Ep. 3 - Larissa Iapichino: Il meglio deve ancora venire
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L’intervista presenta una giovane atleta di 22 anni, studentessa di giurisprudenza e vicecampionessa europea in carica nel salto in lungo. Ha iniziato l’atletica solo a 13-14 anni, dopo aver praticato ginnastica artistica, abbandonata per un blocco psicologico alla trave. Da piccola è stata molto timida e ha recitato in pubblicità della Kinder, esperienza vissuta con disagio per l’attenzione pubblica. La madre è una celebre ex campionessa olimpionica (argento nel triplo), mentre il padre è un ex astista e suo attuale allenatore. I genitori l’hanno sempre sostenuta senza imporle pressioni, lasciandola libera di scegliere il proprio percorso. Il rapporto con il padre/allenatore è migliorato negli anni, imparando a separare la vita sportiva da quella privata. Il record mondiale under 20 nel 2021 è stato il momento di svolta, facendola emergere come atleta indipendente dalla fama materna. L’atleta sottolinea l’importanza di avere una mentore come la madre, che ha vissuto esperienze simili, e racconta con umorismo aneddoti scolastici, come il voto di educazione fisica (7) nonostante fosse una futura campionessa.
mia mamma disperata e famba sei sicura mi raccomando non fare salto il lungo perché poi le pressioni mamma, stai tranquilli, la santo senza impegno, cosa vuoi le stile. Sì, che li giusto per provare, no? Diciamo che da una parte aveva ragione, perioramente in costante che non mi rendevo conto di che potete essere faria trettica da figlia di. Lo spito di oggi ha 22 anni, è una studentessa di giurisprudenza o limpionica e vice campionesta d'Europa in Carica. La cosa eccezionale però è che ha raggiunto tutti questi risultati in breve tempo, insoli 7 anni, e iniziando a praticare il suo sport, pensata alle stati 13 anni. Signori e signori, ascoltatori sportivamente. La risa, gli apichino! Grazie a tutti! Come stai tutto bene? Bene, bene. Allora, io inizierai a bomba con quello che è la prima domanda che facciamo tutti i nostri ospiti, la risa. A scuola, che tipo di studentesseri? Era una studentessa che faceva studiomato di sperato, perché all'iceeio ho frequentato il liceo scientifico tradizionale da Vinci, qua a Firenze. Dopo il primo anno, comunque avevo l'ellennamenti, non tutti i giorni ma quasi, quindi il pomeriggio lo passavo al campo, tornava a casa, giusto per pranzare e subito dopo l'ellennamento stremata. Però erano quelli momenti in cui potete postudiare. Quindi mi faceva un sacco di nottati, anche fino alle tre con la sveglia, le se e mezzo. Quindi eri una studentessa notturna? Si, adesso non potrei mai. Quando mi sono diplomato, ho detto, "Daurai in poi bastano tate per me, dopo scena, off limit, basta". Cista. Però sì, era una studentessa che ci metteva tanto del suo scuola. Non era una grande studentessa di educazione fisica, questo è il mio professore, ma mi sono che 7 in pagina. Ma volete sapere perché mi vanno messo 6, perché in quinta superiore, 18 anni a adolescenza, quasi finita, quindi tutti i dolgomoni ha, ci faceva fare ballo latino americano e io ero un palo, cioè ero tipo così, perché dicevo "ma chi cavolo mi va a fare, questo mi fa ballare davanti a tutti i vego bagli di classe, le altre classi". E quindi io cerchavo in tutti i modi di leguarmi 6, mi ha me il esempio. Ma invece un professore era affissato con gli sbandieratori fiorentini. E ci c'è una sbandierale? Dello giuro. Salottiamo gli sbandieratori fiorentini. Ma grande tradizione, è venciuta. Noi invece il cata, che aveva fatto 5 anni di cata. Ma il cata è quello che bisogna urlare, tipo? No, in tazzico. No, in tazzico. No, ma il tazzico. No, ma il tazzico. E ora non voglio di una urlata, una urlata, ecco. Io, la prima ora, è ginastico, quindi vi potete immaginare, io stancamo a mortare, dove la notale era inetepo sugli spalti a studiare, perché era allora in più che vi potete bohincedere. E il professore questa cosa, poverino, non la maestro porta da soffriva, e quindi una volta ho detto, "Ia picchino, io ti devo mettere 7 in pagina, perché c'è bisogno che tu inizia a fare qualcosa perché non puoi non fare i cinnati, ma bene che sei un asportivo e tutto, però qualcosa dovremmo fare". Salottiamo a profe educazione fisica di la rista che ha messo 7 a una futura campioresta. Ok. E come ho detto nell'intro, tu hai iniziato a Athletica relativamente tardi a 13-14 anni. Prima però facevi ginastic artistica. Io ero curioso di sapere perché ginastic artistica e poi come sei passata alla Athletica? Allora, io ho iniziato sport da piccolissima, chiaramente genitori sportivi. Ci arriviamo, ci arriviamo. Non puoi, non muover, allora abbiamo iniziato con il nuovo. Ah, ecco, non so che vabbiamo. Primo punto in comune. Ah, 4 anni. Inchistato il tuo primo sport, il nuovo. Si, grande. E facevo questi corsi solo che io non so molto. Vabbè, non so se era sincero. Quindi sono andata a me, ma ho detto ma ma io non voglio fare i più ono, vorrei provare danza. Ma ma suttacontenta che mi amma faceva danza da piccolissima. Si brava tip tap danza classic, ma ma c'è un benvenico l'umbo. C'erano il sangue, proprio. C'erano il sangue esatto. Allora, mi porto a fare danza solo che era troppo statica per un'io da piccolino un vulcano. Era un intero, non stavo citato un attimo, non stavo fermo un attimo. Sai io dovevo l'opercivi da questa cosa, nelle pubblicità della hind. E' con l'altro, li provo a staccapise. Allora, abbiamo anche quello perché c'è tanta curiosità delle cose che hai fatto. E' un vulcano, quindi il mio babbo viene da me mi fa senti. C'è uno sport dove poi ballare, ma anche fare qualcosa di più interessante come saltare, saltare per area così. Io guardo, faccio, ma perché no proviamo allora provo a gina si artistica in prima elementare, quindi io avevo sui 6 anni, ho fatto più o meno prima a lamentare. Mi ha portato la prima volta in palestra e mi sono namorata di questo sport. A me piace un sacco, mi piace un esporto artistici, mi piaceva poi, ovviamente, il voltage. Siamo in esistitata, siamo a un fono in dizio, il corpo libero, la musica, il poter muoversi, ballare e poi fare tutti i vari elementi, la trave, la odiavo, ci ho battuto più botte e altro, io alta, quindi io su se è stata una bambina alta. Ma infatti mi chiedevo, c'è nel senso, è rigia così alta, quando ripicola comunque più alta delle tuoi botane, perché la gina sticartistica, insomma, seleziona anche su queste base. Sì, io credo di essere stata una bambina molto alta e poi è smesso di crescere in certumano. Cioè, ovviamente, a 10 anni è alta così, quindi insomma, dovete immaginare allegare, si fa tutta la sfila, e c'era le bambine e il mio. È un'artica, sia la rispa, perché faccio a mamma e alta. Ti mi amo, è un'ottanta, sono 73, sono abbastanza alta. Ah, beh, sì, sicuramente sopra la media. E io ho letto che è stato Yuri Heihi, è un vostro amico di famiglia, consigliare a tua mamma di farti cambiare sport, è vera questa cosa? Sì, perché? Non, che è di mangiore che è il campiono rinfico degli anelli. Ralce anche io sono legato in qualche modo a Yuri Heihi, per un episodio buffo successo durante l'Estatto Olympia del 2021. Mi obbbo in televisione lo chiamo la trezista, perché non si riordò il nome. Quindi per noi, Yuri Heihi, è l'Atrezista. La trezista, una scena, un meme incredibile, è stata sopapa in coluomi. Quindi è vera questa cosa. C'è più o meno. Ho fatto un campostivo in Trentino con lui e era più o meno ridolpe in ultimo anno, perché io smesso a causa di una paura folle per la trave. C'è iniziata a avere dei blocchi, a avere paura a stressarmi e quindi. Non la vivevi più bene. Non la vivevi più bene, ero piccolina, comunque ero in seconda media. Cioè, è battuto troppo per ombi, di cibasta, cioè. Ma mamma mia, io ne ho battute. Perché, scusami, ignoranza totale, quando uno fa gynastico, il cartesico deve fare necessariamente tutti gli attrezzi come funziona. Allora, generalmente sì, poi c'è chi, magari si specializza su alcuni attrezzi, però è difficile o comunque avviene magari. Manno sempre più grande. Intarde, tasi, magari per infortuni o cose così. Ma un po' come nel moto da piccoli si provo tutti gli scegli, però in linea di massima fa tutti i quattro gli attrezzi. Invece poi, appunto, all'età di 13 anni più o meno, passi alla teletica. Cioè, come è stato questo passaggio? Cioè, non è proprio scontato gynastic artistica, a teletica, cioè noi che sono proprio così vicini, quindi come è successo questo passaggio? Cioè qualcosa che ti hai esperato, qualche momento che ricorre che ti ha portato nel campo di attratica? E se ti è piaciuto a subito come di sciffolina? Ci sto pensando perché io realtavo fatto delle gare di teletica, a scuola, magari. Classiche. E ovviamente. Li vi dice "ho tutto, però, beh, le campestre addirittura, rova, veramente. Anche io le faccio, però io non mi cevo un'interaca". La fattina truce. È una sottura terrena, piace per chi ne fa, ma veramente come fanno, non lo so. E quindi quando ho deciso di smettere ho detto ma facciamo una cosa, inizia a provare qualche sport della mia testa, erano a pa la volo, a teletica e poi insomma mi sarei guardata in torno nel caso questi due i anni a e b e non avessero funzionato. E quelle state, state 2015, i vado ai miei genitori, e a non ce ho questa cosa, e a teletica. E hanno stappato una bottiglia, però. Il mio babbo è si sono contento, tipo, "no, bebra, bene, mia mamma, disperata, fanno, sei sicura, mi raccomando non fare salto il lungo, perché poi le pressioni, mamma, stai tranquilla, tanto senza impegno, cosa vuoi le stie a provare, no? E poi insomma, diciamo che da una parte aveva ragione, perioro talmente in costante che non mi rendevo conto di che potete essere faria tretica da figlia di. -Chiaro? -Dicò il momento non. Ape, perché comunque è piccolo, cioè a 13 anni uno, non è che pensa le pressioni.
che sono le tensioni esterne, cioè se io ricordo come era lo sport a quelle taccia è interessava a me e al mio allenatore. - Si era un gioco divertimento. - Quindi non è che pensio di oi giornali le cose, eh ti vengono a vedere, c'è, immagino che tu abbia scelto così e capisco forse anche tua mamma. - Quando sei un antimo preoccupato a verte. - Ecco ma infatti tua mamma, fio una mea, i perché non lo sapesse, è x-campionessa, due argento limpici, plurimi medagliata e mondiali. Questa figura per te, cosa significato è stata più un peso o uno stimolo? - È stata uno stimolo, io la vedo un po' come la mia mentore, perché ha vissuto delle esperienze che anche ho vissuto o che ancora devo vivere e la vedo proprio come una fonte di spirazione, una persona che può darmi dei consili che non si allenano. - E solo tramite l'esperienza, se può? - Si, non puoi non esiste la teoria, ecco nel vivere certe esperienze, nella vicinaarsi, approcciarsi a certi palcoscenici. Sebe una persona che l'ha visto esciensamente personalmente e le mie aiuta tanto, perché sono generazioni diverse, chiaramente, la feta che cambiava sarà in questi anni, ma comunque le dinamiche più o meno sono quelle. - Sì, ma noi l'abbiamo anche detto che nel nostro percorso non essendo figli d'arte, ci sono stati diversi momenti, cui ci siamo banalmente sentiti soli, perché magari hai dei compagni di squadra che non sono alto livello, i tuoi avversari, chiaramente non ci condividi troppo asferre motiva, e quindi magari non riesci bene a gestire queste cose giganti che si trova a vivere un giovane atleta senza nessuno che ti possa mettere una mano sulla spalla dire, so esattamente quello che stai passando. - Exatamente, bello. - Prima è detto, una cosa che ha me accolpito, cioè tua mamma non è stata al classico genitore, voglio che il mio figlio, mi affiglia, faccia a sporta, da altri livelli, non ti ammai, mi pare di aver capito, messo sulle spalle, le sue aspettative o le sue pressioni, perché c'è anche quel tipo di genitore li, quindi questo penso sia stata anche un qualcosa e abbia aiutato a vivere la tua disciplina senneremamente, senza al confronto poi con lei e quelli che sono stati i suoi risultati. - Anche tu, tu padre, era nel mondo dell'athletia, è assanto con l'asta, no? - Sì, con l'acqua. - Sì, ma t'ho scocciato, ma a parte questo c'è proprio. - La cosa, io non riesco a capacitarmi di come, con due genitori nell'athletica, tu non abbia fatto a trnetica subito, cioè esattamente lo posto di quello che uno si immaginerebbe, quindi. - Ma non fa per noi. - La pese. - Sì, mi hanno fatto a scegliere, poi, veramente, c'è mia serella minore, 7 anni più piccola che, oja, lo sport, non ne volete sapere, sarebbe un talento paziento, perché è altissima forte. - Cosa potrebbe fare lei? - Secondo, secondo me. - Allora, sicuramente quello che faccio io, però. - Non ho noggiere di c'amo, ma non mi fa parte. - Non lo fa, al massimo d'atti al triplo. - Ma meglio, brava. - Salpe in alto, i 4, i 2, lei potrebbe fare qual'è sia si cosa, secondo me, ma anche banalmente qualsiasi altro sport, è veramente tanto portata, però non le piace. - È proprio. - È giusto così. - C'è stava, c'è stava. - Anche tu mamma ha fatto il triplo, vero? - Sì, allora, la cosa interessante, che, secondo me, non molti sono la conoscenza di questa cosa, ma alcune specializzate della trede, si ha, non erano accessibili alle donne. Fino ha, non mi ricordo che hanno ma mia mamma era nel piano della sua arriera. - A ce l'hai, lei non poteva gare già le determinate gare, perché quelle gare non sono solo maschili. - Il triplo era solo maschile. - No, va bello questa cosa, lo ignorano, prima. - Il triplo, l'asta, se non ero le siepi. - Ma pensate. - Martello, forse. Però c'era un paio di specializzata che. - Retamente maschili. - Prettamente maschili. Le donne non potete gare già con le specializzate alli. Quindi il triplo è una specializzata giuvanissima, in realtà. - Sì. - E a te ti è mai maleena a testa l'idea di poi magari fervarlo il triplo. - No, ma forse bisogna essere ancora più alti per fare il saltro triplo. Non lo so, eh? - No. - Allora, diciamo che fa molto più male. Già il satturungo fa male. - A male. - A male. - Ma il triplo fa ancora più male. - Sì, sì. - Sono tre balzi. Io comunque esercitazioni per i balzi le faccio, perché comunque il saltatore è linea di massima nel suo allenamento quotidiano, durante la settimana balza, fa esercitazioni di balzi. Qualche trifletto ha lo provato in allenamento, ma non mai fatto officialmente una garà di triple. Nel futuro probabilmente era farono una vera perché tutti, perché non provo il triplo. - Ecco, non lo detto io. - No, lo ho detto io che non capisco una mazza di Atletica, quindi ha capisco possibile immaginare. Ma un'altra cosa buffa, secondo me, è di una figlia d'arte, con una mamma, della portata della tua, e anche l'esperienza che è fatto da bambina. Cioè, l'orenzo prima detto, tutti noi o meno io mi ricordo di te, ovviamente lo sapevo che poi saresti diventato da bambina nelle pubblicità della Kinder. Cioè tu come vivevi quei momenti in cui non lo so. Vedivano queste persone a riprenderti, anche perché le fate fino, ma non sono. Non è ripopo piccolissimo, simissima nelle ultime. - No, no, no, no, no. - A decina d'anni forse. - C'è d'anni, simili. - Qualche ricordo ce l'hai di quelli giornati. - No, perché poi sono iniziate. Avrei avuto 4-5 anni. - Sì, ero molto, molto piccola. Allora, io sono una persona molto introversa, molto chi usa, molto anche timida. Da piccola ero molto timida. Quindi la vivevo un po', non voglio dire male, però era veramente strano per me, perché io sono sempre stasa una che sta proprio nel suo. - Con i suoi giochi, con i suoi amici. - Esatto, con i suoi amici. Poi ero una grandissima letrice, quindi ero proprio una persona molto sulle sue. E quindi non so ritrovare mi dall'oggi, al domani. - In televisione. - In televisione mi faceva stranissimo ancora peggio quando mi riconoscevano per strada. - Io li volevo soterrarmi. - La pambina deve essere soterrarmi. - Se ci ha pensato, io ho una palla, avrei stavato una mia poteva essere soterrata, perché per me era inconcepibile e strano. Dette due le diciamo, "Cosa vuole estagente?" Ma perché vengono da me e mi chiamo una pambina della chindere, sono la risa, ho fatto sia la pubblicità, però voglio dire. - La che andava sulla luna, no? - Quindi per me era una cosa fazesca, però poi crescendo. - A scuola ai tuoi coetanei ci sapevano di questa cosa, ti vedevano in televisione e dicevano "C'è, non lo so, come come vivevano questa cosa, ti hanno mai detto, ammats, quella della chindere". - No, allora i miei compagni di classe alimentari erano tranquillissimi, anzi un po' se ne fregavano e per me erano anche in miglioro. - Bella per loro. - Sì, è stato io, tranquilla, magari mi assentavo da scuola per un paio di giorni, faceva la cosiddata, tornavo e non mi dicevano niente, ma neanche le maestre mi facevo passare i compiti, sono ma quello che l'hanno fatto quei giorni di assenza, basta meglio. - Quindi su la chindere fetta latte, non tra portavi in classe, come me renda. - Ora non lo diciamo, perché poi la chindere si manda una raccomandata di matino, io preferivo la melica. - No, allora, no, ho anche avuto la audacità di chiedere di fare la publicità della nutella alla registra perché io amo, la nutella, la vavora nutella, se posso che inerfetta latte facessiva la nutella? - Ah, così panennutella, gratis, infiniti perché per me non riesso. - È il sogno di bambino, certo. - E invece tornando alla sfera sportiva, padre all'enatore, come giusti sci rapporto con lui? - Allora, siamo cresciuti tanto in questi 3, 4 anni, siamo in minifini e 5, quindi 4 anni in gallena. Chiaramente, abbiamo sempre cercato di dividere le due sferre sportiva e privata, chiaramente a volte ci siamo riusciti, a volte magari un po' meno, però andando avanti alla fine, una cosa se non la provi, non saprai mai come regolarti nel modo giusto. E quindi oggi posso dire che siamo proprio, abbiamo raggiunto nei qui libri, secondo me, molto stabile, molto armonico. L'umulo dice sempre, in campo io non sono tu padre. Per quanto io chiami babbo per la biciudine perché non ce la faccia, che avarlo già anni, proprio mi fa strano. - Si, si credo. - Però io lo vedo come un altro tipo di figure, non è mio padre, in quel momento, è il mio nassore insieme, stiamo lavorando, stiamo lavorando per un obiettivo e quindi ci comportiamo di conseguenza. Poi è finito l'anemente, finito alla gara, torniamo alle discussioni, problemi di tutti i giorni. - Tipiche di papazilla, certo. - E poi il tuo non è un unico, anche mi sembra filippo tortu al padre alle nassore. - Anche tamberia, era l'anato dal padre. - Tutta l'antheist. - Ah, vero. - Cioè sono tanti. - È una cosa molto forse più frequente nella tratrica. - E' il nota, veramente, secondo me, forse solo qualcuno in Italia, uno mi viene in mente, ma penso veramente molto internazionale. - Sì, così su dopiero di forse è cosa, Michael Andrews, se l'anava a casa sua nella sua piscina con il suo padre e il suo già crasse che faceva sui giù. - Pare ha costruito una piscina nella loro tenuta, perché non terreno. - Tipo due corsi è da 50 metri e lui se l'anava col cañolino. - Ah, assurre. - Che di creva dietro, se si fa sensore.
ma invece nel 2021, Ward Records under 20 corregi misus valio e guagliando recordi in dor di tua mamma. Giusto? Abbiamo studiato. Abbiamo studiato. Ma c'è, mi sono chiesto. Forse quello è stato il momento in cui sei passata dall'essere la figlia di Fionamay a la risa di Epikino o no. C'è stato il primo risultato boom della serie. Sono io merito di essere qua, mi merito di essere conosciuta per quello che sono, non per mamma che ho. Sì, diciamo che quelle staso uno dei momenti chiave della mia carriera fino ad esso, forse il momento in cui la risa è spolosa, perché comunque avevo ottenuto nel 19, nel 20, dei buoni risultati, degli ottimi risultati per essere una treta giuvanile, però quello avuto una portata enorme, c'è stato un boom. I solidi giornale. Io non mi aspetta una cosa del generece. Io mi ricordo, era andata l'ingara, era un
iché un pianato italiano soluti e a rovere to. No, ali era ancora. Ah, lì era ancora. Si abbiamo solo ancora. Sì, sì. No, sì, come noi. No, sì, abbiamo solo ricione. Sì, quindi diciamo non ti sbagli per guardare le indor. E mi ricordo che sono andata lì con semplice intento di saltare più lungo possibile e mi ricordo che alla gara precedente aveva fatto 675, che era il record italiano del 20 e quella stessa gara prima del 1991 avevo fatto due volte 675. Allora, vi ricordo che li felidisi, no, dai, non posso finire una gara con 2, 675. Voglio incrementare almeno di qualche centimetro. Quindi mi ricordo che faccio questo rispireone profondo, parto, ma così, c'è in maniera molto naturale, sento che tutto si era messo al posto giusto e di cosa è questo nebbe essere molto lungo e do se in 1991, te vedo, come è possibile. È possibile. È importante, se ho tanto, se ho tanto, la prima all'aperto, parlo indor, ma è tanta roba, sono rimasta un po' scioccazza e poi fanno "è, ricordate il mondo del 20, c'è anche ricordi tagliato, è guagliato, ma come, ragazzi, ma basta succedendo. E mi ricordo che lì è stato un momento dove ho capito cosa a volire effettivamente fare un risultato perché ti sono di giornale, interviste, comunque la gente inizia a seguire, magari inizi anche un po' a riconosciarti e all'inizio è stato un po' difficile. Magari non subito, ma quell'anno lì è un po' fatto fatica, perché comunque avevo 18,5, 15. Il catapultata, diciamo, nel mondo, il progno. Ma è ancora lì, c'è o, in cui? Non ma l'anno della maturità. All'anno della maturità, ma all'anno della maturità, ma alla scuola, in questo periodo, ti ha dato una mano, ti ha ostacolato, come è gestiso appunto, tutta questa attenzione proprio nell'anno della maturità. Allora è stato difficile, dal punto di vista personale, non se non c'è niente di male, ad avveravuto semplicemente difficoltà, ha fatto fatica gestire un momento del genere. Però la scuola, a me, aiuta a sentissima, in realtà, mi hanno sempre aiutato. I professori sempre super disponibili, la presi non sempre super disponibili, eravamo anche più di uno sportivo. In una scuola pubblica? -Sì. -Cosa? -Cosa è una cosa bella. -Bravi. -Due giocatori della fiorentina, primavera, però hanno più grandi di me, quindi erano già diplomati. Una ragazza della nazionale italiana di Palla Volo attuale, ha fatto l'ultimo anno lì, una ragazza che faceva Palla Nuoto, un altro regbio, in sombre, avevamo pari chi. Quindi devo dire la scuola super disponibile. E io mi ricordo che i torrai a casa ed si cavolo, ma io ho il compito di inglese dopo domani. -E spascio. -Como è faccio? -Chi escopri, perché mi ricordo che avevo avuto una botta di adrenalina talmente tanto grossa che il giorno dopo mi sentivo malissimo. Mi sentivo quasi la febbre, non ricevo uscire dal lento. -Scarico. -Scarico. -Non ricevo prendere il libremano, ricevo no e no, non ce la faccio mica domani, aprezentarmi a scola, ha fatto pompito. -Como è così. -Cioè faccio scopro, farre il mondo, e poi pesa no, una merifica di inglese. -Como è una sulla terra, diciamo. -Exatto. -Exatto. -Pasato. Fati il saltai, però si diciamo che poi sono sortata con i che di per terra diciamo "mi si è tutto bello, ma io comunque ho la massurità da affrontare quest'anno. Comunque ho 18 anni, quasi 19, quindi ho una vita un po' particolare, sono ancora relativamente jovane, diciamo giusto che io viva la tua età. -La mia età come giusto che sia. -Certo. -In un momento ti provo a citarre più o meno memoria, hai detto qualcosa come amici, affetti e famiglia, sono molto più che importanti, dire che sono importanti e riduttivo. Cioè, come gestisci tu ero apporti fuori dalla teletica che cosa significa questa frase, è che la tua rete sociale è che impatto a sulla tua vita, sulla tua serenità, sulla tua tranquillità. -A un grosso impatto, io sono una persona che amano a proposire con d'arsi di persone positive che mi fanno del bene, chiaramente la famiglia, che sono i miei primi sostenitori, però anche la fortuna di avere degli amici fantastici, hanno fatto anche un gruppo, sono se vedermi all'Europa, all'Olimpia. -Ero lì, avvordo ciao. -Prede. -Sì, è stato molto bello, perché vedere una faccia familiare è molto spesso mi aiuta. Non so, mi da quella sicurezza in più, anche soltanto magari un messaggio prima di andare, guarda l'arimbo calupo, ti sto guardando, mi fa molto piacere e mi da anche quella parte più. -La tua rete, a parte la famiglia, non lo so, penso agli amici, sono tutti della teletica, qualcuno fuori come sei bilanciata, come percentuale. -I realtà la percentuale è molto alta fuori dalla teletica. Sono tutti, ho coltivato le amici, in tutti questi anni, quindi ho amici che conosco dall'asilo, dalla prima lisciamia. Mi li ho ramiho, lo conosciuto in prima lisciamia, e ora facciamo già l'ispludenza insieme, perché lui è veramente privanti. Però. -Ave, sì, secchioni. -Sì, sì, sì, secchioni, parichio. Quindi sono persone che conosco da tanti anni, amici di vecchia data, con cui ho coltivato queste amici, e molto profonde, che mi conoscono ancora prima di vi tutto questo lamore, prima ancora di. qualcuno anche prima ancora di avere inizia a sua teletica. E quindi, non so, mi fa piacere a me avere rapporti di lunga durata, mi fa piacere avere delle persone che semplicemente mi conoscono per la persona che sono. -Ci sono un per la treta e la soltatrice, e ben, infatti, anche io, diciamo, ho coltivato tanto i rapporti di quando ero bambino piccolino e alcuni dei miei migliore amici, quelli che erano i miei migliore amici sono rimasti i miei migliore amici. E erano i miei amici quando erano una pipa totale, quindi sono sicuramente sicuramente i miei preferiti. -Moi poi serve anche appunto a mantenere un equilibrio, a staccare, cioè non parlare sempre di quelle cose, no? -A� anche magari avere un forto in un risultato andato male, perché poi la fine c'è ultre lo sport, no? C'è gli affetti, sono le cose più importanti. -E senti una cosa, ma tornando al 2021, come abbiamo detto, ero un momento di espluà per te e di balso all'interno del mondo dell'erona esportive. -Balso, mi è piaciuto, sono. -Fatto un salto in avanti, ma è un salto lungo nell'erona in questo punto. -Pero è stato anche un anno difficile per te, perché io mi ricordo, mia mamma segue molto la thletica, insegnante di educazione fisica. -E sì? -E mi ricordo che mi disse, ma lo sai, è la risa non viene attorio perché sei infortunata. Quindi ero curioso di sapere in anzi tutto, cosa è successo in quel momento e come è affrontato quel momento, proprio anche a livello mentale e psicologico? -Al ora due settimane prima della partenza c'erano le campi lati italiani di Robert Eto. -A Robert Eto questo. -A Robert Eto. -Niente, è successo che in sabbia ho chiuso il salto, ho fatto un movimento strano, mi ha rimasto incastrato il piede e mi sono distorta la caviglia, mi sono lesionata il legamento di Oltideo. Chiaramente li per li non stavo ben capendo perché chiaramente senza un esame strumentale senza essere stata visitata da un fisio terapista, con cui aveva fatto semplicemente una fascia suura così di contunso. -In teaping queste cose, ma se. -Patteti se ries a subito conto della gravità, ci assentivi dolore o. -Sì, il problema è che ci ho saltato sopra l'ultimo salto. -Chi ha già qualificato per l'impia di cui. -Ero già qualificata. -Perché hai deciso di fare comunque gli italiani? Ti sei sentita di questa scelta? -No, non mi sono piantita perché comunque avevo fatto poche gari.
non avevo fatta solo solo due ne avevo fatte quindi volevo fare un l'altra garo un test prima del di partire per l'impia di e niente andata così e anch'io in genuamente c'è saltato sopra quindi sicuramente ho peggiorato la situazione e ricordano anche delle foto vi sono disperata e lacrime purtroppo abbiamo visto anche quell'eccato e come ti sei sentita poi a dover rinunciare temporanamente poi per fortuna al sogno l'impico. Allora li per lì non era ben concia della situazione perché per me già il fatto di essere qualificata per Tokyo era qualcosa di stranissimo. Diciamo non avevo realizzato che concretamente sarei andata all'impia di alla fine era una cosa che avevo sempre visto abbastanza lontana anche all'inizio di quell'anno li banalmente io non mi sarei mai immaginata di qualificarmi direttamente per l'impia di avere la possibilità l'oportunità di poter recitante particolare quindi li per lì mi sono detto dove vanno dare così poi passavano le settimane e lo sofferta parecchio perché poi sono in i sattigiochi ho guardato le gesta di tutti i miei colleggi della taletica non perché con quelle limpia di le segvo sempre devo dire che ne proprio fatto male al cuore vedere tutti i miei colleggi anche persone che conosco che stavano realizzando loro sogno io ero a casa con questa caviglia ancora un po' malmessa. Però poi t'ha dato una sorta di spirito di rivalza per le stasioni successive questa cosa cioè dire ok io so di valere le limpia di perché mi sono qualificato e ho guadagnato quel diritto. Ma se è uscita diciamo appunto da questo da questa devastazione di cui ci ha appena raccontato. Allora inizialmente io poi sono una che si buutta tanto giù a sap vedere come prevo il parto posto in stanna ma ci arriviamo a l'englanzia proprio. Vici un'altra collega è arrivata quatta. E' un po' giù, un po' uno straccio de queste resincere. Però poi mi sono detto allora cosa che posso effettivamente controllare posso rimettere in sesto questa benedetta caviglia posso maniare il tuo legamento posso cercare di ritornare a allenarmi in salute e con sere nita quindi affrontare una preparazione ormai queste state non ho molto da fare posso sfruttarla per stare con gli amici per fare insomma cose da normalissima adolescente ho fatto il test per l'università insomma mi sono dato un po' da fare cercato di te le mi impegnata e lo vista un po' come un opportunità. Un opportunità vi ha avuto quasi il privilegio di fare un esperienza del genere che è una esperienza che ti forma perché quando va tutto bene alla fine non hai bisogno di sforzarti più di tanto perché quando le cose sono in sintonia vanno da sole e quando il gioco si fa duro che fu un tuo i due inizio a raggiacare quindi è giusto reagire e quindi è stato un po' una sorta di prova di carattere una prova di carattere verso mi stessa di uscire da una situazione un po' di crisi e ci ho messo perché io anche l'anno dopo che ho iniziato a saltare non saltavo come volevo avuto un anno un po' di assistamento comunque ho iniziato ad allenarmi con mio padre quindi con una nuova guida tecnica che comunque questi cambi destabilizzano non è immediato ad adattarti a similare l'allenamento a similare l'allenamento a similare su un sacco di cose poi comunque con una piccola paura in concia della caviglia un blocco che si è portata dietro certo quando salti io quando iniziato a saltare vi ricordo che era un po' bloccatina poi io sono sti cose su molte cose poi è un blocco un attimo e poi mi sblocco viano viano iniziato a gareggiare comunque con tutti gli occhi puntati ad osso che assaso ed i fici all'inizio perché non ero bisuata e quindi ci ho messo un annetto a fine estacione 2022 piano piano mi sono sbloccata e in 2023 poi assaso l'anno in cui diciamo bene o male ho voto la mia i mio sblocco la mia rivalza diciamo dal punto di vista personale dei risultati ma soprattutto dal punto di vista personale e quindi devo dire che a volte mi guardo indietro e mi dico o meno male che mi è successo nel 2021 non ha adesso mi ha fatto maturare mi ha fatto maturare sono adesso più matura di anni fa sono il mai pezzo il posto quattro anni fa ho ancora tanto da maturare e ancora tanto altresperienza da fare però per quanto li perlitti sembra po' la fine del mondo alla fine forse è la sua più grande bene edizione perché hai la possibilità di testarti ma testarti veramente certo a me è piaciuto tanto questo questo ragionamento su quando le cose vanno bene facili quando le cose non vanno bene e li che si vede chi ha la stoffa il carattere noi li abbiamo parlato nella prima stagione quando abbiamo fatto l'episodo sul fallimento in cui proprio abbiamo cercato di spiegare come almeno per noi alla vittoria molto spesso segue una festa alla sconfita segue la analisi e quella analisi è quello che poi effettivamente come tu hai detto ti fa crescere ti fa diventare una treta maturona una persona più consapevole e più cazzuta quindi sentirlo da da te che comunque sei sette anni più giovani se la matematica non ci ganna di noi è wow c'è tanta roba penso sia una grande dimostrazione di come lo sport faccia faccia crescere in fretta faccia diventare noi sportivi più maturi più consapevoli e più pronti alle sfide della vita quindi poi anche il fatto di averla affrontato da così giovane ti prepara anche per il futuro perché uno spera di avere una arriare a lunga allonggeva quindi probabilmente purtroppo ci saranno altri momenti di difficoltà ma all'esperienza vissua a ti saprà aiusare ovviamente ma non fa le forne ma non fa non fa non fa non fa non fa messo e non fa messo e conto assolutamente ma e tu prima ti sei definita in apertura dipuntata una studentessa da studio matto di speratissima ora la curiosità che questa cosa ha c'e sui me è ma perché una studentessa mata è di speratissima ha scelto giù di sprodenza cioè non potete vissere il lereno lo so qualcosa di un po' più soft meno o meno strong che come perché io non riesco a fare le cose facili purtroppo io sono così di me metti sotto pressione sì ma il bello è che poi mi lamento pure come stessa però poi alla fine è perché scelto di fare questa cosa? Allora diciamo che è sempre stata da piccolina mi chiede qualcosa volete fare da grande voler tra le tante rispose perché ne davo pari e che l'astrona otativo anche fello me lo vuoi andare però c'è sempre stato quello di voler fare l'avvocato comunque lavorare in questo settore la principessa del foro volevi fare ok e poi io non sia che è un avvocato che provive all'estero e quindi io ricevano molto ci sono e c'ero molto legata e quindi lo vedete un po' come insomma io lo dico io lo lo sia figo quindi per me io devo fare quello che faceva lui e finito all'isceo mi sono guardato un po' in torno perché comunque ho valuta su tante altre portesi però guardate ma io quello che alla fine il mio cuore dice di fare e fare giù risprudenza tanto facile non saranno mai facile fare l'università qualsiasi fa volta io ho decidito a poi di fare quindi tanto vale fare quella che ti piace di più poi ci metti cinque anni ce ne metti sei ce ne metti di esci devi anche un po' ristabilire le sue priorità perché io sono cresciuta con immeginità oriche dicevano prima la scuola quello sport ma credi che è ma soprattutto ma mia comunque io penso ai suoi genitori abbiano avuto un impatto super positivo fuoi appunto anche sulla sua arriera sportiva e non è scontata questa cosa si sono stati le mie rocce e mi hanno anche insegnato tanto perché chiaramente con la loro esperienza poteranno darmi degli strumenti anche in più rispetto ad altre persone ad altre situazioni e poi sono delle persone molto decisione molto sono hanno sempre sempre sono uso alla nostra istruzione al fatto che io perché in stasia non possiamo dire che faccia sport ecco facciamo sport addirittura c'è stato un periodo per il manu fatto suonare il piano forte cioè il mio babbo è fatto sulle il piano forte perché lui è una mante della mante di la mante ma tu hai detto che ripelattiva mi immagino un po' no fatti gli fatti non studiamo niente durante le le persone in alzava metteva farle ruote c'è così quindi vedete immaginare quindi si hanno uso veramente un grandissimo impatto nella mia carera sportiva nella mia educazione in generale io sono veramente contenta di avere gli avuti come come guide vello e giuris prudenza all'interno appunto delle tue priorità è un piano a o un piano b allora è al momento un piano b perché dopo sono chi sa che cosa verrà dopo io non mi voglio pregluore niente però vi sono detto dopo tutta questa facilità
che fai? Certo. Una scrutti la laurea. No, ma infatti la domanda c'è curiosa perché è ovvio che nella attività la laurea sia un piano B però quello che mi chiedo è collegando la domanda che ti è fatto l'orenzo e se nel tuo futuro ti vedi più come giurista o come sportiva in una associazione alla lena trice non lo so oppure è dire no mi solo la laureata magari provereò a sfruttare la mia laurea. No, giurista, io come la trice non mi ci vedo, io non sono paziente e poi proprio non è un ruolo che riuscira a rivestire, ci sono degli sportivi che sono bravi, io vedo adesso per dire, vanessa Ferrari che sta mettendo dei video di le che insegna e bravissima, le riesce a coinciliare la sua competenza, la sua esperienza con questa voglia di trasmettere l'amore e la disciplina per lo sport che ha praticato e che sta insegnando, io ad esempio non sarei per niente da chi ho. Siamo il due in questo tempo. Ho parlato molto con varienza perché lei fa parte del centro sportivo limpio dell'esercice, mi ha raccontato proprio di questa sua passione nel voler trasmettere la sua esperienza ai più giovani con le sue accadimi, quindi è bravissima. È molto bella questa cosa. Il fatto, tu sei nel fiammero, vero? Comunque ti aiuta questa cosa qui a, diciamo, prenderti anche il tuo tempo, no? Perché comunque è un supporto fondamentale per l'attività sportiva e avere sull' tempo necessario poi anche per terminare gli studi immagino. Il gruppo esportivo in generale è un supporto per noi asletti, soprattutto dei risporti individuali che sono me la cosa più bella del nostro sport probabilmente perché ci italiano, livello italiano perché ci permette di poter inseguire il nostro sogno. Senta preoccupazione. Senta preoccupazione perché vediamo da sport minori, non c'è niente da fare. Si può dire sport poveri dove uno c'era un supporto di quel tipo. Esatto, è molto difficile, poi non è detto che tu abbia il risponso perché sì c'è chi, cioè di ha. La fortuna di avere degli sponsor che mi supportano ma altri miei uoleghi non li hanno e quindi devono trovare un modo per poter si mantenere, per poter continuare a fare lo sport di un certo livello. Ci sono anche delle situazioni che conosco, che ho conosciuto da vicino, di persone che lavorano perché magari non so l'uciità dentro del gruppo esportivo ombritare e fanno una vita veramente tanto sacrificante e tanto difficile. È come petto rossi, per esempio. Esatto, sono pensando proprio di lui e quindi è una gran fortuna avere la possibilità di poter prendere parte ad un gruppo sportivo ombritare e avere un supporto. Poi non è solo un supporte fonomico ma diciamo da. 360 gradi. All'ilogio di 50 gradi. Sanitario. Sì, sono veramente degli staff super organizzati che supportano la flessa in tutto e per tutto. Quindi devo dire che abbiamo questa fortura con Italia e celebriamo la per quanto. No, anche noi siamo io sono uscito del centro sportivo dei carabinieri da ormai un annetto, era un po' un po' compiti di un anno per iniziare la mia carriera da medico però sì, siamo assolutamente allineati senza centre sportivi probabilmente non esisterrebbero gli sportolimpicinità. E non porteremo a casa 40 medagli. Satto, esatto. Mi pare di aver capito e sono ragazza comunque riservata ma molto curiosa e ho letto da qualche parte che comunque hai delle passioni al di fuori dello studio, tra cui la moda è vera questa cosa. Sì, è vero. Come in di aspetta, salta trice in lungo, giurista e pure modella c'è nel senso. O diovodella, o parolesiner di segne a frisce di pizzi, iniziare a un designer, non lo so. Allora, la moda me la trasmessa mia mamma, ma mamma è un po' moda, io la sempre trasmesso questa passione, soprattutto per lo shopping che stavono mi passasse, soprattutto ragazza. E' vero, sa perdita di sodi se. Quindi quando l'avendo entrare nei negozi, con mercanti fanno così, sicuramente sì, soprattutto se ci vedono insieme, perché poi ci fomentiamo di scendere. Non è che io dicono, mamma, mamma, ma non lo prendere. No, prendere, no, non, non, non, non, non, non, non, non, non, non, non, non, non, non, non, non, non, prendere, prendere, tutto. Quindi sì, poi mi ha ma fatto qualche sfilata, veniva invitata a sfilate e a volte mi portate. Quindi è, se è subito passionata. È passionata, perché è veramente molto vero, se noi è una forma d'arte, si vedono veramente delle cose bellissime, poi sono un tonpone stessami, piace l'arte, vivo, Firenze, che è la hulla di me. No, si sente, no, si sente, che vi è Firenze. Quindi proprio. Però lei è più brava di te con le collegci, aspiala. Si, parla in maniera un po' in un più scandita. Si, si, ci provo, ci provo. Mi ha fatto rendere prima, ieri, ieri, tu come lo dici? E no, questa ieri, ieri, ieri. Siamo scusa ieri. Come apposhassa, non so. No, ma niente. C'erano. E come mai poi hai deciso, cioè, c'è stato un momento in cui hai pensato magari di dedicarti all'ambito moda, anche negli studi, o no, cioè tu l'hai tenuta come obbi. Si, lo tenuto come come obbi, diciamo, qualcosa che mi piace, ma è una passione, diciamo, che si limita un po' a quello, non ho mai pensato di andare oltre, anche perché è un mondo, è quello molto difficile, parlando, ho uso qualche esperienza con dei brand, ho scattato, è un mondo qualsiasi cosa tu faccia da la costumista. Si, si, è un mondo dove tutti vogliono entrare, certo? Certo, tanta competizione, insomma. Però, voglio dire, se la rissa scende in campo, si con una mia competizione, c'ha un anno. Si, non lo so. Non sa quanti candidati vorrebbero avere te a un colloquio prima o dopo di loro, diciamo, con un pedai. No, ha detto che sei un esteta, io ho letto, studiando, che ti trucchi prima delle gare, che è un tuo rito, una scheramanzia, perché? Cioè, come lasce questa cosa? E' bora, contaci qualcosa di questa tua abitudine. Allora, io ho una abitudine pregara molto strana, perché io dormo, ma proprio dormo, mi sveglio solo per mangiare, colazione e franzo, ma poi dormo, non so cosa mi successo. Mi riesce al rilassarti. Dormo, perché così passo il tempo, magari mi metto un film, un video su YouTube, però dormo, per lo più, e poi mi sveglio una certa inizio la mia routine per riscaldamento, che è mi alzo, mi vesto e mi trucco, perché quando mi trucco, devo avere il focus su quello che sto facendo, che sono vieno un disastro, perché già non è che sono. Non è che sono vieno. Il tipo qui è ora, cerchi di concentrarti sulle cose che stai facendo per non overattivare, per quello che seguirà, io faccio lo stesso, non mi trucco, però è noza. Se mi vedete con l'ombre, tu sono tuoi giochi ali, mi sai, c'è qualcosa di ragazzo. No, non lo faccio, non mi trucco, però, vedì. Sì, cerco di distrare l'attenzione, perché poi un po' si viene da pensare a quello che avverrà tra qualche minuto, tra qualche ora, quindi cerco di focalizzarmi, di dire che adesso provate a mettere l'Ilaner per bene, perché sono indirettati vuoi, vai li quali? Quali con me o chi ha gli occhi stavati? Non mi faccio, ma io dico. Non ho fatto. Quindi non visualizzi, non usi la visualizzazione. No, proprio cerco di non pensare. E poi hai poi detto la musica nel tragito per andare per nello stadio. Che musica me. E dipende dal mood, io a volte mi faccio un po' di nobbi, per un'assantissima, di po' Gazelle, Coetz, oppure Heavy Metal musica, assantissima. Ma a volte ho successo anche musica classic, perché c'è un'o io, io voglio nascoltarmi soli i soli trepp, un po' di musica classic, così. No so, ma per te stavamo in quasi un'immunice. E questo fino a quando, diciamo, arriva a metà riscaldamento, poi stacco tutto. Per me iniziano l'esercitazione tecniche, Corrum, Gara. E via. Va per cerco, comunque. È interessante questa cosa, ogni attaleta ai propri rituali. Per esempio, in questo sei molto simile al Matteo molto distante dalla mia bistudine, e invece io visualizzo settimana e prima addirittura, perché se non mi sembra quasi di essere impreparato a livello mentale, io bisogno poco di rifassarmi la gara nella mente. Epeglie zami? Cioè nel senso l'ansietta prezame, ce l'hai, non ce l'hai. Ti aiuta a avere esperienza nello sport per gestirla sui libri, no? Cioè, racconta un po' all'università come sei. Ai chiuncia per un esame o per un salto? Per un esame, ma io mi logoro una settimana prima, sto malissimo. Questa fa prima delle venti al dorme, prima di un esame, la settimana prima ma io sto malissimo, però quando arrivo lì e sono in università, lì scatta la conista. E quindi per formanza? Pendo e vado, ma bene, ma male, però lì scatta un po' la voglia di mettersi in gioco, mi intivrima, io sto malissimo ma ma ma ma
Nausea. Ma il di bancho ma questa non sa che lo tagliamo. Noi siamo che a dire no, a vedi gli sportivi, no? No, no, è un problema. No, io proprio sono. Però, vedo, il tema di rendere quando hai il professore di fronte e ti fa una domanda, tu 5 cose sai, 5 cose riesce a degli, perché magari tutta la parte di Anzia nella performance non c'è. Ma magari c'è prima e quella va a becci postare, però questo secondo me certe lo chiedo è derivando anche dallo sport, immagino no, c'è da l'abitudine a concentrarsi e entrare nel mood. Poi diciamo per un agare diverso perché io so bene quello che sto facendo, lo faccio danni. E' più pronta, dai? Poi c'è un giusto che ho impresso nella mia mente. E' automaticizzato. E' automaticizzato, devo pensare a quella cosa perché io sono i qualizzo solo su una cosa e poi insomma vado. Mentre le zamè io sono molto ansiosa, devo, c'è forse per me mettere a relegere tutto il manuale, qua sono dei somi così, ma non è possibile. Però io mettere a relegere così, ma tu stai su di me a te di esperato. A te lo sei portata avanti. In questo, anche in questo siamo abbastanza simili perché anche io non ero lo studenti super organizzato che partiva tra mesi prima e arriva a le zamè ce ne va ben so tutto. Io arriva la ultima settimana, devo vedere secondo me. Devo vedere una rattristia comune perché sotto da questa è come se hanno i servisse essere sotto pressione per rendere. Per rendere sì perché quando lo ve di lontano non dai tutto. Non mi riesco perché è talmente tanto lontano che quasi non ne sento la necessità. Pia un mi avvicino che ho scatta quell'istinto proprio da re di. E invece arrivando alle fasi recenti a Parigi. Noi ovviamente eravamo lì, abbiamo seguito anche la teletica. Io sono venuto personalmente insieme a bene detta filato a seguirvi. Siamo che a Matteo ha colpito molto la tua dichiarazione dopo l'ottimo di re le excezionale quarto posto all'Olympia di dopo la finale del salto il lungo. Cioè, è definito quel quarto posto come una sorta di tragedia in quel momento. Perché la definisa così e poi la mia domanda è se dopo mente fredda come è metabolizzato quel risultato sportivo. Allora io mi ricordo che in quel momento non capivo piu' piu' piu' niente. Oltre a voi lo sapete ma anche meglio di me che dopo la gara esci vorresti soltanto risornare nel villaggio e c'hai mille persone che ti fermo e. Interviste, sicuramente. E' un momento terribile quando magari le cose non vanno come vorresti perché parte sei molto un fuso. Non capisco dove sono cosa sto facendo e quindi è molto spesso riparire vengono da sti c'è i miei pensieri. Sì, non riesce da gli un freno, certo? Non riesco. Allora io mi ricordo che in quella gara io non c'ero, ho avuto proprio un blocco di testa. La testa era completamente in tilt e le mie gambe non sapevano anche quelli garsi. Ma perché percepibile importanza del momento? Oc'è l'olimpia di. C'è cosa ti ha fatto entrare in questo tilt, in questo blocco, secondo te? Probabilmente rimmuginare. Allora io ho fatto una qualificazione che sta far a miglior qualificazione alla mia riera. Non ho fatto. Mi sono qualificato al secondo salto. Pima salto ho fatto 60 fuori pedana, c'è fuori dalla semi battusa che 20 centino e quindi avevi margine. E' chiaramente di tolversi, faccio altro salto anche se mi sarebbe bastato l'ho detto. Faccio altro salto. Pace il secondo salto, io di mattina non rendo, io di mattina sono un palo. E perché dormi? Sì, è stato dormi, vuoi. Se di ciore di sonno, ci vuoi raccuno per te. Esattamente e parto per il secondo salto, faccio 6,87 cosi isi. Ci siamo. Ci sono risorno al villaggio limpico, contenta su disfatta, la finale era. Non il giorno dopo, due giorni dopo, quindi sarebbe passati in realtà due giorni e bundani, perché era la mattina e era la quale era la sierra del terzo giorno. Vanno saputo di gestire con i due giorni fuori, eh? Etre mend. Perché lì, io non ero obituata, non credo di averlo mai fatto. Una qualificazione, una finale, distanza di due giorni e una altra. E il primo giorno, ok, avevo ancora l'adrenalina, cercato di rilassarmi tutto. Ma il giorno di buco, diciamo, iniziato a avere in melle pensieri sabotanti. Pensieri intrusivi. Intrusivi. Non ho fatto un episodio nella prima stagione sui pensieri intrusivi, andate a lo scoltare. Sono tremendi, ma anche perché poi io sono un po' una personanziosa, quindi ti vuoi. E se succede se come Budapest 2013, perché del mondo è l'anno prima che il primo salto mi sono schiantata. E quindi la mia testa iniziato a fare. Intrare in un vortice negativo. E sono arrivata lì che il mio cervello può postacca sull'aspina. E io cercavo di trovare la sveglia. Ma se è una finale o limpia, sveglia ti. Non puoi fare così, ti devi svegliare. Andiamo, comunque è un'occasione. L'occasione di poter gareggiare in una finale o limpia al palcoce, che ho più importante dell'osport. Hanno milioni e milioni di persone che ti stanno seguendo. E la sua famiglia, i suoi amici qui sveglia ti. Niente. Non c'è stato verso. Quindi era molto maligata come stessa perché. Sondete c'è cavolo, ma perché è proprio oggi, ma perché non. A una qualificazione magari. A qualificazione, comunque me la sarei cavata perché. Sì, sarebbe bastata anche una prestazione normale. E' un'aria. Fazia di fieltadello limpia di se, quando mi è proprio nello spirito di adattamento. Sì. Molto spesso non vince il necessariamente il più forte, ma chi si sa adattare a queste situazioni. È spietata da questo punto di vista, lo limpiere. È un'esperienza strana molto particolare. Anche restare concentrati in quel contesto, tu festozo di tante persone spostamenti, mood generale, comunque è veramente complicato. Quindi suito dopo, io sono autoflagellata, perché è proprio molto maligata e rabiazza come stessa. Però poi, quel tempo ci ho messo un po' perché sono andata pari chiun down, poi però non ho certo, sono detto "Ciccia". Basta, passiamo oltre. Sì, se li vassa "Wartermon". Sì, poi anche sta giuganissimo. Certo, e poi mi sono detto "Ma hai fatto 7-87 che comunque è una signora misura". Serto. Se arriva a "Wartermon", avresti potuto fare forza una tragedia se non ti fosse qualificata per la finale, perché lì è uno step che. Io repuso necessario la fine, non si era allo risultato minimo, accettabile, risultato minimo, accettabile, certo? Però, beh, lì, te la giochi. Non è che le altre non hanno il coltello in mezza i denti, le altre vogliono andare lì e cercare di fregarti qualsiasi centimetro, qualsiasi posizione. È una guerra, quindi. Ma beh, se è arrivata "Wartermon", niente me da aglia, però se comunque lì c'è il porio, e poi ci sei te. È un risultato da cui ripartire. E dallì, ho iniziato piano piano a dire "Sì, effettivamente forse la dovrei smettere, ha di alto flashellarmi sempre, e di prendere le cose per quello che sono, perché tanto non puoi tornare indietro, quello che è stato. E poi è stata una esperienza, comunque hai capito in un momento di stress quale pericolo può correre la tua mente, e magari nella prossima cosa è un importante, ti sarà usile per l'esperienza, no? E hai anche tutto il tempo per lavorare per far sì che questa cosa se succede, succederà meno peggio, o comunque cercare di per gestirla, esatto. Però in nata la differenza poi tra la percezione del quarto posto di Benedetta, che era felicissima, pur essere arrivata porta per un centesimo, perché lei ci ha raccontato che affronta legare partendo in maniera negativa. Da lei dice "Tanto andrà male, si andrà bene, meglio". E invece no, l'opposto avevi questa voglia di mostrare soprattutto a te stessa che potevi valere una grande misura nel contesto finale o limpia, e questo magari poi ti ha portato a un attimo di confusione. Esatto, esatto. E' un'interessante vestiglia, questa approccia. Eh, ma devono partevinire la cosa che ho inspirato. No, volevo dire, ci sono, cioè gli spunti secondo me sono stati veramente tanti, io non lo so, hai qualche altra curiosità per la risa, oppure la concludiamo qua. Ti lascio disegnare? Sono pessima disegnare, vi facerebbe tanto disegnare. E' sempre in video sui bambini che soffevo disegnare bene. Non pensavo la moda, magari disegna vestisi. No, sono stranjane. Possiamo fare una società. Lei pensa in lo stile. Tu lo disegni. E io li vendo. E' stato, abbiamo già la nostra casa di moda. Gucci, Whitton, reagate. Speragamo, tremate, tremate, tremate. Allora siamo ai saluti direi, invito tutti ovviamente a seguirci, scriversi al nostro canale.
YouTube se ci è stata scontato da lì o continuare ad ascoltarci su Spotify, valutare il nostro podcast, seguirci su tutte le piattaforme, Instagram, TikTok, ne ho dimenticate qualcuna. YouTube. Lo detta. E per il resto prima di chiudere? Sì, come al solito noi ci teniamo sempre a omaggiare l'ospite con il nostro libro "L'Aurearsi Campioni". Grazie. Pensiamo che ci sono estrati delle nostre harie. Molto spesso possono in comune, anche con gli altri athlete indipendentemente dalla disciplina. Poi ho detto che sia una grande letrice, questo veramente è prossimo premio Pulitzer. Quindi ne sesso sicura. Poi guarda che bello, giro la copertina? Hai visto? È double fast al contrario. Si legge in due versi, capitò. Questo è una bella trovata artistica, ci sono dentro i suoi disegni, quindi è una cicca. Prima di salutarci, la rissa ci dovrà portare qualcosa, ma se lei dimenticato, quindi se lo vedrete compare nei prossimi episodi. E perché sono andato io allo stadio Ridoffi? A vedere un sull'enamento e a prendere. Scusate. Però prima di salutarci abbiamo un format da honorare. Quindi chiediamo alla rissa, se ha la frase di cui nessuna va bisogno ma perfetta, per la prossima di da Schélya Sui, Instagram da condividere con noi e col pubblico di sportivamente. C'è la una frase? Allora il mio mantra è il meglio deve ancora venire. Basica però è qualcosa che. Ti proietta il futuro. Che mi proietta il futuro. Non vivere nel passato, vivere il presente, ma con la consapevolezza di un futuro positivo. Bello, wow. Ci vediamo così. -Oltima risura. -Ciao! -Ciao! -Ciao!
Podcast Summary
Key Points:
L’atleta ha 22 anni, studia giurisprudenza ed è vicecampionessa europea in carica nel salto in lungo, iniziando l’atletica a 13-14 anni dopo aver praticato ginnastica artistica.
Da bambina è stata molto timida e ha recitato in pubblicità della Kinder, esperienza vissuta con disagio per l’attenzione ricevuta.
La madre è un’ex campionessa olimpionica (argento nel triplo) e il padre è un ex astista; entrambi l’hanno sostenuta senza imporle pressioni, lasciandola libera di scegliere lo sport.
Il passaggio all’atletica è avvenuto dopo un blocco psicologico alla trave nella ginnastica; il primo sport è stato il nuoto, poi la danza, infine la ginnastica.
Il rapporto con il padre/allenatore è cresciuto negli anni, riuscendo a separare la sfera sportiva da quella familiare.
Il record mondiale under 20 nel 2021 è stato il momento di svolta, facendola emergere come atleta indipendente dalla fama materna.
Summary:
L’intervista presenta una giovane atleta di 22 anni, studentessa di giurisprudenza e vicecampionessa europea in carica nel salto in lungo. Ha iniziato l’atletica solo a 13-14 anni, dopo aver praticato ginnastica artistica, abbandonata per un blocco psicologico alla trave. Da piccola è stata molto timida e ha recitato in pubblicità della Kinder, esperienza vissuta con disagio per l’attenzione pubblica.
La madre è una celebre ex campionessa olimpionica (argento nel triplo), mentre il padre è un ex astista e suo attuale allenatore. I genitori l’hanno sempre sostenuta senza imporle pressioni, lasciandola libera di scegliere il proprio percorso. Il rapporto con il padre/allenatore è migliorato negli anni, imparando a separare la vita sportiva da quella privata.
Il record mondiale under 20 nel 2021 è stato il momento di svolta, facendola emergere come atleta indipendente dalla fama materna. L’atleta sottolinea l’importanza di avere una mentore come la madre, che ha vissuto esperienze simili, e racconta con umorismo aneddoti scolastici, come il voto di educazione fisica (7) nonostante fosse una futura campionessa.
FAQs
Era una studentessa che studiava molto di notte, spesso fino alle tre, perché il pomeriggio lo passava agli allenamenti. Ammette di non essere stata una grande in educazione fisica.
Ha smesso a causa di una paura folle per la trave, che le causava blocchi e stress. Ha iniziato a non vivere più bene questo sport.
Dopo aver smesso la ginnastica, ha deciso di provare pallavolo e atletica. Ha scelto l'atletica nell'estate del 2015, e i suoi genitori sono stati contenti della decisione.
La vede come una mentore e fonte di ispirazione, perché sua madre ha vissuto esperienze che lei sta vivendo e può darle consigli basati sull'esperienza diretta.
No, perché il triplo fa più male del salto in lungo. Ha provato qualche esercitazione in allenamento, ma non ha mai gareggiato ufficialmente nel triplo.
Da piccola era molto timida e introversa, quindi la viveva con stranezza, specialmente quando veniva riconosciuta per strada. A scuola i compagni erano tranquilli e non la prendevano in giro.
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