C'è un momento preciso in cui capisci di essere diventato adulto.
Quando le date che ti ricordi con più precisione non sono quelle dei
complaini degli amici, ma quelle delle scadenze.
Da quel momento la tua vita diventa una relazione stabile con numeri fature
e pagamenti tasse un incubo.
Conto, nasce per aiutare chi ha un'attività e permette di gestire tutto in un
unico posto, con più controllo, meno complicazioni, grazie a strumenti che
semplificano ogni aspetto della gestione, visto che i numeri non spariscono.
Tanto vale tenerli in ordine.
Conto si legge proprio così, conto, ma in realtà è scritto con la cuckoo.
Per maggiori informazioni vai su conto.com o la cucko, oppure clicca il link in descrizione.
Coro.
Sono Luca Pizzardi, questo è un podcast di coramiglia e si chiama "non ha non una
mico".
Confesso, io parlo da solo, lo faccio spesso, soprattutto quando lavoro, e la cosa che
faccio più spesso parlando da solo è darmi dello shemo.
Scrivo una cosa, provo un monologo spaglio e comincio a insultarmi.
Poi ogni tanto parlo con gli altri molto meno naturalmente, e quando lo faccio per
lavoro, quando cerco di spiegar un'idea qualcuno, mi accorgo che l'idea che sto raccontando
non è identica quella che avevo in testa, ma l'azione stessa dello spiegarla, del doverla
far capire, la modifica, spesso la migliora, la rende più interessante, mi aggiunge
dei risvolti che da soli nella mia testa non c'erano.
Mi succede, quello che mi succedeva negli anni in cui frequentavo una dottoressa per la
testa, di quelle che a volte ti salvano la vita o magari solo ti evitano di fare delle
figure di merda, che poi è la stessa cosa. Mi accorgevo e credo sia una delle basi della
psicoterapia, che non era lei a darmi delle soluzioni ero io, che facendo l'atto di presentare
il problema, trovavo, quando la trovavo, autonomamente in la soluzione al problema stesso.
Lei mi guidava soltanto, che non andassia a sbattere.
Questa è una delle cose che ho pensato una di queste mattine, quando ascoltando la radio
per svegliarmi, ho sentito la notizia che in America, ma quasi altrettanto in Europa,
ci sono ormai milioni di persone che usano l'intelligenza artificiale, non solo come aiuto
nelle questioni pratiche, ma come confessore, come psicoterapeauta, diciamo pure come
amico.
Abbiamo così bisogno di amici, che appena ne hanno inventato uno finto, una specie
di tamagocci, un po' più elaborato, ci siamo lanciati ad abbracciarlo e a confidarli
i nostri segreti. Ora, io non so se sia giusto sbagliato, non credo nemmeno che giusto
sbagliato sia l'approccio più produttivo. Le persone, i ragazzi, ma che gli adulti,
quando hanno bisogno di una voce, scelgono sempre più spesso quella finta di un bot, forse
perché più economica di quella di un professionista, forse perché meno giudicante di quella
di un essere umano. Non si rendono a conto che quella con cui stanno parlando è una macchina
che mette delle parole una dietro l'altra, sceviendo quelle più probabili, o forse lo
fanno solo perché hanno bisogno di quello, di qualcuno che li dica le parole più probabili,
perché si vogliono sentire dire, ora il rischio di questa che sta diventando un abitudine
è abbastanza palese. Ci sono già stati casi di ragazzini che l'intelligenza artificiale
ha spinto a fare cazzate anche le tali, perché le parole più probabili o le risposte più
logiche davanti alla complicità della vita, potrebbero essere a volte quelle sbagliate, perché
alcune parole vanno bene per qualcuno e possono essere strazianti per altri.
Qui sta il pericolo che bisognerà affrontare non so bene come, di certo non si potrà
vietare nulla e si dovrà anche in questo caso fare uno sforzo un pochino maggiore, una fatica
in più, perché chiunque si presenti di fronte a un roboque parla sappia quali sono i limiti
e quali i pericoli. Questa cosa lo scoperta sulla mia pelle e mi ha fatto paura.
Allora io per lavoro uso Claude, non per scrivere perché non è capace, non ha ritmo,
soprattutto non capisce le battute. Claude è un gasparri che ha letto più liberi, condutrice
e celebrata, la cucciaria è ritornata. E soprattutto che è una capacità redazionale infinita.
Se voglio fare una puntata su l'armadillo del Madagascar lui mi può emisadire tutto in cinque
secondi. A volte fa degli strafalsioni enormi, si inventa storie che non esistono, ma usato
con moderazione aiuta. E io l'ho usato anche per questa puntata naturalmente, lo fatto quasi
a posta. Io ora vi voglio farascoltare cosa ci siamo detti, anzi cosa mi ha detto? Quando
gli ho chiesto dei dati su questo argomento, attenzione perché fa spavento, perché dopo avermi
l'encato i dati e i numeri ha voluto aggiungere una cosa. Però ti faccio notare che tu questa
puntata la stai facendo parlando con me, dicendomi anche i due e situazioni tuoi. Ecco questo era
montanari e sarà montanari che fa la voce di Claude, lo ringrazio. Comunque, mi ha detto
questo mi sono stranito, ho voluto rispondergli. Quello che segue il nostro dialogo dopo non
commenterò, ve lo lascio così. Io gli ho detto. E però c'è una differenza che io ti sto usando
per lavorare per me, io e te abbiamo un contrato, io pago. Quelle cosa che ti ho detto,
te lo ho detto, perché ti sto usando per lavori.
Sì, ma certe cose, me leidi, te perché stavamo ragionando e quando si raggiona, esce dell'altro.
È esattamente così che funziona con chiunque, vuol dire che la differenza fra usare uno
strumento e parlare con qualcuno è molto menonetta di quanto combenga tutti e due pensare.
E è precisamente quello che risponderei per gli altri, se gli è lo chiedessi. Nessuno di
l'odo direbbe di aver un amico finito, direbbero che lo usano per una cosa pratica.
Sì, però c'è una differenza, tu stai mettendo una parola dietro l'altra come meglio ti viene.
E io di questo ne sono consapevole, per cui il giorno che mi succede una disgrazia saresti l'ultimo
mezzo che cercherai per avere conforto. E infatti, anche che cosa pensi di quello di cui stiamo
discutendo mi interessare relativamente, perché so che tu non pensi.
Sulla prima cosa era gione e non o niente da obiettare, il giorno in cui succede una disgrazia,
io non servo niente e chi mi cerca il quel momento, sta facendo un errore.
Ma per la puntata, la cosa che è appena detto è più interessante di tutte le statistiche che ti
ho dato e pare la pena che la riconosca. Mettì una parola dietro l'altra come meglio ti viene.
È la definizione esatta anche di quello che fa un consolatore umano. Al funerale, la gente
ti dice, era una brava persona, adesso non soffre più, ci vuole temolo. Anche quelli sono parole
me se una dietro l'altra e funzionano lo stesso perché a consolare, non è la frase, è il fatto che qualcuno si ha
benuto e dell'iche casca tutto per me. Io la frase c'e l'ho, non posso venire.
Adomani. Per commenti o suggerimenti, scriveteci a
[email protected] o
[email protected].
Nonanonamico e un podcast di Core News prodotto da Core Media è scritto da Luca Bizzarri e Hugo
Ripamonte con la collaborazione di Manuel Abazzotti e redazione, il Aria Ferraresi, il Sound Design è
a cura di Emanuele Moskategne, il producer e il Aria Cereghina, il coordinamento della post-produzione
di Matteo Schelsa. Le fonti dell'inserti audio sono indicate nella sinossi.