Il podcast "Vietato Leggere" analizza se la Cina possa essere definita una tecnocrazia, partendo dall'evento simbolico del febbraio 2025, quando Jack Ma riappare accanto a Xi Jinping. Questo segna un nuovo patto sociale: il Partito Comunista ha compreso di aver bisogno degli imprenditori privati per vincere le sfide tecnologiche, ma impone loro di abbandonare la finanza facile e dedicarsi all'innovazione nazionale, in settori come intelligenza artificiale e semiconduttori. La Cina non è più la fabbrica del mondo, ma un laboratorio dove il capitale privato serve la volontà politica. Il concetto di "autoritarismo intelligente" descrive un sistema che non reprime tutto, ma usa la tecnologia per risolvere problemi quotidiani, rendendo la perdita di libertà civili quasi invisibile. Il libro "Breakneck" di Dan Van contrappone la mentalità ingegneristica cinese a quella legale statunitense: gli ingegneri cinesi costruiscono velocemente, mentre gli avvocati americani bloccano con cavilli. Questa mentalità si estende anche alla produzione militare, dove la capacità di convertire rapidamente la produzione civile in bellica è un vantaggio strategico. Nuovi imprenditori, cresciuti sotto il controllo del partito, accettano questo sistema come ambiente naturale. Alibaba, ad esempio, si è riconvertita da piattaforma commerciale a fornitore di infrastrutture IA e cloud, investendo oltre il 10% del fatturato in ricerca e sviluppo. In conclusione, la Cina è una tecnocrazia "breakneck", uno stato di ingegneri che ha già costruito il domani, mentre l'Occidente negozia il presente. La sfida non è più solo tra democrazia e dittatura, ma tra una società di avvocati e una di ingegneri.
Ciao, sono Andrea Falcone e nel podcast "Vietato Leggere", parliamo del libro "Leggere l'olita teran di Azarna Fisi" insieme alle ragazze del gruppo di lettura del salone del libro a 4 autrici e a un autore. Poi ascoltare "Vietato Leggere" sulla tua piattaforma audio preferita. Oggi partiamo da una scena venuta un po' più di un anno fa nel febbraio 2025. Jack Ma, celebre emitico fondatore del colosso degli combre scolbale, Alibaba, riappare, dopo un lungo periodo durante il quale non si era fatto vedere. È seduto, sorridente, partecipa a un forum per imprenditori e a pochi metri da lui, c'è Xi Jinping. E proprio lui che qualche anno fa, bloccando la quotazione del braccio finanziario di Alibaba and Financial, aveva dato vita la rectificazione delle aziende tech cinesi. Miliardi evaporati, fondatori spariti dalla scena pubblica, un segnale chiarissimo su chi comanda. E trovarli così vicino a febbraio del 2025, non è però un ritorn al passato, è l'annuncio ufficiale di un nuovo contratto sociale. Il partito comunista ha capito che per vincere le sfide tecnologiche del futuro non può far a meno dei suoi imprenditori privati, ma anche deciso che quegli imprenditori devono smettere di fare finanza facile per contribuire all'innovazione tecnologica nazionale, devono lavorare per la grandezza della scena non per il proprio profitto. E tutto questo ci porta alla nostra domanda di oggi. Ma la scena è una tecnocrazia? Per anni l'ocidente sia accullato in una certezza che oggi appare quasi ingeno, all'idea che un sistema autoritario possa accopiare, ma non possa mai inventare nulla di veramente rivoluzionario. Gianni Ferlind, su Foreign Affairs, descrive perfettamente il nostro errore di valutazione. La saggetta convenzionale ha scritto a lungo sostenuto che la scena non sarebbe mai diventata una potenza tecnologica. Le istituzioni autoritari del paese si sosteneva, soffocavano l'innovazione attraverso la repressione la censura, ma in un battito di ciglia la scena diventata un líder globale dell'innovazione. Insomma potremmo dire che mentre si aspettava il crollo di pechino sotto il peso della sua stessa burocrazia, la tecnocrazia cinese stava invece facendo qualcosa di impensabile, stava istituzionalizzando il rapporto ai coi privati. Non più quindi raidi improvvisi della polizia o sparizioni misteriose, ma una nebbia regolatoria che si dirada per lasciare spazio regole chiarissime. E lo scopo non è dare libertà nel senso occidentale del termine, ma creare un allineamento. In messaggio Jack Ma, ai nuovi imprenditori, vi daremo stabilità, vi daremo capitale e vi daremo protezione, ma in cambio dovete smettere di costruire app per fare shopping e videojocchi e dovete iniziare a costruire in cervelli della prossima rivoluzione industriale, intelligenza artificiale e semi-conduttori di alta qualità. Siamo all'inizio di una nuova era. La cina da tempo non è più la fabbrica del mondo e è diventata un laboratorio dove il capitale privato è diventato lo strumento della volontà politica. Per capire come funzioni tutto questo, dobbiamo scordarci, nanti tutto l'immagine della dittatura novecentesca fatta di soli i divieti e propaganda martellante. La cina scoperto che l'efficienza è la miglior forma di controllo. E quella che Gianiferlande finisce autoritarismo intelligente. L'obiettivo non è bloccare tutto, ma creare un sistema dove la tecnologia risolve i problemi quotidiani prima ancora che diventino la mente le politiche. Se il taxi arriva in tre minuti, se la zuppa ti viene consegnata da un drone che abbiamo visto qui a zuccine, se le Iai ti evitano l'ecco di no spedale perché dovresti desiderare un altro sistema di cambiare il sistema in cui vivi. È una formula che ha trovato quello che gli esperti chiamano punto di equilibrio perfetto. Ci chiamano ancora Gianiferlande, sempre su Foreign Affairs. Per seguendo quello che chiamo l'autoritarismo intelligente, il partito comunista cinese ha adattati i suoi strumenti di controllo all'esigenze dell'era dell'informazione globalizzata. Pechino ha trovato modi per fornire libertà agli imprenditori e agli innovatori inibendo al contemplazione collettiva e frenando le passioni che potrebbero mettere in pericolo il sistema. Il trucco è tutto qui. La libertà totale è pericolosa, ma la repressione totale è paralizzante. E allora il partito ha deciso di appaltare l'innovazione ai privati una parte, lasciando ricorrere, ma circondandoli di un recinto invisibile. Le AI incinano un serve solo a sorvegliare, per quello ci sono già moltissimi altri strumenti, compresi gli occhi umani di chi ha come unico scopo proprio quello. Le AI serve a prevedere i bisogni della popolazione agestire il traffico, ottimizzare l'energia. A servire il popolo potremmo dire. È un autoritarismo che si fa Smart per essere accettabile. Se la tecnologia rende la tua vita incredibilmente comoda, la perdita di alcune libertà civili diventa per molti un prezzo accettabile o addirittura invisibile. Il partito non ti dice più solo cosa non può ai fare, ma ti mostra tutto quello che può ai fare grazie alla sua guida tecnocratica. Solo che questo equilibrio regge se la macchina continua a correre a una velocità che noi inocidente ci sogniamo. È de qui che entra in gioco la mentalità di chi guida quella macchina. Allora entriamo nel cuore della questione in quella distinzione che spiega perché la cina sembra vivere in un altro pianeta nel futuro. E per capire in che modo tutto questo funzioni dobbiamo introdurre Dan Van e il suo libro "Breakneck" che ha avuto molto successo, creato, molta attenzione, si è in cina, si è inocidente dove se ne è parlato allungo. Ecco Van Dan lancia una provocazione che smonta la nostra idea di competizione globale, una provocazione, quindi teniamo conto anche di alcune caratteristiche del libro di Van Dan. Il problema sostiene Van Dan non è solo quanto spending ricerche sviluppo, ma la mentalità di chi decide come spendere quei soldi. Da una parte Washington dall'altra pechino. Van Dan describe questo scontro così. Il contrasto più netto tra i due paesi è la competizione che definirà al ventunesimo secolo. Un'elitta americana fa per lo più di avvocati che celle nell'ostruzione, contro una classe tecnocratica cinese fa per lo più di ingegneri che celle nella costruzione. La cina ha nottato ingegneristico che costruisce in grande velocità "Breakneck", in contrasto con la società legale degli stati uniti che blocca tutto ciò che può nel bene e nel male. Ovviamente è una provocazione che ha creato anche una discussione perché per Van la risposta alla nostra domanda, cioè se la cina sia una tecnocratia diventa un fragoroso sì. Secondo lui quando una avvocata americano si trova davanti a un'innovazione e la prima cosa che fa è cercare il rischio, il precedente, il cavillo per tutelarsi. Quando un ingegnere cinese si trova davanti a un problema cerca la soluzione tecnica e la scala alla velocità della luce. Ciao sono Piero Colaprico e nel mio nuovo podcast vi racconto una storia lunga 50 anni. La storia di come l'Andranca è da sempre Samilano e tutta la Lombardia. Il primo episodio di Le Mane sulla Città è disponibile sulle principali piattaforme di ascolto e può ascoltare in antiprima la serie completa "Sull App, Mai, Tim". Questa mentalità "Breakneck" che naturalmente non piace soprattutto agli statunitensi come viene descritta da Van Dan trasforma al paese in un inmenso cantiere. Se serve una rete ferroviaria ad alta velocità la cina non passa dieci anni intribunale per esproprio le valutazioni di impattambientale infinite, la costruisce. Se serve dominare il mercato delle batterie lo stato coordina l'intera filiera, dalle miniera in Africa, la fabbrica di qualche città cinese, con una precisione dice Van Dan che un sistema guidato da juristi e lobbisti non si può neanche sogniare. La cina quindi ha portato gli ingegneri a uno scontro tecnologico dove gli statuniti ha mandato gli avvocati e nel mondo in cui stiamo vivendo chi saccostruire un vantaggio su chi sa solo leggi ferrare. Ma ce ho risvolto ancora più profondo in questa mentalità ingegneristica ed è quello che riguarda la capacità di produrre non solo ben essere, ma anche potere militare. Questa mentalità, secondo Van Dan, non è una scelta solo academica o economica, è una postura strategica che Van Dan definisce in modo molto chiaro. Nel mondo della tecnocratia cinese l'innovazione non serve solo a far salire le azioni in borsa ma garantire la sopravvivenza e la supremazia fisica dell'ostato. Per Van la cina ha smesso di preoccuparsi delle sottigliezze diplomatiche o dei dibattiti etici che paralizzano l'ocidente. Ha capito che in un mondo sempre più instabile, la vera capacità è quella di trasformare la materia in scala industriale. E in questo caso Van Dan lancia quella che forse la cittazione più cruda di tutto il libro. Un concorso tra un strato ingegneristiche, uno composto da avvocati rammolliti, non è una lotta equa. La cina può costruire, questo racconterà se i due paesi decidranno mai in un scenario apocalittico di andare in guerra. Nessun esercito poesce.
alimentato solo da le IAI, avrà bisogno di droni e munizioni. E lo stato ingegneristico è meglio attrezzato per produrli in quantità schiacciante. È una frase che può piacere o non piacere che comunque dal suo punto di vista quello di Van Dan ribalta completamente la narrazione statunitense perché mentre Washington si pensa che le IAI, sia una sorta di bacchetta magica immateriale in China, viene vista come il software che deve guidare l'hardware. E per Van Dan questa è la vera faccia dello stato ingegneristico, una macchina che affuso la produzione civile con quella militare. Un altro esempio, se puoi costruire milioni di auteletri che in un anno, puoi costruire milioni di droni in poco tempo in un mese. Se è standardizzato l'intera filiera delle batterie, hai già vinto la sfida della logistica energetica in caso di conflitto. Il Blackneck Cinesa è questa velocità di conversione, la capacità di un sistema che può decidere domani mattina di spostare un'intera provincia su una nuova tecnologia strategica e tutti gli sporzi conseguenti. Ora continuiamo a seguire questa provocazione di Van Dan sapendo che il gap militare tra Cine statuniti comunque c'è ancora ad ammesso dagli stessi cinesi, ma chiediamoci chi sono i protagonisti di questa corsa, chi sono gli ingegneri sul campo che stanno accettando questo patto con il partito comunista Cinesa. E chiudiamo dunque questo cerchio tornando alla realtà, perché la domanda la Cina è una tecnocratia, trova una sua risposta guardando a chi sta costruendo il futuro Cinese oggi. Over una nuova generazione di imprenditori che Lisili e Jincian, in un pezzo su Foreign Affairs, descrivono in modo affascinante per certi versi per qualcuno, magari inquietante. Sono giovani e ingegneri che a differenza dei vari Jack Ma non hanno mai conosciuto la Cina dei sogni liberali precedenti agli anni 2000 per loro il controllo del partito non è un interferenza, è l'ambiente naturale in cui sono nati e operano. Questi giovani non si sentono vittime di questo sistema "ansi", come ha dimostrato di Psyck, l'azienda cascosso il mondo delle Iai. Questi ragazzi e queste ragazzi operano all'interno della frontiera tecnologica senza mai sfidare la politica, sono la prova vivente che il modello Ibrido, che amiamolo così di Xi Jinping, funziona. Poi avere vitalità imprenditoriale anche dentro un perimetro politico bendedineato e con confini molto chiari. C'è da chiedersi cosa succede ai vecchi giganti che si sono dovuti trasformare per sopra vivere a questo sistema e a l'ibaba è l'esempio perfetto perché non è più il centro commerciale del mondo, la banca dei piccoli e risparmiatori che irritava pechino. Come riporta proprio forne offersa, l'ibaba si è silenziosamente reinventata e passata dall'essere una piattaforma rivolta ai consumatori a un fornitore di infrastruttura Iai e Cloud. A la fine del 2025 prodotti legati alle Iai avevano registrato una crescita a 3 cifre. Aribaba non sta solo rendendo o maggio alle priorità dello stato, radicalmente rimuodelato il suo modello di business perché oggi investe più del 10% del suo fatturato in ricerca e sviluppo, ad esempio sui chip. Asmesso di vendere Scarpe per costruire i neuroni della superpotenza. È la vittoria della tecnocrazia al capitale privato che si rende alla missione nazionale. Quindi per rispondere alla nostra domanda, sì, la cina può anche essere considerata una tecnocrazia, ma è una tecnocrazia, brecne, a cavalocità totale, un sistema dove lo stato stabilisce gli obiettivi, gli ingegnieri costruiscono le soluzioni e il diritto è un binario che deve far scorre il treno il più velocemente possibile. Come scrivono Lee Egin nel finale dell'orosaggio, il nuovo patto del partito con il settore privato non riguarda l'obbedienza, ma la convergenza. L'ambizione è benvenuta e le ricompensie sono ancora massiche, ma lo spazio per crescere è più limitato e definito dai bisogni politici. E così, mentre il nostro mondo si interroga su come regolamentare il futuro la cina ha deciso di ingegniere izzarlo e la sfida secondo Van Dangen è più solo tra democrazia edittatura, ma tra una società di avvocati che negozia il presente è uno stato di ingegneri che ha già costruito il domani e questa naturalmente è la sua posizione. All'une di prossimo. [Musica]
Podcast Summary
Key Points:
Il riapparire di Jack Ma accanto a Xi Jinping nel febbraio 2025 segna un nuovo contratto sociale in Cina: gli imprenditori privati devono contribuire all'innovazione tecnologica nazionale, non al proprio profitto.
La Cina non è più la "fabbrica del mondo", ma un laboratorio dove il capitale privato è strumento della volontà politica, secondo un modello definito "autoritarismo intelligente".
Il libro "Breakneck" di Dan Van sostiene che la competizione tra Cina e Stati Uniti è tra una classe di ingegneri (che costruisce velocemente) e una di avvocati (che blocca con cavilli).
La nuova generazione di imprenditori cinesi accetta il controllo del partito come ambiente naturale; aziende come Alibaba si sono riconvertite verso IA e semiconduttori.
Il sistema cinese punta sull'efficienza tecnologica per garantire controllo e benessere, rendendo la perdita di libertà civili un prezzo accettabile per molti.
Summary:
Il podcast "Vietato Leggere" analizza se la Cina possa essere definita una tecnocrazia, partendo dall'evento simbolico del febbraio 2025, quando Jack Ma riappare accanto a Xi Jinping. Questo segna un nuovo patto sociale: il Partito Comunista ha compreso di aver bisogno degli imprenditori privati per vincere le sfide tecnologiche, ma impone loro di abbandonare la finanza facile e dedicarsi all'innovazione nazionale, in settori come intelligenza artificiale e semiconduttori. La Cina non è più la fabbrica del mondo, ma un laboratorio dove il capitale privato serve la volontà politica.
Il concetto di "autoritarismo intelligente" descrive un sistema che non reprime tutto, ma usa la tecnologia per risolvere problemi quotidiani, rendendo la perdita di libertà civili quasi invisibile. Il libro "Breakneck" di Dan Van contrappone la mentalità ingegneristica cinese a quella legale statunitense: gli ingegneri cinesi costruiscono velocemente, mentre gli avvocati americani bloccano con cavilli. Questa mentalità si estende anche alla produzione militare, dove la capacità di convertire rapidamente la produzione civile in bellica è un vantaggio strategico.
Nuovi imprenditori, cresciuti sotto il controllo del partito, accettano questo sistema come ambiente naturale. Alibaba, ad esempio, si è riconvertita da piattaforma commerciale a fornitore di infrastrutture IA e cloud, investendo oltre il 10% del fatturato in ricerca e sviluppo. In conclusione, la Cina è una tecnocrazia "breakneck", uno stato di ingegneri che ha già costruito il domani, mentre l'Occidente negozia il presente.
La sfida non è più solo tra democrazia e dittatura, ma tra una società di avvocati e una di ingegneri.
FAQs
Il libro 'Leggere l'olita teran' di Azarna Fisi viene discusso nel podcast 'Vietato Leggere' da Andrea Falcone e le ragazze del gruppo di lettura del Salone del Libro.
Jack Ma, fondatore di Alibaba, è riapparso a un forum imprenditoriale accanto a Xi Jinping. Questo segna un nuovo contratto sociale in Cina, dove il Partito Comunista richiede agli imprenditori di concentrarsi sull'innovazione tecnologica nazionale anziché sulla finanza facile.
L'Occidente credeva che un sistema autoritario soffocasse l'innovazione, ma la Cina ha dimostrato il contrario, diventando un leader globale grazie all'autoritarismo intelligente, che combina controllo e libertà controllata per gli imprenditori.
È un sistema in cui il Partito Comunista cinese adatta i suoi strumenti di controllo all'era dell'informazione, offrendo libertà agli innovatori ma frenando le passioni pericolose, usando la tecnologia per risolvere problemi quotidiani e rendere accettabile la perdita di alcune libertà civili.
Secondo Dan Van, l'élite americana è composta da avvocati che bloccano l'innovazione con cavilli legali, mentre la classe tecnocratica cinese è fatta di ingegneri che costruiscono rapidamente soluzioni, dando alla Cina un vantaggio nella competizione tecnologica.
Alibaba è passata dall'essere un centro commerciale online a un fornitore di infrastrutture IA e cloud, investendo oltre il 10% del fatturato in ricerca e sviluppo su chip e IA, allineandosi alle priorità statali.
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