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Ep.165: Crisi energetica, crisi asiatica

27m 11s

Ep.165: Crisi energetica, crisi asiatica

Il podcast annuncia inizialmente un cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Pakistan, mediato dalla Cina. Il nucleo della trattazione è però la grave crisi energetica e sistemica scatenata in Asia dal conflitto nello Stretto di Hormuz. A partire da fine febbraio, l'area è diventata una trappola, interrompendo il transito del 20% del petrolio globale e di gran parte del GNL destinato all'Asia. Ciò ha causato una carenza fisica di risorse, non solo un rincaro dei prezzi. I premi assicurativi sono diventati proibitivi, l'Iran ha instaurato un sistema di pedaggi in yuan, e molte navi sono costrette a lunghe deviazioni. La crisi energetica si sta rapidamente trasformando in una crisi alimentare: il gas naturale è cruciale per produrre urea, il fertilizzante azotato base dell'agricoltura asiatica. La Cina, accumulando riserve e bloccando le esportazioni di urea, aggrava la carenza per il resto del continente. I paesi asiatici, dalla Corea del Sud alle Filippine, reagiscono con piani di austerità, razionamento, sussidi costosi per i bilanci statali e un ritorno al carbone, mettendo in pausa le politiche green. Attacchi missilistici hanno danneggiato infrastrutture critiche, come la raffineria saudita di Ras Tanura e il complesso qatariota di Ras Laffan, con tempi di riparazione lunghissimi. La crisi sta paralizzando settori industriali, riducendo i trasporti e minacciando la stabilità sociale, come già visibile in alcune proteste. L'impatto è asimmetrico: mentre gli USA mostrano resilienza, l'Asia paga il prezzo più alto di un conflitto combattuto con armi occidentali, affrontando il rischio di una crisi valutaria e di una recessione.

Transcription

3872 Words, 24239 Characters

Italian
[Musica] Cora! "I'm just hearing a my ear that the President has agreed to stop bombing for two weeks. Control room, do you have any more information?" "Ale due di notte, ora italiana di mercoledio a Aprile è arrivata la notizia. L'Iran ha accettato la proposta di Cessate il Foco per due settimane del Pakistan, anche grazie all'intervento dell'ultimo minuto della Cina, che ha esortato Tehran a mostrare flessibilità e scemperare le tensioni. L'ha annunciato Trump, mentre le indiscrezioni su ruolo di Pakistan e accina le ha riportate in New York, inserciando alcune fonti secondo le quali cessate il Foco, sarebbe stata provato anche dalla nuova guida su Brema, camenei. In mondo atteso questo momento dopo le minacce di Trump di cancellare una civiltà in una notte e attirato un sospiro di sollevo. Questa puntata era già pronta, ma sapevamo che l'imprevedibilità di Trump avrebbe reso necessario un aggiornamento che è questo che state ascoltando, registrato al volo, ve lo dico, nel caso in cui notaste una differenza nell'audio rispatterrò della puntata. Inoltre, mentre ascoltate questa puntata dovrebbero essere iniziati negoziati in Pakistan, ma prima di tutto questo, l'Asia intera ha vissuto settimane di Pannico, perché la crisi che è nata e che sia propagata dall'Asia occidentale ha investito l'intero continente. Sono Simone Piranni e questo è altri orienti, un podcast di coramidia. Presidenti Zemion has called for bolder measures to address potential energy supply disruptions, stemming from the Middle East conflict. A fine marzo, il presidente della Corea del Sud e Ligem Young ha presentato un piano. Si chiama National 12 Step Drive, ora ne vediamo alcune indicazioni. Ma prima, dobbiamo ricordare che il presidente sud-coreano presentando questo piano ha invocato il patriotismo mostrato dai sud-coreani durante la crisi finanziaria asiatica quella di fine anni '90, quando le famiglie vendevano collane e altri gioia all'idoro per aiutar a raccogliere la valuta forte di cui c'era disperato bisogno. E quello dimostrato durante la pandemia, quando i cittadini seguirano fidelmente le regole sul distanziamento sociale sui test per il covid in poste dal governo. Abbiamo disperatamente bisogno della cooperazione dei cittadini, adichiarato e questo ci fa capire la solennità del momento. Ed ha alcune raccomandazioni. Usare la vattriccia a spira polvere solo nei fine settimana, passare ai eletrodomestici sistemi di illuminazione a basso consumo energetico, utilizzare il più possibile i trasporti pubblici. Queste misure sono state definite volontarie. Da parte su al governo ha dichiarato che avrebbe imposto a tutte le agenzie di utilizzare i propri veicoli solo per 4 giorni lavorativi su 5. Il governo ha chiesto alle persone di fare lo stesso aggiungendo che le restriczioni sui veicoli privati sarebbero potute diventare obligatorie qualora la crisi energetica fosse peggiorata. Il piano è composto da istruzioni per la sopravvivenza collettiva. Le doce devono essere brevi, niente ascensori, se si devono fare solo pochi i piani. Il governo ha chiamato tutto questo risparmio volontario ma la minaccia sembra piuttosto chiara. Se la crisi peggiora, le targhe alternative diventeranno obligatorie e le sanzioni in quel caso potrebbero diventare pesanti. Insomma una guerra che si combate a 7.000 km di distanza nel Golfo Persico sta spegnendo le luce di sewul di tocchio e di Bangkok. E sta creando problematiche alimentari che possono creare ulteriori problematiche di natura sociale. E tutto questo sta mettendo in crisi l'intera regionesiatica pur con qualche eccezione. Il problema era chiuso nei 167 km di acqua dello stretto di Cornmuz, quella che gli analisti chiamano l'arteria giugolare del mondo. Tutto come sappiamo iniziato a fine febbraio con quella che Washington abbatezzato come Operation Epic Fury. Tehran in risposta trasformato Cornmuz in una trappola. Quello che era un rischio geopolitico latente è diventato la più grande interruzione della fornitura energetica della storia, peggio del 1973, peggio del 1979, peggio dello shock seguito all'invasione russe sulla argascala dell'Ukraine. Prima della guerra, traverso Cornmuz passava al 20% della fornitura globale di petroleo. Ma c'è un dettaglio che rende questa crisi prettamente asiatica. L'80% di quel petroleo e 90% del gas naturale liquefatto che attraversano lo stretto sono destinati ai mercati asiatici. Cina india giappone Corea del Sud. Oggi quel transito è crollato del 90%. Le navi sono ferme, le assicurazioni hanno alzato i premie a livelli insostenibili. Si parla di 15 milioni di dollari di premio per ogni singolo viaggio e chi prova a passare deve fari conti con un sistema di pedaggi discriminato a rieggettito dai pas daran, passi solo o sessari amico, tipo la cina, ossiaide gli accordi bilaterali e soprattutto passi solo se paghi in UN cinesi. Il petroleo Brent, lo standard globale che fa da bussola per i prezzi del Greggio in tutto il mondo che a febbraio viaggiava sui 70 dollari attoccatoi 126 dollari. Ma non è soltanto una questione di prezzo, è proprio una questione di scarcita fisica, il Qatar che esporta quasi tutto il suo gas attraverso Cornmuz ha dichiarato uno stato di forza maggiore, le navi non escono. Essenza gas l'Asia non solo non scalda le case o non produce le tricità o non produce chip, ma rischia di non produrre neanche il cibo. Si perché questa crisi energetica è già diventata una crisi alimentare o potrebbe diventarlo in fretta. Il gas naturale è la materia prima fondamentale per l'urea agricola, la base dei fertilizzanti azotati. Senza orea, il risol mai se il grano dell'Asia non crescono. In Thailand alle riserve di fertilizzanti scadranno ad agosto. In indonesi i produttori hanno scorte per soli 15 giorni. È una reazione accatena, energia manca e i prezzi volano, poi l'inflazione di vuoi risparmi perché tutto dai trasporti al cibo costa il doppio. Poi i governi iniziano a bruciare i budget per pagari sussidi e calmirare i prezzi. Infine, la stabilità sociale si incrina. Lo vediamo già in alcune città. A mani lai conducenti di Gipney, quei mini bus colorati che sono il simbolo della città, sono in rivolta il guadagnio giornaliere crollato di conno del 70%. In questo scenario di eclisse energetica c'è chi cerca di trasformare la crisi in un'opportunità. La cina si dice abbia accumulato riserve di petrolio per 3 o 4 mesi. Ma soprattutto ha bloccato ogni esportazione di fertilizzanti. Si parla di una massa enorme di prodotti circa 40 milioni di tonnellate che rimarranno all'interno dei confini cinesi per proteggere il mercato domestico e garantire la sicurezza alimentaria interna, mentre i prezzi internazionali dell'Urea aumentano del 40%. Questa mossa stringe il cappio a torno a nazioni come l'india che importa al 40% del suo fabbisogno di Urea dal medio-oriente e sperava nella jutocinese. Ma più in generale la risposta alla crisi che arriva da Seul, da Bangkok o da nuova deli è un ritorno al passato, sussidi, razionamento del carburante e un etica del risparmio che ci riporta indietro di parecchi anni. Il quattro aprile, l'economi sta tracciato le linee guida di questa crisi asiatica, uso quest'analisi tra le tante perché è completa e perché ti ne conto di più fattori. Come ha dichiarato il ministro degli estri di singapore l'impatto dei droni dei misili che volano sopra forn muts si sente a un occeano di distanza, colpendo quello che è il laboratorio del mondo. Non è più solo una questione di prezzi, come dicevamo, ma di scarcita fisica che sta portando razionamento al blocco di interi settori industriali. Anche se il Giappone vanta a riserve strategiche per poco più di 200 giorni un cuscinetto accumulato dopo di shock degli anni '70, la realtà a quotidi anna racconta storie diverse. I servizi di traghetti autobus sono stati ridotti, i bagni pubblici chiudono perché i costi del riscaldamento sono insostenibili e perfino la produzione di bene di consumo iconici come le patatine fritte della Ia Majoshi Seica, si affermata per mancanza di olio pesante per le frigitrici. C'è una discrepanza in un ormeno inoltre nel modo in cui il colpo viene invertito nella regione. Mentre nelle filipine, in mia mari prezzi della benzina, sono schizzati di oltre 70% in India e Bangladesh, i cartelli alle pompe sembra inimovili, ma questa è solo un'illusione ottica creata dai governi. Il 27 marzo nuova deli attagliato drasticamente le acise a sorbire il colpo, una manovra che a Australie Vietnam stanno cercando di replicare. E il rischio reale avverte l'economist è per i bilanci statali. l'indonesia di esempio rischiettale. di sfondare il tetto del deficit del 3% del prodotto interno l'orda causa dei sussidi. E rodendo la fiducia degli investitori, mentre il Pakistan, già sotto la lente del fondo monetario internazionale, ha dovuto alzare i prezzi del 20% diventando così una preda perfetta per gli speculatori valutari. La stabilità dei prezzi nasi oggi non è un segno di salute, ma un debito che i governi stanno accumulando e che potrebbe esplodere in una crisi valutaria. L'analyse dei dati di Kepler, Kepler è una società di analisi che tracce in tempo reali in movimento di ogni nave, ogni barile di petrone nel mondo, una specie di occhio, satelitare sui flussi energetici globali, rivella che oltre ai giganti come la cina e giappone, il resto del sud estasiatico sta camminando sul loro, del precipizio. Filippine viettana metà in andia di spongono discorte di petrolyottara sufficienti a coprirà pena tre settimane di domanda normale. E questa scarcita sta già paralizzando i celli. La metà delle cancellazioni globali dell'ultima settimana riguarda voli partiti dai rapporti asiatici. Se la guerra inoltre dovesse trascinarsi, Legend ve lo comment ben, che la crescita del sud estasiatico potrebbe crollare di 2 o 3 punti percentuali, qualcosa di letale per l'economie emergenti. C'è un'altra conseguenza. Davanti a rischio di Blackout, l'Asia sta mettendo in soffittale politiche green per tornare fonti di energia sporche, ma sicure. Il giappone autorizzato ritornano la massima capacità per le centrali a carbone, revocando i limiti sulle emissioni. In India, nel distretto del Gujarat, il governo ha ordinato la riapertura immediata di gli impianti a carbone per far fronte alla domanda. Parallellamente si osserva uno slancio verso nucleare. Il Vietnam ha appena annunciato la costruzione di una centrale in collaborazione con la Russia. Anche l'economist Sottolina, quanta abbiamo detto in precedenza, secondi dati del fondomonetario internazionale esiste un legame matematico praticamente tra l'aumento dei prezzi, spiece quelli del carburante e le proteste. Nel 2022 un quarto delle proteste in Asia meridionale era legato a cibo ed energia. E oggi rischio che lo shock energetico si trasformi uno shock di rivolta, simile a quello che ha portato la caduta del governo in Sri Lanka nel 2022. Ora entriamo nello specifico di alcuni temi. Il primo mercato a bloccarsi in realtà è stato quello assicurativo. I premi per il rischio di guerra che prima della crisi uscillavan intorno a 0,125 del valore di uno scafo sono schizzati al 10%. Per le grandi petrolieri che portano al greggio ad esempio in Giappone, in cui valore si aggira sui 138 milioni di dollari, il sono premia sicurativo per un singolo viaggio arrivato a costare tra i 10 e i quattordici milioni di dollari. Una cifra che rende il trasport economicamente insostenibile per la flotte internazionale convenzionale. Questo vuoto ha dato Regina quello che il Loiz di Londra chiamano il Teran Tullbuff, il casello di Teran. L'Iran forte del suo controllo militare ravvicinato ha instaurato un sistema di pedaggi e autorizzazioni. Per passare le navi devono fornire documentazione completa codici di autorizzazione in molti casi a cettare di pagare tariffe di transito in monetacinese. È un tentativo deliberato di aggirare il sistema del dollaro e le sanzioni statunitense. La flotta globale così si ha spaccata in due. Da una parte la flotta ombra composta da navi che operano sotto protezione russa o iraniana e che continuano a muoversi verso nei nazioni considerate amiche da Teran. Dall'altra il resto del naviglio mondiale costretto a circomnavigare l'Africa attraverso il capo di buona speranza. Una deviazione che aggiunge fino a 14 giorni di navigazione a ogni viaggio con costi di carburante logistica che si scaricano direttamente sui prezzi della benzina. Al 31 marzo 2026 la fornitura globale di Petroly ha perso circa 11 milioni di barili al giorno. È un voto fisico che nessuna capacità di produzione non-opec+ ovvero paesi come statuniti a brasil che operano fuori dal cartello e che stanno già pompando al massimo delle loro possibilità tecniche è in grado di colmare. L'agenzia internazionale dell'energia ha cercato di intervenire l'undici marzo con un rilascio senza precedenti di 400 milioni di barili dalle riserve strategiche dei paesi membri. Una mossa che ha frenato l'accorsa dei future sovvero qui contrati a termine che permettono di prenotare il Petroly a un prezzo fissato per i mesi a venire e che in tempi di crisi diventano lo strumento principale della speculazione del panico finanziario impedendo al Brent di stabilizzarsi stabilmente sopra i 120 dollari. Tuttavia questa manovra non ha risolto la scarci da fisica dei prodotti raffinati come il diso alla benzina. Il problema non adesso la vera il greggio ma riuscirà a trasformarlo in carburante mentre le raffinerie sono sotto attacco o bloccate dietro ormuz. In asia i benchmark per diesel e jet fuel sono raddoppiati superando in alcuni happy 200 dollari al barile. E poi c'è il capitolo delle infrastrutture non si tratta solo di navi bloccate ma anche di impianti daneggiati. Gli attacchi misilisti ci hanno colpito la raffineria di rasta nura in arabe saudita il complesso di rasslafan in Qatar. Rasslafan è il cuore pulsante del gas naturale di quefatto mondiale da qui parte un quinto della fornitura globale. L'Iran ha colpite d'aneggiato circa il 17% delle capacità dell'impianto. Gli ingegni eri stimano che per riparare i danni strutturali e tornare a i livelli di produzione preconflitto potrebbero servire fino a 5 anni. Il Qatar che sporta 93% del suo lng attraverso corn mousse ha sospeso la produzione il due marzo e dichiarato lo stato di farza maggiore sui contratti il quattro marzo. Per paesi come il giappone la Corea del Sud che dipendono quasi totalmente da questi flussi la notizia è stata percepita come estremamente grave. Il mercato del gas naturale di quefatto asiatici è quello che è ragito con più forza. I preziano avuto l'incremento del 127% in 30 giorni. Il risultato in inizio a pire è quello di un mercato energetico frammentato dove la geografie alleanze diplomatiche contano più dei contratti a termine. Mentre i disstati uniti mostrano resilienza macroeconomica essendo anche sportatori netti e quasi autosufficenti, l'Asia si trova sul lato sbagliato della barricata geografica. È una crisi assimetrica. La guerra si combatta in mediorente con armi americane, israeliane, ma al conteconomico più salato lo stanno pagando parecchie con ogni asiatica. E così mentre i mercati finanziari di singapore Hong Kong fissano con preoccupazioni grafici del Brent, la crisi energetica sta compiendo un salto di specie. Stas mettendo di essere un problema di carburante per diventare un problema alimentare. E qui entra in gioco l'urea agricola. È la base dei fertilizzanti azotati il carburante chimico che permette a riso al maise al grano di crescere con i ritmi richiesti dalla demografia asiatica. È da in questo senso che il blocco dello stretto di Cornmuzza rivella la sua natura di trappola sistemica. Il gas naturale la materia prima che compone tra al 60% e 90% del costo di produzione dell'urea. Il golfo persi con un'essolo indistributore di petrolio e il polmone che fornisce il 35% delle sportazioni globali di orea. E' al 31 marzo 2026 il prezzo di questa sostanza è aumentato dell'ottanta tre percento dall'inizio del anno. La cina, il gigante che di solito in ondo al mercato di fertilizzanti come abbiamo detto inizio puntata tirato i remi in barca. Ma prima di continuare ai fertilizzanti dobbiamo aprire una parentesi proprio sulla cina, perché come riportato dal financial times, la capitalizzazione di mercato dei principali produttori cinese di batterie è aumentata di 70 miliardi di dollari dall'inizio della guarin Iran, perché gli investitori prevedono che il conflitto darà impulsa la crescita dell'energia pulita. I giganti cinesiano tutti superato i rendimenti dei giganti petroliferi globali dall'inizio del conflitto. Le batterie sono infatti vitali per stabilizzare il flusso dell'energia rinnovabile intermittente. Molti paesi scrive il financial time stanno ampliando i propri investimenti nelle rinnovabili per ridurre le sposizioni a futuri, shock geopolitici nel settore energetico. I colossi delle batterie cinesi stanno inoltre compiendo rapidi passi avanti tecnologici. BYD ha recentemente aggiornati sui caricatori più rapidi per fornire 600 miliardi quasi miliardi di autonomia in 9 minuti, una velocità 4 volte superiore a quella di un tipico caricatore statunitense. Emigliaia di queste dispositivi sono già stati installati in China, ma anche in Europa. Chi usa apparente esitorniamo ai fertilizzanti che come dire completano il quadro? Pechino ha imposto restrizioni molto duri sulle sportazioni per proteggere i propri raccolti, lasciando resto del continente scoperto. I massimi esperti del settore lo hanno spiegato con chiarezza. Se i fertilizzanti non arrivano in tempo per la semina non si perde solo de naro, si perde il raccolto di un intera stagione. Controllando i fertilizzanti la China controlla possibili tensioni sociali. I altri si arrangino. E ora vediamo con come se la stanno passando, molti dei paesi asiatici. "Tilance Prime Minister, a Nuthin Chandra Goun, ha affordato un'apologia per i suoi persone per le distruttioni che i suoi persone sono facendo." In Thailand la situazione è già considerata al limite e il paese dipende per il 55% dalle importazioni di materia e prime azotate dal mediouriente. Il governo ha rassicurato la popolazione di dizendo che le scorte dureranno fino ad agosto, ma dopo quella data se ha promuziono a riapre. La sicurezza alimentare e entrerà interritorio in notto. E a banco che la narrazione della crisi è passata anche attraverso un gesto televisivo. Si rima son clean, storica con l'ultrice di Tai PBS, e andate in onda senza la sua solita giacca di ordinanza. Un segnale per dire i cittadini che il governo ha ordinato di impostare i condizionatori a 26 gradi e che il lavoro da casa per i dipendenti pubblici è diventato la norma. È una sterita che ricorda i tempi di guerra dove anche il modo di vestire diventava un atto politico di risparmio. Conducendo il telegornale senza giacca, hanno dimostrato di poter stare con una raccondizionata un po' più calda senza spararla al massimo, cosa che poi necessitava di una giacca per condurra appunto il telegornale. Anche in Indonesia dove il colosso statale Pupuk produce urea in abbondanza grazie al gas doméstico le aziende che miscelano i componenti hanno scorte per soli 45 giorni. È il paradosto di questa crisi, anche chi ha le risorse rischia di restare a secco perché i prezzi internazionali spingono i produttori a esportare per fare cassa, ignorando il mercato interno. Le Filipine hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Una autista che ha passato la vita al volante dei Gipney racconta di guadagni crollati di 2/3 alla BBC. La disperazione tale che il governa autorizzato l'uso di carburanti euro 2 è combustibili sporchi carichi di zolfo, vitate i danni, primotivi, ambientali. È una regressione ecologica necessaria per evitare con l'asso totale dei trasporti. Come ha scritto un editoriale locale con un titolo che non lascia spazia all'ottimismo, questa crisi potrebbe distruggere tutto quello che abbiamo costruito. Non solo perché il governo avarato la settimana lavorativa di 4 giorni per ridurre il consumo di energia negli uffici pubblici. E il prezzo del GPL per uso domestiche passato da 1.000 a 1.400 peso sabbombo la colpendo il cuore della microeconomia alimentare. Le cosiddette "carindarias", le piccole menze di strada, che suama a 1 milioni di lavoratori che ora non riescono più a coprire i costi fissi. Ora veniamo all'India. Nuova dell'importa 88% del suo fabbisogno di greggio e metà di questo passapero hormones. Il blocco ha colpito duramente il cuore industriale del paese. Nel Gujarat, il distretto della ceramica che da lavoro a 400.000 persone, tutto e fermo. Non c'è gas per alimentare i forni. I mili ai adioperai si trovano in un limbo, sospesi tra fabbri che chiuse e la prospettiva della fame. Il governo indiano sta cercando di barcaminarsi con un equilibrismo rischioso. Ha ottenuto un aderogato temporane ad agli sattuniti per ricevere greggio russo, rimasto bloccato, in mare, una mossa che ha evitato il blackout tale marzo, ma che non risolve il problema strutturale. Ogni aumento di 10 dollari nel prezzo del barile aggiunge una pressione insostenibile all'inflazione indiana, minacciando la stabilità sociale di un paese, ricordiamo di un miliardi e mezzo di persone. Insomma quello che emerge da questo primo mese di conflitto è un asia ad opiavelo città. Da una parte i paesi che possono permettersi di resistere, la cina, con le sue riserve, ma anche la mala isia, con la sua produzione interna e la sua diversificazione economica, che le permette di prevedere ancora una crescita del 4-5% nonostante tutto. La mala isia, ad esempio, soffermiamoci un attimo, è un'ecezione positiva, essendo un esportatore netto di energia e avendo una struttura di export diversificata nessun paese pesa per più del 16% del suo commercio. La banca centrale prevede come abbiamo detto la crescita quasi al 5%, ma è un isola di relativa stabilità in uno ciano di emergenza. Dall'altra parte infatti abbiamo economie fragili, come ad esempio la tailandole filipino e economie come quelle del Vietnam, in cui il governo sta cercando di prevenire le carenze sospendendo i dazzi sulle importazioni, ma nelle stazioni di servizio di Hanoi, le code si allungano e gli orali di apertura si riducono e si tagliano le stime di crescita. In Laos, oltre 40% delle stazioni di servizio è chiusa. In Cambodge, al tasso di chiusura, ha toccato il 33% d'alimizio di marzo, prima che le forniture di emergenza principalmente dalla mala isia riuscissero a stabilizzare parzialmente la rete. In mia marla aggiunta a militare in posto la circolazione a Targa Alternae per i veicoli privati, una frammentazione che colpisce anche la vita sociale. E intanto all'orizzonte, comal solito, si profila l'ombra del mercato nero, un fenomeno che rischia di polverizzare ulteriormente il potere da quisso decittadino. Acco questa crisi arrivela a tocca che la sovranita energetica è un'indusione per quasi tutto il continente. Come sostiene un'analisi del magazine specializzato in affari asiatici di Diplomat, l'Asia sta reagendo con una improvisazione costosa, usando su sussidi e tagli al budget per nascondreferite che sono invece profonne e strutturali. Oggi, infatti, quasi tutti gli analisti sono d'accordo su una cosa, questa non nessolo una crisi temporani, ma l'attivazione di un pattern storico pericoloso. L'Asia lo ricordiamo già vissuto diverse crisi, dallo sciocco del 1973 a oggi, e ogni volta la risposta dei governi è stata la stessa, tamponare l'emergenza con sussidi e misure temporane, invece di affrontare la vulnerabilità strutturale delle catene di approvigionamento marittimo. Chiediamo quindi questa puntata con le parole del Presidente Filippino, Ferdinand Marcos Jr, che riasumano un sentimento di un intero continente. Siamo vittime di una guerra che non abbiamo voluto. A venerdì prossimo. Altri orienti è un podcast di Coran News prodotto d'accorda a Milia, scritto raccontato da me, Simone Piaranni. Il Sound Design è a cura di Daniel E. Marinello, la producer è Martina Conte, la phonica di studio e Lucrezia Marcelli, il coordinamento della post-produzione e di Matteo Celsa. Le fonti degli inserti audio sono indicate nella sinossi.

Podcast Summary

Key Points:

  1. Accordo di cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Pakistan, mediato dalla Cina, annunciato dal presidente degli Stati Uniti.
  2. La crisi energetica scatenata dal conflitto nello Stretto di Hormuz sta causando carenze fisiche di petrolio e gas, con impatti devastanti sulle economie asiatiche, tra cui razionamenti, inflazione e rischi di instabilità sociale.
  3. La crisi si sta trasformando in una crisi alimentare a causa della carenza di urea, fertilizzante derivato dal gas naturale, con la Cina che blocca le esportazioni per proteggere il proprio mercato interno.
  4. I paesi asiatici stanno adottando misure di emergenza come sussidi, razionamento e un ritorno a fonti energetiche inquinanti (carbone), mentre le infrastrutture energetiche subiscono gravi danni.
  5. Il mercato assicurativo e dei trasporti marittimi è paralizzato, creando un sistema di pedaggi iraniano e costringendo le navi a deviazioni costose, aggravando la scarsità e i prezzi.

Summary:

Il podcast annuncia inizialmente un cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Pakistan, mediato dalla Cina. Il nucleo della trattazione è però la grave crisi energetica e sistemica scatenata in Asia dal conflitto nello Stretto di Hormuz. A partire da fine febbraio, l'area è diventata una trappola, interrompendo il transito del 20% del petrolio globale e di gran parte del GNL destinato all'Asia.

Ciò ha causato una carenza fisica di risorse, non solo un rincaro dei prezzi. I premi assicurativi sono diventati proibitivi, l'Iran ha instaurato un sistema di pedaggi in yuan, e molte navi sono costrette a lunghe deviazioni. La crisi energetica si sta rapidamente trasformando in una crisi alimentare: il gas naturale è cruciale per produrre urea, il fertilizzante azotato base dell'agricoltura asiatica.

La Cina, accumulando riserve e bloccando le esportazioni di urea, aggrava la carenza per il resto del continente. I paesi asiatici, dalla Corea del Sud alle Filippine, reagiscono con piani di austerità, razionamento, sussidi costosi per i bilanci statali e un ritorno al carbone, mettendo in pausa le politiche green. Attacchi missilistici hanno danneggiato infrastrutture critiche, come la raffineria saudita di Ras Tanura e il complesso qatariota di Ras Laffan, con tempi di riparazione lunghissimi.

La crisi sta paralizzando settori industriali, riducendo i trasporti e minacciando la stabilità sociale, come già visibile in alcune proteste. L'impatto è asimmetrico: mentre gli USA mostrano resilienza, l'Asia paga il prezzo più alto di un conflitto combattuto con armi occidentali, affrontando il rischio di una crisi valutaria e di una recessione.

FAQs

L'Iran ha accettato la proposta di cessate il fuoco per due settimane avanzata dal Pakistan, grazie anche all'intervento della Cina che ha esortato Tehran a mostrare flessibilità.

Il presidente sudcoreano ha presentato il 'National 12 Step Drive', che include l'uso di elettrodomestici solo nei weekend, il passaggio a sistemi a basso consumo e l'utilizzo dei trasporti pubblici, con possibili restrizioni obbligatorie se la crisi peggiora.

Attraverso Hormuz passava il 20% del petrolio globale e il 90% del gas naturale liquefatto destinato all'Asia. Oggi il transito è crollato del 90%, creando carenze fisiche di energia e materie prime.

Il gas naturale è essenziale per produrre urea, base dei fertilizzanti azotati. Con il blocco delle forniture, paesi come Thailandia e Indonesia rischiano gravi carenze di fertilizzanti, mettendo a rischio i raccolti.

La Cina ha accumulato riserve di petrolio per 3-4 mesi e ha bloccato le esportazioni di fertilizzanti per proteggere il mercato interno, stringendo ulteriormente le forniture ad altri paesi asiatici come l'India.

I premi assicurativi per le petroliere sono schizzati al 10% del valore dello scafo, rendendo economicamente insostenibili molti viaggi. L'Iran ha istituito un sistema di pedaggi in yuan cinesi per attraversare Hormuz.

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