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Folge #15 Migräne-Sprechstunde – mit chronischer Migräne mitten im Leben? Erfahrungen und ehrliche Fragen mit Migräne Betroffene Annika Braun

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Folge #15 Migräne-Sprechstunde – mit chronischer Migräne mitten im Leben? Erfahrungen und ehrliche Fragen mit Migräne Betroffene Annika Braun

Il testo analizza le cause dell'avvento del fascismo in Italia nel primo dopoguerra. La Prima Guerra Mondiale lascia il paese in una grave crisi economica e sociale, con milioni di morti, promesse di terra non mantenute ai contadini e un movimento operaio radicalizzato. Il periodo 1919-1920, noto come "Biennio Rosso", è caratterizzato da scioperi di massa e occupazioni di fabbriche e terre, alimentati anche dall'esempio della Rivoluzione Russa. Questa ondata di proteste spaventa profondamente le élite industriali e agrarie, che temono per la proprietà privata. In questo contesto nascono i Fasci di Combattimento di Benito Mussolini. Inizialmente dalle idee confuse, il movimento si trasforma rapidamente in una forza violenta e antisocialista, finanziata dai proprietari terrieri e industriali. Le squadre fasciste (squadrismo) attaccano con brutale violenza sedi sindacali, case del popolo e militanti socialisti, specialmente nelle campagne, per annientare le conquiste del Biennio Rosso. La debolezza e l'incapacità dei governi liberali di gestire la crisi, insieme alla divisione tra socialisti e comunisti, permettono al fascismo di presentarsi come l'unica forza in grado di ristabilire l'ordine, ponendo le basi per la sua ascesa al potere.

Transcription

5378 Words, 34244 Characters

Italian
Greco, matematica, inglese, filosofia, italiano fisica, chiamata, segreco matematica, inglese. Hoho, ma tu, radio. Ma tu, radio. Mato radio, podcast di storia per lesame di maturità, l'avvento del fascismo in Italia. La prima guera mondiale lascia sul campo un'evedita pesante, dieci milioni di morti e un'Europa distrutta, ferita e povera. Governata da sistemi di potere molto fragili, i vecchi imperi sono crollati, ma anche negli stati democratici, le elite liberali, hanno perso la loro capacità di guidare governi. Ecco che allora nasce il fascismo, come possibile risposta alla crisi dello stato liberale e alla minaccia della ripoluzione russa. Il fascismo nasce proprio in Italia. Per 15 anni, Giovanni Gioli ti è riuscito attraverso il controllo del Parlamento a governare il paese e a non fare spolodere le tensioni sociali, ma poi non è stato capaci di guidare il coinvolgimento della guerra. A la fine della grande guerra, l'Italia è un paese ferito e arrabbiato, si contano i morti che sono 600.000. Le case di strutte, inutilati, gli orfani, le vedove, e soprattutto ci contano i contadini che pensavano di ottenere le terre, come ricompensa per aver combattuto per anni nelle trince. Il primo ministro che aveva portato l'Italia in guerra Antonio Salandra aveva arrivato proprio agli eroi del fronte. L'invito a combattere valorosamente con la promessa una volta conseguite la vittoria della distribuzione della terra i contadini. L'appello si giustificava con infatto che i lavoratori agricoli erano il 60% di circa 5 milioni di italiani, impegnati al fronte in gran parte inquadrati nella fanteria, cioè destinata a sostenere il sacrificio più grande, in perdite di vita umane. Quella promessa però non viene mantenuta. E i contadini tornano dalla guerra e cominciano organizzarsi in leghe, leghe bianche legate ai movimenti gattolici e leghe rosse legate ai movimenti socialisti e occupare le terre. Insieme i contadini protestano anche gli operai. Il movimento operario è diventato un movimento di massa in tutta Europa e anche in Italia trasformata si in un paese più industrializzato durante i primi 15 anni del 900, cioè l'etaggio litiana. E ora gli operai pretendono più diritti, come ad esempio una giornata lavorativa di Otto realmassimo. Il disastro della guerra ha portato fame, povertà e disoccupazione anche tra gli operai. I redici che tornano dal fronte dopo l'esperienza traumatica delle bombe, delle trincei non accettano più di sottomettersi passivamente allo sfruttamento. Si è in fabbrica, si hanno i campi. E poi soprattutto dalla russia arriva la notizia che le catele di questo sfruttamento secolare possono essere spezzate. Uno spettro si aggira per l'Europa. Lo spettro del comunismo. Con questa frase famosissima, cominciò il manifesto del Partito Comunista, uno dei libri più letti e più tradotti nella storia di tutto il mondo. Era stato commissionato a Karl Marx, Frederic Engels, dalla lega dei comunisti nel 1847, perché c'era bisogno di scrivere un programma teorico di riferimento per tutti gli operai. Nel giro di qualche decennio, la terria comunista ha conquistato le masse lavoratrici di tutti i paesi del mondo. Nel corso della prima quora mondiale in russia avviene la rivoluzione comunista, guidata dal Partito Apolcevico. E così lo stato cambiano me e prende quello di unione delle republi che socialiste, sovietiche, diventa il paese modello per tutti i movimenti comunisti del mondo. Le promesse mancate dopo la prima quora mondiale si sombano dunque, alla povertà, alla fame, allo sfruttamento e al sogno della rivoluzione. Non è difficile capire perché proprio in questi anni che si abre anche in Italia una stagione di lotte di classe. Dato che a revindicare dei litipolitici e sociali sono operai e contadini, cioè coloro che appartengono alle classi più povere e sfruttate. Le associazioni di operai e di contadini organizzano manifestazioni e soperi, soprattutto tra il 1919 e il 1920. Sono manifestazioni e soperi così numerosi e imponenti che quel periodo è stato chiamato biegno rosso. Che cosa vogliono tenere operare i contadini? Vorrebbero ovviamente un aumento del salario e vorrebbero un limite della giornata lavorativa, visto che spesso lavorano anche più di 12 ore al giorno. Ma non solo, gli operai si uniscono e danno vita ai primi consigli o per ai di fabbrica. Durante le riunioni dei consigli arrivano la decisione di occupare le fabbiche. Lo slogan di riferimento è "fare come Russia". Perché in Russia si è dimostrato che la rivoluzione comunista è possibile e quindi forse è possibile sportarla anche in tutto il resto di Europa. Tu su compagni socialisti, facciamo bene con la barguera. Inolce a scorsi affida e spera, giusticia nuova e libertà. La verità è solo gente, l'onor del braccio della mente e dell'intera humanità. Vi ricocciata del lavoro, lo svegno vai, non la vietà. "Le diamo al cielo, lì no solo, e il marzo sul si rincerà, e il marzo sul si rincerà." Come reagiscono i governi italiani? Intanto che abbiamo bene che parliamo di più governi e non di un governo solo, già perché dalla fine della prima gara mondiale, all'avvento del fascismo, la marcia sul Roma, cioè dal 1919, al 1922 si susseguono varie crisi di governo e altri tanti governi nuovi. E' uno più tebole dell'altro, in pratica un governo all'anno, vittoriamo nel orlando, francesco saveri o nitti, di nuovo giovani jolitti, ha i vanobonomi, Luigi Fakta, non è importante riguardarsi tutti i nomi, ma bisogna tenere presente una cosa. I liberali provano a governare una società che sta cambiando velocemente erradicalmente, anzi, che è già cambiata. La crisi del sistema liberale sarà dunque irreversibile, e porterà una reazione violenta e autoritaria. Sì, perché gli scioperi, le occupazioni delle terre, delle fabbri, che è l'aria di livelluzione, preoccupano molto. Spaventano i padroni delle fabbri, che gli industriali, i grandi imprenditori agrari, insomma tutti quelli che accumulano i loro profitti grazie allo sfruttamento dei lavoratori, degli operai e dei contadini. Dei disordini, degli sconte che potrebbero nascere dalla tensione tra gli operai e gli industriali appaura anche lo stato per le di percussione sull'economia. Giovanni Giolitti ancora una volta Presidente del Consiglio, nel settembre del 1920, organizza una discussione riunendo allo stesso tavolo la confindustria, cioè la associazione degli industriali e i rappresentanti dei lavoratori, tra le due parti che a meno intenzione di contratare di raggiungere un compromesso sono gli industriali. Gioli ti riesci a ottenere alla fine dell'occupazione delle fabbri, ma la confindustria deve accettare che, dora in poi, i lavoratori parteciperanno alle decisioni che riguardano le fabbri. Questo agli industriali non piace. Provano certo fastidi, una sensazione di pericolo in realtà poi seranno pochissime le fabbri che in cui gli operai avranno davvero il potere di decidere qualcosa, ma gli imprenditoriano la sensazione di aver ceduto, e soprattutto la voglia di recuperare il terreno perduto. Curiosamente l'espressione biegno rosso veniva utilizzata specialmente dagli industriali e dalla stampa burgese, proprio per evidenziare il clima di allarme creato da tutti questi avvenimenti. Il colore rosso rinviale immagine di scontri sanguinosi, ma anche alla minaccia comunista, il vento rosso del comunismo fa paura perché mette in pericolo un valore saguro per gli industriali, la proprietà privata. Per il comunismo infatti la proprietà privata è la fonte della disugualienza sociale, cioè ci sono quelli che possiedono le industrie e quelli che ci lavorano dentro. I proprietari delle industrie sono quelli che guadagnano, quelle merci che vendono e diventano ricchi, io operai che lavorano nelle fabbri che ricevono un ostipendio dei proprietari, ma non possiedono niente e con un ostipendio da operai o non si diventa ricchi. La probabilità che si realizza la rivoluzione comunista in Italia, come quella che era venuta in Russia, sono scarse, ma nonostante questo, la percezione del pericolo è molto diffusa e bisogna contrastarla a tutti i costi, con ogni mezzo possibile, e non è un modo di dire con ogni mezzo possibile. Nell'Italia degli anni 20 il mezzo possibile per contrastare allo spettro del comunismo che minaccia il bene essere dei più ricchi, in effetti, esiste? Il comunismo è furto, fareva sui vostri sentimenti, come fa questo bel gattino, che vi frega proprio sui sentimenti, no? Il comunismo è un epidemia, può distrogere il mondo per i tefori. Facciamo finta che questo gatto abbia il comunismo, poi non dovete preoccuparvi per lui, ma dovete pensare a tutti gli altri gatti del mondo e dovete protegge, dovete preservarli delle epidemie. Io, che fissi su questo gatto, dovete dirvi quello non è un bel gattino, quello è un comunismo e dovete distrogere! Solonzi! Volunti, ormidi, ormidi, noi del fascismo siamo in confolensi, la causa fosse rempinanda forte e lo saremo sempre forte, e che se me mi lo sto tanfico, impreine giando la fabbria d'ostra, noi tu ti uniti, ti prendere, ma tu hai le farie? <i>Farie, farie, forie, forie, andiamo e ridere</i> Subito dopo la fine della prima guerra mondiale, in Italia è nato un movimento che già si è fatto notare in certo occasion di mostrando si addirittura più forte dello stato. Si tratta di una forza privata, armata, che attacca e agredisce ogni volta che ne ha l'occasione. I suoi bersagli sono soprattutto gli operai e le loro organizzazioni politiche. E poi che in questo periodo il partito politico di riferimento per la maggior parte degli operai è il partito socialista che vuole seguirla il esempio della russia, i militanti di questo nuovo movimento colpiscono spesso le siedi del partito socialista e desindaccati, le associazioni dei lavoratori. Il nome di questo nuovo movimento è fashi di combattimento da qui di rivel termine fascista. Fascio vuol dire semplicemente associazione lega. Sì che uniscono per la prima volta a Milano nel 1919. All'inizio sono soprattutto redoci della prima guerra mondiale con le armi ancora in tasca, giovani che odiano i vecchi liberali che detengono il potere, pensate che quando gioli ti torna al governo a 80 anni. I intellettuali squadrinati, quindi futuristi, uerafondai, piccoli burguesi, impauriti dalla crisi postbellica e dalla avanzata proletaria. In principio sono boggi ma man mano che in Italia la situazione sociale si fa più critica e i conflitti diventano numerosi anche i fashi di combattimento crescono. Le loro idee politiche almeno inizialmente sono piuttosto confusse contraddittori e se la prendono un po' qui ricchi, un po' con la chiesa, c'eranno anche con i socialisti. Si presentano come una forza antipartito e allo stesso tempo professano un sentimento patriotti comodo accesso. Alcune di loro hanno combattuto nella prima guerra mondiale e ora si sentono dei lusi e fanno fatica a reinserirsi nella vita sociale. La figura qui ruota, torno il movimento dei fashi, si chiama Benito Mussolini. È stato anche lui un socialista, ma negli anni della prima guerra mondiale è stato allontanato nel partito perché era diventato interventista mentre i socialisti erano rimasti neutrali. Mussolini ha dovuto lasciare la direzione dell'avanti, il quotidiano del partito socialista, e ha fondato un nuovo giornale che si chiama il popolo d'Italia e che diventerà il giornale del movimento fascista. Mussolini capisce che conviene soffiere sul fuoco della protesta nei campi, nelle fabbriche e nelle città. Ma capisce anche che conviene proporzi come chi queste fiamme riesce a domarle, come l'unico argine alla minaccia russa. La data che prendiamo come esordio del fascismo è il 23 marzo 1919. L'abbiamo detto, siamo a Milano, in Piazza Sansepolcro, e qui che sitia nella grande adunata che verrà ricordata come l'evento di fondazione dei fashi di combattimento. La sala riunioni, in cui si svoge la adunata, è messa a disposizione dal circolo degli industriali e dei commercianti. Tutti non vedono l'ora di sentire parlare Mussolini, ma al cominciano del 23 marzo 1919 e partecipano anche filipotomaso marinetti, Michele Bianchi, Italo Balbo. Sono personaggi famosi della cultura politica del momento e si legano al fascismo. Negli anni che verranno il movimento di fashi di combattimento avrà sempre nuovi seguaci che provengono principalmente dalla classe media. Fili di commercianti, piccoli burghesi, studenti, i fashi scrivono un manifesto in cui chiedono il suffragio universale. Le sproprio delle proprietà dei ricchi e della chiesa, la giornata di lavoro di massimo 8 ore per gli operai, tutte le rivendigazioni che sembrano essere perfettamente concordi con quelle dei socialisti. Ma nello stesso manifesto scrivono anche di volere una milizia nazionale da affiancare l'esercito. E sulla questione delle fabbri che non sono d'accordo con i socialisti, vorrebbero che imprenditori e lavoratori collaborassero nella gestione delle fabbri che non mettono in discussione la proprietà privata e soprattutto si definiscono sanamente italiani. Passano pochi mesi e i fashi si diventano una forza dichiaratamente radicalmente anti socialista. Quasi tutti gli elementi di vicinanza con i socialisti spariscono, mentre tutti gli elementi di conflito si esasperano. Regordiamoci che cosa abbiamo detto poco fa sulla paura del comunismo. Una paura fondata sul timore che i comunisti vogliono eliminare ogni forma di proprietà privata. Il Marxismo prevede in effetti la volizione della proprietà privata, ma rispetto ai mezzi di produzione parla cioè delle fabbri che delle attività commerciali, quasi nessuno conosce nel dettaglio, la terria comunista e molti anno paura che sei comunisti vranno in potere gli porterano via la casa. Qualunque altra cosa è riusci da comprare, disparmiando con Fadeca, il lavoratore comunque non possiedono niente, per cui non anno paura del comunismo e infatti restano vicini al Partito Socialista che i fashi di combattimento stanno prendendo di mira sempre con maggiore violenza. Durante i comizi politici le socialisti a volte capita che i militanti fashisti si schierano armati al fianco della volizia. Ci osserviamo con master concertetta di Vincoria e questo non siamo acconerla Gloria, aperto un parragon di libertà, un polcevinchi che combattiamo non sta prambene farli dell'qua. Il 15 aprile del 1919 avviene un episodio che rende evidente ancora di più le differenze tra i due schieramenti. I fashi di assaltano la reddazione dell'avanti, il giornale del Partito Socialista, un soldato a guardia dell'entrata, bianociso a colpe di pistola e i fashi di sono liberi entrare nella sede e incendiarla. Ecco che l'idologia e la pratica del fashismo comincia dell'inearzi meglio l'episodio, come tanti altri, fa parte di un fenomeno chiamato squadrismo, un assalto violento, spesso umicida, da parte di un gruppo di militanti dei fashi di combattimento. Questi gruppi sono chiamati squadrace e saranno protagonisti di migliaia di altri attacchi violenti, rivolti contro i socialisti, i sindacaristi, le organizzazioni di operai e di contadini. Il 21 novembre del 1920, a Bologna, viene letto nuovo sindaco, Enio Nudi, del Partito Socialista. E' questo verifascista significa che il nuovo sindaco di Bologna è un pericolo sostenitore della rivoluzione russa, sull'atorre degli asinelli svento la l'abbandiera russa. Gli squadristi non possono tollerarlo e subito entrano in azione, abbattono l'abbandiera e sperano contro la folla in piazza maggiore. I presenti in piazza che festeggiavano la vittoria socialista devono rifuggiarsi a palazzo d'accursio. Dieci militanti socialisti rimangono cissimi. La nuova aggiunta comunale, anche se appena vinto le lezioni, viene sciolta, da lo stato per paura di ulteriore scontri violenti, i fasci di combattimento hanno ottenuto quello che volevano, inpedire le lezioni democratica di un socialista. Più passa il tempo e più il movimento socialista si afferma come un'organizzazione anti socialista e contro i lavoratori. Ma che vantaggio anni fascisti appicchiare e occidere socialisti gli operari sindacalizzati, che vantaggio hanno a incendiare le sedi dei giornali e desindacati? E chiaro, in questo modo il fascismo conquista la fiducia degli imprenditori industriali e agrari. Il fascismo all'inizio ha consenzi soltanto nella città, ma quando comincia ad aumentare il sostegno degli imprenditori agrari, si rifonde anche nelle campagne. I prattoroni delle terre, dopo il bianio rosso, vogliono riprendere tutto quello che hanno concesso al movimento dei contadini. E infatti molto presto, iniziano a verificarsi nuovi episodi di squadrismo delle campagne, lo squadrismo agrario. E la nuova terribile faccia che assunto in pochi mesi il fascismo. I proprietari terrieri, con le violenze dei fascisti, possono intimi dire i contadini e impedire qualunque loro tentativo di lotta. Achebre che lo squadrismo nelle zone di campagna è ancora più duro di quello che si manifesta nelle città, è violento e cloderele. E è perfetto per la difesa armata dei proprietari terrieri, che hanno paura della rivoluzione comunista, perché con questa immaginano sarebbero costretti a cedere le loro terre. E così si servono dei fascisti, finanziandoli e armandoli, per annulare le concessioni fatti ai contadini durante il bianio rosso. Il 1921 è l'anno in cui viene stabilito il record delle agressioni fasciste, sono agressioni armate per staggi, devastazioni, incendi. Si contano 726 azioni violenti, che colpiscono tutti i luoghi frequentati dei leveratori, sezioni di partito. Casa del popolo, che sono luoghi destinati all'attività culturali del partito, camere del lavoro, le che contadine, cooperative, circoli culturali, persino alcune biblioteche. Le persone colpite da queste violenze sono migliaia e gli edifici ristrutti anche. I fascisti, vestiti in camiciani, erano si muovono di giorno e di notte, entranno nelle case degli operai e dei contadini, bastonano, violentano, uccidono. Usano l'olio di ricino, un potente purgante, lo fanno bere afforza le vittime che sono costrette a cacarsi nei calzoni, picchiano ammazzano e vogliono umiliare. Così il deputato socialista, già come Matteotti, descrive gli assalti fascisti nelle campagne nel 1921. Mentre i galantuomini sono nelle loro casi, adormire, arrivano i camion dei fascisti, nei paeselli, nelle campagne, nelle frazioni composte di poche centinaia e debitanti. Arrivano accompagnati naturalmente dai capi della graria locale, sempre guidati dai essi, perché altrimenti non sarebbe possibile conoscere nello scuità in mezzo alla campagna sperduta, la casetta del Capo Lega, o il povero miserello ufficio di collocamento. Si sentano davanti alla casetta e si sente l'ordine, circondate la casa, sono venti, sono 100 persone armati di fucili e di rivoltele, si chiama il Capo Lega e gli senti ma scendere. Se il Capo Lega non discende, gli si dice "se non scendeti, bruciamo la casa, a tua moglie e i tuoi figlioli". Il Capo Lega discende, sempre la porta, lo pilliano, lo legano, portano sul camion, gli fanno passare le torture più inanerrabili, fingendo di ammazzarlo, di arnegarlo. Poi lo abbandono in mezzo alla campagna, nudo, legato a un albero. Se il Capo Lega è un homodificato e non apre, li addò per alle armi per la sua difesa, allora è l'assassino immediato, che si consuma nel cuore della notte, 100 contro uno. Giacomo Matteotti è il leader dei socialisti, ma in questo periodo convulso dobbiamo ricordare anche un altro personaggio politico di grande rilievo, Antonio Gramsci, militante, filoso, foscrittore, critico, revoluzionario. Gramsci insieme ad altri fonda all'ivorno, nel 1921, il partito comunista italiano, PCI, con una scissione dal partito socialista. Le differenze tra socialisti e comunisti riguardano, soprattutto, una diverse idea della revoluzione che si sta sperimentando in Russia e i comunisti accusano i socialisti italiani di essere troppo moderati. Il fronte antifascista così si divide, e questo sarà un vantaggio per i fascisti, e sì perché dopo averse minato paura violenza nelle città e nelle campagne, i fascisti arrivano a marciare armati sul Roma nel 1922. Sembra solo un colpo di mano, ma invece si livella un vero e proprio colpo di stato, e i fascisti prendono il potere con la forza. Roma divina a te sul campi dolio, dove cerno verdeggere sa provo, ma se nostra forse, se nostra poca, assende foro. Ma perché lo stato lascia che tutto questo avvenga, un'intervento militare avrebbe potuto fermarla maciasurro, ma invece il rei vittorimono all'iterzo, non fa intervenire al eserci, da quando i fascisti raggiungono Roma. L'abbiamo detto, i governi della fine della prima guerra mondiale, 1922 sono deboli e l'ultimo quello di Luigi Facta sembra il più debolo di tutti. L'Italia appare ingovernabile e così repreferisce scegliere il male minore e affidamusso di inile formazione di un nuovo governo. La prima ragione per cui lo fa è perché appaura che le violenze continuano e anzi peggiorino. Un secondo motivo sono le pressioni di conservatori italiani, cioè della destra moderata, dei militari, degli industriali, dei proprietari terrieri, dei piccoli imprenditori. I conservatori tollerano il movimento fascista perché questo sta riuscendo a salvare il paese della devoluzione comunista, che sarebbe per loro un periodo più grande. Oltre essere condizionato dai conservatori e dallo spettoro di una guerra civile, il re che è l'unico che potrebbe fermare il piano di Mussolini intenzionato a concentrare tutto il potere su di sé, per il fascismo non prova molta antipadia. Un solini attento nel trattare convittore Monoletaerzo e il vittore Monoletaerzo preferisce lasciarlo fare. In fondo i fascisti hanno salvato il paese della minaccia comunista e quella sì che avrebbe messo neguai re e i grandi proprietari, soprattutto in Italia finalmente potrebbe arrivare a esserci un governo stabile forte che sape a rimettere in ricca il paese. Ora che i fascisti hanno preso il potere, la politica italiana è divisa in due diversi orientamenti, alcune spaventate preoccupate e invece qualcuno pensa che dopo il colpo di stato ormato i fascisti governeranno normalmente, il loro sarà un governo come gli altri, ma il discorso di insiediamento di Mussolini fa spavento e si capisce già come andrà a finire. Dice Mussolini. Mi sono rifiutato di stravincere e potevo stravincere. Mi sono in posto dei limiti, mi sono detto che la migliore saggessa è quella che non ci abbandona dopo la vittoria, con 300 mila giovani armati di tutto punto, decisi a tutto e quasi mysticamente pronti a un mio ordine, io potevo castigare tutti coloro che hanno diffamato e tentato di infangare il fascismo. Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo sprangare il Parlamento e costituire un governo esclusivamente di fascisti. Potevo, ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto. Con i fascisti al potere bisognerà prepararsi a violenza e oppressione lo sanno bene quelli che già danni stanno subendo aggressioni, come i socialisti, deputati dell'appena nato partito comunista. Ora che al governo Mussolini lascio a continuare alla violenza degli squadristi, ma inizia anche a preoccuparsi di alcune cose che devono garantirgli il mantenimento del potere. Inizia a intessere trattative con il re, con la chiesa e con confindustria. Ciascuno dei tre è ben contento di trattare con il nuovo governo fascista. Il re, come abbiamo visto, vuole un paese stabile senza disordini. La chiesa pensa che dopo tutto Mussolini sarà un bravo difensore della cultura cattolica, non come comunisti che sono a te. I imprenditori di confindustria stanno notando che effettivamente dopo gli anni delle aggressioni fasciste i lavoratori fanno molti meno scioperi, molti meno manifestazioni non chiedono quasi ai aumenti degli stipendi. Prima della fine del 1922 viene fondato il gran consiglio del fascismo, un organopolitico che comprende i ministri fascisti, i dirigenti del Partito donazionale fascista e alcune figure importanti dello Stato. È l'assemblea più importante del Partito donazionale fascista, e pochi anni dopo il gran consiglio del fascismo diventerà l'assemblea più importante del governo italiano. Nel 1924 si tengono le elezioni, e la campagna elettorale diventa una lunga scia di violenza, intimidazioni, aggressioni contro i sindacalisti, contro i socialisti comunisti, ma adesso anche contro i liberali, i popolari, i democratici, di colunque schieramento. La lista nazionale presentata di fascisti vince, anzi Stravince, anche grazie alla leggerettorale che ha appena fatto a provare Mussolini l'anno prima, bastava a avere una percentuale di votimo, desta per leggere tutti dei potati candidati. La approvazione della leggerettorale è stata fatta passare in un clima di pesanti, minacci e intimidazioni. Ma in tanto ora il fascismo in Parlamento ha una maggioranza schiacciante, quasi 400 parlamentari su 535 seggi. Il Partito popolare, ossia lo schieramento dei cattolici e i socialisti contano soltanto 80 parlamentari circa i liberali sono praticamente scomparsi, oppure si sono riciclati sotto la maniera dei fascisti. Adesso in teoria non dovrebbero esserci più problemi, con la maggioranza in Parlamento ai fascisti, non dovrebbero più servire le squadrage in giro per le strade ad agredire e bastonare gli oppositori per intimidirli e omiliarli. È solo che le persicuzioni non si fermano. Prima della Marcia Sur Roma, le squadrage fasciste colpivano gente comune per le strade, come sindacalisti, lavoratori, i contadini, gli operai, una volta conquistato il potere, le squadrage hanno cominciato a prendersi la direttamente con i politici antifascisti. Nel 1923 hanno già restato a Medeo Bordiga e Rogero Greco del Partito Comunista e il liberale gobetti, saranno assolti, ma il clima di violenza non si interrompe. Viene devastata la casa di Francesco Savarionitti, liberale che ha stato il Presidente del Consiglio, Alex Ministro Giovanni Amendola, anche lui, liberale e convinto antifascista, subisce una violenta agressione per strada da parte di un gruppo di squadristi. La prima, ma non l'ultima, come vedremo. Con la vittoria alle elezioni e le agressioni non si fermano, anzi culminano. Il 10 giugno del 1924 con la agressione contro il deputato socialista, già come Matteotti. Matteotti da tempo sta denunciando i crimini dei fascisti. È un omograggioso. Ha iniziato anche prima che questi prendersi le potere come abbiamo sentito nel suo discorso del 1921. Ha scritto un libro bellissimo, se potete recuperatelo, sentito là un anno di dominazione fascista ed è un catalogo lunghissimo di tante di queste violenze. In più, dopo le elezioni, ha detto chiaramente in Parlamento che quelle elezioni erano danno l'are per le violenze che le hanno precedute. Roma 30 magio 1924, camera dei deputati. Elezioni, le elezioni secondo noi essenzialmente non valida. In primo luogo abbiamo la dichiarazione fatta esplicitamente dal Governo, ripetuta da tutti gli organi della stampa ufficiale, ripetuta da gli oratori fascisti in tutti i comizi che le elezioni non avevano che un valore assair relativo, in quanto il Governo non si sentiva soggetto al risponso elettorale. Ma in ogni caso avrebbe mantenuto il potere con la forza. Ci sono la conferma precisa del mio ragionamento, a rinforzare tale proposito del Governo esiste una milizia rata da quale ha questo fondamentale dichiarato scopo, sostenere un determinato capo del Governo con la forza. E' in particolare per la legge elettorale. La milizia avrebbe dovuto arstenersi da qualsiasi intervento di fatto in tutta Italia. Abbiamo stato in quei giorni la presenza di militinationali in gran numero. E' vero, non avevo le farinaci, in molti luoghi hanno votato anche i malillari. Un'automobile di bassac canto mentre Matteotti sta camminando su lungo tevere a Roma, scendono rapidamente 3 o 4 squadristi che lo sbattono a forza nella macchina. Il cadavere viene scaricato leggermente fuori Roma sulla via Flamina. C'è un rattempo due mesi per me che vengari trovato. Intanto, il Parlamento aggiunta la notizia della scomparsa di gioco Moateotti e non ci vuole molto a cabire che a farlo sparire sono stati fascisti. I debutati antifascisti sono in pochi, ma si riuniscono tra loro per reagire con un'azione comune, con difficoltà si mettono d'accordo. Il 27 giugno del 1924 decidono di non partecipare più ai lavori del Parlamento, finché non si crea un nuovo governo. Il socialista Filippo Turati parlerà di questa scelta come del ritiro sull'aventino delle coscienze. Come quando i plebei nell'antica Roma si erano riuniti sul colle a ventino. Mussolini fa finta di niente. Si è rispetto alla scomparsa di Moateotti, si è rispetto al ritiro dei debutati detti a ventignani. Auualmente la sua maggioranza schiacciante, il Parlamento può fare a meno delle opposizioni e la sua tattica del silenzio per il momento funziona. Anche il revitorio monoleterso non si scompone. Tutti sanno ben Mussolini e il responsabile morale del delito Matteotti. Anche se non è chiaro che abbia dato lui l'ordine diretto agli squadristi oppure se la squadracia abbia agito di propene iniziativa, ma sempre con la sua approvazione. Per tutta le state del 1924, l'opposizione a Mussolini cresce. Ad agosto viene ritrovato il cadavere di Matteotti. L'orrore e lo sconcerto sono grandi. In molti restituiscono bruciano la testa del partito fascista. Mussolini sembra perdere consenzi, ma in me si passano. E le crisi del fascismo al poco a poco rientra. Il 3 gennaio dal 1925, Mussolini si assume in Parlamento la responsabilità politica, morale e storica, dei fatti avvenuti fino a quel momento, compreso l'omicidio di Matteotti. Questo discorso rappresenta una tapa cruciale nella affermazione del regime fascista. Sono io o signori che leva in quest'aula l'accusa contro me stesso. Si è detto che io avrei fondato una cèca, dove quando, in quel modo, nessuno potrebbe dirlo. Veramente c'è stata una cèca in Russia che ha giustiziato senza processo delle 150 a 160.000 persone, secondo statistiche quasi ufficiali. C'è stata una cèca in Russia che ha esercitato il terrore sistematicamente su tutta la classe burgese e sui membri singoli della burgesia. Una cèca che diceva di essere la rossa spada della rivoluzione. Ma la cèca italiana non è mai esistita. Ora io ho osodire che il problema sarà risolto. Il fascismo, governo e partito, è in piena efficienza, signori. Vi siete fatte delle illusioni. Voi avete creduto che il fascismo fosse finito perché io lo comprimivo, che il partito fosse morto perché io lo castigavo e poi avevo anche la crudeltà di dirlo. Se io la centesima parte dell'energia che ho messo a comprimerlo la mettesse a scatenarlo, vedrete allora, ma non ci sarà bisogno di questo. Perché il governo è abbastanza forte per stroncare in pieno e definitivamente la sedizione dell'aventino. L'Italia o signori vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa, gli è ladaremo con l'amore, se è possibile, o con la forza. Se sarà necessario, voi state certi che nelle 48 ore successive al mio discorso e la situazione sarà chiarita su tutta l'aria, come dicono. E tutti sappiano che non è capriccio di persona, che non è libidine di governo, che non è passione ignobile, ma è soltanto amore, sconfinato e possente per la patria. La grande adunata del fascismo romano al teatro Adriano per la rievocazione fatta dall'accedemico Marinetti dell'ostralico discorso del duce del 3 gennaio. In altre parole Mussolini ammette che è previsto che i fascisti possano eliminare fisicamente i loro avversari, fa parte della loro strategia politica. Non ha caso il discorso del 3 gennaio rappresenta l'inizio di una seconda fase del fascismo, una fase ancora più autoritaria e violenta. Tra il 1926, il 1927 il governo fascista prova nuove leggi, viene abbolita la libertà di stampa, viene negato ai lavoratori il diritto di sobro, le associazioni che si opongono a fascismo vengono solte nel 1926. Ora esiste un solo partito, il partito nazionale fascista, il PNF e anzi chi lavora in istituzioni statali, come esempio gli insegnanti, deve iscriversi al PNF. C'è una polizia segreta, l'ovra che controlla tutte le attività che potrebbero essere anti fasciste e il gran consiglio del fascismo a partir dal 1928 e considerato l'organo supremo dell'ostato. L'insieme di novità che trasformano l'ostato democratico in regime sono anche chiamate leggi fascistissime. Antioio Gramsci, il segretario del partito comunista, nonostante goda dell'immunità parlamentare, viene arrestato e condannato 20 anni di carcel, dove morirà nel 1937, Alcide de Gasperi, un cattoli quanti fascista, leader del partito popolare, viene arrestato. Verrà poi tirato fuori dal carcel e dalla chiesa, ma durante tutto il 20 anni il fascista sarà costretto a non svolgere attività politica. Molti altri attivacisti lasciano l'Italia per salvarsi la vita, anche perché Mussolini ha introdotto la pena di morte per i reati controllo stato. A giudicare rispetto ai reati controllo stato c'è ora un tribunale speciale che è stato creata posta. Il liberale Francesco Savarionitti ha acquistato a distrutta casa, il cattolico Don Luigi Sturzzo, i socialisti Giuseppe Sara, gatta Pietroneni, filipoturati, fino in scono tutti in esilio. Bobetti, chiamendola, di cui si raccontava poco fa, lasciano il paese in poco tempo muogliono, anche per le violenze brutali subite da parte delle sposeracie fasciste. Per tutti quelli che credevano che la situazione si sarebbe prima poi stabilizzata, e che il fascismo avrebbe smesso di essere un movimento violento e antico, il movimento violento e antidemocratico, ora non ci sono più dubbi, si sbagliavano. Con le leggi fascistissime Mussolini impone stabilizza la sua dittatura, il suo modello di stato totalitario. Maturario è un progetto di podcast di dattici per la maturità, promosso dal ministero dell'istruzione, con la collaborazione dell'attreccani e di radio 3. Ideazione di Cristian Raimo, supervisione di Federica Barozzi per Radio 3. Questo podcast è stato scritto da Davide Giulli. La voce che avete ascoltato è di Giovanni Scifoni, regia di Federica Barozzi. La sigla di Maturario è di Teo Teardo. Tutti i podcast sono scaricabili sul sito radio3.rae.it, miur.gov.it e treccani.it.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Il contesto post-Prima Guerra Mondiale in Italia è segnato da crisi economica, promesse non mantenute ai contadini e operai, e dalla paura della rivoluzione comunista ispirata dalla Russia.
  2. Il "Biennio Rosso" (1919-1920) vede intense lotte sociali con scioperi e occupazioni di terre e fabbriche da parte di operai e contadini organizzati.
  3. La reazione delle élite industriali e agrarie, spaventate, porta al sostegno e finanziamento dei Fasci di Combattimento di Mussolini, un movimento violento e squadrista inizialmente ambiguo ma che diventa rapidamente antisocialista.
  4. Lo squadrismo fascista, sia urbano che agrario, attacca sistematicamente con violenza sedi socialiste, sindacati e leader del movimento operaio per reprimere il dissenso e guadagnare il consenso delle classi proprietarie.
  5. La crisi e la debolezza dei governi liberali, unita alla divisione del fronte antifascista (socialisti/comunisti), facilitano l'ascesa del fascismo come forza apparentemente in grado di ristabilire l'ordine.

Summary:

Il testo analizza le cause dell'avvento del fascismo in Italia nel primo dopoguerra. La Prima Guerra Mondiale lascia il paese in una grave crisi economica e sociale, con milioni di morti, promesse di terra non mantenute ai contadini e un movimento operaio radicalizzato. Il periodo 1919-1920, noto come "Biennio Rosso", è caratterizzato da scioperi di massa e occupazioni di fabbriche e terre, alimentati anche dall'esempio della Rivoluzione Russa.

Questa ondata di proteste spaventa profondamente le élite industriali e agrarie, che temono per la proprietà privata. In questo contesto nascono i Fasci di Combattimento di Benito Mussolini. Inizialmente dalle idee confuse, il movimento si trasforma rapidamente in una forza violenta e antisocialista, finanziata dai proprietari terrieri e industriali.

Le squadre fasciste (squadrismo) attaccano con brutale violenza sedi sindacali, case del popolo e militanti socialisti, specialmente nelle campagne, per annientare le conquiste del Biennio Rosso. La debolezza e l'incapacità dei governi liberali di gestire la crisi, insieme alla divisione tra socialisti e comunisti, permettono al fascismo di presentarsi come l'unica forza in grado di ristabilire l'ordine, ponendo le basi per la sua ascesa al potere.

FAQs

L'Italia uscì dalla guerra con 600.000 morti, distruzione diffusa, povertà e tensioni sociali, soprattutto tra contadini e operai che vedevano disattese le promesse di riforme.

È il periodo tra il 1919 e il 1920 caratterizzato da numerosi scioperi e manifestazioni di operai e contadini, che chiedevano migliori salari, la giornata lavorativa di 8 ore e riforme sociali.

Il fascismo nacque il 23 marzo 1919 a Milano con i Fasci di combattimento, fondati da Benito Mussolini, inizialmente come movimento che univa reduci di guerra, intellettuali e borghesi impauriti dalla crisi postbellica e dalla minaccia comunista.

Lo squadrismo mirava a colpire violentemente socialisti, sindacalisti e organizzazioni di lavoratori, per conquistare il sostegno degli industriali e dei proprietari terrieri, contrastando la minaccia comunista.

I governi liberali, fragili e in continua crisi, tentarono di mediare tra industriali e lavoratori, ma non riuscirono a gestire le radicali trasformazioni sociali, portando al collasso del sistema liberale.

Sostennero il fascismo per paura della rivoluzione comunista, che minacciava la proprietà privata, e per reprimere le proteste di operai e contadini, viste come un pericolo per i loro interessi economici.

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