La trascrizione riporta l'intervista a un uomo pakistano di 26 anni, Zahide, che descrive il suo viaggio migratorio verso l'Italia, durato un anno e otto mesi. Partito senza informare la famiglia, il percorso è stato estremamente difficile e costoso. Dopo un transito veloce in Iran, ha trascorso 14 mesi in Turchia lavorando in un'industria tessile per finanziare le tappe successive. Il viaggio attraverso Balcani come Bulgaria e Serbia è stato il più duro, caratterizzato da detenzioni forzate, estorsioni, violenze da parte delle autorità e privazioni estreme, incluso il dover mangiare foglie durante dodici giorni di cammino. Testimonia di aver visto compagni di viaggio morire o non farcela. Giunto in Italia, dopo aver seguito un corso, ora lavora come meccanico, si sente integrato e desidera portare qui la sua famiglia. Tuttavia, conclude con un forte messaggio nella sua lingua madre, il pashto, sconsigliando assolutamente questo viaggio pericoloso, sottolineando che il 99% del percorso mette a rischio la vita stessa.
Qual è il tuo nome? Z, Dvo Hub. Quanti anni hai? 26 anni. Il tuo paese di origine è qual è? Pa che stanno? Nel Paa che stanno e vivevi in città o in una zona per i ferica in campagna. Come si dice in inglese "Rullers, tryballerias" non ta un laggio. No, vi l'aggio, quindi. No, ma. Ho capito, ho capito. In Paa che stanno hai una famiglia? Sì. Come è composta? Cing, siamo. Sì, cingue persone, sì, mia mamma, papa, due fratelli. Due fratelli. I tuoi familiari sapevano che volevi fare questo viaggio in Italia? Prima no, ma adesso. Sì, quindi tu sei partito senza dire nulla nessuno. Sì, il viaggio che tu hai fatto, perché c'era magari qualcuno a tronfamiliare o un amico che racciandato in Italia, quindi tu sei stato il primo a venire qui. Sì. E' rimai uscito dal Pakistan, quindi prima volta. Prima volta. Come hai fatto a organizzare questo viaggio? Come ti sei morto? Questo organizzato non è. Come se ti dice, non fatto. Non ho organizzato. Sì, hai fatto da so. E' mai fatto da so. No, c'è un gruppo di persone, sì. Di qua, mia mamma, pratello c'è un. Come ti ti dice in Italia, un mio sio, mi ho preparato questo che tu esce il Pakistan. Quindi i tuoi familiari non sapevano che dovevi partire, ma tu ozio, sì. No, non sapevano che io arrivo qua in Italia. Ah, ok. Sì. Il costo del viaggio troppo, c'è rispetto alle condizioni economiche, è stata. è stata impegnativo. Io per vignire in Italia due a due anni ho fatto che hacio questo, quindi 14 mesi io ho abituato in Turquia e poi per solli. Perché tutti sei fermato molti mesi in qualche paese perché dovevi, per segna resoldi, per continuare il viaggio. Quindi, ha dovuto pagare non tutto insieme, ma in vari momenti giusto. Questo, si ha a te che anche tu hai compagnio di viaggio. Non si riesce a fare diversamente. Quindi c'è qualcuno che rischia di rimanere, diciamo, bloccato a metastrada fra virgolette senza arrivare in Italia. Qualcuno non riesce a farlo completamente il viaggio e conosci qualcuno a questo successo, questa cosa? Tante parzoni che non sono strada. C'è tanti tipi di gruppi come abgano, paghestano, india, mangledece, così, quindi loro non voglio che tu vai avanti. Perché anche loro arriva qui in Europa. Anche, tra di voi, vi create degli ostacoli, quello mi sta dicendo, ha discampito degli altri. Quanto ho vedurato il tuo viaggio? Un anno e 8 mesi. Un anno e 8 mesi. Molto molto tempo. Mi sai dire tutti i paesi in cui sei passato. Il primo paese, i ran, poi venuto in i ran. Tu, quanto sei i masto, i ran? In i ran non è tanto. Solo vi ha già passato. Solo di transito. Quindi 20 giorni. 20 o 21, così. E come avete fatto tutto in macchina, la avete attraversato. Poco in macchina e troppo piedi. A piedi, a mia. E da l'irran si è passati in Turquia. E qui sei i masto in Turquia. Si è 14 mesi. Quindi la maggior parte del tempo è passato in Turquia. Lavorando. Qua 6, 7 mesi. Che lavoro facevi? Adesso? No, l'inturquia. Turquia, una industria che preparano zeni. Sani, quindi il industria, tipo industriatessile. Come è stata l'esperienza? Prutta, grutta. E da la Turquia, poi belgaria, poi servia, poi angria, poi selvenia e in questi paesi è sempre stato veloce. Sì, tranzito. Sì, un mese, così. Perché c'è tante agent. Come si dì tu paghi loro e loro prendite. E poi quindi quando io, in Turquia, io ho parlato con persone che lui mi lui preso me del Turquia. Ma ma estra all'ingua, inventicate tutto. No, no, va bene, va bene. Va bene, insimo, tranquillo. Quindi in belgaria, 20, 15, 20 giorni, così, è una camera che non possono riuscire fuori. Quindi se è stato bloccato. Prisioniero. Sì, lo cato così arrivo. Perché volivano i soldi per farvi continuare il viaggio. Prisioniero, soldi e poi ti lasci. I soldi che tu hai riuscito a guadagnare in Turquia. Giusto? No. Io solo ho parlato quando io venuto in belgaria, loro mi ha messo in una camera con altre persone. Quindi quando io ho pagato, i soldi che hai pagato, però in bulgaria. Il bulgaria, sì, che erano colicati e guadagnato in Turquia. Lavorando, giusto? Sì. Poi dalla bulgaria, se hai passato, scusa mi dicevi, in servia. Servia? Poi, hangri? Problemi in servia e un guerriare. Tant'è problemi di più. Non i paese problemi. Sì, ogni paese. Quando è stato il paese in cui ti sei trovato peggio durante questo percorso? Il più brutto è un più problemi. Il bulgaria è ira, sì, anche servia, ma in bulgaria tanto. Perché loro maestra con pestol. Non c'è un po' di sia. Il bulgaria è molto scusa. Il bulgaria è molto cativo. La polizia, la polizia. Però la polizia vi ha fatto passare. Quando loro. Si, e poi ho detto che vai indietro. Non ho Andy. Quindi tu hai subito malattrettamenti, anche compagni di viaggio, hanno subito malattrettamenti. se hai passato poi per lungheria, per rilurgheria, servia, hangri, poi selvenia, poi polonia, polonia, poi Germania, poi sulle, poi Italia. Caspita. Sai mai stato rimandato indietro, di nessuno di questi paesi, ho sei sempre riuscito ad andare avanti? Sì, tanti persone che andato indietro, ma io no. Tu sei riuscito sempre andare avanti? Sì. Ok. L'arrivo in Italia? Come è stato? Molto bello. Bello? Cioè non siamo stati anche noi, diciamo poco a quellienti, diffidenti, no mai. Qui adesso, che lavoro, che lavoro fai adesso? Io faccio metà il meccanico. Metà il meccanico. Sì, ho fatto un corso di meccanico. L'hai imparato al mestiere qui. Sì. E invece in Pakistan, ho fatto l'università, ho fatto un corso diverso. Hai fatto l'università? Sì, cosa? BBA si bascilerà a Business Administration che da 4 anni un corso per Business. Quindi se hai laureato? Sì, in Pakistan se è mese, no, ne tanto. Ho fatto solo torocinio. Qui hai anche i amici italiani? Sì. Quindi ti trovi bene, ti senti a cotto. Sì. Tu riesce adesso a aiutare i tuoi familiari che sono al mesti in Pakistan. Vorresti che anche loro le missero qui? Sì, voglio. È un percorso difficile questo. Molte difficile. L'affine del tuo viaggio e l'Italia, ho vorresti andare oltre. Noi Italia. Italia, sì, mi piace. Sì, sicuro. Sì, certo. Siamo contenti, siamo contenti. Voi lasciare un messaggio a chi ha fatto il tuo viaggio? Io non voglio che qualcuno arriva così come venuto io. Non voglio. Anche se. una persona non voglio vedere una persona e non voglio parlovi che lui venì così in Italia su questo strada Piedi perché 99% è un periclio parla vita. C'è qualcuno che hai visto che non c'è la fatta nel tuo viaggio. Tante persone ho visto. Ho visto anche le "deat bodies" sulle strada che persone dove questo. In belgaria ho visto una persona in foresta. - In il loro passano in foresta. - Sì. - E anche in Iran. - E anche in Iran, sì. Ma in Iran non ho visto proprio persone, ma ho visto la coperta o. - Per noi coperti. - Si. - Che poi in Iran si sposti nel deserto? - Sì. - E questo lo facevate come non ha piedi, ma anche con dei mezzi, con delle macchine. - Sì, ma se tu ce l'hai tante soldi, quindi tu se tu paghi di più soldi, quindi è facile perché tante strada sull'macchina, loro ti. - Si, si, si, si, si, si, danno un passaggio sull'macchina, ma si tu paghi poco, quindi tu può. - Cual è pire? - Sì. Dovdici giorni siamo quindici persone in belgaria che non mangiate o niente. - Per quanto? Dovdici giorni. - Dovdici giorni. - E altri persone mangiano. come se dici lips? - Le foglie. - Sì. - Le foglie. - Le foglie. - E avete impiegato quindi dovdici giorni di cammino. Dovdici giorni di cammino se quando io vado avanti qua pulizia, loro ha detto che vai indietro, non avanti. Quindi qua in forresti, quindi tornavi indietro, vuoi di facere una strada. Ora Zahide, lascerò un messaggio a chi ha deciso di affrontare questo viaggio e lo farà nella sua lingua, il Pashto. E conhe kaufen. Il mio Dionna di discardi��는 sono anni sotto che non vi trovete che sono expose, per il prossimo partire, ho suppresso la hanno transparente. Non ho capito che ho mai avuto un'altra parte, ma non ho capito che sono vani. E' un po' di sceggetto di cui sono vani.
Podcast Summary
Key Points:
Un uomo di 26 anni dal Pakistan ha intrapreso un viaggio di 20 mesi verso l'Italia senza informare inizialmente la sua famiglia.
Il percorso, costoso e pericoloso, ha incluso Iran, Turchia (dove ha lavorato per 14 mesi), Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e altri paesi, affrontando privazioni, detenzioni forzate e violenze.
In Italia, dopo aver seguito un corso, lavora come meccanico, si trova bene e desidera ricongiungersi con la famiglia, ma sconsiglia vivamente ad altri di intraprendere lo stesso viaggio a causa degli altissimi rischi per la vita.
Summary:
La trascrizione riporta l'intervista a un uomo pakistano di 26 anni, Zahide, che descrive il suo viaggio migratorio verso l'Italia, durato un anno e otto mesi. Partito senza informare la famiglia, il percorso è stato estremamente difficile e costoso. Dopo un transito veloce in Iran, ha trascorso 14 mesi in Turchia lavorando in un'industria tessile per finanziare le tappe successive.
Il viaggio attraverso Balcani come Bulgaria e Serbia è stato il più duro, caratterizzato da detenzioni forzate, estorsioni, violenze da parte delle autorità e privazioni estreme, incluso il dover mangiare foglie durante dodici giorni di cammino. Testimonia di aver visto compagni di viaggio morire o non farcela. Giunto in Italia, dopo aver seguito un corso, ora lavora come meccanico, si sente integrato e desidera portare qui la sua famiglia.
Tuttavia, conclude con un forte messaggio nella sua lingua madre, il pashto, sconsigliando assolutamente questo viaggio pericoloso, sottolineando che il 99% del percorso mette a rischio la vita stessa.
FAQs
Mi chiamo Z, Dvo Hub e ho 26 anni.
Vengo dal Pakistan e la mia famiglia è composta da cinque persone: mia madre, mio padre e due fratelli.
Sono partito per l'Italia su consiglio di un amico, senza informare inizialmente la mia famiglia, ed è stata la mia prima volta fuori dal Pakistan.
Il viaggio è durato un anno e 8 mesi, passando per Iran, Turchia, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia, Polonia, Germania e infine Italia.
Ho affrontato molte difficoltà, tra cui essere trattenuto contro la mia volontà in Bulgaria per estorcere denaro, lunghi percorsi a piedi e la vista di persone decedute lungo il tragitto.
Ho lavorato in Turchia per 14 mesi in un'industria tessile per guadagnare i soldi necessari a proseguire il viaggio.
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