di Michela Murgia | La Morgana di questo mese è Jean Rhys, pseudonimo di Ella Gwendolen Rees Williams, scrittrice britannica di origini caraibiche che conobbe il successo solo a 76 anni, nel 1966, quando fu pubblicato il suo romanzo Il gran mare dei Sargassi, geniale prequel di Jane Eyre di Charlotte Bronte. Il gran mare dei Sargassi diventò un libro di denuncia e un testo fondamentale per la letteratura e per il femminismo, ma Jean Rhys non lo ha scritto per fare la rivoluzione letteraria o quella ideologica. Lo ha scritto perché quella era la sua storia e dare voce alla protagonista era il...
Transcription
2683 Words, 15544 Characters
Storie libere presenta
Gran Bretagna 1960
su un quotidiano del Devon
compare una pagina completamente bianca
con uno strano annuncio
sono viva e sto scrivendo il mio capolavoro
firmato
Jean-Ris
non c'è altro
solo quella scritta metà tra il minaccioso e il rivendicativo
è quel nome sputato in fondo
come se dovesse dire qualcosa a qualcuno
in realtà tra gli abitanti del Devon
quasi nessuno si ricorda chissia Jean-Ris
ecceto i suoi vicini di casa
per i quali è solo una vecchia alcoholizzata e litigiosa
una strega che gira sempre con una bottiglia di gini in mano
e ti guarda con i suoi obbri qui occhi viola
grandi e ravvicinati
inquietanti
solo qualcuno associerà quel nome
a quello della scrittrice che negli anni 20 e 30
scriveva romanzi con protagoniste donne sole
raticate ai margini della società che combattono
con un sistema patriarcale
e che sempre si sentono esuli
con un senso di inadeguatessa
che non li abbandona mai
ma sono passati 30 anni da l'ora
e i pochi che non l'hanno dimenticata
la immaginano morta
quel messaggio sinistro su giornale
dice invece il contrario
Jean è viva
sta per tornare
e non ha ancora messo l'ultima parola
alla sua storia
conosciamo la meglio dunque
la morgana di oggi
benvenuti a morgana
la casa delle donne fuori
dagli schemi
io sono Michela Morgia
e mi piacciono le donne controcorrente
quelle che nella percezione comune
sono strane, pericolose
esagerate, stronze
a modoloro tutte diverse
e difficili da collocare
forse sono donne che non sposereste
o non vorreste come amiche
però mettetevi l'anima in pace
non sono mai stati questi
i loro obiettivi
vogliono piacersi
non con piacersi
questo spazio si chiama morgana
perché le rappresenta tutte
un po' fate
è molto strege
belle e terribili insieme
e incontriamo la meglio dunque
la morgana di oggi
se i anni dopo uscirà
il grammare dei sargassi
un romanzo che, come lei aveva annunciato
profeticamente,
si rivelerà il suo capolavoro
e anche il primo vero successo
di pubblico e critica
Jean ha 76 anni
un'età in cui gli scritori muoiono
non nascono
e con quel romanzo inventa il meccanismo
narrativo dello spin-off
oggi utilizzatissimo
ma allora praticamente sconosciuto
il libro è infatti
un geniale prequel di
J-N-R
in cui RIS da una voce
accolè che non la mai avuta
la prima signora Rochester
conosciuta soprattutto
come la "Medwoman in the Attic"
nel libro di Charlotte Bronte
la protagonista
il non personaggio della Bronte
ha un'infanzia cara ibica
a cui viene sottrata
in forza del matrimonio
con il Conte Rochester
col quale si trasferisce in Gielterra
quello che fa inizialmente
innamorare il conte
il sangue caldissimo
della donna
i colori pirotechnici
della sua terra d'origine
la forza quasi animalesca
che esprigiona
dal suo odore
della sua indole
diventa ben presto
quello che lo spaventa
e che lo porterà
a dallontanarsi da lei
lasciandola alienata
in compresa
ad habitare
come un fantasma
una la della casa
mentalmente
compromessa dall'abandono
e rinchusa
in una gabbia
quella del matrimonio
che ai tempi
era impossibile
da forzare
la protagonista
piccherà il fuoco
che distruggerà
le difficio e causerà
la sua stessa morte
il gran mare dei sargassi
diventerà un libro di denuncia
e un testo fondamentale
per la letteratura
e per il feminismo
ma Jean-Ris
non lo ha scritto
per fare la rivoluzione
letteraria
e nemmeno quella ideologica
lo ha scritto
perché quella
è la sua storia
e dare voce
alla protagonista
e il modo più forte
che conosce
per restituirla
anche a se stessa
il libro sarà un successo
ma cosa serve il successo
a 76 anni?
Jean dirà che arrivato
troppo tardi
sarà schiva
nei confronti dell'interesse
che il mondo
le riserverà
all'improvviso
è avrà paura dei giornalisti
che indagano nella sua vita
non si lascerà mai
fotografare
la schiera dei nuovi
ammiratori
impressionati
dal suo talento
per l'introspezione
psicologica
dei personaggi
si allargerà
dismisura
ma lei vorrà
principalmente essere
lasciata in pace
ho sempre
solo scritto di me stessa
racconterà
nella sua autobiografia
in compiuta
come se ogni romanzo
fosse un abriccio
la del percorso
per ritrovare la strada
verso la propria verità
quel cammino
per Jean
parte da molto lontano
proprio dai caraivi
dove nasce
nel 1890
a rosso
indominica
nelle piccole antille
e creola
in una comunità
nera
ma li non esistono
mezze misure
se non sei nera
sei bianca
e lei è un outsider
fin dagli origini
al punto che
per i primi 16 anni di vita
andrà a letto
ogni sera
pregando dio di farla
risvegliare
con la pelle
per poter finalmente
appartenere a quel mondo
invece, è figlia
di un medico gallese
ed in una donna creola
di origini scozzesi
nipote di un'importante
possidente dell'elitcolomiale
dell'isola
e nera,
Jean non si risvegliere a mai
nel l'ex piantagione in qui
cresce
il mondo dei bianchi
frequentato dai suoi genitori
in realtà le interessa poco
preferisce trascorre
i pomerigi con la servitù
imparando riti
voody
e cantando nenia
in patua
il suo immaginario si forma
con le storie
e le superstizioni
narrate dalle suetate
di colore
crede negli spiriti
che sono vendicative
oscuri
si riconosce molto più
nei canti sinistri
della servitù
che nei balli
per le debuttanti
ella
che prima di chiamarsi
Jean per scelta
porterà questo nome
di battesimo
a occhi viola
e la sua tata
le dice che
il segno di riconoscimento
dei poteri delle streghe
ma se poterici
sono in lei
Jean
non ha idea di
come tirarli fuori
del resto
non avrà molto tempo
per sperimentarli
i suoi decidono
di mandarla all'ondra
nel 1906
da un azia
per farle frequentare
una scuola
femminile con l'intento
di raddrizzare
i suoi modi
troppo selvaggi
e la sua anima
troppo corrotta
dalla frequentazione
della servita
il suo sogno
di risvegliarsi
ne era
si realiza così
nel modo più per verso
nel colleggio inglese
la sua pelle
ambrata
non è abbastanza
bianca
e il suo strano accento
il suo modo di vestire
sottolineano
da subito
una differenza
che
disgusterà le compagne
rendendola
un'emerginata
ella
regionannola dentro
poi decide di andarsene
prova a iscriversi
alla roya
la cademi
of dramatic art
ma nemmeno lì
la situazione migliora
la zia
a quel punto
si vuole liberare
di quella nipotescomoda
non le piace
la forza sottirranea
della ragazza
ma quando tenta
di rispedire
la dai genitori
nei caraibi
ella
fa il primo gesto
di ruottura
della sua affino
a quel momento
breve esistenza
fa le valigie
e scappa
da quel momento
non sarà
più la bambina di nessuno
il prezzo
di quella libertà
è però
carissimo
per la fame
mangià come può
e impara a rubare
per procurarsi
soldi necessari
per dormire per mangiare
appena può
sgattaiola
alla teite
dove le piace perdersi
nei paesaggi
di curbe e renoar
per ritrovare la natura
ai colori che le mancano
e per scrollarsi
di dosso
il grigio che ha intorno
odia
la luce gialla
dei pomerigi londinesi
si sente soffoccare
scrive
tutto quello che prova
su dei quaderni
neri
tutti uguali
in questa vita
indossa i vestiti
che ha
uno sull'altro
per sopportare un
freddo che le entra
nelle ossa
"Love me and leave me
and let me be lonely"
la durezza di quei mesi
la segna
e fa maturare
in lei
una determinazione
che nella vita
non la bandonerà più
"You might find the night time
the right time because
of the night time
is my time
for just reminiscent
we're greeting
instead of
forgetting
with somebody else"
in un mondo
dove le donne
povere
non sono mai donnellibere
quello che le serve
è un uomo che paghi
conti
il primo che si candida
per questo ruolo
è
Lancelot
Grey
Hugsmith
un ricco finanziere
di 20 anni più grande
che la sceglie
come amante
e la mantiene
per un po'
fino a quando lei
non rimane in cinta
a quel punto
il suolo
ancillotto
taglia la corda
mai fidarsi
che chiama Lancelot
e dopo un aborto
che quasi la uccide
gindecide di utilizzare
il suo corpo in modo
progettuale
per fare soldi
in tutte le maniere
che le vengono in mente
come modella di nudo
come ballerina di fila
come prostituta
e infine come chorista
in giro per l'inghilterra
incontra il primo di quelli
che saranno i suoi tremariti
il giornalista
Franco Olandese
Jean Legle
uno che
rotondare fa la spia.
Diaggiano molto, vienna, Budapest, il belgio e in fine si trasferiscono a Parigi.
A gin la città piace molto più di Londra e mentre lui rimedia soldi utilizzando mezzi
poco le citi e molta inventiva, lei alterna le passeggiate i pastis nei caffè con i racconti che
scrive.
Insieme faranno due figli, un maschio morto poco dopo la nascita e una femmina "Marivon".
L'engle finirà in carcere per frode e per gin rimasta sola ricomincia di nuovo l'incubo
della povertà, aggravato dal peso di una figlia che non vuole.
Beve parecchio, entra a far parte dell'ambiente bohemien e del circolo di artisti anglosassoni
e lì conosce Ford Medox Ford, lo scrittore modernista che dirige la transatlantica review,
pubblica Emingway, Joyce e Stein.
È Ford Medox che per primo intuisce il talento della ragazza e l'ha ancora già trasformare
i suoi quaderni in libri, convincendola a pubblicare con il nome de plume di Gin
Louise, che lei utilizzerà come se fosse suo da quel momento in poi.
È sempre Ford Medox, a coinvolgerla in un triangolo morboso con lui e sua moglie.
I tre finiscono sulla bocca di tutta parigi, le loro pratiche erotiche diventano legendali.
Ma anche in quel turbine di vita sul filo del rasoio, Gin sta infondo facendo
solo quello che è necessario per lei, sopra vivere, magari imparando.
È impara e come se lo fa.
Il triangolo amoroso con Ford e sua moglie lo racconterà nel romanzo quartet, mentre
in attio mister McKenzie, l'eroina vive in uno squallito albergo, affastellando uomini
e relazioni.
Scriverà molti anni dopo.
La mia vita, in apparenza tanto semplice e monotona, in realtà è tutta una complicata
facenda di "bardo" dove sono bene accetta e "bardo" venono mi vogliono, strade amiche
e strade minacciose, specchi in cui sono decente e specchi in cui non lo sono, abiti che portano
fortuna e abiti che portano sfortuna e così via, per tutto il resto.
È un'inquieta e la sua condizione esistenziale è sempre lo spaisamento, sradicata una volta
per sempre nessun luogo e mai casa per Gin.
Inizia molti lavori, ma li lascia tutti quasi subito.
Fra i più strani c'è quello di dama di compagnia di una vecchia eccentrica, convinta di
essere la reincarnazione della pompadur.
Nel frattempo, l'engle è uscito dal carcere, e Gin può finalmente chiedegli il divorzio,
e già che c'è, lascia di la figlia, con una lucidità che le salverà la vita, capisce
che fare la madre sarebbe la strada più sicura per perdere l'opportunità, se esiste, di essere
se stessa.
Per questo, torna all'ondra e si risposa quasi subito.
Scegliendo un muomo, Leslie Tilden Smith, che è anche il suo agente letterario.
Leslie crede moltissimo nel talento di Gin, ed è lui a portare a diversi editori i suoi
scritti, che vengono pubblicati tutti tra gli anni 20 e i 30, escono in sordina, ma
l'eroine dei suoi romanzi, un po' tristi e un po' frivole, per quanto emarginate, sono
anche dotate di un incredibile umorismo cinico, e a loro modo, di una bellissima leggerezza
che non le rende mai vinte, martefici anche della loro disgrazia.
Nel 1936, Gin e Leslie partono per la dominica. I genitori di Gin sono morti entrambi, e lei
vuole tornare alle sue confusze radici per vedere cosa è rimasto della proprietà della sua
famiglia, caduta in disgrazia dopo l'abolizione della schiavitude.
Quell mondo l'ussure giante e carnoso l'è mancato, ed è proprio lì che inizia a pensare
un romanzo che racconti una donna spaccata tra due mondi, troppo bianca in un mondo nero
e troppo nera in un mondo bianco. Gin non è molto fortunata con i mariti.
Leslie muore nel 1945, e lei rimane vedova, ma non è una che si renda.
Si risposa per la terza volta due anni dopo con il cugino di Leslie, l'avvocato Max Amher,
che non capisce niente di libri, ma si occupa di lei e revuole bene. È questo che
ha l'interessa dopo tutto. Essere messa nelle condizioni di scrivere i suoi romanzi senza
dover si preoccupare troppo di tutto il resto. Peccato che Max non sia proprio la persona
giusta per gestire gli affari. Il terzo signorris fa infatti brutti impicci con assegni
scoperti, tanto che verrà incarcerato per frode, si farà due anni di prigione, e quando
uscirà, morirà di liabreve. A quel punto, Gin è in uno stadio della vita dove non
si può più inventare niente, perché quello che si è state e già più di quello che si
potrà ancora essere. Non hai in mano nulla, se non una carriera letteraria a migliocre,
ma è veramente cominciata. Una catasta di cadavere i sociali e familiari
alle spalle è una bottiglia di rum, perché l'unico affetto stabile della sua esistenza è
l'alcol, e lì che Gin scomparo. Dopo aver ricominciato tante volte, è come si avesse
perso la fiducia nella possibilità di poterlo fare ancora. Svanisce così bene che tutti
pensano sia addirittura morta, ma i modi di morire sono tanti, e Gin ne conosce abbastanza
da sapere che non tutte le morti sono eterni. Fala fame per anni e si arrangia come può,
ma anche queste sono cose che ha già fatto, e sa che può sopravvivere. Per farlo, si
sceglia il devon in cornovaglia, e tra quelle brughiere, anche se beve sempre tantissimo,
non abbandona mai l'idea di scrivere la storia della donna dei caribi. Quando mette l'annuncio
sul giornale, rivolto a chi poi, probabilmente Gin non ha scritto più di qualche pagina di quel
romanzo. La sua è una dichiarazione di guerra prima ancora che di pubblicazione, e il libro
che uscirà sei anni dopo racconterà in fondo proprio questo. La storia di una donna in guerra
con un mondo che alle donne non lascia altra scelta che la reza. Una giornalista, Selma
Vaz di As, incuriosita dall'annuncio pubblicato da Gin, si interesserà ai suoi scritti e deciderà
di trasformare in un radio drama per la BBC un suo vecchio libro, ignara però che il meglio
la signora ris doveva ancora scriverlo. Dilli a poco uscirà infatti proprio il grande
mare dei sargassi, facendo entrare Gin la bastarda, Gin la meticia, Gin l'alcolista
sradicata, nel novero dei cento autori in lingua inglese più importanti di sempre. Gin
Riz morirà il 14 maggio 1979 nella casa dove ha scelto di passare gli ultimi anni, affidandosi
al buon cuore del musicista Jazz, George Melli e di sua moglie Diana, suoi amici. Sempre
obriaca e di pessimo carattere, Gin renderà loro la vita impossibile prima di morire e non
riuscirà a completare l'autobiografia "Smile, please", che uscirà in compiuta nello stesso
anno della scomparsa, però farà tempo a comporre per l'amico il testo di una cranzone Jazz,
che eseguiranno in molti negli anni a venire, affascinati dal testo surreale e anti-romantico
delle parole, a dispetto del titolo "Life with You". Lei definiva quel testo una piccola
poesia dolce amara su l'amore, ma solo uno sciocco penserebbe che l'amore che canta
Gin sia per l'amico o per qualche altro uomo. E' a se stessa che pensa. Ancora è sempre
come cosa in compiuta, senza confini da difendere o a cui appartenere, a polide nell'anima.
È un albero che non ombreggia, una cena senza compagnia, la lacrima
il dolore è tornare ogni volta al via e la pioggia senza le rose e il cielo che blu
non è e la nocciola senza il cacao e la vita mia con te questa era morgana la
casa delle donne fuori dagli schemi i testi che avete sentito sono scritti da
me ed a chiara tagli a ferri noi vi rimandiamo al prossimo incontro con un
altradonna un'altra strega per sentire le puntate precedenti e quelle future storie
libera.fm
una produzione storie libera.fm di Gianandrea Cerone e Rosanna de Michele
coordinamento editoriale Guido Guenci
Podcast Summary
Key Points:
Summary:
Chat with AI
Loading...
Pro features
Go deeper with this episode
Unlock creator-grade tools that turn any transcript into show notes and subtitle files.