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Episodio 25: La colazione (Stagione 3)

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Episodio 25: La colazione (Stagione 3)

Il podcast "Denominazione di Origine Inventata" inaugura la terza stagione dedicandosi al primo pasto della giornata: la colazione. Gli autori Alberto Grandi e Daniele Soffiati spiegano che la colazione non è sempre stata come la conosciamo oggi. Nell’antica Roma si chiamava "ientaculum" e consisteva in avanzi della cena, mentre nel Settecento, per i ricchi urbani, divenne un pasto istituzionalizzato con caffè, cioccolata e tè. I contadini, invece, mangiavano polenta dopo ore di lavoro nei campi. La diffusione del tè è legata a episodi come il Boston Tea Party, che scatenò la Rivoluzione Americana. In Italia, i biscotti entrarono nella colazione solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, con il boom economico e l’invenzione pubblicitaria del Mulino Bianco, che creò un mito di genuinità rurale. Il caffè a colazione si diffuse durante la Prima Guerra Mondiale, quando i soldati lo ricevevano per svegliarsi. Il cappuccino è un’invenzione recente, nata dopo il 1936 con la macchina per l’espresso. Tuttavia, il caffè italiano è spesso di qualità mediocre a causa di tostature eccessive che appiattiscono i sapori, ma gli italiani lo considerano il migliore al mondo, un mito che il podcast si propone di smontare.

Transcription

3627 Words, 21954 Characters

Italian
Ecco la refurtiba McDonald's. Che cosa abbiamo qui? Mecranci cicenteriachici, se in panadas, mecflari biscof, sinnamo un roo. E ci sono anche i McFizzi irresistibili. I prodotti McDonald's più desiderati rubati da ogni parte del mondo. Prova gli tutti, prima che dobbiamo restituirli. One podcast. La fessore, siamo tornati. Si, eccoci di nuovo qui. Un vero piacere di cose da dire sulla strada di alimentazione, sulla strada della cucina, ne abbiamo davvero tante. Possiamo anticipare che in questa terza stagione avremmo diversi ospiti, figure amatissime del mondo del food e smonteremo ancora tante inventioni sui nostri prodotti tipici. Si, prepareremo delle dibite, delle salsa, della carne, del pece, della strada delle buone maniera tavola, decidi del futuro. In questa prima puntata, però abbiamo deciso di dedicarci al primo pasto della giornata. La colazione. Ci sono un sacco di curiosità da raccontare. Che dice Alberto? Cominciamo? Certo da nere, andiamo. Ben tornati a doi, denominazione di origine inventata. Il podcast di Alberto Grande e da niele soffiati che vi svela tutta la verità, nient'altro che la verità. Sulla tradizione un po' raffazionata della cucina italiana. Visto che questa avre in puntata della terza stagione la dediciamo alla colazione? Io partirei da una striscia di pinazza in cui il lusì dice a snoopy. Le giornate dovrebbero iniziare con un abbraccio, un baccio, una carezza e un caffè, perché la colazione dev'essere abbondante. Io ovviamente condivido le parole di lusì, però le cose non sono così semplici, sono sempre un po' più complicate, perché il fatto che il pasto della mattina sia la colazione è da discutere, dipende dal periodo storico, dipende dal reddito delle persone. Ci sono tanti fattori che complicano il quadro. Ben, dunque io ti faccio questa domanda, storicamente cosa si intende per colazione? E allora io ti risponderei con un'altra domanda e tu intendo prima o seconda colazione. Io tendo prima, però lascio a ter rispondere. Sì, il falto prima l'hi ducato, ma rispondere una domanda con una domanda con una domanda. Non lo facciamo. No, però effettivamente fino a non molto tempo fa in realtà, quella che noi oggi chiamiamo colazione in italiano si chiamava prima colazione. E, ad esempio, i francesi lo chiamano le pti de Ginei, perché poi, nei costri della giornata, il pranzo si chiamate de Ginei. Ma dato tanto anche in italiano si può usare termine colazione come pranzo, se pensi in modo di dire, una colazione di lavodo, una colazione di plomatica si usano. Però andando al sodo parliamo di quello che si manja appena svegli. Non credere che sia una questione di lana caprina. Le parole sono importanti e hanno sempre detto un significato. Il problema storico è che il momento in cui si mancia qualcosa, dopo che ci sia svegliati, può anche seguire di parecchio ore a punte risveglio stesso, il momento in cui si fa un piccolo pasto, come lo chiamano di francesi, sempre di Ginei, ho appunto una prima colazione. Quindi in realtà, appunto, questo concetto continua a essere abbastanza mobile e non definire ne un pasto, ne uno radio preciso. Come solito sono gli inglesi che, con dal loro lingua, molto bella, chiara e schematica, ci spiegano come la questione, come la colazione in inglese si dice "Berai fast", interruzione del digio. E' esatto, quindi questa è chiarissima, a quel punto non sta in definendo qualcosa di specifico, ma stai semplicemente dicendo che dopo un certo periodo di tempo, dal momento in cui ti sei svegliato, metti qualcosa sottidente. Alberto, da quando possiamo cominciare a parlare di colazione più o meno come la conosciamo oggi. Qualcuno la faceva già nell'antichità, nell'antichato omacera gli entaculum, che poi alla fine era mangiare quello che era dimasto da cena. Come se noi oggi mangiassimo la trippa cena e poi a colazione abbiamo un langorino, continuiamo a mangiare la trippa. No mani erano bizzardi da questo punto di che se non era dimasto niente, andiamo direttamente al brand, quindi non avevano problema. Allora diciamo che non era esattamente come la conosciamo oggi. Non, rifaccio la domanda, la colazione, così come più o meno, la conosciamo oggi a quando la facciamo risalire. Di 1710, 1710, si intende 18 secolo, ovviamente il secolo nel quale ci sono tutta una serie di innovazioni nei costumi e quindi anche a tavola, e lì cominci a essere istituzionalizzata la colazione più o meno come la conosciamo oggi. Ovviamente sempre quelle solite raccomandazioni. Stiamo parlando dei ricchi, stiamo parlando soprattutto dell'ambiturbanno, perché i contadini fanno una vita completamente diverse. I contadini si svegliano presto la mattina per andare nei campi o nelle stalle e non fanno colazione e fanno colazione dopo che hanno lavorato parecchie ore. E quindi la ruota colazione è completamente diversa da quella con la tazzina di caffè, i biscotti che si fa in città, che fa i ricchi in città ovviamente. E' questo si mangiano la polenta, e vedamente con una colazione completamente diversa. E' un altro mondo. Rimanendo sempre al 700, ci sono diverse cose da dire rispetto a questo secolo. Si, è un momento nei quali, vi andetto, cambiano molti costumi. E ci sono alcuni cibi che si istevano già. Siamo al caffè la cioccolata, che progressivamente diventano più tipici della colazione. In qualche modo si ha proprio una della colazione in goldone nel 700, a parigi, 1787, la conta nel durante il suo suo giorno parigi, che lui si sveglia e fuocolazione con una buona cioccolata. No, più o meno non stesso perdido, però non siamo più o parigi, ma siamo a Königsberg, fa colazione si sveglia, beve parecchietazie di te. Poi si mette a lavorare, di meno di giuno fino al planzzo, che era l'una precisa. Sapiamo che Kant era metodico. Metodico, la gente aiustava lo loggio quando passava dalla sua passeggiata. A proposito del te, che abbiamo appena citato per Kant, per molti paesi e per molte culture, è una belanda fondamentale in ogni occasione, quindi anche a colazione. Soltamente, nel 700 in China, era già noto da 1500 anni, quindi sono una bevanda nazionale. Dalla China si diffonde, pensa al japonese, ha tutta una ritualità sul te, e anche significati quasi religiosi, in Europa arriva tra il 16th e 17th century, sono gli arabi, come solito, che ci portano anche questo. Arrivassimo al caffè, la cioccolata. Più o meno, si sono i fratelli di accolazione, diciamo così, e in England era per motivi coloniali, fondamentalmente, di economici, diventa la bevanda nazionale, che viene consumata per tutta la giornata. Ovviamente, a colazione, e poi c'è il ritro delle 5, che è sommare. Un simbolo nazionale, quasi come le Unione Jack, come la bandiera. E dall'ingliterra poi si diffonde anche nelle colonie del nord america ai futuri stati uniti. Absolutamente. Ad esempio, ci fanno la devoluzione per i titi parti, e è un momento importante da la devoluzione americana. Interessante, questo passaggio, spiega lo meglio. A cosa dobbiamo il nome di parti, oggi attribuito al movimento politico, scherato su posizioni conservatrici e liberiste negli stati uniti? E lo dobbiamo a questo episodio, nel 1773, con il quale sostanzialmente inizia la devoluzione americana, quando la compagnie inglese dell'indio orientali venne fortemente favorita dal governo britannico, costringendo i coloni americani ad approvigionarsi di te, sa avvite appunto la compagnia. Questo dai coloni venne vissuto come una sorta di imposizione del governo, volevano avere la loro rappresentanza e si scateno a questa manifestazione, andando sull'anave e lo vessiano in mare le balle di te della compagnia, facendo anche un gradissimo danno. Poi dopo qualcuno dice che in realtà notte tempo i coloni, andando a recuperare, perché puoi comunque piacere, e quindi anche se era in mare qualcosa di uscita recuperare, però comunque il danno economico fugare, e questo scateno può era devoluzione sostanzialmente. A proposito di te che piaceva e che piace tuttora, è a proposito della China, citata poco fa, Alberto ti informo se non lo sai che il te più costoso, oggi viene venduto a un milione 200 mila dollari al kilo, e si chiama da Hong Pao, che significa grande abitorosso. Risalente al 18 secolo, questo te considerato un tesoro della China, a un ricco profumo floreale che rimane in bocca a lungo, io vado con le bustine, non mi lo posso permette. Io siamo intenti, non potete soppermetto. Buono, sia da superamente buonissimo, ma di non ci ha. Non lo scopriremo mai. Non lo sapremo mai. Stiamo parlando del 1700, e ti chiedo quali erano i cibi che già esistevano e che nel corso del tempo entrarono a far parte della colazione. Classico della colazione, l'embedio osce i biscotti, e entrambe esistevano già, le biscotti praticamente ne parlano tutti i cuocchi dal basso medioevo, per tutto il rinascimento, però fanno parte del pasto, c'è il dolce, insomma di dolci non è necessariamente a fine pasto, come vediamo adesso. E' tutto molto mischiato, confuso. In questa confusione i biscotti c'erano spesso e volentieri, quindi non facendo parte della colazione. E lo stesso labri osce, della quale si racconta un po' di tutto, soprattutto il cuo assan, come il solito. Intanto a quale è la storia romanzata che viene narrata rispetto al curo assano. Salo, del cuo assan, si racconta che è inato, avvienna 1683 durante la scegio otto mano della città. e questi pasticceri viennesi hanno, sono immaginato questa nello embryosce a forma di mezzaluna, quasi un po' come lo sberleffo nei confronti degli ottomani che non ducirono a conquistare vienna, e quindi è una sorta di rivencita della pasticceria, non so come definire nel altro modo. Poi questa specialità sarebbe arrivata in Francia tramite Maria Antonietta, sposa sfortunata, perché è bufini decapitata di Luji sedicesimo quella che è famosa nella storia per dire il popolo non appare, e che è maggior di embryosce, non è vero, non la mai detta. Non risulta da nello popo, e fa parte della costruzione negativa del personaggio. Hanno costruito il mostro e le hanno tribuito anche questa frase, ma non la mai detto, ovviamente. Poi siamo anche a dire che tutti questi pasticceri indaffarati durante l'occupazione di vienna, fare briocia, forma di mezzaluna, come sberleffo, per gli occupanti ottomani è un po forza. Sì, ma franzo, poi ci sono anche i pasticceri veneziani che dicono l'hanno fatto il loro, vienna, anche un momento sembra piena di pasticceri che non hanno altro da fare, che prendere in giro gli ottomani che stavano assediando la città, non stai piedi dai, inutile. È un'invenzione della tradizione. Tornando invece ai biscotti che abbiamo detto esistevano già dal basso medio, evo io credo che valga la pena dire qualcosa in più, perché per noi italiani i biscotti hanno un ruolo significativo. Sì, guarda, è una storia paradossale per certi versi, ma è una storia importante in industa italiana. Ci sono alcune marchi, penso all'azzaroni, gentilini, nati alla fine del 800, che facciamo prodotti di grandissima qualità, ma le facciono per l'esportazione, quindi noi producevamo i biscotti per la colazione di qualcun altro. E se lui faccio una cosa abbastanza strana, le cose sono cambiate e abbiamo cominciato a consumare anche i biscotti nel secondo topo guerra, col boom economico, cadeusello, e allora sono arrivati le anche le fette biscottate, il burro, la marmellata, sono prodotti che i realtà, appunto, i italiani non associavano necessariamente alla colazione, e poi di vato monino bianco, creato dopo il carosello in realtà, e che però, appunto, si era inventato un passato e l'ha unito alla famiglia moderna, quindi ci ha dato questo mix tra passato e futuro presente, quanto meno, e ha creato un nuovo mito e soprattutto nuovi prodotti che hanno il contatto un grande successo sul mercato. E all'arri guardo uno storico importante, John Dicchi racconta nel suo libro "Congusto storia degli italiani a tavola" la Genesi dell'icronografia del mulino bianco, spiegando come nel 1989 esistesse già sulle confezioni, mai pubblicitare si inventarono e ritinteggiano rimisero in sesto un vero e proprio mulino in Toscana, in un paesino chiamato chiusdino, si inventarono questa famiglia con papà giornalista, mamma insegnante due bambini il nonno, e l'idea era quella un po' di incarnare attraverso la loro storia raccontata, in tanti mini episodi, la seconda casa dei sogni di milioni di consumatori italiani. Il paradosso fu che tra il 1996, a seguito di uno spot famosissimo girato da tornatore con le musiche di Ennio Morricone, davvero un sacco di italiani da tutte le parti d'Italia, si misero a cercare questo mulino, rimanendo poi dell'usi perché era praticamente un set cinematografico, fatto un po' di cartongesso, polistirolo, e però veniva visitato come una forma di pelle greenaggio, quindi siamo il monumento la colazione, non ci possiamo dire così. Il monumento alla colazione come tu ci hai spiegato tante volte anche alla ruralità di ritorno come mito dell'Italia genuina. Abbiamo parlato del te, abbiamo fatto un accendo alla cioccolata, non ci resta che parlare del caffè. La storia abbastanza complicata, a lunghe, in Europa arriva la fine del 16th secolo, il caffè, ovviamente sono i veneziani che ce lo portano, perché sono quelli più vicini al mondo arabo, ce arriva dalla turquia fondamentalmente. E infatti, l'etimologia della parola è araba caua che poi in turco diventa a kvee da cui il nostro caffè. Ma questa è incerta, questa origine che possa essere relegato alla cava, la Pietra Sacra della Mecca, che rende valucidi dinamici e favoriva il controllo della ragione sulle passioni. Un'itimologia religiosa permittimi di essere un po' satti, come te ne ho la cos'è. Mentre invece la questione delle essere più dinamici, questo sì farà al tuo poi anche nella lingua turca araba, diciamo così, in realtà la da dice comune con la parola vino, che è camada, esattamente come il caffè toglie il sonno, il vino toglie l'appetito, quindi c'è proprio una da dice etimologica che dimostra la bontà di questa teoria. E comunque, in ogni caso, l'uso del caffè da le nostre parti e non è collegato alla colazione per molto tempo, anzi il caffè si beve, si gusta dal pomeriggio in poi, le botteche dei caffè alla mattina non approno, sarebbero in qualche modo le progginitrici dei nostri bar, ma appunto, non è un luogo come il bar dove si va a fare colazione. Era non un luogo per ricchi che andavano a discutere, di politiche a filosofia passavano il tempo e ovviamente bevavano tanto caffè perché questo in qualche modo li tenereva svegli, quindi questa dalla funzione fondamentale. Quando nasce però l'abitudine del caffè a colazione con la colazione intesa come la intendiamo oggi. Guarda, questa è una storia molto interessante perché ragione volmente per gli italiani questa abitudine nasce con la prima guerra mondiale in realtà, come sempre ricchi, anziato punto dopo aver aver frequentato per molto tempo le vettere che dei caffè pradmente a casa luogo, da lo facciano anche colazione, ma per gran parte da popolazione italiana questa usanza era assolutamente sconosciuta. Invece diventa fondamentale, durante la prima guerra mondiale, a partir dal 1917 dopo capore il tuo grosso modo, dove appunto i soldati si dal caffè alla mattina per dar di subito la sveglia e la carica nel primo ore della giornata, quindi a quel punto diventa una usanza abbastanza diffusa e quando i soldati tornano dal fronte in qualche modo vorrei vero avere di nuovo questa possibilità. Quindi il caffè diventa in quel momento la colazione tipica degli italiani. Di fatto torniamo al concetto delle rendere attiviche, insito nell'etimologia e anche per i soldati, ma non solo per i soldati perché il rapporto tra caffè, l'ucidità e produttività è una costante nella storia del caffè, fino a 700 Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d'America, asseriva che il caffè tenendo svegli lavoratori permetteva all'alongamento del tempo operativo, e poiché il tempo e denaro diventava automaticamente un fattore produttivo, non è un caso che tutt'oggi nei posti di lavoro americano il caffè sia sempre a disposizione del personale. Esattamente così, fra l'altro mi verrebbe dire che per l'Italia per industriale invece, appunto, abbiamo già detto i contadini, non facciamo una colazione che non hanno attivi più per fame che non per il caffè e magari nel costo da giornata, come ci dice appunto Giuseppe Baretti nella sua libro è bastante importante, la relazione degli usi e costumi d'Italia ci racconta che i nostri contadini mangiano polenta. Sono sempre di polenta, ci tocca parlare quando parliamo dei italiani. "Caffè latte e cappuccino quando arrivano?" Dopo la prima guadamondiale, il latte è un prodotto di lusso, in un sottoforma di formaggio, i italiani lo consumavano da tempo, il latte fresco era veramente per pochi, e per l'altro il caffè latte pare che ci arrivi dalla Francia c'è anche un inventore, questa è un po' stessa. Il po' è il fraide musse ne parla chi le campanile invite degli uomini industri e racconta dell'inventore del caffè latte, però è strano perché il musse muoda e colizzato, è famoso per essere un grande veritorio di vino e di ascenzio, però forse beviva anche il caffè latte, non lo sapete. "Non la li ha impediva?" In ogni caso ci arriva quindi dalla Francia, anche questo usanza, e però non è collegata la colazione, non necessariamente collegata la colazione, si cafferate, diventa quasi la cena, dove si usa il pambiscootto, il pane, e comunque non necessariamente si cafferate. "Copro tutto il nord, è becciato, dove c'era anche una maggiore abbondanza di latte, e comunque questa era, diciamo, lo standard. E' ad aggressivamente diventa anche questa, è un piatto, una preparazione per la colazione, ma l'inizio non lo è, soltamente. "Copro e il cappuccino è ancora più recente." "Copro e il cappuccino sì, perché, ovviamente, ha bisogno della macchina per il spresso, perché ha bisogno del beccuccio per il vapore, per poter fare la schiumetta, diciamo così, e quindi arriva dopo il 1936, gage, che arriva la vera e vetta questa macchina, che poi erò diventa di uso comune molto dopo la seconda guerra mondiale. "Ma è la storia del frate friulano, Marco Daviano, che va a vienna nel 1683, che inventa il cappuccino?" "Almeno anche questa è una stade a punto di sida con, che il cappuccino ha questo nome, perché è a sumiglia, al colore del saio, di cappuccino." "Ma vienna nel 1683, con la città sotto a sedio, andavano tutti di parmano, nessuno poterò da casa sida." "Cappuccino, ma da, ma ti parte passibile da, stiamo feri." "Pro, almeno su una cosa dobbiamo essere d'accordo, il caffè italiano, il famoso espresso è il più buono del mondo." "Ci facciamo dei nemici, credo, credo di sì, nuove nemici." "Nove nemici nella terza stagione, allora questa è un'idee casi più clamorosi per noi italiani, di mito che ci siamo costruiti. costruite. Pensiamo di di avere il caffè migliore del mondo, pensiamo che il nostro espresso sia inimitabile, e realtà noi siamo tra i consumatori del caffè più mediocre all'interno occidente. Le nostre micelle sono cattive, la nostra tostatura sbagliata, noi partiamo dal presupposto che il caffè deve essere tostato a essere nero. E' realtà no, deve essere demado un cino, è nero perché lo bruciamo, ma lo bruciamo perché in questo modo piattiamo il prodotto, i grandi industriali riescono a acquistare partite di caffè non particolarmente pregiato, appiettendo tutto con la tostatura al massimo. Che elimina sia difetti che presa. Piappi attice il gusto e noi ci beviamo questa cosa, ci perdiamo tutto perché il caffè è realtà a molti gusti, un po' a vedere molti sapori, molti aromi che con il nostro caffè è espresso, e di realtà noi perdiamo il paradotto, è che noi siamo contenti di bere un prodotto mediocre, e l'industria ovviamente è il massimo per l'odo, c'è cavalca, più profitti e meno spese, è una cosa incredibile, e noi ci siamo anche contenti di questa cosa. Questo sta indicare però come l'abitudine a un certo gusto, faccia sì che quel gusto piaccia. Questo è fuori discussione, però che ci sia tutto questo orgoglio nazionale su una nostra tazza delle caffè, e sono veramente, sono, fa un po' impressione perché in realtà non c'è nessun motivo per essere così osgoglioso. Allora Alberto abbiamo abbattuto una altra certezza, abbiamo detto ci faremo nuovi nemici, visto però che ci hai spiegato che il nostro caffè non è affatto, il più buono del mondo, ti dico io al meno qual è il caffè più costoso del mondo, è l'indonesiano Coppy Luwac, che viene venduto a 589 euro al kilo, e viene ottenuto dai cichidi caffè mangiati, digeriti e defecati dall'ozibetto. Da face a qualcuno che si lamenta per la fadina di insetti, con c'è qualcuno che vive un caffè a 589 euro al kilo. E' meglio l'insesto. Siamo in chiusura e come d'abitudine ci ti amo un paio di titoli perché volessi approfondire i temi della puntata. Cominciò io con un libro che abbiamo già richiamato in passato ma che non possiamo non citare oggi, te, caffè e cioccolata di Bennet Weinberg Boni, Biller, edito da Don Zelli. Io invece cito a che ora si mangi di Alessandro Barbero, quadri bette di zioni. Ricordandovi di seguirci sulle nostre pagine, doi podcast sia su Instagram che su TikTok chiudiamo con un anticipazione, un trailer della prossima puntata che vedrà la parte ecipazione di un'ospite amatissima. Sì, avremmo avuto a cavallo in arte Cooke el Gerl, la cuocca dal gran più redosso, seguitissima su TikTok, ci raccontra la sua idea di cucina sarà una puntata molto interessante. Avete ascoltato, doi, denominazione di origine inventata, un podcast di Alberto Grande e Daniele Soffiati, produzione di Gabriel Eberetta per One Podcast. Ai pochi secondi per rubare il Maccransi ciocchi enteriachi da Macdonalds a Giapponi. Fatto! I prodotti Macdonalds più desiderati l'ubati da ogni parte del mondo. Prova il Macransi ciocchi enteriachi e tanti altri prima che dobbiamo restituir.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Il podcast "Denominazione di Origine Inventata" inizia la terza stagione dedicata alla colazione, con ospiti e smontaggio di miti alimentari.
  2. La colazione è un concetto storicamente variabile
  3. Nel Settecento la colazione si istituzionalizza per i ricchi urbani, con caffè, cioccolata e tè, mentre i contadini consumavano polenta dopo ore di lavoro.
  4. La diffusione del tè è legata a eventi come il Boston Tea Party del 1773, che diede inizio alla Rivoluzione Americana.
  5. I biscotti esistevano già dal Basso Medioevo, ma in Italia divennero tipici della colazione solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, grazie al boom economico e a marchi come Mulino Bianco.
  6. Il caffè a colazione si diffuse in Italia durante la Prima Guerra Mondiale, quando i soldati lo ricevevano per svegliarsi.
  7. Il cappuccino è un’invenzione recente (dopo il 1936) e il mito della sua origine viennese è falso.
  8. Il caffè italiano è spesso di qualità mediocre a causa di tostature eccessive che nascondono difetti, ma gli italiani lo considerano il migliore al mondo.

Summary:

Il podcast "Denominazione di Origine Inventata" inaugura la terza stagione dedicandosi al primo pasto della giornata: la colazione. Gli autori Alberto Grandi e Daniele Soffiati spiegano che la colazione non è sempre stata come la conosciamo oggi. Nell’antica Roma si chiamava "ientaculum" e consisteva in avanzi della cena, mentre nel Settecento, per i ricchi urbani, divenne un pasto istituzionalizzato con caffè, cioccolata e tè.

I contadini, invece, mangiavano polenta dopo ore di lavoro nei campi. La diffusione del tè è legata a episodi come il Boston Tea Party, che scatenò la Rivoluzione Americana. In Italia, i biscotti entrarono nella colazione solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, con il boom economico e l’invenzione pubblicitaria del Mulino Bianco, che creò un mito di genuinità rurale.

Il caffè a colazione si diffuse durante la Prima Guerra Mondiale, quando i soldati lo ricevevano per svegliarsi. Il cappuccino è un’invenzione recente, nata dopo il 1936 con la macchina per l’espresso. Tuttavia, il caffè italiano è spesso di qualità mediocre a causa di tostature eccessive che appiattiscono i sapori, ma gli italiani lo considerano il migliore al mondo, un mito che il podcast si propone di smontare.

FAQs

Il termine 'colazione' deriva dal latino 'ientaculum', un pasto leggero che si consumava dopo il risveglio. In italiano si parlava di 'prima colazione' per distinguerla dal pranzo, mentre in inglese 'breakfast' significa letteralmente 'interruzione del digiuno'.

La colazione moderna è emersa nel XVIII secolo, soprattutto tra i ricchi in ambito urbano. I contadini, invece, facevano colazione dopo ore di lavoro nei campi, spesso con polenta.

Si narra che il cornetto sia nato a Vienna nel 1683, durante l'assedio ottomano, quando i pasticceri crearono una brioche a forma di mezzaluna per sbeffeggiare i nemici. Sarebbe poi arrivato in Francia con Maria Antonietta, ma questa è una leggenda.

L'abitudine del caffè a colazione si è diffusa in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale, quando i soldati lo ricevevano al mattino per svegliarsi. In precedenza, il caffè era bevuto principalmente nel pomeriggio nei caffè.

No, è un mito. Il caffè italiano spesso è di qualità mediocre perché viene tostato troppo scuro per mascherare i difetti del prodotto, una pratica che favorisce i grandi industriali ma sacrifica aromi e sapori.

Il caffellatte arrivò dalla Francia dopo la Prima Guerra Mondiale, ma non era subito legato alla colazione. Il cappuccino è più recente, reso possibile dalla macchina per espresso con vapore, diffusasi dopo il 1936 e la Seconda Guerra Mondiale.

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