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Ep.74: La Cina vuole smettere di comprare cibo fuori dalla Cina

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Ep.74: La Cina vuole smettere di comprare cibo fuori dalla Cina

Il testo analizza la strategia cinese per la sicurezza alimentare, partendo dalla sua crescente dipendenza dalle importazioni agricole. Nel 2024, la Cina ha registrato un deficit commerciale agricolo di 124,5 miliardi di dollari, assorbendo il 60% della soia mondiale e il 24% del manzo, con fornitori concentrati in Brasile, Argentina e Stati Uniti. Questa dipendenza è vista come una minaccia alla sicurezza nazionale, aggravata da shock come la peste suina africana e le tensioni commerciali con gli USA. Per questo, Pechino sta applicando al cibo lo stesso modello che ha reso la Cina dominante nel solare e nelle auto elettriche: coordinamento centrale, finanziamenti statali a basso costo, concorrenza interna, supporto normativo e domanda indotta. Il nuovo piano quinquennale (2026) punta su biologia sintetica e nuove proteine, con investimenti in biomanufacturing e fermentazione. Gli scenari prevedono che entro il 2040 le proteine alternative coprano il 14-16% del consumo di manzo e pesce, riducendo le importazioni di soia del 30% e rendendo la Cina esportatrice netta di proteine. Entro il 2050, la carne coltivata potrebbe diventare sostenibile e la Cina esporterà tecnologia e infrastrutture per proteine alternative, diventando leader globale. Tuttavia, il Good Food Institute segnala sfide: calo dei finanziamenti, soprattutto negli USA, battaglie sui brevetti e parità di prezzo ancora lontana. La domanda non è più se la Cina guiderà questa transizione, ma quanto velocemente lo farà e se gli altri paesi sono pronti.

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2116 Words, 12746 Characters

Italian
Capire le bollette, cambiare, fornitore, lo ferte poco chiare i costi, nascendati e ore, quei colsente, per essere più confuse di prima e non sai cosa fare C'è il don' energia così leggera perché ho voglia di niente, ans'ileggerissima La cibo cinesa è un tema molto da influencer ma qui siamo a zumcina e a me piace prendere questi argomenti e provare a guardarvi un po' da dentro e vado dritto al punto Due anni fa sono stato a singapore, unico paese al mondo dove allora si vendeva la cosiddetta carne coltiva, a tacarme a tutti gli effetti che nasce attraverso un preglievo tra mite più obsiede un'animale poi diventa a carne Ho intervistato diversi imprenditori che stanno investende in un mercato che ancora però non c'è Ho raccontato queste cose nel mio libro, il mio 100 e quando chiedevo ma perché investite così tanto in ricerche e inazienda in un mercato che ancora non esiste in tanti mi rispondevano Aspetta che la classe media cinese cominci a mangiare carne coltivata e poi ne riparliamo Di questo, di cibo e di auto-sufficienza proteica Prima di arrivare la carne coltivata che è un tema sempre che in Italia sono, serve una panoramica Mi ha arrivato un report uscito da poco, firmato da Systemic insieme alla Gordon and Betty Moore Foundation Si tratta di organizzazioni super rinomate molto serie ma che naturalmente hanno un al loro agenda in questo caso sono organizzazioni favorevoli All'economia circolare e alla transizione energetica lo specifico così Il report è pieno di dati ma seguo un ragionamento preciso che voglio fare insieme a voi Nel 2024 la Cine è stato il più grande importatore di cibo al mondo con un deficit commerciale agricolo di 124,5 miliardi di dollari 237 miliardi di importazioni complessive per capire al suo peso geopolitico sul cibo Pasano due dati la Cina assorbe il 60% di tutta la soia scambiata sul pianeta e il 24% di tutto il manzo E compra lo 89% della soia che esporta l'Argentina, al 71% di quella brasiliana al 53% di quella statunitensi Il 75% dell'Export Argentino, il 54% brasiliano, il 41% neozellandese Insomma interi pezzi della agricultura sudamericana esistono solo perché esiste un compratore cinesi Ma ora negli ultimi due anni, me non solo negli ultimi due anni ma sono le relazioni statuniti Cina hanno spinto la Cina a comprare in anzittito più soia dal brasil Ma se seguiamo il report c'è una tesi praticamente Il cibo è un'ultima rispetto a questa per cambiare il suo comportamento e lo farà applicando al cibo lo stesso identico metodo con cui ha conquistato il settore del solare e delle auto elettiche Ora a me questa mi sembra un'intuizione molto interessante e io credo che valga la pena ricostruire come i ricercatori sono arrivati Negli ultimi 40 anni il reddito procapite cinesi è cresciuto di 25 volte e la popolazione è aumentata di 450 milioni di persone E con il benessere è cambiata anche la dieta meno radice cereali più carne, latticini, grassi, zucchero, il altasta cambiando ancora, ma intanto il consumo di proteine animali negli anni è cresciuto di 10 volte Il problema è che la carne è molto più costosa da produrre intermini di terra, acqua e mangiime rispetto a tutto quello che ha sostituito E la cina ha un vincolo strutturale piuttosto netto, ah sì l'8% della terra arabile mondiale ma anche il 15% della popolazione globale E un livello di acqua procapite molto sotto la media globale, così mentre la domanda esplodeva la produzione interna non teniva al passo E' un'importazione che sono passata da essere un cuscinetto a qualcosa di diversa, qualcosa di più rilevante Il 23% è in 2.10 di deficit e a 36,7 miliardi tra inato dalla soia, nel 2019 diventa il più grande importatore agricolo del mondo e oggi siamo ai 124,5 miliardi di deficit E a pechino preoccupa al fatto che la dipendenza è molto concentrata, il brasil è da solo fornici oltre 60% della soia importate 5,40% del manzo, ecc. Solo che quando ci si affida un solo fornitore i guai sono sempre possibili anche perché ci sono gli imprevisti, faccio qualche esempio. Tra il 2018 e il 2021 la peste sui inafricana ucciso è fatta a battere circa 140 milioni di maiali, il 40% della mandria cinese, uno degli shock protegci più grandi della storia moderno Il pranzo di sputta commerciale con gli stati uniti del 2025, durante la quale la cena tagliato gli acquisti di soia ammicane si è spostata sul brasil e fino a coprirne 80% dell'import, facendo schizzare così prezzi, al punto che le autorità cinese hanno dovuto suspendere i nuovi contratti, brasiliani. Tradotto la concentrazione è ormai un problema di sicurezza nazionale e esattamente così che pechino la inquadra. Il quattro radicesimo piano quinnunque nale, quello tra il 2021 e 2025, è stato il primo documento a inserire la sicurezza alimentare nella sezione dedicata alla sicurezza economica, accanto a energia e finanza, separandola quindi dalla politica agricola. Lo slogan ricorrente è "tenere la nostra sciottola di riso saldamente nelle nostre mai", una frase che anche è "il leadership in piena del do più volte". Bene, il nuovo piano quinnunque nale, il 15° piano che ha stato approvato dalla semblena nazionale del popolo, il 12 marzo, il 2026, continua insisteri su produttività interna e diversificazione delle fonti. Per la prima volta fa entrare in scena tecnologie emergenti, come ad esempio la biologia sintetica e le nuove protege. In un documento del 2026 dedicato proprio alla agricultura, è un documento che è il partito produce in interrotamente dal 204. Ecco, quello del 2026 secondo gli autori del real porse nialano spostamento da una sicurezza alimentari defensiva a una modernizzazione agricola offensive. Il prodotto dice quella cosa che mi aveva colpito, che vi avevo detto prima, "guardate cosa la scena ha fatto con il solare con le auteletiche perché lo stesso copione". Proviamo a capirlo meglio. Dal 2015 la capacità solare globale è cresciuta di volta 30 volte, le vendite di veicoli elettrici di quanta volte. In 2025 sappiamo che la scena controllava circa 80% della capacità manifesturiera solare globale e circa 70% della produzione mondiale di veicoli elettrici. Sul solare c'ha messo 15 anni a raggiungere quella quota sulle auteletiche 13. Il metodo si regge su 5 leve rilevate da report. 5 leve che si rinforzano a vicenda, una visione strategica coordinata che cala dal Governo Centrale Aprovinc, EMPresa e Stato e Banque. Un ambiente imprenditoriale denso fatto di concorrenza ferocere e partnerci con le università, poi c'è il sostegno finanziario con capità la basso costo dalle banche statali e i suscini. Poi c'è il supporto normativo rapido e, infine, uno di gli elementi più importanti. La domanda indotta, c'è lo stato che crea il mercato con appalti e standard, prima ancora che il consumatore lo chieda. Il pesie che questo sistema sia ora puntato sul cibo e si dice che siamo all'anno 0. Quindi da qui a 10-15 anni, dobbiamo aspettarci qualcosa. Alcuni segnali ci sono già. Sul fronte imprenditoriale stanno scendoneco sistema di aziende su proteine alternative, ingredienti da fermentazione, additivi per mangiimi e biotecnologie agricole, tutto concentrato geographicamente, nelle solite tre aree, il giusto da culla al solare e alle auteletiche. C'è il delta del film "Iance", la regione dei genti in gin, chebei e il guandone. È la stessa struttura delle transizioni precedenti, proviamo a schematizzare. dei genti in gin chebei è come se fosse un po' il cervello della ricerca. Lo "Iance" è la manifestura, il guandone è la commercializzazione. E finanziario poi gli investimenti in fermentazione e biomanufactoring accelerano dal 2020. C'è un dato concreto e verificabile. A maggi del 2025 la State Development Investment Corporation, un colosso statale, ha annunciato oltre quattro miliardi di UN circa 555 milioni di dollari per sviluppare in fra strutture di biomanufactoring con le nuove proteine in primo piano. Non normativo, a fine 2024 la Cina ha provato la commercializzazione di Mice e Soia, geneticamente modificati dopo anni di test contro l'ali. C'è però una leva, come dice il report che è ancora manca, ed è un esto che è il report lo segnali. La domanda in dotta. Per ora infatti lo stato non obbliga nessuno a comprare le proteine alternative, ma esattamente la stessa sequenza vista col solare, dove prima si costruisce la capacità produttiva e poi si attiva la domanda. Il cuindiccio si è messo. piano con in quella, ad esempio, non impone cuote, però crea la cornice politica di consumo verde, un piano nutrizionale nazionale che domani può diventare quella famosa, domanda in dotta. Ora vediamo quali sono gli scenari indicati, perché il 2030 è considerata la fine della fase di ottimizzazione. Atavola per i cinesi non cambia quasi niente la dieta resta ricca di proteine, anche se si fanno scelte diverse, esempi i giovani stanno diventando molto vegetariani. Andiamo avanti, per il 2040 ci si aspetta al cambiamento strutturale, ovvero le proteine alternative dovranno raggiungere la parità di prezzo sui prodotti più cari. Arrivanda a coprire circa 14% del consumo di manzo e il 16% di quello di pesce. In questo scenario la soia è importata cala del 30%. E dovrebbe succedere una cosa ancora più clamorosa. La cina diventa esportatrice netta di proteine animali. Parliamo di polla me, laticini, uova, prodotti a quatici dallevamento. Nel 2040 ci si aspetta, cioè che la produzione interna superi la domande in alcune categorie. Chi oggi vende alla cina, domani troverà la cina come concorrente sui mercati. Arriviamo all'ultima fase il 2050 il nuovo equilibrio. Una terza andata di innovazione rendera la carne coltivata commercialmente sostenibile e a quel punto le proteine alternative arriveranno a coprire tra il 35% e il 55% della domanda a seconda della categoria. La cina esporterà quasi 45 milioni di tonnellate di pesce e crustace dal levamento. La soia importata rispetto a 2025 scende del 32% e curiosamente il maiserà d'uropia diventando il mangiime e il substrato chiave per la fermentazione, ma si come rende più del doppio della soia per retro, l'impronta complessiva di terra delle importazioni cinenzi cala di oltre 7 milioni di attra. E la cina si ritrova come colsolare e con le autellettiche, l'edere globale di un'altra tecnologia del secolo. Non più solo compratore di cibo ma fornitore mondiale di aminoacidi, bioreattori, infrastrutture, per le proteine alternative. Cioè la cina le produrrà ma ci darà anche agli strumenti per produrre. Ora per tornare un attimo con i piedi per terra e tornare i giorni nostri voglio presentarvi un altro report che mi è stato gentilmente mandato, quello del Good Food Institute. Questo report in realtà indica dei problemi legati al calo dei finanziamenti e la chiusora delle aziende a delle battagli sui brevetti rispetto proprio alla carne coltivata, ad esempio. In più viene specificato che la parità di prezza ancora un'orizzonde, che non è un fatto. E sul piano regolatorio il mondo va a velocità diverse tra l'altro perché gli statunite è un'otagliato quasi tutti i fondi pubblici, ad esempio la ricerca, annunciando appena 6 milioni di dollari di nuovi finanziamento. Mentre abbiamo cina e un'uono europea che a ritmi diversi sembrano voler investire in questo settore. Ma è chiaro che non è come per le autellettiche, come per il solaria che tutti vogliono applicare queste nuove tecnologie strumenti. Per la carne coltivata probabilmente ci saranno più problemi perché l'America si ritira pechine e Bruxia alla Vanzano, ma il mercato come diceva ancora tutto da creare. Ma il report di sistemi che quello da cui siamo partiti avvisa gli investitori occidentali dice che questa transizione si riva, si sentirà tutta insieme. La domanda non è più se la cina applicerà al cibo la stessa capacità ha applicato ad altri settori. Ma quanto in fretta lo farà e se gli altri si stanno già preparati. Bene con questa panoramica sul cibo vi saluto perché questo è l'ultima puntata della stagione di zumcina che tornerà però a settembre. Buone vacanze. La peridivo si allunga per aspettare il tramonto e diventa una cena sul terrazzo, veloce fresca, coi amici. E sotto questo cielo stellato non ci sta un bel gelato. Com BIMBTM7 ha sapore le state una ricetta alla volta, senza pensieri. Lasciati ispirare da più di 100.000 ricette, scopri di più su BIMB.t. Ciao sono Lorenzo Pregliasco. E io lo Lorenzo Baravalle. Nel podcast qui si fa l'Italia, realizzato in collaborazione con Will, vi raccontiamo ogni mese i momenti che hanno fatto la storia del nostro paese, momenti di gioia collettiva e in mensetragedi, storie di presidenti e di persone comuni. E venti che hanno segnato un prima e un dopo. Poi ascoltare qui si fa l'Italia sulla tua piattaforma audio preferita. [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. La Cina è il più grande importatore di cibo al mondo, con un deficit commerciale agricolo di 124,5 miliardi di dollari nel 202
  2. La dipendenza da fornitori concentrati (Brasile, Argentina, Stati Uniti) è vista come un problema di sicurezza nazionale.
  3. Pechino applica al cibo lo stesso metodo usato per solare e auto elettriche
  4. Il 15° piano quinquennale (2026) introduce biologia sintetica e nuove proteine, puntando a una modernizzazione agricola offensiva.
  5. Entro il 2040 si prevede una riduzione del 30% delle importazioni di soia e la Cina potrebbe diventare esportatrice netta di proteine animali.
  6. Entro il 2050, le proteine alternative potrebbero coprire il 35-55% della domanda, con la Cina leader globale nel settore.
  7. Il Good Food Institute segnala ostacoli

Summary:

Il testo analizza la strategia cinese per la sicurezza alimentare, partendo dalla sua crescente dipendenza dalle importazioni agricole. Nel 2024, la Cina ha registrato un deficit commerciale agricolo di 124,5 miliardi di dollari, assorbendo il 60% della soia mondiale e il 24% del manzo, con fornitori concentrati in Brasile, Argentina e Stati Uniti. Questa dipendenza è vista come una minaccia alla sicurezza nazionale, aggravata da shock come la peste suina africana e le tensioni commerciali con gli USA.

Per questo, Pechino sta applicando al cibo lo stesso modello che ha reso la Cina dominante nel solare e nelle auto elettriche: coordinamento centrale, finanziamenti statali a basso costo, concorrenza interna, supporto normativo e domanda indotta. Il nuovo piano quinquennale (2026) punta su biologia sintetica e nuove proteine, con investimenti in biomanufacturing e fermentazione. Gli scenari prevedono che entro il 2040 le proteine alternative coprano il 14-16% del consumo di manzo e pesce, riducendo le importazioni di soia del 30% e rendendo la Cina esportatrice netta di proteine.

Entro il 2050, la carne coltivata potrebbe diventare sostenibile e la Cina esporterà tecnologia e infrastrutture per proteine alternative, diventando leader globale. Tuttavia, il Good Food Institute segnala sfide: calo dei finanziamenti, soprattutto negli USA, battaglie sui brevetti e parità di prezzo ancora lontana. La domanda non è più se la Cina guiderà questa transizione, ma quanto velocemente lo farà e se gli altri paesi sono pronti.

FAQs

La puntata analizza come la Cina stia applicando al settore alimentare lo stesso metodo usato per il solare e le auto elettriche, puntando sulle proteine alternative e la carne coltivata per ridurre la dipendenza dalle importazioni.

La Cina ha solo l'8% della terra arabile mondiale ma il 15% della popolazione globale, e con la crescita del reddito è aumentato il consumo di proteine animali. La produzione interna non tiene il passo, portando a un deficit commerciale agricolo di 124,5 miliardi di dollari nel 2024.

Le cinque leve sono: visione strategica coordinata dal governo, ambiente imprenditoriale denso, sostegno finanziario con capitale a basso costo, supporto normativo rapido e domanda indotta creata dallo stato.

Nel 2030 la dieta cinese resta simile; nel 2040 le proteine alternative copriranno il 14% del manzo e il 16% del pesce, con la Cina esportatrice netta; nel 2050 copriranno il 35-55% della domanda, con la Cina leader globale.

Le aziende si concentrano in tre aree: lo Yangtze (manifattura), la regione di Jing-Jin-Ji (ricerca) e il Guangdong (commercializzazione).

Il report segnala un calo dei finanziamenti, la chiusura di aziende, battaglie sui brevetti per la carne coltivata e il fatto che la parità di prezzo è ancora lontana.

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