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Ep.2: “Differenziare non serve. Alla fine va tutto insieme”

17m 41s

Ep.2: “Differenziare non serve. Alla fine va tutto insieme”

Il podcast condotto da Giampiero Kesten esplora il tema della raccolta differenziata e dell'economia circolare in Italia, sfatando il mito che i rifiuti differenziati vengano poi mescolati. In realtà, l'Italia è tra i paesi europei con i migliori tassi di riciclo, che raggiungono l'80% per vetro, carta e alluminio, sebbene per plastica e vestiti la filiera sia ancora incompleta. L'economia circolare, spiegata dal giornalista ambientale Manuele Bompan, va ben oltre il riciclo: include la riduzione dei consumi, la progettazione di oggetti durevoli e riparabili, e il riutilizzo di risorse come acqua e scarti organici. Viene affrontato anche il problema dell'obsolescenza programmata, che spinge a sostituire prodotti ancora funzionanti, e si parla del movimento per il diritto alla riparazione. L'Overshoot Day, calcolato dal 1987, mostra che nel 2021 abbiamo esaurito le risorse annuali in soli 209 giorni, un dato allarmante. La soluzione proposta è un consumo più consapevole: acquistare meno, scegliere oggetti di qualità e riparabili, e condividere l'uso di beni poco utilizzati, come trapani o automobili. La raccolta differenziata è solo un primo passo, ma fondamentale, per contribuire a un futuro più sostenibile.

Transcription

2698 Words, 16966 Characters

Italian
[Musica] Cora! Ah, l'escuse! Quanto le amiamo noi umani? Quella cosa di evitare una fatica anche piccola perché hai una alibi per evitare di farla? Prendi la differenziata. Ok, se sei giovane magari la faida tutta la vita, ma chi ha qualche anno in più? Si ricorda quando il sacco della spazzatura era uno quello della spazzatura, appunto. Plastica, umido, latine, rinocerontica, rarmati, tutto nell'unico bidone. [Musica] Era più comodo? Certo! Dove immagini tutto in un sacco solo che buttavito in cortile? E dove? Nella spazzazzatura! Oggi invece, beh, non proprio da oggi, con Italia sono un po' di annetti, diciamo. È diverso. Ci siamo abituati a trovare soluzioni per mettere 3, 4 bidoni diversi, sfruttando gli spazzi in cucina per farci stare tutto. Abbiamo imparato a riconoscere i rifiuti al volo per sapere dove buttarli. Sì, anche il famigerato cartone dell'atte, ma che tu lo faccia perché hai un minimo di coscienza o solo perché se noti danno una multa, beh, comunque lo fai, appunto. [Musica] Nel secondo caso volevo dirti un segreto. S, avvicinati. Ci sono 1000 altre ragioni che alla fine sono un vantaggio anche per te. Fidati. [Musica] Economia circolare, dei carbonizzazione, mobilità sostenibile. Sono parole che sentiamo ogni giorno al mai, ma ti sei mai fermato un secondo a chiederti. Ma io so davvero cosa significano e cosa centrono con la mia vita di tutti i giorni? [Musica] Io sono Giampiro Kesten e questo è, dicono che, un podcast di Core Media, promosso dal gruppo era, in cui rispondiamo dal quune domande sul futuro del pianeta. Sfatiamo i falsimiti e tidiamo gli argomenti giusti per fare bella figura durante le conversazioni in ufficio, alle feste comandate o anche al bar sotto casa. No, aspetta, non è solo questione di fare bella figura, ma di capirci davvero qualcosa, per fare ciascuno la propria parte. [Musica] Abbiamo iniziato dalle scuse, ecco, per tornare su quel argomento, dicivo, chi è contro la differenziata in genere si gioca la carta del tanto poi mischiano tutto. E invece la sai una cosa. Non è vero per niente, ma questo ovviamente lo sapevi già. No, la cosa bella è che in Italia è uno dei paesi europei dove la differenziata si fa di più. Porte? E lo dice ora porto della fondazione simbola con comieco, mica mio cugino. Quindi non solo la differenziata non la mischiano, ma se non la fa, sei uno dei pochi per cui vergonietti ancora un po' di più. L'altra cosa bella di questa storia è che farla serve davvero. Non solo perché non la mischiano, appunto te lo già detto, ma perché è uno degli strumenti più potenti che abbiamo, anche come singoli individu intendo, per fare il nostro controllo spreco di risorse di inquinamento. Questo è un aspetto, ovviamente, nel senso che se tutti facciamo la differenziata è già tanta roba, ma c'è anche un altro pezzo del puzzle che è fondamentale ovvero la cosiddetta economia circolare. Perché con leconomia circolare gli oggetti, ma più in generale le risorse, possono avere una o più vite. E questo riguarda tutte le risorse, non solo quelle più obiettivo che so, il vetro usato per produrre una bottiglia, prendete l'acqua, ad esempio. Anche le acquidi scarico una volta depurate possono tornare utili in altri ambiti, come la agricoltura e la rigenerazione delle risorse è ancora più importante quando queste sono scarse. Il discorso è un po' più complesso di così, ma non stiamo parlando di una cosa impossibile anzi. Chi ce la può spiegare meglio e sicuramente è manuelle bomb-pan, giornalista ambientale e geografo. Magari partiamo proprio della famosa scusa, così la facciamo fuori subito. Spesso le persone pensano che sia inutile riciclare. È vero che finisce tutto insieme? Facciamo in anzitutto una raccolta che è differenziata, quindi se pariamo differenti tipologie di materiali, vetro carta, all'umigno, di dicendo. Questo deve dopo di che essere avviato a riciclo. E mettere alcuni materiali hanno dei tassi di riciclo molto elevati perché sono raccolti in maniera corretta, la qualità di arrifiute molto buona, ma soprattutto ci sono disposizione imbianti, attrezzati per attratta e riciclare correttamente arrifiuto, per alcuni, in particolar modo, ad esempio, la plastica, ma non solo, ma sono asseranti vestiti, quindi ancora non c'è una figliera di riciclo del vestito. Non tutti vengono riciclati. Se prendiamo i tassi del vetro, siamo su 80% quindi penso per la mediopeo, la carta, anche il quadro, si tanto 80% gli oli dei motori quasi di intera totalità degli oli recuperati vengono di attraverci generazione con le consorse più bioclose. Quindi il cittadio da un lato ha ragione quando dice che non tutto vengono riciclato, perché effettivamente mancano ancora tanti impianti, ragione per cui piano nazionale di ripresa e resiglienza ha investito importante il sorse economico che per realizzare i invianti di riciclo e le materiali, dall'altro però, in Italia vede ogni anno aumentare i tassi di riciclato sul totale del raccolto differenziato, secondo poi quali che sono gli obiettivi europei. Sicuramente c'è ancora strada da fare e non solo poi di riciclo, ma anche nella reguzione, della produzione stessa di riccitte. Quanto siamo migliorati in Italia negli ultimi anni da questo punto di vista, la differenziata sta finalmente diventando un abitudine di tutti? Ben, tante regioni un'abitudine consolidata, abbiamo tassi di riccolta differenziata che arriva quasi 80% in varie città e province del Nordeste, del Nordovest, ma vediamo anche un miglioramento in alcune regioni del sud, che invece fino a qualche anno fa avevano le tassi molto bassi, ci aiuterono le tecnologie che è migliorano e comportamenti meccanismi di riccolta, quindi efficientandi, costi delle aziende che devono raccogliere rifiuti, migliora la formazione e l'informazione dei cittadini, con spottuto i più giovani, questo c'è il di conovico andaggi che fa la differenziata ammeglia dei genitori o direttura dei nomne? Beh, una buona notizia. E senti cosa possiamo fare ogni giorno per promuovere il riciclo secondo te? Serve sicuramente, fare buona formazione, per spiegare bene cittadini, dove devono conferire correttamente i vari prodotti del consumo domestico, perché poi riciclo ovviamente parte principalmente della frazione rifiuturbano. Ma serve anche delle indicazioni chiare sul packaging che a volte confonde i cittadini, pensiamo al tetra packaging, alcuni casi si conferisce nel cartone, in qualcuno invece si confarisce nella plastica, quindi si avve sicuramente una migliore informazione sul packaging. Mi sono sempre chiesto qual è il nesso tra riciclo ed economia circolare. Meno spieghi? Sicuramente nell'economia circolare, a riciclo ha una centraietà fondamentale che però deve andare a paripasso anche con la riduzione di consumo di matia ringenerale, quindi oggetti più degeri, oggetti più duratori, oggetti che non servono neanche più, pensiamo ad esempio l'acqua in bottia nelle pompeisi dove ho laità dell'acqua è soddisfacente, l'acqua viene rugata a tutti i rubinetti in tutte le case, gli edifici, sprecare plastica per contenere una materia che dovrebbe essere consegnata di alta qualità in nostra case, sicuramente è uno spreco, pesate a tutti i godzi dello sfuso, che sempre più vengono prodteli mentari secchi, senza doverli impacchettare, microfacaggi, nicarta, plastica, vetro, vi è dicendo, e che invece possono essere messi in contento le portate da casa, riducendo così il consumo di matia ria primavergia. E anche di matia rirricilata, perché ovviamente riciclare bello, sia evita anche di mettere energia nel sistema per trasformare materia e quindi si usa quello che disposa, e anche me. L'imballaggi sicuramente rappresentano uno dei principali problemi al giorno d'oggi, ma non solo i microfacaggi di cui ci parli, pensiamo ad esempio all'acqua minerale. Dalla singola bottiglia al packaging della confezione si non numerosi, imballaggi necessari per trasportarla, se tutto questo viene riciclato, i risparmi di materia di energia diventano impagabili, ma tornando a noi, che cos'è, esattamente l'economia circolare? C'è no spieghi, semplice semplice? L'economia circolare molto spesso viene semplicemente a ridotta un'equazione col concetto di riciclio di rifiuti. L'economia circolare è in molto di più, ed è molto semplicemente un'economia che riduce la quantità di input, interne di materia, ma anche di energia di acqua, che vengono in messi nel sistema produttivo, fanno durare più a lungo gli oggetti, negarantisco un maggiore valore d'uso, ci sono alcuni oggetti che molto spesso compramos, siamo solo per qualche minuto durante l'intero ciclo di vita dell'oggetto. Quindi mi ha visto riduzione dell'input, allungamento della vita e poi alla fine naturalmente, il trarre valore da tutto ciò che è scarto della nostra economia. Qui è recuperare l'acqua e i suoi prodotti rifoli per ripulire l'acqua e invece recuperare materia organica che può diventare fertilizzante, recuperare tutti i rifiuti e quindi si è riciclarli, ma anche più utilizzare le componenti dove possibile, o eventualmente tra reenergia, creare le strategie che possono riportare gli elementi nutrienti tutta la figlia organica di nuovo dentro il suo locoto significa prendere lo scarto alimentare, che ovviamente va ridotto e quindi va anche gestito una irreparetta affinché non è in tiscarto, e fare ad esempio semplicemente composto oppure se si vuole un azienda oggi può fare biogasso quindi un gasto originale, un certo punto di vista renovabile, di arrivato proprio dalla fermentazione dei scarti, origine alimentare o agricora. Ogni tanto si sente parlare dell'overshut day. Mi spieghi bene che cos'è e da quando abbiamo iniziato a calcolarlo? Il pianeta ci offre appunto materiali e prima il maggiofre anche servizi naturali, pensate all'ossigione di forreste, la comunità, tutti i servizi naturali che di fatto un impatto positivo su un'icronia dell'uomo. L'overshut day va a misurare il momento in cui il luomo finisce il credito oferto da nostra pianeta e cominci a d'andare debito. Per consuma tutti i servizi naturali, il capitale che avrebbe risposozione per un anno, e inizio invece a prendere in prestito da le generazioni successivo, delle persone che potrebbero sfruttare quella risorse in futuro. L'overshut day si è iniziato a calcolare nel 1987 grazie appunto al lavoro del Global Food Print Network, voluto da Martis Vachernagel, e ha addirittura fatto dei conti per risalire addirittura all'overshut day del 1970, in capito, ha indattato addirittura aritroso per capire. Quando si si finima il risorse impassato, ecco se guardiamo le tabelle, vediamo che nel 1972, ad esempio, si anticipava di solo 21 giorni con desaurimento del budget di risorse. Ebbene se arriviamo al 2021, questo gapa sale ha 155 giorni, che è veramente un dato spaventoso, se ci pensiamo bene, vuol dire che noi esauriamo le risorse dopo solo 209 giorni, quindi in fatto estremamente preoccupande. Oggi siamo abituati che quando qualcosa si rompe ne compriamo subito una altra, che anche un po' il motivo per cui le risorse ammuali della terra le finiamo sempre prima. Come siamo arrivati a queste dinamiche? Noi oggi ripariamo molto poco per varie ragione. Da un lato sicuramente c'è un impiegriamento da parte del cittadino, che dice "non, ci voglia di aspettare e andare a riparare", poi c'è questo mantra per cui a volte costa di meno comprarlo, che è darlo a riparare, inostante sia centovolte più sostenibile. D'all'altro c'è anche un'operazione intenzionale dal parte del mondo industriale che ha sempre di più progettato oggetti di difficile riparabilità, perché magari non mette risposizione delle distruzioni, perché usa delle strutture di design del prodotto che sono difficili da aprire, da sezionare, da separare, quindi diventa molto complicato, anche per la persona competente e andare veramente a metterci le mani per sistemare la parecchio, soprattutto questo, è valido in elettronica. In termini tecnici questa si chiama obsolescenza programmata, ciò. Un prodotto viene fatto durare meno di quanto potrebbe, effettivamente, durare affinché il consumatore e il cliente ne va a comprare uno nuovo, e quindi questa obsolescenza programmata viene realizzata di fatto attraverso un'solution di componenti non eccessivamente durévoli, che durino qualche modo il giusto, oppure semplicemente con aggiornamenti tecnologici, o banalmente anche con la moda, la moda di fatto un costruuto culturale, è invitato a 150 anni fanti, cos'è 200 anni, ma è, tu fai francesi, premi lanciare questo concetto, il dover cambiare ogni stagione, un cappello, un vestito perché andava fuori modo e quindi per essere alla page si comprava un nuovo vestito, questo è una dinamica che funziona ancora oggi, lo vediamo, insieme vestiti, ma anche nei oggetti di design o addirittura nelle electroniche di consumo, ho cellari, dogliano, gli anni anci, un nuovo modello quando si potrebbe semplicemente disegnare l'oggetto per essere modulare e sostituire le componenti di interesse e base a necessità. A tra l'altro questa cosa dell'obsolescenza programmata era una domanda della nostra community, quindi diciamo, ci confermi che non è una leggenda e come possiamo invertire invece la tendenza? Oggi si sta lavorando moltissimo sul tema della reparazione, c'è un movimento internazionale che schiamo "Ride Tour per il diritto la reparazione dove c'è idadini e associazioni consumatori chiedono ai policy maker ma anche all'azienda di rendere più facilmente riparabili i prodotti da un lato per creare anche una filiera, una filiera che è sempre esistita, fuori ad essarti, c'è battine, anche di tutti i esperti di reparazione di oggetti elettronica di consumo doméstico e che questo venga quindi agevolato dal legislatore che quindi obbligi produttore a rendere più disponibili le parti di sostituzione o le istruzioni per capire poi come andare a montare correttamente le parti da sostituire e che questo venga poi di fatto ricepito l'ordinamento nazionale e percepito in ultima estanza naturalmente dalle imprese che devono quindi ripensare il desante gli oggetti più. Ok, e diciamo questo è quello che si può fare a livello di società, ma sul piere individuale. "Noi consumiamo moltissimo ed è un lato e anche bello consumare sono gli oggetti che molto spesso ci garantiscono una buona qualità della vita, ovviamente il marketing e la produzione industriale hanno spinto il cittadino a consumare a volte molto di più di quello che è necessario e in alcuni casi questo anche dal nozo va direttura per la persona stessa penso al sovra consumo alimentare. Sicuramente l'economia circolare vai in una direzione per cui non serve un pauperismo dei consumi sicuramente serve un filo di sopretà a volte sprechiamo e consumiamo troppo. Ma l'economia circolare vuole ad un lato continuare a garantire la soddisfazione che ne deriva da gli oggetti ma farlo in una maniera che sia sostrambi da un punto di vista economico e ovviamente anche da un punto di vista ambientale. Quindi come dicevo prima consumare qualcosa di meno, comprare oggetti che sono più dorevole, magari più cari ma che durano più a lungo, scegliere oggetti che sono senza tempo, quindi che non risponde una logica di moda, scegliere oggetti riparabili, scegliere oggetti che possono essere rutilizzati o riciclati, condividere gli oggetti il prodotto come servizio in una delle grandi tendenze dell'economia circolare. Overo il non può scedere qualcosa ma semplicemente di beneficiarne dell'uso non abbiamo bisogno della macchina, non abbiamo bisogno di spostarci, non abbiamo bisogno di un trappano, non abbiamo bisogno di fare buchi, ovviamente il trappano serve sempre a chi lo fa, come lavoro quello di costruire. Ma tutti quei oggetti che noi oggi usiamo per poche ore, se non ha direttore per pochi minuti al anno, non ha senso il possesso, ha senso l'uso. Quindi l'economia circolare è un concetto niente male? Ampio senza dubbio, che va abbastanza oltre gli semplici riciclos per esempio. Abbraccià tutti i settori, non so le rifiuti ma anche l'acquella energia e riguarda l'intero sistema produttivo e i nostri stessi modelli di consumo. E quindi fondamentale anche il modo in cui si pensano e si producono gli oggetti, riparardi quando possibile e addirittura farne a meno quando non indispensabile. Lo stesso vale per le risorse che vanno tutte lateri riuscendo al minimo gli sprechi e quando possibile rutilizzate o riciclate. Fare la differenziata e solo un piccolo quanto necessario, ovviamente, da sello. E per quanto riguarda i tre o più bidoni della spazzatura, avete? Sapiate che sì, vanno usati. Ma almeno non ci sono dubbi, non è una fatica inutile anzi che poi fatica un gioco. Un giusto, un giusto importantissimo del nostro quotidiano. Dicono che è un podcast di Corea Media, promosso dal gruppo era con la voce di Giampiero e il Sound Design e la post-produzione sono di Cristiano Lomile, il phonico in presa diretta per questo episodio è Francesco Cego per Frigo Studio.

Podcast Summary

Key Points:

  1. La raccolta differenziata in Italia è migliorata significativamente, con tassi che raggiungono quasi l'80% in alcune regioni del Nord, e anche il Sud sta recuperando terreno.
  2. Non è vero che i rifiuti differenziati vengono poi mescolati
  3. L'economia circolare va oltre il semplice riciclo
  4. L'obsolescenza programmata è reale e spinge a sostituire prodotti funzionanti, ma esistono movimenti per il diritto alla riparazione che chiedono prodotti più modulari e parti di ricambio disponibili.
  5. L'Overshoot Day, calcolato dal 1987, mostra che nel 2021 abbiamo esaurito le risorse annuali della Terra in soli 209 giorni, un dato preoccupante che evidenzia la necessità di cambiare i modelli di consumo.

Summary:

Il podcast condotto da Giampiero Kesten esplora il tema della raccolta differenziata e dell'economia circolare in Italia, sfatando il mito che i rifiuti differenziati vengano poi mescolati. In realtà, l'Italia è tra i paesi europei con i migliori tassi di riciclo, che raggiungono l'80% per vetro, carta e alluminio, sebbene per plastica e vestiti la filiera sia ancora incompleta. L'economia circolare, spiegata dal giornalista ambientale Manuele Bompan, va ben oltre il riciclo: include la riduzione dei consumi, la progettazione di oggetti durevoli e riparabili, e il riutilizzo di risorse come acqua e scarti organici.

Viene affrontato anche il problema dell'obsolescenza programmata, che spinge a sostituire prodotti ancora funzionanti, e si parla del movimento per il diritto alla riparazione. L'Overshoot Day, calcolato dal 1987, mostra che nel 2021 abbiamo esaurito le risorse annuali in soli 209 giorni, un dato allarmante. La soluzione proposta è un consumo più consapevole: acquistare meno, scegliere oggetti di qualità e riparabili, e condividere l'uso di beni poco utilizzati, come trapani o automobili.

La raccolta differenziata è solo un primo passo, ma fondamentale, per contribuire a un futuro più sostenibile.

FAQs

L'economia circolare è un modello che riduce l'uso di materia, energia e acqua, fa durare più a lungo gli oggetti e recupera valore dagli scarti, andando oltre il semplice riciclo.

Sì, l'Italia è tra i paesi europei con i tassi più alti di raccolta differenziata, con molte regioni che superano l'80%, e i tassi di riciclo migliorano ogni anno.

È una strategia industriale per cui i prodotti vengono progettati per durare meno, spingendo i consumatori a comprarne di nuovi, tramite componenti poco durevoli, aggiornamenti o mode.

Possiamo comprare oggetti durevoli e riparabili, condividere l'uso di beni poco utilizzati, ridurre gli sprechi e fare correttamente la raccolta differenziata.

È la data in cui l'umanità consuma tutte le risorse che il pianeta può rigenerare in un anno, iniziando a vivere a debito con le generazioni future.

No, non è vero: in Italia i rifiuti differenziati vengono avviati al riciclo con tassi elevati per materiali come vetro e carta, e il sistema migliora grazie a nuovi impianti.

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