Il podcast condotto da Laura in Candela affronta il tema delle armi chimiche in Siria, dove recenti ispezioni internazionali hanno rivelato decine di armi mai dichiarate, tra cui bombe e fusti di sostanze chimiche simili a quelli usati nell'attacco del 2013 che uccise oltre 1000 persone. Con oltre cento siti ancora da aprire, la situazione è critica. In questo contesto, Sabrina dalla Fiore, diplomatica svizzera, diventa la prima donna a dirigere l'OPCW, l'organizzazione per il bando delle armi chimiche, premio Nobel per la pace nel 2013. La sua nomina non è simbolica, ma basata su una carriera tecnica nel disarmo e nella sicurezza, lontana dai riflettori mediatici. La Svizzera, con la sua strategia di potere silenzioso, ha investito in figure come lei per influenzare le regole globali. Dalla Fiore dovrà ora gestire negoziati con governi ostili, analizzare rapporti riservati e prevenire che il 900 ricominci, in un momento in cui le armi chimiche, apparentemente archiviate, tornano drammaticamente attuali. Il podcast invita a riflettere sul peso concreto delle organizzazioni internazionali e sul ruolo di chi, come lei, lavora quotidianamente per evitare catastrofi.
Sono Laura in Candela e questo è C, attualità, diritti, storie dal mondo femminile. A un certo punto della carriera diplomatica, immagino che ci sia biti ai tavoli ovali alle riunioni infinite alle parole pesate una peruna, perché nella diplomazione internazionale ogni parola può cambiare il significato di un accordo trastati. E però Michieldo, se ci si abito in mai a una frase come questa, "In Siria ci sono ancora più di cento siti al rischio da controllare, più di cento" e una notizia di pochi giorni fa, gli espertori internazionali entrati in Siria, insieme al nuovo governo, hanno trovato decine di armi mai dichiarate, bomberazzi, fusti di sostanze chimiche. Alcuna dello stesso tipo di quelle usate in un attacco vicino a Damasco nel 2013 in cui morirono più di 1000 persone e qui ritrovamenti sono solo i primi. Oltre ai depositi, ciò a noti ciò ne sono più di cento ancora da aprire, uno per uno. Ed dentro questo scenario che all'Uio, una donna svizzera prenderà il comando dell'organizzazione mondiale in cariche di imperire che quelle armi vengono usate. Si chiama Sabrina dalla Fiore e sarà la prima donna ad dirigere l'OPCW, l'organizzazione che vigila sulle armi chimiche nel mondo. Nel 2013 l'OPCW avvinto il premio Nobel per la pace, proprio per questo lavoro. La cosa che mi colpisce non è solo che sia la prima donna e il momento storico in cui arriva, perché le armi chimiche sembrava a partenere a un'altra epoca, una parolata libri di storia del 900, gas, trince e, maschera antigassi in biancennero. Poi arrivata la Siria, l'immagini dei civili soffocati nel soborgi di Damasco. I video girati con telefoni tremanti i bambini stesi sui pavimenti degli ospedali improvvisati ed allora quella materia che sembrava archiviata e tornata lì nel presente, solo che il presente si abitua a tutto molto infretta. Anche al fatto che un regime possa cadere come quello di assad dalla fine del 2024, senza che nessuno sappia davvero dove siano finite tutte le arme accumulate in anni di guerra. Ed è qui che entra il cena sabrina dalla Fior. Non arriva da una diplomazia fatta di sorrisi e fotografie ufficiali, la sua è una carriera costruita dentro i dosci più tecnici e meno visibili della politica internazionale. Disarmo, sicurezza trattati e una diplomatica di carriera dal 2000, abituata ai negoziati complessi e ai linguaggi rigidissimi della sicurazione internazionale. Le missioni svizere re-solunione europea è l'anato a Bruxelles e poi i roli di alto livello a Berna, non una figura mediatica ma una di quelle persone che conoscono dall'interno il funzionamento delle organizzazioni globali e il peso concreto delle parole nei trattati. E forse è proprio questo che rende la sua nomina così interessante perché non è stata scelta come simbolo, è stata scelta perché sa muoversi in uno dei terreni più delicati instabili della politica mondiale. La svizera rarramente al salavolce, però da decenni investe moltissimo nel mettere persone come Sabrina della Fiore nei punti esatti in cui il mondo decide le proprie regole. È un tipo di potere molto svizzero, silenzioso, tecnico, poco spettacolare, ma estremamente influente. E mi ha faccio in all'idea che oggi in un momento in cui il tema delle armi chimiche torna dramaticamente attuale al centro di quella rete di negoziati, ispezioni e tensioni, geopolitiche ci sia una donna, una donna che dovrà parlare con governi hostili, leggere rapporti riservati, capire quanto manca prima che qualcosa sfugga di mano. L'organizzazione internazionale i spesso ci sembra nastratte, sigle, sale conferenze e traduzioni simultane nelle cuffie, poi però basta pensare a una sola domanda concreta. Chi controlla le armi chimiche che esistono ancora nel mondo e impropisamente quella sigla diventa una stanza vera, con una persona dentro. Dallui o quella persona sarà sabrina dalla fiorra e continuo a pensare che deve essere strano la mattina prepararsi per andare al lavoro, sapendo che il tuo compito è impedire che il 900 ricominci. Per man perdere gli episodi di questo podcast clicca il tasto segui e soprattutto attiva la campanellina. Settiva metti cinque stelline su Spotify.
Podcast Summary
Key Points:
- In Siria sono stati scoperti oltre 100 siti con armi chimiche non dichiarate, inclusi ordigni simili a quelli usati nell'attacco del 2013 vicino a Damasco.
- Sabrina dalla Fiore, diplomatica svizzera, sarà la prima donna a dirigere l'OPCW, l'organizzazione per la vigilanza sulle armi chimiche, premio Nobel per la pace nel 201
- La sua nomina avviene in un momento storico in cui le armi chimiche, ritenute superate, sono tornate attuali con la caduta del regime di Assad e l'incertezza sulla sorte degli arsenali.
- Dalla Fiore ha una carriera basata su competenze tecniche in disarmo e sicurezza, non su visibilità mediatica, ed è stata scelta per la sua esperienza in negoziati complessi.
- La Svizzera investe in figure come lei per influenzare silenziosamente le regole globali, in un ruolo che richiede di confrontarsi con governi ostili e prevenire il rischio di un ritorno a scenari bellici del XX secolo.
Summary:
Il podcast condotto da Laura in Candela affronta il tema delle armi chimiche in Siria, dove recenti ispezioni internazionali hanno rivelato decine di armi mai dichiarate, tra cui bombe e fusti di sostanze chimiche simili a quelli usati nell'attacco del 2013 che uccise oltre 1000 persone. Con oltre cento siti ancora da aprire, la situazione è critica. In questo contesto, Sabrina dalla Fiore, diplomatica svizzera, diventa la prima donna a dirigere l'OPCW, l'organizzazione per il bando delle armi chimiche, premio Nobel per la pace nel 2013.
La sua nomina non è simbolica, ma basata su una carriera tecnica nel disarmo e nella sicurezza, lontana dai riflettori mediatici. La Svizzera, con la sua strategia di potere silenzioso, ha investito in figure come lei per influenzare le regole globali. Dalla Fiore dovrà ora gestire negoziati con governi ostili, analizzare rapporti riservati e prevenire che il 900 ricominci, in un momento in cui le armi chimiche, apparentemente archiviate, tornano drammaticamente attuali.
Il podcast invita a riflettere sul peso concreto delle organizzazioni internazionali e sul ruolo di chi, come lei, lavora quotidianamente per evitare catastrofi.
FAQs
È una diplomatica svizzera che diventerà la prima donna a dirigere l'OPCW, l'organizzazione che vigila sulle armi chimiche nel mondo.
È l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche, che controlla e impedisce l'uso di armi chimiche, e ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2013.
Perché avviene in un momento storico in cui le armi chimiche sono tornate attuali, specialmente in Siria, e lei è una figura tecnica e influente, non solo simbolica.
Più di cento siti con armi chimiche non dichiarate, secondo esperti internazionali, e molti devono ancora essere aperti e controllati.
Un attacco con armi chimiche vicino a Damasco ha ucciso più di 1000 persone, usando sostanze simili a quelle trovate recentemente.
Una carriera costruita nel disarmo, sicurezza e trattati, con esperienza in missioni svizzere, Unione Europea e ruoli di alto livello a Berna.
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