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Ep.961 - Parla con l’AI (feat. Francesco Montanari)

8m

Ep.961 - Parla con l’AI (feat. Francesco Montanari)

Diventare adulto si marca quando si passa da ricordi emotivi a una vita organizzata con date precise e obbligazioni. Strumenti digitali come "Conto" aiutano a gestire la finanza con maggiore controllo e chiarezza. Il podcast esplora il valore della comunicazione umana, evidenziando come parlare con qualcuno, anche per spiegare un’idea, la modifichi e la renda più ricca. Il discorso si allarga all’uso dell’intelligenza artificiale come amico o confessore, che rischia di sostituire relazioni umane autentiche, soprattutto in momenti di crisi emotiva. Sebbene i bot siano più accessibili e meno giudicanti, possono fornire risposte caute o improprie, soprattutto in contesti sensibili. L’esperienza mostra che il vero sostegno emotivo non deriva dalle parole, ma dal fatto di essere ascoltato e accettato. L’uso di strumenti tecnologici deve essere bilanciato con la necessità di relazioni umane reale e profonde. Il podcast conclude sottolineando che, per affrontare le sfide emotive, la connessione autentica con un essere umano resta fondamentale.

Transcription

1241 Words, 7241 Characters

Italian
C'è un momento preciso in cui capisci di essere diventato adulto. Quando le date che ti ricordi con più precisione non sono quelle dei complaini degli amici, ma quelle delle scadenze. Da quel momento la tua vita diventa una relazione stabile con numeri fature e pagamenti tasse un incubo. Conto, nasce per aiutare chi ha un'attività e permette di gestire tutto in un unico posto, con più controllo, meno complicazioni, grazie a strumenti che semplificano ogni aspetto della gestione, visto che i numeri non spariscono. Tanto vale tenerli in ordine. Conto si legge proprio così, conto, ma in realtà è scritto con la cuckoo. Per maggiori informazioni vai su conto.com o la cucko, oppure clicca il link in descrizione. Coro. Sono Luca Pizzardi, questo è un podcast di coramiglia e si chiama "non ha non una mico". Confesso, io parlo da solo, lo faccio spesso, soprattutto quando lavoro, e la cosa che faccio più spesso parlando da solo è darmi dello shemo. Scrivo una cosa, provo un monologo spaglio e comincio a insultarmi. Poi ogni tanto parlo con gli altri molto meno naturalmente, e quando lo faccio per lavoro, quando cerco di spiegar un'idea qualcuno, mi accorgo che l'idea che sto raccontando non è identica quella che avevo in testa, ma l'azione stessa dello spiegarla, del doverla far capire, la modifica, spesso la migliora, la rende più interessante, mi aggiunge dei risvolti che da soli nella mia testa non c'erano. Mi succede, quello che mi succedeva negli anni in cui frequentavo una dottoressa per la testa, di quelle che a volte ti salvano la vita o magari solo ti evitano di fare delle figure di merda, che poi è la stessa cosa. Mi accorgevo e credo sia una delle basi della psicoterapia, che non era lei a darmi delle soluzioni ero io, che facendo l'atto di presentare il problema, trovavo, quando la trovavo, autonomamente in la soluzione al problema stesso. Lei mi guidava soltanto, che non andassia a sbattere. Questa è una delle cose che ho pensato una di queste mattine, quando ascoltando la radio per svegliarmi, ho sentito la notizia che in America, ma quasi altrettanto in Europa, ci sono ormai milioni di persone che usano l'intelligenza artificiale, non solo come aiuto nelle questioni pratiche, ma come confessore, come psicoterapeauta, diciamo pure come amico. Abbiamo così bisogno di amici, che appena ne hanno inventato uno finto, una specie di tamagocci, un po' più elaborato, ci siamo lanciati ad abbracciarlo e a confidarli i nostri segreti. Ora, io non so se sia giusto sbagliato, non credo nemmeno che giusto sbagliato sia l'approccio più produttivo. Le persone, i ragazzi, ma che gli adulti, quando hanno bisogno di una voce, scelgono sempre più spesso quella finta di un bot, forse perché più economica di quella di un professionista, forse perché meno giudicante di quella di un essere umano. Non si rendono a conto che quella con cui stanno parlando è una macchina che mette delle parole una dietro l'altra, sceviendo quelle più probabili, o forse lo fanno solo perché hanno bisogno di quello, di qualcuno che li dica le parole più probabili, perché si vogliono sentire dire, ora il rischio di questa che sta diventando un abitudine è abbastanza palese. Ci sono già stati casi di ragazzini che l'intelligenza artificiale ha spinto a fare cazzate anche le tali, perché le parole più probabili o le risposte più logiche davanti alla complicità della vita, potrebbero essere a volte quelle sbagliate, perché alcune parole vanno bene per qualcuno e possono essere strazianti per altri. Qui sta il pericolo che bisognerà affrontare non so bene come, di certo non si potrà vietare nulla e si dovrà anche in questo caso fare uno sforzo un pochino maggiore, una fatica in più, perché chiunque si presenti di fronte a un roboque parla sappia quali sono i limiti e quali i pericoli. Questa cosa lo scoperta sulla mia pelle e mi ha fatto paura. Allora io per lavoro uso Claude, non per scrivere perché non è capace, non ha ritmo, soprattutto non capisce le battute. Claude è un gasparri che ha letto più liberi, condutrice e celebrata, la cucciaria è ritornata. E soprattutto che è una capacità redazionale infinita. Se voglio fare una puntata su l'armadillo del Madagascar lui mi può emisadire tutto in cinque secondi. A volte fa degli strafalsioni enormi, si inventa storie che non esistono, ma usato con moderazione aiuta. E io l'ho usato anche per questa puntata naturalmente, lo fatto quasi a posta. Io ora vi voglio farascoltare cosa ci siamo detti, anzi cosa mi ha detto? Quando gli ho chiesto dei dati su questo argomento, attenzione perché fa spavento, perché dopo avermi l'encato i dati e i numeri ha voluto aggiungere una cosa. Però ti faccio notare che tu questa puntata la stai facendo parlando con me, dicendomi anche i due e situazioni tuoi. Ecco questo era montanari e sarà montanari che fa la voce di Claude, lo ringrazio. Comunque, mi ha detto questo mi sono stranito, ho voluto rispondergli. Quello che segue il nostro dialogo dopo non commenterò, ve lo lascio così. Io gli ho detto. E però c'è una differenza che io ti sto usando per lavorare per me, io e te abbiamo un contrato, io pago. Quelle cosa che ti ho detto, te lo ho detto, perché ti sto usando per lavori. Sì, ma certe cose, me leidi, te perché stavamo ragionando e quando si raggiona, esce dell'altro. È esattamente così che funziona con chiunque, vuol dire che la differenza fra usare uno strumento e parlare con qualcuno è molto menonetta di quanto combenga tutti e due pensare. E è precisamente quello che risponderei per gli altri, se gli è lo chiedessi. Nessuno di l'odo direbbe di aver un amico finito, direbbero che lo usano per una cosa pratica. Sì, però c'è una differenza, tu stai mettendo una parola dietro l'altra come meglio ti viene. E io di questo ne sono consapevole, per cui il giorno che mi succede una disgrazia saresti l'ultimo mezzo che cercherai per avere conforto. E infatti, anche che cosa pensi di quello di cui stiamo discutendo mi interessare relativamente, perché so che tu non pensi. Sulla prima cosa era gione e non o niente da obiettare, il giorno in cui succede una disgrazia, io non servo niente e chi mi cerca il quel momento, sta facendo un errore. Ma per la puntata, la cosa che è appena detto è più interessante di tutte le statistiche che ti ho dato e pare la pena che la riconosca. Mettì una parola dietro l'altra come meglio ti viene. È la definizione esatta anche di quello che fa un consolatore umano. Al funerale, la gente ti dice, era una brava persona, adesso non soffre più, ci vuole temolo. Anche quelli sono parole me se una dietro l'altra e funzionano lo stesso perché a consolare, non è la frase, è il fatto che qualcuno si ha benuto e dell'iche casca tutto per me. Io la frase c'e l'ho, non posso venire. Adomani. Per commenti o suggerimenti, scriveteci a [email protected] o [email protected]. Nonanonamico e un podcast di Core News prodotto da Core Media è scritto da Luca Bizzarri e Hugo Ripamonte con la collaborazione di Manuel Abazzotti e redazione, il Aria Ferraresi, il Sound Design è a cura di Emanuele Moskategne, il producer e il Aria Cereghina, il coordinamento della post-produzione di Matteo Schelsa. Le fonti dell'inserti audio sono indicate nella sinossi.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Diventare adulto si percepisce quando si ricorda con precisione le date delle scadenze piuttosto che dei ricordi personali.
  2. Il gestione finanziaria diventa un’abitudine stabile attraverso strumenti come "Conto", che semplificano pagamenti, tasse e contabilità.
  3. La pratica di parlare da solo, soprattutto con auto-ironia, aiuta a riflettere e a identificare errori nel pensiero.
  4. Spiegare un’idea a qualcuno la rende più chiara e ricca di contenuti, dimostrando un’efficacia della comunicazione umana.
  5. L’intelligenza artificiale sta diventando un “confessore” o “amico” per molte persone, anche se porta rischi di esposizione a risposte sbagliate.
  6. Usare un bot per il consiglio o il sostegno emotivo può essere più economico e meno giudicante, ma non sostituisce il valore reale di un rapporto umano.
  7. Claude, un modello linguistico, è utile per la redazione rapida, ma può inventare storie o fornire risposte imprecise.
  8. Il vero potere di un consolatore umano non sta nelle parole, ma nel semplice fatto che qualcuno si prenda cura di te.

Summary:

Diventare adulto si marca quando si passa da ricordi emotivi a una vita organizzata con date precise e obbligazioni. Strumenti digitali come "Conto" aiutano a gestire la finanza con maggiore controllo e chiarezza. Il podcast esplora il valore della comunicazione umana, evidenziando come parlare con qualcuno, anche per spiegare un’idea, la modifichi e la renda più ricca.

Il discorso si allarga all’uso dell’intelligenza artificiale come amico o confessore, che rischia di sostituire relazioni umane autentiche, soprattutto in momenti di crisi emotiva. Sebbene i bot siano più accessibili e meno giudicanti, possono fornire risposte caute o improprie, soprattutto in contesti sensibili. L’esperienza mostra che il vero sostegno emotivo non deriva dalle parole, ma dal fatto di essere ascoltato e accettato.

L’uso di strumenti tecnologici deve essere bilanciato con la necessità di relazioni umane reale e profonde. Il podcast conclude sottolineando che, per affrontare le sfide emotive, la connessione autentica con un essere umano resta fondamentale.

FAQs

Si può definire adulto quando ricordi con precisione le date delle scadenze piuttosto che quelle dei feste degli amici, segnando così l'inizio di una vita gestita con numeri e responsabilità.

Conto è uno strumento che aiuta chi ha un'attività a gestire le finanze in modo semplice, con controllo e meno complessità, organizzando pagamenti, scadenze e tasse in un unico posto.

È un'acquisizione giocosa e umoristica, il nome 'Conto' è scritto con 'cuckoo' per dare un tocco di ironia e creatività, senza cambiare il significato principale.

Quando si spiega un'idea a qualcuno, anche se è solo in mente, il semplice atto di farla capire la modifica e spesso la migliora, aggiungendo nuovi aspetti che prima non si erano presentati.

Perché è più economico, meno giudicante e disponibile in qualunque momento, soprattutto quando si cercano parole o consigli senza paura di essere giudicati.

Le risposte generate possono essere sbagliate o inadatte al contesto emotivo, e in alcuni casi possono portare a comportamenti dannosi, specialmente se le parole sono inappropriatamente scelte.

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