La trascrizione esplora il potere della letteratura e il contesto sociopolitico iraniano, partendo dal libro "Leggere Lolita a Teheran" di Azar Nafisi. L'opera descrive come la rivoluzione islamica abbia invaso la vita quotidiana negli anni '70-'90, modificando le libertà personali e trasformando l'università in un campo di battaglia ideologico, dove i testi letterari diventano atti di resistenza. Il discorso si sposta poi all'Iran contemporaneo, caratterizzato da una popolazione giovanissima. Le proteste scatenate dalla morte di Mahsa Amini nel 2022, guidate dalla Generazione Z, rappresentano una sfida radicale al regime. Rispetto al passato, la repressione fatica a contenere un movimento di massa, come dimostra il rifiuto diffuso del velo da parte di milioni di donne. Si evidenzia una vicinanza generazionale transnazionale: i giovani di tutto il mondo, condividendo cultura e interessi, comprendono e sostengono le lotte dei coetanei iraniani. La letteratura, spesso oggetto di censura in Iran, rimane un mezzo cruciale per sviluppare pensiero critico e consapevolezza. Infine, sebbene il regime imponga una rigida disparità di genere, nella società iraniana le donne occupano posizioni di prestigio e, nelle recenti proteste, è emersa una significativa solidarietà tra uomini e donne, indicando una possibile riconciliazione delle lotte comuni contro l'oppressione.
[Musica] Ora. [Musica] In leggere l'olita a Teran, Azarna Fisi racconta la sua vita di insegnante e c'è compagnia nel suo seminario di letteratura nel salotto di casa. Ma intorno all'Ehi e alle sue aglieve prende forma un altro racconto. Quello dell'Iran, Durante e dopo la rivoluzione islamica. Tra gli anni '70 e gli anni '90, il cambiamento politico entra nella vita quotidiana e la modifica in modo radicale. Le strade che la profna Fisi per corre sono occupate atturno dai sostenitori dell'agliato l'A, o dai suoi oppositori, o dalla polizia del costume, o dai cittadini che rifiutano le nuove regole e la restrizione alle proprie libertà. La utrice descrive spesso questi momenti mentre cammina tra la folla, disorientata, senza sapere cosa aspettarsi. Racconta, incontri brevi e casuali, quasi delle apparizioni, di persone che ritroverà poi solo molto tempo dopo, in altri luoghi o altri Paesi. Sono episodi piccoli, ma sufficienti a mostrare come la rivoluzione abbia inciso sull'esistenza individuali, separando o disperdendo o spostando le persone. Anche l'università diventa un fronte di questo cambiamento storico. Nelle Aule, durante le lezioni di azarna Fisi, la letteratura entra nel conflitto. La letteratura in generale sicuramente permette di formarsi un ospirito critico e poi sicuramente un mezzo per capire al mondo. Leggero un articolo che parla di un abenimento, leggero un libro che sono qualche periodo storico in un determinato Paese, secondo me, aiuta molto a imparare e a informarsi su ciò che ha caduto in quella parte del mondo. Emma Trischuglio e Dema Falchero, che avete sentito, sono due studentesse rispettivamente di giurisprudenza e di storia. Da diverso tempo, frequentano gruppi di lettura insieme oltre a quello del salone del libro. Tanto da essere diventate, Emma 1 e Emma 2, per farci distinguere nei vari gruppi che negli anni hanno attraversato. Tutto il gioco di Emma 2 è stato inventato dal nostro professore di filosofia, quindi vavanti danni, ma abbiamo e avevamo questo gruppo di lettura che adesso si chiama in cerca storie che è un gruppo di lettura che era chiude i gruppi di lettura di tutti i simili c'è i di Torino. Le Emma oggi ci aiutano ad approfondire come la politica. Il pensiero critico e la consapevolezza possono nascere anche dalla letteratura e diventare un ostrumento per capire il mondo intorno a noi. Perché quello che leggiamo è cibo per le nostre menti. E la letteratura può essere un gesto di resistenza. Io sono Andrea Falcone, curo il gruppo di lettura per un libro tante squole. Il progetto di lettura condivisa promosso dal salone del libro, con l'obiettivo di raggiungere tante e tanti studenti con un unico grande romanzo. E questo è "Vietato Leggere". Una serie podcast del salone internazionale del libro di Torino, in collaborazione con il gruppo di lettura per un libro internazionale del libro di Torino, in collaborazione con Corea Media. Cecile a sala è una giornalista che negli ultimi anni ci ha raccontato le notizie di esteri e conflitti internazionali, con una particolare esperienza su Liran. Lo ha fatto con i suoi articoli per il foglio, con i suoi saggi, con il suo podcast Stories. Oggi con cecilia sala, invertiamo i ruoli. Sarà lei a rispondere alle nostre domande sulla lettura di "Leggere Lolita a Terano". Voleo amministrare con uno forse dei temi principali anche del libro della Nafisi o per quello del ruolo dei giovani. Al centro del suo libro ci sono un'università, i universitari, lirano in generale, un paese che è demograficamente estremamente giovane e anche oggi al centro delle revolute che vediamo su tutti i notiziari ci sono soprattutto giovani ed è tra l'altro quello che anche tu cecilia racconti nel tuo saggio di incendio. Quindi questa cosa in generale ci ha colpito molto perché ci sentiamo anche abbastanza a "Pres in Causa", noi in primissiamo parte di giovani le persone di cui leggiamo potrebbero essere nostri qui tani, potrebbero essere persone che incontrano la nostra vita di tutti i giorni. E quindi vorremmo chiederti anzi tutto se ti andava di raccontarci a noi e comunque che ci ascolti in generale, come sono e che ruolo hanno avuto nella rivolta regime i giovani del Iran e quanto anche è diversa la loro realtà da quella che invece è descritta da una fisina di libro, quindi riferito più che altra gli anni '80 e '90 sempre in Iran. In anzitutto rispetto a gli anni che racconta na fisì, i giovani, scendendo in piazza rischiando morendo in quella protesta centinaia, sono riusciti ad ottenere delle conquiste sociali, la protesta che è cominciata con il funerale di massacinamini, quindi della ragazza di 22 anni curda, curda iraniana, che era invacanza con la famiglia a terra, nella capitale che è stata fermata dalla pulizia morale in metropolitana e poi riconsegnata cadavere la famiglia pochi giorni dopo. E' una protesta che coinvolge soprattutto la sua generazione e la protesta della generazione zeta, giovani ventenni, anche tantissimi, ad orescenti nelle piazze. E' una protesta persistente che comincia a settembre del 2022 avanti fino ai primi mesi del 2023 in termini di corteima sicci visibili nelle strade. Ma prosegue, come protesta più silenziosa, fino ad oggi, nel senso che ci sono oggi in Iranna centinaia di miliaia se non alcuni milioni di ragazze che non portano più velo, a terra, nella maggior parte dei quartieri ormai vedere, dare per scontato che se incontrino a 18 anni una 19 anni, una 22 anni per la strada non porta al velo a diventato normale. Quindi rispetto agli anni che raccontano a fisì, quindi gli anni in cui la Repubblica Eslamica era più forte, perché aveva appena vinto la ripoluzione eslamica. E diciamo le con queste sociali sparivano o la repressione aumentava in questo momento la repressione ovviamente c'è, ma quando ai di fronte centinaia di miliere di ragazze che non portano il velo i numeri sono la loro forza. Nessù il regime può permettersi di arrestare centinaia di miliere di donne, banalmente non hai un numero di poliziotti della poliziamorale sufficiente o delle carceri sufficientemente ampie. E queste è una prima grande differenza rispetto a quegli anni, ed è una conquista fatta da una generazione che non è la stessa che raccontano a fisì, perché una fisiera conta le studentesse dei sui anni, però fatta da ragazze che hanno la stessa e da delle sette studentesse protagonisti assieme per lei della meraviglioso libro "Leggiore L'Ouita Terran". L'irane è un paese demographicamente giovane, la metà più della metà della popolazione, a meno di 35 anni, quindi quando parliamo di cosa vogliono i giovani ragnani, parliamo di cosa vuole la maggioranza degli ragnani di un paese di quasi 93 milioni di abitanti. E quando parliamo della legitimità della repubblica eslamica, questo aspetto demografico è fondamentale nel senso che si, la repubblica eslamica è delegitimata per infinita ragioni, anche i basari commercianti che storicamente sono stati più vicini a queste autorità nel nel fino del 2025, il 28 dicembre, il mizzo del 2026, hanno protestato contro la repubblica eslamica, ma innanzitutto, diciamo, il dato più clamoroso per contestare la legitimità della repubblica eslamica è quanto in popolare per essere tene, riusciano, per essere un ufemismo sia tra i giovani che non sono pochi, ma sono la maggioranza della popolazione. A un certo punto, quelli che oggi sono i giovani saranno la totalità della popolazione iragnana e già oggi, già oggi sono, sono maggioranza. Allora, venne, venne, proprio, cominciò un programma tra i bassigi, che sono gli agenti della repressione, sono i miliziani che rispondono ai pass da ranna, ma si occupano della repressione nelle strade, ci fu una campagna per spiegare a questi bassigi, recolutati nei collettivi islamici delle scuole, delle università, che la loro misione da quel momento in poi era citro letteralmente la vaccinazione culturale dei loro coetanei. Intentativo, inquietante e al contempo fallito, visto che anche nell'ultima grande protesta, quella appunto a cavallo tra la fine del 25 e l'inizio del 26, la generazione z è stata protagonista, e ha ottenuto il successo nei giorni, nell'8/9 gennaio, quando, diciamo, la protesta è riuscita a portare ancora più persone nelle strade, in particolare nella capitale Tehran, il successo della generazione z è ta. In questo caso è stato riuscire a portare anche tanti dei loro genitori o dei loro nonni in strada con loro. Sempre rimanendo un po' sul tema dei giovani, vorremmo invece spostare la nostra attenzione anche sui giovani dell'ocidente, perché abbiamo notato che spesso quando studenti delle superiori o universitari, come noi, scegliono di scendere in piazza per sostenere
battaglie che possono essere geograficamente lontane da noi, le persone lo trovano strano comunque non ne comprendono bene la motivazione e volamo chiederti se nella tua esperienza liceale o universitaria hai avuto modo di constatare questo stesso fenomeno o se le dimamiche invece fossero diverse e soprattutto quando è che iniziato effettivamente interessarti a cosa succedeva nelle altre parti del mondo. Io iniziato proprio a liceo è stato il momento in cui ho capito che avrei voluto fare la giornalista in quel momento ovviamente non sapevo se ci sarei riuscita un meno e la mia ambition era poter viaggiare poter la curiosità era quella di tentare di poter assistere ad eventi che a volte cambiano la storia anche relativamente lontani poi stiamo parlando di luogo che non sono poi così non sono lontanissimi da noi ma anche relativamente lontani e fuori dai confini sicuramente del mio paese io penso che ci sia oggi più che mai e questo è uno degli effetti della globalizzazione che abbiamo vissuto una vicinanza generazionale che spesso è quasi più forte di una vicinanza nazionale nel senso che mi spiego io da adesso tre entenne ma insomma mi primi viaggi in Iranna li ho fatto una po' di tempo fa da giovane donna italiana degli anni 2010-2020 ho molto in comune in termini di libri che leggo musica che ascolto film che ho visto interessi che ho siti che frequento con una mia coetania iraniana di quanto mia madre o mia nonna avessere in comune come la donna iraniana nel loro epoca e interna è la prima spiegazione di questo e probabilmente io anche più in comune con una giovane studentessa iraniana di ingegneri elettronica la sciariffa di oggi di quanto la mia in comune come mia nonna e mi sembra che un po' ci sia un dia alogo tra generazione z che scendono in piazza dal marocco al nepan la al mia mare al irana coraggioni diverse specifiche legate i loro contesti ma che hanno dei simboli e degli slogan comuni e credo che a voler la guardare a voler la scoltare a voler la studiare la protesteriana sia perfettamente comprensibile ai coetani italiani europei occidentali di quelli che scendono in piazza in iranna. immaginiamo che molti nostri ascoltatori dei regazzi che ci ascolteranno probabilmente avranno letto strada leggendo leggerolità teranne su obbligo almeno consiglio dei propri docenti e quindi volevamo chiederti proprio a questo se tu nella tua esperienza e avuto letture obbligatori o anche consigliata a scuola che hanno avuto particolare valore che ti hanno potuto avvicinare tu interessi o anche un valore formative in qualche modo. le letture obbligatori che io ricordo vanno dalle neide a forse il fumati a Pascal non ho avuto la fortuna di essere di avere dei testi obligatori legati ad argomenti così recenti come quelli che trattano a fisì leggere l'olità teranne però ho avuto una professorezza di storia filosofia che mi aveva consigliato questo libro insieme ad altri che mi hanno ispirata per incuriosi ieri di quello che succedeva appunto poi non così tanto lontano da noi ma fuori dal mio paese mi ricordo di raccolte di reportage di Emmingway consiglio dei libri di intervista di di Oriana Fallaci che raccontava in qualche modo la storia più o meno contemporanea attraverso le sue conversazioni di Fallaci con i protagonisti e mi ricordo anche raccolta di reportage di Sasha che ovviamente non c'entrava meno con gli esteri ma ha giocato un rollo importante nel farmia passionare a racconto delle storie vere poi non definirei Sasha un giornalista chiaramente però è stato anche questo in qualche modo e in un modo sublime e questi testi mi hanno portata a scegliere questo lavoro e in parte anche a guardare fuori dal cortile di casa per le ragazze del gruppo di lettura della nava fisili stati unici sono un luogo utopico qui a aspirare mentre per i ragazzi fondamentalisti sono il male assoluto da combattere con ogni mezzo quindi voliamo chiederti se nella tua esperienza ha inotato come sono visti gli stati uniti oggi dai Giovanni Ragnani e se è sempre presente questa polarizzazione all'interno dell'Ira è presente ma diciamo che la fetta di popolazione che ancora difende regime ed è affezionata ai valori e della rivoluzione islamica tra cui all'antimperialismo gli slogano morte agli stati uniti morte israeli o gli stati uniti definiti come il grande satana israeli è definito come il piccolo satana sono ancora popolari per una piccola parte della popolazione c'è anche un meccanismo abbastanza umano e un'iversale che è quello del quando l'autorità che mi upreme mi dice una cosa io sono affascinato dal suo posto e quindi per tanti ragiani per esempio essere affascinati dagli stati uniti c'è guardare nei cinema clandestini film americani leggere come si fa in leggere l'odilità terran dei testi proibiti occidentali è una forma di ribellione abbastanza classica anche abbastanza sana da avere diciamo in giovaneità in adolescenza o da giovani ventenni il fatto è che tanti ragiani poi appre scindere dalla ribellione adolescienziale tanti ragiani si sono resi conto alcuni lo sapevano dal principio altri lo hanno scoperto più direcente che l'iranna è una addittatura particolarmente ideologica è una addittatura sia misteri legiosa in cui a differenza che nel verizzo e la dimaduro di Hugo Chavez il governo il potere vuole decidere anche cosa puoi leggere cosa puoi guardare come ti puoi vestire decide che non puoi andare in giro con delle leggi ultra precise che misurano anche centimetri c'è quanta pelle scoperta puoi avere sull'amvambraccio oppure no quanta pelle scoperta puoi avere lungo le caviglie all'inizio del polpaccio o no decide che non puoi ballare con una persona con cui non sei sposato o sposata decide che in realtà tanto cinema occidentale lo puoi vedere ma censurato quindi tutte le scene che non piacciono ai censori che non piacciono a reggime slamico vengono tagliate il risultato che va a vedere un film occidentale ma non capisci di cosa parla perché i tagli sono talmente frequenti e numerosi che la trama non ha senso decide che le donne non possono cantare da soliste possono soltanto accompagnare dei cori con dei cori e le voci dei maschi quindi sincino a nella tua vita rigolandola al millimetro molto più di quanto facciano tante di tatture che magari ti ti tolgono i diritti politici e ti impediscono di votare il partito che vorresti o lo lo bandiscono quel partito ma poi nella quotidianità nella vita privata ti lasciano più l'ibertà. In Iran è vietato ovviamente bere alcolice però questo da moltissimo tempo non soltanto negli anni delle proteste più clamorose e recenti che stavamo che stavamo raccontando è la prassia andare in giro per tutte le case che hanno uno spazio esterno o un giardino e notare che moltissimi hanno una vigna privata e si fanno il vino fattenca in casa. Io ho notato che moltissime delle cose che è appena citato come l'invitazione della libertà in realtà riguardano soprattutto le donne diciamo comunque il generale femminire che è anche uno dei elementi ovviamente abbiamo notato all'interno del libro anche noi parlando nel tradi noi come diciamo il gruppo di lettura perché abbiamo notato che te esempio ci sono un pochissimi personaggi maschine che sono quasi tutti negativi da un punto di vista storico abbiamo anche visto che ad esempio la rivoluzione del 79 è davvero in giro in mente qui da da uomini mentre moltissime delle forme di opposizione da lì ad oggi sono state guidate comunque portate avanti dalle donne e quindi quel gruppo abbiamo avuto l'impressione che i due generi non siano in grado di lottare e comunque lavorare insieme verso uno stesso obiettivo e che le lotte degli uni virgini in modo parallelo a quelle degli altri senza mai realmente incrociarci ed è davvero così una tua esperienza dove sono nostra impressione e secondo te la resistenza che troviamo oggi a regime può avere come effetto anche il fatto di conciliare le lotte dei due sensi. Io credo che in Iran questo sia sia già successo nel senso che le dei giovani generazioni di non sul tanto e ci sono anche tanti uomini adulti che sono solidali con le donne ma sicuramente le giovani generazioni di uomini sono molto solidali con con le donne della loro generazione. Io mi ricordo che uno dei primissimi, misologan di donna vita libertà del movimento donna vita libertà cominciato nel 2022 dopo la morte di massagina mini era ucciderò chi un cuociderà mia sorella e i primi morti ed era riferito ovviamente a quello che la successo a massagmini e i primi morti in piazza erano uomini uccisi dalla repressione mentre scendevano
in strada in solidarità con una protesta che è nata, come una protesta femminista e poi è diventato che ha adottato, infatti, dalla vita libertà è uno slogan del femminismo curdo, e che poi è diventata una protesta contro origine. È interessante vedere anche come i reggimi abbia capito questo fenomeno e abbia tentato di fermarlo, pensando a delle punizioni contro gli uomini per fermare la ribellione delle donne. Faccio un esempio, un certo punto, è come se i legislatori della ripubblica eslamica avessero capito che continuare, diciamo, in asprire implementare le punizioni contro le donne che non portavano il velo era tossanzelemente inutile, cioè queste donne erano così coraggose da continuare tante di loro a fare quello che ritenevano giusto e decidono di andare a perseguitare chi è con loro solidale. Senti di questi erano uomini, quindi di andare visto che prohibire i capelli al vento non è sufficiente, io vado a chiudere o a multare, come tre in carcere, il negoziante che accetta di vivere i suoi prodotti nel suo negozio delle donne senza velo, le dicolante che accetta di vivere i giornali riviste alle donne senza velo, il proprietario di un cinema che accetta di far partire la proiezzione del film, la platea o di un teatro, semplatea ci sono delle donne senza velo. Diciamo che anche le autorità della repubblica islamica si sono accorte che questo fenomeno di solidarità c'era. È chiaro che se andiamo a guardare le regole più assurde della repubblica islamica si nota una parta idadigeneere in generale ad danno delle donne, quindi le donne iraniane uso un termine che a me non piace, però è di uso comune e si capisce bene, cioè le donne iraniane mancipate, cioè le donne che pilota negli arei, insegnano l'università lavorano nelle aziende in posizioni dirigenziali, manageriali, hanno sotto nei loro team, a tanti uomini, sono tantissime, le donne sono la maggioranza della popolazione universitaria in Iran, quindi i laureati e persone che hanno certotypodi competenze sono più spesso donne che uomini. A questo si, io ho intervistato Alex vicepresidente dell'Iranna che è stata, diciamo, allungola donna più potente del Paese e lei era un immunologa che ha dirett un giornale, una donna molto potente e molto più potente di suo marito, ma secondo le regole della repubblica islamica lei semplicemente per prendere un volo aereo e andare negli emirati, per prendere un volo aereo e andare all'estro, doveva chiedere il permesso scritto al marito. Ora, queste regole che stabiliscono la partai do di genere non solo non ci piacciono, ma sono proprio incompatibili con la realtà sul campo che ve di Iran, in cui tantissime donne occupano delle posizioni rilevanti e di potere anche nella società, nelle aziende, nelle economie, nella cademia, nelle università che non vengono riconosciute nelle regole che governano quello stato. L'idea da qui siamo partite per fare questo podcast è che leggere sia un strumento di resistenza all'oppressione, una specie di gesto di libertà e nel libro, infatti, le studentesse si servono della letteratura come strumento per rimpossessarsi della propria persona in situazioni in cui sono private di una parte di se o della propiedentità. Quest'idea, diciamo, guadagna a tutt'un altro peso se ripensiamo anche al tuo racconto della prigioni a Iran, in cui la lettera incella appare in come un modo per resistere alla violenza. Quindi, se ti vavamo a riemocchiederti di commentare questa nostra ipotesi, leggere libera veramente, valer sempre la pena combattere chiunque, qualsiasi potere che dica che è vietato leggere. Assolutamente sì, se lo chiedete a me e questo è, forse il messaggio più forte e più chiaro anche di leggere l'olità terana di nafisi, cioè il potere dell'immaginazione, il potere di rimanere liberi e creativi, e consapevoli di tutte le altre ipotesi che esistono al mondo, oltre a quella che sei costretta a vivere in quella fase della tua vita e con il preciso luogo e geografico, è dato dal fatto che tu leggi l'olità di Nabokoff e conosci un'altra realtà, leggi, fichera, alta, leggi, orgoglio, e preciudizio. E leggere ti dalla consapevolezza che esistono le alternative. Qualsiasi sia la tua condizione e può significare che può affrontare in maniera diversa una sfida della tua vita, o può significare che può cambiare il sistema politico in cui ti sei ritrovato ad abitare, e può significare che continui a vivere con la testa, con i pensieri, con i sogni che poi fai di notte in quelle poche ore in cui riesci eventualmente ad dormire in carcere, quando la tua vita nella realtà si affermata e per il poco che esiste in una cella di solamento, dove non puoi fare niente, dove non succede niente, non sai che ora è, non puoi spegnere la luce per tentare di dormire, non è alcun oggetto con cui fare una qualsiasi attività, non è nulla con cui distrarti, nel momento in cui io dal principio, la più grande paura che avevo in i solamento era quella di impazzire, e dal principio l'obiettivo semplice che mi ero dato per evitarlo era ottenere un libro, il primo a cui ho pensato è stato il corano in inglese perché mi sembrava, cioè, impossibile che non lo avessero in un carcere della repubblica eslamica, e improbabile che nemmeno quello che il dome avrebbe rodato, invece non me l'hanno dato, poi mi daranno un libro di muracami per fortuna, ma ho capito poi a posteriore soltanto quando avevano, c'era, suma, si era già deciso di liberarmi, il tipo di detenzione che prevedevano per me in i solamento durante gli interrogatori non prevedeva il fatto che io potessi distrarmi con un libro, cioè la condezione che voleva impormi era quella in cui rischi di impazzire, però per me è stato il paradiso, la possibilità di distrarmi, la possibilità di vivere la vita di qualcun altro, mentre dalla mia, in quel momento volevo soltanto fuggire, mi ha salvata e mi avrebbe salvata poter continuare a leggere dei libri se fosseri massa lì. Grazie mille per essere stata qui per aver risposta le nostre domande con un po' di soltanto. Grazie a voi. Come ci ha raccontato Cecilia Sala anche a Zarnafisi trova conforto nei libri nei momenti più difficile. Scrive "Durante le incursioni prendevo due cussini qualche candela e il mio libro e andavo a stragiarmi nel corridòio che separava la stanza dei bambini dalla nostra. Pensavo che se fossi rimasta sveglia avrei potuto con la forza del pensiero deviare le bombe. Leggere, per lei, è anche per noi, è un modo per restare svegli e fare del nostro meglio per non essere sorpresi dagli eventi. Il dietato leggere è una serie podcast del Salone Internationale del Libro di Torino in collaborazione con Corea Milia per il progetto un libro tante scuole. Raccontata ad a me, Andrea Falcone, con Emma Falchero e Dematrissollio. Scrittata Francesca Brutsese con il contributo di Andrea Falcone. La cura editoriale è di Sabrina Tinelli, il Sound Design e a cura di Cosmacastellucci. La project manager è Camilla Ligorio, la producer e Sabrina Patilli. Il coordinamento della post-produzione è di Matteo Scienza. I foni ci distuglio sono Cristian Galvini e Lucrezia Marcelli. Il progetto grafico è di Rebecca Grassi. Me in partner del progetto sono in Tessa San Paolo Galleria d'Italia, con il sostegno della consulta delle fondazioni di origine bantaria del Piemonte della Liguria e la collaborazione di Adelphio. [Musica]
Podcast Summary
Key Points:
Il libro "Leggere Lolita a Teheran" di Azar Nafisi racconta come la rivoluzione islamica iraniana abbia radicalmente trasformato la vita quotidiana, le libertà individuali e l'ambiente universitario tra gli anni '70 e '9
Le recenti proteste in Iran, guidate soprattutto dalla Generazione Z dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022, mostrano una società giovane che sfida apertamente il regime, ottenendo conquiste sociali come il rifiuto diffuso del velo obbligatorio.
Esiste una vicinanza generazionale globale; i giovani occidentali si identificano con le lotte dei coetanei iraniani attraverso interessi culturali condivisi, mentre la letteratura e la lettura si rivelano strumenti fondamentali per formare un pensiero critico e comprendere il mondo.
Nonostante una repressione ideologica che controlla ogni aspetto della vita, specialmente per le donne, in Iran è emersa una forte solidarietà di genere, con molti uomini che sostengono le battaglie femminili, e la realtà sociale contraddice le rigide leggi del regime.
Summary:
La trascrizione esplora il potere della letteratura e il contesto sociopolitico iraniano, partendo dal libro "Leggere Lolita a Teheran" di Azar Nafisi. L'opera descrive come la rivoluzione islamica abbia invaso la vita quotidiana negli anni '70-'90, modificando le libertà personali e trasformando l'università in un campo di battaglia ideologico, dove i testi letterari diventano atti di resistenza. Il discorso si sposta poi all'Iran contemporaneo, caratterizzato da una popolazione giovanissima.
Le proteste scatenate dalla morte di Mahsa Amini nel 2022, guidate dalla Generazione Z, rappresentano una sfida radicale al regime. Rispetto al passato, la repressione fatica a contenere un movimento di massa, come dimostra il rifiuto diffuso del velo da parte di milioni di donne. Si evidenzia una vicinanza generazionale transnazionale: i giovani di tutto il mondo, condividendo cultura e interessi, comprendono e sostengono le lotte dei coetanei iraniani.
La letteratura, spesso oggetto di censura in Iran, rimane un mezzo cruciale per sviluppare pensiero critico e consapevolezza. Infine, sebbene il regime imponga una rigida disparità di genere, nella società iraniana le donne occupano posizioni di prestigio e, nelle recenti proteste, è emersa una significativa solidarietà tra uomini e donne, indicando una possibile riconciliazione delle lotte comuni contro l'oppressione.
FAQs
Azar Nafisi è un'insegnante iraniana che nel libro racconta la sua esperienza di docente durante e dopo la rivoluzione islamica, descrivendo come la letteratura diventi uno strumento di resistenza e comprensione del mondo.
La rivoluzione ha radicalmente modificato la vita quotidiana, introducendo restrizioni alle libertà personali, come l'obbligo del velo per le donne, e trasformando spazi pubblici e università in fronti di conflitto politico e sociale.
I giovani, in particolare la Generazione Z, sono protagonisti delle proteste, riuscendo a ottenere conquiste sociali come la sfida pubblica all'obbligo del velo e mobilitando anche le generazioni più anziane in solidarietà.
La letteratura è presentata come un mezzo per sviluppare il pensiero critico, comprendere il mondo e resistere all'oppressione, diventando un gesto di ribellione attraverso la lettura di testi proibiti.
Negli anni '80-'90 la repressione era più forte e centralizzata, mentre oggi i giovani, grazie al loro numero, sfidano apertamente le regole, come dimostra il rifiuto di massa del velo, rendendo la repressione meno efficace.
Le giovani generazioni di uomini mostrano solidarietà con le donne, partecipando alle proteste e subendo repressione, mentre il regime cerca di contrastare questo fenomeno punendo chi sostiene le donne senza velo.
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