità promosso dal ministero dell'istruzione con la collaborazione dell'attreccani e di radio 3. Ideazione di Cristian Raimo, supervisione di Federica Barozzi per Radio 3. Questo podcast è stato scritto da Fabio Poroli. La voce che avete ascoltato è di Monica Demuro, regia di Federica Barozzi. La sigla di Maturadio è di Theo Teardo. Tutti i podcast sono scaricabili sul sito radio 3.rai.it, miur.gov.it e treccani.it. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. La seconda rivoluzione industriale (1870-1900) trasforma economia e società occidentale con innovazioni come elettricità, acciaio, motore a scoppio e chimica.
  2. Nascono nuovi materiali (acciaio), fonti energetiche (elettricità, petrolio) e tecnologie (lampadina, telefono, automobile, catena di montaggio).
  3. Il liberismo entra in crisi a causa della concorrenza internazionale e della nascita di monopoli; si afferma il protezionismo per proteggere le imprese nazionali.
  4. La medicina e l’igiene migliorano, allungando la vita media e causando un boom demografico, con la popolazione europea che supera i 400 milioni.
  5. La crescita delle città porta alla società di massa
  6. L’Italia, poco industrializzata, affronta una crisi agraria che spinge milioni di italiani a emigrare verso le Americhe.

Summary:

Il podcast descrive la seconda rivoluzione industriale, tra il 1870 e il 1900, come un periodo di profondo cambiamento in Occidente. Innovazioni chiave includono l’uso dell’acciaio, l’elettricità, il motore a scoppio e i progressi della chimica, che portano alla produzione di nuovi beni come lampadine, automobili, telefoni e cibo in scatola. Questi sviluppi trasformano l’economia: i prezzi calano, ma la concorrenza spinge alla formazione di monopoli e all’abbandono del liberismo a favore del protezionismo, con dazi doganali per proteggere le industrie nazionali.

In Italia, la crisi agraria causa un’emigrazione di massa verso le Americhe. Parallelamente, la medicina migliora, allungando la vita e provocando un boom demografico: la popolazione europea raddoppia a oltre 400 milioni. Le città crescono, dando vita alla società di massa, con nuovi metodi di lavoro come la catena di montaggio e il taylorismo.

Socialmente, emergono classi variegate: operai (colletti blu) e piccola borghesia (colletti bianchi), con ideali diversi. La partecipazione politica si amplia grazie ai sindacati (es. CGIL) e ai partiti socialisti, mentre il nazionalismo e il socialismo influenzano il Novecento.

Il podcast sottolinea come scienza, economia e politica siano interconnesse in questa trasformazione epocale.

FAQs

È il periodo tra il 1870 e il 1900 caratterizzato da un rapido progresso scientifico e tecnologico che trasforma l'economia e la società occidentale, con innovazioni come l'elettricità, l'acciaio e il motore a scoppio.

Le innovazioni includono l'uso dell'acciaio, l'elettricità, il motore a scoppio, la lampadina, il telefono, l'automobile, la dinamite, gli pneumatici e nuovi metodi di conservazione degli alimenti.

È la società che emerge con la seconda rivoluzione industriale, caratterizzata da una popolazione urbana in crescita, nuovi consumi di massa, e una maggiore partecipazione politica di classi sociali come gli operai e la piccola borghesia.

Il liberismo entra in crisi perché la concorrenza internazionale e la crescita di grandi imprese portano a monopoli e alla necessità di intervento statale, portando all'adozione del protezionismo per proteggere le imprese nazionali.

Il protezionismo è una politica economica che impone tasse sulle merci importate per proteggere le imprese nazionali dalla concorrenza estera, come accadde in Italia con i dazi sulla farina durante la crisi agraria.

La popolazione europea aumenta grazie ai progressi della medicina e dell'alimentazione, ma molti emigrano verso le Americhe a causa della crisi agraria e della mancanza di lavoro, come accadde in Italia con oltre tre milioni di emigranti.

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