Il patrimonio culturale è difeso da professionisti, in gran parte donne, che si dedicano al recupero e alla conservazione delle opere d'arte. L'UNESCO stima che il traffico illecito di beni culturali raggiunga l'8 miliardi di dollari l'anno a livello globale. Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato oltre 3 milioni di opere dal suo inizio nel 1969. Il Museo dell'Arte Salvata raccoglie opere recuperate da varie situazioni, offrendo loro una nuova vita nel contesto scientifico. La task force United for Heritage interviene per proteggere il patrimonio culturale mondiale in aree di crisi. Recentemente sono state introdotte nuove disposizioni nel codice penale italiano per rafforzare la tutela dei beni culturali, consentendo agli investigatori di utilizzare nuovi strumenti operativi.
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[Musica] Cora! La bellezza è negli occhi di chi guarda. Scrivevi a ghiute. Ma nel nostro caso potremmo dire che è anche nelle mani di chi fa, di chi studia, recupera, conserva, tutela, ripara, restaura, di chi si prende cura. Per noi il patrimonio cultural è qualcosa di eterno. C'è sempre stato e sempre ci sarà. In realtà quella bellezza va a difesa, senza sosta. E questo è il compito di migliaia di persone che ogni giorno si impegna in un'interventi complessi e spesso delicatissimi. Professionisti, ma soprattutto professioniste, visto che 70% sono donne. Sono restauratrici, antropologi, storiche dell'arte, archeologi, profili differenti con un obiettivo comune. Sono Miaceran e in questa serie Podcast, realizzata da Cora Media per la direzione Musei del Ministero della Cultura, scopriveremo che l'arte, con loro, è in buone mani. Nel genio del 2019, quasi tutto il paese di armento, in provincia di potenza, si era arradunato nella parrocchia di San Luca Abate per festeggiare un ritorno ad er poco inaspettato. Dopo 47 anni, una tavola in legno del quindicesimo secolo, dipinte a tempera e raffigurante San Leonardo, stava per essere restituita e ricollocata nel luogo sacro da cui era stata trafugata. La soprintendenza archeologiabeliarti e paesaggio della basilicata ci segnala la presenza di una bellissima tavola, olio su tavola, risalenta al quindicesimo secolo, che è risulta presente su un catalogo d'asta con una vendita flash di tre giorni e subito ci attiviamo, acquisiamo le immagini e facciamo il riscontro nella nostra bancadati dei benile citamente sottrati. Effettivamente quella tavola risulta rubata nel gennaio del 1972, quindi tantissimi anni prima e come sempre succede riproposta per la vendita dopo molto tempo. Quindi subito prepariamo tutti gli atti e scriviamo l'informativa al magistrato in cui chiediamo l'immediato sequestro, perché l'opera rischia di essere venduta e rischia di varcare anche i confini quindi gli essere dispersa per sempre. Apparlare è il maggiore Michelangelo Stefano, capo della sezione a distramente o studi del comando dei carabinieri tutela patrimonio culturale e che all'epoca era comandante del nucleo di bari. Ho chiamato il magistrato direttamente, il magistrato di Turno, io la sto chiamando da bari dall'altro parte dell'Italia. Abbiamo questa situazione, a genno, basta prestere venduta questo opera risulta rubata in basilicata e necessario bloccar nella vendita se le ritiene che siano sufficienti gli elementi che abbiamo raccolto finora, va bene, altrimenti blocciamo la vendita in attesa. E devo dire che sono stati sufficiente, lui ha subito il messo indepreto di perquisizione, quindi se si è subito realizzata, insomma, recupero in quel momento. Ed è così che il preziosissimo di pinto 400 esco, dopo quasi mezzo secolo torna a casa. Salle un ardo di no black, il soggetto del dipinto, è noto come il santo delle catene, perché si narra che invita e gli libero moltissimi prigionieri. Ecco, la storia che vi raccontiamo oggi è un po' questa, è la storia di chi si prodiga per liberare moltissimi bene culturali sottratti illecitamente e restituirli in buone mani. L'UNESCO, l'organizzazione delle nazioni unite per l'educazione, la scienza e la cultura, stima che il traffico illecito di bene culturali nel mondo superi il valore di 8 miliardi dollari l'anno. In Italia, che come sappiamo vanta il maggior numero di siti un esco e un enorme patrimonio artistico culturale, ha una lunga storia di sottrazioni trafugamenti, saccheggi, appunto di traffico illecito. Ma il nostro paese ha anche il primato di aver restituito, primo fra tutti, una task force dedicata a contrastare questi crimini. La denominazione esatte, comando carabinieri, tutela patrimonio culturale, esisto ormai da 53 anni, cioè dal 1969, qualcuno in Italia ha pensato che fosse necessario avere un piccolo nucleo dedicato di carabinieri per tutelare i bene culturali. In anticipo di un anno, respetto la raccomandazione della conferenza generale un esco di Parigi, 1970, il comando dell'arma dei carabinieri decide di creare un primo gruppo formato solo da 17 militari destinato a questa missione. Era chiaramente una struttura iniziare di pochissino unità, e poi nel tempo siamo diventati circa 300, disseminati un po' su tutto il territorio nazionale, con dei nuclei quasi in ogni capoloco di regione. A parlare, è il maggiore Michelangelo Stefano, una detective al servizio della cultura. Sinda piccola mi dicevano a tutto restifare il carabiniere, perché avevo questo senso spicato della giustizia, e soprattutto di schierarmi dalla parte di chi era un po' più devil, e sempre questa aspirazione, quindi me lo dicevano a modi scherzo. Una bambina che sognava di entrare nell'arma dei carabinieri, quando ancora le donne non erano messi. Ho avuto questa aspirazione di entrare a far parte dell'arma dei carabinieri, anche quando non era consentito. L'arma dei carabinieri ha più di 200 anni di storia, e soltanto dopo l'anno 2000, è stato possibile l'ingresso delle donne. Ho partecipato uno dei primi concorsi e lo vinto, ed è stato per me una grande gioia. Una laurene in generia, poi la scuola oficciali, il via libera ad una carriera iniziata allo stato maggiore e passata dal nucleo radio mobile. Sono stati in un nucleo operativo radiomoble e comandante di nucleo operativo radiomoble, quindi il pronto intervento, il famoso 112 che si chiama quando c'è una emergenza, è stata una bellissima esperienza anche quella, poi il nucleo di bari per tanti anni e nove anni. Poi sono stata a matera in occasione dell'anno della cultura, e finalmente dal mesi di ottobre scorso sono rientrata al comando tutela patrimonio culturale, dove adesso mi occupo di attività formativa, ad stramento estudi. Intusiesta per natura, oggi il maggiore Michelangelo Stefano si dedica interamente alla salvaguardia del nostro patrimonio culturale e al contrasto del mercato illecito. Noi facciamo prima di tutto l'investigatori, fermo restando che l'apporto specialistico lo da soprattutto il ministero con i suoi uffici centrali e descentrati, con cui collaboriamo tutti i giorni. Il quotidiano lavoro di squadra con i numerosi professionisti del ministero della cultura unisce competenze diverse, quelle specialistiche, fornite dagli studiosi, come archeologi e storici dell'arte, e quelle investigative, proprie dell'arma dei carabinieri, con il particolare apporto del núcle o tutela patrimonio culturale, che nel tempo ha sviluppato competenze trasversali, perché conoscere le opera artistiche è il primo passo per difenderle. Va conosciuto il patrimonio culturale nel suo complesso, l'archerogia, l'antiquariato, l'arte con temporania, il paesaggio, cioè ne dimentichiamo sempre, ma il paesaggio è comunque bene culturale e va tutelato la busivismo e di inizio nelle aree vincolate, le aree marine, in Italia abbiamo un'estensione di mare, insomma che circonda tutta l'Italia solo la puli a 800 chilometri, quindi anche quello l'ha controllato, i siti archeologici marine, sono controllati da noi con il supporto della nostra componente, subacquia, facciamo la immersione insieme a loro, vengono gli esperti subacqui della sobrinternenza, così come anche gli ricotteri, núcle ricottero per ogni territorio, c'è un núcle ricottero che aiuta il núcle o TPC a monitorare dall'alto i siti archeologici, perché chiaramente sonare molto estese, farle da terra diventa complicato, quindi questo controllo va affatto anche dall'alto, ci si accorge immediatamente, se c'erò scavolglandestino, se costo, e successo anche che le abbiamo presi in flagranza di reato, sorvolando, i sedizzi che l'hanno organizzato, sorvolando è una macchina terra, sello, gli ricottero si accorge e che ciono scavenato, lui a terra, la macchina a raggiunge, si fermano e tombaroni in flagranza di reato. Medzi sofisticati per intercettare un'attività criminosa che non ha mai smesso di foraggiare con lezioni private all'estero, arricchendo mercanti d'arte senza scrupoli, utilizzando quasi sempre bassa manualanza legata la criminalità organizzata. Tarquinia, una delle zone archeologiche più ricche d'Italia, e insieme una situazione fra le più scandalose. Guardate questi paisaggi, dolci i sereni, sapete che avviene qui ogni notte, individui che tutti conoscono nessuno in grado di fermare, sacheggiano, depredano le tombetrusche, danneggiano e distrugono un patrimonio inestimabile, e attenzione sono così tranquilli e sicuri del fatoloro che c'hanno addirittura invitati a riprenderli all'opera. Non chiamanno, è pur alcaico. Scusate, poi sareste i candestini. Gia, così chi chiamano. E se ricontate delle forzioni di questa sera? Sì, non ci passiamo a mentare. Quanto farà questa ocavalluccia? Suo tre milioni, però noi non andiamo su un milione e ci ci rodanno. Mentre invece ci lo prendo la zone intendenza, che lo pagavano da pagare, 25% non ci lo mandavano stesso. E chi è che compra queste cose? Beh, gli antiguari, di Roma, di Firenze. Per decenni, le meravigliose nei cropoli e trusche, ricche di oggetti di valore inestimabile, come il cavalluccia in questione, sono state depredate. Vasi, stipi votive, utensi rifunerari, amfore, calderoni, giare e molti altri oggetti sono spariti e ancora a volte spariscono, nemmi andri del mercato illecito. Il flusso di Beni nel mercato illecito ha una storia lunga e dolorosa, ma il lavoro investigativo della task force di carabinieri oggi ci permette di raccontare un'altra storia e un altro flusso. Quello dei Beni che tornano a casa. Da la sua costituzione nel 1969 ad oggi, questa speciale unità di carabinieri ha recuperato oltre 3 milioni di opere. Questo oggetto è uno dei più importanti per noi è una giara e trusca del settimo secolo avanti Cristo sulla quale si vede un episodio del odissea, si vede il ciclope polifemo che è acceccato da Ulisse e dei suoi compagni. E la prima versione trusca del mito che un mito greco, ma che è stato trasmesso agli e truschi, proprio nel settimo secolo avanti Cristo. La grande giara enceramica di colore rosso e bianco, tipica della zona e trusca di cerveteri, che ci mostra il direttore del Museo nazionale Romano, Stephander G., rappresenta una scena mitologica mai vista prima. Dopo il recupero, questi oggetti rientranono nell'ambiente scientifico italiano e quindi si possono fare nuove indaggi, nuove analisi fisicochimiche per esempio, nuove analisi archeologiche, perché alcuni nessuno degli archeologi italiani, europei, di annovisti e quindi per forza ci saranno nuove studi in compri, in studio per discutere di questi oggetti. E' uno dei reperti rientrati in Italia dopo una lunga attività investigativa, svolto in collaborazione con L.F.P.I, che ha visto il convolgimento di una casa d'asta svizzera e del Getty Museum in California, dove l'opera era esposta, e che ha portato all'arresto di un importante ricettatore. Il mercato clandestino, soprattutto dei beni archeologici, è me in gente, tant'è che ci sono gli scavi, proprio perché c'è la ricchesta a monte, a spesso vengono fatti ad occo gli scavi, quel tombarolo è quello locale, è quello della piccola realtà, di quella zona, fenomeno dello scavo clandestino, esiste in tutte le regioni del centro sud, la Sicilia, la Calabria, la Campania, anche Roma, voglio dire l'azio, sono le aree dove è impassato, ci sono statenti che ci vittacchiano, lasciato evidenze archeologiche e bellissime, che sono molto ricchieste, i vasedecorati dell'Aterzo, guardosegola avanti Cristo, sono molto ricchiesti dei collezionisti, e quindi tramite i ricettatori, nazionali, internazionali, riescono farli arrivare collegandosi con il tombarolo locale. Una catena benuliata, che aspinto la task force di carabinieri a diventare sempre più numerosa, competente, capace di dialogare con le polizie di tutto il mondo, acreditandosi a tal punto da diventare un modello, perché bisogna sottorinearlo, è stato il primo nucleo di questo tipo al mondo. Una delle attività fondamentali, svolta dagli agenti, è quella di monitoraggio, costante, su mercatini, fiere, casdasta, siti di commerce, e la gestione di una banca dati che si è dimostrato un instrumento fondamentale per l'attività preventiva. La banca dati degli oggetti illecitamente sottratti, a oggi è composta da 1 milione e 300 mila file. Si tratta del database di oggetti d'arte rubati più grande al mondo. La gestiamo noi, e sono registrate tutte le informazioni sui furti di benedarte avvenuti. La banca dati esiste dagli anni '80, ma è stato fatto anche un lavoro aritroso, quindi troviamo anche benedini rubati precedentemente. Quando un bene diventa un file visibile qui, significa che è sopravvissuto all'impatto con il traffico elecito e al suo pericoloso tragitto. Scavo clandestino, recettazione, esportazione internazionale. E nostro compito prioritario, questo recuperare il bene, oppure ha seguito di esportazione elecita, riuscire a comunicare con lo stato estero per suo querivato il bene, per poter dire questo bene ci appartiene e va restituito, quindi tutte le attività di con l'erogatore internazionale, gli ordini europei d'indagini, per poter recuperare il bene sottratto elecitamente, insomma, e elecitamente esportato. Ci vogliono anni, talvolta decenni di duro lavoro, ma oggi il maggiore Michelangelo Stefano e tutto il núcle OTPC può ritenersi soddisfatto. Laggiare e trusca di cui abbiamo parlato e altre centinaie di opere sono tornate in Italia. E nel museo dell'arte salvata, da poco inaugurato, possono essere visibili al pubblico temporaneamente, una tappa piena di significato che celebra con la collettività tutta il successo di una restituzione. Io dico che il museo dell'arte salvata è anche un museo dell'arte ferita, che è un museo originale per che ha una sedeffissà, che sempre è questa, ho la ottagonia delle termini di occlettiano, ma non ha delle collettioni fissi, per che le collettioni sono questi oggetti che sono stati recuperanti, dai carabinieri, dal núcleo tutela, per il patrimonio culturale, o dalla guarda di finanza, e passano per pochi mesi nel museo dell'arte salvata e poi sono attribuiti a un museo, di permanente, che più delle volte è il museo della località di provenienza. Nell'allestimento orè in corso nella sala ottagona, che è un esempio spettacolare di architettura romana con volumi ampie maestosi, c'è un vaso con colori accesi ed è tagli meravigliosi che cattura l'attenzione di tutti i visitatori. Questo oggetto è un calderone, un lebes del quarto secolo avanti Cristo, a figure rosse, quindi dipinto in Apulia, nel quarto secolo avanti Cristo, e come se ci fosse uno specchio tutto intorno perché il vaso dove si metteva il vino durante il simposio, durante il banquetto, e tutto intorno c'è una scena di banquetto. E c'è un particolare più raro che questo personaggio che sta giocando al cotta vostra. Il cotta vostra è un gioco specifico per il banquetto greco e trusco. È una testimonianza importante per gli archeologi, un tassello significativo che può contribuire alla comprensione della civiltà greco e trusca di quel periodo. E quindi adesso questi oggetti cominciano una nuova vita, una nuova vita nell'ho ambiente naturale che l'ambiente scientifico degli studiosi che potranno tache tante cose L'arte recuperata dal traffico illecito torna così indialogo con la comunità scientifica. Ma il museo dell'arte salvata ospiterà anche le opere ritrovate tra le macere dei terremoti, oscampate conflitti, recuperate per scavi di emergenza per lavori pubblici, così come molti e altri capolavori appena restaurati. Questo modello del museo dall'arte salvata potrebbe essere sportato perché ci sono tanti paesi ad avere questo tipo di museo. Abbiamo iniziato questo racconto formendovi dei dati sul volume impressionante del traffico illecito dei beni culturali e vogliamo finire ricordandovi due dati. Una, molto recente, è quella del 9 marzo 2022, data storica che segna l'ingresso dei reati contro il patrimonio culturale nel codice penale. La gazetta ufficiale di marzo 2022 ha pubblicato una legge che attendavamo da tantissimo tempo il codice penale. Inserisce un titolo nuovo con 17 nuovi articoli. Tutti dedicati e beni culturali, mentre prima si applicavano alcuni articoli del codice in maniera generica. Adesso abbiamo proprio degli articoli all'interno del codice penale che inaspriscono le pene e tutterano i beni culturali. Quindi diciamo che siamo adesso messi in condizione di continuare a lavorare anche meglio di come abbiamo fatto finora. Si tratta di un profondo cambiamento che permetta gli investigatori l'utilizzo di nuovi strumenti operativi dall'arresto e inflagranza di reato all'attività in incognito. Le veri investigatori sottopopertura seguiranno dei corsi specifici e potranno fare questo genere di attività finora non era consentita. La seconda data che vogliamo ricordare è quella del 17 ottobre 2015. Quando il comando generale dell'arma dei carabinieri, ha istituito la task force United for Heritage, nota anche come i caschi blu della cultura. Con lo scopo di intervenire a tutela del patrimonio culturale dell'umanità, in varie aree di crisi nel mondo. Il maggior Michelangelo Stefano è entrata in una strada di una cittadina di partita di "Crisi". Il maggior Michelangelo Stefano è entrata a far parte di questa nuova unità operativa fin da subito. È l'unica donna al momento. Ma ci sembra più corretto a fermare. È la prima di moltissime che seguiranno. Ci siamo organizzando per un nuovo corso e entro l'anno, se ce la facciamo, e conto tantissimo nell'apporto delle colleghi che sono assicure risponderanno all'appello. Io sono Mia Ceran, e questa è "in buone mani". Una serie podcast realizzata d'accorda media per la direzione musei del ministero della cultura. La puntata che avete ascoltato è stata scritta da Francesca Borgetti. La cure editoriale è di Marco Villa. La produzione esecutiva è di Ilaria Celegin. Il producer è Matteo Schelsa. La post-produzione è di Stefano Tumiati. In redazione, Anna Giacovino. Le registrazioni in presa diretta sono di Francesca Borgetti. Il phonico di studio è Manuelle Muscatelli. Hanno partecipato Michelangelo Stefano. Stefan de Ache. Questo podcast è stato realizzato con il supporto di CineCittà. Si ringraziano il comando generale dell'arma dei carabinieri. Archivioluce. Musiche sulle cienze di Universal Music, Publishing Recordi, SRL, e di Machiavelli Music.
Podcast Summary
Key Points:
Il patrimonio culturale è difeso da migliaia di professionisti, principalmente donne.
L'UNESCO stima che il traffico illecito di beni culturali superi gli 8 miliardi di dollari l'anno nel mondo.
Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato oltre 3 milioni di opere dall'anno della sua costituzione nel 196
Il Museo dell'Arte Salvata ospita opere recuperate dal traffico illecito e da altre situazioni come terremoti e conflitti.
La task force United for Heritage, istituita nel 2015, interviene per la tutela del patrimonio culturale mondiale in aree di crisi.
Summary:
Il patrimonio culturale è difeso da professionisti, in gran parte donne, che si dedicano al recupero e alla conservazione delle opere d'arte. L'UNESCO stima che il traffico illecito di beni culturali raggiunga l'8 miliardi di dollari l'anno a livello globale. Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato oltre 3 milioni di opere dal suo inizio nel 1969.
Il Museo dell'Arte Salvata raccoglie opere recuperate da varie situazioni, offrendo loro una nuova vita nel contesto scientifico. La task force United for Heritage interviene per proteggere il patrimonio culturale mondiale in aree di crisi. Recentemente sono state introdotte nuove disposizioni nel codice penale italiano per rafforzare la tutela dei beni culturali, consentendo agli investigatori di utilizzare nuovi strumenti operativi.
FAQs
Il comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale si impegna nel recupero e nella restituzione di beni culturali trafugati illecitamente.
L'arma dei carabinieri ha più di 200 anni di storia e l'ingresso delle donne è stato consentito soltanto dopo l'anno 2000.
La task force di carabinieri si occupa di recuperare beni culturali trafugati, lavorando in collaborazione con altre istituzioni e polizie internazionali.
L'UNESCO stima che il traffico illecito di beni culturali nel mondo superi il valore di 8 miliardi di dollari l'anno.
Il museo dell'arte salvata ospita opere recuperate da traffici illeciti o situazioni di emergenza, permettendo il dialogo con la comunità scientifica e la restituzione delle opere alla collettività.
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