The review centers on Olivia Wilde’s film *The Invite*, a thoughtful and well-executed comedy that unfolds during a dinner party among four couples. The film explores personal insecurities, hidden desires, and relationship dynamics with a natural, organic flow. Wilde’s direction is praised for its subtle visual storytelling—using mirrors, architecture, and lighting to reflect emotional shifts—while the performances, especially from Wilde and Tilda Swinton, are described as deeply authentic and layered. The sound design, with a distinctive jazz score by Blood Orange, enhances the 1970s ambiance and blends seamlessly with the narrative, deepening emotional impact. Though the plot follows a classic structure, the film avoids clichés by offering genuine, introspective insights into human relationships. The ending is open-ended and emotionally resonant, inviting different interpretations from viewers. The review concludes that *The Invite* is a mature, intelligent, and highly polished work that reflects Wilde’s growing talent as a director, marking a significant step in her career. It is recommended for audiences who appreciate nuanced, character-driven comedies with emotional depth.
Scusa cavi ma perché ti preoccupi? Tanto te la farà la mamma, la valigia.
Tu sei quello che i francesi chiamano leso in competone.
Cosa?
Ciao gente, e più odio, 138 degli incompetenti, potresti cinima che non riposa mai.
Io sono Andrea Basti e come c'è il solo e unico grande francesi chignora.
Dove sono venite gli altri incompetenti?
C'hanno abbandonato per un posto, uno è spatriato e l'altra è lavorando troppo.
Noi nulla facenti siamo qui a pralicine, sono due film per questa puntata.
Quindi riusciamo a farla veloce veloce come noi ci avremo.
Aci proviamo partirei con The Invite, terzo film da Regista di Olivia Wilde,
che arriva a qualche non existanza dal mezzo fallimento del non proprio bellissimo.
Non vorrei darlingre, mi ho parlato, forse ho facito un po' di più di me per me un film molto molto brutto.
Ma mi sembra che qui, la nostra Olivia Wilde si sia ripresa, si tratta di un remake di un film espagnolo,
che sta fu per leggere sentimental, ma penso che sia sentimental e sembra un fenialo.
Puede sentimentalise una fermato in tempo, che tra l'altro ha avuto vari remake,
tra cui anche l'italianissimo vicini di casa, che io non ho visto,
mi hanno detto essere parecchio tremendo e non so che tu hai avuto la sua fortuna.
Ma che è, a sua volta, un attattamento di un'opera teatrale che si chiama a leggo da Wikipedia,
si è un'opera, si è un'opera teatrale che si chiama a leggo da un'opera teatrale che si chiama a leggo da un'opera teatrale.
Ma penso che la piattazione di un film espagnolo è un'opera teatrale che si chiama a leggo da un'opera teatrale.
Si è un'opera teatrale, si è un'opera teatrale, si è un'opera teatrale, si è un'opera teatrale, si è un'opera teatrale.
Quasi nella sua interessa durante una cena, a casa di questa coppia, che è interpretata nel film da Liva Wilde, Settrogan, che sono una coppia in crisi e sono, diciamo, i protagonisti dal quel punto di vista assistiamo alle vicine.
Questa cena, in cui vengono invitati i vicini del piano di soprappunto, vicini con cui fino a quel momento i due hanno avuto rapporti, diciamo, solo di superficiale vicinato,
ma che ogni sera li tengono svegli a causa di una. Dele loro effusioni amorose?
Esatto, una vita sensuale vivace a quanto pare, ecco.
Come dicevo, la coppia "Ospitante" è interpretata da Liva Wilde, Settrogan, la coppia invece le vicini "cool" disinibiti sono Edward Norton e Penero Pecheruzza, meravigliosa come non mai in questo film.
Durante la serata, tra i quattrosi inizia, sta stabilire questa dinamica un po' da pentola in abolizione, da cose che stanno successi per succedere,
ma non mano che la serata prosegui, diciamo, vengono a galla, segreti, dettagli, intenzioni, nascose, da parte di entrambi le coppie, confessioni, che un po' stabilizeranno non poco i due protagonisti,
però qui direi, riveleranno qualcosa anche dei due "Ospiti" che fino a quel momento erano solo figli da mirare.
E quindi ci fa, si capisce già solo accennando da trama che siamo di fronte a un filmo con una stuttura abbastanza classica.
Alcina l'abbiamo vista sicuramente direcente con Carnage, anche quello tratto, una piesta attrale che non mi era piaciuto per niente per altro.
Però se non ho capito male dovrebbe essere una cosa simile anche per fatti sconosciuti che non ho mai visto.
Quindi anche questo magari mi potete dare più o meno a roba del genere, si svolge durante una cena e sconos fuori segreti dei partecipanti alla cena alla cosa esplode.
Trattro gioca, non stai succonfianto anche perché di per fatti sconosciuti non sta di fatti infiniti remake all'estero.
Però quello che ho pensato più spesso sia per come girato sia per, diciamo, l'ambientazione da media, burguesia, intellettuale,
ma anche perché è una comedia adusta per un pubblico adusto e quindi non riescono a pensare a Woody Allen, a quel tipo di comedia sofisticata,
ma con temati che per quel pubblico lì sofisticato da adulto a punto, certi fette uso fatto che fa abbastanza ridere che oggi,
come oggi per come diventata la comedia americana, per rifare una con quei modelli, devi aspettare che arrivi la 24 e uno script spagnolo da datare,
come se un po' avessero dimenticato come fare una cosa di cui si è una semplita di maestri.
Detto ciò è una comedia che fa iniziuto davvero tanto ridere, soprattutto se, diciamo, apprezzate quel tipo di humorismo, del disagio e dell'imbalazzo vicario,
eccola la cringe comedy, però io forse ne vedendo i trailer mi aspettavo qualcosa di meno classico, e invece è veramente classicissima però, e seguita da dio.
Quello che mi ha stupido di più è proprio la qualità di ogni singolo elemento, soprattutto ovviamente gli interpreti, sono tutti e quattro perfetti,
essendo un film di una trice, c'è una ottima direzione degli attori, una ottima attenzione, l'interpretazione,
il loro 4 nano intensa straordinaria sia nelle coppie tra di loro che intercopia, funzionano benissimo, lo script è comunque intelligente,
al di quanto hanno improvvisato, al di quanto hanno intepetto bene, è una scripte molto intelligente, quello che ho apprezzato è che, diciamo, si svella in maniera molto organica e molto credibile,
non cerca mai il ribastamento brusco, l'elemento oppurrato, è tutto molto pulito, secondo me organico funziona, cresce la tensione piano piano, esplode in maniera molto naturale, però senza mai buttarla in vacca,
è veramente un film molto rotondo molto pulito, e devo dire, mi ha stupito anche le cose che fa, o l'ilio wild in regia, sono tutte cose che ti aspetti in un film,
così che è appunto a unità di luogo e chiuso delle muole di una casa, però fa appunto gli classici giochi con gli specchi, i muoletti che se parano i personaggi, le architravite, le porte che l'inquadrano insomma,
come le encolature cambiano quando le dinamiche di potere all'interno del dialogo cambiano insomma fa, è una regia molto consapevole, molto ben gestita,
e svolpa poi si svolge con gusto, con questa patina, anni 70 e cappunto mi ricchiamo anche lì, quel tipo di comedia lì, e molto consapevole quello che deve fare.
Possiamo parlare su del finale, secondo me è molto bello, ma so che non tanti non è piaciuto, diamo, ti lascio un po' immaginare come i personaggi sopravviverano a questa serata allucinante,
e in definiti da un film che non riscrive, le grego della comedia, forzi mi aspettavo qualcosa di più strano, forzi mi aspettavo qualcosa di più audace, però fa un lavoro, ripeto, pulito, rotondo, classico e enormemente competente e rimette o lì,
quindi nei binari, troppo di quello che ha vado a vedere con BucSmart, e del fatto che è una, almeno al di l'app, poi della quaita dei film che ha fatto che ha registra una persona estremamente intelligente,
estremamente colta estremamente cinepile, e quindi insomma spero che continuo a fare film, perché questo secondo me è forse il migliore che ha fatto finora.
Io sono contentissimo, ovviamente un fin di cui sentiamo parlare da molti mesi, perché era stato presentato al Sandens, quindi all'inizio del 1926, se ne parlava, se ne era parlato già tanto e critici americani avevano già,
comunque discuso tantissimo di tutte le tanti, il fatto di quello che ho raccontato finora, e ho finalmente potuto confermo anche noi, in film secondo me, è veramente molto bello. La prima cosa che voglio dire è che se ci ascoltate, avete il dubbio di andare a vedere lo insala o no, perché magari c'è un altro modo di vedere lo insala,
perché vedere una comedia in sala è già non semplicissimo, perché poi non nescono tante sembrano più di quelle che escolo, vedere una comedia di questa qualità bravissimo.
E poi secondo me è una di quei casi in cui avere un pubblico che reagisce ai ministeri agisce di risate, ti dà veramente tanto testo.
Il pubblico è in Italia per due giorni, e è stata un'esperienza sicuramente diversa da quella che sarebbe stata vedere alla casa mia, l'avrei apprezzato in modo diverso e il pubblico era veramente molto entusiasta di questo film, anche perché ci sono delle scena che sono di come costruzione, veramente zilaranti.
Ci sono delle battute funguranti, c'è tanto che non vediamo una comedia in cui ti ricordi le battute due settimane dopo, capito le citi ancora.
No penso che è una mastesa, siamo dei momenti più belli del film, è parte che fosse improvvisato anche quel bacio, quindi. Nella salvero io è scoperto una plauso, quando mai ti capite a fuori un media per una battuta, non lo so, per chi era si era creato, una tale tensione, e poi in generale tu c'è tutta una scena, poi le rende niente, c'è tutta una scena in cui ti ricordi.
diciamo i due invitati, spiegano la natura delle loro, di quello che perché
fanno tanto rumore quando fanno l'amore e dura più diversi minuti e è
girata, recitato in un modo meraviglioso e se troche ne dice una dietro l'altra,
come una dietro l'altra, ovviamente, lui sappiamo comunque molto divertente e
poi è in un momento particolarmente brillante perché viene da l'esperienza
di studio, la serie che ha prodotto interpretato, dove tra l'altro credo abbia
si ha nato il rapporto con lui a wild, insomma c'ha dei professionani, il senso
c'è il proprio wild è protagonista di una degli pioli di studio,
sì, anche più carini e probabilmente lì sono trovati.
Franckamente non lo so ma non lo escluderei, lui tra l'altro da studio ha portato
il direttore della fotografia, direttore della fotografia di questo film, che ha una fotografia
veramente notevole perché sobravi tutti e fa i basaggi in un screen, ma fare un
film di 100 minuti ha aumentato in un appartamento di 30-20 metri quadri, un po' più
difficile, come dicevi tu, giocata tantissimo con vetri, riflessi e la cosa che mi piace
tantissimo di questo film è che da cui capisci quanto è ben congeniato è che la
geografia di questo posto ti è immediatamente chiara, dopo 5 minuti sei
perfettamente dove sono tutte le cose, dove è la cucina, dove la stanza, dove lo studio,
loro si muovono a una grande velocità all'interno in questo appartamento e tu non
hai un momento di confusione ed è fondamentale perché se ci fosse, se non ci fosse questa
cosa, questa piantinamentale che tu hai dell'appartamento, finiresti subito in confusione
e ti perderesti il ritmo poi delle gighi, sempre più veloce, sempre più per Francesco,
senti questa, la casa è un po' un personaggio, se vuoi dire questa cosa è un prepportabile
la cittadina, e poi tra altro al di là del fatto che ho continuato parlato del fatto che
si la rante, eccetera, è un film secondo me poi in realtà molto anche intelligente perché
dice delle cose sulle relazioni, che non sono per niente banali, non sono per niente
risapute, ci appartono da come dire un canovaccio prevedibile perché comunque non
è un classico film che poi racconta le 25 parole come diceva le altre manne protagonisti,
però a cavoli quando ci arriva a scavare un attimino in questo discorso qui, è molto forte
secondo me, c'è un film che dice delle cose, il finale mi è piaciuto visto che tu hai detto
con finale che comunque può un po' lasciare del secondo di come uno vede mondo, è anche un
finale che vedi a seconda di quello che sei tu, vedi in modo diverso, quindi questo mi lo ha
prezzato molto, non è un finale che da una risposta, ne sul destino dei personaggi, ne sulla visione
del mondo che ne c'è da questo fin qua, è un finale bello, c'è bello, cazzo, io sono uscito,
cazzo come il finale, il fatto che questo film funziona così bene da un po' di vista di ritmo,
non soltanto per come diretto eccetera, anche per come montato, il mutatore tra l'altro,
il mutatore di l'antimo, quindi uno che è un tocco comunque, ma per la conona sonora, che è
firmata da Devont Ains, che è meglio noto come Blood Orange, fa una cosa stranissima, un po'
Jazz, un po' tutta diciamo in contro tempo, che rende alcune sequenze veramente tesissime come
fossero di Contriller degli anni settanti, ma quasi, e quello fa tantissimo, c'è in certe
punto, ci sono delle sequenze che guardano il fincio, se non ci fosse questa cosa sotto,
cosa come sarebbe il fin, probabilmente buono perché tutto reste buono, ma da cambia tantissimo
la conona sonora di questo film, e che viene usato in modo molto pesante, cioè non è
mai, come dire, uno sfondo dei dialoghi, ma dialoga con i personaggi, sono proprio delle
scene in cui senti ritmo degli strumenti, dialogare, soprattutto con il Via World
Sattrogan, in modo virtuosistico proprio, è proprio la dimostrazione, questo fin del fatto
che tu puoi prendere una roba e la fai tu in un certo modo, e la stessa roba la fanno altri,
e vengono due cose diverse, mi esperimo aggrunnitima, quello che intendo dire è che è tutto
lì, anche se il canovaccio, un canovaccio visto e stravisto, poi se le stesse ci applici
sopra tutte queste figate che lei fa, e viene una figata, con lei che ha fare il personaggio
sull'orlogno a crisi di nervi, è pazze, scapecizzi, assumeo, se devo trovare un attore tra
i quattro che spicca tantissimo, o li va wild, secondo me, è incredibile, è bravissimo anche
Sattrogan, che riesce, secondo me, pur stando in il classico personaggio alla Sattrogan,
perché se dopo 20 minuti non si fa le carne, un personaggio Sattrogan, non è contento,
se non è un po' nevrotico, un po' sfigato, non è contento però, gli ha dato, secondo
me, anche una tridimensionità, un schazzo esistenziale, anche lì c'è anche un lavoro di scrittura
sul suo rapporto con la musica, con il suo ogni che non ha mai inseguito, è inte ecceziale,
però veramente, o li va wild è titanica in questo film, è fa una roba pazzesca, anche
soprattutto nel giocare con i caratteri di altei personaggi, degli scambi, con Edward Norton,
che anche qui nel fare quello un po' viscido, un po' che ti sta un po' sul cazzo da subito,
è bravissimo, e loro due anno hanno dei un po' di momenti che fanno veramente eccezzi.
Sì, sì, sì, sì, sì, sì, no io devo dire che, quando sono uscito avevo a chi solo
perperino becruzzi, anche perché lo li va wild è vero è bravissimo, ci sombravissime
tutti e quattro, lo li va wild è perfetta, perché sa cosa vuole da se stessa e lo mette
in scena, boh, ma è quello che tira fuori dagli altri e l'ho trovata un'artista molto
generosa, molto altruista, non so come dire, che è datatantissimo spazio anche a personaggi
del penno becruzzi che rischiava di essere un po' in funzione, no, sua come contraltare
del personaggio di lei e all'inizio sembra un po' così, cioè l'inizio è un po' di dimensionale,
ma la sua funzione è quella di mostrare all'ai tutto ciò che lei non è e che sogna segretamente
di essere, no? E' in realtà poi gradualmente il personaggio del penno becruzzi è un po' la diventa
un po' il busto l'amorale del film e lo fa in modo forse un po' marketo se vuole perché
comunque è un cina popolare, non è un cina, ma non si amparlando di un di di di di persona
di Bergman, però anche il lato, diciamo, a psycana, l'iticolo che si c'è secondo me è
abbastanza bene, e poi c'ha, se ho me, c'ha ho il momento dei momenti bellissimi nel
film e quando si rompe un po' la faccia da il suo rapporto con, sì, ed guarda Norton
Esbrocca per una frasetta, diciamo, interruppi sempre, c'è bellissimo quella popoliva, l'ai
fatti secondo me adesso c'è tutta un po' presto perché siamo settemme, ma in realtà quelli
di che fanno le provisione di Oscar hanno già cominciato a un mese e l'ai è una di quelle
che si gioca, che si sembra giocarsi, lo Oscar, comunque ci sono un protagonista, sinceramente
non ci vedrei mali anche se quest'anno c'è un sacco di gente che potrebbe vincere dopo lei, se uno sa la giocamolto, e, ma, sarà che mi piace sempre molto,
con il Becruz, è stato un attrice sardinaria, forse penalizzata in qualche modo da quanto sia per care.
Il tutto si ricordano quello, ma è grandissima attrice in realtà, cioè ha fatto veramente quasi sempre, c'è l'entra, e finché fa.
Quindi per il resto che dire, che non sono contento per il livea wild, adesso io non volevo fare quello che a cui piace tutto.
Io ho trovato un film molto dace, sbagli atticcio, questo un film di un'altrice con una bella maturità.
Il fatto che lei comunque con Booksmart, che ricordiamolo in Italia, si chiama la vivencita delle sfigate, non volevo mentircare questa cosa.
Aveva dimostrato già dal primo film di essere una bravissima registra di comidi, perché, allora, veramente Billy, se non avete visto, guardatelo, veramente molto bello, prescindere.
Come opera prima è incredibile, perché sembrava che funziona, cioè questa è così brava.
E quindi secondo me la sua strada è questa qualscia, probabilmente lei è più brava fare.
Lascia perdere la pensanza con il messaggio.
Però guarda che secondo me era riscoberto, era riapprezzato, era ricordato, era ricordato.
Alla fine, c'è adesso me dicendo la tele, c'è da un warry darling, penso me lo guardo. Ma sì, va bene.
Questo è The Invite, al cinema, dovrebbe essere il cinema adesso, stiamo registrando un po' prima questa puntata, perché abbiamo visto intrambe il film intrambe prima.
E al cinema è 16 settembre, quindi se ci sta di 16 settembre, andate a vedere lo subito.
Passiamo al secondo film che invece è stato al cinema, di questo punto rispetto a quando lo sottoteva, forse c'è ancora in giro che è Coiotto e Versus Acme,
che è un film che abbiamo rischiato in un vedere, sappiamo che la warne è prosta, e ha fatto anni quelle mosse assurde loro per cui non fanno uscire il film per poter guadagnare, per questioni di tasse.
Evo veramente il bel cinema, ma quel mondo del cinema, la magia del cinema.
E che costava meno archiviarlo di metti di distribuirlo?
Si rischiava di non arrivando i soldi che avrebbero pagato, che avrebbero guadagnato dal. l'appunto delle esclusione da le tasse.
Invece, ci sono mai riuscito dopo un po' di traversi a trovare una distribuzione che
ci ha appena appare qualcosa, e stanno andando bene, quindi va a funcule, guarda i prossimi,
perché poi il tratto erano tutti ieri che ci hanno lavorato, non ho parlato del fatto
che era un buon prodotto e di aiutere che adesso è che ho uscito, possiamo dirlo che magari
non sarà chi è in casa toroggerabbit, ma è un buonissimo prodotto.
Sì, assolutamente, c'amo insomma contentissimo per lo visto.
Tiamo due direttrici, il tratto da un articolo uscito su New Yorker, nel 1990, che immaginava
i documenti del processo di "Quilicoio Te" contro l'ACME, che aveva fornito da sempre
degli strumenti per cacciare Rodrunner BBBP, che non funzionavano.
Il film costruisce su questa premessa, una sorta di investigazione cospirativa, è un
film da tribunale in cui Will Forte e Will Forte, non perché sono. Forte?
Forte?
Forte.
Il forte è avvocato di "Il Coio Te" che cuorente con i cartoni animati, non si esprime
mai, se non con i cartelli, tra l'altro una delle gag belle e ricordanti del film, che
ha un numero limitato di cartelli, quindi non può esprimersi oltre la cersa gamma.
Comunque Will Forte?
Will Forte.
Bravo!
È stato bravo.
È Will Forte.
Dopo una prima, insomma, scontro tra i due, è il personaggio di Will Forte, che avvinaveri,
decide di embarcarsi in questa causa che sembra persa l'inizio, perché appunto è la
causa di uno studio istificati contro l'ACME che, in questo mondo, è una sorta di Amazon
di Mega Corporation, potentissima, che produce di tutto, e che, in questo mondo in cui,
come, in che in case of Roger Rapid, convivono cartoni animati e esseri umani, l'ACME diciamo
a due linee produttive, una per dedicata ai cartoni animati, l'alto invece dedicata agli
esseri umani.
Non so se capito, comunque, questa è la premessa.
Ovviamente è un film che recupera tutto l'umorismo dei luneti 1s, con quel tipo di gag molto
fisiche, gag slapstick, che non sono facili secondo me da portare a casa, e questo film riesce
più volte sì che no a portarle a casa e a far ridere.
Grazie a due cose, secondo me, una che c'ha un volume di fuoco delle gag incredibile,
per cui anche se qualcuno ne funziona quella topo sì, quindi, diciamo, soprattutto una
prima parte, è veramente bombardato da gag, e l'altra che, una parte di queste gag sono
anche riprese dai classici cortometragi con Willy Coyote, quindi rivederli con un calcine,
ma o proprio quei video li, o una rilaborazione di quelle gagli, con quei bell, c'è alcune
gagli che sono assolutamente fenomenali, c'è inoltre, soprattutto nella parte finale,
un momento in cui provano a fare in momento strappalacrime e lavorando un po' sul rapporto
di fondamentare qua dipendenza tra Willy Coyote e Bbip, e non dico che mi sono commosso,
però c'è un certo punto in cui a roba che non dovrebbe funzionare sulla carta, cerca
di portare un po' il momento strappalacrime e riesce ad essere credibile a portarlo per
tutto quello che aveva costruito prima.
Non va tutto benissimo appunto alcune gagli che non sono riuscitissime, la costruzione
della storia funziona, fa il suo una cosa piccolina, con un mistero abbastanza scontato,
va comunque ben gestito, io ho qualche dubbio sulla tecnica, nel senso che hanno scelto
questa torta di 3D, che sembra un po' 2D, che non è mai veramente amalgamato con
gli attori in carne ossa, devo dire anche gli animazioni, non mi hanno mai convinto
stride un po' troppo, si vede con film che forse aveva bisogno di altro tempo per
essere messo a posto, però comunque è un bellissimo prodotto intelligente, divertente,
si vede che c'è una passione autentica, una conoscenza profonda dei personaggi luneti
11, di quel tipo di humorismo lì, ci sono tutte le apparizioni che a meo che volete,
ci sono, alcuni anche sorprendenti, io che preferito è come hanno utilizzato il diavo della
Tasmania, che è il porta voce dell'acme, solo che non è intelligibile quello che dice,
quindi giocano su quella cosa lì, considerando che siamo gli ultimi tentativi di unire
i cartoni della Warner Bros, come una tecnica in caminista in un film, sono stati quella
monnezza di Space Jam 2, e il non riuscittissimo, non so c'era qualcosa in mezzo,
si propensava corrigiodante, che non era proprio riuscittissimo, questa è dalla parte dei film
riusciti, funziona, bene che sia riuscito, in il dubbio che Batgirl è l'altro film che
è stato messo negli scaffali dei di della Warner Bros, potesse essere un prodotto valido
ecco.
Io questi aggiungo un film di qualche anno fa che non è molto noto, ma si chiama C. Pecciapa
genti speciali.
Chi va sciaffer, ma chi va sciaffer una Lolly Island con Gianmolini, chiama C. Pecciapa
Gianmolini è Andy Semberg, che dobbiamo non C. Pecciapa, che era un film più o meno
così come concetto, devo dire abbastanza carino.
Già più storia e meno che è in annellate, quindi c'era un po' di referimenti di cose,
questo è proprio invece una manna per i fan, di lunitonsa, di questo tipo di animazione.
I tre tra l'altro lui si chiama Iveri ma gli altri, perché si chiama L'ofarcona, se
è un malto scusa mi facco, un malto che è un malteze, John's, lo studio sono degli
altri creatori di Vico Yott, in me è pieno di referimenti queste cose, poi pieno di
ovviamente cameo, di personaggi, uno dei più ridere di tutti, in assoluti è Titti,
che fa della triccia e di latore, anzi perché è un maschio, ha diventato gli effetti,
fa il di latore, è un paio delle gay più divertenti del fincione, che dura mezzo seconde
in cui viene colpito Titti e ha dei Silvestro che leggerano intorno alla testa, io sono
morto in quell'ascinali, sono contendo che, perché sono affederlo con mio figlio che ha
10 anni, in pazzo, e si è divertito moltissimo, ovviamente le parti diciamo più dal legal
drama, fatteggiamenti, queste cose che aveva che non le capione, gli interessavano, quelle
servono, diciamo i genitori per supportare poi la visione dei figli, anche devo dire che
ha lo visto come un fin per famiglie, è assolutamente riuscito anche da quel punto di vista,
devo dire, anche perché la quante, come dicevi tu la quantità di gay di trovate è veramente
inarrestabile, però è un film che ha su un suo cuore, una su un suo film abbastanza sentimentale
nei confronti di tutto questo mondo qua, e poi poi io lo vi stato piato, ovvi motivi,
però trovo che ci siano le face giuste, ci sia un bel lavoro anche sul cast, è fatto
generalmente bene, io questa cosa dell'animazione non convincente si è da te da che d'altre, non
l'hai precipito, non particolarmente nel senso che lo trovo compatibile con il tipo di
produzione che non sono più forse, purtroppo, non sono più tempi di Roger Rabbit, però
Roger Rabbit è anche una mosca bianca perché sono stati fatto altri fin come quello, ma non
è stato fatto nessun altro fin come quello, anche perché quello finché è stato cello
animazione, Roger Rabbit fatta tutta mano, anni anni di lavorazione, c'era proprio un altro
tipo di progetto e era un altro tipo di Hollywood, c'era un delle altre teste dietro
quei progettili, il fatto che effettivamente poi questo sia un film giustamente anche
abbastanza in nocco, da un punto di vista di tante cose che possono succedere in un
film del genere, mentre invece Roger Rabbit traumatizzato la nostra generazione giustamente,
perché matra traumatizzata, cioè adesso devo far vedere Roger Rabbit a mio filo che non
ancora ha visto, penso che lo vedranno i prossimi mesi, prima le devo preparare, non
attivirò di dire guarda che la scarpina se ne vaccia, la scarpina è spaccata, ma si affeziona,
la scarpina te la può giocare perché quella muore, possiamo ricartoni, si può, sono ricartoni
in questo film, per sempre non tornare mai più, non è, non è quel tipo di roba, non è
quel tipo di film, è un film molto più tranquillo da quel punto di vista, anche come tipo
di emozioni che può dare, comunque il cinema per famiglie è, può diventato così rispetto
a qualumiera negli anni 80 era molto più dace da quel punto di vista, anche molto più
che c'è frega, traumatizziamo di tutti, cioè andavamo a vedere della roba che adesso non
importa, io ricevi, io devo dire che ho trovato la fortuna di vedere lo in ingoriginale,
e tanto mi chiedevo i bambini questa passasse del persocio di Peter Lorre, che è tanto
miliventicato, che c'era una Warner Bros, un personaggio ispirato, tratto a forma di
Peter Lorre, e poi c'è un gionzina che quando c'è, quando c'è da fare un po' il cazzo,
è un po' da divertirse così, gionzina è sempre lì, poi gionzina è adatto a stare
in mezzo e cartone animati, perché è un cartone animato, lui fondamenti, non insieme, è
fatto a forma di cartone animato, ma ne ha perso, vero, Will Forte è molto divertente,
Will Forte è proprio il ganassa, la faccia giusta, infatti io voglio, ma ben io sono
fondata suona, quindi SNL, gli anni suoi sono alzati, i miei anni di SNL, quelli qui
e proprio impassionato il programma, e. È un molto bravo che ha fatto un sacco di cose divertenti che da noi lui è totalmente
sconosciuto, però tutte le cose che ha fatto sono cose che da noi sono abbastanza marginare,
ma Gruber è una cosa che in America è famosissima per via di SNL, mentre da noi non esista
della Mennonert che era un sottopolisima con lui, da noi si è vista la vista qualcuno, però
non era abbastanza appunto picchi avvisto in pochi. Per il resto ho fatto il caratterista
in un migliori con me di americano, quindi l'ho sempre presente su una faccia nota.
Bene, qui in questa puntata non abbiamo le domande perché qualcuno non facciamo un nome
sia scurato di mettere il bocca all'istagramma o si è dimenticato, e quindi andrei nella rubrica
per verità di grandi piccini che è le pilo lecine, ma c'è quella in cui parliamo di film
che abbiamo visto in queste ultime giorni barro settimane, ma che non hanno spazio nella
puntata avere proprio. Quindi vai a Francesco con la tua pilola.
Così perché secondo te io l'ho preparata e non sto guardando in questo momento il mio diare
di letterbox per cercare una cosa di cui parlare, più parlerò di mia trilogia, quindi
c'è quei boss iniziato. Ah ma dove tu sei pesantone, quindi io sono pesantone, mi tu
farai un po' più leggiato. Io ho questo problema che vorrei sempre parlare di finire un
con dell'1984, se ancora in quel buco nero. Sono ancora città che il buco li non è
realtana, volevo parlare di un altro fin che pesantissimissimo però vorrei che non sparisse
da questo podcast per non parleremo mai, e un finché al sin sale in questo momento si chiama
Silent Friend, che ho visto proprio ieri della registra ungherese il di Coenia e di cui
avete probabilmente visto, se siete bravi, un film in qualche anno fa molto, molto bello
che schiamo a corpo e anima. E' quello che ho conto in il ongo, che. Sì, Silent Friend è praticamente questo film che racconta tre storie ambientate intrecciate,
ambientate in tre momenti diversi, una, l'anizio del novecento, una agli anni '70 e una pochia
anni fa, e il tratto comune di queste tre storie che si svolgono nello stesso luogo che è un
università in Germania e a fare da tratto comune delle storie più che luogo è un albero centenario,
piantato nel 800, intorno questo albero si svolgono alle vicine di questi tre personaggi che sono
l'inizio del novecento, una ragazza che viene ammessa, la prima ragazza che viene ammessa in questa
università della storia, quindi immaginate come sono contenti i soloni, prendere questa ragazza che
però è un genio di botanica, ovviamente non il suo vasso di rebotanica, negli anni '70 invece
era storia di un ragazzo che io ve lo dico, è un fin serio famicizia con un geranio e non
dico niente tanto, e neanche nel capitolo, non sono capitolo che sono intrecciati, però nella
storia ambientata nel pochia anni fa è ambientata nel 2020, non so se vi ricordate cosa ci sono
2020, una cosa, un raffreddore, un raffreddore, e durante questo raffreddore,
mentre voi, mentre voi facevate il pane, compravate lì evito e imparate a fare le
pagnote, toni le a un ciu vai, cercava di chiacchierare con questo albero, ci riuscirà, non ci riuscirà,
questo mi stero in questo film, raccordato così, però è un respincente che non ha ideo.
No, è un, no, ragazzi, è veramente un fin bellissimo, bellissimo, tra l'altro,
o l'una cosa che ho pensato ieri che due dei miei fin preferiti di quest'anno vi stia in sala,
sono quelli, sono doffoling, che sono entrambi direti da registro donne, ed entrambi sono
praticamente semi di comestruttura, c'è un, sì, uno stesso luogo, raccontato nel corso
del tempo, no, veramente molto molto bello, assolutamente non da vedere a casa, o se lo vedete a casa,
dovete mettere il telefono da qualche altra parte, vero vi dica a febri, che comunque un
fin molto contemplativo, complicato per alcuni versi, però veramente molto molto bello,
sperimentale, caldo, pieno di cose, tonileong, pazzesco, che parla inglese meglio di obbama,
cazzo. Meraviglioso. Quindi no, sei l'infrendo ve lo extra consiglio, invece tu cazzo in sala adesso,
in sala, in sala, in questo momento, sì, non ciondo, è apporto apporto, non ci sono 100 mila
proiezioni del film però si trova. Invece, ho recuperato finalmente questa trilogia che si ha
dei human condition, che è di massacchi cubaiaci, che diciamo tutti conoscono per arraquiri, ma
realtà ha fatto anche quei da anni, che ha fatto anche cose buono. Ha fatto anche cose buono.
E aveva fatto questa trilogia ad alto prima di arraquiri, quindi diciamo, stava affinando il
sostile che la roba monumentale sono tre firme da più di tre ore, ognuno, che poi le tatture,
quando sono stati distribuiti, se non ho capito mai, non stai spezzati in due, infatti ogni firme,
parte 1, parte 2, parte 4, parte 5, parte 6, e attraversano gli ultimi anni, la seconda guerra
mondiale, e noi seguiamo l'efficenda di questo brauomo che da una fabbrica va, diciamo, fare
la gestione di un campo di lavoro in manciuria, quando i giapponisi facciano le cose brutte,
ai cinesi da quelle parti, e poi insomma arriverà andrà al fronte, succederanno cose, diciamo,
è un'esprianza incredibile, sapevo che era bello però, avevo bisogno del colaggio di affrontarlo,
in Italia che lo sia arrivato solo il primo portato la gezi, ovviamente, però si recupera,
abbastanza facilmente, e devo dire, è stata una di quelle esperienze che proprio sono
quantitete per fatto tutta la stessa giorno, di essere mi preso queste nuove ore più per
somma seguirla di questa storia con questa portata, ed adesso, soprattutto, se non mi ricordo,
se era basse, non troffo che di quella cosa che diceva che non si può fare un film di guerra,
senza celebrare la guerra in qualche modo, non ci può essere un film di guerra antibellico,
secondo me, questo è uno dei casi in cui invece si può fare, c'è questa idea del buono ideali,
che vengono comunque schiacciati, le buone intenzioni vengono comunque corrotte da un sistema
turpe come era il giappone di quella, della seconda guerra mondiale, è un film espietatissimo
contro la memoria, la responsabilità del nipponiche, devo dire, è una di quelle storie che proprio
ti trasporta in un altro mondo per nuove ore non capisci di un niente e vorresti passare
il resto della vita con questa persona, questa persona, e diciamo, molto meno corrali di quanto
mi aspettassi, molto piattaccato al suo protagonista, però c'è una altra cosa che secondo me
fa che è incredibile che rispetto ed è uno dei motivi per cui penso che siamo una dei film di guerra
vera sinceramente critici e capaci di essere molto antibellici, il fatto che ti fa pesare ogni
vita umana, può poterla sentire, quindi qualsiasi morte la senti veramente moltiplicata per cento,
c'era prima parlavamo, una puntata che avrete sentito la scorsa, parlavamo di ultimo, per
ultimo venire animorietto, il suo dell'avenire, quando lui fa tutto quel discorso sull'amorta
del cinema, città chiedesloschi sulla città, ecco citere anche questo per far capire come
ci siamo un po' desensibilizzati sulla morte, al cinema questo è un film in cui la morte
al cinema te la fa sentire veramente tanto, è bellissimo, se vi capi dalle cooperatolo,
è un'impresa, si vuoi dirlo tutto, però ogni tanto è bello anche fare queste cose,
ecco, di human condition parte 1, parte 2, parte 2, parte 3, facendo un titolo ognuno che
sono va a recuperare ed è stupendiso, tu francese lo vedi muo, c'ha proprio tipo muoere
dal cioio aia di vedere questo film, c'è quattro spoi. Questa è realtà, amo molto Kobayashi non soltanto arachiri ma altri alti finché vissuto
suoi trombi asciuti, qua i danno, tutte cose meravigliore, samurare bello nella sua giusto
se non sbaglio, e c'erò il listo d'abbo, cotto anni più o meno, però sono sempre li che
dicono di vedo, separati, di vedo, insiù c'è, una giornata non c'erò.
Bene, direi che se tu non hai altre pilloline possiamo chiudere, ma io sono tante, però piccole
piccole, quindi non so, vuoi dire un film e un conquista, regala c'è un film e un conquista
e bello che hai visto.
Allora, finché è un conquista e bellissimo che ho visto, si chiama Shanghai Blues, finè
1984, diretto da Choiac, che si schieve sui arc, se volete cercare lo, che ho regista che
da noi è famoso, soprattutto per che è quello che ha prodotto, per tertumorro, ha fatto
de blade, quindi è famoso, soprattutto per, diciamo, action, capespade e cose del genere,
che ha fatto un sopraneta minciana, quindi sono anche quella cosa li, sono grosse, però
a lui è anche stato un'autore di commedia, tra cui, altri che non sto accitare, e questa
qui che non ho mai visto, che è appunto di chiama Shanghai Blues, che, se vi piacciono
le commedia degli equivoci, è un'abellissima com'edere equivo, c'è un po' il de invite, non
c'è in un caso, è niente centra, non c'è un mid-cute, ma è vientato praticamente
dopo la guerra, dopo la seconda guerra mondiale, prima della guerra due personaggi si promettono
di rivedersi, incontrano sotto un ponte, si promettono di rivedersi, dopo che la guerra è
finita, non si incontrano, ma si incontrano senza sapere di essere loro, entra in gioco una
terza persona e si crea un triangolo moroso tra loro 3, che è però orchestrato in modo
meraviglioso. L'hai
l'aprotomessa familieti via Chang che era bestupendo, poi c'è salip che era quella che
faceva la cica in the killer che qua fa la buffona praticamente e fa veramente ridere,
non diresti mai, io vendo visto la killer e niente, proprio bello, poi ci sono queste scene,
proprio classiche, proprio da commedia degli equivo, ci tipo di persone che si nascondono nelle
case perché l'altro non deve vederlo, poi entra l'altro, poi entra ci sono 5 persone
in una casa che non sanno che c'è l'altro, e così tutto però ha ambientato in questo
mondo anni 40 quindi questi costumi meravigliosi, ciò avevo una gioia di film, ecco.
Tu sei via Chang, anche l'un film di Big Anne che avevo rivista, l'ho quando ho riconosciuto
vito dio santo che indissima, quindi ancora inattività e ancora bravissima per altro.
Bene, quindi possiamo chiudere qua grazie a tutti quelli che sono arrivati fino in fondo
e per premiarvi Francesco vi regalerà una parola che voi potete poi scriverci nei commenti
a me, le message e vi pare per dire "siamo sono arrivato, sono arrivata, fino alla fine
di questa puntata", Francesco ottira fuori qualcosa dal cappello scominolare, scominolare
che vuol dire tipo cosa che fa, non può spostegare perché è lo spostegare, è quello
che tu vuoi fare, la vita con il comignolo, tu ti amisco a miscolare, alla prossima puntata,
grazie a tutti e a tutti, ciao ciao.
Ci che manca, è il mio siano, è il mio siano.
Podcast Summary
Key Points:
The film *The Invite* is a well-crafted, classically structured comedy that unfolds during a dinner party, revealing secrets and tensions between couples in a way that feels organic and realistic.
Directed by Olivia Wilde, the film features strong performances, especially from Wilde and Tilda Swinton, and showcases a mature, intelligent script with nuanced character dynamics and emotional depth.
The film excels in its visual storytelling, using mirrors, reflections, and the apartment’s layout to reflect character relationships and power shifts, creating a rich, immersive atmosphere.
The comedy is rooted in the "cringe" style, focusing on awkwardness and discomfort, but is executed with precision and authenticity, avoiding abrupt or forced moments.
The film’s sound design, particularly the jazz-inspired score by Blood Orange, enhances the 1970s atmosphere and interacts with the narrative, making key scenes more emotionally resonant.
While the film follows a familiar structure, it offers fresh insights into relationships and human behavior, avoiding clichés and presenting a thoughtful, nuanced take on connection and conflict.
Despite its conventional plot, the film’s emotional and thematic depth—especially in its ending—creates a layered, open-ended experience that resonates differently depending on the viewer.
The review highlights Wilde’s growing directorial maturity, praising her ability to blend sharp humor with emotional intelligence and a strong visual and narrative sense.
Summary:
The review centers on Olivia Wilde’s film *The Invite*, a thoughtful and well-executed comedy that unfolds during a dinner party among four couples. The film explores personal insecurities, hidden desires, and relationship dynamics with a natural, organic flow. Wilde’s direction is praised for its subtle visual storytelling—using mirrors, architecture, and lighting to reflect emotional shifts—while the performances, especially from Wilde and Tilda Swinton, are described as deeply authentic and layered.
The sound design, with a distinctive jazz score by Blood Orange, enhances the 1970s ambiance and blends seamlessly with the narrative, deepening emotional impact. Though the plot follows a classic structure, the film avoids clichés by offering genuine, introspective insights into human relationships. The ending is open-ended and emotionally resonant, inviting different interpretations from viewers.
The review concludes that *The Invite* is a mature, intelligent, and highly polished work that reflects Wilde’s growing talent as a director, marking a significant step in her career. It is recommended for audiences who appreciate nuanced, character-driven comedies with emotional depth.
FAQs
Il primo film discusso è 'The Invite', un remake di un film espagnolo basato su un'opera teatrale.
Il regista di 'The Invite' è Olivia Wilde, che è anche protagonista del film.
I principali personaggi sono Olivia Wilde e Seth Rogen, che interpretano una coppia in crisi, e Edward Norton e Penero Peirce, che rappresentano i vicini 'cool' e disinibiti.
La trama si svolge durante una cena in cui i due protagonisti e i loro vicini si conoscono, rivelando segreti e confidenze che creano tensioni e imbarazzo tra i partecipanti.
Il film è considerato una comedia classica, con un'atmosfera simile ai film anni '70 e una struttura organica, ma non presenta elementi audaci o innovativi rispetto ai modelli tradizionali.
È considerato 'cringe comedy' perché presenta situazioni di disagio e imbarazzo che sono tipiche della comicità del genere, specialmente nell'ambiente domestico e nei rapporti tra i personaggi.
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