La dottoressa Silvia Goggi spiega che la carbofobia, la paura irrazionale dei carboidrati, è un fenomeno diffuso e spesso alimentato da informazioni false, social media e film. Sottolinea che i carboidrati sono essenziali per il funzionamento del cervello e per l’energia quotidiana, e devono rappresentare almeno il 45-60% dell’energia giornaliera secondo le linee guida scientifiche. Eliminarli o ridurli causa rallentamento del metabolismo, perdita di massa muscolare e aumento del rischio di ingrassamento quando si riprende a mangiare. Il cervello, in assenza di carboidrati, si comporta come se fosse in stato di crisi, spingendoci verso alimenti ricchi di grassi. La frutta e i cereali non devono essere demonizzati: offrono nutrienti importanti e un’energia immediata. La dieta chietoginica, sebbene utile in casi specifici, non è sostenibile per la vita quotidiana e può compromettere la salute. La mania di controllare i livelli di glicemia è un’altra forma di carbofobia. Si raccomanda di affrontare il problema con un approccio graduale, guidato da un professionista nutrizionale, per ripristinare un’alimentazione equilibrata, sana e in linea con i bisogni biologici.
Un pasto alla volta è il modo in cui ti consiglio di affrontare il tuo passaggio ad un'alimentazione sempre più vegetale.
Ciao, sono la dottoressa Silvia Goggi e negli anni ho aiutato migliaia di persone a passare ad un'alimentazione vegetale, il modo informato e consapevole.
In questo podcast ti insegnerò a conoscere le solide evidenze scientifiche alla base di questo modello alimentare e ti darò tanti spunti pratici per organizzare i tuoi pasti nella quotidianità.
Perché l'alimentazione vegetale è il futuro e il momento giusto per iniziare è il tuo prossimo pasti.
Buongiorno e benvenuti e benvenute in questa nuova quarta puntata del podcast un pasto alla volta.
Dal titolo di questa puntata avrete già capito che oggi si parla di carbofobia, un argomento che è transversale in realtà qualsiasi sia il tipo di alimentazione che seguite.
Quanto però di cui ci tenevo tantissimo a parlare perché è purtroppo, come vedo nelle visite che faccio con i miei pazienti, molto, molto comune e anche se magari adesso non vennerennete conto e poi vediamo bene cosa nel dettaglio la carbofobia in esiete affetti, questo modo di vedere alcuni alimenti e alcuni gruppi alimentari credetemi virovina la vita oltre che la salute.
La definizione di carbofobia non è ancora entrata a far parte del linguaggio di chi si occupa di salute mentale o almeno nell'ultimo manuale di classificazione dei disturbi di salute mentale non era inclusa, però è molto, molto utilizzata da chi fa il mio mestiere e quindi adesso vi spiego cosa si intende.
Una fobia è una condizione di ansia e paura nei confronti di qualcosa che non è realmente una minaccia, e in questo caso con carbofobia si intende la paura di quei cibi come la pasta, il pane, cereali, le patate, la frutta, il legumi, alcune verdure, quindi cibi contenenti carboidrati.
E questo poi come si traduce in termini di comportamento si traduce con un evitamento totale o parziale, ma comunque estremo di questi gruppi alimentari con chiaramente una compromissione non solo dello stato nutrizionale, ma anche della qualità di vita.
E se avete un parente, un familiare che limita i carboidrati, oppure se lo fate voi stessi anche se spero insomma che dopo questa puntata riconsidererete la cosa sapete benissimo di cosa sto parlando.
Volevo iniziare questa puntata leggendovi la prefazione che ho scritto per il libro della mia collega e amica dottoressa viola zulian. Lei ha scritto un libro molto bello che vi consiglio che si chiama il mio quaderno di alimentazione intuitiva e consapevole.
E lo scritto questa prefazione dove volevo un po' fare come in a Christmas Caroll, il fantasma dei natali futuri. E visto che il libro della mia collega parla proprio di comportamenti alimentari, restrittivi, pensieri, non fisiologici nei confronti del cibo mi piaceva mostrare allettore cosa sarebbe successo se non avesse preso in mano la situazione e se non avesse affrontato l'immotivata paura nei confronti del cibo.
E quando si appaura del cibo purtroppo per il mondo in cui viviamo il colpevole verso cui si punte il dito sono spesso ma non sempre i carboidrati e tutti i cibi contenenti carboidrati vedremo poi da un punto di vista nutrizionale questo come sia folle.
Però adesso volevo iniziare a leggervi questa prefazione proprio per farvi fare un salto nel vostro potenziale futuro se non cambiate formamentis e mi direte.
Siamo nel 2005 è un lune di mattina e stai facendo colazione prendi le gallette di riso dalla dispensa e ci spalmi sopra un cucchiaino di marmellata senza calorie.
Un prodotto di recente invenzione comparso finalmente anche nel tuo supermercato.
Non sa di nulla e a tolto quel l'ultimo barlume di gioia che restava al primo pasto della tua giornata.
Dopo che 40 anni fa hai detto adio per sempre ad ogni lievitato a favore di qui dischi che ricordano il polistirolo perché te lo aveva consigliato il tuo personal trainer dell'epoca.
Ma pensi al vestito attillato che è in mente di mettere al torneo di burracco di jovedì e ti fai forza.
Che soddisfazione che tikka da ancora perfettamente dopo tutti questi anni.
Certo, ti costa molti sacrifici e un'immensa fatica ma la salute prima di tutto, no?
Non importa se i tuoni poti preferiscono andare a pranzo dall'altra nonna, la tua consuocera, piuttosto che a casa tua.
Perché lei serve loro degli abbondanti piatti di pasta fumante ben conditi.
A casa tua c'è una regola invece.
Dieci maccheroni, non uno di più, e sono nei giorni festivi.
Quindi ci sono spagetti, perché tanto la pasta lunga ha un indice glicemico più basso.
Lo hai letto su internet da giovane e non te ne sei più dimenticata.
Che ne sanno i tuoni poti adolescenti di quanto si è importante mantenere un fisico asciuttissimo e scattante per la salute?
Niente, tuoni potete non ti parla più da quando è rifiutato la torta che aveva preparato per il tuo compleanno, pensando di farti o un piacere.
Maschersiamo, era fatta con zucchero bianco, neanche di cocco o meglio ancora con la stavia.
E lo sanno tutti che lo zucchero bianco è velleno.
Una notifica dal tuo smartwatch ti distoglie dei tuoi pensieri, e ti ricorda che ora dei tui 10 chilometri quotidiani di corsa in salita sul tapirullan.
Ti sei alzata con un po' di mal di schiena oggi, e staresti volentieri aletto a leggerti quel bel libro sul tuo comodino.
Ma come dice un tatuaggio ormai un po' sbiedito sul tuo bicipite, no pain, no gain.
Prendi coraggio, infiri le scarpe da ginastica e iniziate a mettere un passo dopo l'altro sul rullo, come ogni mattina da 50 anni a questa parte.
Ecco, questo era l'inizio della mia prefazione che poi andava avanti e consigliava di leggere il libro di viola, cosa che consiglio anche a voi.
Comunque vi dipinge in modo ovviamente caricaturelle, però mi cattanto purtroppo, quello che succede e la vita che conducono le persone che volontariamente decidono di rinunciare e di ridurre questo macronotriente fondamentale e, come vedremo,
il rinunciabile, sperando di far bene alla propria salute oppure di perdere peso, perché una volta i carboidrati si toglievano sbagliando solo per perdere peso.
Adesso invece nel 2024 ci siamo evoluti e i guru hanno cominciato a parlare anche di infiammazione, infiammazione che sarebbe alimentata dai carboidrati.
Ora in questa puntata faremo chiarezza, ma come prima cosa volevo dirvi di non far bene un crucio e non sentirvi in colpa, se anche voi avete questa mentalità nei confronti dei carboidrati perché, a meno di non essere un professionista del settore oppure da essere molto fortunati di non avere,
ma incontrato nessuno un professionista della salute e un genitore, una mica, un amico che, rovinasse il nostro rapporto con questo gruppo alimentare, è facile avere delle miscredenze riguardo, perché le sciocchezze sui carboidrati si sentono non solo ormai su tutti i social network, ma anche addirittura vi giuro nei film e nei cartoni animati.
Proprio queste stati mi è capitato di vedere una puntata di Garfield, mi sembra su Netflix, non presto molta attenzione e cartoni animati perché gli solito, io cucino, sistema, intanto i bambini li guardano, però mi ha colpito questa puntata perché Garfield doveva dimagrire, non mi ricordo se ero un sogno oppure era da realtà, comunque questo poco cambia, perché cosa detto la veterinaria Garfield nel momento in cui doveva dimagrire, ecco adesso niente carboidrati fino a che non avrei raggiunto il tuo peso forma.
E questo mi ha colpito molto, ma non è niente in confronto a quello che noi millegna, abbiamo sentito dire nel diavolo veste prada, non so se vi ricordate.
Andrea va a trovare Andrea e la nuova stagista, va a trovare Emilino Spedale, che ci rimane molto male perché sarà Andrea ad andare con Miranda a Parigi, e Emilino solo è molto arrabbiata perché Andrea va in questa alla Parigi Fashion Week senza meritarselo perché è arrivata da meno tempo di lei.
Soprattutto le dice che non se lo merita perché tu mangi carboidrati, no, come se fosse un vizio o una debolezza, mentre solo le vere persone che ci tengono alla linea alla salute hanno una forza di volontà ferre, attale da riuscire a non mangiare carboidrati, e quindi si merita no le cose belle.
Se poi guardiamo il social network, apre di cielo, viviamo in un momento storico che sinceramente speravo di non vedere mai, ma purtroppo qua siamo capitati, per io do storico in cui le persone sane ripeto non persone con diabetes, si impiantano dei sensori collegati a un'applicazione sul cellulare per misurare costantemente la loro glice mia, e ne fanno uno sessione, quindi demonizzano i carboidrati perché i carboidrati fanno una cosa normalissima, ovvero alzare la glice mia.
Poi chiaramente se parliamo di diabete, di tipo 1 o di diabete di tipo 2 e insolino resistenza sforiamo nel patologico, ma assolutamente sia chiaro questo ecco ci tengo a precisarlo adesso, penso l'avrei detto dopo, neanche le persone con diabete di tipo 1 o 2 o con insolino resistenza devono eliminare i carboidrati, assolutamente, non è che visto che la loro glice mia si alza in maniera non fisiologica, allora la soluzione e non assumere mai più uno zucchero nella loro interavita, perché so che purtroppo.
Ci sono persone che consigliano questo. Aprendi il social network adesso va anche di moda, era privi disco solo al pensiero, la dieta low carb zero carb, la dieta animal based, quindi dove praticamente si mette una croce sopra al gruppo alimentare in toto dei cereali e della frutta e anche qualche verdura perché contiene carboidrati.
Ovviamente anche i legumi che sono fonti proteiche che hanno anche dei carboidrati in favore di carne, su carne, su uova, fritta, nel burro e nell'ardo, però niente carboidrati mi raccomando perché i carboidrati sono il male.
Quindi in questo momento storico si incercano.
se vi è balenata per la mente l'idea pensando di far bene di restringere e eliminare questo gruppo alimentare.
Non vi biasimo, però al fine di non rovinarvi la vita la salute e soprattutto credetemi se avete dei
bambini o se frequentate dei bambini è molto importante che non passiate questa carbofobia anche
a loro perché sono delle spugne e si rischia poi di ripetere il cicolo, di avere inutilemente e
erroneamente demonizzato questi cibi e di passare questa paura poi anche ai bambini che ci circondano,
quindi spero che l'ascolto di questa puntata vi sarà utile e cominciamo. Non mi sono mai messa a
fare una statistica però qualunque collega alla scolto confermerà che quando facciamo le anamesi
alimentari dei pazienti, carpire, subodorare, collire anche se non è proprio conclamata una paura
nei confronti dei carboidrati, è molto molto frequente e noi che abbiamo l'orecchio allenato a capire
tutte le sfumature del discorso delle persone che abbiamo davanti lo capiamo, lo capiamo magari dal
fatto che vengono consumati solo a colazione a pranzo mentre si saltano la sera oppure che si usano
parole come mi concedo la pasta oppure non me la concedo la sera che c'è la pizza oppure alcune
persone pensano che il frumento sia il male e quindi se si vogliono mangiare carboidrati, si possono
consumare solo farine di cereali strani, cereali in chico, il più possibile variegati che per
carità non è una cosa sbagliata a variare il cereale però questo facendo un esempio diverso,
vero quando il variare il cereale non deriva da un desiderio di arricchiere la propria alimentazione,
ma da quello di limitare per qualche motivo che non ha senso di esistere cereali come per esempio il
frumento e il riso accusati di avere troppi carboidrati. Se vi riconoscete in questi comportamenti e
magari dite no ma io sto benissimo così il mio peso va benissimo, a meno un costa assolutamente
fatica non mangiare questo gruppo alimentare e vivo così benissimo d'anni innanzitutto dubito
che viviate così benissimo d'anni ma poi non è vero che non vi costa fatica, cioè come vedremo
più avanti il nostro cervello funziona a zuccheri che ci piacciono. I carboidrati sono un nutriente
essenziale che dobbiamo introdurre per forza, non esistono adietabilanciata che non ne contenga la
maggior parte per quanto riguarda l'energia giornaliera, la maggior parte dell'energia giornaliera deve
derivare da carboidrati. Quindi se voi vivete restringendo questo gruppo alimentare, scusate la
Franchezza ma non vi credo, non vi credo che questo non vi costi fatica, quindi non vale riuscire a
farlo solo per i primi pasti della giornata e poi abbuffarsi di biscotti. Questo non è mangiare
restringendo i carboidrati, ok? Questo è come vedremo restringere carboidrati, avere una normalissima
conseguenza che quella poi che il nostro cervello non c'era fa più e si butta giustamente aggiungo
sulla scatola dei biscotti. E poi non credo che questo non vestì a causando, a parte una fatica
imensa, perché se non ci riuscite, è normalissimo non riuscire a restringere carboidrati perché il
nostro cervello lo richiede. Ma se ci riuscite, avete una forza di volontà di ferro e questo non
è un complemento, è un invito a utilizzare quella energia mentale e tutta quella concentrazione,
quella fatica, perché costa fatica restringere carboidrati per fare qualcos'altro di più utile
produttivo nella vostra vita, piuttosto che prendere una autostrada verso la malnutruzione.
Spero di non avervi offeso, credetemi lo faccio con il miglior interesse possibile nel vostro
interesse, perché questa situazione, quando la vedo nei miei pazienti o la vedo in qualcuno che
magari mi scrive su Instagram eccetera, io la prendo proprio come una battaglia personale,
perché è sto proprio fisicamente male a immaginarmi la loro vita vissuta così. Pensate che quando faccio
le anames alimentari dei pazienti, ed devo ascoltare e prendere nota di come mangiano e c'è una
eliminazione o una restrezione di questo gruppo alimentare. A mai inizia per interposta persona,
a brontolare lo stomaco, io finita la visita con quel paziente, poi devo mangiare mezzamela un pezzo
di cracker prima di vedere il paziente successivo, perché solo a sentire questi racconti mi viene
fame, quindi figureatevi cosa deve essere, viverlo veramente, quindi io spero che se anche solo una
persona che stava limitando questo gruppo alimentare fino a questa puntata, poi cambia idea, ecco per
me ne valsa la pena. Quindi iniziamo vedendo cosa sono i carbidrati da un punto di vista nutrizionale
e quanti ce ne servono da linea e guida. Da un punto di vista biochimico i carbidrati o zuccheri,
la cosa è un sinonimo, sono costituiti da cattene di carbonio legate a un gruppo o acqua. I
carbidrati possono poi essere ulteriormente su divisi in semplici o complessi, a seconda della
lunghezza di questa cattene di carbonio e dal numero di zuccheri delle quali sono costituiti, ma anche
dal grado di aggrovigliazione, diciamo, su se stessa, della molecola di zucchero. I carbidrati
semplici risulteranno più facilmente digeribile e quindi anche più facilmente assorbibili, mentre i
carbidrati complessi richiederanno una digestione più lunga verranno assorbiti più lentamente e quindi
anche la stazietà data dalla loro assonzione resterà più costante nel tempo. Da un punto di vista di
linee guida, adesso faccio riferimento alle linee guida italiane, ma non è che nel resto del mondo
siano tanto diverse, non è che nel resto del mondo abbiano un'opinione diversa rispetto ai
carbidrati, dai carbidrati deve derivare la metà dell'energia giornaliera, quindi il macronotriente,
i macronotrienti sono attressono, quelli che apporta un'energia, carbidrati proteine e grassi, i
carbidrati devono essere quelli più rappresentati. E non esistono eccezioni in questo, non è che se sia
il diabete o se sia un'altra patologia, questa percentuale deve ridursi, certo? Questa percentuale
varia va dal 45 al 60 per cento per comodità, vi ho detto la metà, però comunque stiamo parlando
della maggior parte dell'energia giornaliera che deve derivare dai carbidrati. E chi dice il
contrario se lo sta letteralmente inventando, chi vi propone diete abbastro contenuto di carbidrati,
lo sta facendo in maniera contraria a qualunque linee a guida, consenso e con suetudine di tutto il
resto della comunità scientifica. Se poi questa persona ha deciso di intraprendere la sua
personale battaglia contro quelli ignorantoni della comunità scientifica e di fondare il suo credo
a partire da quello che dice lui o lei, questo è ovviamente un altro discorso. Non dirado chi invita a
ridurre o eliminare i carbidrati e spesso poi consiglia altre cose completamente folle tipo,
evitare le creme solare, se ci si espone al sole, che in realtà non è vero che vengono in me la
nome è tutto un complotto, ma va beh non divaggiamo. Posto quindi che i carbidrati devono essere la
fonte di energia più rappresentata nella nostra quotidianità, come dobbiamo ripartire
carbidrati semplici e carbidrati complessi. È molto semplice la maggior parte dei carbidrati
che dobbiamo assumere quotidianamente devono essere carbidrati complessi e quindi derivare da alimenti
come cereali oppure legumi e in qualche caso anche d'alcune verdure, però ecco i cereali sono quelli
che ne contengono la maggior parte e dovranno essere presenti a colazione pranzo e cena che piacciono
ai guru di Instagram e spesso in alcuni casi, per esempio bambini che stanno crescendo atleti o
semplicemente perché quel giorno viva e avete più fame del solito perché siete stati in giro
tutto il giorno a piedi per commissioni anche lontano dai pasti principali. Attenzione questo non
significa assolutamente che la frutta vada bandita o consumata continuore perché proprio da quei 450,
sto parlando dell'ineguida "gramme di frutta" al giorno dovrebbe derivare quella piccola quota
di zuccheri semplici che ogni giorno le linee guida prevedono. Uno dei sintomi più comuni della
caravofobia è quello di aver paura della frutta proprio perché contiene zuccheri semplici, quindi
è come bere zucchero, è come bersi, una bevanda zuccherata, ora ovviamente no, a parte che gli
zuccheri semplici in alcuni casi ci possono anche far piacere, pensate? Sono le 4 di pomeriggio,
avete voglia di un certo nonso che avete un langurino, come diceva, una pubblicità di quando
ero piccola e vi mangiate un frutto. Stessa cosa, a metà mattina oppure per addolcire la vostra
collazione, non c'e niente di male a ricercare i sapore dolci. Anzi a proposito di questo, pensate
proprio la natura, come in mancanza di nutrizionisti, perché non esistevano nutrizionisti nella prestoria,
bei tempi, aggiungo, ci abbia aiutato a capire quali fossero gli alimenti da consumare, quindi tuberi,
cereali, frutta, proprio grazie al loro gusto, dolciastro e piacevole. La frutta non è assolutamente
assimilabile a una bevanda zuccherata o a un dolce, perché un cibo intero, ok? È un alimento dove
gli zuccheri semplici sono presenti e vero e comunque non sono da demonizzare perché anche
loro ci servono per una sferzata di energia immediata. E sono insieme a acqua, fibre, minerali,
vitamine, quindi togliere la frutta dalla vostra alimentazione, vi porta a mangiare in maniera non
bilanciata perché comunque contiene oltre agli zuccheri semplici che vi servono per avere una
sferzata di energia oppure anche una coccola perché no una fine pasta vuole concludere con il
sapore dolce in bocca e si può tranquillamente mangiare un frutto, dicevo la frutta contiene anche
Fibre minerali vitamine, quindi
di nutrienti essenziali che dobbiamo assumere con l'alimentazione, quindi mi raccomando
non abbiate paura della frutta. Anche perché poi come vedremo più avanti, senza carbidrati
e soprattutto senza questo sapore dolce che non c'è nessun male a ricercare proprio perché
siamo progettati, ok, per farlo, si ripiega poi su alimenti dolci ma dal profilo nutrizionale
peggiore. Pensate che quando una persona mi riferisce di avere sempre voglia di dolce, le
motivazioni sono spesso queste 3. 1. Non consuma abbastanza carbidrati nella giornata. 2. Non
consuma abbastanza frutta, che chiaramente è più dolce di un cereale o del pane o di una pasta e
quindi ci da piacere in più, terzo ha un'alimentazione magari bilanciata ma estremamente triste, ma anche
vuole di gioia e quindi la gioia uno se la va a cercare un po' troppo spesso nei dolci. A proposito
dei dolci come sono da considerare, sono da bandire, dobbiamo evitare ogni granello di zucchero
bianco che è veleno. Ora seguitemi in questo ragionamento. Da un punto di vista nutrizionale,
se l'uomo non avesse trovato modo di estrarre lo zucchero d'alcuni alimenti, non ci sarebbe stato
bisogno di farlo perché i nostri bisogni nutrizionali sono già soddisfatti da alimenti come cereali,
legumi, verdure, frutta, intermone di carbidrati, ok? Però la fatto è viviamo nel 2024 e i dolci sono
alimenti con cui ci scontriamo prima o poi nella nostra settimana. Anzi scontriamo è un brutto
verbo che incontriamo nella nostra settimana ed è anche un'incontro piacevole perché l'alimentazione
non è solo rispettare i fabbisogni. L'alimentazione anche rispettare noi stessi e il nostro
desiderio ogni tanto, di mangiare qualcosa, solo perché è buono e i dolci sono buoni, perché sono
zuccherati, perché lo zucchero si sposa al grasso che esalta tutti i sapore sono una meraviglia. Il problema
sorge quando invece che è un paio di volta alla settimana diciamo dice la nostra piramide alimentare,
li consumiamo tutti i giorni e quindi consumandoli tutti i giorni viene meno lo spazio per cb di origine
vegetale, informa integrale, appunto come cereali, legumi, frutta. Se un paziente o una paziente
mi dice se che evita i dolci come la peste e noi li mangiamai perché appunto contengono zucchero,
io non penso che gli farai i complimenti, anzi direi oh mannaggia che peccato e perché dai,
diamoci come obiettivo quello di mangiare il dolce almeno una volta settimana. Potrete pensare che
detto da una dietologa, questo sia un discorso folle, ma assolutamente no perché dobbiamo calare la
sanalimentazione nella realtà e nella quotidianità, è impensabile evitare i dolci per tutta la vita,
ok? E più cercate di evitarli più vici butterete. Pensate che quando vedo un paziente o una paziente
che hanno terrore dei carbodrati, gli dico guarda, le strade sono due. O ti fidi di me e cominciamo
a reintroduirli e cominciamo a capire che evitarle fino adesso è stato un problema. Oppure tu il giorno
del tuo matrimonio invece che goderti la festa sarai ancora lì a pensare se mangiarti o no una fetta
della torta che i scelto e a giungo avrai anche pagato profumatamente. Quindi tu invitate se la
godranno e tu tirovinerai quello che si chiama, poi non è il giorno più bello della vita però
sapete si chiama il giorno più bello della tua vita. Perché è questo che vi voglio far capire,
avere paura dei carbodrati e evitare questi gruppi alimentari non è fattibile, non solo da un punto
di vista fisiologico e adesso vedremo perché. Ma anche proprio da un punto di vista sociale dovreste
rinchiudervi in casa, dovreste evitare tutte le pubblicità, non ci riuscirete e quindi posto che
abbiate una sana alimentazione non sarà il gelato e la domenica passeggio e non sarà prendere un pezzo
di torta quando la vostra collega la porta che è il suo compleanno che comprometterà la vostra
alimentazione. Anzi fate la prova, più cercate di starcelentano e più questi cibi vi attraggono ed è
normalissimo così. A proposito di questo vi raccomando ancora una volta la lettura del libro della mia
collega Viola Zullian che contiene anche degli esercizi a proposito. Ricapitoliamo quindi per
rispettare le linee guida per quanto riguarda i carbodrati come dovremmo mangiarne, dovremmo mangiarne
ai tre pasti al giorno, quindi cibi ricchi di carbodrati come cereali e derivati oppure anche le patate
devono essere presenti almeno a colazione, pranzo e cena e questo vale per la maggior parte delle
persone, anche di abhetiche, anche se sedentari e poi se una persona esportiva andrà ad aggiungere
magari agli espuntini in base anche quando si allena, ma di certo non a toglierne. Questo è il
minimo sindacale, poi ovviamente a tutto ciò dobbiamo anche aggiungere la frutta che si può mangiare
o lontano dai pasti o vicino ai pasti questo assolutamente quando vi pare mi raccomando. Ma ecco
non si può scendere sotto questa quantità di carbodrati complessi quindi non si possono saltare i cereali
a pranzo, non si può cominciare la giornata senza un cereale oppure un suo derivato perché poi cosa
succede e lo vediamo troppo chissimo, ci saranno delle conseguenze non solo sul nostro organismo ma anche
sul nostro comportamento alimentare. Prima però di ad entrare in questo discorso che vi prometto facciamo
fra poco, volevo parlarvi di una domanda che attanaglia la maggior parte delle persone, anche magari poi
quando si riavvicinano ai carbodrati che dicono va bene ok li mangio ma quanto vogliono sapere un
numero, vogliono sapere un numero per tatuarselo per non sgarrare mai né anche di un grammo da quel
numero come se loro oltre a un codice fiscale che resta fisso per tutta la vita debbano avere anche
la quantità di carbodrati oscusate di cibi contenenti carbodrati adatta a loro basta che quella
immutabile, forever non ci si schioda e per carità una persona vada a nutrizionista per farsi dare delle
indicazioni sulle porzioni non è che io dico arrangatevi non ve lo dico ci ho mancarebbe altro però
quando comunico questo numero perché lo comunico faccio sempre delle considerazioni infatti perché
il mio paziente sa che la quantità di questo gruppo alimentare c'ha un asterisco e una postilla in
basso, ovvero che non è un numero scavato nella pietra che noi abbiamo fatto un piano alimentare con i
calcoli per carità che però la fame del paziente avrà più ragione di me poste alcune condizioni,
ovvero posto che la quantità di verdura sia sempre abbondante che le fonti protè che siano
scelte bene e con bene intendo il più possibile vegetali così che siano più sazianti può avere
di grazie richiede di fibre e posto che i condimenti non sono esagerati ovvero tutto non deve navigare nell'olio,
la quantità di cibi contenenti carbidrati del pasto è vero che ha una base di partenza e un'indicazione,
però se quella persona, quella mattina ha fatto una lunga camminata perché c'è sciopero dei mezzi,
torna casa e a voglia di buttare più pasta non deve telefonarmi a chiedermi il permesso oppure,
non deve pensare caspita sul mio piano alimentare c'era uno scritti 65 grammi, ame andrebbe
di buttarne un po' di più oppure mi andrebbe di consumare un mezzo panino con la verdura,
ho detto mezzo a caso, è per dire, può anche essere un panino se la persona l'oritiene e magari
non lo fa per paura che poi sia troppo ecco non sto dicendo che quando si fa un percorso di perdita di
peso non si vada a rimaneggiare tutti i gruppi alimentari non sto dicendo quindi mangiate pure tutto
quello che volete, quando volete paese dei balocchi, però ecco c'è modo in modo di comunicare le cose,
questo anche nei pazienti che stanno facendo un percorso di calo ponderale, i carbidrati devono
essere il macro nutriente più rappresentato, punto, poi dovendo creare un deficit calorico si
andrà a rimaneggiare tutto un po' come quando cerchiamo di risparmiare non è che risparmiamo solo in un settore,
cerchiamo di risparmiare in tutti i settori così quando si crea un deficit calorico si vanno a
cambiare le quantità di tutti i gruppi alimentari però c'è modo in modo di comunicarlo al paziente anche
per che dire "titaglio e carbidrati" è brutto fa paura parte che "titaglio" cioè chi riducua adesso
vediamo è un conto ma pensate come suona diversamente ti aumento la verdura, ti aumento la frequenza delle
volte che mangi i legumi ti consiglio dei condimenti magari un po' più leggeri delle litrate di
olio posto questo ti do una base di partenza qui tu prova a cercare di attenerti per quanto riguarda i
cibi ricchi di carbidrati come cereali eccetera ma questo perché stai facendo un piano alimentare poi
non è che il foglio si consegna e a rivederci i controlli servono a questo, a rivedere come ti sei
sentito, come ti sei sentita mangiando così hai trovato difficoltà, sei soddisfatto, non sei soddisfatto
cosa possiamo fare ecco ci tenevo a fare questa precisazione perché io lo so che poi i piani alimentari
vengono piecicati sul frigo e poi uno magari in una fase diversa della sua vita li tira fuori e dice a
cavoli quella volta che avevo per sopeso c'erano tot grammi di pasta quindi si vede che io sono uno
oltre essere un sagittario ascendente gemelli sono uno da 55 grammi di pasta quindi dovrò mangiare
per forza questa quantità per tutta la vita ecco no i miei sogni sarebbero i piani alimentari senza
numeri soprattutto in chi sta facendo un percorso di perdita di peso va beh piano piano è la mentalità
comunque sta cambiando dai rispetto a quando è iniziato a lavorare pensiamo positivo veniamo ora
alle conseguenze del mangiare pochi o non mangiare carboidrati e vediamo perché vanno in senso
completamente opposto al vostro desiderio immagino.
iniziale di eliminarli per perdere peso, perché il paradosso è proprio che non consumare
cibi ricchi di carboidrati e quindi andare sotto alle percentuali consigliate. Vi farà ingrassare,
assolutamente, e vediamo perché, per due motivi sostanzialmente. Il primo che nessuno mai
vi dice di quelli appunto dei guru che professano di mangiare carne, colazione pranzo e cena e
di non mangiare la pasta da 15 anni, poveri loro aggiungo, è che non consumare abbastanza
carboidrati rallenta il metabolismo, lo ripeto, non consumare abbastanza carboidrati rallenta il
metabolismo e questo perché? Perché il vostro cervello continuerà ad avere bisogno di zucchero per
funzionare il nostro cervello funziona a zucchero, questo che ci piace o no, quindi il nostro cervello
per continuare a funzionare e il nostro cervello funziona per tutta la nostra vita, cosa farà?
Visto che ha bisogno di zuccheri? Dirava, beh, tu non me li stai dando, allora sa io cosa faccio,
faccio due cose, uno, ti distruggo le proteine dei muscoli perché da qualche aminoacido delle proteine
dei muscoli io nel fegato per via traversi riesco a fabbricarmi un po' di zucchero, quindi tu non
me li dai e io ti frego, ma cosa succede in questo modo? Che si va a ridurre a compromettere la massa
muscolare ed è la massa muscolare che ti da il consumo energetico a riposo e quindi sostanzialmente tu
non mangiando carbidrati, tu voi, scusate, non so più che due che secondo persona singolare o plurale
sto utilizzando, non mangiando carbidrati vi fate un danno, rallentate il metabolismo e un po' come
se tutto entra se in risparmi energetico e quindi poi cosa succede quando una persona rinsavisce
oppure banalmente non ce la fa più perché non mangiare carbidrati costa fatica, costa una forza di
volontà assurda, costa ignorare il brontolio dello stomaco, succede che una persona ricomincia
a mangiare normalmente, però con un metabolismo in risparmi energetico, ve la sto facendo
romanzata, poi ovviamente ci sono dei complicatissimi processi fisiologici dietro questo, però il
concetto è molto semplice, il metabolismo si è abbassato, quindi l'energia bruciata con una
dieta restrettiva si abbassa, poi una persona comincia a mangiare normalmente e si riprende il peso
perso con gli interessi, quindi è proprio il classico io io perché si è rovinato, si è ridotto il
metabolismo e poi quando si riprende a mangiare normale la stessa energie non ci fa più andare impari,
ma ci fandare in surplus energetico e questo è il primo problema delle eliminare carbidrati,
ma poi ce n'è un altro ovvero non mangiando carbidrati voi non penserete altro che al cibo,
potete dire che non è così, potete dire no, ma io resisto, ma non si scappa da questa cosa,
perché quando noi non mangiamo i carbidrati, per il nostro cervello è come se non avessimo mai
mangiato, io vi sfido a fare la prova, anzi non so se vi sfido perché mi spiace farvi
soffrire, però se non mi credete, magari dite sono come tanto maso, finché non vedono un
cicreto, provate, provate a mangiare solo un secondo, una verdura pranzo, ok, cioè mi viene
fame solo a dirvelo, va beh comunque, provate a mangiare solo un secondo, una verdura senza
mangiarci del riso, del pane, del patato e non so cosa c'è nel bar vicino al vostro
ufficio, cosa succederà alle due immezza le 3 di pomeriggio, che il vostro impulso sarà
quello di corre verso le macchinette, quelle che distribuiscono gli snack e svuotarle e
non sceglierete le mandorle o le carottine, sceglierete magari un abriocio, una merendina,
no perché manchiate di forza di volontà, ma perché il vostro cervello, quando non gli date
carbiedrate a sufficienza, entra in una sorta di allarme, perché il nostro cervello e
il nostro organismo che vi piace o no ci spingerà sempre a mangiare, che è una cosa bella, questa
propensione verso il cibo ci ha salvato dalle carestie, ed è per questo che nel 2024
siamo riusciti a inventare podcast e adesso voi siete qui che mi ascoltate, ok, non è una
mancanza di forza di volontà, è normale che riducendo i carboidrati, il vostro cervello
pur di non farvi malnutrire, vi spingerà verso cibi ricchi di grassi e di calorie e questo
non è una vostra mancanza di forza di volontà, ma è una conseguenza di come avete mangiato
prima ed è la vostra formamenti nei confronti di questi poveri carboidrati.
Poi voi mi potete anche dire a no ma io resisto perché purtroppo succede anche questo, cioè
una persona ignora i propri segnali di fame e resiste quindi mangia il secondo con la verdura
e la sera ancora di nuovo il secondo con la verdura non mangiando cibi contenti carboidrati
e resiste, ma è fatico esissimo, costa fatica o si cede e cedere è usato in maniera di solito
un verbo brutto, no, uno cede come se cede un vizio, però in questo caso cedere assolutamente
normale, quindi occede e per fortuna il suo corpo lo spinge verso l'autoconservazione e quindi
al consumare carboidrati in qualche modo oppure si resiste, ma questo costa una fatica immensa.
Ci sono persone che veramente dedicano la loro esistenza praticamente a cercare di non mangiare
carboidrati, però capite bene che è come cercare di fermare la mare e a con le mani è una
cosa che non si può, non si riesce a fare e se la si riesce a fare allora ecco che poi
è un problema, può portare questo a un disturbo dell'alimentazione di tipo restretivo, quindi
nessuno vi darà una medaglia al valore alla fine della vostra vita se siete riusciti a non mangiare
la pasta cena fino all'ultimo giorno della vostra vita ecco, siete solo voi che ci perdete
ed è per questo che questo tema mi appassiona così tanto perché che mi crediate o no?
Io se sera mangerò la pasta, sarò felice, ma magari voi no e questo mi dispiacebbe tantissimo.
Mi dispiace davvero tantissimo quando vedo le conseguenze della privazione dei carboidrati
nella vita delle persone, ma non solo io.
Tantissimi miei colleghi che purtroppo si scontrano con le conseguenze della disinformazione
su questo tema nei loro pazienti soffriamo proprio perché impatizziamo con la sofferenza di
chi ha una vita così faticosa o faticosa perché resiste alla normalissimo impulso di mangiare
cibi contenenti carboidrati oppure perché ho scilla tra il lire stringo e meni a bufo e poi
magari si sente anche inutilemente un fallimento per non essere riuscito a frenare un istinto
assolutamente normale.
Tra l'altro eliminare o ridurre all'osso gruppi alimentari come quello dei cereali oppure
i legumi evitarli per pura dei carboidrati che contengono oppure evitare la frutta porta
a malnutrezione, magari una persona che decide di togliere questi cibi pensando di fare
bene non ci pensa all'inizio, però la malnutrezione non è solo la carenza di ferro, la carenza
di calcio, ok, possono esserci carenze di acido folico, carenza di fibre, togliendo
questi gruppi alimentari la nostra flora batterica soffre perché si nutre di questi
alimenti c'è si nutre delle fibre solubili che contengono e quindi poi cosa succede
che quando si reintroducono la persona li tollerà male e dice ecco non fanno per me, vedi che
facevo bene a non mangiare la pasta, però non è così, non si può vivere così, togliendo
e riducendo tutti questi gruppi alimentari contenenti carboidrati.
Direi che è abbastanza chiaro arrivato a questo punto che non si può e mi raccomando considerate
di smettere di ridurli o cercare di evitarli.
So già cosa starete pensando, qualcuno di voi mi può dire "Ah sì ma io ci ho provato
a reintroduirli però sono ingrassato subito" e questa, come dicevamo, è una conseguenza
del fatto che quando si fa una dieta povera di carboidrati, il metabolismo rallenta, ma
poi anche banalmente dal fatto che i carboidrati richiamano acqua e quindi all'inizio, quello
che si vede come un momento di peso è sostanzialmente acqua, stessa cosa, motivo per il quale,
quando si tolgono o si riducono, sembra di perdere peso velocemente, ma mi spiace
dell'udervi è solamente acqua.
E quindi come fare se li si è ridotti all'osso per anni e se adesso spero vi siete convinti
per vivere una vita più piena e più felice e soprattutto una vita soddisfatte di quello
che mangiate, decidete di reintroduirli, il mio consiglio è quello di farvi affiancare
da un professionista della nutrizione che ve li andrà a reintroduire in maniera da non
farvi avere quel repentino o momento di peso, magari modo graduale, ma comunque con l'obiettivo
finale di farvi mangiare anche quantità normali.
Questo unitamente ha un percorso di attività fisica che porta al ripristino della massa muscolare
che vi siete letteralmente ai me, non per colpa vostra, ma per colpa di questo brutto consiglio
che avete ricevuto, smangiati, possiamo dire, non so se è una parola italiana, comunque
ci siamo capiti.
Io vi assicuro che una vita dove accettare un invito a mangiare la pizza all'ultimo minuto
è possibile, una vita dove non andate a letto affamati contando le ore che vi separano
dalle effette biscottate del mattino è possibile e una vita appunto in cui accettare un dolce
che qualcuno vi offre o che magari ha fatto apposta per voi.
Farei ora una breve digressione sulla mania di misurarsi i picchi glicemici, perché
anche questa è carbofobia sotto mentite spoglie, perché dovete stare anche attenti a questa
insidia, ovvero chi dice "non no, mai carboidrati vanno mangiati, però c'è sempre un
"umma" però vanno abbinati così cosa, però non vanno mai
mangiati da soli e quindi uno dice che a spita i miei volevo mangiare una rancia, una mela,
ma non posso perché la frutta non va mai mangiata da sola, oppure oggi a pranzo mi andava
a una pasta e broccoli, o dio ma non posso perché va abbinato a proteine grassi e quindi
si mettono un sacco di paletti alle persone per il mangiare carbidrati e soprattutto le
si ossessiona sulle variazioni dell'aglicemia dopo mangiato. Il fatto che l'aglicemia aumenti
dopo aver mangiato è normale, significa due cose, una che siamo vivi che sempre una bella notizia e
la seconda che abbiamo mangiato che anche questa è sempre una bella notizia perché se non avessimo
da mangiare sarebbe un problema. Nell'ambito della fisiologia, se l'aglicemia rimane entra
o rengi normali, quindi tradotto. Se non avete il diabete, non dovete preoccuparvi di come
varia la vostra glicemia dopo il pasto, posto che avete un'alimentazione bilanciata e un'alimentazione
bilanciata, il più vegetale possibile e naturalmente a basso indice glicemico senza che vi mettiate
a fare gli alchimisti magari di aggiungere mezzo chillo di frutta secca la mela che vi volevate
mangiare perché ha così la glicemia sia alza meno, vero magari le mandorle grassi delle
mandorle, le proteine delle mandorle rallenteranno l'assorbimento degli zuccheri di quella mela.
Però, posto che va bene il picco glicemico, l'andamento della glicemia sarà più basso,
voi siete andati a aggiungere energia alla vostra giornata, poi magari va benissimo lo stesso
e non andate in surplus energetico, però quello che sto cercando di dirvi è che spesso per fissarci
sul non far aumentare la glicemia o farla aumentare come piace a noi andiamo a aggiungere
alimenti che non avremmo mangiato e quindi poi ancora una volta a ottenere il contrario di
quello che magari desideravate, cioè mantenere il peso oppure andare in direzione di perderne.
Domanda che mi fanno spessissimo su Instagram è la seguente della dieta chietoginica cosa ne pensi,
anche qui volevo vivere in un altro periodo storico forse, da un lato volevo vivere in un
periodo storico senza social dall'altra è una bella fortuna perché comunque permette di
spiegarle persone delle cose io spero interessanti. Allora la dieta chietoginica non è una dieta che è
stata inventata per dimagrire, è una dieta che si è visto aiuta quelle persone con alcune
persone, non tutto ovviamente, con patologia neurologica come le pile stia o le micrania farmacorresistenti,
ovviamente non è che si dalla dieta chietoginica tutti sono casi selezionati e molto rari che non riescono
a risolvere il problema con i farmaci, che con la dieta chietoginica stanno meglio.
Punto, quindi è una dieta terapia, quindi proprio nata per curare determinate patologie, che si sta
applicando adesso a tappetto per la perdita di peso. Come è una dieta chietoginica? Una dieta chietoginica
è sostanzialmente una dieta a possiamo dire nullo o bassissimo contenuto di carboidrati, pensate
che le persone che la fanno devono anche stare attenti al tipo di verdure scelte per evitare che
non abbiano troppi carboidrati. È una dieta che fa dimagrire perché non ci sono
carboidrati? No, come tutte le diete in questo mondo governato da rileggi della termodinamica,
una dieta fa perdere peso quando crea un deficit calorico, quindi non è che la dieta chietoginica
è magica e fa dimagrire e una dieta bilanciata no, una dieta fa sempre perdere peso, quando si
instaura un deficit calorico. Tra l'altro la dieta chietoginica proprio per come è strutturata
è una dieta che pone non solo a rischio mannotrezione nel lungo periodo, quindi le persone che la fanno
magari contro la loro volontà perché devono farla appunto per patologiene urologiche, devono essere
seguite nel tempo proprio per scongurare il rischio di mannotrezione e soprattutto se si fa una dieta
chietoginica perché volendo si può fare anche vegetale per carità, però se si fa una dieta chietoginica
classica come va di moda adesso ci si ammazza, si può dire, non lo so, si può dire, non potca,
però ci si spara una quantità di cibi animali che poi nel lungo periodo peggiorano i marker di
salute cardiovascolare, quindi nessun dietologo sano di mente farrebbe fare una dieta chietoginica
un suo paziente come stile di vita, non è proprio possibile seguirla nel lungo periodo, poi se
una persona lo fa al prezzo della sua salute fisica e mentale per carità viviamo in un paese libero,
però ecco mi raccomando non pensate che sia la soluzione a tutti i mali oppure che sia l'unico modo
di perdere peso perché io sono sicura che ci sono persone che pensano che perdere peso sia uno
sforzo temporaneo dove si stringono i denti, si rinnuncia ai carboidrati, ci si fa forza e che poi
basta la fatica sia finita, ma non è assolutamente così, non bisogna soffrire, neanche se si sta
facendo una dieta terapia per perdere peso o per qualunque altra condizione, bisogna trovare un modo
sostenibile di mangiare e salutare e soprattutto capire che è un percorso che non tutti giorni andranno
bene e che magari si faranno tre passi avanti un indietro e che non si può sacrificare la propria sanità
mentale per seguire una dieta perché in questo caso anche se fa dimagrire, a parte che sarebbe una
condizione temporanea, ma poi una dieta che compromette la salute mentale peggiora la nostra salute in
tutto. Non so quanto sarà durato questo podcast perché ho proprio parlato a ruota libera proprio
dicendo le stesse cose che direi a un paziente in studio o durante un video consulto quando sento
che c'è questa restrezione, questa refrattarietà a fidarsi di questi alimenti. Io non so se le mie
parole avranno risonato con voi, spero di sì, spero che leggerete il libro della dottoressa viola
"Zulian", che si trova in libreria, ma se andate sul sito mi sembraci sé anche in versione i
book, io l'ho trovato davvero molto bello e spesso proprio lo do ai pazienti come compito prima
della visita successiva. E spero ecco che riconzidererete la possibilità che, chi vi dice di non mangiare
carboidrati, si stia sbagliando e che soprattutto questa stia per la vostra salute, una scelta sbagliata che
vi rovinerà la vita e no, no, no, mezzi termini e lo ripeto anche, vi rovinerà la vita. Se invece per
fortuna la carbofobia, non vi ha mai toccato, magari mandate questa puntata a qualcuno che pensate
debba ascoltarla e noi ci sentiamo alla prossima puntata di un pasto alla volta.
Ti è piaciuta a questa puntata? Fame lo sapere nei commenti o con un DM su Instagram e
condividi la con qualcuno a cui pensi possa essere utile. Ricorda che sei bisogno di supporto nel
tuo percorso, puoi prenotare un video consulto con me o con il mio team, così di ottimizzare il
tuo piano alimentare sulla base delle tue patologie o dei tuoi obiettivi. Trovi il link nella descrizione
di questa puntata. Se invece vuoi il tuo menù vegetale personalizzato, sempre apportata di
smartphone, prova planter, l'app che ho creato insieme a Carlotta di cucina botanica. Dopo un breve
test iniziale avrai un menù settimanale cucito sull'esigenza e tu e della tua famiglia,
completo di tutte le ricette. Inizia subito la tua settimana di prova gratuita andando sul sito planter.eco.
Podcast Summary
Key Points:
La carbofobia, paura irrazionale dei carboidrati, è molto comune e spesso alimentata da informazioni errate e dallo stigma sociale, soprattutto nei social network e nei media.
I carboidrati sono un nutriente essenziale che fornisce l’energia necessaria al corpo, e devono rappresentare la metà dell’energia giornaliera secondo le linee guida scientifiche.
Evitare o ridurre drasticamente i carboidrati compromette il metabolismo, causa perdita di massa muscolare e aumenta il rischio di riacquisto di peso in modo incontrollato.
Il cervello ha bisogno di carboidrati per funzionare correttamente e, la loro assenza provoca un impulso verso alimenti ricchi di grassi e calorie, non per mancanza di volontà, ma come reazione biologica.
La frutta e i cereali non devono essere demonizzati
Una dieta con basso contenuto di carboidrati, come la dieta chietoginica, è adatta solo a casi clinici specifici e non può essere considerata un modello di vita sostenibile.
La mania di monitorare i picchi glicemici è un’altra forma di carbofobia, poiché induce l’ossessione su dati fisiologici e l’aggiunta di alimenti non desiderati.
Per ripristinare un rapporto sano con i carboidrati è fondamentale supportarsi da un professionista e ripartire con un approccio graduale, basato sulla nutrizione e sulla salute globale.
Summary:
La dottoressa Silvia Goggi spiega che la carbofobia, la paura irrazionale dei carboidrati, è un fenomeno diffuso e spesso alimentato da informazioni false, social media e film. Sottolinea che i carboidrati sono essenziali per il funzionamento del cervello e per l’energia quotidiana, e devono rappresentare almeno il 45-60% dell’energia giornaliera secondo le linee guida scientifiche. Eliminarli o ridurli causa rallentamento del metabolismo, perdita di massa muscolare e aumento del rischio di ingrassamento quando si riprende a mangiare.
Il cervello, in assenza di carboidrati, si comporta come se fosse in stato di crisi, spingendoci verso alimenti ricchi di grassi. La frutta e i cereali non devono essere demonizzati: offrono nutrienti importanti e un’energia immediata. La dieta chietoginica, sebbene utile in casi specifici, non è sostenibile per la vita quotidiana e può compromettere la salute.
La mania di controllare i livelli di glicemia è un’altra forma di carbofobia. Si raccomanda di affrontare il problema con un approccio graduale, guidato da un professionista nutrizionale, per ripristinare un’alimentazione equilibrata, sana e in linea con i bisogni biologici.
FAQs
La carbofobia è una paura eccessiva nei confronti dei cibi ricchi di carboidrati, come pasta, pane, cereali o frutta, che si traduce in un evitamento estremo di questi gruppi alimentari.
I carboidrati sono il principale fonte di energia per il nostro cervello e il nostro organismo. Il nostro cervello funziona a zuccheri, quindi la loro mancanza può causare disfunzioni fisiologiche e un rallentamento del metabolismo.
No, eliminare i carboidrati può portare a un rallentamento del metabolismo e a un aumento del peso, poiché il corpo si adatta riducendo la massa muscolare e aumentando il consumo energetico in eccesso.
No, la frutta non deve essere demonizzata perché contiene anche fibre, vitamine e minerali. Gli zuccheri semplici sono normali e utile per un piccolo apporto energetico, soprattutto in momenti di fame.
L'evitazione a lungo termine porta a malnutrizione, compromissione della flora batterica, perdita di massa muscolare e un metabolismo rallentato, che può causare un aumento del peso quando si riprende a mangiare.
No, l'aumento della glicemia dopo un pasto è naturale e normale. In persone senza diabete, è un segnale che si sta mangiando, e non rappresenta un pericolo se l'alimentazione è bilanciata.
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