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Ep. 24 | Jean Rhys

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Ep. 24 | Jean Rhys

di Michela Murgia | La Morgana di questo mese è Jean Rhys, pseudonimo di Ella Gwendolen Rees Williams, scrittrice britannica di origini caraibiche che conobbe il successo solo a 76 anni, nel 1966, quando fu pubblicato il suo romanzo Il gran mare dei Sargassi, geniale prequel di Jane Eyre di Charlotte Bronte. Il gran mare dei Sargassi diventò un libro di denuncia e un testo fondamentale per la letteratura e per il femminismo, ma Jean Rhys non lo ha scritto per fare la rivoluzione letteraria o quella ideologica. Lo ha scritto perché quella era la sua storia e dare voce alla protagonista era il...

Transcription

2683 Words, 15544 Characters

Storie libere presenta Gran Bretagna 1960 su un quotidiano del Devon compare una pagina completamente bianca con uno strano annuncio sono viva e sto scrivendo il mio capolavoro firmato Jean-Ris non c'è altro solo quella scritta metà tra il minaccioso e il rivendicativo è quel nome sputato in fondo come se dovesse dire qualcosa a qualcuno in realtà tra gli abitanti del Devon quasi nessuno si ricorda chissia Jean-Ris ecceto i suoi vicini di casa per i quali è solo una vecchia alcoholizzata e litigiosa una strega che gira sempre con una bottiglia di gini in mano e ti guarda con i suoi obbri qui occhi viola grandi e ravvicinati inquietanti solo qualcuno associerà quel nome a quello della scrittrice che negli anni 20 e 30 scriveva romanzi con protagoniste donne sole raticate ai margini della società che combattono con un sistema patriarcale e che sempre si sentono esuli con un senso di inadeguatessa che non li abbandona mai ma sono passati 30 anni da l'ora e i pochi che non l'hanno dimenticata la immaginano morta quel messaggio sinistro su giornale dice invece il contrario Jean è viva sta per tornare e non ha ancora messo l'ultima parola alla sua storia conosciamo la meglio dunque la morgana di oggi benvenuti a morgana la casa delle donne fuori dagli schemi io sono Michela Morgia e mi piacciono le donne controcorrente quelle che nella percezione comune sono strane, pericolose esagerate, stronze a modoloro tutte diverse e difficili da collocare forse sono donne che non sposereste o non vorreste come amiche però mettetevi l'anima in pace non sono mai stati questi i loro obiettivi vogliono piacersi non con piacersi questo spazio si chiama morgana perché le rappresenta tutte un po' fate è molto strege belle e terribili insieme e incontriamo la meglio dunque la morgana di oggi se i anni dopo uscirà il grammare dei sargassi un romanzo che, come lei aveva annunciato profeticamente, si rivelerà il suo capolavoro e anche il primo vero successo di pubblico e critica Jean ha 76 anni un'età in cui gli scritori muoiono non nascono e con quel romanzo inventa il meccanismo narrativo dello spin-off oggi utilizzatissimo ma allora praticamente sconosciuto il libro è infatti un geniale prequel di J-N-R in cui RIS da una voce accolè che non la mai avuta la prima signora Rochester conosciuta soprattutto come la "Medwoman in the Attic" nel libro di Charlotte Bronte la protagonista il non personaggio della Bronte ha un'infanzia cara ibica a cui viene sottrata in forza del matrimonio con il Conte Rochester col quale si trasferisce in Gielterra quello che fa inizialmente innamorare il conte il sangue caldissimo della donna i colori pirotechnici della sua terra d'origine la forza quasi animalesca che esprigiona dal suo odore della sua indole diventa ben presto quello che lo spaventa e che lo porterà a dallontanarsi da lei lasciandola alienata in compresa ad habitare come un fantasma una la della casa mentalmente compromessa dall'abandono e rinchusa in una gabbia quella del matrimonio che ai tempi era impossibile da forzare la protagonista piccherà il fuoco che distruggerà le difficio e causerà la sua stessa morte il gran mare dei sargassi diventerà un libro di denuncia e un testo fondamentale per la letteratura e per il feminismo ma Jean-Ris non lo ha scritto per fare la rivoluzione letteraria e nemmeno quella ideologica lo ha scritto perché quella è la sua storia e dare voce alla protagonista e il modo più forte che conosce per restituirla anche a se stessa il libro sarà un successo ma cosa serve il successo a 76 anni? Jean dirà che arrivato troppo tardi sarà schiva nei confronti dell'interesse che il mondo le riserverà all'improvviso è avrà paura dei giornalisti che indagano nella sua vita non si lascerà mai fotografare la schiera dei nuovi ammiratori impressionati dal suo talento per l'introspezione psicologica dei personaggi si allargerà dismisura ma lei vorrà principalmente essere lasciata in pace ho sempre solo scritto di me stessa racconterà nella sua autobiografia in compiuta come se ogni romanzo fosse un abriccio la del percorso per ritrovare la strada verso la propria verità quel cammino per Jean parte da molto lontano proprio dai caraivi dove nasce nel 1890 a rosso indominica nelle piccole antille e creola in una comunità nera ma li non esistono mezze misure se non sei nera sei bianca e lei è un outsider fin dagli origini al punto che per i primi 16 anni di vita andrà a letto ogni sera pregando dio di farla risvegliare con la pelle per poter finalmente appartenere a quel mondo invece, è figlia di un medico gallese ed in una donna creola di origini scozzesi nipote di un'importante possidente dell'elitcolomiale dell'isola e nera, Jean non si risvegliere a mai nel l'ex piantagione in qui cresce il mondo dei bianchi frequentato dai suoi genitori in realtà le interessa poco preferisce trascorre i pomerigi con la servitù imparando riti voody e cantando nenia in patua il suo immaginario si forma con le storie e le superstizioni narrate dalle suetate di colore crede negli spiriti che sono vendicative oscuri si riconosce molto più nei canti sinistri della servitù che nei balli per le debuttanti ella che prima di chiamarsi Jean per scelta porterà questo nome di battesimo a occhi viola e la sua tata le dice che il segno di riconoscimento dei poteri delle streghe ma se poterici sono in lei Jean non ha idea di come tirarli fuori del resto non avrà molto tempo per sperimentarli i suoi decidono di mandarla all'ondra nel 1906 da un azia per farle frequentare una scuola femminile con l'intento di raddrizzare i suoi modi troppo selvaggi e la sua anima troppo corrotta dalla frequentazione della servita il suo sogno di risvegliarsi ne era si realiza così nel modo più per verso nel colleggio inglese la sua pelle ambrata non è abbastanza bianca e il suo strano accento il suo modo di vestire sottolineano da subito una differenza che disgusterà le compagne rendendola un'emerginata ella regionannola dentro poi decide di andarsene prova a iscriversi alla roya la cademi of dramatic art ma nemmeno lì la situazione migliora la zia a quel punto si vuole liberare di quella nipotescomoda non le piace la forza sottirranea della ragazza ma quando tenta di rispedire la dai genitori nei caraibi ella fa il primo gesto di ruottura della sua affino a quel momento breve esistenza fa le valigie e scappa da quel momento non sarà più la bambina di nessuno il prezzo di quella libertà è però carissimo per la fame mangià come può e impara a rubare per procurarsi soldi necessari per dormire per mangiare appena può sgattaiola alla teite dove le piace perdersi nei paesaggi di curbe e renoar per ritrovare la natura ai colori che le mancano e per scrollarsi di dosso il grigio che ha intorno odia la luce gialla dei pomerigi londinesi si sente soffoccare scrive tutto quello che prova su dei quaderni neri tutti uguali in questa vita indossa i vestiti che ha uno sull'altro per sopportare un freddo che le entra nelle ossa "Love me and leave me and let me be lonely" la durezza di quei mesi la segna e fa maturare in lei una determinazione che nella vita non la bandonerà più "You might find the night time the right time because of the night time is my time for just reminiscent we're greeting instead of forgetting with somebody else" in un mondo dove le donne povere non sono mai donnellibere quello che le serve è un uomo che paghi conti il primo che si candida per questo ruolo è Lancelot Grey Hugsmith un ricco finanziere di 20 anni più grande che la sceglie come amante e la mantiene per un po' fino a quando lei non rimane in cinta a quel punto il suolo ancillotto taglia la corda mai fidarsi che chiama Lancelot e dopo un aborto che quasi la uccide gindecide di utilizzare il suo corpo in modo progettuale per fare soldi in tutte le maniere che le vengono in mente come modella di nudo come ballerina di fila come prostituta e infine come chorista in giro per l'inghilterra incontra il primo di quelli che saranno i suoi tremariti il giornalista Franco Olandese Jean Legle uno che rotondare fa la spia. Diaggiano molto, vienna, Budapest, il belgio e in fine si trasferiscono a Parigi. A gin la città piace molto più di Londra e mentre lui rimedia soldi utilizzando mezzi poco le citi e molta inventiva, lei alterna le passeggiate i pastis nei caffè con i racconti che scrive. Insieme faranno due figli, un maschio morto poco dopo la nascita e una femmina "Marivon". L'engle finirà in carcere per frode e per gin rimasta sola ricomincia di nuovo l'incubo della povertà, aggravato dal peso di una figlia che non vuole. Beve parecchio, entra a far parte dell'ambiente bohemien e del circolo di artisti anglosassoni e lì conosce Ford Medox Ford, lo scrittore modernista che dirige la transatlantica review, pubblica Emingway, Joyce e Stein. È Ford Medox che per primo intuisce il talento della ragazza e l'ha ancora già trasformare i suoi quaderni in libri, convincendola a pubblicare con il nome de plume di Gin Louise, che lei utilizzerà come se fosse suo da quel momento in poi. È sempre Ford Medox, a coinvolgerla in un triangolo morboso con lui e sua moglie. I tre finiscono sulla bocca di tutta parigi, le loro pratiche erotiche diventano legendali. Ma anche in quel turbine di vita sul filo del rasoio, Gin sta infondo facendo solo quello che è necessario per lei, sopra vivere, magari imparando. È impara e come se lo fa. Il triangolo amoroso con Ford e sua moglie lo racconterà nel romanzo quartet, mentre in attio mister McKenzie, l'eroina vive in uno squallito albergo, affastellando uomini e relazioni. Scriverà molti anni dopo. La mia vita, in apparenza tanto semplice e monotona, in realtà è tutta una complicata facenda di "bardo" dove sono bene accetta e "bardo" venono mi vogliono, strade amiche e strade minacciose, specchi in cui sono decente e specchi in cui non lo sono, abiti che portano fortuna e abiti che portano sfortuna e così via, per tutto il resto. È un'inquieta e la sua condizione esistenziale è sempre lo spaisamento, sradicata una volta per sempre nessun luogo e mai casa per Gin. Inizia molti lavori, ma li lascia tutti quasi subito. Fra i più strani c'è quello di dama di compagnia di una vecchia eccentrica, convinta di essere la reincarnazione della pompadur. Nel frattempo, l'engle è uscito dal carcere, e Gin può finalmente chiedegli il divorzio, e già che c'è, lascia di la figlia, con una lucidità che le salverà la vita, capisce che fare la madre sarebbe la strada più sicura per perdere l'opportunità, se esiste, di essere se stessa. Per questo, torna all'ondra e si risposa quasi subito. Scegliendo un muomo, Leslie Tilden Smith, che è anche il suo agente letterario. Leslie crede moltissimo nel talento di Gin, ed è lui a portare a diversi editori i suoi scritti, che vengono pubblicati tutti tra gli anni 20 e i 30, escono in sordina, ma l'eroine dei suoi romanzi, un po' tristi e un po' frivole, per quanto emarginate, sono anche dotate di un incredibile umorismo cinico, e a loro modo, di una bellissima leggerezza che non le rende mai vinte, martefici anche della loro disgrazia. Nel 1936, Gin e Leslie partono per la dominica. I genitori di Gin sono morti entrambi, e lei vuole tornare alle sue confusze radici per vedere cosa è rimasto della proprietà della sua famiglia, caduta in disgrazia dopo l'abolizione della schiavitude. Quell mondo l'ussure giante e carnoso l'è mancato, ed è proprio lì che inizia a pensare un romanzo che racconti una donna spaccata tra due mondi, troppo bianca in un mondo nero e troppo nera in un mondo bianco. Gin non è molto fortunata con i mariti. Leslie muore nel 1945, e lei rimane vedova, ma non è una che si renda. Si risposa per la terza volta due anni dopo con il cugino di Leslie, l'avvocato Max Amher, che non capisce niente di libri, ma si occupa di lei e revuole bene. È questo che ha l'interessa dopo tutto. Essere messa nelle condizioni di scrivere i suoi romanzi senza dover si preoccupare troppo di tutto il resto. Peccato che Max non sia proprio la persona giusta per gestire gli affari. Il terzo signorris fa infatti brutti impicci con assegni scoperti, tanto che verrà incarcerato per frode, si farà due anni di prigione, e quando uscirà, morirà di liabreve. A quel punto, Gin è in uno stadio della vita dove non si può più inventare niente, perché quello che si è state e già più di quello che si potrà ancora essere. Non hai in mano nulla, se non una carriera letteraria a migliocre, ma è veramente cominciata. Una catasta di cadavere i sociali e familiari alle spalle è una bottiglia di rum, perché l'unico affetto stabile della sua esistenza è l'alcol, e lì che Gin scomparo. Dopo aver ricominciato tante volte, è come si avesse perso la fiducia nella possibilità di poterlo fare ancora. Svanisce così bene che tutti pensano sia addirittura morta, ma i modi di morire sono tanti, e Gin ne conosce abbastanza da sapere che non tutte le morti sono eterni. Fala fame per anni e si arrangia come può, ma anche queste sono cose che ha già fatto, e sa che può sopravvivere. Per farlo, si sceglia il devon in cornovaglia, e tra quelle brughiere, anche se beve sempre tantissimo, non abbandona mai l'idea di scrivere la storia della donna dei caribi. Quando mette l'annuncio sul giornale, rivolto a chi poi, probabilmente Gin non ha scritto più di qualche pagina di quel romanzo. La sua è una dichiarazione di guerra prima ancora che di pubblicazione, e il libro che uscirà sei anni dopo racconterà in fondo proprio questo. La storia di una donna in guerra con un mondo che alle donne non lascia altra scelta che la reza. Una giornalista, Selma Vaz di As, incuriosita dall'annuncio pubblicato da Gin, si interesserà ai suoi scritti e deciderà di trasformare in un radio drama per la BBC un suo vecchio libro, ignara però che il meglio la signora ris doveva ancora scriverlo. Dilli a poco uscirà infatti proprio il grande mare dei sargassi, facendo entrare Gin la bastarda, Gin la meticia, Gin l'alcolista sradicata, nel novero dei cento autori in lingua inglese più importanti di sempre. Gin Riz morirà il 14 maggio 1979 nella casa dove ha scelto di passare gli ultimi anni, affidandosi al buon cuore del musicista Jazz, George Melli e di sua moglie Diana, suoi amici. Sempre obriaca e di pessimo carattere, Gin renderà loro la vita impossibile prima di morire e non riuscirà a completare l'autobiografia "Smile, please", che uscirà in compiuta nello stesso anno della scomparsa, però farà tempo a comporre per l'amico il testo di una cranzone Jazz, che eseguiranno in molti negli anni a venire, affascinati dal testo surreale e anti-romantico delle parole, a dispetto del titolo "Life with You". Lei definiva quel testo una piccola poesia dolce amara su l'amore, ma solo uno sciocco penserebbe che l'amore che canta Gin sia per l'amico o per qualche altro uomo. E' a se stessa che pensa. Ancora è sempre come cosa in compiuta, senza confini da difendere o a cui appartenere, a polide nell'anima. È un albero che non ombreggia, una cena senza compagnia, la lacrima il dolore è tornare ogni volta al via e la pioggia senza le rose e il cielo che blu non è e la nocciola senza il cacao e la vita mia con te questa era morgana la casa delle donne fuori dagli schemi i testi che avete sentito sono scritti da me ed a chiara tagli a ferri noi vi rimandiamo al prossimo incontro con un altradonna un'altra strega per sentire le puntate precedenti e quelle future storie libera.fm una produzione storie libera.fm di Gianandrea Cerone e Rosanna de Michele coordinamento editoriale Guido Guenci

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