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Ep. 65 - Xi Jinping vuole una Cina meno diseguale

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Ep. 65 - Xi Jinping vuole una Cina meno diseguale

Il discorso di Xi Jinping dell'agosto 2021 segna una svolta nella politica cinese, elevando la prosperità comune a principio guida dello sviluppo. Questo concetto, radicato nella storia del Partito Comunista, ha subito profonde trasformazioni: dal collettivismo maoista, passando per il pragmatismo di Deng Xiaoping che ha permesso a 800 milioni di persone di uscire dalla povertà ma ha generato forti disuguaglianze, fino all'attuale urgenza politica sotto Xi. Il XV Piano Quinquennale integra la prosperità comune in 16 ambiti, con indicatori come l'aspettativa di vita (oltre 79 anni) e l'istruzione (11,3 anni di scolarizzazione), sostituendo il PIL come metrica principale. La strategia si fonda sulle "nuove forze produttive di qualità": innovazione tecnologica radicale (IA, robotica, biotecnologie) per creare ricchezza da redistribuire attraverso tre livelli: mercato, fisco e filantropia. Le grandi aziende sono chiamate a collaborare agli obiettivi nazionali, mentre la regolamentazione frena l'espansione selvaggia del capitale. Tuttavia, l'attuazione affronta sfide strutturali: la stretta fiscale del 2025 (calo delle entrate pubbliche e del mercato immobiliare) limita i servizi pubblici, mentre la sovrapproduzione industriale alimenta tensioni commerciali globali. In definitiva, la prosperità comune non è solo una politica domestica, ma un progetto per rendere la Cina più stabile e autosufficiente, riducendo la dipendenza dai mercati esteri e costruendo un sistema economico capace di resistere alle "tempeste pericolose" internazionali. Il successo dipenderà dalla capacità di trasformare gli investimenti in fiducia dei consumatori.

Transcription

1448 Words, 9742 Characters

Italian
Questo coim mano è la stampa di un lungo discorso che Xi Jinping ha fatto la decima riunione della Commissione centrale per gli affari finanziarie ed economici il 17 agosto 2021. Poi ne vedremo alcuni aspetti. Di questo discorso racinteressa in particolare un concetto che nel tempo assunto rilevanza in China la prosperità comune, Gontong Fu Yu. La transizione verso quella che la leadership definisce una modernizzazione in stile cinese ha imposto una reinterpretazione radicale della crescita. In questa nuova fase la distribuzione della ricchezza non è più vista come uno stacolo all'efficienza ma come la condizione necessaria per sostenere la domanda interna. E ha anche una risposta strategica a un contesto internazionale sempre più instabile. Sotto Xi Jinping, la prosperità comune state levata ha requisito generale per lo sviluppo economico e sociale. Il suo ruolo oggi è quello di collante trastabilità sociale e innovazione tecnologica, mentre il paesa fronta sfide strutturali pesanti. Un invecchiamento demografico accelerato e un rallentamento della produttività. In questa puntata analizzeremo la metà morfosi di questo concetto, dalle sue radici rivoluzionarie fino alla sua applicazione attuale come motore delle nuove forze produttive di qualità. Vedremo come la cina stia cercando di rispondere alla contraddizione principale della sua società. Il divario tra uno sviluppo squilibrato e il bisogno di una vita migliore per i propri cittadini. Per capire all'importanza della prosperità comune oggi bisogna fare un salto nel passato come accade spesso in cina. Se ben el termine sia una costante nell'essico del Partito Comunista, il suo significato è mutato profondamente attraverso le diverse epoche dello sviluppo socialista. Le radici dell'espressione prosperità comune risalgono ai primi anni cinquanta, Mao Zedong usò il concetto legandolo alla collettivizzazione delle campagne e all'eliminazione della proprietà privata a feudale. In quella fase la prosperità comune era sinonimo di una società senza classi gestita attraverso il controllo statale. Ma durante il maoismo pur venendo stabiliti sistemi di welfare di base le turbulenze politiche impedirono la creazione di una ricchezza reale. Per la leadership attuale le redità di Mao non risiede nel success economico, ma nell'ancoraggio morale del Partito ha la promessa di giustizia sociale e alla lotta contro la polarizzazione, un termine che si gimpin' utilizza molto di frequente. Ad esempio nel 2021 su Shusha la rivista teorica del Partito, dove si gimpin' ha pubblicato un articolo dal titolo promuovere sempre la prosperità comune. Nel documento leggeamo che Uogo bisu Genju E Fanzu, Lian Lief and Hua su Jingong tomfu Yu, Xi Xiang Shouhei Xiye and Ying, ovvero il nostro paese deve trevenire fermamente la polarizzazione tra ricchi e poveri, promuovere la prosperità comune e realizzare l'harmonia e la stabilità sociale. Torniamo per un attimo alla storia. Una prima ruptura pragmatica sul concetto di prosperità comune avviene nel 1978 con den, Xiao Pien. La sua teoria sosteneva che la poverità non fosse socialismo e che per raggiungere l'obiettivo finale fosse necessario lasciare che alcune persone orregioni si arricchissero per prime. In pratica la ricchezza creata nelle zone costiere doveva scocciolare verso l'interno e verso quelle classi meno abbienti attraverso il sostegno statale e le forze di mercato che abbiamo visto, la scorsa puntata. Questo modello ha permesso di portare circa 700, 800 milioni di persone fuori dalla poverità assoluta, ma anche generato profonde diseguaglianze. Il coefficiente di ginia che misura proprio le diseguaglianze è aumentato sensibilmente negli ultimi tempi e il di vario trare urbane, errorali e diventato uno dei più alti al mondo. Con la scesa di Xi Jinping questa crescita asimmetrica viene dichiarata superata. La prosperità comune smette quindi di essere una spirazione di lungo termine e diventa un compito politico attuale, urgente. In questo momento la China si trova all'inizio dell'attuazione del 15° piano quinquennale, il documento che fa da bussola ai prossimi 5 anni che sono considerati cruciali per consolidare le fondamenta della modernizzazione socialista del Paese. In questo piano la prosperità comune non è più un obiettivo isolato, ma è diventato il principio organizzatore di 16 diversi ambiti che vanno dalla governance, alla revitalizzazione rurale fino all'innovazione scientifica. È un cambiamento fondamentale rispetto al passato è la scelta degli indicatori di successo. Il quindicesimo piano introduce 20 indicatori principali di cui 7 riguardano direttamente il benessere pubblico. E questo cosa significa? Significa che il pill non è più l'unica metrica di riferimento. Tante che tra i target strategici per il 2030 troviamo una media di 11,3 anni di scolarizzazione per la popolazione attiva, necessaria per elevare il capital umano. Una spettativa di vita che superi 79 anni con un aumento sistematico dei posti alasilo nido per i bambini sottitre anni come risposta diretta alla crisi delle natalità. Un incremento della quota di letti infermieristici per gestire l'invecchiamento accelerato della società. Ecco al centro di tutta questa trasformazione c'è il concetto di nuove forze produttive di qualità. Singsu, Shen, Changli, introdotto da Xi Jinping per descrivere un modello di crescita basato sull'innovazione tecnologica radicale. Questo concetto stabilisce che la prosperità comune non può essere raggiunta semplicemente redistribuendo una ricchezza stagnante. Serve per fare un esempio una torta più grande e migliore generata dai massici investimenti nell'intelligenza artificiale applicata, nell'informazione quantistica, nelle biotecnologie, ci sono 120 miliardi di euro solo sulla robotica. La logica è questa, l'innovazione genera valore mentre la prosperità comune garantisce che il capitale umano sia adeguatamente formato e motivato per sostenerla questa innovazione, sono due facce della stessa medaglia. E in questa visione ridurre la vulnerabilità sociale è anche una questione di sicurezza nazionale. Un mercato interno più equilibrato e unificato diventa all'uscudo necessario per ridurre la dipendenza dalle esportazioni e resistere alle pressioni esterne. Sul piano operativo la campagna per la prosperità comune si articola su tre livelli di distribuzione. La prima avviene attraverso il mercato, la seconda attraverso la leva fiscale e i servizi pubblici dello stato. Ma è la terza distribuzione ad aver attirato più attenzione, perché il partito, incoragiattivamente la filantropia e le donazioni, da parte ad esempio dei colossi industriali e tecnologici per ridurre i divari sociali. E questo si collega direttamente alla campagna contro la zben, pussu, cuojan, ovvero le expansioni disordinata del capitale. La regolamentazione dell'economia delle piattaforme ribadita nei documenti attuali segna la fine della crescita selvagia per le big taxinesi. Il governo chiede ora che queste aziende agiscano come vettori della prosperità comune, proteggendo i diritti dei lavoratori e orientandilo al Goritmi verso obiettivi di utilità sociale e di sovranità sui dati. Insomma abbiamo un po' tutto quello che rappresenta la politica per il partito comunista cineson, economia che consente l'impresa privata, ma da tenere sotto controllo le grandi aziende che devono in qualche modo cooperare per quelli che sono gli obiettivi nazionali e nello stesso tempo, ovviamente il benessere la sicurezza dei cittadini. Nonostante l'architetura teorica del nuovo piano quinnanale, l'attuazione della prosperità comune in questo momento deve naturalmente fare anche i conti contensioni strutturali significative. La sfida principale quella che in cina viene definita la stretta fiscale. Nel 2025 per la prima volta in tre decenni, le entrate del bilancio pubblico generale sono diminuite. Il declinio del mercato immobiliare approsciugato la vendita dei diritti d'uso del suolo, che per anni aveva rappresentato la colonna vertebrale delle finanze locali. Insinntesi senza questa base la capacità dello stato di finanziare sanità, pensioni e servizi pubblici è sottopressione. E pechino sta rispondendo non con grandi stimoli la domanda, ma con una centralizzazione della spesa e con i ricorso ai trasferimenti delle imprese statali. E sul piano internazionale questo si traduce nel cosiddetto China Shock 2.0, come stato chiamato dai media internazionali. Cioè la massiccia sovra produzione industriale cinese spinta dagli investimenti nelle nuove tecnologie ma frenata, da una domanda interna ancora debole, si riversa sui mercati globali alimentando tensioni commerciali. L'iso ma il dilema in questo momento è molto chiaro, la prosperità comune dovrebbe incentivare i consumi, ma le politiche restano fortemente orientate all'offerta e alla produzione. Insomma, il suo idone il successo del nuovo piano quinnale dipenderà dalla capacità di trasformare gli investimenti in una reale fiducia dei consumatori. E la prosperità comune indefinitiva non è quindi solo una politica domestica, è un progetto di rifondazione dell'identità del socialismo con caratteristiche cinesi. In questo momento la visione di una comunità dal destino comune, come piace dire a Xi Jinping, è strettamente legata in realtà il successo della redistribuzione interna. E la logica è questa. Un paese più ecco è un paese più stabile, è un paese più stabile e più difficile da contenere. Reducendola dipendenza dei mercati esteri e costruendo un mercato interno unificato, il partito comunista mira a creare un sistema economico autonomo, capace di resistere a quelle che Xi Jinping chiama, tempeste pericolose nel panorama internazionale. All'une di prossimo. [Musica] [Musica]

Podcast Summary

Key Points:

  1. Il discorso di Xi Jinping del 17 agosto 2021 ridefinisce la prosperità comune (Gongtong Fuyu) come principio organizzatore centrale dello sviluppo cinese.
  2. Il concetto si è evoluto dalle radici maoiste (collettivizzazione) al pragmatismo di Deng Xiaoping (arricchimento di alcune aree) fino all'attuale urgenza politica sotto Xi.
  3. Il XV Piano Quinquennale integra la prosperità comune in 16 ambiti, con 7 dei 20 indicatori principali focalizzati sul benessere pubblico, superando il PIL come unica metrica.
  4. La strategia si basa sulle "nuove forze produttive di qualità" (Xinzhi Shengchanli), ovvero innovazione tecnologica (IA, robotica, biotecnologie) per generare crescita da redistribuire.
  5. L'attuazione prevede tre livelli di distribuzione
  6. Le sfide strutturali includono la stretta fiscale (calo delle entrate pubbliche e del mercato immobiliare), che limita la capacità di finanziare servizi pubblici.
  7. A livello internazionale, la sovrapproduzione industriale (China Shock 2.0) alimenta tensioni commerciali, mentre la prosperità comune mira a creare un mercato interno autonomo per resistere a pressioni esterne.

Summary:

Il discorso di Xi Jinping dell'agosto 2021 segna una svolta nella politica cinese, elevando la prosperità comune a principio guida dello sviluppo. Questo concetto, radicato nella storia del Partito Comunista, ha subito profonde trasformazioni: dal collettivismo maoista, passando per il pragmatismo di Deng Xiaoping che ha permesso a 800 milioni di persone di uscire dalla povertà ma ha generato forti disuguaglianze, fino all'attuale urgenza politica sotto Xi. Il XV Piano Quinquennale integra la prosperità comune in 16 ambiti, con indicatori come l'aspettativa di vita (oltre 79 anni) e l'istruzione (11,3 anni di scolarizzazione), sostituendo il PIL come metrica principale.

La strategia si fonda sulle "nuove forze produttive di qualità": innovazione tecnologica radicale (IA, robotica, biotecnologie) per creare ricchezza da redistribuire attraverso tre livelli: mercato, fisco e filantropia. Le grandi aziende sono chiamate a collaborare agli obiettivi nazionali, mentre la regolamentazione frena l'espansione selvaggia del capitale. Tuttavia, l'attuazione affronta sfide strutturali: la stretta fiscale del 2025 (calo delle entrate pubbliche e del mercato immobiliare) limita i servizi pubblici, mentre la sovrapproduzione industriale alimenta tensioni commerciali globali.

In definitiva, la prosperità comune non è solo una politica domestica, ma un progetto per rendere la Cina più stabile e autosufficiente, riducendo la dipendenza dai mercati esteri e costruendo un sistema economico capace di resistere alle "tempeste pericolose" internazionali. Il successo dipenderà dalla capacità di trasformare gli investimenti in fiducia dei consumatori.

FAQs

La prosperità comune (Gongtong Fuyu) è un principio guida dello sviluppo economico e sociale cinese, introdotto da Xi Jinping, che mira a ridurre le disuguaglianze e garantire una distribuzione più equa della ricchezza.

Sotto Mao Zedong, la prosperità comune era legata alla collettivizzazione e all'eliminazione della proprietà privata, mentre con Xi Jinping è diventata un compito politico urgente, focalizzato sulla redistribuzione e sull'innovazione tecnologica.

Nel 15° piano quinquennale, la prosperità comune è un principio organizzatore per 16 ambiti, tra cui governance, revitalizzazione rurale e innovazione scientifica, con 7 dei 20 indicatori principali dedicati al benessere pubblico.

Le nuove forze produttive di qualità (Xinzhi Shengchanli) sono un modello di crescita basato sull'innovazione tecnologica radicale, come intelligenza artificiale e biotecnologie, che genera valore e sostiene la prosperità comune.

La distribuzione avviene su tre livelli: attraverso il mercato, tramite la leva fiscale e i servizi pubblici, e mediante la filantropia e le donazioni delle grandi aziende, come parte della terza distribuzione.

Le sfide includono la stretta fiscale dovuta al declino del mercato immobiliare, la riduzione delle entrate pubbliche e la necessità di trasformare gli investimenti in fiducia dei consumatori, nonostante le tensioni commerciali globali.

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