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Ep.167 - Labirinto pakistano

38m 19s

Ep.167 - Labirinto pakistano

Il podcast analizza la storia del Pakistan come "stato di sicurezza", in cui l'esercito ha progressivamente dominato le istituzioni civili, a partire dalla nascita traumatica del 1947. La partizione dall'India causò una migrazione di massa e violenze settarie, lasciando il paese con un apparato statale debole e una classe politica inadeguata. La morte precoce del fondatore Jinnah e l'assassinio del suo successore crearono un vuoto di potere, colmato dalla burocrazia e dall'esercito. Negli anni '50, colpi di stato "costituzionali" e la dottrina della necessità giustificarono dittature militari, come quella di Ayyub Khan (1958-1969). Nonostante un boom economico negli anni '60, la ricchezza si concentrò in poche famiglie, mentre il Pakistan orientale fu emarginato, portando a una guerra civile nel 1971 e alla nascita del Bangladesh. La sconfitta militare e la perdita di metà del territorio segnarono un crollo ideologico. Zulfiqar Ali Bhutto emerse come leader, promulgando una nuova costituzione nel 1973 e avviando riforme socialiste, ma il suo progetto nucleare e le tensioni interne prepararono il terreno per ulteriori conflitti. Il podcast sottolinea come la difesa dei confini e la paura dell'assedio abbiano condizionato ogni aspetto della vita nazionale, rendendo il Pakistan uno stato in cui i militari, come il Feldmaresciallo Munir, detengono il potere reale, mentre la democrazia rimane fragile.

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4971 Words, 31989 Characters

Italian
Nei nostri podcast i brand non comprano uno spazio, entrano in una narrazione. Prima della nostra storia puoi raccontare la tua. Se stai ascoltando, sai già che funziona. Crea il tuo annuncio con Core i Will Media. Scrivici a [email protected] "Cora!" "The US and Iran has set to hold negotiations in Islamabad the highest level in person talks between the two nations." Cominciamo dal 17 aprile 2026. Islamabad della capitale del Pakistan è una città presidiada da 10.000 agenti di sicurezza. Il governo ha dichiarato due giorni di festività nazionale in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il cessate il fuoco di due settimane, entrato in vigore l'Ottu Aprile, resta estremamente fragile. Israel e Proseguo ai bombardamenti in Libano e la riapertura dello stretto di Hormuz, fondamentale per il 20% del Petrolio Mondiale non è ancora garantita. In questo scenario il Pakistan agisce come mediatore attraverso quello che gli analisti definiscono opportunismo ad attivo. La posizione di Islamabad è sostenuta dal rapporto tra la presidenza Trump e il capo dell'esercito, il Feldmarischallo, Azim Munir. Il governo ha presidenza di i miei ministersi, guardando le tue di abilità e di extrepari le delegazioni globali. Negli ultimi mesi Munir ha guadagnato parecchio credito con Washington e tra i successi c'è anche la facilità di accesso degli Stati Uniti ai minerali critici i Pakistani con un accordo da 500 milioni di dollari. In più ha integrato nel sistema dei pagamenti nazionari la stablecoin di World Liberty Financial, la società di criptovalute della famiglia Trump. "Iroio il suo marshmallow, il suo generello, il suo generello, il suo generello." E a Trump Munir piace veramente molto. Insomma la diplomazia Pakistan acerca di bilanciare una postura molto complessa, ha condannato i primi attacchi di Stati Uniti e Israel in Iran, ma anche denunciato i bombardamenti iraniani contro i campi petroliferi sauditi. E mentre pechino che alla stessa posizione all'inizio del conflito utilizza al Pakistan come intermediario per proteggere i propri interessi energetici, l'economia interna di Islamabad è quasi al collasso. Il prezzo della benzina è altissimo e piega un'economia già le corde da tempo. Come sappiamo nelle ultime settimane sono successe altre cose e mentre registriamo siamo in bilico tra nuove colloquie di nuova Islamabad e nuove minacce di guerra da parte di Trump. Ma noi oggi interessa un'altra cosa. Capire come il Pakistan sia diventato nel tempo uno stato di sicurezza in cui la difesa dei confini condiziona lo sviluppo di ogni istituzione e in cui i militari proprio come munir dominano. E per capirlo dobbiamo immergiorci nella sua storia recente. Sono Simone Piranni e questo è altri orienti, un podcast di koramidia. Per intraprendere questo viaggio ho scelto di seguire le tracce fornite da un libro pubblicato nel 2024 e che ho trovato particolarmente illuminante. Si intitola "Cecret past uncertain future" e la scritto "Tachir kamran" docente presso la "Bacon House National University" di Lahore. Il libro definisce il Pakistan come uno stato di sicurezza, un entità politica in cui la difesa dei confini e la percezione della minaccia esterna hanno condizionato lo sviluppo di ogni altra istituzione. In più il potere civile rimasto costantemente subordinato all'establishment militare, capace di creare fin dalla nascita del Paese una paura permanente di acerchiamento, di asselio. Partiamo quindi dalla nascita del Pakistan il 14 August 1947, un evento che trova la sua attuazione all'interno di una catastrophe humanitaria senza precedenti. La linea Red Cliff, che separa India and Pakistan, è tracciata da un avvocato inglese che non aveva mai visitato quei luoghi, tagliando i due regioni storichi come il Punjab e il Bengala. Il risultato di questa divisione la più grande migrazione di massa nella storia moderna, i Mussolmani fuggono dall'India verso il nuovo Pakistan, gli Hindu Aisic scappano in direzione opposta. Quattro ordici milioni di persone attraversano i confini e almeno un milione muore nelle violenze settarie che esplodono lungo la linea di demarcazione. Il nuovo stato quindi nascè come casa dei Mussolmani, ma nascè mutilato geographicamente e bagnato dal sangue. Mentre l'India in fatti redita alla continuità istituzionale dell'apparato coloniala Delhi, il Pakistan deve costruire un governo dal nulla Karaci, spesso senza uffici, senza archivi e senza risorse finanziarie bloccate dalla controparte indiana. Tahir Cameron, nel suo capitolo dedicato alla partizione insanguinata, sottolinea come questa genesi traumatica, abbia impresso un marchio indelebile sulla psiche nazionale. Non si trattava solo digestire un'emergenza profugi, ma di definire l'identità stessa di uno stato nato per i Mussolmani, ma non ancora islamico. Cameron sostiene che il peccato originale del Pakistan sia state reditare un'apparato statale troppo debole per gestire il trauma della partizione. Questa fragilità iniziale unità alla flusso di rifugiati ha creato uno sessione per la sicurezza nazionale che ha finito per soffocare la democrazia sul nascere. Ovviamente in tutto questo ciò nascetto molto rilevante la religione. Il Pakistan emerso come stato nazionale sostenuto da una ideologia panislamica, la leadership Mussolmani in Pakistan ha convalidato la sua rivendicazione per uno stato separato, mettendo in primo piano la categoria di Mussolmani come un'universale. E quindi ha tratto la sua ragiondessere dalla religione, il che lo rendeva una contraddizione interminio vero l'universalità religiosa raccolta all'interno di uno stato nazionale. Un'imesi di vita la sopravvivenza stessa del Pakistan embilico, la guerra immediata con l'India per il controllo del Kashmir tra il 1947-1948 militarizza subito l'anionata nazione, l'esercito e non il Parlamento diventa l'istituzione garante dell'integrità territoriale. Ha in questo contesto che si forma il nucleo dell'ostato di sicurezza. Le risorse scarse vengono dirottate quasi interamente verso la difesa, lasciando poco nulla per ristruzione la sanità o la costruzione di una robusta società civile. Come ritroveremo in altre circostanze, emerge una figura capace di agregare quanto appare disgregato. Muhammad Ali Jinnah, il Kaide Azam, il grande leader. La sua autorità è assoluta, ma la sua salute è compromessa. Jinnah muore nel settembre 1948, appena un anno dopo la fondazione dell'ostato. Ma la sua scomparsa lascia un vuoto di potere anche perché la classe politica Pakistan ha rappresentata dalla lega musulmana, si rivele inadeguata nel compito di sostituirla. A differenza del Congres indiano che aveva radici profonde e una base lettorale solida nei territori che diventano india, la lega musulmana era composta prevalentemente dai litmusulmane dell'india settentrionale, l'attuale Uttar Pradesh, che erano migrate in Pakistan, erano di fatto governanti senza un collegio elettorale locale. Cameron analizza questa disconnessione tra classe dirigente e le masse. I politici Mohagir, quelli immigrati dall'India, dominavano labbrocrazziel governo a Caraci, ma erano estranei alle realtà etnicche del Punjab, del Siend e soprattutto del Bengala orientale. Cameron racconta che la lega musulmana non essendo riuscita a trasformarsi da movimento di opinioni in un vero partito nazionale lascia un voto enorme, un voto che è stato rapidamente occupato da Kim Vecce, organizzato già l'uera, principalmente l'esercito. Il successore di Ginnah li accata a Li-Kam, tenta di tenere insieme il paese, ma si scontra con le tensioni interne e le pressioni religiose per definire la natura islamica dell'ostato. Ma anche Li-Kam, viene rimasto violentamente dalla scena, assassinato nel 1951, con l'omicida che viene ucciso sul posto dalla polizia. E da quel momento fino al 1958 un susseguirsi di primi ministri, sei l'instabilità di ventacronica, in ascenza di una leadership politica forte il potere reale scivola nelle mani di due istituzioni non elette. La labbrocrazziel civile, che poi erede dell'India Civil Service Britannico e l'esercito. Cameron utilizza un termine vice-regalismo per descrivere lo stile di governo di quegli anni. I governatori che succedono a Ginnah non agiscono come capi di stato costituzionali, ma come vice-reccoloniali. Usano poteri discrezionali per sciogli regoverni elettili, cenziari e primi ministri e manipolare le assemblioni. costituenti. Gullan Muhammad, un burocrati di carriera, nel 1954 scioglie la sembra costituente quando questa tenta di limitare i suoi poteri è un colpo di stato costituzionale. La magistratura chiamata pronunciarsi le gittima lato, introducendo la dotrina della necessità, un precedente giuridico nefasto che verrà usato per giustificare ogni successiva dittatura militari in Pakistan. Questa elite che governa a suo modo sostiene Cameron a due caratteristiche, non è elettra e proviene quasi esclusivamente dal Pakistan occidentale in particolare dal Punjab. Questo squilibrio di potere alimentare il risentimento del Pakistan orientale, lo terno Bangladesh, dove vive la maggioranza demografica della popolazione e in questa circostanza la lingua diventa un detonatore. Già nel 1940, Ginnah aveva dichiarato l'urdo come lingua unica di stato, l'urdo però era sconosciuta la maggior parte della popolazione del Pakistan orientale e la repressione del movimento per la lingua bengalese nel 1952 con studenti uccisi dalla polizia DACA alimenta una rottura sempre più insanabile. Intanto nel frattempo lesercito con soli dalla sua posizione e allinea il paese agli Stati Uniti nel contesto della guerra fredda. Arrivano aiuti militari americani che modernizzano le forze armate Pakistan rendendo le un'istituzione hipertrofica rispetto al debo le state civile. In tutto questo resto è il problema del Pakistan orientale. Nel 1958 le elezioni sono cancellate dal primo vero colpo di stato. L'establischmente burocratico militare teme che il voto possa portare al potere partiti popolisti specialmente quelli provenienti dal bengal amina chandro i loro privilegi la struttura centralizzata dello stato. Il Presidente iscandermirza un ex generale conspirativamente per destabilizzare i suoi stessi primi ministri. E nel 1958 con il pretesto di salvare il paese dal chaos, a Broga la costituzione che aveva penaggiurato di difendere, scioglie le assemblè edichiara la legge marziale in tutto il paese. Nomina il capo dell'esercito il generale a Yub Khan come amministratore della legge marziale. E questo è un errore di calcolo fatale per Mirza. A Yub Khan non ha intenzione di dividere il potere. 20 giorni dopo il 27 ottobre 1958 i militari costringono Mirza a lesilio a Londra. E inizia così la prima vera e propria dittatura militare del Pakistan. Il generale a Yub Khan prende il potere nell'ottobre del 1958, potremmo considerarlo il primo dittatore militare del Pakistan anche se si presenta al mondo come un modernizzatore, un uomo formato alla Academia Britannica di Sandhurst. Parla anche un inglese impeccabile promette di ripulire il disordine lasciato dai politici corrotti. A Yub Khan ha una visione precisa tecnocratiche e profondamente elitaria. Per lui la democrazia parlamentare di stampo occidentale non è adatta al Pakistan. Nel suo diario descrive i politici come "parassiti" e il popolo come un grege motivo che necessita di una guida forte. Per Tahir Cameron, a Yub Khan è convinto che il genio del popolo "Pakistano" non fosse maturo per la democrazia diretta. E la sua soluzione un sistema "ibri" doprogettato per leggettimare il suo governo autoritario, mantenendo il potere decisionale saldamente nelle mani della burocrazzia e dell'esercito. Invece di garantire su fraggio universala Yub Khan crea un collegio elettorale ristretto di 80.000 elettori di base, scelti a livello locale. Solo loro hanno il diritto di leggere presidente e assemblé. È una democrazia che potremmo definire a numero chiuso, facilmente controllabile e manipolabile dai servizi segreti. Con questo sistema blindato a Yub Khan si fa leggere presidente e varano una nuova costituzione nel 1962 che accentre ancora di più ogni potere nelle secutivo. Sotto la capa della dittatura intanto l'economia corre. Gli anni 60 vengono celebrati dalla propaganda di regime come il decennio dello sviluppo. Il Pakistano diventa al beniamino dell'ocidente e delle istituzioni finanziarie internazionali. L'audio che avete appena sentito è riferito al viaggio che a Yub Khan compie negli Stati Uniti nel 1961 a riceverlo c'è John Fitzgerald Kennedy, il presidente degli Stati Uniti. Washington vede in a Yub Khan un balluardo anti comunista e in onda il paese di dollari. Il tasso di crescita sfiora al 6%, una cifra che all'epoca faceva invidia alla Corea del Sud. Ma è un sviluppo senza equità? Kamrana analizza con precisione costumano di questo boom economico. La richezza prodotta non scoccio la verso il basso ma si accumula verso l'alto. 22 famiglie industriali controlla non 66% dell'industria totale, il 79% delle assicurazioni è 80% degli asset bancari del paese. Il Pakistan di Yub Khan è un paradiso per 22 famiglie e un inferno per milioni di poveri. Mentre le 22 famiglie di caraci e la horse si arricchiscono c'è una metà del paese che sprofonda nella disparazione, il Pakistan Oriental. La popolazione del Pakistan Oriental e vede i proventi della aiuta alla loro principale risorsa utilizzati per costruire fabbri che nel Punjab e per acquistare armi per un esercito composto quasi interamente da pastum e Punjabi. Il simbolo di questa alienazione è la costruzione della nuova capitale. A Yub Khan decide di spostare il centro del potere da caraci citaportuale commerciale a una zona nel nord del paese. Nashe islamabad. La nuova città è geometrica burocratica e sorge proprio accanto a Rawa al Pindi, il quartiere generale dell'esercito. Questo spostamento s'ancisce fisicamente la fusione trastato e militarie. Per un cittadino di DACA nel Pakistan Oriental e il centro del potere non è mai stato così lontano sia geograficamente sia psicologicamente. Nashe il sentimento di sentirsi su diti di una colonia interna. L'autocrazia di AYub Khan nel frattempo sembra inscalfibile, ma anche lui commette quello che potremmo considerare l'errore classico dei dittatori, l'eccesso di sicurezza. Nel 1965 convinto che l'India sia debole dopo la sconfitta contro la Cina e che la popolazione del Kashmir sia pronta a rivelarsi l'esercito Pakistan lancia l'operazione Gibraltar. Infiltrano commando nel Kashmir indiano per scatenare un insurrezione, ma il piano fallisce miseramente. L'India non solo reprime le infiltrazioni, ma lancia un contrattacco su vasta scala, attraversando il confine e puntando dritto su la horror. La guerra dura 17 giorni la propaganda di Stato Parla di una gloriosa vittoria defensiva, ma la realtà sul campo uno stallo costoso che esaurisce le riserve di munizioni e l'economia del Paese. La pace viene firmata in unione sovietica nel gennaio 1966. AYub Khan è costretto restituire i territori conquistati a tornare lo stato scuò ante. Per l'opinione pubblica, Pakistan ha drogata dalla propaganda di vittoria l'accorde uno shock viene percepito come una capitolazione, come un tradimento. Ed è l'inizio della fine del Maressallo. Il suo giovane e ambizioso ministro degli esteri zutficar a libutto si è di mettere in polemica con l'accorde di pace. Butto capisce che il vento è cambiato inizi a girare il Prippe Paese, arringando le folle contro il dittatore che ha venduto il sangue dei martiri. La guerra del 1965 scrive Carman Frantumma, il mito dell'invincibilità di AYub Khan. L'accordo sovietico fornisce all'opposizione, l'arma perfetta, per attaccarlo. Ma nel 1968 il Paese prende fuoco, gli studenti scendore in piazza contro l'aumento delle tasse universitari lavoratori scioprano contro l'inflazione e nel Pakistan Orientali, il leader shake, Musibur Rahman, lancia al suo programma in sei punti, chiedendo un'autonomia che rasanta l'indipendenza. A Yub Khan vecchio malato di cuore e isolato e nel marzo 1960 si arrende. Ma nel suo ultimo atto compi un gesto che dimostra quanto il Pakistan si ha ormai prigioniero della sua stessa stultura di potere. Secondo la sua stessa costituzione in caso di dimissioni avrebbe dovuto passare i poteri allo speaker della sembraia nazionale. Invece consegna le chiavi del Paese al capo dell'esercito, il generale AYAA Khan. Viola la legge suprima che lui stessa aveva scritto pur di non lasciare il potere ai civili. Il decennio dello sviluppo come è chiamato questo periodo finisce come era iniziato con la legge marziale. Ma il litato russente lascia in eredità un Paese spezzato e una guerra civile alle porte. Nel marzo 1969 il testimone del potere passa dalle mani di un generale a quelli di un altro generale. A Yub Khan esce di scena, AYAA Khan entra. AYAA Khan è un amo da imu a dispici con un compito storico, organizzare le prime veri lezioni generali su fragi universali nella storia del Pakistan. Sembra l'alba della democrazia. Non sarà così. Le lezioni si tengono nel dicembre 1970, i risultati sono una specie di sentenza di morte per l'unità del paese. Il voto infatti non unisce manzi di vede. Nel Pakistan orientale triomfa la lega uami di Musubur Rahman, che conquista quasi tutti i seghi. Avrebbe il diritto numerico di governare l'intero Pakistan. Nel Pakistan occidentale invece stravince il partito copolare Pakistano di Alibut, con il suo slogan socialista pane e vestiti e casa. I due venciatori però non si parlano. Rahman vuole l'autonomia, buttono vuole cedere il potere a un bengalese. E l'esercito che sta dietro alle quinte non alcune intenzione di permettere che il controllo dell'ostato passia DACA. La situazione precipita nel marzo 1971. Invece di convocare il Parlamento il generale Ia-Khan-Pordina l'operazione Surgelight. È un massacro l'esercito Pakistan invade le strade di DACA attacca l'università terminale intellettuali civili bengalesi. Inizia una guerra civile brutale, milioni di profugi si riversano nella vicina India. Indira Gandhi, all'epoca primo ministro indiano, coglie l'occasione storica per smembrare il nemico di sempre e interviene militariamente a sostegno dei ribagli bengalesi. La guerra dura po' con 16 dicembre 1971, ad DACA viene firmata alla reza incondizionata dal generale Pakistano Agniazi. È un'immagine umigliente. 90.000 soldati Pakistani sono fatti prigionieri. Il Pakistan perde metta del suo territorio più della metta della sua popolazione e nasce il Bangladesh. Ciao, sono Camilla Ferrario e nel mio podcast racconto la storia vera di un gruppo di ragazze che all'improvviso si sono trovate in un incubo. Il peggio, a metterle in quella situazione è stato un uomo di cui si fidavano e che aveva una posizione di potere rispetto all'oro. Puoi ascoltare quel corpo non è il mio sulla tua piattaforma audio preferita. Per Tahir Carman, questo evento non è solo una sconfittamidità, il crollo ideologico su cui si basava l'intero stato. E sulle macere di questa catastrophe emerge il uomo che dominerà al decennio successivo, zulficare alibutto. Butto è un paradocso di mente. È un ricco feudatario educata Berkeley e Oxford che indossa abiti di sartorio occidentale Beve Whiskey, ma che parla le masse povere come un profeta socialista. Si fa chiamare leader del popolo e nei primi anni sembra compiere un miracolo. Restituisci orgoglio a una nazione ferita e nel 1973 ecco la terza e attuale costituzione, un documento che finalmente crea un sistema parlamentare federale e che viene approvato all'un'animità da tutti partiti. E questo è il capolavoro politico di Butto. Solo che Butto affreta vuole trasformare il Pakistan in una potenza socialiste moderna. Nazionalizza banche, industrie, escuale, compagnia sicurative è una mossa che finisce per burro gratizzare l'economia e spaventare gli investimenti privati, creando inefficenze che il paese nel tempo pagherà a care. Ma soprattutto Butto lancia il progetto che definirà il futuro del Pakistan. La bomba atomica. Inizia proprio in questo periodo la Corsa a nucleare finanziata dai paesi arabi, in particolare la Libia di GEDAF e la RAPIA Saudita che trasformerà definitivamente il Pakistan in un attore geopolitico pericoloso ma anche indispensabile. Cammahan nella sua analisi non fa alcun sconto a Butto di trolla retorica, democratica, sostiene che si nasconda un istinto profondamente autoritario, di mostra come Butto non tolleri in alcun modo il dissenso. E la sua tragedia se vogliamo risiede proprio nella sonatura contradittoria. E era un intellettuale liberale nell'animo ma una autocrate nella pratica. Credeva di essere indispensabile che le istituzioni dovessero piegarsi alla sua volontà, ad inando così proprio quelle forze democratiche che avrebbero potuto proteggerlo dall'esercito stesso. Le pilogo arriva nel 1977, Butto indice le elezioni sicuro di vincere, ma l'opposizione si unisce in un blocco compatto l'alleanza nazionale Pakistan. Butto vince, ma i risultati sono macchiati da brogli evidenti, le piazze esplodono, il paese è paralizzato dagli sciopri. Butto, assediato, si rivolge all'esercito per mantenere l'ordine. Crede di avere le spalle coperte perché hanno minato come capo di stato maggior un generale che considera in Nooku, un religioso privo di carisma e proveniente da un background modesto diverso da quella risso cratico solito dei generali Pakistani. Quell generale si chiama Zi'Aulac e dell'errore di valutazione più grande nella carriera di Butto. La notte del 5 luglio 1977 il generale in Nooku fa scattare l'operazione Fair Play. Butto viene arrestato la costituzione del 1973, viene sospesa. Ma, si è l'anapesca di Giaia, come e suoi assembliani a tordi. Zi'Aulac fa in televisione e proclama la legge marziale. Butto ha cercato di imprigliare l'esercito, ma la fine è stato divorato. Aveva dato voce al popolo, ma non aveva costruito i stituzioni abbastanza forti da proteggere quella voce da ritorno dei militari. Se a Iob-Kann era il ditatore modernista che voleva imitare l'ocidente, il generale Zi'Aulac è il suo opposto oscuro. È un homobasso con i baffi curati che sorride sempre e stringe le mani con entrambi le sue si mostra devoto, umile in Nooku appunto. Ma dietro quel sorriso si nasconde l'architetto della trasformazione più radicale e duratura della storia del Pakistan. Cameranno descrive come un macchiavelli co-devoto, un uomo che ha capito che in un paese dove la democrazia fallisce il nazionalismo ethnico di Vide, l'unica colla rimasta e l'Islam. E lui decide di usarla non come fede, ma come arma politica. Il primo atto del suo rei in tanto è un regolamento di conti perché è un obiettivo molto chiaro. Finché butto è vivo anche in una cella rappresenta una minaccia mortale. Grazie a un'esperiente juridico, la riapertura di un caso, se polto fa accusare butto di essere il mandante di un homicidio. Il processo che ne segue è una farsa, ma al quattro aprile 1979 è impiccato e seppellito, in segreto. Una volta sbarazzato si dell'unico uomo che poteva sfidarlo il nuovo dittatore usa l'Islam per legittimare il suo potere, introducendo leggi repressive che, come nota a Carman, trasformano la religione in una clava sociale per perseguitare minoranze e donne. Una volta bullonato il potere interno, Zia, però si ritrova isolato internazionalmente. Lo accidente lo vede come un pari che ha impiccato un líder democratico, ma la storia ancora una volta soccorre i generali Pakistani. Il 24 dicembre 1979 i carriarmati sovietici invadono la Afghanistan e il mondo cambia in una notte. Il Pakistan da Stato o Paria diventa uno stato di frontiera indispensabile per gli Stati Uniti nella guerra contro comunismo. Il Presidente Ronald Reagan apre i rubinetti, miliardi di dollari in aiutimilitarie di economici iniziano a più avre su Islamabad. La CIA e i sauditi usano i servizi segreti Pakistani come intermediari per armare finanziare la resistenza afgana in Mujaidin. Il Pakistan diventa la base logistica della più grande G.A.D. moderna. Madrasser radicali spuntano come funghi, lungo al confine, finanziate con i petrodollari del Golfo per indotrinare migliaia di giovani profugi afgani e Pakistani. E qui, in queste scuole volute da quella geopolitica che determina la guerra fredda che nascono i talibani. Ma in tutto questo ancora una volta l'economia vola. Esia sembra eterno, aschiacciatolo posiziona la poge americano controlla l'esercito si prepara a governare per sempre. Ma il 17 agosto 1988, il suo aereo C-130, Pakwan, decolla da Baha Walpour dopo un'ispezione militare. Abordo ci sono Ziaulak, gran parte dello stato maggiore dell'esercito dell'ambasciatore americano Arnold Graffald. Pocchi minuti dopo il decollo la hero inizia a volare in modo irregolare e poi si schianta al suolo. Non ci sono supersiti, le cause non saranno mai chiarite. Ziaulak muore, come avvissuto, a volto nel mistero. Con la morte di Ziaulak il Pakistan sembra svegliarsi da un incubo, le lezioni del 1988 portano al potere una donna, giovane, carismatica, istruita a Harvard e Oxford. Benazier, butto. Maggiore è che te maggiore è che fuori che la ribe di tutti i posti attrazi. La sentite mentre Arringa una folle in mensa il 1 novembre 1988 è spigliata a una forza incredibile nella sua ritorica ed alla figlia del martire Zulficar. La prima donna guida a un paese maggioranza musulmana, il mondo ovviamente la celebra immediatamente come l'icona della democrazia. È che la realtà ha islamabade diversa. Le leve del comande infatti rimangono saldamente nelle mani dell'esercito ed i servizi segreti. Nianinovanta che Cameran definisce il decennio produto sono instabili. Si assiste a un'alternanza continuo tra Benazir butto e il suo arcinemico Nawaz Sharif, l'industriale conservatore cresciuta la scuola di Sia. In questo chaos politico il Pakistan però compie il passo definitivo verso lo status di potenza militare intoccable. Nel maggiun 1998 in risposta ai testa atomici dell'India il governo di Nawaz Sharif, che è il fratello maggiore tra l'altro di Shabaz, Sharif, l'attuale primo ministro Pakistan, ordina 6 esplosioni nucleari sotto terranea. Il Pakistan, alla bomba, la deterrenza, era giunta. Ma come nota Cameran questa sicurezza militare viene pagata con una specie di suicidio economico. Le sanzioni internazionali infatti colpiscono un paese che vive di prestiti, il divario tra la potenza dell'esercito e la miseria dello stato civile diventa un abysso. La fine del gioco democratico arriva nel 1999. Nawaz Sharif, sentendosi forte, tenta un approccio diplomatico storico con l'India. Accoglie il premio rindiano arrivato in autogus, sembra l'inizio della distensione, ma mentre i politici si stringono la mano, l'esercito pugnala il processo di pace alla schiena. Il capo di stato maggiore, il generale per Vesmusharraf, lancia insegretto un'operazione, preoccupare le alture di cargillo in territorio indiano. Scoppio una guerra limitata, ma ferocissima. L'India risponde con forza, Sharif, fumiliate colto di sorpresa dal suo stesse esercito e costretta a chiedere aiuta Bill Clinton per fermare il conflitto. E quando Sharif tenta di licenziare Musharraf per insubordinazione, l'esercito reagisce con il riflesso condizionato di sempre. Oro svocchi, Armicif, General, per Vesmusharraf, che termione Cargel, che e' maamle per Cochettalafad, Giardetti. Il 2018, 1999, altro colpo di stato, che riporta il Pakistan alla casella di partenza. Musharraf promette moderazione illuminata ma la sostanza non cambia, ma ancora una volta, un evento esterno salva il dittatore Pakistano, lundici settembre 2001. Musharraf diventa allalleato chiave di George W. Bush nella War on Terror. Il Pakistan riceva ancora una volta miliardi di dollari per dare la caccia dal Kaida, mentre i servizi segreti Pakistani continuano a proteggere la leadership tale Banaf Gana, come Asset strategico per il futuro. E' il famoso doppio gioco, Pakistanu. Durante i regime militari ve chi protagonisti della politica sono fuori gioco. Nawaz Sharif viene spedito in Arabia Saudita e Benazir butto vive per anni in autesiglio tra Dubai e Londra per evitare l'arresto con la cosa di corruzione. Ma l'era Musharraf finisce nel sangue. Benazir, infatti, decide di tornare per sfidarlo alle urne grazie a un controverso accordo di amministia mediato dagli stati uniti. Il 27 dicembre 2007 dopo un comizio Arawal Pindi, un attentatore sui cida, la uccide. La sua morte escuote il paese ma apre anche la strada a una fragile transizione democratica. Musharraf, travolto dalle proteste, è costretto alle dimensioni nel 2008. E per la prima volta nella storia, nel 2013 un governo eletto guidato dal vedevo di Benazir butto, asif a lì Zardari riesce a completare i cinque anni e a passare il potere a un altro governo eletto, quello di Nawaz Sharif che torna per la terza volta. Sembra che il Pakistan stia prendendo di mestichezza con la democrazia, ma all'orizzonte c'ha un nuovo esperimento delle stabiliscimento militare, un progetto chiamato Ehran Khan. E qui arriviamo ai giorni nostri. Ehran Khan non nea un politico tradizionale, ci abbiamo fatto diverse puntate di altri orienti, quindi andiamo abbastanza rapidi. Khan è considerato un outsider che attacca le due famiglie dinastiche i butto e i Sharif, accusando le di aver saccheggiato il paese. Tahir Carman, nell'analisi degli anni recenti, descrive la scesa di Imran Khan nel 2018, non come una rivoluzione spontania, ma come l'installazione di quello che chiama un regime Ibrido. L'esercito stanco dei politici tradizionali con i tanto provano a realzare la terza, decide di scommettere su una specie di terza via Pakistan. I servizi segreti manipolano il campo di gioco elettorale per favorire il partito di Khan. L'accordo tacito è semplice. Khan gestisce l'economia e ci mette la faccia per il popolo, per il pubblico. L'esercito gestisce la politica estra e la difesa, cioè il budget e il potere reale. L'esperimento per un po' funziona, ma poi anche il prescelto inizia a credere di essere il vero capo, vuole avvicinarsi alla cina, vuole gestire quella politica estra che invece è prerrogativa dei militari, insomma dimostra di non voler sottostare all'esercito e cade. Nella prile 2022 in Rankhandi venta il primo premio Pakistano rimosso con un voto di sfiducia parlamentare e invece di ritirarsi in silenzio come alcuni dei suoi predecessori, Khan di Chiara Guerra all'esercito organizza manifestazioni oceaniche, fanno a mie congnomi di generali che accusa di complotare contro di lui. Uusa i social media per mobilitari giovani alla classe media urbana contro l'instituzione sacra del paese e il punto di ruotura arriva, il 9 maggio 2023. Dopo un suo arresto, le folle dei suoi sostenitori assaltano le caserme e la reazione dell'establishment è implacabile. Il partito di Khan viene smantellato pezzo per pezzo migliaia di arresti, processi militari, per i civili. In Rankhand finisce in carcere con decine di accuse dalla corruzione alla divulgazione di segreti di stato. Tahir Kamran chiude la sua analisi guardando al presente con pessimismo. Oggi il Pakistan è tornato o sembra al punto di partenza. Il Governo c'è una qualizione debole tenuta in piedi dai militari. E come scrive kamran nelle pagine finali del suo libro, la tragedia del Pakistan non è dovuta la mancanza di risorse o al talento di alcuni suoi politici, ma alla persistenza di una struttura di potere che privilegia la sicurezza statale sul benessere umano. Finché l'equilibrio tracibile a militari in un verrà risolto, il paese rimarrà intrapolato nel suo passato a scacchi con un futuro non solo in certo ma anche vericoloso. Avener di prossimo. Alfi Orienti è un podcast di Coran News prodotto d'accorda media scritto raccontato da me, simone pieranni. Il sound design è accura di Daniele Marinello, la producer è Martina Conte, la phonica di studio e Lucrezia Marcelli, il coordinamento della post-produzione e di Matteo Celsa. Le fonti degli inserti audio sono indicate nella sinossi.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Il Pakistan è descritto come uno "stato di sicurezza" dove la difesa dei confini e la percezione della minaccia esterna hanno condizionato lo sviluppo di tutte le istituzioni, con l'esercito che domina il potere civile.
  2. La nascita del Pakistan nel 1947 è segnata da una catastrofe umanitaria (migrazioni di massa e violenze settarie), che ha impresso un trauma indelebile e ha favorito l'ascesa dell'establishment militare.
  3. La debolezza della classe politica (Lega Musulmana) e la morte precoce di Jinnah hanno lasciato un vuoto di potere, rapidamente occupato dalla burocrazia e dall'esercito, portando a colpi di stato e dittature militari (Ayyub Khan, Yahya Khan).
  4. Il boom economico degli anni '60 ha favorito solo 22 famiglie, mentre il Pakistan orientale (oggi Bangladesh) è stato emarginato, portando a una guerra civile nel 1971 e alla perdita di metà del territorio e della popolazione.
  5. Zulfiqar Ali Bhutto ha cercato di restituire orgoglio al paese con una nuova costituzione e politiche socialiste, ma il suo progetto nucleare e l'instabilità hanno preparato il terreno per future tensioni.

Summary:

Il podcast analizza la storia del Pakistan come "stato di sicurezza", in cui l'esercito ha progressivamente dominato le istituzioni civili, a partire dalla nascita traumatica del 1947. La partizione dall'India causò una migrazione di massa e violenze settarie, lasciando il paese con un apparato statale debole e una classe politica inadeguata. La morte precoce del fondatore Jinnah e l'assassinio del suo successore crearono un vuoto di potere, colmato dalla burocrazia e dall'esercito.

Negli anni '50, colpi di stato "costituzionali" e la dottrina della necessità giustificarono dittature militari, come quella di Ayyub Khan (1958-1969). Nonostante un boom economico negli anni '60, la ricchezza si concentrò in poche famiglie, mentre il Pakistan orientale fu emarginato, portando a una guerra civile nel 1971 e alla nascita del Bangladesh. La sconfitta militare e la perdita di metà del territorio segnarono un crollo ideologico.

Zulfiqar Ali Bhutto emerse come leader, promulgando una nuova costituzione nel 1973 e avviando riforme socialiste, ma il suo progetto nucleare e le tensioni interne prepararono il terreno per ulteriori conflitti. Il podcast sottolinea come la difesa dei confini e la paura dell'assedio abbiano condizionato ogni aspetto della vita nazionale, rendendo il Pakistan uno stato in cui i militari, come il Feldmaresciallo Munir, detengono il potere reale, mentre la democrazia rimane fragile.

FAQs

È un'entità politica in cui la difesa dei confini e la percezione della minaccia esterna condizionano lo sviluppo di ogni istituzione, con il potere civile subordinato all'establishment militare.

Ereditare un apparato statale troppo debole per gestire il trauma della partizione del 1947, creando una sessione per la sicurezza nazionale che ha soffocato la democrazia.

Il generale Ayub Khan, che ha preso il potere con un colpo di stato il 27 ottobre 1958, instaurando la prima dittatura militare.

La guerra civile e l'intervento indiano dopo l'operazione Searchlight dell'esercito pakistano, che ha portato alla separazione del Pakistan orientale come Bangladesh.

La guerra del 1965 contro l'India, che ha frantumato il mito della sua invincibilità, e le proteste popolari del 1968 per tasse e inflazione.

Il Pakistan è emerso come stato nazionale sostenuto da un'ideologia panislamica, ma la sua universalità religiosa era in contraddizione con i confini di uno stato nazionale.

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