Ep. 2 | LA TEMPESTA - Potere e invasioni territoriali
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L'episodio analizza "La Tempesta" di Shakespeare, partendo dalla potente scena iniziale del naufragio che annulla le gerarchie sociali. Il dramma si svolge su un'isola simbolica, luogo di incontro tra il vecchio mondo (rappresentato dal duca deposto Prospero e i nobili napoletani naufraghi) e il nuovo mondo (incarnato da Calibano, figlio della strega indigena Sicorax). Attraverso le loro storie, Shakespeare esplora temi coloniali: Prospero, a sua volta vittima di un colpo di stato, diventa un sovrano assoluto e colonizzatore dell'isola, sottomettendo Calibano. Il dramma ruota attorno alla legittimità del potere, all'usurpazione e al buon governo, con chiari riferimenti ai dibattiti politici dell'Inghilterra giacobea. La magia di Prospero si fonde con la magia del teatro, poiché egli orchestra gli eventi come un regista. Il finale, con matrimoni e un ritorno a Milano, offre una riconciliazione imperfetta (il fratello usurpatore Antonio non si pente) tipica del "romance", un genere che permette un nuovo inizio senza negare le ingiustizie del passato.
Storie libere.fm e università caffosca rivenezia presentano? Vento, lampi, tuoni, un vascello in balia delle onde. Immaginate urla di marinai, ondate in zupano il ponte, passeggeri terrorizzate nelle loro cabine. Uno dei nobili ospiti a bordo chiama il nostroomo e gli dice "Ricordati di chi hai a bordo". Che è un po' come dire, lei non sa chi sono io. Il nostroomo è visibilmente scocciato. Non hanno ancora inventato la barca a motore e ha già il suo bel da fare, adare ordine e suoi marinai per ammainare le vele e tenere a bada la sua fragile navicella di legno. Gli risponde ironicamente, "Use your authority". In poche parole, visto che siete persone così importanti, visto che siete dei re, vediamo se riusciti a governare voi la fulia degli elementi e calmare l'uragano. Questo vascello, travolto da le onde, non è un transatlantico, non è il Titanic. Non ci sono scioluppe per i ricchi o cabine di prima classe. Tutti sono uguali davanti alla morte. Eppure, in questo momento così cruciale, i nobili si attaccano alla gerarchia, anche se tutte le gerarchie salteranno e tutti finiranno naufraghi su unisola, che però non è disabitata. Avrete forse capito che in questo secondo episodio di Kill Will parliamo della tempesta. Sono laureatosi, professori ordinario di letteratura inglese all'Università Cafoscari di Venezia. Da molti anni studio insegno le opre di Shakespeare, la mia passione e la mia ossessione. Questo è Kill Will, soluzioni Shakespearean ai problemi di oggi. In questa serie vedremo come il più grande maesto dello storytelling inglese racconta storie personaggi, riconoscibilissimi ancora oggi, perché Shakespeare ha creato un mondo in cui tutti possiamo abitare, che esiste al di là del palco scenico. E siamo qui per scoprirlo insieme. Mi piace pensare che la tempesta sia un drama che parli principalmente del potere politico e della sua gestione, buona o cattiva. Del resto, l'immagine della nave da governare nelle tempeste è una metà fora presente da secoli nel pensiero politico. Dal ciceroniano gubernare navenre i pubbliche ha l'italia come naven tempesta. Non so se ve la ricordate, la symbologia nautica utilizzata dalla Presidente del Consiglio Meloni per aprire su discorsi inaugurale alla camera dei deputati. Meloni poi continuava, dicendo, la nostra embarcazione ha subito diversi danni e gli italiani hanno affidato a noi il compito di condura la nave in porto in questa difficilissima traversata. La premia usa una metà fora, diciamo, non proprio originale. Già dalla prima scena della tempesta, Shakespeare ci mostra visivamente cosa succede quando non si riesce a governare bene una nave. Lo fa per introducci al tema di cosa succede quando non si riesce a governare bene uno stato, una delle questioni più scottanti e attuali del drama. Un naufragio dunque e un isola dove sopra vissuti tutti si trovano a vagare, meravigliati che vestiti siano asciuti e affascinati dai profumi del isola, dal verde lucente e dell'erba dai suoni musicali che li avvolgono. Sul ammera villia torneremo. Dicevamo dunque, l'isola. Altra presenza costante in comprante dell'immaginario e del mito. Dal isola di Circe, ai naufraghi di Lost, passando per Robinson Crusoe, isole del tesoro, l'isola che non c'è di Peter Pan e si potrebbe continuare a lungo. L'isola è l'uogo altro per eccellenza, dove la separazione della terra ferma può dare origine a forme di vita singolari. Esiste l'isola come giardino dell'Eden, abitato da nativi inghenui che convivono sere namente con animali pacifici nel mondo naturale, ma anche l'uogo pieno di insidie, specie vegetali sconosciute pericolose, nativi agressivi e animali ferocci. Il pazzo esotico, spazio familiare. Ma chi incontreranno i nostri naufraghi, mentre percorrono quest'isola, che per loro diventa un labirinto di incantamenti e di personaggi fatati, ma anche di vecchie conoscenze? Dopo la tempesta entra in scena due personaggi, padre e figlia, il mago prospero che comanda gli spiriti dell'isola e Miranda. Il cui nome significa il latino meraviglia, letteralmente, colaic deve essere ammirata. E già qui i nomi sono interessanti, la prosperità, la meraviglia. Pensiamo ai viaggiatori che arrivavano per la prima volta nel nuovo mondo. Miranda, adolessente, empattica, due categorie che non sempre vanno insieme, è angosciata al pensiero dei poveretti che sono annegati. Prospero la rassicura. La tempesta è stata una sua creazione magica e a nessuno è stato torto un capello. Inizia a questo punto quello che nelle serie TV si chiama "Lo spiegone". Una serie di riferazioni sul passato che ci fanno capire perché "próspero è la figlia, sono solisola e perché è stato organizzato questo naufragio". Prima di tutto, praspero ci rivela che 12 anni prima era niente meno che il duca di Milano. La prima di tutte le señorie italiane. Un duca erudito con la formazione classica dello studioso rinascimentale, ma attratto da Secret Studies, studi di magia e di occultismo. Per continuare i suoi studi segreti, decide di affidare gli affari del regno al fratello Antonio. Segua colpo di stato del perfido Antonio. A cui non basta governare di fatto, ma vuole essere "absolo Milano", vuole il titolo di duca. In combutta corredinapoli prende il potere. E così praspero alla figlia devono scappare, fermare, in una barchetta. Un consigliere piettoso, gonzalo, gli fornisce abiti e soprattutto i libri che gli servono per continuare a praticare la magia. Libri ci dice praspero che per lui valgono più dal suo duca. Ecco un altro naufragio. Nell'isola però trovano già qualcuno. Una strega, sicorax, costretta a fuggire dal geri e anche lei naufragata col suo piccolo anni prima sul lisola. Se vi siete un'altimo persi, cronologicamente questo di sicorax è il primo naufragio della serie. Una strega è un mago. Peccato che quando arriva proprio sul lisola, sicorax si ha già morta. Lasciando in prigionato in un pino uno spirito dell'aria, Aerial punito di non avere la servita a dovere. Prospero, l'olibra e ne fa il suo servitore. Ma questa è la versione di prospero perché non appena finito questo lungo discorso, entra in scena proprio il figlio della strega, Calibano. Cominci a imprecando e ma le dice il mago che lo costringa a portare pesantissimi cepi da una parte all'altra dell'isola. Anche lui come arrile è costretto a servire prospero. Altrimenti questi diamanderà crampi, punture e altre sofferenze. Il figlio della strega notate bene a una narrazione un pochino diversa di come sono andate le cose. The Silent is mine by sicoraxmai mother. Quest'isola è sua afferma, la ereditata dalla madre e prospero gli è la portata via. Afferma a Calibano sono tutti su DTKi, mentre prima era il rei di me stesso. In un periodo in cui racconti di viaggi, con quest'ena o fragina in nuovo mondo, venivano letti avvidamente dal pubblico inglese, la questione legale del possesso delle terre scoperte, fu lungamente dibattuta. Il mio regno è dire poi che la geografia dell'isola di Shakespeare è misteriosa. Il naufragio sorprende i nobili e retorno da Tunisi, dove sono stati al matrimono della fileta red in Apoli, con i red di Tunisi. Sono diretti a Apoli, quindi l'isola dovrebbe trovarsi da qualche parte nel Mediterraneo. Ma ci sono molteplici all'usione alla natura del nuovo mondo e ci sono critici.
che sostengono che l'isola potrebbe anche all'udere alla prima Colonia inglese, l'Irlanda. Ovo in questa sia, ospita personaggi che appartengono al vecchio e al nuovo mondo. Calibano racconta di aver accolto próspero su l'isola, indicando gli dove trovare le sorgenti d'acqua pura e di come gli avessem mostrato le bellezze dell'isola. In cambio próspero gli ha manifestato affetto e insegnato il linguaggio. Sembra davvero la legoria di un rapporto traccolonizzato e colonizzatore. Ma Calibano, dopo aver appreso il linguaggio, ha cercato di violare Miranda per popolare l'isola di piccoli Calibani. Come lui stesso riconosce, ora che ha imparato il linguaggio della civiltà, sa come male dire che gli ha insegnato, ribellandosi a quello che è diventato il suo padrone. La tempesta compate sulle scene agli albore del colonialismo inglese, quando piccole comunità si stavano stabilendo nella prima colonia americana, la Virgina, e scrivevano dei rapporti con gli indigeni. Nativi americanni trasportati all'ondra, come la vera poca Contas di Sneiana, suscitavano interesse e curiosità. Si capisce come questo drama si presti alle ture postcoloniali e a studi di Calibano come paradigma estereotipo del nativo, ma Shakespeare complica la dichotomia tranativo come uomo naturale e selvaggio brutale, tranatura e cultura, trama alvagita inata o acquisita. Shakespeare sembra chiedersi. Può l'insegnamento dei valori dell'occidente giustificare la sottomissione di chienato libero? Caliban è quasi una nagrama di "canibow", ma richiamo anche caribana. Come era chiamata la parte sette entronale del sudamérica quei tempi? Concepito in Africa, ma associato al nuovo mondo, Calibano è una creatura dalla forma subhumana, viene chiamato ripetutamente mostro e schiavo dai personaggi del drama. Impermeabile all'educazione, Calibano però parla inversi. Nei drami Shakespeareani, personaggi di bassa estrazione sociale, generalmente parlano in prosa, mentre i rei nobili parlano inversi. E che versi usa Calibano quando descrive i suoni e le bellezze dell'isola, sono i versi più regolari, i più suggestivi, i più perfetti di tutto il drama. E qui Shakespeare ci spiazza completamente. Praspero ci dice di Calibano che con gli anni il suo corpo si fa più orribile, la mente marciisce, eppure questo essere deforme brutale riesce a esprimere grandissima poesia. Non so se avete presente la cerimonia di inaugurazione delle olimpie di Londra del 2012. Forse ricorderete la senetta con Daniel Craig, il James Bondi allora, che andava a prendere la regina a Buckingham Palace. Salivano insieme su un elicottero per aggiungere lo stadio olimpico, e si buttavano insieme dal velivolo per aterrare intribuna donore, ovviamente sostituiti da controfigure. Ogni cerimonia di inaugurazione degli olimpie di inserisce elementi della storia della nazione ospitante, aspetti importanti del identità nazionale. E dunque mentre guardavo, stavo aspettando dopo Bond qualcosa di Shakespeare, mi sembrava inevitabile, e mi mettevo nei panni degli organizzatori, che cosa scegliamo un brano da Roma e Giulietta, un bel to be or not to be? Il famoso sonetto numero 18 "Shellike on pay a D to a summer's day" avrei dovuto capire dal titolo della cerimonia di Iles of Wanda, le isole della meraviglia, che ci sarebbe stato qualcosa che aveva che fare con la tempesta. E infatti, Kenneth Branagh l'ess proprio gli splendidi versi di Calibano, forse per riconoscere la nobilità dei nativi così schiacciati da secoli di imperialismo britannico. Non abbiate paura, l'isola è piena di rumori, suoni e dolciarie. A volte mille strumenti che tintinano mi ronzano nelle orecchie, e a volte voci, che se mi sono svegliato da un lungo sonno, mi fanno riattormentare. Mi sembra che le nuvole si aprano, e mostrano ricchezza che mi stanno per più avere addosso, tanto che quando mi sveglio, pianco, perché vorrei sognare ancora. Ma torniamo al dilema iniziale. Di chi è quest'isola? Di chi ci abitava prima? Di chi ci ha fatto naufragio prima? Di chi la è reditata? Tutto il drama ruota attorno alla questione della legitimità del potere e dell'usurpazione e della proprietà. Próspero arriva sull'isola dopo la congura del fratello, dopo un atto di usurpazione, ma compie lo stesso atto nei confronti di Calibano, diventando il sovranno dell'isola. La tempesta pone una seconda questione importante, sulla quale Shakespeare torna spesso nei suoi drame. Ele gittimo liberarsi di un regnante incapace che trascure i suoi doveri. Ele gittimo sostituirlo con un colpo di stato. Alcuni anni prima, Shakespeare aveva messo in scene e ricardo secondo. Il drama della deposizione di un re legittimo. Un re frivolo e inetto. Sostituito e poi messo a morte da un nobile più efficiente, che diventerà e ricco quarto. Il complotto della tempesta potrebbe anche all'udere alla vicenda di Radolfo II di Bohemia, principi per inascimentale e meccennate, più dedito alle artimagiche nel suo castello di Praga che al governo da regno. Venne costretto dal fratello ad abdicare nel 1611. La tempesta venera presentata alla Corte inglese il primo novembre proprio del 1611. È un periodo di contrasto fra i regi a Comoprimo e il Parlamento su questioni di Danaro. Le spese accorte erano aumentate di molto e i re non poteva imporre nuove tasse senza il voto del Parlamento, che non voleva cedere. Al punto che i re sciolse il Parlamento nel 1611 e lo riconvoco solo nel 1614. Giacomo nei suoi scritti politici aveva fermato che i re erano superiori alla legge perché precedevano la legge. Ovviamente il Parlamento non era d'accordo e non condivideva l'esercizio del potere assoluto da parte del re. Prospero è proprio un sovrano assoluto sul risola, chi no gli obbedisce viene punito fisicamente. È un re o piuttosto un tiranno. Paradoxalmente, però, sembra molto più abile a governare l'isola di quando nelle vesti di duca di Milano governava la città. E ora per circostanza fortunate, prosperè, il vascello che trasportava Antonio, il consigliere Gonzalo, il redinapoli all'onso complice del colpo di Stato di Allora, suo fratello Sebastiano e il figlio ferdinando, è passato vicino all'isola dell'esilio di Prospero e lui li affermati proprio li con le sue arti magiche. Prospero è diremo oggi un maniaco del controllo, comanda sui spiriti dell'isola "compugno di ferro" e controlla la figlia Miranda. Fa incontrare la figlia ferdinando, il figlio del duca di Napoli sperduto sull'isola e li fa innamorare fingendo di ostacolarli. Prospero conosce bene la lezione di Romè Giulietta. È un mago nella tradizione rinascimentale del filoso fond naturale. Forse ispirato a quel doct di "astrologo alla corte di lisabetta prima" è finito in disgrazie sotto giacomo per avere vocato spiriti maligni. Ma Prospero è anche registra della trama e degli incontri. La magia bianca di spiriti e devocazioni si intreccia spesso con la magia del teatro, perché l'evocazione della tempesta iniziale non è solo un colpo di magia. È anche un colpo di teatro. Come la magia il teatro può creare dal nulla, isole, spiriti, navragi, ma gli spiriti non sono chattori. E l'isola una semplice scenografia. Come dice Prospero nel quarto atto siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e la nostra brevedita è conclusa da un sonno. E' interessante che proprio come un attore, Prospero abbia bisogno di indossare dei precisi abiti di scena per assumere le sue due identità. Mantello e staffa quando opera da mago e outfit da ducari in asciamentale quando si mostra i nobili che quando lo vedono vestito da mago non lo riconoscono. Shakespeare ama di seminari sui drami di metà foro sul lato.
da uomo di teatro, sapene che sulla scena basta mettere un costume per diventare un'altra persona. E dopo tutto anche noi sappiamo che nella vita reale, con gli abiti che indossiamo, possiamo crearci varie identità, anche fittizie. Ma torniamo al nostro racconto. I naufraghi dispersi nell'isola Grupi complottano ulteriori congiure per il potere. Nel gruppo dei nobili, Antonio ancora già se bastiano, il fratello di allonsore di Napoli, ha uccidere suo fratello mentre sta dormendo. Con la figlia sposata in Africa, e ferdinando che credono tutti a negato, potrà diventare lui il re di Napoli. Vedete come Antonio sia un villain nella categoria di jago e di ricardo terzo, che rivendica orgogliosamente la sua coscienza tranquilla, affermando di aver felicemente goduto degli esiti della sua usurpazione. Non potrebbe fare così anche se bastiano? Ma questa seconda congiura non si concluderà positivamente. Allonso, svegliato dallo spirito arrielle, si salva. In tanto, nell'altra parte dell'isola, Calibano ha incontrato un altro gruppo di naufraghi. I marinai burloni stéfano e trinchulo. L'iscambia per creature divine, anche grazie all'alcol che gli fanno assaggiare per la prima volta, e che, come accadeva i nativi nei racconti di viaggi del tempo, non riesce a gestire. E tuttavia, Calibano lì convince a produsporre un piano per uccidere prospero e regnare al suo posto. Ma anche questa congiura, sempre grazie all'intervento di arrielle, fallisce. La scena primaria del forto del regno viene, dunque, sistematicamente ripetuta, sia nel gruppo dei nobili che in quello dei marinai. Praspero, rivive il trauma passato, con variazioni, fino al momento in cui vengono riuniti tutti i personaggi, un microcosmura presentativo di una società intera, nello spazio davanti alla sua caverna. Qui, praspero, si rivella nelle sue vesti di duca di milano e mostra l'interno della crotta, ferdinando, scampato a neufragio, e Miranda, ora promessi sposi, che giocano scacchi. Miranda, che non ha mai visto nessuna creatura umana, se non il padre, è recentemente ferdinando, di fronte a tutte queste persone e sclama, oh wonder, oh brave new world that has such people in it. Per lei è una meraviglia, un mondo nuovo, ma noi sappiamo che questo è al contrario, il vecchio mondo, con tutte le sue dinamiche e le sue miserie. E infatti prospero le risponde subito con un filo di cynismo e nuovo per te. Il drama finisce con le rivelazioni, il pentimento di alcuni e il perdono. Prima di tornare a milano nel suo ducauto, praspero lancia, mantello, staffa e libri magici nello ciano. E' finito a suo tempo da mago. Secondo una lunga tradizione critica, nella dio alla magia di prospero, ci sarebbe un elemento autobiografico. Shakespeare avrebbe scritto il suo dio al teatro, visto che la tempesta è su ultimo drama. Ma non è proprio così, è l'ultimo drama che scrisse da solo, 47ene. Shakespeare morirà a 52 anni e continuerà a scrivere per la sua compagnia e Kingsman, ancora per qualche anno, in collaborazione con altre dramaturgi. Dovete sapere che al contrario di altri drami, Shakespeare qui è abbastanza preciso con i tempi. Puttà la comedia si svolce nell'arco di una sola giornata, rispettando le unità ristoteliche di tempo, luogo e azione che amavano teodicinio classici e che non è bero mai molta fortuna in Inglielterra. Ma quanti anni ha prospero? fino a fino a 800 veniva messo in scena come un vecchio con la barba bianca. Mentre oggi si tende a metterle in scena come un uomo di mezzetà. Derresto, Richard Babbage, il grande attore della compagnia di Shakespeare che recitava nei ruoli di protagonista, all'epoca aveva 44 anni. E prospero, alla fine del drama, dichiarà che Miranda è "a third of mine own life", forse intendendo che lui è il triplo dei suoi anni. Lei dovrebbe averne 15, dod 10 anni prima è venuta la congiura, quindi prospero ne potrebbe avere 45, quasi come la tore Burbage. È letta giusta per fare i conti col passato. La trama romantica di questo drama è relegata ai margini, secondaria, rispetto alle trame politiche e alla congiura comico etylica di Calibano e i Marinai. Sebbene la tempesta sia classificata come comedia nelle edizione del 1623, più che una comedia si tratta di un altragico media o di un romance, come viene classificato ora dai critici, un sottog genere, contrastegnato dalla presenza di spazie esotici, elementi di magie del sopronaturale, intrigue con flitti e la celebrazione del perdono. Nel romance non è possibile cambiare il passato e non si possono eliminare le sue injustizie, ma si può sperare in un nuovo inizio, che in questo drama coincide con il matrimonio 3/2 Giovanni, una volta rientrati a Milano. Nessuno potrà ridare a prospero e Miranda ai 12 anni che non hanno trascorso a corte. E sebbene realonso si penta dell'aiuto dato a suo tempo ad Antonio per rveciare prospero, Antonio non risponde con parole di rimorso o discusa al perdono del fratello. Ho sempre trovato questo silenzio del fratello usurpatore Antonio, più tosso problematico. Spesso i registi mettoni scena una braccia tra i fratelli per risolvere la questione, ma è possibile anche lasciare in suo speso questo silenzio. E così da qualche anno, che do ai miei studenti quando leggemo insieme la tempesta, di provare a immaginare la risposta di Antonio e di scriverla. La maggior parte di queste risposte sono arrabbiate. Antonio rivendica di essere stato un buon governante e a cusa prospero di aver trascurato il ducatto e chi sa cosa sarebbe successo se lo ci fosse stato lui. Questioni di potere, sempre uguali e sempre diverse. Un osudente è immaginato Antonio che chiedeva a prospero di poter restare sul isola, un posto bellissimo, rilassante, dove avrebbe passato in pace gli ultimi anni della sua vita, dopo aver a lungo complottato e governato. Immaginare un afterlife dei personaggi che experience è sempre un esercizio interessante, che ci fa riflettere sulle motivazioni squisitamente umane di questi personaggi immaginari. Chi rimane sul isola dopo la partenza dei nobili, arriele finalmente libero dopo anni di servizio fedeli a prospero. E così gli attespiriti del isola. E calibano che rivendicava la proprietà del isola? Prospero dichiara davanti a tutti, The Sting of Darkness and a knowledge mine. Questa cosa oscura la riconosco come mia. Che è un po' come dire che è stato un po' il padre di questa creatura che lui ha cercato di formare al bene, fallendo? Oppure sta mettendo che nonostante cultura e istruzione, in ognuno di noi c'è un calibano, una parte oscura e selvaggia, che se non viene trattinuta, ci fa fare delle cose terribili. Come scriveva Natalia Ginsburg, ognuno di noi è solo, spandato e valorto, in una zona di sé. Forse questa zona è il nostro calibano, che possiamo immaginare sull'isola, mentre guarda il vascello dei nobili miracolosamente intonso che sta per salpare. Ora è finalmente il reddella bellissima isola che è reditato dalla madre. È solo non assuditi, ma almeno non è più lo schiavo di nessuno. Sono laureatosi e questo è il secondo episodio di Kill Will, soluzione Shakespearean ai problemi di oggi. La cura editoriale del progetto è dicecili a belluzzo. L'editing audio e la realizzazione dei brani musicali sono di Pietro Girardi. Se vi appassionano gli insipit, Shakespearean e non, potete ascoltare il podcast chi ben comincià, il secondo episodio e sul Macbeth di Shakespeare. Per scoprire invece altre storie bellissime dai professori di università cafoscari su quello che fanno, studiano o insegnano, ascoltate i doni di Venezia. Continuate a seguirci sul sito di università cafoscari de Venezia, su storielibere.fm e sulla vostra app di ascolto preferita. Una produzione storielibere.fm
Podcast Summary
Key Points:
La scena iniziale della tempesta e del naufragio mette in discussione le gerarchie sociali di fronte alla morte.
L'isola è un luogo simbolico di incontro/scontro tra vecchio e nuovo mondo, esplorando temi coloniali attraverso personaggi come Prospero, Miranda e Calibano.
Il dramma affronta centralmente la legittimità del potere, l'usurpazione e il governo, con parallelismi politici contemporanei a Shakespeare.
La magia e il teatro si intrecciano, con Prospero come regista della trama, sollevando questioni su identità, controllo e realtà illusoria.
Il finale con perdono e riconciliazione parziale appartiene al genere "romance", suggerendo un nuovo inizio ma senza cancellare le ingiustizie passate.
Summary:
L'episodio analizza "La Tempesta" di Shakespeare, partendo dalla potente scena iniziale del naufragio che annulla le gerarchie sociali. Il dramma si svolge su un'isola simbolica, luogo di incontro tra il vecchio mondo (rappresentato dal duca deposto Prospero e i nobili napoletani naufraghi) e il nuovo mondo (incarnato da Calibano, figlio della strega indigena Sicorax). Attraverso le loro storie, Shakespeare esplora temi coloniali: Prospero, a sua volta vittima di un colpo di stato, diventa un sovrano assoluto e colonizzatore dell'isola, sottomettendo Calibano.
Il dramma ruota attorno alla legittimità del potere, all'usurpazione e al buon governo, con chiari riferimenti ai dibattiti politici dell'Inghilterra giacobea. La magia di Prospero si fonde con la magia del teatro, poiché egli orchestra gli eventi come un regista. Il finale, con matrimoni e un ritorno a Milano, offre una riconciliazione imperfetta (il fratello usurpatore Antonio non si pente) tipica del "romance", un genere che permette un nuovo inizio senza negare le ingiustizie del passato.
FAQs
Il dramma tratta principalmente del potere politico e della sua gestione, utilizzando la metafora della nave nella tempesta per rappresentare il governo di uno stato.
Calibano è il figlio della strega Sycorax, nativo dell'isola, e rappresenta il paradigma del colonizzato. La sua figura complica la dicotomia tra natura e cultura, selvaggio e civilizzato.
Tutto il dramma ruota attorno alla legittimità del potere, dell'usurpazione e della proprietà, riflettendo i dibattiti coloniali dell'epoca sulle terre scoperte.
Prospero è un mago ed ex duca di Milano, un sovrano assoluto sull'isola che, dopo aver orchestrato eventi e congiure, alla fine rinuncia alla magia e concede il perdono, tornando al suo ducato.
L'isola è un 'luogo altro' per eccellenza, un microcosmo che permette di esplorare dinamiche sociali e politiche, fungendo da spazio di incontro tra vecchio e nuovo mondo.
Il dramma si conclude con rivelazioni, pentimenti e perdono. Pur non potendo cancellare le ingiustizie passate, celebra un nuovo inizio attraverso il matrimonio e il ritorno a Milano, tipico del genere 'romance'.
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