Giovanna d’Arco o il coraggio di fare quello che alle donne è vietato
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Il podcast presenta la figura di Giovanna d'Arco, analizzandola nel contesto della Francia del XV secolo, dilaniata dalla Guerra dei Cent'anni. Giovanna, una ragazza di umili origini, affermò di ricevere messaggi divini che la incaricavano di salvare il regno. Le sue azioni straordinarie—comandare un esercito e vestirsi da uomo—sfidarono le convenzioni dell'epoca. Sebbene le profezie femminili non fossero insolite, il suo travestimento violava esplicitamente un divieto biblico e divenne il capo d'accusa centrale nel processo che la condannò al rogo. La narrazione si basa principalmente sui verbali dei due processi a cui fu sottoposta, fonti che, nonostante il carattere politico del primo processo, cercarono di rispettare una forma giuridica, permettendo alla voce diretta di Giovanna di emergere. Il racconto evidenzia come la sua storia sia intrecciata con le divisioni politiche francesi dell'epoca e come la sua figura sia stata inizialmente respinta dalla sua stessa famiglia, preoccupata per l'onore, per poi essere riabilitata e strumentalizzata a fini politici due decenni dopo la sua morte.
Benvenuti nei podcast di Intesa São Paulo Honor. Un luogo dove vengono condivise idei, voci e soprattutto storie. Buon ascordo! Buonasera a tutti, sono Fabrizio Pascchina, diretto della comunicazione di Intesa São Paulo. Questa sera secondo appuntamento col professora Lesandro Barbero che ci parla di Giovanna Darko. Secondo appuntamento della quinta edizione che abbiamo voluto mantenere nonostante, non si possa ospitare nessuno all'interno dell'auditore, quindi sarà solo il professore a parlarci però attraverso lo streaming che nella prima puntata ha fatto numeri molto interessanti. Il 200 persone che hanno visto in diretta il suo racconto, oltre 300.000 visualizzazioni, oltre i mezz'omini dei persone raggiunte, contati dalla Argentina, contati dalla America, quindi un grandissimo interesse che continuiamo a portare avanti a mantenere. Buonasera a tutti, allora nel secondo dei nostri incontri dedicati adonne che hanno avuto il coraggio di rompere le regole, parliamo di Giovanna Darko o del coraggio di fare quello che ha le donne ai vietato. Giovanna Darko, nel momento in cui si è rivelata al mondo, nel momento in cui è diventata famosa nell'Europa Cristiana, era una ragazza di 17 anni, due anni dopo sarebbe morta a 19. Questa ragazza di 17 anni ha fatto tre cose eccezionali, eccezionali ai nostri occhi e a quelli dei suoi contemporanei, anche se probabilmente il giudizio nostro e quello dei suoi contemporanei non coincidono esattamente. Il mio nome è Giovanna, sono queste, hanno annunciato che sentiva delle voci, che quelle voci venivano da Dio e che Dio la aveva scelta per salvare la Francia dagli invasori, dagli inglesi, uno. Per eseguire la volontà di Dio, questa ragazza di 17 anni ha chiesto e ho tenuto di comandare in guerra l'esercito del Redi Francia e ha combattuto e sconfitto gli inglesi due. E ha fatto tutto questo vestita da uomo, tre. La prima cosa sentire le voci, sentirsi mandata da Dio con una missione non era considerata impossibile alla sua epoca. E comunque non era insolita per una donna, anzi, erano soprattutto donne che si sentivano appunto di rivelare al mondo che avevano delle visioni, sentivano delle voci che Dio le aveva scelta. Questa cosa di per sé non scioccava nessuno. La seconda cosa ha comandare un esercito in battaglia, non si era mai vista, nescentita, e comportava ovviamente rischi, fisici, pesanti, ma non violava necessariamente un divieto, non c'era scritto da nessuna parte, forse perché sembrava che non ci fosse neanche bisogno di dirlo, che le donne non devono combattere in battaglia. La terza cosa, vestirsi da uomo, era l'unica che violava indiscutibilmente un divieto, un divieto espresso nella Bibbia. Vedremo che i suoi nemici cercheranno di rivolgere contro di lei tutte tre questi comportamenti, le profezie, il combattere in guerra, il vestirsi da uomo, fatico samente, però perché c'è confusione, in realtà non dobbiamo immaginare che in quell'epoca fosse chiaro, non lo è mai, che cosa è vietato e che cosa invece non lo è. Alla fine sarà proprio l'ultimo dei tre comportamenti, irregolari di Giovanna, quello che a noi può sembrare il più inocco, vestirsi da uomo, essersi ostinata, avestirsi da uomo, che permetterà il pretesto che permetterà i suoi nemici di distruggerla. Prima di cominciare a raccontare la storia di Giovanna e ai evidenziare questo filorosso, del suo vestirsi da uomo, come violazione, consapevole di una regola, di un divieto, prima di cominciare, è necessario che io chiarisca come facciamo a sapere tante cose su Giovanna. La maggior parte di quello che sappiamo su di lei lo sappiamo grazie a due processi, quello di Ruanda, il 1431, il processo contro Giovanna per stregoneria ed esia, che si è concluso con la sua condanna. E poi quello voluto 20 anni dopo dal re di Francia per ribaltare la sentenza del primo, per proclamare al mondo l'inocenza di quella che noi chiamiamo Giovanna d'Arco e che in realtà l'epoca nessuno chiamava così, la chiamavano Giovanna, Giovanna la Pulsella. Ora di questi processi noi abbiamo i verbali, i verbali integrali, comprese le minute degli interrogatori di Giovanna che si svolgevano in Francese, ovviamente, e venivano verbalizzati in Francese, prima che poi i cancellieri procedessero a stendere la versione definitiva in latino. Questi verbali ci restituiscono la sua voce, certo potremmo direci ma la voce di una ragazzina processata da dotti giudici con accusa terrificanti come possiamo fidarci che quella sia davvero la sua voce. E ben in realtà sì, questi processi, questo processo per condannare Giovanna che come vedremo era un processo politico che doveva per forza andare a finire così, però si sono sforzati di farlo secondo tutte le regole. I verbali stesi in Francese venivano letti regolarmente a Giovanna e Giovanna faceva correggere, c'è più di un caso in cui Giovanna interviene dicendo non ho detto questo dovete correggere, rimproverando i noti che verbalizzano perché non sono stati attenti, cioè direttura un testimone nel processo poi diventandolo dopo che ricorda che una volta Giovanna si opposta a quello che era verbalizzato e siccome il secretario discuteva con lei, Giovanna si è rivolta al pubblico dicendo ma ho detto quello e il pubblico le ha dato ragione. Quindi in realtà la voce di Giovanna in questi verbali è la sua voce e invece nel processo voluto 20 anni dopo la sua morte per dimostrare che il primo processo era stato inicuo e che Giovanna era una santa e no un eretica, lì in redifrancia ha lavorato su grande scala, sono andati a cercare tutti quelli che avevano conosciuto Giovanna e che erano ancora vivi, per cui nei verbali del secondo processo noi sentiamo addirettura la voce delle amichette di infanzia, delle bambine, del suo villaggio che raccontano come si sono messa piangere quando la loro amica del cuore se ne andata dal paese senza neanche salutarle. Eccoso Giovanna quindi noi siamo in grado di dire tante cose al di là delle testimonianze poi dei cronisti dell'epoca, siamo in grado di dire tante cose anche come le vedeva lei, come le ha raccontate lei al suo processo. E allora, cominciamo dal punto di partenza, dal fatto che Giovanna è una profetessa, è una profetessa nel senso che ha un certo punto, sente delle voci, si convince che vengono da dio dai santi, dagli angeli. Questa cosa, come vi dicevo, non è una cosa che alla sua epoca sia considerata straordinaria, si accettava, nell'Europa di quei secoli, l'idea che una donna potesse avere capacità profetiche e diventare il tramite della voce di dio. E questo fatto di accettare, casi del genere, di accettare che fossero possibili in quegli anni, negli anni di Giovanna, si era trasformato in Francia quasi in un'ossessione, perché la storia di Giovanna ha un senso soltanto nel quadro di quello che stava capitando in Francia in quel momento. La Francia ha l'inizio del 400 attraversa uno dei momenti più drammatici della sua storia. Siamo nel pieno della guerra dei centanni. E in una di quelle fasi in cui il nemico e gli inglesi stanno vincendo, anzi stanno stravi incendo, mezza Francia, tutto il nord, a nord della loira, mezza Francia è occupata dagli inglesi. Alcuni grandi principi francesi, come il duca di Borgoña, sono alleati degli inglesi. Il re-englese è il ricco quinto, dopo aver vinto la battaglia di Asancur, che poi racconterà se colidopo Shakespeare del suo re-enrico quinto. Dopo aver vinto la grande battaglia di Asancur, il re-enrico quinto è riuscito a entrare a parigi, a far si riccono oscere a Redi Francia dal popolo di Parigi, dall'università di Parigi, è stato incoronato Redi Francia. E però nella parte sud della loira, c'è ancora il figlio del verore di Francia, il del fino Carlo, che resiste, e tutta la Francia è spaccata, fra quelli che si sono rassegnati e stanno con gli inglesi e quelli che invece stanno dall'altra parte, con il verore.
i borgognoni, amici degli inglesi, e gli armagnacchi, amici del verore. Questi sono i nomi delle due fazioni, che in nel più piccolo villaggio di Francia dividono fra loro l'opinione pubblica, dividono fra loro anche i contadini, anche i loro figli. In questo contesto, altre donne si sono convinte di avere il dono della profezia, e si sono presentate, dicendo che Dio mandava tramite loro dei messaggi al del fino, al fielderé, per la salvezza della Francia, e sono state ricevute, sono state ascoltate. Anzi, nel 1413, prima del Disaster di Asancor, l'università di Parigi, ancora fedele, al verore, aveva addirittura pubblicato una circolare, un manifesto destinato a tutto il reno, in cui invitava cito le persone pie, che conducono vita buona, e che hanno il dono della profezia, a manifestarsi, per la salvezza del reno. E in questo clima che cresce Giovanna. Ovviamente, quando una donna si convince di essere una profetessa, e si fa avanti, non è che si crede per forza, eh? Non dobbiamo immaginare che fossero degli ingeni. Solo per il fatto che credevano possibili delle cose, rispetto alle quali noi oggi, invece siamo scettici. Loro le credevano possibili quelle cose, ma non erano più ingeniuti di noi, anzi. E di conseguenza un problema era, ma quando una donna si fa avanti, e di chiara che dio la mandata, e come si fa, a capire se è verono. Ci sono grandi intellettuali, come Jean-Jarjson, caccelliere della Sorbona, di cui riperleremo, che scrivono trattati su questo. Trattati per discutere in che modo bisogna esaminare queste donne per capire se davvero sono delle profetesse, se davvero le voci che sentono vengono da Dio, o se vengono dal Diavolo, perché il Diavolo è sempre pronto ad approfittare, appunto, della credulità degli uomini. E non basta che queste ragazze queste donne siano in buona fede. Loro Poverino sono in buona fede, sono contadine ignoranti, bisogna che siano i doti, dice Jean-Jarjson, che siano i teologi, che hanno una preparazione universitaria, e che hanno però conoscenza del mondo, che discutendo con queste donne devono riuscire a capire se c'è qualcosa di vero. E dunque Giovanna è una profetessa, una ragazzina che a un certo punto sente delle voci. Noi qui, in questo stesso auditorium del San Paolo, la settimana Scorsa, abbiamo parlato di caterina da Siena, qualche decennio prima, lo stesso tipo di fenomeno, una ragazzina che sente delle voci, e che si convince che Dio la scelta. Ma nel caso di Giovanna, Dio la scelta per una missione molto particolare, salvare la Francia. Chi è Giovanna, una figlia di contadini, perché ritano, non di poveretti di contadini ricchi, il papà e si indaco del villaggio, ma comunque è un mondo, come dire, con pochi mezzi intellettuali, chi era Giovanna prima di cominciare a sentire le voci? Noi su questo, abbiamo delle testimonianze, che però bisogna prendere un poco le molle, perché vengono dal secondo processo. Quello che il re di Francia vorrà, tanti anni dopo, per annullare la condanna di Giovanna. E chiaro che in quello occasione chi organizza questo processo, chi va a cercare i testimoni ha una tesi da dimostrare, che le voci di Giovanna era novere, che Giovanna era una vera profetessa. E allora, quando una ragazzina viene scelta da Dio per portare i suoi messaggi, e non può essere una ragazzina qualunque. E quindi i testimonii al processo, al secondo processo, i testimonii raccontano che Giovanna era una bambina incredibile. Andava sempre a messa, si confessava diverse volte all'anno, non solo a Pascua. Qui è il caso di sottolineare questo aspetto che oggi ci può stupire. A quei tempi la chiesa era molto rigorosa. Considerava la confessione un sacrabento enormemente importante. E ai cristiani era consigliato di pensarci bene prima di confessarsi. Bastava a confessarsi una volta all'anno, a Pascua. Il fatto di farlo più spesso, la chiesa addirittura lo guardava con un po' di diffidenza, ma i testimonii dicono Giovanna era talmente diversa dagli altri. E del curioso, vedere i realtà ci deve essere qualcosa di vero in questo, perché attraverso le testimonianze si intravedono posizioni diverse, le persone anziane, quelli che erano già adulti quando Giovanna era una bambina. Ecco, la ricordano a punto, le ne parlano con ammirazione, avrebbero voluto una figlia come lei. I suoi coetanei lasciano capire che infondo questa ragazzina poi saggerava, perché non giocava tanto con loro. Non stava con gli altri ragazzi, non andava a ballare. La cercavi due finita, Elique Prega, e gli altri la prendevano un po' in giro. Su queste voci, che a un certo punto sente Giovanna, abbiamo anche la sua testimonianza, al suo processo. Giovanna dice, non so più avevo 12 anni o 13, ero nel giardino di casa. E l'io sentito la voce per la prima volta. I giudici le chiedono, e poi la sentita ancora, e Giovanna dice, certo che ho continuato a sentirla. La sento ancora adesso tutti i giorni. E così è come aver male, Giovanna racconta. Racconta che udì una voce proveniente da Dio per aiutarla e guidarla. Notate, Giovanna, sa benissimo che la stanno processando, e che uno dei problemi in ballo è, va davvero veniva da Dio questa voce? Non c'è una parola di Giovanna che non sia al suo posto. Udi una voce proveniente da Dio. E la prima volta è ben molta paura. E questa voce venne verso mezzo giorno, destate nel giardino di suo padre. Veniva da destra, dalla parte della chiesa. E insieme c'era una gran luce. E anche questo capite ogni parola di suo senso. Da destra vengono le cose giuste, dritte. Da sinistra vengono le cose sbagliate. Il fatto che questa voce veniva da destra un suo significato. Poi a destra c'era la chiesa, oltre tutto. E Giovanna sente questa voce subito si spaventa. Poi dice, all'ungo ho capito che era un angelo. E era l'arcangelomichele che mi parlava. E questa voce, all'inizio le dice semplicemente che deve fare la brava bambina, che deve andare spesso in chiesa. E poi a un certo punto le rivela, che dio a inserba una missione per lei, che deve andare in Francia. Perché andare in Francia, non è Francesa Giovanna Darko, è Francesa, ma di frontiera. Il villaggio di Giovanna, dove mi è in Lorena. E all'epoca, la Lorena è un ducato indipendente. O stile a regno di Francia. Il ducat di Lorena è alleato degli inglesi, dei borgognoni. Ma il villaggio di Dom Remi è un anclave che appartiene al re di Francia. E li sono fedeli gli abitanti al re di Francia. Certo, non si sentono in Francia, loro sono in Lorena. Giovanna, quando parla del suo viaggio, dice, "Quando sono venuta in Francia?" Dice anche che al Paese la chiamavano col diminutivo, un Jeanette. E solo quando sono venuta in Francia, che hanno cominciato a chiamarmi Jean Giovanna. E racconta che al villaggio, al villaggio i ragazzi facevano a botte con quelli dei villaggi vicini, perché l'ora era non l'unico villaggio fedeli alla Francia. Tutti intorno, l'orenesi, nemici. I ragazzi si pichiavano. E anche al nostro villaggio si ricorda Giovanna. Noi ragazzi eravamo tutti francesi. Ma c'era uno che invece era borgognone. E a Giovanna, un certo punto, durante il processo, scappa da dire che lei lo odiava, questo qua, che era nemico del re di Francia. E che le sarebbe piaciuto vederli a tagliare la testa. Poi si accorzi che ha parlato un po' troppo e precisa. Cioè se fosse piaciuto ad io. E dunque le voci le dicono che dev'andare in Francia. E non nella Francia del Nord occupata dagli inglesi, ma a sud, a sud della Loi, a dove stai del fino Carlo, il quale ha la sua corta nella città di Borg. E si è proclamato re di Francia, legittimo re di Francia, ma non è ancora stato incorronato. I suoi nemici si beffano di lui, lo chiamano i re di Borg. E gli inglesi che stanno vincendo la guerra, hanno già occupato tutto il corso della Loi era. C'è un'unica città sulla Loi era che ancora resiste, orleano. Quando orlean cadrà, gli inglesi saranno padroni di attraversare la Loi era e invadere quello che resta della Francia indipendente. Sulla sedio di orlean si gioca la vittoria o la sconfitta di questa guerra. E le voci dicono a Giovanna che il del fino è il vero re di Francia, che i borgognoni e gli inglesi stanno dalla parte del torto, che è la causa del del fino e giusta, e che lei Giovanna è destinata a farla triomfare. Prima problema di giovane.
e di raccontare tutto questo agli adulti e farsi credere. Perché come dicevo, di per sé non è impossibile, ma non è nemmeno sicuro, se ne sono viste tante di ragazzine infatuate che credevano di parlare con Dio e invece erano vittime degli inganni del Diavolo. E per altro vedetto che la storia di quando Giovanna comincia a raccontare in giro quello che le sta capitando ci fa capire che certo gli intellettuali dell'epoca gente sofisticata affrontavano il problema dicendo si toccanoi, capire se c'è qualcosa di vero oppure no. Però l'impressione che la brava gente, in realtà, di fronte a una ragazzina di 13 anni che di chiara che Dio la scelta per una grande missione è con l'impressione che la reazione della gente qualunque sia più simile a quella che avremmo noi. Perché quando Giovanna invasata dall'idea di andare in Francia si reca nel castello più vicino dove c'è una guarnigione del re, del fino. Eva dal capitano di questa guarnigione, era raccontargli tutto, aspettandosi che lui la mandi dal del fino e il capitano la rimanda casa suggerendo al papà di dar le due c'è foni e il papà la chiude in casa a questo punto. Qui c'è il primo momento in cui Giovanna entra in urto con le regole. Quelle banali ovvie per cui i figlio be discono i genitori. La famiglia le dice di toglia sigrilli dalla testa. Sono convinti che è una mattana, però è una mattana pericolosa, perché la ragazzina voleva scappare di casa e in quella Francia in guerra da tanti anni attraversata da eserciti battuta da compagnie di mercenari lo sanno tutti benissimo cosa succede alle ragazzine che scappano di casa. Ne andranno già viste tante di ragazzine scappare di casa per andare coi soldati dietro a un bel soldato con l'armatura lucente. Lo sanno tutti come vanno a finire. Perciò e quelle reazioni cominciano a essere un po' diverse il papà di Giovanna non soltanto si dice che è una mattana e che bisogna impedirli allo e finli reagisce come regiremo noi ma pensa all'onore della famiglia. Se Giovanna se ne va coi soldati noi siamo disonorati piuttosto la foghiamo nello stagno. La mamma di Giovanna sente gli uomini della famiglia che discutono di questo piuttosto la foghiamo perché l'onore è la cosa più importante di tutte e noi lo sappiamo perché la mamma lo ha raccontato a Giovanna e Giovanna lo ha raccontato al suo processo e dunque chiuse in casa non lascia non dare. Dira al processo che smaniava per poter partire dice il tempo le sembrava interminabile come a una donna in cinta. E qui testi di questa epa con i tanto hanno questi squarci che ci fanno vedere cos'è la vita delle donne come loro la vivono come loro la vedono. Le donne sono spesso incinte fanno tanti figli e i ritmi della vita sono quelli quando sei incinta sei impazziente, sei impazziente che si affinita di vedere come va a finire. Alla fine parte e qui cominciano i misteri perché la storia di Giovanna è intessuta fondamentalmente di un mistero che si ripresenta in tante forme come faceva a farsi da reta perché non c'è niente da fare a un certo punto le danno tutti reta. Parte e la famiglia la lascia andare anche se è angosciata il padre dice che è una disse allora quando io partir a conto Giovanna al processo mio padre disse che era una grande follia e che avrebbe portato di sonore vergonia sulla nostra famiglia. Detto fra parentesi ha proposito di padri e figlie che poi fanno carriera il papà così sconvolto appena al villaggio si viene a sapere che invece la figlia è stata ricevuta dal delfino ed è diventato un grande personaggio il papà si indaco del paese si precipita a corte dovveri esce a strappare un esenzione fiscale speciale per il suo villaggio visto che il villaggio di Giovanna la pulsella e arrivano anche i fratelli i quali presteranno servizio a canto a Giovanna in guerra e saranno nobilitati dal delfino riceveranno uno stemma mi so ma la famiglia farà in fretta a capire che bisogna profittarne ecco di questa enorme fortuna ma all'inizio all'inizio sono angosciati e pure Giovanna parte perché intanto non si è smesso in giro di parlare di lei e anche quel capitano d'armi del delfino che la prima volta la rimandata casa suggerendo al papà di darle due c'è foni e cominci a chiedersi se non si è sbagliato perché appunto potrebbe anche essere vero che questa ragazza ha una missione divina e io l'ho impedito di andare alla fine il capitano del delfino so combè una pressione sociale tutti parlano di Giovanna nella zona al suo villaggio fanno il tifo per lei e alla fine si decide va bene la mandiamo a corte il capitano le da una scorta di uomini d'armi le compra un cavallo e una spada perché Giovanna ha detto che lei sta andando là per combattere e ci vuole andare vol fare vedere che è pronta a farlo e il capitano le crede il cavallo la spada Giovanna ha anche detto che per questo suo viaggio visto che va a combattere vuole vestirsi da uomo lo ritroveremo questo tema così incredibile che questa prima volta apparentemente sono tutti così soggiati da Giovanna che nessuno usa dire niente anzi i compaesani si tassano per comprarle un vestito da uomo e si taglie ai capelli altra cosa che le donne non fanno ed è così con i capelli corti vestita da uomo che Giovanna arriva dal delfino dopo un dieci giorni di viaggio chi la vista arrivare testimonia aveva i capelli corti e un berretto di lana e vestita da uomo ma molto semplice cosa succede quando arriva all'ennesima ragazzina convinta di avere le visioni di sentire le voci all'inizio anche lì la prima reazione della gente normale e la stessa che avremmo noi ma torna casa la prendono per matta ma Giovanna riesce a passare riesce a ottenere un colloquio col delfino e al delfino racconta che lei è stata mandata da dio per salvare la Francia sì ma con una missione molto specifica costringere gli inglesi a togliere la sedio di orleano e portare il delfino a Hans nella champagne dove per tradizione da sempre sono incoronati i re di Francia e farlo incoronare re di Francia il delfino anche qui in parte alle stesse reazioni che avremmo noi pensa che sia una matta e soprattutto anche questo è molto indicativo il delfino si chiedemma che figura ci faccio se le do retta cosa diranno gli stranieri ci rendiamo ridicoli però però poi il delfino si consulta con il suo consiglio nessun sovrano all'epoca, fanulla senza aver sentito i ministri, segretari e una delle funzioni del potere quello di consigliarsi nessun re medievale decide mai niente da solo la troverebbe una pazia il delfino si consiglia e i suoi consiglieri gli dicono che però messimale come siamo dobbiamo aggrapparci a tutto allora allora bisogna procedere come procediamo bisogna verificare devono entrare in campo i teologi devono entrare in campo i doti gli esperti i juristi viene nominata una commissione presieduta da un archivescovo che deve interrogare Giovanna, esaminarla per capire cosa c'è di vero in quello che racconta e la commissione è fatta di uomini prudenti che non si fanno prendere per il naso facilmente e sono molto preoccupati del fatto che forse queste voci se lei inventate lei forse una matta forse è un illusione diabolica sono anche molto preoccupati questo il caso di dirlo per questa storia che è vestita da uomo qui è la prima occasione in cui non si confronta più con i compaesani o con dei militari o con il delfino stesso si sta confrontando con degli esperti con dei doti con dei teologi e loro lo sanno che in questo fatto divestirsi da uomo c'è una sfida inquietante è tutta via perché è una sfida inquietante vestire se da uomo ma perché è proibito ve lo dicevo "salcritto nella Bibbia" lo dice il deuteronomio un indueto ormullier veste virili la donna non si vestirà con abiti da uomo e il uomo non si vestirà con abiti da donna
Perché abominevole davanti al signore di Otuo chiunque faccia questo? Come vedete, non è un divieto per le donne, un divieto per tutti. I sessi devono essere separati e riconoscibili. Lo dice la Bibbia. La brava gente può anche non saperlo. I teologi lo sanno. Quanto agliarsi capelli, anche questo fa problema, non si usa, ma la Bibbia cosa dice? Nel antico testamento non c'è niente. Nel nuovo testamento c'è San Paolo. C'è San Paolo che nella prima lettera i corinzi parla del fatto che le donne quando vanno a messa, quando pregano, devono coprirsi il capo con un velo, perché indecente far vedere i capelli, così come sarebbe indecente raderseli. Non è chiarissimo il passo di San Paolo. È stato sempre usato in riferimento specifico al quando si va a messa. Ancora quando ero bambino io mi ricordo benissimo che normalmente le donne per entrare in chiesa si mettevano un velo sulla testa. Qualcuno però dice, ma parla anche del tagliarsi capelli. Sembra che la postolo consideri vergognosa una donna che si taglie i capelli. La commissione è spaventata. Abbiamo qui davanti questa ragazzina che fa delle cose chiaramente vietate. Perciò la commissione prende tempo, ma c'è una pressione politica perché invece il del fino, la corte, i politici, i militari si sono lasciati conquistare. Si sono innamorati dell'idea che forse davvero la ragazzina la manda diho e capite cosa vuol dire se la manda diho è fatta, vuol dire che diho è dalla nostra parte ne hanno un bisogno di sperato mentre gli inglesi stanno stringendo la sedio di Orlea. Quindi la corte fa pressione sulla commissione. Dite, c'è lo, dite, c'è una buona volta se possiamo crederle. Ci vogliono altre verifiche vengono mandate delle dame di corte per visitarla. Tanto per capire innanzitutto se è davvero una donna perché a vedere la. Le dame di corte da visitano e davvero una donna. E poi visto che lei afferma che la mandata diho e che è vergine verificare. Le dame di corte verificano sì, è una fanculla ed è vergine. E in tanto tutti quelli che hanno a che fare con lei confermano e buona, e pia e umile, ed evota e sincera. Esaminando il suo comportamento vengono fuori una serie di aspetti che la comuna non di nuovo a caterina da siena di cui abbiamo parlato. Giovana, mangi, pochissimo. Stupisce tutti quanto poco mangi. E di nuovo una di queste ragazzine che hanno una capacità straordinaria di dominio sul proprio corpo grazie alla propria volontà. Però mangi è, non è caterina da siena, che alla fine sia ammazzata a forza di dijonare. Giovana vuole fare la guerra e quindi mangi ha il giusto in un'epoca di grandi mangiatori e bevitori. Lei mangi è solo due volte al giorno, spesso solo un po' di pane. Una cosa che salta fuori, Giovana, che da tanto tempo si ha allenata a mangiare poco, non ha il ciclo mensile. E questa cosa scatena discussioni. Sultema del ciclo mensile, il mondo cristiano da tanto tempo si era interrogato. E non solo il mondo cristiano, anche il mondo classico, per Aristotel e il fatto che le donne hanno il ciclo, era il segno della loro inferiorità. E per l'antico testamento era il segno della loro impurità. Tanto che nel mondo cristiano medievale i teologi discutevano malamadonna Maria, la madre di Cristo. Maria aveva il ciclo mensile. Aveva le regole? Oh no. I teologi sono divisi, non è una verità di fede, si può discuterne. Ci sono diverse scuole. C'è una scuola, Francescana, che sostiene che Maria non aveva il ciclo. Era troppo perfetta per avere questa impurità. E c'è una scuola i domenicani che invece sostengono che Maria c'ella aveva perché Maria era essere umano ed onna fino in fondo, partecipava pienamente della natura umana e quindi non potevano un'avverlo. Questo per dirvi il contesto mentale, le cose che hanno in testa i doti i teologi, che sono però anche uomine di mondo, che la stanno esaminando. E la esamina no, come dire, vanno giu pesante, cercano di capire, di mettere la indifficoltà, di mettere la contraddizione, Giovanna ha una capacità incredibile di tenerte testa, non ha paura di niente. C'è un episodio in cui uno di questi teologi le chiede, ma queste due voci, queste due voci in che lingua ti parlano. E il teologo è un meridionale, ha un forte accento meridionale, Giovanna gli risponde, mi parla in francese, un francese migliore del suo. La commissione le dice che fatica no a credere che una donna possa avere una missione del genere, non si è mai sentito di una donna mandata a comandare un esercito. Giovanna risponde, nei libri del signore, ci sono più cose che nei vostri. Alla fine la commissione sotto la pressione della politica decide, garantire che davvero questa ragazza la manda di io, non ci ho sentito, non ci ho sentito di farlo, ma non si può escludere. E se fosse davvero di io che la mandata qui, allora è giusto che il delfino le dio una possibilità. E così Giovanna entra in azione. E qui siamo di nuovo nell'ambito dello sbagliorditivo per noi, perché una volta accettato di provare le danno tutto quello che vuole, il comando dell'esercito. E Giovanna, comandante dell'esercito, pubblica una lettera aperta rivolta gli inglesi, ordinando gli di andarsene dal reno di Francia. E' una lettera di cui vi leggerò qualche brano per capire la sicurezza di sé con cui si esprime Giovanna, 17 anni. Redding il terra rendete giustizia al re del cielo. Restituita alla pulsella che è mandata qui da dio re del cielo. Restituita le chiavi di tutte le città che avete preso e violato in Francia. E tutti voi si rivolgi al esercito inglese. Tutti voi arceri, soldati, gentiluomini che siete davanti alla città di Orlean andate venne nel vostro paese in nome di Dio. E se non lo fate avrete notizie della pulsella che verrà trovarvi fra poco e sarà peggio per voi. Redding il terra, se non fate così, io sono capo di guerra e dove un cuero aggiungerò la vostra gente in Francia, li farò andarvi a che lo vogliano o no e se non vogliono obbidire li farò ammazzare tutti. Testimonio nei contemporanei che tra le fili dell'esercito inglese che a sedio orlean, con una reagisce con derisione e qualcuno comincia a prendersi paura. Perché lo sanno anche loro, che può succedere che vicenda del genere sia novere e volute da Dio. Però all'inizio almeno ufficialmente il clima di derisione. Gli inglesi rispondono anche loro con una lettera aperta in cui la insultano e la minacciano. E le fanno sapere che se la chiappano la bruceranno, perché solo una puttana, è che se ne torni a guardare le vacche. Visto che tutti sanno, tutti stanno parlando di questo. In Francia e all'Estero, tutti sanno che è una contadina questa. È una contadina che cavalca alla testa delle truppe, impugnando uno stendardo. Al processo le chiederanno, ma in battaglia, hai ucciso qualcuno, hai usato la spada. Amavi di più la spada o lo stendardo? E lei dice, amavo 40 volte di più lo stendardo e lo portavo in battaglia proprio per evitare di uccidere qualcuno, perché lo stendardo dobbiamo fare una piccolissima digressione. In una battaglia medievale gli stendardi sono fondamentali. Tu sei lì in armatura, con una visuale minima, in mezzo alla polvere, all'egri, dal rumore, per sapere dove devi stare, devi vedere il tuo stendardo. Ogni reparto ne ha uno. E il comandante in capo ha il suo stendardo. E in qualunque momento i guerrieri sanno, se non sanno più delle sono, se non sanno più delle sono i loro amici, gli stendardi li guidano. Portare lo stendardo è una grandissima responsabilità, perché il nemico tira a lo stendardo, cerca di buttarlo giù. Giovanna, quello che sta dicendo, è io portavo lo stendardo il mio, il mio stendardo di il comandante. Lo portavo in persona perché era il posto più rischioso e al tempo stesso quello che porta a lo stendardo. Non può buttarsi in mezzo alla mischia con la spada in pugno. E io dice Giovanna al processo, non ho mai ucciso nessuno. Però, siccome i giudici non sono natiieri, continuano a farla parlare anche della spada e si vede che Giovanna anche della spada si era abbastanza innamorata. E c'era una buona spada da guerra, buona per dare delle belle botte.
parla di Giovanni, lo dicevamo. Vicitò una lettera che un signo è un gran signore della corte di Francia, il sinescalco di Berri, scrive in Italia a Philipo Maria Visconti, Ducati Milano, il quale ha sentito parlare anche lui della Pulsella e vuole sapere e gli scrivono. Questa Pulsella ha l'atteggiamento di un uomo, parla poco e mostra in quello che dice e fa una incredibile prudenza. Naturalmente sottinteso, quali sono i luoghi comuni che gli uomini ripetono da sempre sulle donne. Parla, no? Le donne parlano, parlano troppo, parlano senza pensarci, questa no. Però è una donna. A la voce graziosa di una donna, sempre la lettera indirizzata a Philipo Maria Visconti, mangi a poco e beve poco vino. I cavalli e le belle armature le piacciono. Ama molto gli uomini, darme e inobili. Quello che non le piace sono le riunioni affollate e le conversazioni. Piange facilmente, ma si rischiara subito e così forte che porta l'armatura e può restare sei i giorni e sei notti con l'armatura, addosso. E Giovanna in guerra, anche se è forse vero che non ha mai colpito nessuno, è stata colpita lei più volte, è stata ferita tre, quattro volte almeno in combattimento, all'assalto delle fortezze ferita da verretoni, di balestra, da pietra e tirate giù dagli spalti. Perché ha combattuto e ha vinto. Il rele ha dato il delfino, le ha dato il comando dell'esercito e Giovanna ha attaccato gli inglesi che ascediavano orlean e li ha sconfitti e li ha costretti a togliere l'asseglio di orlean, da cui dipendeva la vittoria o la sconfitta in quella guerra, e l'inizio del maggio 1429. L'inglesi manda un esercito in soccorso per sconfiggere Giovanna e riprendere l'assedio di orlean. Giovanna marcia contro questo esercito inglese in arrivo, lo sorprende lei e gli altri capitani francesi, sorprendono gli inglesi ancora in marcia e la battaglia di pate del 18 giuno 1429, in cui l'esercito inglese e sbaragliato e tagliato a pezzi. Uno dei comandanti dell'esercito inglese, lo dico per divagare, si chiamava Sergio Fastav, era un famoso comandante, ma fa una figura così miserabile in questa battaglia davanti a Giovanna che passerà alla storia invece e Shakespeare lo riprenderà, come un vecchio soldato, rimbambito, ubriacone, incapace, Falstaff appunto, come lo chiamiamo noi. D'un quel 18 giugno, Giovanna sconfiggere sercito a far la battaglia di pote, un mese dopo il 16 luglio, il del fino Carlo VII, è incoronato a Rungs nella cattedrale. E Giovanna durante tutta la funzione che dura, dalle nove del mattino, alle due del pomeriggio, durante tutta la funzione Giovanna e accanto al re all'altar maggiore con lo stendardo in pugno. Adesso non è più vestita, con vestiti da uomo che le venevano regalate i compaesani, porta vestiti sontuosi, sempre da uomo ma dannobile, vestiti di seta, di broccato d'oro, la sua armatura li è la regalata in re e è una armatura costosissima, da principi, e lo stesso per i suoi cavalli, il preferito è un grande cavallo nero, e chi la vede a cavallo in armatura, annota e testimoniera poi, che portava la armatura come se non avesse fatto altro in tutta la vita, che di nuovo per noi è unuto i problemi, come fa la ragazzina, contadina, il niedire che ha avessi una forza fisica e una forza di volontà e una capacità di imparare. Il clima di triomfone il giro di due mesi Giovanna ha sbaragliato gli inglesi e portato il re a far si incorronare. Davvero nessuno si fa più problemi? Problemi ci sono ancora. Sante vero che proprio in questi mesi escono uno dopo l'altro trattati, manifesti per intervenire nel dibattito pubblico, bisogna dimostrare che è davvero mandata da dio e non bastano le sue vittorie a dimostrarlo sì, sui vittorie sono già un bello elemento ma per i doti per i teologi non bastano. John Gerson, cancelliere della Sorbona, inesilio da quando la Sorbona e la città di Parigi hanno tradito e sono passati con gli inglesi, John Gerson che uno dei più grandi intellettuali dell'epoca scrive tra l'altro un trattato sulla vicenda della pulsella e sul fatto che bisogna crederle. E in questo trattato questo uomo esperto dice certo che non si può mai essere sicuri, certo che bisogna stare attenti. Io stesso non sono disposto a dirvi che di sicura bisogna crederle, ma, di cui c'è il colpo di genio, parliamo un po' di probabilità. Parliamo di teoria delle probabilità, davanti a tutti gli indizi che vedo, io vi dico che la cosa più probabile è che dio sia davvero con lei. E' probabile perché lei sta dalla parte della giustizia, derre di Francia. E gli indizi del fatto che dio la portata avanti fin qui stanno proprio nel fatto che quello che ha fatto è incredibile, è incredibile che il consiglio del rello abbia dato retta, è incredibile che gli uomini d'arme abbiano accettato di combattere ai suoi ordini. Vedete, quello che appare incredibile noi oggi che rimane per noi un mistero è un mistero anche per loro. Giardson lo dice, degli uomini d'arme che accettano di combattere agli ordini di una ragazzina senza preoccuparsi del disonore che gli cadrà addosso se saranno sconfitti, perché se saranno sconfitti tutto il mondo riderà di loro e tutta via hanno accettato indizio che dio davvero con lei la porta. E poi Giardson affronta lo scoglio che nonostante tutto è più fastidioso, ma perché si veste da uomo? Ma non è proibito alle donne vestirsi da uomo. Giardson da una risposta che ci fa vedere se la confrontiamo con quello che succederà poi al processo di cui parleremo fra poco ci fa vedere come anche lì l'epoca non è chi usa in un dogmatismo rigido. Si discute e ci sono posizioni diverse. La posizione di Giardson è molto moderna e dice la proibizione per le donne di vestirsi da uomo e per gli uomini di vestirsi da donna sta nel vecchio testamento, ma il vecchio testamento è pieno di ordine di divieti che il nuovo testamento ha abolito. Il vecchio testamento non si può più prendere alla lettera. E tutta via capite che anche nel momento del triomfo di Giovanna un intellettuale di punta del suo schieramento sente il bisogno di argomentare per giustificare questa cosa che altrimenti è un problema. Il suo vestirsi da uomo e siamo al vertice della cariera di Giovanna poco dopo le cose come inciaranno andarmale perché dopo l'incoronazione, la canso sembra che ormai si possa fare tutto e il re e Giovanna dando la salto a parigi e vengono respinti. Non lo apprendono. La tacco fallisce, Giovanna viene ferita per la quarta volta nella sua cariera militare, nei pochi mesi della sua cariera militare. E a questo punto, questo punto succede che gli inglesi, sconfitte si stanno leggando le ferite. Il delfino diventato re e grazie a Giovanna non crede alla sua buona fortuna e non ha più tanta voglia di rischiare continuando a combattere. Oltretutto continuare a combattere questa caro. I uomini darmia bisogna pagarli. Il delfino è incline a sospendere le operazioni. Giovanna freme. Giovanna non si arassegna. Passano un po' di mesi, di inverno ancora ancora, di inverno è normale e non combattere, ma appena viene la prima vera. Giovanna freme vuol combattere. Molti nobili vorrebbero combattere. Il reno ne d'accordo, però alla fine qualcuno decide di andare a tentare un'impresa lo stesso. E Giovanna si unisce all'oro. Vanno a difendere con pienio vicino a perigi che ha sediata dal nemico e in una scaramuccia fuori dalla città Giovanna viene catturata dai borgognoni. Non dagli inglesi. Da quei francesi sudditi del duca di borgogna che si sono schierati con il nemico con gli inglesi. I borgognoni la catturano e la tengono prigioniera per parecchi mesi trattata con tutti gli honori ospite in un castello insieme alle nobildone della famiglia padroma del castello in attesa di capire cosa fare. Poi alla fine capiscono cosa fare. I inglesi la vogliono. E se passano tanti mesi e soprattutto perché i borgognoni negoziano con gli inglesi. Quanto pagate? Perché ve la diamo? E fino al mio
gli inglesi la comprano e i borgognoni la consegneranno. E Giovanna, con un lungo viaggio dalle fianre, viene portata fino in Normandia, nel cuore della dominazione inglese in Francia. A Ruon, capologo della Normandia. E gli inglesi hanno lei demo il tochiare. Si come tutto il mondo ci guarda. E tutto il mondo la vista vincere. E i suoi amici sostengono che è dio che la mandata noi dobbiamo dimostrare che non è vero. Dobbiamo dimostrare che è il diavolo che la mandata, che è una strega. Il 3 gennaio 1431 il Governo inglese annuncia il processo. A Giovanna, che sarà affidato alla chiesa. Perché Giovanna è accusata di stregoneria e di eresia. E quindi sarà la chiesa giudicarla. Peraltro, io detto prima che questo processo viene fatto secondo tutte le regole. Si, c'è uno sforzo enorme in questo senso. Ma il tempo stesso è pieno di enormità, di stranezze procedurali. La prima è in questa dichiarazione del Governo inglese, del regente di Inghilterra, il re e Minorene. In cui si dice che la facciamo giudicarla dalla chiesa, ma se per caso fosse assolta gli inglesi hanno intenzione di riprenderse per processarla per conto proprio. Peraltro, consegnarla alla chiesa perché la processi è un modo di dire. Il processo la mette in piedi la chiesa, ma durante tutto il processo Giovanna rimane in una prigione inglese, sorvegliata dai soldati, non in un carcere ecclesiastico. E dunque, e dunque, bisogna mettere in piedi un processo. Il Governo inglese, Gianna il manifesto del 3 gennaio, si è esposto. La processeremo per stregoneria e per eresia. Poi non è mica così facile. I capi da cosa bisogna mettere in piedi che reggano? Vedremo nel racconto di questo processo con cui concluderemo il nostro incontro di oggi. Vedremo come la fanno di riuscire a condannarla porta i suoi nemici ad attaccarse a tutto, indiscriminatamente. Le voci, le profezie, tutto falso, ha fatto un patto col diavolo. Ha combattuto in guerra. È una cosa criminale. Le donne non dovrebbero valerversare il sangue. Questa non è una donna, è una belva setata di sangue. E finalmente il fatto di vestirse da uomo, perché la bibbia e la chiesa dicono che non si deve. Il processo meriterrebbe ore raccontare il processo e leggere dei brani. È un processo interminabile. Dura cinque mesi, dal gennaio al maggio del 1431. E' un processo durante il quale vengono coinvolti, talmente tanti consulenti, teologi, juristi, che alla fine il collegio giudicante e i suoi consulenti arrivano a comprendere 131 persone. Tutti intellettuali ed ecclesiastici di alto rango per giudicare la figlia del contadino. L'uomo ha cui è stato affidato il processo e il vescovo di bove, Coshun, perché nella diocia si di bove è stata accatturata Giovanna. E quindi è un tecnico. La chiesa processa, una persona accusata di stregonerie di Eresia, è la processa, il vescovo titolare della zona in cui è avvenuto il fatto. Il realtà Coshun è scelto perché è un politico legato ad oppio filo al partito inglese e dell'uomo a cui il governo inglese ha fatto capire che Giovanna, da quel processo, non deve uscire viva. Il processo è molto curioso, anche per le procedure dell'epoca, perché normalmente si cominciava un processo con un capo d'accusa, ma qui si decide che non è veramente un processo. E piuttosto come un'inchiesta di quelle che fanno gli inquisitori. Quando si cominci a raccogliere testimonianze e materiali per capire, se c'è materia, per una cusa. Peccato che questo è il procedimento che segue l'inquisizione. Coshun non è un inquisitore, un normale vescovo, non è tanto legale che proceda così, ma non importa. E quindi, per più di un mese, Coshun e i suoi collaboratori raccolgono informazioni su Giovanna. Lo scopo, come nelle inquisizioni, è di capire se c'è la fama pubblica che accusa di qualche cosa, questa potenziale imputata. E dopo più di un mese, il 19 febbraio, Coshun decide di aver raccolto abbastanza elementi per processare Giovanna per eresia. Aggiare aggiunto molti luoghi la notizia che questa donna, dimenticando completamente l'onore del sesso femminile, rigettando i freni della modestia e dimentica di ogni decenza femminile ha indossato vestiti da uomo. Si parte da quello, vedete? Perché l'unica cosa su cui possono dire nella Bibbia c'è scritto che non devi farlo. Gerson aveva detto "ma il vecchio testamento, sono divieti cancellati". Questi nome di punti di vista. Per chi vuole condannare Giovanna non sono cancellati affatto o meglio, non voglio anticipare, ma poi si punterà su questo. Le si dirà a Giovanna. Lo sai che è vietato, vero? Lo sai che la chiesa lo proibisce. Tu accetti, ciò che insegna la chiesa, ho pretendi di fare di testa tua. Perché si vuole condannarla per eresia. Cioè per rifiuto della verità, della chiesa. Ma andiamo per gradi, perché le formalità sono complicate. Una volta che si è deciso di accusarla di eresia adesso deve entrare in campo un inquisitore, perché l'inquisizione è una struttura assistante e in ogni regione c'è un inquisitore. E in tutta la Francia c'è un capo dell'inquisizione. E cominci a una specie di comedia, perché Coshon vuole a tutti costico involgere l'inquisizione in questo processo e l'inquisizione non ha nessuna voglia di farsi coinvolgere. Perché il fatto che questo processo è un processo, come dire, politico, viziato, sotto gli occhi del mondo lo sanno tutti, molto meglio non farassi tirare dentro. Coshon invita l'inquisitore di Francia, che parteggia per gli inglesi, a far parte del tribunale. L'inquisitore di Francia fa sapere che volentieri, ma non adesso, perché è impegnatissimo in un altro processo, non a tempo. Coshon va dall'inquisitore di Juan, l'inquisizione regionale, il processo se tiene lì a Juan. Già dice l'inquisitore di Juan. Però tu sei Coshon, vese, che vuole di bové, e fa il processo, perché lei è stata arrestata indiociesi di bové. Quindi vai a chiedere all'inquisitore di bové, perché io non posso. Alla fine convincono l'inquisitore di Francia a ordinare al suo sottoposto di Juan di partecipare al processo. E cominci al processo vero e proprio, quello in cui noi sentiamo alla voce di Giovanna, per settimane, settimane, settimane, la sainterla si interroga. C'è un errore procedurale che, in un altro momento, sarebbe bastato agli avvocati per fare invalidare questo processo. Quando cominciano a interrogarla, non le hanno ancora notificato i capi di accusa. Ma Giovanna non ha avvocati, perché una caratteristica dei processi dell'inquisizione è che l'imputato non è assistito da avvocati. Il resto non è una cosa, è una cosa, ovviamente, che fa molto comodo, però anche la sua logica, perché in un processo per inquisizione lo scopo è di sapere dall'imputato che cosa pensa, che cosa crede e che cosa dice. Non la bisogna di avvocati. Deve dirci la verità. E noi vedremo se quello che pensa è ortodoso oppure retico. Come vi dicevo, mobilitano 131 specialisti per interrogare, per alternarsi negli interrogatori di Giovanna, per giudicare poi, rilegendo i verbali, se ci sono gli api di per condannarla. Molti di questi convocati ne farebbero volentieri a meno, anche loro, come gli inquisitori. Ma si sentono dire che rischiano dei guai, se non accettano. E rischiano dei guai, se daranno fastidio durante il processo, perché durante il processo molti di questi consolenti esitano e li verrebbe voglia di protestare contro il modo in cui conciò un conduce gli interrogatori, per esempio. È talmente evidente che si cerca di incastrare, Giovanna, in mala fede, a verbale rimane che anche molti dei giudici sono un po' scossi, però li si fanno starrzitti e si va avanti. E Giovanna, anche qui, tiene testa. Non ci fermiamo, non abbiamo il tempo, ma i verbali del processo di Omanza, una lettura straordinaria. Con questa ragazzina che ha appunto discute la sua verità con i giudici, che cercano di incastrarla, stanno parlando delle sue visioni. Non erano soltanto le voci, rivella Giovanna, a un certo punto lei ha visto l'arcangelo Michele. E uno dei giudici per cercare di dimostrare che non era una vera visione mandata da Dio.
ma che era un'illusione diabolica, le chiede "malarcangello, Michele, che tu hai visto", era nudo, e Giovanni risponde. Credete che il nostro signore non abbia i mezzi per vestirlo? Alla fine, lunghissimi interrogatori di Giovanni si formulano gli articoli d'accusa, che sono una mescolanza, devo dire, abbastanza impressionante per la sua confusione, per la fanno di accumulare tutto, per trovare qualcosa di colpevole in tutti i comportamenti di Giovanna, le sue vittorie, è impossibile che abbia vinto queste battaglie, a meno che non abbia fatto un patto col diavolo, e quindi è una strega, ha evocato gli spiriti maligni, le voci che sentiva sono false diaboliche, quale la prova, e la prova è che lei era orgogliosa, lei se ne vantava, lei ha permesso che il popolo alla venerasse come una santa, la gente le baciava alle mani, tutto vero, ma naturalmente qui divente il peccato d'orgoglio. Il fatto in sedio avere combattuto diventa una cusa, ha provocado guerra e morte e assettata di sangue, e poi appunto alla rinfusa ha vissuto in mezza gli uomini d'arme, ha imparato usare le armi, i cavalli, e vi è tato per una donna. No, ma nessuna donna lo fa, ha disubidito ai comandi di suo padre. Questo è interessantissimo perché questo è più vistoso, bisogno obbidire al padre alla madre, sono andati a rivangare anche il fatto che all'inizio lei scappava di casa contro senza il permesso del padre. E poi il fatto che si è vestita da uomo e si tagliate i capelli corti e che ha sostenuto che era Dio a comandarle di fare così. Ma non sai che la bie dice il contrario, non è possibile che sia Dio che te la detto. Capite qui qual è la sfumatura? Noi non la condanneremo perché si è vestita da uomo, non basta. La condanneremo perché le abbiamo fatto dire che Dio che gli è là ordinato e questo non può essere, perciomente e mente per non accettare gli insegnamenti della chiesa. E ancora durante il processo? No, questo lo dico dopo. Ha comandato a degli uomini, cosa che una donna non dovrebbe fare, lo dice San Paolo, la donna taccia nella semblèa. Ha preferito la compagnie degli uomini a quella delle donne, che è una cosa immorale, immodesta, mentre la chiesa ordina alle donne di essere modeste. Per tutti questi motivi gli articoli da cusa si concludono dicendo che Giovanna non rispetta la chiesa, ha violato la legge divina, la legge naturale, gli insegnamenti della chiesa. E perciò è fortemente sospetta di eresia, fortemente sospetta in termine tecnico. Non possono usare un altro perché Giovanna non ha confessato, non ha mai ammesso di essere contro la chiesa. E qui perché pire come si può come va a finire questo processo, dobbiamo anche avere ben chiaro qual è lo scopo di un processo per eresia. Lo scopo di un processo per eresia non è di condannare al rogo l'imputato e di costringerlo ad ammettere l'errore. Lo scopo è di costringere chiunque abbia sostenuto cose di formi dall'insegnamento della chiesa che si è sbagliato e che si pente e che chiede scusa. E a quel punto non sarà mandato al rogo, è vietato, è impossibile, sarà punito in tanti modi col carcere, se necessario, ma non può essere mandato al rogo, ma la chiesa è trionfato. Questo è lo scopo. E perciò, dopo aver formulato l'atto da causa in cui non si arriva a dire, abbiamo dimostrato che Giovanna è eretica, ma soltanto che è fortemente sospetta di eresia, si conclude dicendole a questo punto sei tu che devi decidere, sei tu che devi sottometterti alla chiesa. Sottometterti alla chiesa vuol dire a mettere che hai avuto torto, a mettere che vestendoti da uomo, disprezzavili in segnamento della chiesa, a mettere che le tue profezie erano false e che hai sbagliato gravemente a fare quello che hai fatto senza chiedere il consiglio della chiesa. A questo punto devo dire, prima di chiudere, e bene che noi ci interrogliamo un pochino anche noi su questo fatto, perché loro ovviamente giocano sul vestirsi da uomo come l'unica cosa con cui si può incastrarla con certezza, ma noi cosa dobbiamo farne di questa cosa? In altre parole perché Giovanna si è restita da uomo e vuole continuare a vestirsi da uomo notate bene. Questo processo è straordinario da molti punti di vista. Durante tutto il processo Giovanna continua a essere vestita da uomo. E non la costringono a cambiare vestito anche perché loro serve ovviamente, ma non la costringono. Però le chiedono continuamente, ma perché sei vestita da uomo? Le chiedono se qualcuno di ella ha suggerito? Lei dice no. Le chiedono se non crede che sia un peccato vestirsi da uomo. Lei dice no, non è un peccato. Dovevo farlo. Le chiedono, ma quando si è andata del fino per la prima volta, ma nessuno si è stupito che è rivestita da uomo. Noi sappiamo che qualcuno si era stupito. Giovanna dice, "mano mi ricordo, non mi sembra. Insistono talmente tanto che alla fine Giovanna si stizzisce. Averbale lo dice, ma il vestito non è una cosa importante. Però se è così importante, perché lei ci tiene così tanto?" A un certo punto i giudici le dicono, avrei voglia di andare a messa e di fare la comunione. Noi te lo lasciamo fare, ma non ci puoi andare vestita da uomo. Se accetti, divestirti da donna, potrai fare la comunione. E Giovanna, che ha chiesto con enorme insistenza di poter andare a messa e fare la comunione a questo punto, dice no, non posso vestirmi di nuovo da donna. Questo fatto finirà poi nel capo da causa finale, ha preferito vestirsi da uomo più tosto che fare la comunione. Alla fine lei dice, "Dio che mi l'ha comandato, subito non lo diceva, dovevo far così?" Poi alla fine, visto che gli altri insistono e la mettono alle strette Giovanna, dice, "Ma' è Dio che mi l'ha comandato e non posso togliere migliamiti da uomo, finché non sa proche è venuto il momento. Arrivano per fino a chiederle, ma tu avresti voluto essere un uomo. E lei risponde in modo evasivo. Diciamo, lo già detto, un'altra mille vite già chiesto, già risposto prima, in realtà a verbale non c'è niente del genere. Lei giro in torno alla domanda. Però, questo punto non aveva bella dire, ma esforza c'è qualcosa sotto, eppure no, perché lei è una donna e non rifiuta a fatto di essere una donna. Le chiedono, in certo punto, ma i lavori femminili li conosci, disse di sì, e che sua madre le aveva insegnato a cuccire, e che non credeva che ci fosse una donna in tutta a ua che potesse insegnarle qualcosa. Giovanna sa cuccire e orgogliosa di saperlo fare. Allora, la chiedono, ma scusa, ma visto che conosci i mestieri da donna, ma perché hai voluto fare cose riservati agli uomini? Risposta di Giovanna. Ci sono già abbastanza altre donne per occuparsene. Inso ma lei è una donna, ma è una donna speciale, perché ha la missione. Anche altre che credevano di avere la missione si sbagliavano. Giovanna lo sa, arrivano da volte quelle che credono di essere mandate da dio come me e non è vero. E il successo, quando lei era ancora corredi Francia, e il successo che è arrivata, un'altra ragazza, un'altra donna anzi, che diceva anche lei, di essere una profetessa, Giovanna la mandata via. La consigliata di ritornarsi ne da suo marito, a nutrire i suoi figli e occuparsi della casa. Quindi Giovanna è una donna, ma è una donna speciale, per come si vede lei. È una donna, ma non c'è nessun'altra come lei. È una donna che sta in mezzo agli uomini, certo? Dappacche sulle spalle agli uomini d'arme, con cui è stata in battaglia, fino a pochi momenti prima. Però quando va a dormire, non va mai a dormire dove dormo agli uomini d'arme. Dormi sempre circondata da donne, da ragazza, un seguito di donne. Nel campo ci sono delle prostitute, come sempre, prostitute accompagnano gli eserciti di allora, gli uomini sono contentissimi che ci siano. Giovanna è orripilata, le fa senso questa idea che ci siano le prostitute nel campo dell'esercito che lei sta conducendo per volontà di dioleagredisce, le cacciavia dal campo. Però a sempre donne intorno, perché le donne errivano a cercarla, mentre la folla in generale entusiasta di Giovanna, nel momento del suo triofo, ed è pieno di gente che appunto fa la fila per vederla, per baciarle la mano, per chiedere di fardamadrina i loro bambini, però sono specialmente le donne che vengono. Arrivano gruppi di donne all'accampamento che dicono, vogliamo vedere Giovanna questa meraviglia del nostro sesso.
e c'è una scrittrice a quella epoca. La prima scrittrice professionista della storia si chiama Christindepisà, ha scritto molti libri guadagnando bene e ha scritto anche un libro che si chiama la città delle donne per difendere i diritti delle donne contro i luoghi comuni, le stupidagini, degli uomini contro le scioccheze che la gente dice contro le donne. È una specie di protofemminista, Christindepisà. Al momento del triomfo di Giovanna Darko, Cristina è molto anziana e da molti anni si è andata a vivere a ospite di un monastero, lontano da questo mondo violento, l'accerato della guerra, non ha più scritto per anni. Ma quando arriva la notizia della vittoria di Giovanna, Christindepisà si mette a scrivere. Scrive quello che è tutti gli effetti un instant book, una celebrazione di Giovanna. E in questo libro, a Christindepisà, scrive di sé. Dice io, Cristina, che ho pianto per un di cianni chi usa in abbazia, ora per la prima volta mi viene da ridere, da ridere di gioia che honore per il sesso femminile. E dunque il mistero per noi rimane, Giovanna che vuole a tutti costi vestirsi da uomo, pur senza rinnegare di essere una donna, pur essendo percepita da tutti e dalle donne specialmente, come una di loro. Come va a finire? Va a finire che dopo aver messo insieme i capi d'accusa si nomine una commissione di super teologi, espertissimi per esaminare e alla fine decidono che sì. E colpevole di Eresia. E colpevole di Eresia perché si è vestita da uomo e ha rifiutato le ucaristia, pur di non vestirsi da donna e ha osato dire che era dio a ordinar, di gelo. Lei non ha confessato niente. Vale la pena di sottolineare che non è stata attorturata durante il processo. Le i processi dell'inquisizione a volte si può torturare un accusato che si rifiuta di confessare. Qui non l'hanno fatto. Ma vogliono in tutti i modi convincerela ad abbiurare i suoi errori. Le fanno vedere il rogo. Le dicono guarda che se non confessi, se ti in testardici sulla tua posizione verrai condannata perché i eretici che confessano e si pentono non possono essere condannati a rogo. Magli eretici che rifiutano di pentirsi e quelli sì e alla fine in pubblico in piazza dove ci sei il rogo montato. Le presentano un foglio con suscritta la formula in cui lei riconosci i suoi errori, abbiura ai suoi errori e fra l'altro rinuncia per sempre a vestirsi da uomo. La stessa scena l'hanno raccontata molti testimoni 20 anni dopo al processo con cui i redifrancia farà annullare la condanna di Giovanna. L'hanno raccontata molti testimoni in modo contraddittorio. C'è ne uno un medico. Giovanna durante il processo è stata costantemente assistita da medici. E uno di questi medici 20 anni dopo dirà a me risulta che quando le hanno presentato questo foglio da firmare le hanno promesso che la vera ebbero liberata se è firmava. Saravvero non sarà vero. Fattostà che alla fine Giovanna prende la penna e firma in pubblico davanti a tutti, davanti ai soldati inglesi di guardia, davanti ai membri del tribunale fra cui almeno uno è un dottore inglese il quale si rivolge a Coshong e gli dice ma questa è una farsa, questa è qua firma e così si salva la vita, guarda la lista, ridendo. Coshong, dicono i testimoni, gli risponde molto violentemente che il suo compito come giudice è di procurare la salvezza eterna dell'imputata e non la sua morte. Coshong è un personaggio talmente ambiguo che non sapremo nai, ma se per un attimo ci ha creduto davvero, lo sia sempre mentito. Fattostà che Giovanna ha vendo firmato viene condannata al carcere a vita ma alla vita salva e si veste da donna e torna in cella, scortata dai soldati perché è sempre in una cella inglese e no in una prigione della chiesa dell'inquisizione, anche questa un'irregolarità e salva, ma due giorni dopo la ritrovano vestita da uomo. Nessuno sa con certezza come sia successo al processo di ventanido, dopo di ranno le hanno fatto trovare gli abiti maschili apposta, sapendo che non avrebbe resistito. Altri di ranno, ma in realtà, i realtà c'erano questi soldati di guardia che la minacciavano. Per la fuori che già durante il processo uno dei soldati che la scortavano le aveva detto che prima poi le avrebbe violentata. Tanto che il comandante inglese aveva dovuto licenziare due guardie e avvertire le altre e farebbe in attenzione. Insomma, 20 anni dopo si era divestita da uomo perché con gli abiti da uomo, con i calzoni, era più sicura contro la violenza delle guardie. Giovanna, quando la ritrovano vestita da uomo avrebbe dichiarato secondo un testimone che era contaventani dopo che si deve vestire da uomo perché in mezzo a degli uomini, le guardie sono uomini e se fosse davvero così sarebbe di nuovo una risposta pertinente, una protesta, io non dovrei essere qui, dovrei essere una prigione della chiesa, dove le dettenute femmine hanno delle guardie femmine e invece sono una prigione inglese guardata a vista dai soldati. Fatto sta che Coshon informato che Giovanna si è vestita di nuovo da uomo, va a vedere. E poi Convoca di nuovo nessuno sa decidere da solo, almeno in apparenza. Coshon Convoca ben 42 dei giudici e sottopone la questione, cosa dobbiamo fare con lei? Qui per capire queste ultimissime cosa perché abbiamo finito, bisogna sapere che quando un eretico è stato perdonato e aggiurato di obbedire, dora in poi alla volontà della chiesa, non c'è niente di così grave come il fatto di rica scarci. L'eretico che ci ricade si dice proprio così relapso e buono per il rogo. E dunque Coshon Convoca, avete visto? Su 42 teologi convocati, ben 39 dicono, a questo punto bisogna rileggere il testo che ha firmato e farle capire bene che cosa rischia. Coshon scavalca il paere della grande maggioranza e decide che ormai non c'è più spazio. Non lo merita più Giovanna. Erre lapsa, cerrica duta, perciò andrà al rogo. Il giorno dopo Giovanna riceve la confessione e la comunione, altra stranezza procedurale totale per una condannata per eresia e poi sale su un rogo. Il boia che esegue la condanna si confessera poi dicendo al confessore che lui è sicuro che per aver fatto questo sarà dannato e finirà all'inferno. Grazie per aver ascoltato i podcast di Intesa San Paolo O'Nair. Al prossimo episodio.
Podcast Summary
Key Points:
Giovanna d'Arco, una ragazza di 17 anni, affermò di sentire voci divine che la incaricavano di salvare la Francia durante la Guerra dei Cent'anni, comandando un esercito e vestendosi da uomo.
Il suo comportamento, specialmente il travestimento, violava le norme sociali e religiose dell'epoca, diventando il pretesto principale per la sua condanna per eresia e stregoneria nel 143
La sua storia è documentata principalmente attraverso i verbali di due processi, che offrono una testimonianza diretta della sua voce e delle reazioni del suo ambiente, rivelando il contesto politico e sociale della Francia del XV secolo.
Summary:
Il podcast presenta la figura di Giovanna d'Arco, analizzandola nel contesto della Francia del XV secolo, dilaniata dalla Guerra dei Cent'anni. Giovanna, una ragazza di umili origini, affermò di ricevere messaggi divini che la incaricavano di salvare il regno. Le sue azioni straordinarie—comandare un esercito e vestirsi da uomo—sfidarono le convenzioni dell'epoca.
Sebbene le profezie femminili non fossero insolite, il suo travestimento violava esplicitamente un divieto biblico e divenne il capo d'accusa centrale nel processo che la condannò al rogo. La narrazione si basa principalmente sui verbali dei due processi a cui fu sottoposta, fonti che, nonostante il carattere politico del primo processo, cercarono di rispettare una forma giuridica, permettendo alla voce diretta di Giovanna di emergere. Il racconto evidenzia come la sua storia sia intrecciata con le divisioni politiche francesi dell'epoca e come la sua figura sia stata inizialmente respinta dalla sua stessa famiglia, preoccupata per l'onore, per poi essere riabilitata e strumentalizzata a fini politici due decenni dopo la sua morte.
FAQs
Giovanna d'Arco era una ragazza francese del XV secolo che, all'età di 17 anni, affermò di sentire voci divine che la incaricavano di salvare la Francia durante la Guerra dei Cent'anni. Guidò l'esercito francese in battaglia vestendosi da uomo, ottenendo vittorie significative prima di essere catturata e condannata per eresia.
Giovanna d'Arco annunciò di sentire voci divine che la sceglievano per salvare la Francia, assunse il comando dell'esercito francese in guerra sconfiggendo gli inglesi, e compì tutto questo vestendosi da uomo, violando un divieto biblico.
Fu condannata principalmente per eresia e stregoneria nel 1431, con l'accusa di aver indossato abiti maschili, che violava esplicitamente un divieto biblico. Questo pretesto fu utilizzato dai suoi nemici politici per eliminarla.
La maggior parte delle informazioni proviene dai verbali di due processi: quello di condanna del 1431 e quello di riabilitazione vent'anni dopo. Questi documenti includono le sue stesse parole e testimonianze di conoscenti, offrendo una visione diretta della sua vita.
La Francia era nel pieno della Guerra dei Cent'anni, con metà del paese occupata dagli inglesi e divisa tra fazioni opposte. In questo clima di crisi, profetesse che affermavano di avere messaggi divini per la salvezza della Francia erano relativamente comuni.
La famiglia, specialmente il padre, tentò di impedirle di partire, considerando la sua missione una follia pericolosa che avrebbe disonorato la famiglia. La tennero chiusa in casa, temendo per la sua sicurezza in un paese in guerra.
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